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Ugo Cornia
Post n°203 pubblicato il 09 Aprile 2011 da simurgh2
Ugo Cornia, che è uno che è come fosse un mio amico, che delle sere che sono al Foster li che mi bevo il mio gin tonic, ci faccio dei ragionamenti che, se un giorno metti ci vado davvero a bere una birra con lui, allora ne ho già di pronti. Scrive libri con titoli tipo:"Sulle tristezze e sui ragionamenti". Sull'ultimo numero di Animal c'è un'intevista e poi uno dei suoi ragionamenti che volevo riportare. Non adesso, in un altro post.
Comincia cosi: E già qua sarebbe da ragionarci su con questa storia delle trsformazioni attraverso i sensi. Nell'intervista però parla soprattto di fumetti per via di questo suo libro nuovo "Autobiografia della mia infanzia". Io non sò se per le femmine la dimensione dei giornalini sia la stessa. Quanto mi perdevo via rapito in quelle storie. Averne a pile, a borse e star la a leggere, leggere. Dice Cornia "Tuttora leggere fumetti è la mia vacanza...o se ho un momento di odio o depressione, mi sbatto a letto con pile di fumetti.." Poi racconta questo episodio che mi struscia: " C'è stato un periodo che mio padre era all'ospedale per un tumore al fegato di cui dopo è morto, e passeggiavamo per l'ospedale, e vicino a lui, in oncologia, c'è anche il marito di sua sorella di latte e mi dice - dai vieni a salutarlo - Andiamo e si salutano e parlano un poco dell'ospedale e cose cosi poi l'altro dice felice: - però oggi è uscito il nuovo Tex!" e se lo teneva sul comodino sperando che noi ce ne andassimo per poterselo finalmente leggere." Adesso mollo qua che poi vado a casa a mangiare me mi veniva da scrivere di Ugo Cornia e poi mi prometto quel suo ragionamento che ho letto. Ciao |
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SAINKTO NAMTCHYLAK
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-Jennifer Egan- Il tempo è un bastardo
-Tabucchi- Racconti con figure
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-Ingo Shulze-Zeus e altre storie semplici
Chi viaggia odia l'estate. L'estate appartiene al turista. Il viaggiatore viaggia da solo e non lo fa per tornare contento. Lui viaggia perchè è di mestiere. Ha scelto il mestiere di vento. (Mercanti di Liquore)





Dice ancora "Forse il fumetto è uno dei primi casi di linguaggi non alti, non imbalsamati, con un loro ritmo, quel tizzone d'inferno, fuori dalla normalizzazione... come quando i bambini, ogni tanto scoppiavano a ridere, e nel silenzio si sentiva spesso le maestre che facevano ssssst!!" Io a scuola li leggevo i giornalini e li tenevo sulle gambe, fingendo si essere concentrato. Poi dice" Il linguaggio del fumetto sa essere di estrema sintesi ed efficacia..scrivi "e poi SBRANG attacca a piovere", questa è velocizzazione, uno cambiatore di ritmo, che non devi star la a far dei giri di frasi, ecco.."
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