GENOVA - A Bolzaneto i prigionieri del G8 subirono violenze, soprusi e torture. Così ha deciso la Corte d'appello di Genova presieduta da Maria Rosaria D'Angelo condannando tutti i 44 imputati (il 45esimo, nel frattempo, è deceduto). Nella maggior parte dei casi i reati sono prescritti, ma gli imputati dovranno risarcire le vittime. In primo grado le condanne erano state solo 15. Questa volta, le condanne penali sono state sette: per quattro non erano ancora decorsi i termini di prescrizione, tre vi avevano rinunciato.
I giudici si sono riuniti in camera di consiglio alle 9:40 di questa mattina. Per i 44 imputati autori delle violenze nella caserma di Bolzaneto avvenute nel luglio del 2001 a Genova durante il G8, la pubblica accusa aveva chiesto 36 prescrizioni e 8 condanne.
Gli imputati sono agenti della polizia penitenziaria, della polizia di stato, carabinieri e personale medico dell'amministrazione penitenziaria. Nel novembre scorso i pm Patrizia Petruzziello e Vittorio Ranieri Miniati avevano chiesto il non luogo a procedere per 36 di questi, ma solo per intervenuta prescrizione dei reati. Per quattro imputati avevano chiesto la conferma delle condanne di primo grado: per Massimo Pigozzi, assistente capo della polizia di stato, accusato di lesioni personali per l'episodio dello "strappo" alla mano subito dal manifestante Giuseppe Azzolina, poi suturata senza anestesia. Pigozzi, in primo grado, era stato condannato a tre anni e due mesi.
Chiesta la conferma delle condanne anche per Matilde Arecco, Paolo Ubaldi e Mario Turco che hanno rinunciato alla prescrizione: per loro le condanne in primo grado furono di un anno a testa. Invece i pm avevano chiesto un anno e sei mesi per la dottoressa Sonia Sciandra accusata di falso ideologico nella cartella clinica e nove mesi ciascuno per gli addetti alla matricola Marcello Mulas, Michele Sabia Colucci e Giovanni Amoroso. Questi reati non sono infatti prescritti. In primo grado furono 15 gli imputati condannati a complessivi 23 anni e 9 mesi di reclusione mentre furono 30 le assoluzioni. I pm avevano chiesto condanne nei confronti di 44 imputati per oltre 76 anni di carcere con pene variabili da sei mesi a cinque anni e 8 mesi e una sola assoluzione.
Un presidio pacifico con lo striscione "Comitato Verità e Giustizia" stamattina si è riunito davanti al Palazzo di Giustizia di Genova, tra gli altri, erano presenti anche Giuliano ed Heidi Giuliani, i genitori di Carlo, ucciso in piazza Alimonda nel luglio 2001, il consigliere comunale di Rifondazione Comunista Antonio Bruno, Andrea Agostini di Lega Ambiente ed Enrica Bartesaghi presidente del Comitato Verità e Giustizia per Genova (madre di una delle persone che furono picchiate). "Oltre a non dimenticare a ciò che successe - ha detto Bruno - questo è un modo per stare vicino a chi fu vittima di torture in quei giorni".
Inviato da: robby1265
il 31/12/2012 alle 10:12
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il 25/03/2012 alle 22:09
Inviato da: micina610
il 08/01/2011 alle 11:36
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il 29/03/2010 alle 09:02
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il 05/03/2010 alle 12:10