Creato da: padronedeiburattini il 28/02/2005
...la strada che ho percorso finora verso dove mi porterà? Pensieri e riflessioni di una vita

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«  Messaggio #159 »

Una tranquilla domenica di "terrore"

Post n°158 pubblicato il 15 Maggio 2006 da padronedeiburattini

Ok ok, sono stato latitante per molto tempo su questo blog, non che non vagassi (errante come sempre) per i blog altrui, soprattutto in quelli delle persone che ho imparato ad apprezzare "nonostantetutto" e che mi hanno concesso la loro attenzione "nonostantetutto"... insomma per farla breve "attenti che vi controllo!!", leggero come il vento di terra che in estate fa oscillare molli e teneri virgulti, silenzioso come la notte che giunge inaspettatamente puntuale, attento come gli occhi della civetta cui, dalla sua torre, nulla sfugge... come? troppo egocentrico? ok ok... è che il mio supervisore se mi becca un'altra volta a cazzeggiare sul web o sul messenger mi "crepa di mazzate"... come se non ne avessi già di mio. Bhè si, il fesso qui presente ieri pomeriggio, preso dall'eccitazione di andare a fare una partitella a pallone, mentre scendeva le scale nella stazione della metro di Cardinal Lemoine ha deciso di far mirare le sue doti atletiche "ecceziunali veramente" alle belle parigine che passavano di là... insomma ho spiccato un salto dalla cima delle scale, leggero e leggiadro fluttuavo nell'aere fin quando un sonoro "sdong" mi è rimbombato nella testa... un breve black out e "ritornammo a veder le stelle", seduto per terra, impietoso un soffitto troppo basso, nascosto dalla visiera del mio cappello, aveva interrotto la mirabile traiettoria. Il mio compagno di "giochi" voltandosi si accerta che sia tutto a posto, mi rialzo e ci dirigiamo a comprare i biglietti della linea RER C quando vedo, riflesso nel vetro che separa il popolo di viaggiatori dall'addetto alla vendita dei titoli di viaggio, un rivolo di sangue accarezzare, tiepido e rubicondo, la mia guancia sinistra; metto una mano nel punto in cui la mia testa, fortunatamente dura quasi quanto il mio comprendonio, aveva colpito la dura roccia, e la ritrovo completamente insanguinata. Preso dal panico prego il "bigliettaio" di chiamare i pompieri che, a dispetto del fatto che dovessero fare soltanto 5 metri (la loro stazione è proprio sopra l'ingresso della metro, si presentano tranguilli e giocosi dopo la bellezza di 10 minuti, mentre io nel panico rischiavo spavaldo la morte sicura per dissanguamento. Dopo aver disinfettato e tamponato con garze sterili mi accompagnano con la camionetta (stile E.R.) all'ospedale; la loro ilarità sembra aver avuto un'improvvisa ed immotivata (quanto irriverente) impennata verso l'alto, quando mi hanno chiesto di spiegare, per compilare il verbale, cosa mi fosse accaduto. Arrivato in ospedale, dopo lunghissimi minuti di attesa in compagnia di un giocatore di calcetto della domenica con segni evidenti di scarpe sul volto, mi fanno entrare nella saletta in cui un medico un po' troppo spiritoso a riguardo del mio accento "italiano" ed una infermierina alquanto prorompente mi immobilizzano sul lettino per suturare la profonda ferita. Ahimè la sorte ancora decise di infierire su di me affidandomi alle sconsiderate mani di un medico dalle "braccine corte" che non è stato capace di regalarmi che soltanto due piccoli punticini... vedremo quanto saprà essere generoso quando mi arriverà a casa il conto di trasporto ed operazione.
Scherzi a parte la ferita è profonda ed abbastanza lunga... ma i soli 2 punti non mi permettono di colpire la volubile fantasie delle leggiadre fanciulle che conoscerò.
Al prossimo post (supervisore permettendo) affiderò invece la cronaca della scorsa settimana passata in Corsica a Cargese per un meeting su cose che hanno a che fare con la fisica.

 
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