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Te la ricordi Sabina Ciuffini?

Post n°892 pubblicato il 09 Gennaio 2009 da evasoxcaso

Qualche tempo fa, un bel po’ di tempo fa per la precisione, leggevo l’Intrepido. L’Intrepido era un giornalino a fumetti. Un giornalino a fumetti, intervallato da alcune notizie di cronaca. Niente di sensazionale, sia chiaro…per lo più erano notizie sull’ultimo flirt di Sabina Ciuffini o di Mariagrazia Buccella...roba del genere, insomma. E poi, nella terza di copertina, come si dice in gergo, c’era una ditta di Brescia che vendeva cose “sensazionali”. Era uno dei primi casi di vendita per corrispondenza. Le cose che vendeva questa ditta erano: le “famose” scimmie di mare, che nessuno ha mai capito bene cosa fossero, la “penna-spia”, con la quale tu potevi tramite chissà quali misteri della tecnologia anni settanta, ascoltare quello che veniva detto a cinquanta metri da te e soprattutto, gli “occhiali a raggi x”…che per invogliarti a comprarli, avevano messo il disegno di una tizia che si spogliava ed un tale che la guardava attraverso il muro della stanza accanto, con la bava alla bocca. Il prezzo di queste meraviglie oscillava fra le 1000 e le 2500 lire. Anche le truffe, in quegli anni là, erano innocenti. Ancora non c’era nessuno che aveva pensato di spillarti qualche miliardo, mandandoti a casa un rametto di rosmarino e un po’ di sale, dicendoti che saresti guarito dal cancro. Con qualche migliaio di lirette te la cavavi, insomma. Confesso che molte volte sono stato sul punto di spedire l’ordine per gli occhiali a raggi x. Ordine poi mai spedito soltanto perché non avevo le 2500 lire e chiederle ai miei genitori, avrebbe voluto dire dare troppe spiegazioni. Però i fumetti erano belli. Ricordo in particolar modo quelli di fantascienza. Quelli che si svolgevano per dire, nel 1992…ed essendo agli inizi dei settanta, il 1992 era fantascienza, appunto. La cosa che mi colpiva molto del “futuro” erano le macchine e le case. Le macchine volavano e le case erano sospese in aria, avvolte da un’oscurità perenne e circondate da milioni di stelle. Che io ricordo, non vedevo l’ora di arrivare negli anni novanta per avere anch’io la mia macchina volante e la mia casa sospesa in aria. Poi nel 1992 ci sono arrivato e le cose, da quel punto di vista, non sono cambiate granchè. Sono arrivato anche al 2000..che doveva finire il mondo e invece non è finito..e sono arrivato al 2009. Niente. Sempre case ben piantate per terra e macchine che non volano. Ed anzi, ti dirò di più: il tizio qua sotto, ha sempre la 127…di un colore improbabile. Ma non dispero. Io aspetto sempre di avere la mia macchina volante e la mia casa circondata dalle stelle. Perché in fondo, i sogni di un bambino non possono morire mai. E ti dirò che agli occhiali a raggi x, ogni tanto ci ripenso pure ora.

 
 
 
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