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un paese ci vuole per non essere soli (Cesare Pavese)

 

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« 27 gennaio - Giornata de...Di Pietro - Napolitano »

Da l'Istruttoria di Peter Weiss, dedicato a monsignor Williamson

Post n°1242 pubblicato il 27 Gennaio 2009 da snoopy68

NICOLA (Testimone) - Tutto si svolgeva con grande rapidità e precisione. Davano l’ordine di spogliarsi e mentre la gente si guardava intorno perplessa, il Sonderkommando li aiutava a sbarazzarsi degli abiti. Lungo le pareti erano panche con sopra ganci numerati. Continuavano a ripetere di appendere in un fagotto scarpe e indumenti, che ognuno tenesse in mente il numero del proprio gancio per evitare confusione al ritorno dal bagno. Si spogliavano sotto una luce cruda. Uomini e donne, vecchi e giovani, bambini.

GIUDICE - E tutta quella gente non si scagliava mai sui sorveglianti?

NICOLA (Testimone) - Solo una volta sentii gridare: “Vogliono ucciderci”. Ma un altro rispose; “È assurdo. Non succederà mai. State calmi”. Se i bambini piangevano i genitori li consolavano, scherzavano e giocavano con loro mentre li portavano nel locale accanto, in fondo allo spogliatoio. C’era una massiccia porta di quercia con uno spioncino e un volante per chiuderla.

GIUDICE - Quanto impiegavano a spogliarsi?

NICOLA (Testimone) - 10 minuti circa. Poi venivano spinti tutti nell’altro locale. Gli ultimi venivano calcati dentro e la porta avvitata.

GIUDICE - Cosa si vedeva dallo spioncino?

NICOLA (Testimone) - La gente si spingeva contro la porta. Urlavano e picchiavano, ma non si sentiva molto, tanto forte era il rombo che veniva dai forni. Poi, quando il gas era introdotto, soffocavano. Gettavano il gas dall’alto dentro due colonne di lamiera perforata. Nell’aria caldo- umida il gas si sviluppava rapidamente e usciva dagli orifizi.

GIUDICE - Quanto durava l’azione del gas che causava la morte?

NICOLA (Testimone) - Dipendeva dalla quantità di gas. Di solito, per risparmiare, non ne buttavano a sufficienza e l’esecuzione poteva durare anche cinque minuti.

GIUDICE - Quale era l’effetto immediato del gas?

NICOLA (Testimone) - Provocava vertigini, forte nausea, paralizzava le funzioni respiratorie.

GIUDICE - Quanto rimaneva l’ambiente sotto gas?

NICOLA (Testimone) - 20 minuti. Poi mettevano in moto gli aereatori e il gas era espulso. Dopo 30 minuti aprivano le porte. In mezzo ai cadaveri c’erano ancora piccole quantità di gas che provocavano tosse, per questo gli uomini del Kommando-sgombero portavano maschere.

GIUDICE - Signor testimone, vide l’ambiente dopo l’apertura?

NICOLA (Testimone) - Sì. I cadaveri giacevano uno addosso all’altro vicino alla porta e alle colonne. Sotto lattanti, bimbi, malati, sopra le donne, sopra ancora gli uomini più forti. La cosa si spiegava col fatto che si calpestavano e montavano gli uni sugli altri perché il gas da principio si sviluppava con maggior forza a fior di terra. Avevano le unghie confitte reciprocamente nei corpi. La pelle era dilaniata. Molti sanguinavano dal naso e dalla bocca. I visi erano gonfi e maculati. Le cataste di corpi erano lordate da vomito, da feci, orina, sangue mestruale. Il Kommando-sgombero arrivava con idranti e investiva i cadaveri con getti d’acqua. Poi li trascinava sul montacarichi e li spediva di sopra in cremazione.

GIUDICE - Che capienza avevano i montacarichi?

NICOLA (Testimone) - Erano 2 montacarichi. Ognuno portava 25 morti. Appena un carico era completo si dava un segnale col campanello. Sopra era pronto il Kommando-traino. Avevano in mano un cappio che stringevano al polso dei morti. I cadaveri erano trascinati ai forni lungo una pista a ciò predisposta. II sangue era sciacquato via da acqua corrente. Prima della cremazione erano ispezionati da Kommandos speciali. Tutti i preziosi ancora sui corpi, catene, bracciali, anelli, orecchini, venivano asportati; poi tagliavano i capelli, li legavano e li riponevano in sacchi; infine intervenivano i cavadenti che, per ordine esplicito del dottor Mengele, erano costituiti da specialisti di prim’ordine. Mentre lavoravano con leve e tenaglie, insieme con i denti d’oro e i ponti strappavano pezzi di mascella; i pezzi d’osso e la carne attaccata venivano immersi in un acido.

GIUDICE - Quanti forni c’erano nella sala cremazioni?

NICOLA (Testimone) - Ai forni lavoravano in continuazione 100 uomini in due turni. Quando si andava a pieno regime, erano accese in complesso 46 camere di combustione.

GIUDICE - Quanto durava la cremazione in una camera?

NICOLA (Testimone) - Un’ora circa. Dopo si poteva fare un’altra infornata. Nei crematori II e III in 24 ore si bruciavano più di 3.000 uomini. Quando c’era molto lavoro si bruciavano i cadaveri anche in fosse scavate accanto ai crematori. Le fosse erano lunghe circa 30 metri e profonde 6. All’estremità delle fosse c’erano cunette per il grasso che veniva versato sopra i cadaveri perché bruciassero meglio. Nell’estate del ’44, quando le cremazioni raggiunsero le cifre più alte, si annientarono fino a 20.000 uomini al giorno. Le ceneri erano portate su camion al fiume distante 2 chilometri e buttate in acqua.

 
 
 
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Un blog di: snoopy68
Data di creazione: 29/10/2005
 
 

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