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Intelligenza emotiva

Post n°17 pubblicato il 25 Maggio 2012 da meninasallospecchio

Oggi mi addentro in un discorso semiserio e disgustosamente autoreferenziale.

Su un blog che forse dovrei citare come fonte ho trovato un link ad un insieme di test di personalità, fra i quali anche uno sulla cosiddetta intelligenza emotiva. Bene. Il test certifica che sono una merda, chi mi conosce già lo sospettava, senza aspettare esiti scientifici.

Il test a grandi linee considera due aspetti, la consapevolezza di sé e le relazioni con gli altri. La parte relativa alla consapevolezza mi salva da un punteggio da australopiteco e mi consente altresì di fare alcune considerazioni sugli altri aspetti, quelli che riguardano la relazione.

Lungi da me il volermi difendere o giustificare, ma l'impressione è che il concetto di intelligenza emotiva tenga in conto soprattutto l'empatia. La mia empatia fa cagare, su questo non c'è nessun dubbio. Una delle domande diceva più o meno: "Alla vostra migliore amica è morto il marito, cosa fate?" Va be', forse la domanda non era esattamente così, diciamo che questo è quello che mi è successo nella real life. Comunque c'erano varie risposte, tipo "Sfogati pure con me quanto vuoi", roba così. Mentre cliccavo su "La porto a vedere una commedia per cercare di farla sorridere" già sapevo che era la risposta sbagliata, magari davvero non lo farei, eppure questo è esattamente il genere di cazzata che faccio io nei rapporti umani.

Insomma, sono una di quelle persone che, quando sentono il racconto dei tuoi guai, anziché offrirti una spalla per piangere, ti prendono a calci nel culo. Eppure sono convinta che sia uno sporco lavoro, ma qualcuno lo debba fare. In altre parole l'empatia è sopravvalutata, esistono altri modi per interagire "utilmente", se non positivamente, con il genere umano.

E' chiaro che la mancanza di empatia ostacola lo scambio anche delle buone idee. Questo rende ragione dei miei rapporti, spesso pessimi, con le donne. Non sempre a dire il vero. Con i maschi è più semplice, sono abituati a trarre sostegno psicologico dalla cooptazione, a guardare ai fatti più che alle parole. Qualche volta l'ho fatto: raccogliere un uomo esistenzialmente sul ciglio della strada, rimetterlo in piedi con pesanti iniezioni di autostima e poi ributtarlo sul ciglio della strada :-) Ma a quel punto camminava da solo.

Un altro concetto chiave dell'intelligenza emotiva riguarda la capacità di ottenere dagli altri ciò che si vuole. So di essere tranchante,  ma a casa mia si chiama manipolazione. E io non la faccio, deliberatamente. So come funziona, riconosco quando lo fanno con me, lo so anche fare. Ma per me l'utilizzo di tecniche manipolatorie, anche lievi, è rigorosamente circoscritto all'ambito professionale. Se voglio vedere la mia immagine riflessa nell'universo ho altri modi per farlo, le persone voglio che mi diano degli input originali, non il frutto rimasticato dei miei output.

Va be', insomma, se sono una bestia, pazienza. Globalmente sono abbastanza soddisfatta dei miei rapporti umani, ne vorrei di più, ma questi sono i casi della vita più che le mie capacità.

 
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