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Lo scontro di principii - il punto della situazione/2
Post n°91 pubblicato il 08 Luglio 2015 da provad
Dagli amici mi guardi iddio che dai nemicii mi guardo io. E' molto piu' facile guardarsi dai nemici che dagli amici, perche' e' molto piu' facile combattere un nemico esterno che un nemico interno, soprattutto quando la lotta e' ideologica e non fisica. Lo vediamo con l'ISIS: chi potrebbe pensare che un gruppetto di rivoluzionari squattrinati e mal armati possano avere la meglio sugli eserciti di stati organizzati ed aiutati dalle grandi potenze mondiali? Eppure e' quello che sta succedendo in Iraq, in Siria, in Libia, ed in altre parti del mondo. Come e' possibile? Pensavamo che le guerre del XX secolo avessero insegnato che per vincere occorre avere tante armi e sempre piu' potenti, i governi nazionali spendono fortune in armamenti sempre piu' potenti, per scoprire che il XXI secolo ha cambiato le carte in tavola e le ha rese quasi inutili. A dire il vero il Vietnam qualcosa avrebbe dovuto insegnare, ma e' stato cancellato presto come errore e non ha portato nessun ripensamento strategico. Il mondo occidentale non capisce che per vincere le guerre sui campi di battaglia bisogna prima vincere le battaglie ideologiche che le sostengono dalle retrovie, pensa di demandare alle armi cio' che le armi non possono fare, perche' l'arma puo' essere efficace solo se il dito che tira il grilletto e' determinato a colpire, altrimenti sbagliera' il colpo. L'ISIS ha pochi mezzi ma e' retto da una grandissima determinazione, questo e' sicuro. I regimi che combatte sono invece regimi corrotti ed inefficaci, le cui popolazioni sono molto piu' vicine ideologicamente all'ISIS che ai loro regimi. Di che ci stupiamo quindi? Saranno le stesse popolazioni a rovesciare i propri governanti e consegnare i loro stati all'ISIS. Per quanto riguarda l'occidente, le cose sono messe ugualmente male. La bandiera ideologica dell'occidente sono i diritti dell'uomo, ma oggi tali diritti non sono piu' riconosciuti unanimemente. Il nemico nuovo e piu' minaccioso si presenta da sinistra. I principii contenuti nella dichiarazione dei diritti dell'uomo sono diventati negoziabili, e quindi non sono piu' tali. Il sacro principio della lilberta' di espressione viene piegato alle esigenze musulmane, per cui non si possono pubblicare immagini di Maometto. Nulla in contrario invece a pubblicare immagine blasfeme cristiane, per il New York Times. La battaglia ideologica sulla parita' dei diritti si trasferisce al matrimonio omosessuale, per cui il principio sacro della parita' dei diritti indipendentemente dalle tendenze sessuali viene scambiato con la modifica di un istituto che e' nato per difendere le famiglie e che invece viene piegato ai soprusi di un gruppo agguerrito di persone. Sui gay uccisi nei paesi islamici per il fatto di essere gay, nessun problema. Sugli inesistenti diritti delle donne musulmane, non si dice nulla. Per la sinistra l'islam non e' portatrice di principii incompatibili con i nostri, siamo noi che dobbiamo adattarci ai loro. Con queste premesse lo scontro dei principii e' gia' perso. Seguira' la sconfitta militare.
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DA LEGGERE
- The Cairo declaration on human rights in islam
- Dichiarazione universale dei diritti umani
- Discorso di Ratisbona di Benedetto XVI
- Per comprendere l'islam e il Medio Oriente
- AsiaNews - Fonte di informazione preziosa
- Blog di Daniel Pipes
- Asia Times - Spengler
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