Creato da paolafarah il 19/07/2012
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Da Murakami alla Bartlett, in un languido agosto

Due libri, un tragico agosto. Immobile sotto le fronde d'uva di Villa Bietola bevo estasiata un ottimo Murakami, prima, e un ottima Giménez-Bartlett, dopo. In entrambi i casi sorseggio pagine e parole come a sorseggiare un vino rosso di qualità: languore e beatitudine nel sangue e la testa piacevolmente intorpidita dalla bellezza. Sono due romanzi diversi fra loro, moltissimo, ma entrambi giusti per me e per questo agosto tragico e caldo: Kafka sulla spiaggia di Murakami Haruki ed Exit di Alicia Giménez-Bartlett. Il primo mi affascina perchè realtà, sogno e metafisica sono entità fluide, morbide, perfettamente amalgamate fra loro. La vita, nelle sue componenti (fisica, onirica e spirituale) è una, unica, senza fratture, barriere, separazioni. Tutto si mischia, anche gli esseri umani, su piani diversi; cuore e mente, intenzioni e azioni. Mi dico: quanto è difficile questa visione, quanto è difficile scrivere così. Non siamo abituati, no di certo, ma io voglio abituarmi. Mi piace troppo. Adoro Murakami. Ora più di prima. Ecco, dopo Kafka sulla spiaggia, sono pronta a modificare qualcosa di me, del mio modo di scrivere. Non posso non farlo. E poi, che dire di alcuni personaggi? Una bontà d'animo, generosità, comprensione umana senza pari. Fra tutti, il bibliotecario Oshima. Mi sento di dire che non appartiene a questo mondo, e forse è così. Ecco, non voglio suggerirvi altro anche perchè, sappiatelo, "Kafka sulla spiaggia" non si può spiegare: è soltanto da leggere. La libertà d'interpretazione è necessariamente concessa, ammessa, auspicabile e plausibile. "Exit" di Alicia Gimenéz-Bartlett è tutta un'altra cosa. Exit è una villa, un luogo fisico, seppure fantasioso. La trama è liscia, scorre in un'unica direzione, su un unico piano. Ad Exit si va (e si paga) per suicidarsi in modo originale, personalizzato, confortevole e poco traumatico. Il languore si mescola all'amaro e al sorriso. Splendido il personaggio del dottor Eugenius, direttore artistico con ... colpo di scena. Leggetelo, leggete anche questo. Poi mi dite.

A presto! Che l'estate sia ancora lunga e densa di letture. 

Paola Farah Giorgi

 
 
 

Autentico personaggio in cerca d'autore alla Biblioteca De Amicis

Post n°69 pubblicato il 06 Maggio 2018 da paolafarah

Certe cose possono accadere soltanto in una biblioteca. Guardi cosa c'è dentro. Sono queste le parole che una mamma ha pronunciato sabato scorso in biblioteca (la biblioteca De Amicis di Genova), consegnandomi un libro su Erodoto preso in uno degli scaffali. Io ero lì, turno pomeridiano, seduta tranquilla alla mia postazione. Sfoglio il libro e rimango senza parole. Poco dopo, arriva da me il figlio della suddetta mamma, consegnandomi un altro libro: questa volta Sofocle. Guarda questo, mi dice tutto contento, ce ne sono altre .. e c'è anche la carta d'identità. Sfoglio questo secondo libro. Da non credere. Istintivamente penso: un autentico personaggio in cerca d'autore! arrivato casualmente a me, che scrivo. Lei è una donna, bella e sorridente, anno di nascita 1906. Ha voluto lasciare traccia di sè agli anni a venire, al destino, direi, nascondendosi in due libri "poco utilizzati" di una biblioteca. Probabilmente, non voleva farsi ritrovare troppo in fretta. E c'è riuscita. Foto, momenti della sua gioventù, i suoi figli, i suoi viaggi, i suoi amori. Immagini che percorrono vari decenni. Finalmente arrivate, finalmente ritrovate. Sì, carissima, un pochino tornerai a vivere. Voglio considerarti un autentico personaggio in cerca d'autore, e scriverò di te. Sì, indagherò un pochino (voglio capire il perchè di Erodoto e di Sofocle, perchè ... un secondo perchè deve esserci), poi lascerò spaziare la fantasia e ogni tua foto sarà la scena di un romanzo che ti vedrà protagonista. Mi è piaciuto molto il modo che hai scelto per raggiungere il futuro. E grazie per la tua firma, per il tuo volto, per quella consunta tessera postale che mi ha dato la certezza che tu, ebbene sì, ... volevi proprio farti ritrovare. 

 
 
 

Nebbia, camelie, Richard Brautigan

Post n°68 pubblicato il 04 Aprile 2018 da paolafarah

Giornata di nebbia, camelie oltre il vetro. Amo il dolce far niente, amo leggere senza preoccuparmi di ricordare ciò che leggo, amo leggere senza preoccuparmi di recensire. Quante cose stanno cambiando, quante cose sono cambiate. E scrivo senza sapere cosa andrò a scrivere. Mi piace così. A breve uscirà il primo episodio delle Avventure di Villa Bietola e non so ancora se l'editore ne è rimasto sorpreso, appagato, divertito ... chissà! E cosa mai ne uscirà? Aspetto. Mi piace non indirizzare più nulla. Ho indirizzato troppo. Aspetto, e mi godo il dolce far niente. Nebbia e camelie oltre il vetro. Un paesaggio quasi surreale, lento. Comunque ... per l'episodio successivo inizierò da una orribile poltroncina viola con merletti, di cui tutti sanno ma di cui nessuno vuole ammettere di sapere. Un segreto da non rivelare. Fingere è meglio. Inizierò forse domani, o dopo. Letture? .. Ho scoperto Richard Brautigan. Lo conoscete? Mi è capitato fra le mani "Una donna senza fortuna". Incipit: una scarpa di una qualche lei in mezzo a un incrocio a Honolulu. Ma la donna del titolo non è morta in un incidente stradale e la scarpa non è la sua. E' solo un incipit a effetto. Poi tutto diventa un viaggio, un peregrinare dell'autore stesso, tappa dopo tappa, verso la fine. Bello. Mi è piaciuto. Tutto procede a ruota libera. Brautigan è ok, per come sono fatta io. Così ho cercato un altro suo romanzo: "La casa dei libri". E' un posto strano la biblioteca dove il protagonista vive e lavora 24 h su 24. E' lì che tutti gli scrittori improvvisati del mondo portano le loro opere. Migliaia. Libri che nessuno leggerà, non pubblicabili, assurdi, improponibili. Ma esistono e, per il loro esistere, hanno bisogno di una casa. Quando non ce ne stanno più, una parte viene portata alle caverne. Caverne strapiene di libri. Ci lavora un certo Foster, un tipo che beve. Stop. Non voglio recensire, troppa fatica. Vorrei riuscire solo a incuriosire. Se Brautigan vi ispira, io lo consiglio. Aveva i baffi biondi, ora riposa in pace. 

 
 
 

Letture e Scritture e Vita

Post n°67 pubblicato il 28 Gennaio 2018 da paolafarah

Quali autori ho letto ultimamente? Simone Tempia, Salinger, Garcia Marquez e Ruiz Zafon. Quale autore sto per leggere? Achille Campanile. Cosa sto scrivendo in questo periodo? Le Avventure di Villa Bietola, primo episodio. Cosa mi piace fare (oltre a scrivere) in questo periodo? Starealsoleingiardino. Le novità di questo primo mese del 2018? 1) essermi liberata dai mille impegni inutili che avevo accumulato nel corso degli anni e che mi avevano reso la vita impossibile, 2) un secondo maggiordomo, oltre all'amato Arcibald, 3) un nuovo abbinamento shampoo - maschera per capelli, il primo alla keratina, la seconda all'olio di argan.

 
 
 

Chesil Beach di Jan McEwan - recensione

Post n°65 pubblicato il 16 Luglio 2017 da paolafarah
 

Chesil Beach, spiaggia ciottolosa lunga 28 km nel sud dell’Inghilterra, contea del Dorset. È la spiaggia di una fuga, di un bisogno impellente e tragico di solitudine, di un silenzio impossibile nel fragore dell’anima, un fragore impietoso, quasi da affogarci dentro. Il mare osserva. Il mare è lì. Di fronte a Florence Ponting. Onde di sensazioni, percezioni e pensieri inconsulti, opprimenti. Lei è lì, a Chesil Beach, il suo futuro è altrove.

Chesil Beach, spiaggia ciottolosa lunga 28 km nel sud dell’Inghilterra, contea del Dorset. È la spiaggia dove raggiungere e catturare una spiegazione, un chiarimento dei fatti, un perché, ed è l’evidenza di una fine non ancora iniziata, di un qualcosa che è successo ma che non avrebbe dovuto succedere. Edward è lì, di fronte al mare, assurdamente imbrigliato in parole che non vorrebbe sentire, in un buio che non vorrebbe vivere.

Chesil Beach è un romanzo di Ian McEwan, un concentrato di 136 pagine di emozioni. Personaggi scavati nella sabbia e nel sale delle proprie paure, ansie, inquietudini. È un romanzo dalla trama minima, essenziale: un momento di vita, preceduto da un’attesa, scaraventato nella realtà. Quasi una punizione per ciò che Florence ed Edward non hanno mai avuto il coraggio di dirsi in anticipo.

Mi è piaciuto, lo consiglio, adatto anche a lettori pigri come me, quelli che prima d’iniziare un libro guardano anche il numero delle pagine: è di una bellezza concentrata, con immagini forti, da non dimenticare, ed è una riflessione acuta su ciò che la sessualità era e rappresentava sino ad una manciata di anni fa.

Dal romanzo è stato tratto un film.

 
 
 
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