Circolare è meglio che lineare

   Ha intuito che era tempo di cambiare rotta e passare dall’economia lineare a quella circolare facendo yachting offshore, pratica estrema che l’ha portata, nel 2005, ad aggiudicarsi il record mondiale di circumnavigazione del globo in solitaria e il titolo di Dame of the British Empire. Schiva, e compresa nel ruolo di riformatrice dell’economia, Ellen MacArthur è sconosciuta ai più ma non alle tavole rotonde del World Economic Forum di cui, a differenza di Greta Thunberg, è beniamina perché come spiega lei stessa “la mia Fondazione ha parlato, fin dalla sua nascita, la loro lingua, quella dei soldi, focalizzandosi sui benefici economici dell’economia circolare, che sono molti e chiaramente quantificabili”. Ed è stato proprio questo il punto di forza di MacArthur, l’aver dimostrato, dopo anni di studi seguiti all’abbandono dello yachting estremo, che i princìpi dell’economia circolare avrebbero avuto un buon impatto se applicati in modo sistemico e soprattutto – qui titillando gli interessi di giganti come Google, Intesa Sanpaolo e Renault ora suoi partner – i vantaggi economici sarebbero stati reali per i big player, i protagonisti dell’economia. La missione della Fondazione Ellen MacArthur è quella di abolire l’economia lineare che trasforma le materie prime in prodotti destinati a un ciclo che si compie in discarica (esiguo il quantitativo che finisce al riciclo), per sostituirla con l’economia circolare in grado di allungare la vita dei prodotti attraverso la ripartizione, la ridistribuzione e la rigenerazione, processo che ingloba anche oggetti derivanti da materiale biologico per i quali è prevista la re-immissione nel ciclo naturale e la trasformazione in bio-energia. Ma perché ciò si realizzi bisogna disassemblare gli oggetti prima che arrivino in discarica, abbandonando l’obsolescenza programmata e quindi confidando su una progettazione intelligente che consenta di recuperare a fine ciclo tutte le parti. Semplice, no?

Circolare è meglio che lineareultima modifica: 2020-03-30T12:16:34+02:00da VIOLA_DIMARZO

9 pensieri riguardo “Circolare è meglio che lineare”

  1. Penso che devi correggere quel “è quella di abolire l’economia circolare che trasforma le materie prime”, in “economia lineare”, un banale refuso.
    Direi davvero semplice per chi come la McArthur, tagiona con la testa e non con il culo, complicatissimo con chi da secoli doveva anticiparla con regole non di mercato (quelle che si preoccupano delle cose alla fine della filiera), ma con regole che anticipano il problema finale. Si parla tanto di plastica, ma l’imballo di 80 gr. di biscotti o cioccolattini è roba da depravati mentali.
    Per non dire che ogni apparecchio elettronico ha un alimentatore diverso dall’altro. Definire questo follia è farle un complimento perché è demenza allo stato puro.

      1. Esagerata, ma per una donna, per quanto grande possa essere una casa, essa rimane sempre piccola. Come una mattonella che ha una fessurina invisibile diventa l’ossessione per dover cambiare tutto il pavimento. Non è colpa vostra però, sono sempre più convinto che chi vi ha disegnate era una donna. Infatti è sul maschio che ha buttato giù solo qualche schizzo veloce.

  2. Alla fondazione Mc Arthur non sono dei geni, hanno semplicemente visto quello che stava gia’ accadendo in alcuni ambiti e pensato che accendere un circolo virtuoso potesse trovare l’appoggio di chi piu’ che cose da riciclare ha soldi da spendere ( buoni per la causa ed anche per la fondazione) . Hanno scoperto l’acqua calda con un po’ di anticipo e su quello hanno giocato le chances della iniziativa. Bene cosi’. A dire il vero hanno le loro buone difficolta’ perche’ non tutti vogliono essere virtuosi, anche nella sbandierata green economy. Basti l’esempio delle automobili elettriche , i cui motori sono la piu’ lampante e becera idea di antica economia lineare, con le batterie che non hanno smaltimento programmato, e ad oggi nemmeno programmabile, solo fornitori certi , sempre quelli. . La’ dove con un investimento minimale su modifiche marginali il motore a combustione interna alimentato ad idrogeno era’ gia’ pronto da anni , riclicabile al 100% e ad emissioni e costi aggiunti zero. Come a dire che le auto a batteria luccicano di verde ma non d’ oro, sono dollari. 🙂

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