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La ragazza scomparsa( 5 capitolo)

Post n°3465 pubblicato il 28 Maggio 2026 da paperino61to

Riassunto: Le indagini sulla scomparsa di una studentessa di liceo continuano serrate. Berardi e i suoi uomini hanno ipotizzato che l'uomo che ha impaurito Agata Lombardi a scappare da casa sia un certo Franco Roccati. Alcuni indizi portano a lui, ma prove concrete non ne hanno, anche perchè l'uomo è diventato irreperibile, è scappato dal suo alloggio. La professoressa Forlesse conferma che i ragazzi della classe per diverse volte hanno tenuto lezione nel suo giardino, e che un dipendente di una drogheria portava a casa la spesa ordinata, e questo dipendente era Roccati.

 

“Ha detto che la ragazza era da giorni che non si vedeva in classe, ma non sapeva il motivo. L’uomo gli è sembrato stizzito e si è allontanato senza dire una parola salendo su un auto”.

“Ti ha fatto la descrizione di questa persona?”.

“Corrisponde a Roccati, e anche l’auto è una Fiat 500 Topolino color nera”.

“La tua impressione è giusta, la ragazza è viva, avverti subito i genitori. Ora bisogna rintracciarla prima che la trovi lui”.

“Non sarà facile commissario, l’unica pista che abbiamo è la sua amica, ma ci ha detto che non la vede da tempo”.

“Proviamo ad andare da questa amica, magari gli viene in mente qualche cosa, ma prima passiamo al liceo, voglio di nuovo interrogare i compagni di classe”.

Dai ragazzi non cavo granché, la Lombardi con loro aveva rapporti solo di studio, un paio di volte ha frequentato due sue compagne:”All’inizio pensavamo fosse snob con la puzza sotto il naso, poi abbiamo capito che era solo timida, e che i suoi genitori non erano entusiasti che frequentasse qualcuno al fuori della cerchia famigliare”.

“Non vi ha mai parlato di una certa Clelia Rossi?”.

La risposta è negativa, mi domandano chi sia.

“E’ una amica di vecchia data di Agata”

Quando usciamo dal liceo ne sappiamo come prima, ovvero ben poco. La ragazza è scomparsa, non ha soldi con sé, Roccati che è ossessionato da lei non sa dove si trovi.

“Sai dove lavora questa Rossi? A quest’ora dovrebbe essere al lavoro”. “Si, in una ditta di imballaggi, è dalle parti di Piazza Carducci, vuole andare commissario?”.

“Proviamo, magari può dire qualcosa che l’altra volta ha dimenticato”.

La ditta si chiama Sabauda Imballaggi, il proprietario è un certo Cristoforo Vautero.

“La Rossi purtroppo si è licenziata”.

“Come mai? Cosa sa dirmi di lei?”.

“Non ho idea del perché lo abbia fatto, è’ una brava ragazza, io e mia moglie la consideriamo come la figlia che non abbiamo. Non ha grilli per la testa se è questo che vuole sapere”.

“Non ha spiegato il motivo delle sue dimissioni?”.

“No, ho provato a chiederlo, ha accennato a problemi di salute di sua nonna. Ho anche domandato che se aveva bisogno di permessi o prendersi dei giorni glieli avrei concessi, ma la risposta è state che preferiva dimettersi”.

“La ringrazio signor Vautero, buona giornata”.

La Rossi si è licenziata e guarda caso coincide con la scomparsa della sua amica Agata. Domando al questore se non è possibile mettere un nostro collega in borghese davanti al liceo, per riuscire ad intercettare Roccati.

“Crede che si rifarà vivo? Se ha saputo che la ragazza è da giorni che non va a scuola, dubito che ci ritorni”.

“Ipotesi plausibile signor questore, ma potrebbe magari ritornare per parlare con i compagni di classe della Lombardi, fino adesso si è limitato ad osservare chi esce ed entra dal liceo”.

“Penserò Berardi alla sua proposta e le farò sapere”.

Esco dal suo ufficio contrariato. Ne parlo con Perino e Tirdi e mi rispondono che loro sono disposti a fare la sorveglianza.

“In fondo è questione di una mezz’ora, sia all’entrata che all’uscita degli studenti, giusto commissario?”.

“Si! Il lasso di tempo è quello, di più non serve”.

I due colleghi si mettono d’accordo tra loro e l’indomani mattina iniziano la sorveglianza.

“Fate attenzione, tenete conto che non sappiamo se Roccati è un uomo violento o no, e se messo alle strette non sappiamo come reagirebbe”.

La serata invoglia ad uscire e con Maria decidiamo di fare un giro al parco del Valentino. Il convento dei Cappuccini si staglia dall’alto della collina e il Po scorre lento. Parecchie persone hanno avuto la nostra stessa idea, vediamo dei bambini giocare a pallone, altri corrersi dietro giocando a guardie e ladri.

“Sai Marco, ti vedrei bene anche come ladro”

“Davvero? Un Arsenio Lupin con accento torinese”.

“Si, hai tutte le qualità: intelligenza, fascino e sei molto spericolato”.

“Rifletterò su questa tua considerazione signora Maria, per ora però fammi fare il povero commissario che ti offre un gelato, vieni andiamo al chiosco”.

La sorveglianza di Perino e Tirdi dura una settimana e del nostro uomo neanche l’ombra. Il giorno dopo decido di fare un salto a trovare la Rossi, lei è l’unica persona che possa aiutarci a ritrovare la Lombardi. Troviamo il portone aperto ed entriamo, arrivati sul pianerottolo domando a Tirdi dove suonare.

“E’ questo commissario”. Sul campanello non c’è il nome.

“Signorina, sono della polizia, commissario Berardi, avrei bisogno di parlarle”.

Dopo qualche minuto la porta si apre, la ragazza mi invita ad entrare.

“Prego si segga pure, cosa vuole chiedermi?”.

Il tono è seccato. Osservo il volto, è molto carina, i capelli sono di colore nero, gli occhi verdi nascosti da occhiali, sembra più giovane dell’età che ha.

“Le volevo parlare della sua amica Agata”.

“Quello che sapevo è già stato detto al suo collega: è da parecchio che non la vedo”.

“Si questo lo sappiamo, quello che vorrei sapere è se Agata aveva altre amicizie”.

“Non me ne ha mai parlato, ma credo di si”.

“Quando è venuta a trovarla, le è sembrata strana, agitata?”. “Non mi sembra, almeno io non ci ho fatto caso”.

Poi domando se le aveva confidato che un uomo la stava seguendo continuamente.

(Continua)

 
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