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La ragazza scomparsa( 4 capitolo)

Post n°3464 pubblicato il 27 Maggio 2026 da paperino61to

Riassunto: La famiglia Lombardi chiede aiuto al commissario Berardi per ritrovare la figlia Agata scomparsa. Per ora l'unico indizio è dato da un misterioso uomo che importuna Agata e l'auto guidata da lui. Grazie a un professore del liceo dove Agata studia, riesce a prendere il numero della targa dell'auto. Berardi scopre che è intestata a un signore morto e che la vedova non guida. Una sorpresa attende i poliziotti: le targhe sono state rubate e il modello non è quello dell'uomo. Ipotizzano che il ladro conoscesse la vedova o che lavorasse per lei o per qualche negozio nei dintorni. Berardi scopre che un certo franco Roncati si era licenziato da una drogheria e la data del licenziamento coincide con un furto d'auto dello stesso modello che il misterioso uomo che importuna la Lombardi. L'amica di quest'ultima asserisce di non averla vista da diverso tempo.

 

Potrebbe essere lui il nostro uomo, ma ammesso e non concesso che lo sia, come ha fatto la ragazza ad incontrare quest’uomo? Ammettiamo che lui sia venuto in città e l’abbia vista per caso,potrebbe essere un ipotesi plausibile ma di cui dubito fortemente.

“Ora come lo troviamo questo tizio commissario?”.

“Bella domanda Tirdi, poi non siamo manco sicuri se è lui l’uomo da cui è scappata la Lombardi. Nessuno degli studenti ha mai visto in volto quest’uomo”.

“Secondo lei la ragazza non è mai andata a Grugliasco?”.

“Bisognerebbe chiederlo ai genitori, proviamo a fare una telefonata...là c’è un bar”.

Dalla conversazione con il padre vengo a sapere che una volta Agata le ha detto che con la classe qualche volta sono andati a trovare un professore che abitava a Grugliasco o nelle vicinanze, ma non ricorda il nome.

“Forza, andiamo al liceo” e riferisco a Tirdi cosa mi ha detto il padre.

“Fosse così si capirebbe come Roccati abbia incontrato la Lombardi”.

Al liceo domandiamo al preside chi dei professori della ragazza abita a Grugliasco.

“Aspetti un attimo, chiamo la segretaria”. Dopo un paio di minuti abbiamo il nome: Lavinia Forlesse. Domando se posso avere un colloquio con lei, il preside mi risponde che a breve ci sarà l’intervallo.

“Buongiorno professoressa, si ricorda di me, sono il commissario Berardi’”.

“Si mi ricordo di lei, ci sono novità su Agata?”.

“Diciamo che incominciamo a mettere insieme i pezzi del puzzle. Lei abita a Grugliasco?”.

La donna mi guarda sorpresa:”Si, perché?”.

“Abbiamo saputo che la classe della Lombardi è venuta a trovarla a casa”.

“Si, quattro o cinque volte nel periodo primaverile, ho un giardino grande e ho proposto a loro di fare lezione all’aperto, hanno accettato volentieri, il preside non ha avuto nulla da dire in merito”.

“Lei conosce un certo Franco Roccati? Lavorava come commesso in un negozio di drogheria?”.

“Il nome non mi dice nulla, questo negozio dove si trova?”.

Diamo l’indirizzo e lei esclama che non è distante da dove abita.

“Però quest’uomo non me lo ricordo, lei dice che si è licenziato tre mesi fa?”.

“Si signora”.

“Per quanto mi sforzi non lo ...aspetti un attimo, qualche volta ho ordinato la spesa nella drogheria e mi è stata portata a casa un dipendente, sempre lo stesso, potrebbe essere quel Roccati, era un tipo piuttosto antipatico, sgarbato oserei dire”.

“E’ lui! Mi dica si ricorda se la spesa è coincisa con gli studenti che erano da lei quel giorno?”.

“Ora che me lo dice direi di si, di solito andavo io a fare la spesa anche con il tempo brutto, ma se ho fatto l’ordine alla drogheria è perché non potevo muovermi...si direi proprio di si, coincideva con quei giorni che i ragazzi erano a casa mia”.

Poi continua dicendomi di domandare al negoziante, che ha un’agenda dove segna i nomi dei clienti per portargli la spesa a domicilio con tanto di indirizzi.

“Grazie professoressa per queste informazioni, un’ultima cosa: lei potrebbe descriverci questa persona? Purtroppo non abbiamo fotografie e dal suo alloggio è sparito”.

“Direi che è alto circa come lei commissario, anche la corporatura non è molto diversa dalla sua, i capelli se non ricordo male sono sul castano chiaro, volto normalissimo, il colore degli occhi non lo so, ricordo però che portava sempre degli occhiali scuri”.

Usciamo dal liceo con la sicurezza che l’uomo che seguiva la ragazza è Franco Roccati

“Quindi commissario, portando la spesa a casa della professoressa ha visto la ragazza e qualcosa è scattato in lui, una forma di amore ossessivo”.

“Direi di si, un amore sicuramente non corrisposto che ha fatto uscire di testa l’uomo”.

“Ma perché rubare un auto e le targhe, per fare che cosa?”.

“Sicuramente gli servivano per rapirla, ammesso che non lo abbia già fatto”.

“Ma perché rubare le targhe proprio alla signora Reviglio?”.

“Perchè la conosceva, sicuramente la signora ha ordinato la spesa a domicilio, magari la donna ha parlato dell’auto in garage, che lei non guida e Roccati ha colto l’occasione per mettere in moto il suo folle piano”.

“Se l’ha rapita non sarà facile trovarli”.

“Scartiamo le pensioni o gli hotel, rimangano le case vuote o i capanni abbandonati, ma è un’impresa riuscire ad individuarli tutti”.

“Con la descrizione dell’uomo non potrebbe chiedere al suo amico della stampa…”.

“Potremmo tentare se qualcuno li ha visti...buona idea, torniamo in ufficio e lo chiamo subito”.

L’ufficio è vuoto, Perino ha lasciato un biglietto sulla scrivania:“Mi ha chiamato il preside del liceo e mi sono recato immediatamente.

Quando torna il collega la prima cosa che dice è:”Commissario, da quello che ho saputo, secondo il mio parere la ragazza è ancora viva!”.

“Spiegati meglio”.

“Dopo che lei e Tirdi siete usciti, ha chiamato il preside del liceo,mi ha detto che voleva parlare con lei. Gli ho risposto che non c’era e che potevo andare io. Una volta arrivato il preside mi accompagna dal bidello chiedendo all’uomo di riferire ciò che aveva detto a lui”.

“Ieri, dopo che gli allievi sono usciti, un signore è venuto da me domandandomi di Agata Lombardi. Gli ho chiesto chi era, mi ha risposto che era un poliziotto. Ha capito il mio dubbio e ha mostrato un tesserino, aggiungendo che la ragazza era in pericolo ed era stata messa sotto sorveglianza”.

“Cosa ha risposto il bidello?”.

(Continua) 

 
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