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Zagara&Pepe

La Metamorfosi è uno stato dell'Anima

 

 

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TUTTE LE STORIE DEL MONDO - cap VI

Post n°89 pubblicato il 10 Giugno 2008 da pro_mos

La ragazza pizzicava del suo strano strumento la seconda e l’ottava corda, e cantava con le parole del lillà, del mio sogno, la notte prima

"quello che dai, hai
quello che prendi rendi"

Non riuscivo più a sorprendermi a quei prodigi, la guardavo, in silenzio.

-"Non credi che sia un pensiero pericoloso? In fondo il mondo, non è mica un luogo ideale, c’è tanta gente strana in giro....."-

-"Pericoloso? Per cosa?"- mi chiese la ragazza

-"c’è tanta gente strana, in giro.... Se tutti facessero agli altri quello che vorrebbero fosse fatta a sé....."-

-"ascolta - mi disse lei con il tono più dolce che avesse mai avuto -"tu sai riconoscere le persone? Le sai davvero guardare? Cosa distingue uno sconosciuto da un conoscente? Un conoscente da un amico? O un amico da un amore?"-

-"....."- la guardai, non sapevo cosa risponderle, poi, d’un tratto, le dissi -"..da come...lo sento dentro: un amico mi fa star bene, un amore mi fa emozionare, mi prende, come dire, allo stomaco...."-

-"dalle maschere che porti"- m’interruppe lei -"lo riconosci dalle maschere che porti e che mostri. Tutti portano una maschera, anzi ne hanno più di una. Ne indossano fin da piccoli. Non da piccolissimi, perchè i piccini sono sempre spontanei, piangono quando hanno dolore o fame, e ridono se sono felici. Quando crescono imparano l’arte del controllo. La maschera è la forma della ragione, quella che la "convenienza" e "l’opportunità" fa apparire più appropriata. Si indossa una maschera quando si vuole ottenere qualcosa e si ritiene che quella sia la forma più indicata per apparire gradito all’interlocutore. Ne porti una col capufficio, una coi professori a scuola, ne porti una con i compagni, ne porti una ogni volta che pensi di dover essere in un certo modo. Quando incontri un amico, invece, è diverso, sai di non dover sembrare nulla per avere qualcosa. L’amico ti dà e si da, senza chiedere niente in cambio, senza sapere se tu gli renderai qualcosa"-

-"Ho scoperto cosa vuol dire tutto questo, una volta - le dissi - ho un amico, di quelli che non puoi dimenticare mai, ed avevo un amore che mi voleva tutto per sé. Lascia a poco a poco quell’amico, per mesi. Un giorno quell’amore se ne andò e chiamai l’amico, che non mi chiese nulla, semplicemente passò e suonò alla porta, uscimmo e, da quella sera, riprendemmo a vederci, sempre. Non mi chiese nulla di quanto era successo, niente di più di quanto io non gli raccontai. Ma fu tutto egualmente"-

-"questa è l’amicizia"- concluse lei -"l'assenza delle maschere"-

-"E...l’amore?"- le chiesi?

-"L’amore è quando qualcuno ti vede dritto nel cuore, senza neppure bisogno del tuo vero volto. Anzi ti ama di più proprio chi non vede neppure il tuo volto."-

-"Ma come fai ad amare una persona se non la vedi?"- le chiesi

La ragazza si alzò dalla fontana, chiuse gli occhi inspirando profondamente, assorbendo l’aria tutt’attorno -"lo senti quest’insieme di profumi? Sono le essenze di centinaia e centinaia di fiori, di piante, sono il profumo dell’aria che passa e carezza le loro corolle e ne coglie, le loro spore. Tu non li vedi tutti quei fiori che pure ti passano dentro attraverso quest'aria che te li porta e te li fa sentire. E ti senti bene in questo profumo e non hai bisogno di vedere quei fiori, eppure sono loro che ti fanno star bene, è il loro profumo. Così è l’amore, un profumo che ti coglie, anche se viene da lontano, e ti fa stare bene. Un profumo che ti avvolge. E non serve la presenza o l’assenza dell'amato. Serve sentirne il profumo, serve sentirne quel bene"-

-"Non ho mai pensato a questo - le dissi -quando amo vorrei sempre avere accanto quella persona..."-

-"Quando ami - disse la ragazza - quella persona è sempre accanto a te, perché ti vive dentro. Ami quando hai dentro di te una persona, e per questo puoi viverle anche distante"-

-"Ma l’amore è anche fisicità, tenerezza, carezze, passione....come fai ad amare una persona e a non averla accanto?"- le chiesi orma del tutto smarrito

-"Ci sono carezze che passano anche attraverso l’aria, e sono le più profonde. Tu puoi possedere una persona e non penetrarla mai, e puoi penetrare una persona e non averla mai avuta. L’amore non è fare l’amore, l’amore e riuscire ad entrare in una persona. Quando l’hai penetrata così, dentro il suo cuore, l’amore farà il resto"-

-"Possedere una persona, senza averla, averla non essere mai riuscito a possederla......"- mormorai, mentre, mentalmente ripercorrevo tutte le mie storie passate.

C’era delle vero in quello che la ragazza mi stava dicendo, anzi era il Vero.
Avevo avuto storie in cui il mio cuore non era stato mai intaccato, vissute di passione, ed altre dove la passione aveva lasciato spazio alla tenerezza, ma il vero amore era stato penetrare l’anima di una persona, viverle dentro, ed essere compenetrato.

Seppi d’aver amato oltre ogni carezza, oltre ogni notte d’amore. Sentii d’essere stato amato, al di là di ogni gesto, d’ogni attenzione. Capii il senso d’ogni verginità infranta, quella mentale e quella naturale. Compresi che il dono più grande, che avevo ricevuto, non era un corpo o un bacio, ma ogni limite raggiunto e superato, assieme. Il piacere d’uno svelarsi ogni volta un poco più nel profondo.

-"Questa è la storia del lillà è di Gelsomina,- disse allora la ragazza - questo è il senso dell’amore, dell'amicizia, e delle altre cose mute, che, talvolta, di notte urlano, sovrastando l’abbaiare dei cani, il ticchettare della sveglia, il risuonare delle campane"-.

Respirai profondamente. Sentii scorrere dentro di me il profumo di centinaia e centinaia di fiori, sentii che stavo bene, ed il piacere di quel loro profumo. Sentii di amarli, tutti, senza averli mai visti, sentii, per la prima volta, che senza di loro non avrei potuto essere lì, che quel posto non ci sarebbe stato, che io non avrei potuto parlare con la ragazza, che non avrei mai sentito quelle storie, che non avrei potuto iniziare quel viaggio che mi stava portando a conoscere più di quanto sapessi o pensassi di sapere.

La ragazza con il suo strumenti in mano riprese pizzicarne le corde. Questa volta era la
terza che risuonava, assieme all’ottava.


Mi sedetti accanto a lei, in silenzio. Una nuova storia stava per cominciare.

 

 

(CONTINUA)

 
 
 
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