Creato da: padronedeiburattini il 28/02/2005
...la strada che ho percorso finora verso dove mi porterà? Pensieri e riflessioni di una vita

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Post N° 125

Post n°125 pubblicato il 10 Novembre 2005 da padronedeiburattini

Volevo postare le mie "prove generali" ma credo che rimanderò alla prossima.

Sono stato a pranzo, ancora con lei, il mio amico mi ha aiutato in tutti i modi. Ci siamo seduti a parte dagli altri e così ho potuto sciogliermi un po'... abbiamo parlato e scherzato un po' in inglese, un po' in francese, l'ho guardata, anche lei forse ma non so con quale intenzione. Ho scoperto però che c'è un altro concorrente, un ragazzo francese. Io nelle situazioni di competizione ci sto stretto... anni fa ero in una squadra agonistica di vela (classe 470), ho lasciato perchè non ho la cattiveria necessaria per vincere, se perdo perchè l'avversario è più forte sono contento perchè non sono stato costretto a batterlo io, e quando capita di essere io il più bravo divento pietoso e faccio di tutto per perdere. Penso che lei sia bellissima e vale la pena provarci, ma con uno sfidante so già di perdere comunque, perchè non sono capace di volere la sua sconfitta... e così temo che lei mi scivolerà via tra le dita come tutte le altre. Poi credo che lui sia molto più carino di me, parla francese e quindi può anche comunicare meglio di me il suo "essere"... mi sento giù, nonostante abbia passato un bellissimo pranzo in compagnia dei suoi occhi e dei suoi sorrisi... forse lei ogni tanto si è girata all'altro tavolo per controllarlo, non so.
Mi sento come uno a cui gli hanno svuotato le vene, senza voglia, senza forza. Vorrei essere diverso, vorrei essere capace di giocare a questo gioco di cui tante volte vi ho parlato, ecco perchè spesso invidio quelli che invece di coltivare il proprio giardino interno, hanno pensato e curato il proprio guscio... perchè per loro è più facile, se fossi stato più carino magari sarebbe stata lei ad avvicinarsi, lo so che è un discorso da sempliciotti ma come al solito la mia esperienza questo mi ha insegnato... sembrerebbe che i tempi siano maturati per tirare fuori finalmente tutto, ma anche se le parole scorrono fluide sulla tastiera mi trattengo; maledette queste ali, maledetta la mia continua voglia di sognare, se cerco di scendere a terra ecco che tutto il mio impaccio a camminare si mostra in tutta la sua ilarità. Non dovrei darmi ancora per vinto, ma la storia già la conosco, l'ho vissuta tante volte, tante volte mi sono ritrovato la notte a non dormire sognando qualcosa che solo in questo mondo lontano dalla realtà potrebbe essere vera. Ed è in momenti come questi che decido allora di scappare, sottrarmi alle folle, alla gente, ai suoi sguardi e desidero fortemente di essere altrove, in un posto dove non c'è nessuno, solo me ed il vuoto che mi circonda, e cosèi passano altri mesi, altri anni... e come un vecchio mito mi trasformo in albero e l'animo si quieta appagato dalla tranquillità che l'eterna bellezza della natura sa donare... fino a quando un giorno passeranno altri occhi di ragazza che mi desteranno da questa pace, mi fisseranno a ricordarmi cosa sia la vita, cosa sia quella misteriosa favola che per me è l'amore.

 
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