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Creato da sughrue il 28/06/2004
tra sbuffi e sbalzi di vento
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Post N° 8
Strafottuto vestito.
Forse fu quello a far venire fuori tutto quel casino. Pura seta italiana, taglio da sartoria, la finezza e la consistenza della pelle di un serpente a sonagli. Forse fu il fatto che con quel vestito da fighetto la mia faccia dai lineamenti duri, scavati, non c'entrava un accidente di niente. Portavo una camicia aderente, mocassini di cuoio morbido e niente calze, naturalmente. Il tutto completato da un soffice Borsalino di feltro. Sembravo un pappone russo del Mar Nero. Niente male, però. Per lo meno, niente male per un pappone.
Il Duster's Lounge, questa fogna di bar alla fine disabitata di Dyer Street, aveva la sua di tenuta standard. Comprendeva fedine penali lunghe un paio di pagine, almeno cinque anni ai lavori forzati e tutti i più sporchi tatuaggi da galera che potessero trovar posto sulla pelle di un uomo. Conciato così di nuovo, così in ordine, quella tenuta la stavo violando alla grande...
La faccia di Sughrue rimase granitica anche quando lo presentai nel solito modo: Sugh, pronunciato come sugar, zucchero, e rue, rovina, come "ti rovino la tua giornata del cazzo".
Chiunque decide che la vendetta è una roba brutta non ha mai perduto nulla d'importante. Questo diceva sempre Sughrue
Il confine dell'inganno - James Crumley
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