Creato da: padronedeiburattini il 28/02/2005
...la strada che ho percorso finora verso dove mi porterà? Pensieri e riflessioni di una vita

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Legge Biagi

Post n°183 pubblicato il 05 Giugno 2007 da padronedeiburattini

Premessa: se passate per questo post, non chiudetevi gli occhi fingendo che la cosa non vi riguardi.

Chiariamo una cosa: il lavoro di ciascuno di noi, il proprio tempo, le proprie energie siano esse inttelletuali o fisiche NON SONO accomunabili per nessuna ragione ad una semplice merce di scambio come potrebbe essere un pomodoro od una macchina. L'italia è una repubblica FONDATA SUL LAVORO, non è pensabile chiamare lavoro anche semplici prestazioni retribuite solamente per la loro durata (temporanea), perchè per raggiungere quelle prestazioni non basta farle semplicemente... sono stati impiegati anni ed anni per raggiungere quelle competenze, sono stati fatti "investimenti" da parte dei nostri genitori per farci studiare, mangiare, non è quindi ASSOLUTAMENTE pensabile che si possa liquidare una qualunque prestazione lavorativa come se si andasse a comprare un pomodoro al mercato. Altra cosa importante è che il LAVORO è tale quando permette di programmare il futuro. Non è assolutamente una questione di "sacrifici", come quelli che hanno fatto i nostri genitori per farci crescere, farci studiare e mandarci in vacanza. Il sacrificio è sostenibile quando esiste una seppur piccola prospettiva di benessere. I contratti a tempo, i vari co. co. co. offrono soltanto sacrifici, la sicurezza di un futuro stabile (seppure pieno di sacrifici) non esiste minimamente.
Non sto parlando per "sentito dire", faccio il dottorato, tra breve finirà il mio contratto, dovrò trovarmene un altro, ancora a tempo indeterminato e chissà per quanto tempo ancora. Ma non è questo il problema, come detto, i sacrifici si possono fare, ma se quest'anno sono a Como, l'anno precedente sono stato a Parigi, l'anno prossimo dove starò? E l'altro ancora? E' possibile pensare anche solo lontanamente di fare una FAMIGLIA se non si sa nemmeno in quale parte del globo si andrà ad abitare?

Ma chi sono quelli che vogliono (ed a quanto pare ottengono) la diffusione di contratti a progetto, co. co. co, lavoro interinale? E' banale giungere alla conclusione che altri non possono essere che imprenditori e datori di lavoro, manager rampanti e compagnia bella. Il motivo è altrettanto semplice: EFFICIENZA. In effetti la pensata è piuttosto banale, quanto vecchia come il cuculo e proviene da tecniche di miglioramente della efficienza utilizzata per la produzione, stoccaggio di prodotti industriali. Se c'è domanda del mercato devo produrre a sufficienza per sfruttare la richiesta e quindi aumento la quantità di prodotto da immettere nel mercato, ma una volta che il mercato si è saturato in attesa che la domanda ricominci ad aumentare che faccio? Continuo a produrre agli stessi ritmi dei bei tempi? Ovviamente sarebbe un costo troppo elevato: costa persino mantenere in magazzino tutta la roba in eccesso che ho prodotto. Quindi devo contrarre la mia produttività, ridurla allo stretto indispensabile, in questa maniera abbatto costi parassiti. L'estensione ai lavoratori viene piuttosto facilmente: se c'è bisogno di produrre molto assumerò gente per lavorare fino a quando non mi servirà più. Qualche anno fa, se eri un datore di lavoro, sapevi benissimo però che se assumevi una persona non la potevi licenziare tanto facilmente, quindi ci pensavi 4 volte prima di assumerne una (aumentando le tue spese, dato che devi pagare uno stipendio in più) ma nel frattempo magari il mercato richiedeva più quantità del tuo prodotto e tu non riuscivi a coprire questa domanda perdendoci quindi tutto quel volume di richiesta che non potevi coprire con la tua offerta. Allora cosa fare per OTTIMIZZARE? Siccome l'uomo è ingordo per natura, e non gli basta guadagnare e far andare bene l'azienda, ma vuole di più, che cosa si è inventato? il LAVORO ON DEMAND!!!! che gran comodità... assumo quando devo produrre molto, licenzio quando il mercato si contrae... ma questo la legge non me lo permetteva: allora che si fa? Si dovrebbe cambiare la legge. Ma come fare per non creare una sommossa popolre? La maggioranza della popolazione non è imprenditrice, ma sono in larghissima maggioranza lavoratori dipendenti, sicuramente se gli tolgo il diritto al LAVORO (che NON E' una PRESTAZIONE LIMITATA NEL TEMPO) questi si incazzano. Ecco allora la trovata: creaiamo un EROE! Come? Gli ingredienti sono pochi e facilmente miscelabili. Ecco quello che io farei (ma mi pare un giochetto piuttosto logico): prendo un professore universitario stimato, che magari crede veramente che la flessibilità del lavoro aumenti le assunzioni e renda il mercato più fluido (a voi sembra fluido il mercato del lavoro oggigiorno? Mi pare proprio di no.. quindi possiamo affermare sin da ora che è una gran CAZZATA); faccio stilare al questo professore stimatissimo una proposta di legge che renda flessibile il mercato del lavoro. Il problema ovviamente è farla approvare senza che poi i miei amici che stanno in parlamento divengano (come è sicuro che accadrebbe se non mi industriassi meglio) impopolari alla maggioranza del paese... come farei sennò ad mantenere degli amici che contano nei posti dove si decide? Ecco allora che sottobanco, senza che nemmeno gli interessati lo sappiano, finanzio gruppi estremisti di lotta operaia (ovviamente se sapessero che sono proprio io a finaziarli non accetterebbero i miei soldi, ma non è necessario che sappiano da che parte arrivano i finanziamenti, a loro interessa combattere). Adesso quindi posso cominciare a proporre, mediante il mio stimatissimo professore, la proposta di legge: più prestazioni flessibili per tutti!!! Anzi, visto che "prestazione" poi desterebbe sospetti... la cambio in un concetto più appetibile: lavoro flessibile! Dall'altra parte i miei gruppi militanti si incazzano appena sentono che c'è qualcuno che osa pensare ad una cosa fel genere: bisogna farlo fuori. E cosi il nostro caro illustrissimo eminentissimo professore viene fatto fuori. Allora ecco i miei amici politici, il presidente della repubblica, i miei amici giornalisti che gridano allo scandalo! al martire! Che eroe il nostro professore! Una persona che è morta per la causa, per degli ideali non può che essere una persona onesta e fidata... ecco fatto. Un bel funerale in pompa magna, una bella medaglia all'onore, qualche altra onoreficienza, la moglie del professore che se la prende con questi barbari. Adesso anche l'opinione pubblica è dalla nostra parte: chiunque dica che la legge proposta dall'esimio professore è una gran cazzata viene accusato di essere un miltante, terrorista estremista, gli operai che resistono sono cattivi, il professore è il buono. Il gioco è fatto, ora posso presentare tranquillamente la legge in parlamento, farla approvare senza che nessuno si rivolti, senza che i miei amici politici in parlamento perdano di popolarità.

E la chiesa col suo bel papino che fa? Dice che la famiglia è messa in pericolo da omosessualità e corruzione dei costumi; ma che bei burattini!

 
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