Blooog

Post n°46 pubblicato il 19 Luglio 2011 da papuglio

Che bello avere un blog. Mi ricordo anni fa quando scoprii che esistevano.
Ne voglio uno anch'io!!! Sarà bellissimo. Parlerà di me, di quello che penso e di quello che faccio. Una specie di diario che conservi la memoria degli eventi quotidiani ma che in più potrà interagire con gli altri. A differenza del diario cartaceo, il blog, lo potranno leggere tutti.
I primi post sono carichi di entusiasmo ma, data la mia proverbiale pigrizia, già sbotto quando mi si chiede di modificare il template o di aggiungere immagini ecc.
I posts passano da quotidiani a occasionali, gli argomenti cominciano a scarseggiare e, a dirla tutta, mi sembra di essere anche un po' ripetitivo. Ogni tanto scopro che quello che ho scritto ha dato fastidio a qualcuno e mi tocca pure scusarmi o spiegarmi, perchè poi? Insomma scrivo quello che penso, questo è il mio spazio, se non ti piace liberissimo di girare al largo. Ennò, essere fraintesi da fastidio ed ecco che parte la spiegazione. Tolti questi momenti di vago fervore tutto il resto mi annoia. Perchè allora quelli degli altri mi piacciono? Allora lo rivaluto, vado a trovarlo, il mio blog abbandonato, ma quando comincio a scrivere... ecco! Il vuoto assoluto o, forse il toppo pieno, non so. Fatto sta che dalla testa l'unica cosa che esce è il caos. I pensieri fanno a botte, si aggrovigliano in una rissa senza storia. Vabbè, sarà per la prossima volta, forse...
La magia nasce nel momento esatto in cui spengo tutto, ormai rassegnato e scopro che, tutti quei pensieri, una forma ce l'avevano e, come se facessero la pace, cominciano ad allinearsi ordinatamente e si svolgono nella mia mente con una lucidità impressionante. Peccato che abbia già spento tutto ma la prossima volta che aprirò il mio blog saprò esattamente cosa scrivere. Peccato che quei pensieri tanto chiari sfumino rapidamente in una nebbia fitta che li riassorbe così come li ha generati. Aveva ragione vasco...
Ma le canzoni son come i fiori, nascon da sole son come i sogni e a noi non resta che scriverle in fretta perchè poi sbiadiscono e non si ricordano piùùùùùùùùù

Eppure adoro scrivere...

 
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OOOPS...

Post n°45 pubblicato il 15 Luglio 2011 da papuglio

...Mi scusi, non l'ho fatto apposta!

Cose che capitano per caso, nella vita, ce ne sono davvero tantissime. Anche l'amore capita per caso. Un giorno vado a prendere il bus per andare a scuola e c'è lei che, ancora non lo sa, ma diventerà mia moglie. Per caso, poi, capitano un sacco di cose, sì, l'ho già detto, ma è così. Prendiamo ad esempio quel telefono e quella macchina fotografica che ho trovato a pienza, beh, poteva trovarli chiunque, invece no, li ho trovati io. E quell'angolo di mondo che non mi sarei mai immaginato neppure di andare a cercare ma c'era la strada chiusa e ho dovuto fare una deviazione, stupendo, ci tornerò sicuramente. E quel caso che mi trovassi proprio lì mentre quella signora rimaneva in panne al semaforo? Se non è un caso questo. Un'altra mi ha addirittura detto che sono un angelo perchè le ho rimesso in pista la sua macchinina appiedata mentre andava al lavoro. Ma anche quella volta che cambiai lavoro fu per caso. Che litigata, me la ricordo ancora...
"Basta! Qui uno di noi è di troppo e visto che lei non se ne andrà mai, me ne vado io!!!"
La sera stessa mi chiama mio zio e mi dice che cercano dove lavora lui. Che caso!
Così come quando arrivò lei che cercava una macchina nuova e ora è la mia migliore amica. Sì, daccordo, il caso non è sempre favorevole, a volte è infausto. Ah se non mi fossi neanche alzato quel giorno che ho fatto l'incidente.  Se non mi fosse capitato quel prof di mate non avrei perso un anno alle superiori. E se non ci fossero stati tutti quei raccomandati da sistemare farei il motorista aeronautico. Se non gli si fosse staccata la marmitta a sedici anni, ora avrei un'amico in più, invece è finito sotto quella dannata macchina.
Il caso... insomma...
Quella sera mi annoiavo, avevo le fatture da fare ma aspettavo un cliente e sarebbe potuto arrivare da un momento all'altro, come potevo sapere che non sarebbe arrivato proprio?  Mentre cazzeggio davanti al pc vedo il tasto esplora e, preso dalla curiosità, comincio a pigiarlo. Un profilo via l'altro scopro l'umanità più varia. Neanche a dirlo, per caso, inciampo in un profilo dalla descrizione provocatoria, diceva più o meno...
"parlo con tutti ma non con chi si crede un dio"
Preso da ispirazione rispondo in modo assurdo, convito che il tutto cada nel vuoto e, invece, quella persona era la in quel momento. Quante possibilità c'erano che fosse proprio lì, davanti al pc, in quel momento. Eppure era la. Provocazione su provocazione finisce che scopro di essere inciampato "per caso" nella vita di una persona, capito? Non in una community, nella vita di una persona e che questa vita è interessante. Donna, madre, moglie, lavoratrice, pensatrice, poeta, impenditrice. Una vita complicata ma strutturata in modo rigoroso. In qualche modo ho trovato lo spazio per far parte anch'io di quella vita. È sempre un onore sapere di essere considerato un amico. Forse, questa volta, "per caso" ho trovato un tesoro. Vada come vada, la cosa importante è esserne stato parte.

Ad una nuova amica incontrata "per caso"

Ennio

 

 
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SUPERMARIO

Post n°44 pubblicato il 16 Settembre 2010 da papuglio

Mario, che è identico al super mario bros della nintendo, ne ha coniata un'altra.
Noto per aver dato alla luce termini come "eppiuà", "scutter", "fostrok" e altro ancora, ci ha deliziato oggi con la sua nuova creazione. Ma non anticipiamo nulla... andiamo a riportare il dialogo che ha portato al grande evento...

"Sai che la R*** ha tolto due denti e le hanno messo dei provvisori fissati con dei ferretti. Pensa che ieri sera sono andato a prenderle la cera odontotecnica perchè il ferretto le sfregava contro la carne e la stava tagliando. Essì, perchè quello è un corpo contrundente e fà male"

Come avrete capito il nuovo nato è "corpo contrundente"
Chissà quale altra novità ci sta preparando il grande supermario bros.

Arrivederci alla prossima puntata.

note d'autore

eppiuà = happyhours
scutter = taglierino
fostrok = fastfood

 

 
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ASCOLTAMI

Post n°43 pubblicato il 13 Settembre 2010 da papuglio

"Ciao! Hai tempo per una birra? È un po' che non ci vediamo... dai che facciamo quattro chiacchiere..."

La serata è moscia, clienti non se ne vedono, vabbè, chiudo un po' prima e il tempo per una birra lo trovo.
Arrivo al bar e lei è già lì. Non la vedo da mesi ma si sà, ognuno a rincorrere i suoi guai... Ci salutiamo velocemente, come se ci fossimo lasciati qualche ora prima. Non le ci vuole molto per imbastire un discorso, ma il suo viso parla per lei, è visibilmente scosso, direi sull'orlo di una crisi di pianto.

"Ho un sacco di cose da raccontarti, vecchie verità tenute segrete che mi pesano come macigni. Sono stufa di tenermi tutto dentro. Sto scoppiando..."

Tra singhiozzi e isterismi mi racconta la sua storia, un amore tutto sbagliato che si trascina da anni e che non può nemmeno essere manifesto. A volte taccio, ma a volte non posso fare a meno di aggredirla...

"E in nome di quale amore sopporti tutto questo? Perchè ti comporti come una stupida, pur sapendolo, e non imponi le tue tue condizioni? Come mai gli concedi la possibilità di trattarti come un giocattolino?"

L'effetto è dirompente, scoppia in lacrime, si controlla a stento, si rende conto dei suoi errori e delle sue debolezze ma non può proprio fare diversamente, è cotta innamorata, che credo sia come una speciè di malattia mentale degenerativa, e non riesce ad essere dura come dovrebbe. Ma ancora una volta le pongo una domanda che non c'entra nulla ma che mi ronza in testa da tempo, da quando morì suo fratello e chiamò me, in lacrime, dicendomi che aveva bisogno di parlare. Glielo avevo già chiesto ma la risposta non mi soddisfaceva.

"Perchè queste cose le racconti a me? Hai tanti amici e amiche ma chiami me, ti fai un sacco di chilometri per una birra resa più amara dal pianto per discutere di queste cose con l'unico che non si fa problemi nel rinfacciarti le tue responsabilità e non è per niente compassionevole?

"Ma hai presente la gente che mi sta intorno? Con chi potrei parlare liberamente come con te? Chi mi ascolterebbe senza scaricarmi addosso la sua pietà, la gelosia, l'equivoco...??? Certo, potrei parlare con mia sorella ma poi mi incasinerebbe la vita cercando di aiutarmi, con lui è inutile provarci, ha le sue buone ragioni per farmi sentire pazza e isterica e le amiche? Non aspettano altro che una buona occasione per avere qualcosa di cui sparlare, quando non ti pugnalano alle spalle..."

Le parole fluivano dalle sue labbra con decisione e naturalezza, era impossibile opporre obiezioni, ma il tono della sua voce stava cambiando, c'era qualcosa che mi inteneriva e preoccupava al tempo stesso.

"E poi perchè mi sono innamorata di te, non ora, non più. Non sai quanto ho pianto per te. Perchè eri troppo sposato. Perchè sempre alle altre? anch'io vorrei un uomo come te, cos'ho io che li respinge? Tu mi ascolti e non mi giudichi, mi dici infaccia quello che pensi, non devo star li a pensare... ma chissà cosa avrà voluto dire... da te non mi devo guardare le spalle o preoccuparmi di non urtare la tua gelosia. Non mi devasteresti mai la vita svelando quello che ti dico o cercando di aiutarmi a fare ciò che non voglio fare solo perchè gli altri pensano sia giusto. Perchè non mi fai sentire pazza quando ti espongo i miei ragionamenti. Perchè..."

Ho provato un immenso imbarazzo. L'incapacità più totale di comporre un pensiero. Aprivo la bocca ma non ne usciva nulla.  Occhi bassi per evitare il suo sguardo straripante di emozioni. Ma poco a poco mi sono ricomposto e ho capito una grande verità. Le persone più importanti non sono quelle che hanno il potere di influenzare il corso della nostra vita ma quelle che la espandono, che funzionano come contenitori delle nostre emozioni quando cominciano a pesare, una specie di diario capace di intendere e di volere ma non di inficiare la nostra libertà d'azione. Mentre quelle di cui ci innamoriamo sono quelle che reputiamo irraggiungibili, lontane anni luce dal nostro modo di essere e capaci di instaurare lotte e porre ostacoli che ci stimolano con sfide continue. Vincere la sfida porta oltre, verso un nuovo orizzonte, non riuscire a vincere ci costringe a rimanere nel tentativo ottuso di abbattere anche questo ostacolo senza che ci si renda conto della prigione che ci stiamo creando intorno.

"La birra è finita e la tua amarezza si è dileguata. A casa mi aspettano. Ti saluto e spero di risentirti in momenti migliori."

Che strano, non sento il peso delle sue confessioni come succedeva in passato, anzi, mi sento come vuoto, leggero. Non capisco... Ma che doccia fredda!!!

 
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Ho fatto un viaggio

Post n°42 pubblicato il 30 Agosto 2010 da papuglio

Dove vai in vacanza?
Vado a fare il cammino di santiago...
Ma tu sei pazzo, ma vai al mare o dormi tutto il giorno piuttosto.

Insomma non c'è voluto venire nessuno con noi in questa piccola avventura. Così a partire siamo io, mia moglie e bobo.

Cos'hai da farti perdonare? All'improvviso sei diventato spiritualista? Non dirmi che sei così religioso? Hai fatto un voto? 

A dirla tutta, sul modulo della statistica che ci hanno dato a saint jean pied de port, ho scritto che le ragioni di questo viaggio sono solo culturali, eppure, sembra che in molti non siano voluti venire con noi perchè non coinvolti religiosamente.

Non l'ho trovato. Non ho trovato Dio. Non ho trovato neppure me stesso. Però ho trovato mia moglie. Sempre vicini, per giorni, sempre a condividere fame, sonno, stanchezza, caldo, pioggia.
Forse, distesi su di una spiaggia a rosolare e ad annoiarci, avremmo litigato, saremmo stati nervosi per il caldo, la ressa, i prezzi esagerati.
Qui tutto ci meraviglia, non per la bellezza o il misticismo ma per l'inventiva, lo spirito di iniziativa, i dettagli simpatici, le piccole grandi differenze con il mondo che siamo abituati a conoscere.
Troppe cose da dire, da raccontare, bisogna farlo un viaggio così per poterlo godere fino in fondo, quindi, voi che leggete, non limitate la vostra cultura per paura d'esser confusi con bigotti, qui la religione c'entra poco, le persone contano molto.

Il cammino ha il giusto ritmo per scandire gli attimi della nostra vita. 

 
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