PSEUDONIMI E ©
DDV (Dovere_di_vivere), DES (Desiodgl0), Dj_2008 sono pseudonimi dello stesso autore. Tutti gli scritti, nei rispettivi blog e profili, firmati coi suddetti pseudonimi, sono registrati e pubblicati in altri vari siti ad hoc e sono tutelati da Copyright. Negli scritti non miei cito ampiamente gli autori e/o le fonti.
DOVERE DI VIVERE (D.D.V.)
E' un dovere mettere a disposizione la nostra unicità al servizio di altri; ognuno di noi può essere un dono unico per l'umanità: in tal senso vivere è un dovere. (DDV)
LA MIA STORIA...
La mia storia non è amena, non è dolce e armoniosa come le storie inventate, sa di stoltezza e confusione, di follia e sogno, come la vita di tutti gli uomini che non intendono più di mentire a se stessi. (- Demian - H.Hesse)
CHIARO DI LUNA (2°)
Osservo un lupo solitario ululare alla Luna una dolce melodia. La Luna risponde col proprio silenzio. Il lupo ritorna mesto nella sua tana, ma domani sera ritornerà a cantare a colei che non gli risponderà mai. (DDV)
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Post n°238 pubblicato il 26 Maggio 2012 da Dovere_di_vivere
Profanazione Ecco, vedo nel tuo cuore un turbine di sangue che vorrebbe sprizzare, io metto un dito su un punto del tuo cuore ormai pronto a scoppiare, e credo d’impedire che il sangue uscendo a fiotti ti porti a morte sicura. Il tuo cuore si ferma profanato dalle mie mani impure e tu muori a causa del mio aiuto, fatale per te! Non avrei dovuto interferire, quel sangue sprizzando apparentemente impazzito avrebbe dato vita a un altro cuore che ti avrebbe permesso di vivere in un modo nuovo, di vivere. Ed io aiutandoti ti ho ucciso. Grazie, ho imparato l’umiltà. (DDV) |
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Post n°237 pubblicato il 19 Aprile 2012 da Dovere_di_vivere
Nei Vangeli Apocrifi, agli apostoli che chiedevano insegnamenti sulla sessualità, Gesù rispondeva: "Ogni uomo dovrebbe avvicinarsi alla sua donna come fosse un sacro altare, ed ogni donna al suo uomo come fosse il suo Dio".
Questa frase é insidiosa nell'interpretazione: a mio parere il significato non è quello che appare. --- ...Mia aggiunta postuma (23-04-2012) ... Sembrerebbe la classica frase maschilista! Svalutazione o Rivalutazione della donna? Ho riflettuto sull'uso apparentemente criptico delle parole. Il sacro altare (la donna) è la rappresentazione in terra del Cristo-Dio e del suo sacrificio (eucarestia), quindi tramite la donna l'uomo può avvicinarsi a Dio. Quel "come" (condizionale d'auspicio = come se) invita la donna a vedere il lato compartecipe creativo divino dell'uomo. Di fatto l'unica realtà tangibile (terrena) per raggiunger Dio (il Dio che crea) è l'altare (la donna) e sino a prova contraria dalla donna nasce la vita con la partecipazione dell'uomo generato a sua volta dal sacro altare; da qui l'invito al riconoscimento della complementarietà divina nei due sessi. Dio sta nei cieli ed è incomprensibile e irraggiungibile sulla terra; la sua unica presenza in terra è il sacro altare purché questo riconosca l'essenzialità divina pure dell'uomo che porta il seme divino a un altare che altrimenti sarebbe pagano (sterile). In sintesi senza il sacro altare (l'unica presenza di Dio in terra) l'uomo (il maschio) non potrebbe essere "... come fosse il suo Dio”. Semmai io leggo fra le righe il primato (ancor oggi sottolineato dalla chiesa) della sessualità finalizzata alla procreazione e che, se diventa soltanto strumento di piacere (sessuale), potrebbe essere una sorta di rito pagano deprivando il sacro altare del proprio significato creativo; ma questa è tutta un'altra faccenda che va inquadrata nell'ambito storico in cui fu scritta e ancora oggi riconosciuta dalla chiesa cattolica. Oggi l'uomo e la donna possono gestire la sessualità (edonisticamente) fuori dal finalismo procreativo, ma rimane, secondo me, il valore trascendentale dei due sessi secondo la frase citata sopra. (DDV) |
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Post n°236 pubblicato il 06 Aprile 2012 da Dovere_di_vivere
Le feste di Sisifo
Ogni Natale ricomincia speranzoso di poter concludere l’opera titanica di riportare il macigno in cima alla montagna. Dopo lunga passione, giunto in cima, la pellicola si riavvolge e ricomincia da zero. Gli “dèi pagani” sono stati crudeli con Sisifo. Era tutto scontato. Ogni anno Sisifo ripercorre l’alienante titanico sforzo di ricominciare. Sisifo potrebbe decidere di non ricominciare, ma l’ossessione ormai è padrone di lui: - Gli dèi pagani hanno inserito nel mio codice il gene della ripetitività - Ripete a se stesso rassegnato e deresponsabilizzato. La gioia dell’inizio. La disillusione nella solita fine. Dopo la resurrezione pasquale Sisifo aspetta nuovo Natale. Ormai schiavo di sé non esce dalla catena circolare e riprende la titanica e crudele impresa. Gli serve per non pensare. Gli serve per non volare. Dopo la resurrezione ritorno masochistico all’ossessivo rituale. Potrebbe, ma gli “dèi pagani” non vogliono; “quegli dèi”, incuneatesi lì, nei meandri della sua corteccia. Potrebbe buttare il macigno e rompere le catene per volare, bestemmiando gli dèi pagani, verso la libertà vera: là! Verso lo Spirito.
(DDV) |
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Post n°234 pubblicato il 14 Marzo 2012 da Dovere_di_vivere
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S’addolora il mio cuore
quando lo vuoi possedere
in nome dell’amore.
S’addolora il mio animo
quando la tua voce
stride in rovente attimo.
Inutile conversare
con te
che non sai ancora amare.
Tu donna, come adolescente non cercare
l’amore nella mente.
Tu credi la tua vita eterna
ma non ti accorgi
che troppo veloce s’inverna!
Maldestra come bambina
cammini ubriaca di profumi
di gioventù come vagante mina.
Non addolorare
cuore d’uomo maturo
che vuole solo amare
con tutto se stesso
e non vuole
soltanto sesso. (DDV_1989)
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Post n°231 pubblicato il 20 Febbraio 2012 da Dovere_di_vivere
L’essere comincia a viaggiare ai ritmi della musica. Osserva il paesaggio interrotto da alberi che danno il ritmo dei fotogrammi di una pellicola che va avanti a scatti, fotogramma per fotogramma. A volte ci sono righe di vetustà, a volte l’immagine è nitida. Non c’è colonna sonora; le stesse immagini sono musica; sinestesia inquietante. Il passato a volte è più chiaro del presente; il futuro è opaco, ma con macchie di pioggia sul vetro che lo illuminano e lo definiscono come se fosse vissuto ora. Si vede oltre. Non nel futuro, ma in altra dimensione; non consueta: c’è passato, presente e futuro fusi; le persone che lo circondano sono mute. Parla e i personaggi sono silenziosi ma annuenti. Cerca di toccarli ma la sua mano affonda nel nulla. Urla per farsi rispondere; tutto tace. Lo osservano, ma senza espressione né di consenso né di diniego; solo un semplice annuire; a cosa non lo comprende. Vorrebbe chiedere ma sente che sarebbe inutile. E’ soltanto onirica dimensione? Non sa. Percepisce che è una dimensione che dà pace. Chissà? Pensa che un giorno non sarà così male trapassarci. (DDV) |
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GLI OCCHIALI
Gli Occhiali
Avevo un giorno un paio d’occhiali verdi; il mondo vedevo verde e gaio, e vivevo giocondo. M’abbatto a un messer tale dall’aria astratta e trista. «Verdi?>> Mi dice.<<Sú, prendi invece i miei: vedrai le cose al vero!>> Li presi. Gli credei. E vidi tutto nero. Ristucco in poco d’ora d’un mondo cosi fatto, buttai gli occhiali, e allora non vidi nulla affatto.
(Luigi Pirandello)
...NON AMARE...
Non essere amati è una semplice sfortuna, la vera disgrazia è non amare. (A.Camus)
ED É SUBITO SERA
Ognuno sta solo sul cuor della terra
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera.
(S.Quasimodo)















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