Economia italiana, continuano i segnali di ripresa. Ma il 2020 resta un anno durissimo

Malgrado ci attenda una recessione per tutto il 2020, si vede qualche segnale di recupero da parte dell’economia italiana, dopo la durissima mazzata a causa della pandemia da Covid. Nonostante il peggior calo di sempre del PIL in tempi di pace, c’è qualche ragione per essere ottimisti.

Lo stato di salute dell’economia italiana

reddito disponibileSe è vero che il nostro prodotto interno lordo è precipitato del 10,4% nel secondo trimestre dell’anno (in base alle previsioni dell’Ufficio parlamentare di bilancio -Upb), alcuni dati mensili pubblicati dall’Istat evidenziano la ripresa dell’economia italiana.
Basta guardare i consumi delle famiglie, ad esempio. Durante il mese di giugno le vendite al dettaglio, al netto della stagionalità, sono cresciute del 12,1% rispetto a maggio. A spingere questo rimbalzo è il ritorno alla spesa per beni non alimentari. Cresce anche l’indice destagionalizzato delle vendite, che si posiziona su livelli simili a quelli pre-Covid.

Ci sono alcuni settori che stanno ancora soffrendo, come calzature, articoli in pelle e da viaggio e abbigliamento e pellicce. Altri invece sono in forte ripresa, come vendite di mobili ed articoli tessili e di arredamento per la casa.

Manifattura in ripresa

Anche la produzione manifatturiera dà qualche segnale di speranza per l’economia italiana. Anche se nel secondo trimestre c’è stato un calo complessivo del 19,4%, a giugno si è registrata una forte inversione di tendenza (+8,8% rispetto a maggio).
Nell’ultima nota mensile dell’Istat si indica però che la ripresa dei ritmi produttivi del settore manifatturiero dovrebbe estendersi anche a luglio. Anche in questo caso ci sono dei settori che fanno più fatica di altri a riprendersi, come moda e mezzi di trasporto.
Va osservato che l’industria manifatturiera si muove a due velocità: le grandi imprese stanno accelerando la ripresa, mentre le piccole e medie imprese ristagnano.

Economia italiana, continuano i segnali di ripresa. Ma il 2020 resta un anno durissimoultima modifica: 2020-08-12T10:24:19+02:00da nonsparei

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