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Creato da sughrue il 28/06/2004
tra sbuffi e sbalzi di vento
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Post N° 2
DOLCI EFFLUVI
Ricordo che un mio amico aveva comperato un paio di forme di formaggio di Liverpool.
Erano 2 forme splendide, morbide e mature, con un odore talmente forte da abbattere un uomo a 200 metri di distanza.
In quel periodo io mi trovavo a Liverpool e il mio amico mi domandò se non mi rincresceva portarle a Londra, dato che egli non avrebbe potuto partire prima di un giorno o due e pensava che sarebbe stato meglio non conservare troppo a lungo quel formaggio.
"Con piacere, mio caro" risposi "con piacere".
Andai a prendere le forme e me le portai via in carrozza.
Era un veicolo sconquassato, tirato da un sonnambulo bolso, dalle ginocchia storte, di cui il padrone, in un momento di entusiasmo, durante la conversazione, parlò come di un cavallo.
Poggiai il formaggio sull'imperiale e partimmo a un'andatura che avrebbe fatto onore al più veloce compressore stradale che sia mai stato fabbricato e tutto andò allegramente, come un funerale, finché nn girammo l'angolo.
Qui il vento portò una zaffata di odore di formaggio in pieno sul nostro destriero. Questo lo ridestò e, con un nitrito di terrore, il cavallo si slanciò avanti a tre miglia all'ora.
Il vento soffiava ancora nella sua direzione e, prima di raggiungere la fine della strada, il cavallo trottava alla velocità di quattro miglia all'ora, lasciando dietro gli zoppi e le vecchie signore grasse.
Ci vollero due facchini più il vetturino per trattenerlo alla stazione: e nn credo che ci sarebbero riusciti, neppure allora, se uno degli uomini non avesse avuto la presenza di spirito di mettere un fazzoletto sul naso del cavallo e di dar fuoco ad un pezzo di carta straccia.
Presi il biglietto e percorsi orgogliosamente la banchina, con le mie due forme di formaggio, mentre la gente si tirava indietro rispettosamente da una parte e dall'altra.
Il treno era affollato e io dovetti entrare in uno scompartimento in cui erano già stipate altre sette persone. Un vecchio signore burbero protestò, ma ciononostante entrai e, mettendo le mie forme sulla reticella, mi aprii un varco, con un sorriso gentile e osservai che faceva caldo.
Passarono pochi minuti e poi il vecchio signore cominciò ad agitarsi.
"Manca l'aria, qui!" osservò.
"Un'atmosfera piuttosto opprimente" disse il viaggiatore che gli sedeva accanto.
Poi tutti e due cominciarono ad annusare e alla terza annusata la zaffata li colse in pieno e, senza aggiungere parola, si alzarono e uscirono.
Poi si alzò una signora grassa e disse che era vergognoso che una rispettabile signora fosse torturata in quel modo; raccolse una valigia e otto pacchi e uscì.
Gli altri quattro viaggiatori rimasero seduti per un po', finché un signore dall'aspetto solenne che se ne stava seduto in un angolo e che, dal vestito e dall'apparenza, sembrava appartenere alla classe degli impresari di pompe funebri, disse che quell'odore gli ricordava un bambino morto; gli altri tre passeggeri, cercando di uscire tutti e tre dalla porta nello stesso momento, si procurarono delle contusioni...
J.KLAPKA JEROME - Tre uomini in barca.
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