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Creato da: suede68 il 05/04/2005
Il FORUM LIBRI crea racconti da commentare. Laboratorio di scrittura per chi ha voglia di cimentarsi, vetrina per coloro che già sanno scrivere, ma soprattutto palco incontrastato per seguire le avventure dei protagonisti del romanzo rosa più trash dell'anno (fino al prossimo!): Come le palme al sole! Rosa shocking è il suo colore naturale ;-))) PS: per chi volesse inviare racconti (nn per forza rosa-trash), scrivere a: suede68@digiland.it CIAO MITICI!!!

 

 

Suede

Post n°73 pubblicato il 30 Maggio 2009 da suede68

Ciao,
oggi approdiamo insieme all'altra etichetta-calderone che raccoglie unnumero non precisato di gruppi, tutti diversi peraltro, ma con unachiara e diretta matrice comune con gli artisti appena visualizzati: ilBrit Pop.
I Suede (o London Suede negli Stati Uniti perché già esisteva ungruppo omonimo) avevano le loro radici in particolare nella musica diDavid Bowie e degli Smiths.
Nati nel 1989, capitanati dal cantante e frontman Brett Anderson (29 settembre 1967)

(in questa foto giovanissimo agli esordi con David Bowie) e dalchitarrista Bernard Butler che lascerà il gruppo nel 1994 decretandonese non la fine, quanto meno il declino, i Suede furono (con i Blur egli Oasis) negli anni in cui il fenomeno Grunge regnava incontrastato,a tenere alta la bandiera dell'Inghilterra e di un genere piùraffinato, molto glam per certi aspetti (grazie anche alla bellezzaeterea di Anderson), con sonorità più raffinate se vogliamo, ma contesti altrettanto taglienti.

Nella loro carriera hanno pubblicato in totale 5 album (a parteraccolte varie) di cui il capolavoro assoluto e canto del cigno diButler prima di lasciare il gruppo è "Dog Man Star". Quello di maggiorsuccesso è senz'altro "Coming up" che contiene alcuni brani che hannofatto la storia della musica, come Trash e Beautiful ones.
Ce li ascoltiamo proprio in quest'ultimo brano dietro il qualesono legati diversi episodi divertenti, a proposito della rivalitàsempre accesa con i Blur, che vedremo domani: http://www.youtube.com/watch?v=pPFd-CHLaAA
Le pose volutamente forzate da bellone di Anderson e il prolungato "lala la la la la" finale sono da leggere in chiave assolutamente ironicae vedremo il perché.

 
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The Smiths

Post n°72 pubblicato il 22 Maggio 2009 da suede68
 
Tag: Musica!

Buongiorno a tutti,
passiamo finalmente alla New Wave inglese degli anni '80, discendente della musica punk e dark appena esplorate.
Gli Smiths sono stati un gruppo fuori da ogni schema sia a livello musicale che a livello lirico, per questo, con una certa sommarietà li si fa ricadere nel calderone immenso della New Wave, che molto spesso non significa nulla.
Il merito sicuramente va attribuito al frontman del gruppo, autore dei testi: Morrissey (Steven Patrick Morrissey - Manchester 22 maggio 1959).

Personaggio controverso, fu uno dei primi ad ammettere apertamente la propria bisessualità, intellettualmente scomodo perché pacifista, vegetariano (il secondo album si chiama "Meat is murder": la carne è omicidio), ribelle nella maniera più pacifica mai vista, divenne da subito l'icona del gruppo.
Affascinato da Oscar Wilde, Jack Kerouac e James Dean, trasmise alle canzoni del gruppo un'aria di continua decadenza, accompagnata dalla sua voce piena di grazia e di malinconia nel contempo.
Gli Smiths erano contro corrente rispetto a tutte le ideologie del momento, ma sempre con un'eleganza nei toni da rimanere un esempio per tanti anni (moltissimi gli artisti che ne hanno eseguito delle covers, cito i più illustri: i Depeche Mode insieme a Jeff Buckley in The boy with the thorn in his side, i Placebo in Bigmouth strikes again).
Indimenticabile il giro di basso di Barbarism begins at home, decretato come il più bello degli anni '80.
Li ascoltiamo in un brano che personalmente adoro, perché mostra con trasparenza cristallina i vocalizzi così speciali di Morrissey.
http://www.youtube.com/watch?v=_U5HpeA_WSo
Alla prossima!


Questo articolo, nella sua infinita miseria e pochezza, è dedicato alla memoria del mio amico Picci che, sicuramente, ovunque sia, sta ancora provando ad imitare il giro di basso degli Smiths. T'è seimper al più scomed, vecc!

 
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Siouxsie and the Banshees

Post n°71 pubblicato il 11 Maggio 2009 da suede68
 
Tag: Musica!

Buongiorno/Buonasera!
Finalmente un'icona femminile della musica post punk: Siouxsie Sioux e i suoi Banshees!


Bella, eterea, fascinosa, enigmatica, misteriosa, Siouxsie era e rimane la dea della musica dark, la musa incontrastata di tanti musicisti più che illustri che ne hanno ricantato i brani migliori, come Jeff Buckley, i Massive Attak e i Red Hot Chili Peppers.
Vediamo velocemente un po' di cenni biografici.
Il gruppo (inizialmente formato da Siouxsie Sioux, Steven Severin, Marco Pirroni e Sid Vicious e per un certo periodo anche Robert Smith) nasce ed inizia a svilupparsi fra il 1976 e il 1977.

Il primo singolo, "Hong Kong Garden", esce nel 1978 e si piazza subito fra i primi 10 brani della top ten inglese. "The scream" è il primo album che esce a ridosso del successo ottenuto dal brano di esordio appunto e contiene una delle prime cover che la band compie di un brano dei Beatles: "Helter Skelter", la canzone controversa di Paul McCartney che, fra le altre leggende metropolitane, si diceva avesse ispirato Charles Mason e la sua setta di folli, quando trucidarono la bellissima moglie del regista Roman Polansky, Sharon Tate, nel 1969.
Negli anni '80, fra ribaltamenti di componenti del gruppo, scissioni, ritorni e partenze, la band pubblica i suoi pezzi più belli e significativi: "Arabian night", "Christine", "Melt!", "Happy house" (la mia preferita!) senza ottenere un grande successo commerciale. Per lo meno: le vendite non saranno direttamente proporzionali a quanto questi brani convinceranno i fans del gruppo e diventeranno oggetto di culto.
In linea con la logica non commerciale e anti-modaiola del movimento dark per nessuno di loro questo aspetto fu mai un problema. E grazie al cielo non abbiamo mai dovuto assistere a patetiche edulcorazioni della musica dei Banshees, come accadde invece ai Cure, senza con ciò rimanere fossilizzati per forza in clichés prestabiliti o suoni ripetitivi.Basti pensare che decisero di sciogliersi nel 1996, in polemica con l'ondata di punk revival, a cui, per esempio, Johnny Rotten dei Sex Pistols aderì con sommo piacere. Il gruppo era sperimentale nel senso vero della parola e questo rende onore alla donna, a mio modesto avviso, fra le più significative della storia della musica degli ultimi 50 anni. Per favore, nessun paragone con Courtney Love è accettato, grazie.
Per renderle omaggio, ho deciso di farvi ascoltare il mio brano preferito: Happy house http://www.youtube.com/watch?v=HeBMHnJqAvM

 
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Cure

Post n°70 pubblicato il 08 Maggio 2009 da suede68
 
Tag: Musica!

Buongiorno Novaresi,
dopo la nostra digressione in Italia negli anni '80 con i CCCP, torniamo a quello che succedeva nella più grande fucina musicale mondiale alla fine degli anni '70: the UK.
Nello stesso periodo in cui i Sex Pistols propagandavo l'anarchia nel Regno Unito, un altro gruppo provvedeva a cambiare le atmosfere musicali con suoni e look inquietanti: i Cure, capitanati dall'enigmatico Robert Smith (21 aprile 1959).


Gran bulbo a fontana di capelli neri crimperati, rossetto sbavato, occhi cerchiati da matita nera, pallore di ghiaccio sulla pelle, vestiti rigorosamente neri, i Cure si impongono nel 1978, dopo anni di gavetta, con il primo singolo che appena nato è già uno scandalo: "Killing an arab". Il brano, dall'apparente titolo razzista, si rifaceva al grande capolavoro di Albert Camus "Lo straniero", che se nessuno ha letto lo consiglio caldamente. Già da questo esordio si capisce immediatamente la netta differenza, anche a livello di contenuti non solo musicale, fra il movimento punk e quello dark. Il punk era volutamente trucido, di rottura, politicamente impostato. Il movimento dark era colto, si rifaceva a letture alte, era una negazione passiva alla società imperante. Il nero che dilagava negli abiti dichiarava un non voler accettare le mode, di qualsiasi tipo, per imporne pacificamente una propria di negazione. E sicuramente l'anima sempre al limite dell'esaurimento di Smith contribuì enormemente a questa atmosfera cupa.
A mio avviso, l'album più significativo (di cui conservo il vinile come se fosse un gioiello di famiglia) rimane a tutt'oggi Pornography. Questo album è un trionfo del nichilismo. Ne ebbe poi a dire Robert Smith: "Cantavamo: «Non importa se moriamo tutti». Ed era esattamente quello che pensavamo a quel tempo."
Ed è anche l'ultimo album veramente dark, prima della svolta commerciale che io ripudio.
Li ascoltiamo in questa meravigliosa A Forest, con un Robert Smith giovanissimo: http://www.youtube.com/watch?v=HY7wuV_C1oI

 
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CCCP - fedeli alla linea

Post n°69 pubblicato il 07 Maggio 2009 da suede68
 
Tag: Musica!

Buongiorno!
Dobbiamo proseguire nel nostro excursus nella storia della musica e sinceramente, se si parla di punk e si guarda a casa nostra, non si può saltare un gruppo musicale che in Italia ha fatto davvero dei miracoli.
Peraltro i componenti sono tutti miei concittadini, quindi è con grande onore che vi presento immediatamente i CCCP - fedeli alla linea, capitanati da Giovanni Lindo Ferretti, nato fra i monti di Cerreto Alpi (RE) nel 1953. Zona di partigiani, come tutte quelle montane della nostra regione.

Mi lascio andare un po' ai ricordi. Era il 1986 quando da pischella ero in una compagnia di dark che si ritrovava a Reggio Emilia, in Piazza Del Monte, nel cuore cittadino e mentre noi facevamo i "bruciati", travestiti da Siouxsie o da Robert Smith, vedevamo passare Giovanni Lindo che andava a suonare nelle sale prove messe a disposizione gratuitamente dal comune, sentivamo un salto al cuore e il silenzio dominava la Piazza.
Allora la scena emiliana era molto attiva e d'avanguardia, esisteva un locale fra Reggio e Modena che faceva musica punk, dark, psychobilly, metallo pesante. Veniva gente da tutta Italia al sabato sera per ballare al mitico Mascotte di Nonantola (non esiste più, non è pubblicità occulta). Si entrava e c'erano piste per i metallari, per gli skins, per i dark che leggevano libri con aria blasée negli angoli più scuri. Oggi vedo gente che poga su Song 2 dei Blur... mi viene da ridere! Noi pogavamo con i Sex Pistols, i Clash, i B52, i Ramones, i Violent Femmes, i Fuzztones, i Meteors. Quella sì che era musica da pogo! E la gente davvero volava per il locale. Mio fratello che è un fanciullino di 1 metro e 91 non riusciva a stare in pista, soprattutto se salivano le skin, delle donne con pochi ormoni femminili e muscoli da wrestler.
Perché tutte queste chiacchiere?
Perché è importante per capire chi erano i CCCP e da dove uscivano.
In effetti loro si sono sempre autodefiniti un gruppo di "musica melodica emiliana". Uno che non sa una cippa magari pensa al liscio di Casadei o a Orietta Berti, ma se si vede la definizione applicata al clima da me appena descritto, forse si rende conto che cosa significa.
Qualche anno prima erano venuti i Clash a Reggio Emilia, in un live che è stato il mio primo concerto e in cui iniziai a capire cos'era la musica e come me molti altri immagino.
Il nome stesso del gruppo, l'acronimo CCCP che riporta all'ex Unione Sovietica, prendeva origine dalla cultura comunista dominante nella provincia emiliana, soprattutto nel triangolo Reggio Emilia - Modena - Bologna. Anche il titolo del primo album la dice lunga in questo senso: Affinità-divergenze fra il compagno Togliatti e noi - Del conseguimento della maggiore età, che contiene il brano "Emilia paranoica" un autentico must per gli estimatori italiani ed europei della musica punk.
Emilia di notti dissolversi stupide
sparire una ad una impotenti
in un posto nuovo dell'A.R.C.I.
Emilia di notti agitate per salvare la vita
Emilia di notti tranquille
in cui seduzione è dormire
Emilia di notti ricordo
senza che torni la felicità
Emilia di notti d'attesa di non so più
quale amor mio che non muore
e non sei tu e non sei tu
EMILIA PARANOICA
EMILIA PARANOICA
PA.RA.NOI.CA. PA.RA.NOI.CA.
aspetto un'emozione
sempre più indefinibile.

Nel 1988 finalmente vengono scoperti da una grossa casa discografica, la Virgin, la quale ripubblica tutto il materiale del gruppo in un unico album: Compagni, cittadini, fratelli, partigiani/Ortodossia II.
Nel 1989, con la caduta del Muro di Berlino si scioglie per coerenza anche il gruppo. Dalle ceneri nasceranno i CSI, ma questa è un'altra storia.

 
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