OCCASIONI PERSE

Diario delle occasioni perse e delle occasioni sprecate

Creato da Avvelenataforte il 16/11/2010

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Libero solo di nome ...

Post n°109 pubblicato il 05 Giugno 2012 da Avvelenataforte

 

Emigrata

 
 
 

Mille battaglie fanno una guerra ... e mille ciliegie una marmellata ...

Post n°106 pubblicato il 22 Maggio 2012 da Avvelenataforte
Foto di Avvelenataforte

(Sottotitolo: da Panto in poi e la passione politica degli imprenditori veneti)

Stamattina ho fatto colazione prima del solito .. Simone Spetia non aveva ancora cantato l'inno .. con marmellata di ciliegie ..
E stendendola sulle fette biscottate pensavo a una serie di cose ..

Ho una specie di cliente (non pagandomi rientra nelle opere caritatevoli per spirito umanitario e fondamenta dell'Onlus che voglio costituire) preso abbastanza male per n motivi che non sapendo come passare il tempo (invece di prendersi la briga di salire in macchina, mangiarsi asfalto e cercare nuovi clienti) si è dedicato alla politica ..
In una ridente cittadina vicentina dove a risultati visti non Thiene neanche più li la Lega.

[21/05/2012 16:13:39] Io: sito deventà sindaco allora ?
[21/05/2012 16:16:45] SR: credo lo sia diventato quello che appoggiavo
[21/05/2012 16:17:04] Io: ottimo allora adesso sei consigliere ?
[21/05/2012 16:17:25] SR: no, la mia lista non ha raggiunto il minimo del 3%
[21/05/2012 16:17:41] SR: comunque mi ha promesso la consulta dello sport...vedremo
[21/05/2012 16:18:02] Io: ottimo

Ecco.
La consulta allo sport.
Promessa.
Io attendo atarassica la fine di tutto. Perchè a questo punto se i tuoi sforzi, il tuo impegno la tua passione e la tua massima aspirazione in questo momento è avere la consulta dello sport io sto perdendo il mio tempo. E non poco.

Io non ho mai capito e forse mai riuscirò a capire perchè ci sia questa forma di attrazione alla politica .. alla "vita partecipata nella società" ...
Sarà che io e la politica abbiamo lo stesso feeling che Homer Simpson ha con la metafisica dei costumi.
Sarà che dopo aver lanciato sampietrini e aver avuto la Digos in casa per mesi ho abbracciato e stretto molto forte l'utopistica idea di né Dio,né stato,né servi né padroni ma veramente mi chiedo perchè con tutte le rogne che hai ti devi prendere un altro impegno ..

Perchè nella mia mente confusa mi par di capire che la politica sia un impegno.
Qui invece l'abbinata locale imprenditore-politico .. è un pò come marmellata-fette biscottate.
Aumenta il prestigio ?
Ti aumenta il fatturato ?
Cambia la reputazione della tua azienda ?
E' strategia di marketing ?
Ti eleva dalla tua mediocrità ?
No eh perchè io vorrei capire ... che non hai 100 euro per spedire un campione e tiri fuori soldi per appoggiare uno che ti ha promesso la consulta allo sport ?

Potrei - vagamente - capire se un imprenditore avesse qualche coinvolgimento in tema di attività produttive o altro ma allo sport ?
Troverei quasi giusto che la politica consultasse un imprenditore per avere un parere, un consiglio tecnico o altro ma allo sport no.
Nella mia Terra nessuno più s'interessa di politica ma tutti ne parlano.
Nella mia Terra nessuno crede più nella politica ma tutti sanno e conoscono e saprebbero come fare.
Nella mia Terra tutti ce l'hanno contro la politica ma tutti vorrebbero contare in politica.
E poi c'è ancora il mito dell'Imprenditore Politico per eccellenza .. cioè non parlo di un Giorgio Almirante o di un Enrico Berlinguer .. parlo di lui...

Nella mia agenda di contatti - bene o male tutti legati al fantastico mondo del legno - io penso che lui sia stato idolo e modello commerciale e spirito guida di sopiti istinti di autonomia veneta.
Quelli che conosco io tutti aderenti al progetto nordest ...
Il papà di questo qui sopra aveva una piccola azienda in un piccolo paese di 5000 anime e nella sua piccola azienda lavoravano 200 persone dello stesso paese ... 200 su 5000 ..
Morto il padre ha preso in mano tutto lui .. portanto quell'azienda ad essere la principale azienda italiana produttrice di serramenti in legno ... ma forse fuori dai confini regionali ben noto per aver fatto della sua passione un colpo grosso.

Bella azienda, bel prodotto, fama nazionale e internazionale e cosa fai come passo successivo ? Ti compri una televisione ..
E dopo la televisione ? la Politica.
E dopo impresa - televisione - politica cosa ti manca .. un elicottero ... un'isola .. e allora ti compra una piccola terra emersa nella Laguna Serenissima e li finisci la tua vita.
Una marmellata di ciliegie.

Però quell'uomo ha fatto storia tra gli imprenditori legnosi veneti .. con una profonda differenza ... i tempi erano diversi .. Quell'uomo il suo impero finanziario ha saputo crearselo e gestirselo (onore al merito) e prima contava il suo lavoro e dopo tutto il resto (forse le donne potevano scombinare un pò l'ordine delle cose ma non esistendo ancora il Viagra penso fosse una cosa ad ore9.
A Rovarè e San Biagio sapevano tutti che andava lui ad aprire la falegnameria al mattino preso.
Chi ha lavorato con lui mi ha più volte detto della sua mania della qualità del prodotto.
Gli ex dipendenti non si sono mai lamentati di lui anzi a chi aveva bisogno non ha mai negato nulla ..
Prima il lavoro, l'affermazione dell'azienda e dopo tutto il resto. Televisione, Politica, Elicottero, Donne, Isola, ecc.

Ma vuoi mettere la consulta allo sport ...
Finito vasetto di marmellata ... torno alle mie mille battaglie.

 
 
 

Storia di 400 euri al giorno ..

Post n°104 pubblicato il 18 Maggio 2012 da Avvelenataforte
Foto di Avvelenataforte

A me lavorare in fondo da un senso di pace se poi lavoro con rabbia ancora di più .. un po' simile a quello che ha dichiarato Guidolin l'altro giorno ... "Quando sono teso do il meglio di me stesso" (Gazzetta & Co.) evidentemente la terra di Castelfranco produce anche questi temperamenti oltre che a radicchio rosso. Tardivo.

E' un mio difetto sfogare la rabbia e digrignare il senso di sfida sul lavoro.
Ma ne sono felice.
Felice di un difetto.
E’ come realizzare di essere una donna quando ti vengono le smagliature.
Non mi nobilita il mio lavoro anzi tira fuori ed esalta nell'ordine la mia intolleranza, il mio rifiuto alle buone maniere, il fatto di non essere portata alla comunicazione obbligata e ad essere sorridente solo se mi va e a scoprire gli altarini dell'ex Sagrestia Veneto.

Ogni giorno un nemico .. e un po' alla Jack Folla il primo nemico che mi trovo da battere è la mediocrità.
Il mediocre di turno è un posatore autonomo di infissi di uno dei miei clienti .. che teoricamente con me non dovrebbe avere nulla da spartire .. anche perchè uno che si chiama Juri con me non può assolutamente andare d'accordo.

Punto 1: Il mio cliente è di Rovigo e questo Juri di Calderino di Monte S. Pietro (Bologna) ... praticamente stiamo già parlando di relazioni internazionali .. che servirebbe una schiera di diplomatici per trattare e io nel mio io non ho la parte Condoleeza .. mai avuta.

Punto 2: Il MIO cliente finale di Bangalore (triangolazione internazionale ..) ha capito che forse per quanto devoti al lavoro, servizievoli ed ubbidienti e sottopagati i suoi uomini non sanno fare tutto e per farla breve mi obbliga (ecco io con i MIEI clienti sono Geisha) a  trovargli qualcuno che vada li SUBITO (oggi) a risolvergli le rogne in cantiere.

Punto 3: Giro di telefonate e alla fine riesco a parlare con Juri. Resoconto telefonata:

Io: Ciao Juri, son Federica mi ha dato il tuo numero Marco..
J: Si si mi ha detto che mi chiamavi e mi ha già spiegato tutto ma io ti dico subito di no
(pensiero pensato: cazzo che tempismo io aspetto mesi per una risposta e nel giro di 3 secondi vi siete già sentiti, spiegati, capiti, decisi)
Io: Scusa Juri cosa ti ha detto ?
J: Che devo andare via 20 giorni in India per posare i serramenti.
Io: No Juri non sarebbe proprio così .. ma se hai già deciso di no va bene lo stesso cerco altri. Stammi bene ciao ci vediamo.
J: No no dai dimmi esattamente di cosa si tratta.
(pensiero pensato: figlio di puttana )
Io: Allora ci sarebbe da andare un paio di giorni .. una decina .. per insegnare alla squadra di posatori indiani come posare i serramenti .. fargli un pò da maestro visto che tu lo sai fare molto bene e loro hanno tanta voglia di imparare. Praticamente tu vai li e ordini cosa loro devono fare e loro eseguono (pensiero pensato: sto diventando più falsa di Giuda) in modo che imparino bene cosa devono fare e secondo me è una cosa che solo tu puoi fare perchè sei uno specialista e il tuo lavoro lo sai fare bene.
J: Ma allora praticamente io non devo lavorare devo solo guardare quello che fanno e se per caso non va bene correggerli ?
Io: Esattamente (pensiero pensato: col cazzo la ci son rogne infinite che mi si stringe quel poco di stomaco che mi è rimasto se provo a cercare le parole per spiegartele .. ) dopo logicamente secondo me, ma sta a te valutare se è il caso io gli farei proprio vedere come si fa ..
J: Pagano ? Marco mi ha detto che tu decidi per loro (pensiero pensato: si si io ormai decido anche se deve piovere o far bel tempo)
Io: Allora io posso farti questa proposta: compenso giornaliero 400,00 euro da quando parti dall'Italia fino al rientro in patria (pensiero pensato: sempre che non fai qualche cazzata per cui si deva muovere Terzi & Co. e allargare la cella coi due marò) spese di volo vitto e alloggio a carico India.
J: Ma mi fanno volare con un aereo sicuro e mi fanno dormire in un buon albergo ?
Io: Certamente stai traquillo.
J: Sarebbero mica tanti 400,00 euro al giorno considerato che è in India ...
(pensiero pensato: CAZZZOOOOOOOOOOOOO vuoi dirmi che qui in Italia riesci a prenderti 400,00 euro al giorno ... e che il tuo lavoro costa di più se vai fuori confine ?? cioè cos'è l'aria che cambia il costo del tuo lavoro ??)
Io: Va bene cerco un altro.
J: No no aspetta ma i materiali e le attrezzature devo portarmele via da qua ?
(pensiero pensato: si e magari sulla borsa a mano ti porti la pistola del silicone così ti arrestano già qui in Italia ed evitiamo rogne internazionali)
Io: Tu mi fai la lista di quello che ti serve e te lo facciamo trovare in cantiere.
J: Ma come pagano ?
Io: Juri 50% se mi dici di si e saldo quando rientri a casa a lavori finiti
J: Ma quando sarebbe da andare ?
Io: Il tempo di procurarti visto prenotare aereo e via .. fai conto 15 gg
J: Ma guarda che 400 non sono mica tanti ...
Io: Juri .. senti una cosa t'interessa andare o no ?
J: Si che m'interessa. Posso portarmi anche la mia morosa ? (pensiero pensato: cazzo questo ha capito che va a farsi le ferie ... )
Io: Se si paga tutto lei e non ti rompe le balle per me che venga pure (pensiero pensato: se sapesse ...)
J: Ma non possiamo fare 500 ?
Io: 400 e niente di più.
J: Ma per quanti giorni ?
Io: guarda io penso una decina tra viaggio e tutto (pensiero pensato: 4.000,00 euri in dieci giorni voglio vedere se ci sputa su)
J: Si potrei andare ma 400 son pochi ...
Io: senti Juri facciamo che ti pagano tutto li a mano prima che parti ?
J: Garantisci tu ? (pensiero pensato : ormai mi chiamano Bond e non James ..)
Io: Juri ci vai o no ?
J: Marco ha la copia del mio passaporto procedi col visto..

Bastava poco eh ... e allora anche 400 euro al giorno puliti puliti diventano una cifra accettabile ..

 
 
 

.. internazionalizzazione ...

Post n°103 pubblicato il 16 Maggio 2012 da Avvelenataforte
Foto di Avvelenataforte

Riferimenti: Post 87 e 89

Che sia chiaro che io all'incontro del 27 marzo ci sono andata solo per Barisoni.
Che sia chiaro che io di quell'incontro ho già scritto e parlato anche troppo e che ho già sputato dosi consistenti di veleno ...
Ma oggi ci torno su ...

Ricevo mail da parte di Confartigianato Vicenza stamattina ... dal 27 marzo si fan vivi il 16 maggio ... direi un tempismo unico e raro ..

Gentili Imprenditori, facendo seguito alla vostra partecipazione al convegno Russia: Da! del 27 marzo u.s., vi informo che al seguente indirizzo internet: http://www.confartigianatovicenza.it/link-estero sono stati creati alcuni link che vi potranno essere utili ai fini della raccolta di informazioni su mercati di vostro interesse, della individuazione di possibili partner attraverso il servizio Tradeway e, più in generale, a comprendere come Confartigianato Vicenza, Cassa di Risparmio del Veneto ed Intesa Sanpaolo possono sostenere le PMI nell'approccio all'internazionalizzazione.

Ecco già dopo aver letto le prime 7 righe avrei cestinato la mail ..
Ma sono ancora curiosa del mondo e del genere umano e vado subito a vedere il link ..

Santino centrale di Saulo di Tarso ma non mi esimo a sorridere pensando che questi hanno chiamato un conto corrente ZERO TONDO ...
Vado a vedermi un paio di cose .. su dieci link otto mi portano a siti collegamenti o altro di Saulo ..
Tutto materiale loro..

Servizio Tradeway ... con sconto del 20% sulle tariffe normalmente praticate .. che prevende niente meno che: inserimento per un anno del profilo dell' azienda su siti dedicati al “B2B” e alla ricerca di partner in 3 Paesi di interesse (dove è operativa Banca Intesa Sanpaolo).

Mi guardo un pò il sito ... per info chiamare qui .. per info mandar mail qui .. chiamare questo numero, ecc. ecc.

Mi son stancata.
Praticamente di internazionalizzazione .. almeno per come la intendo io e per come ne avrebbero bisogno veramente le pmi non riesco a trovare nulla ..

Trovo tante informazioni su Saulo ... e basta.
Ma perchè ???
Perchè qui http://www.confartigianatovicenza.it/mission scrivi tante belle parole ricche di amore e passione per ste anime di artigiani e se vai a vedere qui http://www.slideshare.net/confartigianatovicenza/russia-focus per avere due info sul paese Russia .. visto che ti ricordo era l'obiettivo di tutto il discorso .. manco indichi che per andare in Russia ti serve il passaporto ???

Io non capisco .. non capisco perchè vi siete convertiti a far pubblicità agli altri .. spiegatemi bene cos'è sto "importante accordo di  collaborazione in materia di internazionalizzazione " perchè io non riesco a capirlo ... e non ho voglia di telefonarvi o mandarvi una mail voglio che lo scriviate chiaro e tondo in modo che me lo posso leggere di notte o mentre l'estetista mi fa la pedicure.

Perchè non date veramente notizie .. informazioni.. suggerimenti ...

 
 
 

METASTASI ..

Post n°102 pubblicato il 15 Maggio 2012 da Avvelenataforte
 
Foto di Avvelenataforte

(sottotitolo: continuate pure a curare i tumori con le aspirine e a pregare e supplicare un Dio che vi guarisca)

E adesso ?
Adesso basta.

Arrivi da me luglio 2011 fa col bollino rosso stampato in fronte e la necessità urgente di trapianto di polmoni.
Mi fai sentire un disco che ormai conosco a memoria di lacrime e lamenti.
Vengo a vedere il tuo prodotto.
Vendibile.
Ore e ore a parlarci.
Telefonate a orari impensabili ed improbabili. Festivi e feriali compresi.
Mi chiedi il mio supporto.
Ti dico le mie condizioni. Nessuna trattativa ammessa.
Ci devi pensare.
Agosto 2011 ,io in fase di traslocco e in ulteriore cambiamento di esistenza, di città di vita e tu con bella richiesta ricevuta tramite Vicenza Qualità di progetto Algeria.
Mi chiedi se posso darci un occhio e un mio parere.
Ti mando 3 pagine di relazione scritte sopra gli scatoloni con le zanzare che mi mangiavano anche l'anima.
Logicamente tu la leggi al rientro delle ferie .. mica sei come me che cerca di liberarsi delle cose per poterne fare altre ..
Ci troviamo.
Ti spiego perchè ti ho scritto determinate cose, da dove nascono le mie osservazioni.
Ti faccio schemi e disegnetti dei pro e dei contro di questo affare.
Cerco di farti capire che l'Algeria e un progetto governativo non sono nè dietro l'angolo a livello logistico e che non è andare a trattare con un provato.
Mi chiedi assistenza.
Ti ribadisco le mie condizioni.
"ma si dai tanto provemo qualcossa vegnarà fora ... " ... ok son sempre d'accordo a provarci, sempre e comunque finchè sopra il mio corpo non ci sia una lastra di marmo bianca.
Peccato che per provarci bisognerebbe prima di tutto capire esattamente cosa vogliono in Algeria e due ... avere un listino prezzi ... perchè se qui il prezzo del tuo prodotto te lo detta la concorrenza fuori dai confini veneti non funziona mica così...
Peccato che per provarci bisogna garantirgli l'eventuale prezzo di fornitura per almeno 12 mesi .. " e ma mi pensavo che fosse na roba immediata .."
Peccato che vogliono la tua offerta al più tardi entro il 10 settembre .. " E ma insoma noi pol mia spettare un fià gai tutta sta urgensa e dopo magari i ghe sta un anno a deciderse"

Dai Fede te prego provemo go pena comprà el novo impianto de verniciatura me ndaria ben aver sto ordine beo grosso ...

Allora facciamo una cosa di questo genere ... tu preparami il preventivo che dopo vedo di arrangiarmi io..
Ecco si brava. Savevo mi che podevo contar su de ti. Dime come che go da far el preventivo.
Cazzo.
In Algeria mica parlano dialetto veneto .. e allora parti a tradurgli tutto il bando di appalto ... pian.. appalto ... telefonata immediata .. Senti hai tutti i requisiti per partecipare a bandi di appalto internazionali ?
E cossa saria sta roba ? Che carte voli ? Mi no go mai fatto ste robe voi carte anca la ?
Ma vedi tu .. trattasi di progetto governativo finanziato dall'Ambasciata secondo me possiamo mandargli se ci chiedono delle carte un paio di mappe di Vicenza ..
Fa na roba ciama i artigiani e parla co lori.
Io no che non li chiamo. Li chiami tu. Io con loro non ci parlo.
E ma se i me domanda qualcossa .. senti ge digo al me Dottor Commercialista chel te ciame e te te rangi co lui ..
Va ben.

Intanto gli mando dritte per fare il preventivo...
Ma porco qua tutta sta roba qua i voe co tutte ste specifiche e ste misure ?
Eh si.
Ma no podemo mia far un preventivo de massima del modeo base e dopo sel va in porto vedemo e specifiche ?
Direi di no.
Ma me serve tre giorni a far sto preventivo..
E a me ne serviranno cinque per tradurlo vedi tu ..
Ahn va ben ..
(preventivo arrivato 8 settembre ..)

Bon avevo ancora le pareti del manicomio fresche di pittura che traducevo il suo preventivo chiamandolo ogni 3 x 2 perchè non mi quadravano le cose .. manda via tutto e ciao.

Dopo 20 giorni ...
Ciò ma te gai fato saver gnente dell'offerta ?
Non ancora.
No te pol mia ciamarli sentire se a va ben ?
Ribadisco le mie condizioni.
Senti fasemo cossita pal to lavoro te regaeo che e 4 porte che te me ga ordinà e dopo se va in porto l'afare se metimo d'accordo.
Bhè guarda le 4 porte era scontato che non te le pagavo già da quando te le ho rodinate per il resto vedi tu..

Primi freddi di ottobre 2011 .. io ancora da ambientarmi a Vicenza e ancora con Treviso nel cuore e nell'anima ...

Ciò Fede secondo ti visto che fasemo a fiera del Made .. che me serva el catalogo in inglese se vien qualche estero ? Ti no te pol mia darme assistensa se riva qualcuno in stand ?
Ma direi che secondo me è quasi fondamentale averlo ma dopo valuta tu. Io sono allo stand P. dove ho già tutti i miei appuntamenti fissati da mesi visto che mi pagano e visto che mi hanno fatto un mandato scritto e non parole al vento.
Ma se go bisogno viento far un salto da mi se te ciamo ?
Se non ho da fare si .. (in fondo i tuoi contatti mi potrebbero andar bene per altri .. )

Passa la fiera, passano Natale e la Befana in un inverno caldo e secco.
Febbraio ...
Ciò ma te pol mia darme na man co l'estero ?
Certamente non vedevo l'ora che tu me lo chiedessi anche perchè ho rivisto il mio listino ...

Sfiga vuole che per le strade dove non vuoi camminare ti tocca correre ed ho avuto io bisogno del suo prodotto per progetto India.
Lo contatto. Cerco di arrangiarmi il più possibile.
In contemporanea Santo Israele mi chiede di trovargli un fornitore dello stesso prodotto.
E mica USA può esimersi ...

Senti la storia è così così così .. se vuoi io ho questa carne al fuoco .. cosa faccio ?
E te me domandi cossa fare ? Ze segni dea Providensa questi ! Senti fasemo cossita ti porta vanti el lavoro, e to spese e compensemo coe porte che vende a rivendita e te dò el 10% soe vendite, te va ben ? Fate do righe scrite che mi tee firmo.

Marzo .. Aprile ... preventivi ordini rogne casini confusione preventivi ordini rogne casini silenzi.
Io che mi avveleno. Minaccio di sparire. Sparisco.
Mi capiti qui i primi di Maggio in peggior situazione che a settembre.
Disco inceppato.
Parole che sento tutti i giorni alle 17.00 ma con accento diverso.
Disperazione comune.
Paura.

E il mio senso d'impegno che non mi permette di chiuderti la porta in faccia ... ok dai concordiamo che mi dai 500,00 euri simbolici al mese a copertura spese .. vedo cosa riesco a fare..

Si ma te posso dar qualcossa se riva su ordini ma desso no posso gnanca tirar fora i schei pai tosi.. e varda cossa che gò trovà ..  

Mi mandi raccolta di contatti dicembre 2010 da riprendere in mano dopo due anni di stagionatura e pretendi che questi si ricordino di te ?
Eh si perchè pensi che una pianta la puoi lasciar a secco due anni e dopo le dai mezzo bicchiere d'acqua e rinasce splendente immediatamente ...

Ti preparo versione veneto - inglese delle varie mail da spedire con il tuo indirizzo per non mettermi in mezzo a casini e tu le mandi dopo 4 giorni ...
Grazia vuole che son riuscita a riprendertene uno un pò perchè ancora mi so spendere bene con le parole un pò perchè hai un gran bel prodotto .
E tu cosa fai ?
Mi va bene che mi giri la mail di risposta alle 4 del mattino che sai che sono sveglia ma teoricamente dovresti anche girargli la mia risposta delle ore 5 e non devo essere io a chiamarti dopo 4 giorni e chiederti se l'hai fatto.
Mi va bene che tu ci debba riflettere, consultare le sfere di cristallo, parlare coi tuoi fornitori ecc ecc ma io non posso aspettare venti giorni un preventivo ..
Mi va bene che tu venerdi sera abbia avuto un'improvvisa voglia di stare con la tua 3/4 invece che presenziare alla cena col tuo cliente ma io non posso decidere per te ..
Non mi va bene che tu lo scorso week end te ne sei andato con l'allegra famiglia del Mulino Bianco in Toscana.

Non mi va bene che .. vediamo come vanno le cose e dopo decidiamo.
Perchè sei morto.
E io coi morti non parlo.

Ecco e stasera di morti come questo ne avrò 3 seduti di fronte a me.
Vado a bere.

E' arrivato il giorno.
Il famoso giorno in cui si depongono le armi, si contano i morti,  si firma un trattato di non belligeranza e ognuno percorre la sua strada.
Perchè ?
Semplicemente perchè IO NON TI SERVO.
Io non ti servo perchè non sono serva di nessuno e io non ti servo perchè non ne avete bisogno.
Non sei pronto per fare certi passi.
Potrei dirtelo con tante belle parole, fiorellini, cuoricini e micetti e renderti più dolce l'amara verità ma per esperienza ho sempre sopportato meglio una porta sbattuta in faccia che posata con grazia contro lo stipite.

Ho provato a scriverti cosa come e perchè vanno fatte certe cose.
Convinta di non essere riuscita a trovare le parole te l'ho detto spiegato e ridetto.
Mi hai detto che avevi capito.
I fatti dimostrano il contrario.
Ho intuito una cosa stanotte : te ne stai zitto non perchè non vuoi parlare ma perchè non hai nulla da dire.

Ti ho chiesto di dirmi realmente come stava la situazione e hai barato sui numeri.
Da cretina per non avere altre 10 famiglie a casa a tirar giù santi e madonne ti ho trattato coi guanti chiedendoti il minimo necessario per comprarmi sigarette e bere caffè.

E adesso ?
Adesso basta.

 
 
 

I dolori avvelenati ..

Post n°101 pubblicato il 09 Maggio 2012 da Avvelenataforte
 
Foto di Avvelenataforte

Quando, nonostante la nostra debolezza e lo sforzo che dobbiamo compiere, proseguiamo la nostra opera, spesso osserviamo che pur andando lentamente e perdendo tempo avanziamo più di altri che vanno a forza di vele e di remi... Ed è allora che si è veramente consci di se stessi: quando si va alla pari con gli altri, ed anzi si sorpassano.

"I dolori del giovane Werther" - Johann Wolfgang Goethe

Tra ieri sera e questa mattina sto riflettendo seriamente se la prima valutazione dei Fenomeni sia stata desiderata, razionale o irrazionale.
Conclusione della giornata di ieri:
[08/05/2012 17:13:05] SR: va bene...hai più sentito l'americano?
[08/05/2012 17:16:16] IO: Certo lo sento tutti i giorni ormai.. sto aspettando i campioni sia per Glenn sia per Italwindows
[08/05/2012 17:16:47] IO: intanto io gli ho mandato cataloghi e altro ma sta aspettando le finiture che ti avevo chiesto prima di Pasqua..
[08/05/2012 17:19:43] SR: ho pronte quelle in versione A4 ma non tutte.
[08/05/2012 17:20:17] IO: Quando hai pronto i due pacchetti Glenn + Italwindows se vuoi ti organizzo le spedizioni e vediamo di fargliele avere anche se secondo me non possiamo far passare tanto tempo così.
[08/05/2012 17:20:35] SR: intanto gli mandiamo quelle che sono pronte
[08/05/2012 17:20:45] IO: dimensioni pacchetti ?
[08/05/2012 17:21:39] SR: domani te li mando
[08/05/2012 17:21:56] IO: ok
Buongiorno di oggi:
[08:53:38] IO: ok ti metto in copia la mail che sto inviando
[08:55:42] MP: l'unica cosa che spedire i cmpioni la costicchia...
[08:56:13] MP: noi gli regaliamo il cmpione ma almeno le spese di spedizioni ci potrebbe pensare lui se effettivamente è interessato.
Io penso che a SR e a MP serva qualcosa di più di questa crisi. Penso gli serva la carestia.
E come a questi due anche a una buona parte di coloro a cui finora è andata troppo di lusso.
Ergo a rappresentanti di tante realtà SR e MP.
E se da una parte mi dispiace far di tutta un'erba un fascio (preferisco ancora fumarmela piuttosto che parlare di fasci .. ) dall'altra se 3 su 4 fenomeni con parole diverse dicono le stesse cose arrivo facilmente a due conclusioni:
- o son io che son rincretinita (e forse solo ora le mie sinapsi risentono delle canne adolescenziali)
- o questa tanto dichiarata crisi non esiste.
Non c'è ancora fame.
Non siamo ancora arrivati al fondo del fondo.
Non è vero che la situazione è drastica e drammatica come viene dipinta.
Non è vero che manca il lavoro.
Non è vero che le aziende sono in crisi.
Non è vero che non si intravede la luce alla fine del tunnel.
Non è vero che si soffre.

Tutte balle.
Ci stanno raccontando una serie infinita di balle. Va tutto bene. Benissimo. Tutto bene. Ma io vomito e ho costanti conati di vomito.
Ma io di sottofondo continuo a sentire campane di requiem e leggere epigrafi.
Ma io continuo a vedere numeri estratti da lotterie immaginarie.
Va tutto bene.
A gennaio 2012 il saldo fra import ed export è negativo per 4.350 milioni di euro
A febbraio 2012 il saldo è negativo per 1,5 miliardi, era -2,3 miliardi a febbraio 2011
A febbraio 2012 il saldo fra import ed export è negativo per 1.113 milioni di euro
ecc. ecc.
Tutte balle ... tutte spaziali balle. Numeri messi li a caso .. e magari qualcuno se li gioca al lotto ..
L'idea di "andare all'estero" non è legata - come pensavo io - alla scarsa produzione interna, alla mancanza di commesse interne, alle problematiche legate al credito, ecc. ecc.
E' solo una ripresa e rivisitazione dello spirito spagnolo di conquista e dominazione.
Per sentirsi ancora una volta i migliori.
E allora mi trovo a dover dare - purtroppo .. - ragione a certi stagionati politicanti italioti
che affermarono in più di una situazione che la crisi non esisteva.
Qua ci stanno raccontando solo balle.
Va tutto bene.
Ma non svegliateci dal letargo. Lasciateci continuare a dormire e sognare.
E come sempre mi chiedo se SR e MP .. o hanno capito tutto o non hanno capito nulla.
Ma son dolori loro.

 
 
 

Pensieri in totale confusione ..

Post n°99 pubblicato il 05 Maggio 2012 da Avvelenataforte
 
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(Sottotitolo : Io sto con gli evasori, pur non potendo evadere un cazzo... e riabilitiamo le casse peote.  )

Io pago ogni centesimo delle mie tasse, con tanto di aliquota marginale massima e non posso fare altrimenti.
Come tanti.
Non tutti ma come tanti.
Eppure .. eppure vivo in un posto che è diventato quello che era ed è grazie anche a una forte evasione.
E che sia chiaro.
E che nessuno mi metta in discussione il concetto.
E che nessuno provi a dire che non è così.
Qui o si evadeva tutto o non si evadeva nulla. Quelli che evadevano il 20% o il 60% li hanno beccati quasi tutti.
Perchè o sei santo o sei criminale.
Perchè o evadevi o aspettavi lo Stato.

E l'imprenditore veneto evasore adesso condannato e crocifisso ha fatto la fortuna di molti.
Operai in primis.
Eh si. Anche degli operai.
Che adesso son a piedi ricoperti solo da sbiadite bandiere rosse e proclami di rivoluzione e che non vogliono più sentirsi dire popolo operaio ma tecnico di questo, di quello e di quell'altro.
Ma l'imprenditore veneto evasore è la strega che questa assurda lotta all'evasione caccia e a cui fior fiore di teste pensanti preparano cataste di legna per accendere il falò.

Allora qua si evadeva tutti. Un senso comunista della realtà.
E si sapeva.
Evadevano (uso il passato ma son molto tentata da usare il presente) uomini e donne. Parità di diritti.

Tra i commercianti gli unici a non evadere erano i supermercati. Ma il direttore di supermercato prima di Natale ti faceva tranquillamente regolare fattura di ceste natalizie per dipendenti e clienti e magari ti eri fatto la dispensa di 12 mesi di detersivi e alimentari.
Tra i commercianti evadevano parrucchiere ed estetiste e tutti quelli con regolare licenza per far mercati.
Professionisti e professionali.
E giravano soldi. Ne giravano tanti. E veri non quelli del Monopoli.
E nel periodo di gran fioritura del Nord Est la banca più sicura era la Cassa Peota.

E non voglio far Cassandra ma .. secondo me rinascono .. perchè ?

Cassa peota significa parrocchia e significa osteria. Uguale Veneto.
Cassa peota significa usura da poveri.
Cassa peota - proprio come la barca veneziana da cui deriva il nome - era salvataggio.
E potrebbe esserlo ancora. Per imprenditori e operai. Per evasori e per ligi e che pensano che sia bellissimo pagare le tasse.

Se ti trovi in difficoltà come in questi tempi per sopravvivere o per goderti la vita cosa fai .. ovvio chiedi un prestito.
A chi ?
Niente banche per carità: uno non te lo possono (vogliono..) dare. Due troppe domande. Tre troppe carte e documenti da portare. Quattro troppo lenti sia nel darti una risposta sia nell'erogarti l'eventuale prestito.
Niente finanziarie spuntate come porcini dopo una pioggia: si si... compro oro - finanziaria - money transfer - compro oro - finanziaria - bar - banca - finanziaria - compro oro. 
Finanziarie che ti promettono prestiti in 24 ore ma volendo anche il 12 e se mi stai simpatico anche in 8. Prestiti che puoi pagare in dieci comodissime e modiche rate mensili. Questo è quello che dicono loro. Ma a " far di conti" son capaci quasi tutti ..
Se chiedi 10.000,00 euri in 10 anni: rata mensile 140 euri ? Più o meno. Dopo 10 anni ti accorgi che però ne hai restituiti 16.300,00 di euri e inizi a chiederti perchè così graziosamente hai restituito 6.300 euri in più .. poco più della metà della somma che ti avevano concesso e capisci che non valeva la pena e che con quei 6.300 euri hai pagato tu tutti i volantini che ti lasciano sui tergicristalli nei parcheggi che pensi sempre di aver preso una multa ..

E allora ritorna in mente la vecchia cassa peota.
Mio nonno Vittorio era sacrestano . E preparava i certificati di Fede & Moralità.
Eh si perchè alla cassa peota del prete potevi associarti solo se avevi il certificato .. una specie di attestato di buona condotta.
Gli avanzi di galera e quelli che guardavano le donne degli altri si associavano alla cassa peota dell'osteria. Più semplice. Meno formale. Dove l'oste conosceva tutti i pregi e i difetti dei clienti da come battevano il fante o in base al vino che bevevano.
Proprio come i direttori di banca adesso ... (..... sorrido in riferimento a un libro che sto leggendo ... ).

I gestori della cassa conoscevano i clienti e i clienti sapevano che i soldi che versavano erano - quasi sempre ... tralasciando quei "dea riviera del Brenta" - in mani sicure.
E sapevano che se avevano bisogno di liquidi il prestito era sicuro, garantito, a minimo interesse come la sua restituzione ... perchè anche se la Sicilia è lontana anche qua l'onor e el nome ze importante.
Casse peote = banche di mutua assistenza con i soldi di tutti.

E posso assicurare che con i soldi di tutti delle casse peote sono nate imprese, anche importanti e note a livello nazionale. Evadendo.
E posso assicurare che con i soldi di tutti delle casse peote sono cresciute famiglie di operai. A cui andava bene che el paron evadesse e lo pagasse in néro ...

Con i soldi di tutti si viveva. Si aprivano aziende e si dava lavoro.
E si evadeva.
Ora basta ... meccanismo consequanziale saltato...  

 
 
 

Si Ŕ liberi solo se si hanno radici ..

Post n°98 pubblicato il 29 Aprile 2012 da Avvelenataforte
 
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(Del perchè sono Avvelenata parte 1 - le origini)

Classe 1975 io.

Guccini aveva appena lanciato Stanze di vita quotidiana e stava lavorando a Via Paolo Fabbri 43.

15-16 giugno 1975: Le elezioni amministrative e regionali fanno segnare un forte avanzamento del PCI, ora al 33% e a soli 3 punti dalla DC. Il PCI governa in cinque regioni (Emilia, Toscana, Umbria, Piemonte e Liguria) e nelle prime cinque città italiane (Roma, Milano, Napoli, Torino e Genova). L’affluenza alle urne è del 92,8% degli aventi diritto.

E il 16 sono nata io. Stesso giorno della Bisnonna Guerrina, della nonna Italia e di mamma Paola. E un braccialetto d'oro bianco che ancora porto per ricordarmelo, come se non bastasse il peso del costante rinfacciarmi di non aver ancora portato avanti la tradizione..

Io figlia. Figlia di imprenditori. Quelli veri. Non quelli famosi.
Io figlia di Veneto.

Nel 1974, il 20 aprile mio papà Falco e mia madre Vento si sono sposati. Il 15 maggio hanno aperto la loro attività.

CV dei miei genitori:
Falco. Classe 1945. Terzo di sette. Nato il 3 giugno. Prima assunzione a 14 anni Fonderia Anselmi di Camposampiero. Anime in creta. Altro che Ghost.
Vento. Classe 1954. Terza di cinque. Tutte femmine. Nata il 16 giugno. Prima assunzione a 15 anni Pavan di Piombino Dese. In linea. Stoffe. Tessuti. Gonne e camicie.

Aperto laboratorio loro nel soggiorno della nostra casa.
Casa fatta i sabati e le domeniche in economia - nel vero senso della parola - con i vari amici. Negli anni 70 in questo Veneto gli amici erano amici. Amici edili del sabato e della domenica che oltre a case costruivano rapporti indissolubili nel tempo.

3 dipendenti. 4 macchine da cucire: 2 Necchi e 2 Pfaff. Soggiorno arredato di stoffe. Spagnoletti di filo. Forbici, gessetti, metro, bottoni, cerniere, ecc.
E lavoro conto terzi.

A settembre quando sono stata concepita io 5 dipendenti in 4 mesi. E lavoro. Tanto lavoro. E al sabato e alla domenica a finir la casa.
Quando sono nata io i miei avevano appena fatto l'accordo con la Geconf di Castelfranco Veneto e assunto altre 2 signore.
E lavoro.
E io piccola. Culla tra Necchi e Pfaff. Come giocattoli pezzi di velluto e stoffe.
Attenzioni dedicate solo alla sera, per sbaglio.

Settembre 1975: la grande chiamata. Marzotto. Valdagno. E lavoro. Grande contratto.
Altre 4 dipendenti. Capannone in costruzione dietro casa. Casa e lavoro.
E io 3 mesi. Dormivo. Non potevo far altro. Non dovevo far altro.

Non ci sono più orari. Non ci sono più tempi. Non c'è più niente. Bisogna lavorare. Bisogna consegnare in tempo. Bisogna far le cose fatte bene.
E soldi che arrivano. Perchè a quel tempo c'era la regola del pagare quando si fa un lavoro o quando si produce qualcosa.
E io che pian piano crescevo. Ma nessuno se ne accorgeva.
Ho imparato a gattonare in laboratorio. Cavia.
Ho iniziato a muovere i primi passi li.
Tra l'orgoglio del "lavoro in proprio"e la fatica dell'aver e gestire dipendenti-quasi socie.

All'epoca mio papà ha cambiato la Simca blu con la nuovissima Ritmo color panna.
Non so se erano felici i miei genitori. Non so se si volevano bene.
So solo che lavoravano.
So solo che il confine tra la vita personale era la vita lavorativa.
So solo che a gennaio mi hanno detto che stava per arrivare il mio fratello, il Geniere.
Non capivo. E adesso non capisco lui.

Ricordo solo una mia foto in passeggino col biberon in bocca posteggiata tra una tagliacuci e una lineare.
E il mio pezzetto di velluto in mano. La mia coperta di Linus.



 
 
 

Schegge di vetro di bottiglie rotte ..

Post n°96 pubblicato il 17 Aprile 2012 da Avvelenataforte
Foto di Avvelenataforte

te_aso_le_ciavi il 17/04/12 alle 13:50 via WEB
Ma TEMPO DENARO E COMPETENZE adesso non ci sono.......Scusa la domanda...ma se gli imprenditori veneti sfruttavano tutto e tutti per far soldi...adesso secondo logica li dovrebbero avere da qualche parte. Allora io che ho le scarpe grosse ed il cervello fino, penso(parolona)o li hanno e non vogliono spenderli o non ne hanno proprio.Se li hanno e non vogliono spenderli fanno bene a fallire, nel secondo caso dove li hanno spesi? Te che sei a contatto con loro riesci a darmi risposta? Grazie

Allora ti racconto una storia.
Siediti. Prenditi una birra. Mettiti comodo. Inizio dal finale. Agli inizi di questa storia io andavo ancora a scuola. Quando lui ha trasformato la sua bottega in grande falegnameria io bruciavo con il mio prof di diritto e i quattro anarchici della mia classe e passavamo le mattinate a giocare a biliardo al Tranquillino di Padova.
Io l'ho conosciuto nel 2000 quando "usavo" la sua grande falegnameria per portare i miei nuovi clienti stranieri a vedere i macchinari e poi cercare di vendergli.
Io bene l'ho conosciuto nel 2001 quando nell'aria circolava ancora la malattia della pietra e far finestre in legno era ancora un affare.
In quell'anno aveva fatto un grande investimento di una linea di produzione e nello stesso anno tutte le volte che andavo a Ponzano mi diceva "impara bene la strada perchè prima o dopo qui tu ci verrai a lavorare".
Promessa e minaccia.
Forse presagio di futuro.
Nel 2007 ho imparato la strada. Scelta.
Si era appena separato dopo 30 anni di matrimonio svegliandosi una mattina e guardando la sua badante gli ha semplicemente detto "non ti amo più" avendola tradita una notte si e una notte anche.
Michele era appena passato alla concorrenza come direttore commerciale. La Anto non era più amministratore. C'era già aria di tempesta.
Via, si va in Russia.
Moderne campagne di Russia.
E poi Fede tu li sei di casa .. hai la tua stanza all'Ukraina, tu stai meglio al freddo che al caldo, tu non ti perdi tra la Zamoskvoreckaja e la Tagansko-Krasnopresnenskaja, tu coi russi ti capisci. E poi hai il visto annuo e puoi andare e venire quando vuoi..
Via si va in Russia.
Eccoti 2.500,00 € al mese tutto spesato, vitto alloggio taxi vodka e TSchi da kasha - pisha nasha così ti ricordi di essere veneta.
Si si via, bisogna sfondare in Russia. Fede quello deve essere il nostro mercato. Carta bianca. Vai. Qualsiasi cosa.
Dopo magari se ti avanza tempo ci sarebbe la Spitze a Thessaloniki da andare a trovare qualche volta.. ma mi raccomando "portami in Russia".
Madre Russia accoglie la sua Figlia.  
Ho traslocato a febbraio a Ponzano e i primi di Marzo ero già - nuovamente - a Mosca a far il Mosbuild.
E cosa gli porto a casa da Mosca a parte una tristissima Matrioska e cioccolatini Ekaterina per tutti ? Un certo Anatoly e un certo Shalom.
Un russo figlio di Kgb che gestisce gli immobili di Gazprom e un figlio di rabbino israeliano.
E da giugno a dicembre ti porto a casa quasi 1 milione di euro di serramenti tra Russia e Israele. Nuova residenza: Aereoporto Marco Polo.
Pagare affitto a Ponzano Veneto e dormire a Tel Aviv.
Vestiti e scarpe a Ponzano Veneto e doccia a Mosca.
Succede che nel 2008 crolla tutto.
Le botte di culo della sottoscritta e le ore di volo non bastano.
Tomi di mails di lamentele sulla qualità del prodotto, sullo stile vecchio, sulle esigenze diverse, sui ritardi di consegne, ecc. ecc. ma dovevo solamente imparare i tasti della tastiera perchè lui quelle mails e le mie relazioni non le ha mai lette.
Fiato e voce sprecati ad ogni ritorno e vane promesse di "adeguamento".
E crollo del mercato italico.
Fede, Fede "semo nee to man".
Eh no. Nelle mie mani faccio fatica a starci io. Mi dispiace. O ti adegui alle esigenze del mercato o io non posso vendere una cosa diventata invendibile. Non posso vendere il nome della tua azienda e dei fasti passati quando tutto era semplice.
Ho bisogno di qualcosa di diverso, di innovativo, di speciale.
Non posso solo proporre Teak e Rovere quando la concorrenza propone Abete e Pino.
Primi segnali di rottura ingranditi ad ogni viaggio.
Fede no varda bisogna proprio, qua bisogna far qualcossa, ze tutto drio ndar a puttane.
2008: - 40% fatturato + 80% contestazioni: Italia e Estero.
Senta ... forse è meglio fermarsi un attimo .. forse è meglio finirla qui.. per tutti. 
Pranzo della vigilia di Natale 2008 centro Treviso: Fede non ghe la fasso più ma non posso chiudere. Son parte dell'aria di Ponzano. I me conosse tutti. Bisogna ridar spolvero all'azienda. 
Maggio 2009: genialata. Dipendenti in cassa. Zero ordini. Quei pochi fatti alla cazzo di cane. Trovata del secolo: diamo spolvero all'azienda, facciamo sentire che siamo vivi .. sponsorizzazione al giro d'Italia.
Giugno 2009: Senta io vado. Dove vai ? Via. Perchè ? Perchè sto male.

Questo a grandi linee.

Tra tutto questo manca:
- acquisto casa a Malindi con dipendenti in cassa 
- 5 direttori commerciali Italia in 2 anni pagati a fior di quattrini con dipendenti in cassa
- viaggi per internazionalizzazione azienda in Romania con acquisto serie di appartamenti in Otopeni
- specie di società ai Caraibi
- cambiamento di penso 6 commercialisti tra i più rinnomati
- in memoria del compagno di merende di S. Biagio di Callalta feste festini orgie e vacanze - sempre coi dipendenti in cassa
- cambiamento di 3 e dico 3 responsabili di produzione ogni qual volta che sia vicinavano per dare suggerimenti
- trasformazione da Spa a Srl
- acquisto serie auto aziendali perchè altrimenti Marazzato chiude e siamo sempre stati amici
- e altro. 

Bruciati soldi. Dignità. Orgoglio. Testardaggine di padre padrone. Sicurezza dell'essere invincibile andata a puttane. Lacrime di bambini.
Il miglior prodotto di questa terra diventato uguale - se non peggiore a tanti altri.
E la Madre Russia ? O la Madre Russia ... la Madre Russia esige. Ti dà ma ti prende. E se la freghi una volta non cercarla la seconda.
E Israele ? O Israele se lo tratti male e non rispetti gli accordi presi ti cancella e passa altrove.

E i soldi c'erano. E' che i soldi finiscono se li spendi. Se li sperperi finiscono ancora prima. E poteva diventare un gioiellino di azienda. Modernizzando il prodotto poteva ancora fare la differenza. Il marchio valeva ancora qualcosa.
Ma come tante realtà venete quando il marchio di un'azienda è il cognome del proprietario fondatore e becchino una volta che "muore" lui muore anche l'azienda.
Per non voler far spazio a menti fresche.
Per non voler ammettere di essere invecchiati.
Metà Viagra che prendeva per ringiovanirsi con le sue amichette poteva investirlo per ringiovanire il suo prodotto, la sua organizzazione, il suo commerciale.
Metà tempo perso a far politica poteva passarlo ad ascoltare le voci che venivano riportate da fuori (soprattutto le mie .. scatto della mia rabbia solo per quello).

Eccoti allora la mia risposta. Questo è uno di quelli che meritano di chiudere. Uno di quei gradassi cresciuti all'ombra dei Benetton che si sono trovati nei tempi delle vacche grasse con montagne di soldi senza aver fatto tanta fatica e che se d auna parte - giustamente - se li sono goduti, dall'altra non hanno pensato che alla fine della fiera anche i soldi finiscono. E che non sono tutto.
Questo si merita la fine che mi è stata riportata stamattina.
Se solo l'avesse fatto prima .. magari potrebbe passeggiare ancora per Treviso e passare a testa alta sotto Porta Santi Quaranta invece di dover emigrare a Malindi .. o forse era tutto studiato ...
Questa è un'altra faccia degli imprenditori veneti. E ti assicuro che non è la migliore. C'è molto di meglio.
Se hai pazienza ti parlo anche di quelli veri, di quei imprenditori che io considero eroi.
Ma ti servirà una cassetta di birra e una poltrona molto comoda perchè è una storia più lunga e più bella di questa. 

Ciao.


 
 
 

Storie di vita quotidiana

Post n°95 pubblicato il 16 Aprile 2012 da Avvelenataforte
 
Foto di Avvelenataforte

In rigoroso Viola io .. in Nero lui .. in Viola di nuovo io con commenti soffocati dopo aver letto le risposte ..

Identikit Fenomeno:
Azienda vicentina
Produzione porte interne in legno
Presa da catalogo: "60 anni di esperienza e due generazioni di artigiani hanno trasformato l'amaro per il legno e la capacità di lavorarlo in un'attività industriale di successo, capace di una produzione di alta qualità".

Età di chi ha risposto: 46 anni - titolare
Numero dipendenti: 10 persone

- Perchè la vostra azienda potrebbe essere interessata ad un processo di internazionalizzazione ?
E' già da alcuni hanni che stiamo tentando la strada dell'internazionalizzazione, i mercati, sopratutto locali, a cui eravamo abituati si stanno sempre più chiudendo ed è quasi automatico guardare oltre le frontiere politiche economiche per trovare nuovi mercati.
Eh si ! Da alcuni anni state tentando tramite contatti personali e altri canali sporadici .. il classico "cogliere l'occasione qua e là". Senza tener conto i rischi delle vendite spot ..

- Quali vantaggi crede le possa portare un processo di internazionalizzazione ? 
Il vantaggio per l'appunto di trovare nuovi mercati dove proporre i nostri prodotti di nicchia.
Traduzione: aumento del giro d'affari. Vantaggio più ovvio e più immediato. Tutti gli altri vantaggi restano secondari ..


- E' a conoscenza dei "rischi" che può comportare un processo di internalizzazione ?
Credo si rischi di più non farlo.
Rischio d'impresa, economico, monetario e politico sono cose secondarie.. ma tanto si rischia di più non farlo ... tipo trombare senza preservativo .. se va va altrimenti ci penso dopo ..


- Secondo lei quanto conta conoscere alcuni aspetti particolarmente critici e rilevanti dei mercati esteri (differenze culturali, aspetti legali, criticità dei trasporti, pagamenti, contrattualistica, ecc.) ?
Inanzi tutto, prima di proporsi verso un nuovo mercato, bisogna conoscerne la cultura, i modi di pensare, etc etc....è importantissimo conoscerli ancor prima di proporsi.


- La vostra azienda è pronta per esportare ? Avete un'organizzazione tale da essere in grado di rispondere alle richieste dei clienti ? Il vostro personale è i grado di trattare correttamente in inglese con potenziali contatti ? Siete pronti pe rquanto riguarda la documentazione tecnica-amministrativa necessaria ?
Sicuramente non si è mai del tutto pronti, credo che fondamentale sia saper crescere in funzione della richiesta, non credo che di questi tempi siano molte le aziende che riescano ad investire molto, in qualsiasi ambito.
Eh si.. della serie mica ci prepariamo prima di partire .. man mano che arrivano le richieste ci adeguiamo perchè cercare di farsi trovare pronti è un investimento. Della serie se mi arriva una richiesta traduco il catalogo in inglese mica prima. Della serie dopo 20 telefonate in inglese penso di prendermi qualcuno che sappia rispondere. Della serie nessun investimento ma si alzano gli occhi al cielo e se cade una richiesta dall'estero la prendiamo per grazia ricevuta.


- Avete stimato dettagliatamente e approfonditamente le risorse finanziarie necessarie per la realizzazione di un progetto di internazionalizzazione ?
No, una stima ben precisa e dettagliata non siamo riusciti a stimarla, in questo momento vale la risposta data prima.
Diciamo che non avete voglia di farla. Non dico precisa e dettagliata ma dopo non rompermi le balle se per spedire 3 campioni in Canada Fedex mi chiede 185,00 € e mi dici che costa troppo .. Non sfracassarmi le ovaie se ti dico che per andare a visitare un cliente Israele mi servono 3.000,00 € tra volo vitto e alloggio. Non dirmi che "non pensavo ci volessero tutti questi soldi per ndare all'estero e mi no li go e allora moemo tutto".


- Siete in grado di far fronte alla domanda aggiuntiva generata dai mercatiesteri ?
Per questo sicuramente si, visto che comunque la domanda interna è calata in maniera significativa.
Ecco la grande Verità e la grande motivazione che vi spinge a "ndar all'estero".
Avete le macchine ferme e non sentirle in lavoro è come vi scorresse metà quantità di sangue nelle vene. Quando vi arriva una bolletta dell'Enel inferiore ai due zeri finali vedete lo spettro del fallimento.

Penso di essere abbastanza chiara, schietta, diretta quando provo a spiegare che per avviare un processo di internazionalizzazione servono di base 3 cose: TEMPO - DENARO - COMPETENZE.
Ma evidentemente non lo sono.
Tre variabili fondamentali. Di base. Che senza queste non vai da nessuna parte. Che se non ci sono non vale la pena perdere tempo a cullare sogni di successo. Che non puoi aspettarti risultati la settimana dopo che hai preso un contatto. Che se non ci investi soldi per farti conoscere e fare conoscere il tuo prodotto non ottieni nulla. Che se non hai qualcuno che ti organizza e gestisce il commerciale estero non riesci a far fronte a nulla.

Ma TEMPO DENARO E COMPETENZE adesso non ci sono.
Proprio in questo ordine.
Non c'è tempo da perdere, se si vuole salvare il salvabile bisogna fare in fretta. Bisogna trovare immediatamente commesse estere con pagamenti sicuri per far girare le macchine.
Non c'è denaro: Chiusi tutti i rubinetti. Raschiato il findo del barile. Rimasti solo i soldi del monopoli. Forse.
Non ci sono competenze: perchè la scuola italiana fa cagare e non forma le persone "a un lavoro vero ma solo teorico", quelli "bravi che sanno fare questo lavoro" costano tanto e sono già occupati, fidarsi di chi questo lavoro lo fa da esterno non è giusto perchè non si ha il controllo della situazione.

Ma dove vogliamo andare ?
Avrei voluto scrivere della storia delle imprese edili romene/moldave che mi ha fatto avvelenare stanotte ma tra tristezza e tristezza ho scelto questa.
 

 
 
 

Tra l'essere imprenditore e fare l'imprenditore

Post n°94 pubblicato il 11 Aprile 2012 da Avvelenataforte
 
Tag: Vite..

@BelievenYs > ... Sei un Sognatore.

@limprenditore > se no non farei questo mestiere

@believenYs > ... Naa per quello sei un Pazzo... 

Al twitter bar appena rientrata ho letto questo scambio tra due persone che stimo pur non conoscendo. L'uno che parlava del Mestiere di Imprenditore e l'altra che gli dava del Sognatore e del Pazzo. So che scherzano ma in fondo in fondo un filo di verità c'è e dopo la mia serata anche uno spunto di riflessione.

Io non ho mai pensato che fare l'imprenditore fosse e sia un mestiere: sono più propensa all'idea di vocazione, all'idea di sfida, di non accontentarsi, di rischiare. E non per una mera questione economica. Tra il fare l'imprenditore ed essere imprenditore pero' c'è un incolmabile spread. Insanabile e inguaribile.

Ne ho visto uno stasera su un letto con lenzuola bianche di quelli che volevano fare gli imprenditori: uno di quelli furbi che per anni le fatture erano cose da maghe e streghe e che non ha saputo dimostrare a chi forse poteva dare credito una specie di patrimonio. Uno di quelli intelligenti che le tasse non si pagano ( perché lui ce l'aveva duro e a Roma son tutti ladroni) e che se mi vengono a fare un controllo 'Ghe pense mi col coloneo'. Uno di quelli che 'basta sentire el centro de lavoro che funsiona' che tanto fare magazzino fa sempre bene e così se arrivano ordini consegnamo velocemente e ci pagano prima. Uno di quelli che la sicurezza dei dipendenti corrisponde alla sicurezza di avere un posto auto nel parcheggio e che se poi si taglia un dito sotto una sega a nastro ha gli altri nove. Uno di quelli che 'il mercato lo detto io: anche se la gente vuole pane io produco grissini e si abituano a mangiare quelli'. Uno di quelli che mica sarà importante avere una persona in ufficio che produce carte meglio un rumeno in più in produzione. Uno di quelli che i tre soldi messi via per sbaglio o per fortuna, li ha spesi in pietre e mattoni perché tanto de case ghe n'è sempre bisogno. Uno di quelli che in fondo di fare il terzista si era rotto le balle perché il mio prodotto la gente lo conosce con un altro nome ma lo go fatto mi e nessuno lo sa e allora via a fare el so brand. Con nessuno che lo vende.

E alla fine? Alla fine manco la sua morte ha saputo organizzare sepolto dai debiti, dai rimorsi e dai rimpianti. Ma buttati sotto un treno se devi farla finita. Non farti tre tatuaggi per lungo sui polsi per passare tra le tante vittime della Crisi ed essere inserito nel triste libro dei Suicidi di Stato.  Non si cavalca l'onda della disperazione per smuovere a pietà le persone e provare a risolvere la questione. E non m'interessa che sia venuto a trovarti il direttore di banca stamattina a portarti l'umana falsa e ipocrita solidarietà di tutto il gruppo e ti abbia rassicurato dicendoti che quando uscirai ti darà una mano: col casso. Tutti bravi a far i curati di campagna. Dormi in pace che i tuoi errori te li paghi da te, non c'e nessuno che li sconta al posto tuo.

E hai cannato completamente a chiamare me. Io gli infami non li aiuto e chi gioca con la vita come a una slot machine per me e' solo un infame. Ti meriti di fallire, di chiudere baracca e burattini perché fino a due anni fa la tua ditta era solo una vacca da mungere che ti dava latte buono e fresco tutti i giorni ma se non hai saputo darle da mangiare la vacca dimagrisce diventa magra e muore.

Su essere imprenditore continuo domani. Son troppo velenosa. 

 
 
 

Il tramonto del sole verde ..

Post n°93 pubblicato il 10 Aprile 2012 da Avvelenataforte

Predicavano di essere diversi ...
Predicavano che non erano come gli altri ...
Predicavano che avrebbero abbracciato fucili e bastoni contro Roma Ladrona ..
Predicavano .. predicavano ...

E invece la realtà dei fatti è che in fondo in fondo di diverso dagli altri non avevano e non hanno altro ..

Eppure la mia terra è stata fertile per loro.
Io mi ricordo quando qui c'era la Liga Veneta.
E vedevi il Leone di San Marco sventolare sulle case come sventola il Tricolore alle vittorie della Nazionale.
Genuini.
Pan e sopressa e vino.
Quando prima di un partito erano un movimento.
Quando anche se in maniera accesa e forte e con toni circensi sostenevano l'idea di trasformare lo Stato in senso federale se non addirittura confederale alla fine degli anni 80 e agli inizi dei 90 ..
Qui da me erano i discorsi del bar ad essere rappresentati.
Qui da me anche gli operai di Porto Marghera votavano Liga.
Qui Roma Ladrona era il grido di vendetta contro i sopprusi, gli sprechi, la malagestione di uno Stato centralizzato, ineficace ed inefficente.
Qui da me o eri della Liga o non sei Veneto.

"Valorizzazione della civiltà, cultura e storia dei Veneti e in particolar modo della Repubblica Serenissima di Venezia, nel rispetto e nella collaborazione con tutti i Popoli, vicini e lontani, fedeli agli esempi e alla storia dei nostri avi e federalismo fiscale"

E tutto d'un colpo la parola FEDERALISMO FISCALE sulla bocca di tutti. Ogni occasione buona per metterla in mezzo ai discorsi. Basta pagar tasse ... i schei del veneto resta in veneto, terroni de qua e terroni de la, mantegnemo quei de Roma, indipendensa del popoeo veneto, ecc. ecc.

Ma nessuno e dico nessuno partendo dal postino, passando per Gobbo e Marin arrivando al prete e al farmacista che ti sapeva spiegare cos'era questo Federalismo e non conoscendolo ovviamente non ti sapeva dire come attuarlo. Al massimo declinavano con la costruzione di un muro all'altezza Po anche se qualcuno lo avrebbe ben eretto sull'Adige ..

Liga Veneta era il popolo. Dal contadino al dottore. Tutti contro Roma. Roma impersonificata come Ladra di schei.
E ad un certo punto siccome la voce era debole e fioca cosa fai .. ti allei con gli amici lombardi e ti fondi - svendendo parte della tua identità perchè i Lombardi mica son gente di laguna e della Serenissima san poco - nella Lega scaldati dal verde sole.

E si parte. Parte l'allegra comitiva dei Tramarin, dei Comencini, dei Rocchetta e dei Dozzo e dove vanno ... a Roma.
Eh si ..
E li a Roma del Veneto, dei veneti, della Serenissima si dimenticano.
Ma il popolo verde sostiene che è per il loro bene: da li possono fare molto, tutto.
Nel 92 secondo partito in Veneto casso, dopo la DC cioè praticamente da sagrestia bianca a potenza verde ..
Pian piano, comuni, frazioni, contrade e provincie tutte in mano alla Lega.
Che doveva cambiare il mondo ... che doveva fare il bene del Veneto e dei Veneti .. che doveva fare il Federalismo Fiscale.

Congressi, raduni, proclami, feste e festine ... e il popolo inizia un pò a girarsi i maroni ... e ad insospettirsi che a Roma "se sta massa ben e chea poltrona invoja tutti" ..
Fino agli ultimi fatti di questi giorni .. quando ai sospetti si presentano le certezze che in fondo sono stati presi in giro, che erano e sono uguali a tanti altri.

E allora oggi le vedi le bandiere del sole verde e quella del Leone di San Marco a mezz'asta. Al bar nessuno più ce l'ha duro ed è pronto a imbracciare fucili ...

Delusi. Amareggiati.

 

 

 

 
 
 

Io dico ... tu fai. E dopo son cazzi tuoi ..

Post n°91 pubblicato il 03 Aprile 2012 da Avvelenataforte

Si sa che la gente da' buoni consigli
sentendosi come Gesù nel tempio
si sa che la gente da' buoni consigli
se non può dare cattivo esempio.
(Fabrizio de Andrè - Bocca di Rosa)

 

 

 

 
 
 

PerchŔ 140 caratteri ...

Post n°90 pubblicato il 30 Marzo 2012 da Avvelenataforte
 
Foto di Avvelenataforte

Vengono. Vanno.
Persone entrano nella vita di persone, continuamente, molto spesso per caso. A volte scivolano via senza lasciare traccia, a volte finiscono sottopelle a mescolarsi con il sangue ed i respiri.
E molte parole insieme a loro: valanghe, tonnellate di parole, fatte di caratteri neri su sfondi bianchi.

E io di persone e di caratteri ne vivo molte.
Da sempre.
E se ho un Capitale sono le persone che conosco, che frequento, che respiro, che stimo, che invidio, che ammiro, che scelgo per fare pezzi di strada assieme.
Il mio carattere mi ha sempre portato a scegliere, giudicare, scartare...
E ultimamente di caratteri ne mangio 140 ...
E oggi.. venerdi non volevo fare il solito #FF di circostanza o di lecchinaggio ma visto che di là non ho spazio ...

Le persone che io seguo sono le persone che se avessi incontrato prima nella mia vita avrebbero ben contribuito ad allenare le mie sinapsi, avrebbero avuto quote di maggioranza nel darmi la possibilità di capire ed imparare.

.. per cui oggi il mio #FF è così...
L'ordine potrebbe sembrare casuale ma non è così ...

la BB: Io ... io sinceramente e in tanti lo sanno soffro di una rara forma di insonnia che ultimamente è accompagnata da strane idee di start up improbabili, di raduni di sudditi, di amache, di voglia di CAMBIARE VERAMENTE LE COSE .. e nel lento e umano scorrere delle ore di buio ho trovato:

Gianmarco Gabrieli ‏ (@gabrieligm) perchè se io sono moltissimo venetoinside lui è Bergamasco puro, e si sente proprio.

Andrea Bertini (@nioibe) nonostante sia un Gobbo di merda condividiamo le parole di Guccini e invidio l'equilibrio mentale che solo la terra di Toscana riesce a dare.

Luigi Resta (@luigiresta) perchè ci ascoltiamo Barisoni assieme e lo commentiamo su Skype in diretta ... ma oltre a questo perchè si è saputo reinventare a livello lavorativo e con me condivide l'ansia e l'angoscia del vivere quotidiano.

Doriana Imbimbo (@DorianaDori) perchè pur se notturna-latitante bastano due parole delle sue per tirar fuori due birre e iniziare a far sagra.

Tonia Mastrobuoni (@mastrobradipo) la mia suddita prediletta. La donna che se un giorno non mi appassionerà più il genere maschile potrei amare. Libera. Mentalmente libera. Preparata. Cosciente del ruolo di trasferire notizie pulite, non influenzate da mode o dictat politici. Pane al pane e vino al vino.

Luca Primavesi (@LucaPrimavesi) ... io penso che sarebbe meglio starci lontani vista la pericolosità di certi tweet di ieri ... ma lui è .. lui è l'uomo che vi serve per qualsiasi cosa. Per ridere, per scherzare, per riflettere, per mandare tutto a fanculo e poi rincorrere per salvare il salvabile ... Lui .. lui è.

Fabio Bolognini (@Linkerbiz) .. il mio Kancelliere .. quello che mi ha definita la Regina degli Gnomi ... Ecco allora è conosciuta la mia avversione velenosa verso banche e parolai vari ... e io lo sputo questo veleno ... lui invece lo sfida in punta di fioretto con profonda conoscenza e capacità. E forse se in certe poltrone ci fosse seduto lui le cose sarebbero veramente più trasparenti altro che patti chiari ... perchè una persona che sente non è una persona che ascolta ... e lui sente.

Alessandro Berti (@profberti) ... da stanotte Onorario della BB ... Prof forse meglio la tessera della BB che quella dell'Inter ... Intertriste di classe, di raffinata testa e profonda umanità che sboccia a tempo debito come tulipani per chi sà coltivare il terreno ...

Andrea Arrigo Panato (@commercialista) perchè impegnato a far quadrare cerchi di bilanci ma che ritrova il contatto col mondo quando osserva il suo Tommaso e allora li non ci sono più numeri...

Camilla Conti (@petunianelsole) perchè oltre alla passione Viola mi invita ad avviare un'attività agricola assieme ... lei si occupa delle vacche al Pasc(hi)olo e io dei miei asini ... o finisce tutto in Ricottine o confermeremo che tante persone sono braccia rubate all'agricoltura. Comunque oltre a questo .. sponsorizzeremo una Polisportiva ...

E dopo tutta la colonna sonora delle mie giornate 24 su 24...

@simonespetia e @alinomilan .. che mi danno la carica di rabbia e orgoglio di lottare ogni mattino, che mi fanno sentire viva e felice appena apro gli occhi al mondo. ma soprattutto chi la radio la fà senza che si sappia ... @BescapePeter (adesso di notte te ne stai a casa dopo questa settimana hahhaha) e @@PreviatoMichele .

Oggi è andata così. Di meglio riuscirò a fare grazie a queste Anime qui sopra e a tante altre.

 
 
 

Venghino signori venghino ...

Post n°89 pubblicato il 27 Marzo 2012 da Avvelenataforte

Mi ero relativamente svegliata bene stamattina ... praticamente avevo dormito meno del solito ma mi sentivo l'adrenalina della scoperta scorrere nelle vene e l'entusiamo del capire cose nuove pulsare nelle aorte.

Affronto sempre le cose con entusiasmo per ritrovarmi come oggi alle 10.45 in una toilette del centro congressi a vomitare rabbia dolore e in fondo anche un pò di vergogna.

Avevo capito come funzionava questo incontro ma non volevo crederci. Non volevo proprio crederci nè di aver indovinato prima di parteciparvi nè che sarebbe finita in questo modo. Ma sempre convinta che la stupidità umana non ha limiti sfido la sorte.

Allora:

- questo è l'ennesimo incontro congresso raduno chiamatelo come volete che chi doveva esserci non ha potuto esserci e manda un altro a portare i saluti: io mi dico .. siccome non ti hanno chiamato ieri sera per dirti che alle 10 dovevi essere a Vicenza ma che lo sapevi da mesi perchè devi mandare un pesce fuor d'acqua a portare i tuoi saluti ? Organizzarsi no eh ??? Il Signor Governatore del Veneto ha mandato la Signora Donazzan perchè oggi è il suo compleanno .... ma scherziamo ? Zaia mica compi 18 anni che devi passare tutta la giornata ad ubriacarti con gli amici.

- Signor Console ........ (Console Generale della Russia a Milano) invece di mandare una lettera di saluto e di incoraggiamento non potevi venire a fare un salto direttamente tu qui e sentire che quando gli imprenditori si rivolgono a un Consolato devono sperare di essere assistiti dalla Signora Madonna di Lourdes e dalla Signora Madonna di Fatima ?
- Signori ..... (Head of Corporate & Fi Group Banca Intesa Russia e Direttore Generale di Cassa di Risparmio del Veneto) (: bravissimi. Io eviterei di spendere soldi in pubblicità delle vostre splendide banche e vi affisserei le vostre faccie ai cartelloni ... credo che lo sputo potrebbe diventare specialità olimpica. Cosa me ne frega della sfilza di prestiti che avete dato alle pmi per investire in Russia se in cambio avete voluto un rene, parte sana di fegato, ipoteca sulla suocera e confezione di vodka ??? No perchè io vi odio. Io vi odio veramente perchè parlate tanto ma non dite niente. Numeri numeri numeri. Io domani veramente provo con le persone a parlare così: 12345 e loro mi rispondono 789,445 e io controbatto 4523,2*758/4 voglio vedere cosa ne viene fuori.
- Signori ... e Signor ...... (Presidente Confartigianato Vicenza e Presidente di Apindustria Vicenza) : a me fa piacere che voi andiate tanto d'accordo, che in fondo vi amiate, che stiate meditando a una convivenza, che state mettendo assieme le due associazioni di cui per grazia divina siete Presidenti ma vi siete mai visti ? Io vi ho visto in missione: stesso aereo, stessa destinazione, stessi incontri .. con due gruppi e due bandierine diverse ... fare una cosa unificata no eh ?? Ed unificare anche la poltrona no eh ?
- Signor ... (Segretario Generale Confartigianato Imprese Roma) ... allora lei sarebbe anche un gran bell'uomo a dirla tutta ma sta a Roma e mi dispiace dirle che la realtà veneta non la conosce. Non conosce le lotte di sopravvivenza che viviamo qui.

Ecco questi erano i ringraziamenti.

In compenso nessuno degli illustri personaggi di cui sopra hanno detto che:
- per entrare a vendere in Russia bisogna far ei conti con un'elevata corruzione e che per far qualsiasi cosa devi essere pronto a pagare qualcuno
- per entrare a vendere di Russia devi fare i conti con un sistema burocratico statale comunista e che per ogni minima cosa ci devi passare minimo mezza giornata in un ufficio
- per entrare a vendere in Russia devi combattere la diffidenza e le stronzate che hanno fatto precedenti imprenditori
- che se decidi di andare a vendere in Russia devi farti un culo grande come una casa perchè nessuno ti dà una mano, nè il Partito, nè lo Stato nè la Chiesa. Sei tristemente e villanamente da solo.
- nessuno dei signori delle banche ti ha detto caro mio imprenditore che in Russia 3/4 dei pagamenti sono in nero e in rubli e quando ti riporti qui i soldi la tua cara banca dei rubli non se ne fa niente.
- per entrare in Russia devi per forza essere presente li sul posto.

No eh .. queste cose mica gli imprenditori devono saperle cazzo. Devono sapere che hai la filiale li pronta a risolvere tutti i tuoi problemi. Ipocriti.

E poi basta con sta storia di fare affari e joint-venture con le aziende russe: è un bagno di sangue. NOI IN RUSSIA VOGLIAMO ANDARE A VENDERE I NOSTRI PRODOTTI non a portare li le nostre aziende o crearne di nuove li.
Non ce ne frega niente caro Mister Shengheila dei contributi che ci sono e delle agevolazioni su gas e corrente ... NOI VOGLIAMO VENDERE QUELLO CHE SAPPIAMO FARE PRODURRE REALIZZARE non il nostro know-how.

Quello è nostro patrimonio. Stop.  

Bon finito lo sfogo.
Io emigro.

 

 
 
 

Storie di ordinaria tristezza 2

Post n°88 pubblicato il 19 Marzo 2012 da Avvelenataforte
 
Tag: Veneto.

Profilo del Serial Killer PMI Nordest

Età: Classe 1954. 58 anni compiuti.
Uno dei tanti che nel '69 invece di mettere fiori nei vostri cannoni andava in fonderia a far anime di creta per potersi comprare la vespa e fare il figo la domenica mattina dopo messa prima.

Stato civile: Sposato.
Consorte: Femmina.
Figli a carico: 2. All'estero.
Sposato perchè all'epoca aveva scelto la condivisione dei beni, altrimenti sarebbe coniugato.
Consorte mantenuta con appuntamento fisso alle 15.30 di tutti i mercoledì dalla parrucchiera per farsi cotonare i capelli e sentire le ultime notizie del paese.
Devota. Messa prima tutte le mattine. Primo banco. Appassionata frequentatrice di tutte le associazioni di paese. Soprannome: Gazzettino. Ottima cuoca.
Figli a carico perchè di lui se ne strafregano e se ne ricordano in occasione delle feste comandate. All'estero perchè "ai giovani bisogna dare un futuro e l'Italia è un paese di merda e poi anche i figli del mio avvocato studiano a Londra e i miei non devono essere da meno".

Titolo di studio: Terza media.
Preso alle serali dopo innumerevoli sforzi. Maestro unico.
Vago tentativo d'iscrizione a corso Acli per imparare "un mestiere" ma su suggerimento paterno abbandonato perchè " la i parla parla ma no i te insegna un casso e qua a cultura che conta ze a cultura del lavoro no quea dei sapienti" (se vi serve traduzione usate Google)

Caratteristiche: Ereditato causa morte del fondatore azienda 15 dipendenti. Dipendenti tramandati di generazione in generazione. Che va in pensione il padre e il posto al tornio spetta di diritto al primogenito.

Periodo d'oro: Post alluvione Polesine del 1966. (le disgrazie servivano già allora a far sviluppare l'economia).

Attuale posizione lavorativa:
- Titolare e CEO

Mansioni svolte nell'ordine:
- Responsabile commerciale, responsabile ufficio tecnico, responsabile ufficio acquisto, responsabile amministrativo, responsabile produzione, responsabile del personale, responsabile della sicurezza, A tempo perso lavoratore.

Motto: SO TUTTO MI i giorni pari e QUI SIAMO UNA GRANDE FAMIGLIA i giorni dispari.

Segni distintivi:
PADRONE.

Situazione clinica aziendale:
Rispetto al panorama direi che ci sarebbe da salvare la forte flessibilità che hanno nel fare prodotto su misura. Per il resto: sempre drio piansar el morto, che qua mi no ghe ne guadagno un casso, che no i se incontenta mai, ecc. ecc. (Traduzione sempre in Google).

Necessità riscontrate:
- un bravo analista psichiatra psicoanalista
- una bella fregatura di una partita di prodotti sbagliati perchè tanto anche se la conferma d'ordine non arriva controfirmata "mi le machine le go da far girare istesso e dopo se no va ben i cambia lori i fori e i adatta al me coso"

(apro una parentesi: qui in Veneto tante cose son familiarmente chiamate COSO. E' usuale a tavola se vuoi un bicchiere sentirsi dire: PASSAME EL COSO. E' parlata comune in officina se non trovi un attrezzo sentire dire: PASSAME EL COSO. Coso è tutto e niente ed è anche una persona fisica: ZE STA COSO A FAR STA CAZZADA. VAME CIAMAR COSO.
Coso è tipico linguaggio Veneto che riempie la bocca delle persone e accompagnato da santi e madonne degli Imprenditori) Chiusa parentesi.  

- 200.000,00 € freschi freschi per acquistare un nuovo macchinario (per i masochisti trattasi di pantografo a CNC) che gli rendesse più veloce alcune lavorazioni

- imparare a delegare un pò.

Riassunto:
Prima necessità:
Vittorino Andreoli dopo il primo incontro si cancellerebbe dall'albo e si ritirerebbe a vita contemplativa in Tibet.
Seconda necessità:
Avendomi contattata per "ndare all'estero" la prima fornitura è il colpo di grazia
Quarta necessità:
Impossibile. Nessuna strategia tentabile.

Ma c'è la terza necessità. Comune a molti. A troppi. E forse più improbabile della terza.
Ma per questo profiler meglio così perchè con 200.000,00 euri lui nell'ordine farebbe:

-cambierebbe la macchina immediatamente per la gioia della concessionaria che ha di fronte e che lo vede tutti i giorni leccare la vetrina come un bambino vedendo l'ultima Audi (si perchè l'Imprenditore vero deve avere l'Audi. Assolutamente quattro anelli simbolo di potere).
- comprerebbe altre case che terrà chiuse nei secoli dei secoli perchè in fondo il mattone non ha mai tradito (!! scrivo tomi se mi metto in merito) e dopo "go me amigo impresario che gà bisogno de lavorar" (traduzione vedi sopra)
- sponsorizzerebbe la locale squadra perdente di calcetto a 5 che tanto mi ghe dò 10 e lori me fa a fatura par 50 e mi scarico tuto come che me ga spiegà el Dottor Commercialista

(altra parentesi: qui il commercialista è sempre preceduto da Dottor quando d'invoca o si parla di lui. Dalla moglie si puà divorziare ma dal commercialista mai. Guai. El comercialista ze persona sacra. Al livello del Parroco e del Farmacista. All'Avvocato no ma al comercialista bisogna dirghe tutto ... magari de qualche fattura falsa no ma tanto dopo el me trova lu a soluzione per vegnerghene fora .. e dopo el capo dea finansa vien bere co mi no ghè mia problemi)

-cospiqua donazione al parroco in modo che lo ricordi alla messa ed è una figata immensa la Domenica alla messa delle 11 sentire dal pulpito il Don che ringrazia il benefattore X per aver risistemato il rubinetto della canonica con notevole donazione e tutta la gente che ti guarda come avessi salvato vite umane.

- organizzerebbe raduno degli alpini nel suo piccolo paese perchè mio papà ga combatuo la guera e iera alpin e così mi ricordo di lui.

regalerebbe un gioiello a ognuna delle troie che ogni tanto si tromba per sentirsi giovane, vivo e attivo e perchè mia moglie poveretta ze depressa e ga sempre mal de testa.

...  e per finire andrebbe a farsi 3 giri in Ferrari in pista. Si perchè visto che lavoro tanto almeno qualcosa per me devo pur farlo. O goi da pensar sempre per gli altri ??

Questi sono i miei pazzi. E dopo mi chiedi perchè sono Avvelenata caro mio amico @LucaPrimavesi ???

 
 
 

PMI ALLA SCOPERTA DI NUOVI MERCATI ... OPS DI NUOVE BANCHE.

Post n°87 pubblicato il 15 Marzo 2012 da Avvelenataforte
 

 

Ricevo invito a presenziare ad un evento organizzato da Confartigianato, Apindustria, Camera di commercio sulla Russia. Dedicato alle pmi alla scoperta di nuovi mercati.

Leggo il programma:
Ore 10.00 Saluti di apertura
nell'ordine Presidente di Confartigianato + Presidente Apindustria + Consigliere diplomatico del governatore della Regione Veneto (prima volta che sento che esiste questa carica)

Interventi a cura di:
- Signor Tizio - Head of Corporate & FI Group BANCA INTESA RUSSIA
- Signor Tizio - Direttore Generale di CASSA DI RISPARMIO DEL VENETO
- Signor Tizio - Presidente della Camera di Commercio Italo Russa in Italia
- Signor Tizio - Presidente della Rappresentanza Commerciale della Federazione Russa in Italia
- Signor Tizio - Responsabile Direzione Regionale Veneto, Friuli V.G. e Trentino INTESA SANPAOLO

Conclusioni
Signor Tizio - Segretario generale Confartigianato Imprese Roma

MUOIO DALLA VOGLIA DI ANDARCI

Eh si cazzo perchè tre ore del mio tempo, e di qualsiasi imprenditore di una pmi non valgono niente e passarle ad ascoltare direttori, presidenti, segretari e responsabili ti cambia la vita, ti dà l'entusiasmo necessario per prendere in considerazione un progetto di provare ad andare in Russia, ti fa conoscere la realtà del paese.

Ma perchè gli organizzatori invitano sta gente che promuove solo la loro banca ???

Perchè ti spacci per aiuto alle pmi e fai passare l'intento di far scoprire nuovi mercati con la banale scusa di avvicinare eventuali clienti alle banche ??
Perchè ti vendi per così poco ?
Perchè le banche non vanno più nelle aziende ? Manco più la natalizia visita di cortesia.
Un direttore di banca non va mai presso un'azienda.
Perso il rapporto umano. Numeri. Solo numeri e codici.
E allora cosa si fa cara la mia banca ?? Sponsorizziamo un evento dal titolo affascinante ed interessante e se i noi non andiamo dai clienti .. i clienti vengono a noi.
Perchè noi siamo bravissimi a parole e qualche disperato magari riusciamo a trovarlo.

Io mi chiedo perchè le varie associazioni non prendano la questione sul serio.
Perchè se vuoi veramente informare i tuoi associati sulle possibilità di internazionalizzazione non organizzi un VERO EVENTO dove magari gli spieghi:

- come si crea una rete commerciale all'estero
- quali sono gli elementi di contrattualistica internazionale
- le operazioni da fare con l'estero e i vari regimi doganali
- i pagamenti internazionali: quali adottare, come tutelarsi
- valutazione, programmazione e i vari rischi nei trasporti internazionali
- i modelli instrastat e la disciplina iva negli scambi intracomunitari

solo così tanto perchè magari possono essere cose che interessano più di sentirsi dire che hanno filiali a destra e a manca, linee di credito agevolate, condizioni favorevoli, ecc. ecc.

Se è così che volete aiutare le pmi siete sulla strada sbagliata. La peggiore. Perchè avete venduto la vostra dignità e il vostro senso di esistenza ai padroni delle banche.

Io ci vado.
Solo per un motivo.
Solo perchè come moderatore c'è il grande Sebastiano Barisoni.

 

 
 
 

Ci sono due modi per una donna di affrontare la vita: o con la testa o con la figa.

Post n°86 pubblicato il 15 Marzo 2012 da Avvelenataforte
 

Riflessione di prima primavera seduti al bar tra cicche e caffè

 

Prima parlavo del più e del meno ,con una cara persona che mi ha vissuta e che mi conosce, sul come la vita per scelta o necessità mi abbia portata ad essere quello che sono.

Per me la vita è sempre stata e sempre lo sarà, un gioco ad eliminazione. Non che ci siano dei concorrenti e nemmeno dei premi in realtà.
Ad essere eliminati sono i pezzi che la compongono.
Ed io di pezzi progressivamente ho scelto di perderne. Pezzi e persone.

In questa ipotetica guerra di sopravvivenza una Donna può scegliere con che armi combattere: o la testa o la figa.
Semplice.
Senza tanti giri di parole.
Senza tanta filosofia ipocrita da rimpianti scrittori. O una o l’altra. Come sempre nessuna via di mezzo.
Allora della Donna che sono e che sono diventata e che ho voluto diventare mi capita in alcune situazioni di fermarmi a pensare e guardare nelle altre la donna che potevo diventare per conformarmi, per essere la parte giusta.

Femmine garbati esempi di virtù e sani principi fisici e morali.
Laboriose brave mogli attente e servizievoli ed ubbidienti.
Un po’ come mia mamma avrebbe voluto io diventassi.

E forse per ripicca, per spirito di sopravvivenza, per indole ribelle ho passato anni a ribellarmi a lei e tutte quelle che hanno sentito il fatto di essere donne quasi come una grazia dal cielo che una grande opportunità da cogliere.

Le donne che guardo, le donne che frequentano i miei uomini sono impeccabili esempi, operaie di buone azioni, donne di biancheria stirata ed inamidata e cassetti ordinati con i collant divisi per gradazione di denari.
Donne che si sono col silenzio e l’ubbidienza guadagnate il consenso universale. Donne segnate da piccole come “brava bimba”, “ragazza per bene”, “studentesse da dieci in condotta”.
Donne portate in palmo di mano dalla famiglia, dagli amici, dai figli, madonne venerate da assumere ad esempio.
Donne uscite perfette dallo stampo di famiglie perfette, votate al Lavoro, allo Stato e alla Chiesa.

Io no:  io ho rotto il vincolo inviolabile della tradizione.
Io ho scelto io. Non ho fatto scegliere gli altri per me. Non mi sono accontentata che tutto andasse liscio come olio: Non ho accettato il progetto disegnato su di me.
Ed ho scelto come arma di difesa e di attacco la testa al posto della figa.
E con la testa mi sono innamorata come una triste puttana di cause perse, di parole giocose, di curiosità, di voler sapere, conoscere, capire.
Perché non mi è mai servito scoparmi un uomo per sentirlo mio.
Perché non mi sono mai scopata un uomo per ottenere qualcosa.
Perché le assurde brave bambine non mi sono mai piaciute.
Perché per prendermi qualcosa ho consumato l’asfalto dell’A4.
Perché per capire e lottare ho viaggiato su treni locali spersi nel vuoto.
Perché per conoscere mi sono accerchiata di persone che ne sanno molto più di me, che hanno esperienze di vita diverse dalla mia.
Perché quando vengo a sapere qualcosa che non conosco m’informo perché può sempre tornare utile saperla che non saperla.

Troppo semplice e facile aprire le gambe per sentirsi Donna.

 

 
 
 

VENETO.

Post n°85 pubblicato il 08 Marzo 2012 da Avvelenataforte

Da sempre dò a Cesare quello che è di Cesare e forse il dente avvelenato con gli imprenditori veneti non rende giustizia a questa terra.

E io di questa terra sono figlia. Ingrata come lo sono con quelli con cui ho legami di sangue.

Io in fondo questa terra l'adoro. Adoro i terreni argillosi impastati. Terra che odora di sangue. Terra di nebbia.
Mi piace questo cielo.
Mi piace la gente venera. Salda e sincera.
Mi piace che la casa sia ancora cuore e che la strada entra dentro le case.
Mi piace passare distrattamente davanti ai bar di paese dove ancora si batte il fante, dove voci, urla e borbottii si mescolano a silenzi improvvisi.

Da sempre nutro l'insana passione di incontrare nuovi volti, nuovi sguardi da cogliere al momento per non rischiare che si perdano in un soffio.

Sguardi ed architettura. E quella che mi angoscia ultimamente è quella affascinante e spettrale delle zone industriali.
Ragnatele sui muri. Tristi cartelli sbiaditi con vendesi e improbabili numeri di telefoni muti.
E' triste.
E' un viaggio nel ricordo di un Veneto orgoglioso e testardo che non mollava passare tra i resti di una guerra persa, tra capannoni incompiuti e capannoni troppo vissuti.

Le zone industriali di Treviso sono libri di storia passati da padri ai figli che non ne hanno saputo - per scelta, necessità, pigrizia, incompetenza - raccogliere l'eredità.
Fabbriche di nomi conosciuti.
Ferme. Immobili. A ricordare i fasti passati quando gli operai facevano la fortuna dell'imprenditore e l'imprenditore la fortuna dell'operaio.
Tutti piccoli Benetton cresciuti nella gloriosa marca e morti. E se guardi i capannoni ti senti in bocca l'amaro del radicchio rosso.

Dopo c'è Rovigo. Rovigo è sempre stata nebbia. Ma la zona industriale di Rovigo sorride. Forse perchè ci sono i produttori di giostre e vederle parcheggiate fuori richiama allo zucchero filato. La zona industriale di Rovigo è colorata, all'esterno. Forse per riconoscere i posti quando 360 gg all'anno sono avvolti dalla nebbia.

Verona son avanti. I veronesi "mati come cavai sà de pì de chealtri" (matti come cavalli e che sanno più degli altri) hanno avuto stile nel costruire le zone industriali. Enormi spartitraffici popolati di puttane dell'est. Strade con nomi di alberi, qualsiasi pianta trova nella z.i. di Verona la sua strada. E cubi. Capannoni a forma di cubo. Ma quelli ancora attivi hanno buoni profumi da settembre a gennaio ... passare davanti alla Melegatti e compagnia cantante ti vien spontaneo aprire il finestrino e ti sembra di essere in una pasticceria.

Padova. Padova mi ha preso più di quanto mi ha dato. Padova smista carte ormai quando fino a 10 anni fa era un viale dei giardini di piccoli capannoni con logicamente annessa casetta. Le fabbriche di Padova hanno i muri neri di vecchio.Adesso costruiscono in verticale (se becco chi ha progettato il Net Center gli cambio i connotati). E fanno oscenità. In verticale non puoi produrre. Non ci puoi mettere una linea di lavoro. In verticale puoi solo dare servizi.

Vicenza. Oddio. Da emigrata qui non posso dir nulla. Devo ancora ultimare traslocco per cui mi vorrei evitare foglio di via. Ma sono andata a vedere la z.i. Lo faccio sempre quando visito una città. Dopo passo alla parte storica, monumenti, musei e altro ma la prima cosa che vado a cercare sono le z.i. (lo so che son scema non serve ribadirlo). Anche qui tristezza. Del luccicante oro è rimasto poco. Gru arruginite. Depositi di attrezzature. Senso di fermo.

E dopo c'è la Regina. Venessia. Eh si. La zona industriale di Venessia per me resta Marghera. E a Marghera muori solo respirando l'aria. E vedi quanto in nome di un profitto passato si siano rubati l'acqua della laguna per costruire. E vedi le bandiere sbiadite sui tetti delle fabbriche. Fabbriche con grandi cancelli. Con pochi ingressi e tanto meno uscite. E respiri tossica rabbia. Vedi che qui son venuti a portarsi via qualcosa.

Belluno ? No Belluno non produce. Belluno per i più - io compresa - è sempre la settima provincia che ti dimentichi.

Questo è l'esterno del Veneto. Del Veneto locomotiva trainante del fenomeno NordEst. A cui però nessuno ha più voglia di mettere carbone vivo per farla ripartire questa locomotiva ...

 

 
 
 

Storie di ordinaria tristezza ...

Post n°84 pubblicato il 06 Marzo 2012 da Avvelenataforte

Via, via, vieni via di qui, niente più ti lega a questi luoghi ..
(Paolo Conte)

Contatto con azienda veneta per piano export.

In viola (logicamente) la mia posizione e in nero quella dell'imprenditore con relativa traduzione dal dialetto veneto all'italiano.

I: Si ma cossa serve far un piano estero se ghe piase el prodotto che fasemo i lo compra istesso.
(Si ma cosa serve fare un piano estero se gli piace il prodotto che facciamo lo comprano ugualmente)

.. e già qui gli avrei stretto la mano, cordialmente mandato a fanculo e me ne sarei andata in piscina termale ...

IO: Vede per come tutte le cose bisognerebbe avere degli obiettivi e forse se li scriviamo su un pezzo di carta magari riusciamo anche a valutare le strategie per raggiungerli .

I: No no qua perdemo tempo e basta. Forse no la ga mia capio che mi vojo ndar vendare all'estero no far piani, strategie e menae varie. No go mia tempo da perdere mi.
(No no qui stiamo perdendo tempo e basta. Forse non ha capito che io voglio andare a vendere all'estero, non far piani, strategie e "menae" (non trovo traduzione che renda) varie. Non ho mica tempo da perdere.

... e qui gli avrei ristretto la mano, ricordialmente mandato a fanculo e oltre alla piscina termale me ne sarei andata al ristorante mexicano ad ubriacarmi tra Corona e nachos ...

IO: Senta una cosa io sono abituata a lavorare e procedere per passaggi. Per arrivare su in cima al rifugio metto un piede avanti all'altro camminando sul sentiero e non prendo la seggiovia.

I: Si va ben dai vanti fasemo sto piano. Cossa vola saver ?
(si va bene dai avanti facciamo sto  piano. Cosa vuole sapere ?)

..... tralascio l'intercalare di santi e madonne tipiche del linguaggio popolare veneto ...

IO: Facciamo così se lei è d'accordo io le dò due tre punti .. tipo delle domande .. e lei mi risponde con calma, io valuto le sue risposte e dopo ne discutiamo assieme ..

I: E no porco e fora, no la ga mia capio che mi no go mia tempo de fare sti quiss. Mi la go ciamà qua perchè vojo ndar vendare all'estero (e porco qua e porco la) no a farme tante domande. Ghe ripeto che no go mia tempo da perdare qua se produce no se ciacoea.
(E no porco ..., non ha mica capito che non ho tempo per fare i quiz. L'ho chiamata perchè voglio andare all'estero (e porco qua e porco la) non perchè mi faccia tante domande. Le ripeto che non ho tempo da perdere qua si produce e non si chiacchiera.

IO: Bon e alora sicome gnanca mi no go tempo da perdere, me diga subito perchè casso el vol ndare all'estero.
(passo al dialetto in maniera molto veloce quando mi sfracassano le ovaie ... trad. bene e allora siccome neanche io ho tempo da perdere, mi dica subito perchè cazzo vuole andare all'estero).

I: Perchè qua no me paga pi nesuno, i cinesi me gà portà via el lavoro, mi no gea fasso più e i me ga dito che l'estero i paga de sicuro.
(perchè qui non mi paga più nessuno, i cinesi mi hanno portato via il lavoro, io non ce la faccio più e mi hanno detto che l'estero paga di sicuro)

IO: Capisco. Ma non mi sembrano motivazioni sufficienti per iniziare un percorso di internazionalizzazione.

I: Cossa voea dire co questo che no a me dà na man come che a ga fato co P. ?
(Cosa vuole dire che non mi aiuta come ha fatto con la ditta P. ?

IO: Ha capito benissimo. Portare la sua azienda su uno o più mercati esteri è un processo di complessità paragonabile all'inizio di una nuova attività d'impresa. Voi qui in Italia siete conosciuti dal mercato e conoscete i segreti del mercato e della concorrenza. I vostri prodotti sono buoni, avete una buona capacità produttiva, si vede nel prodotto la passione che avete per i dettagli e per le cose fatte bene ma avete troppa fretta di partire per nuovi mondi e la fretta oltre che essere cattiva consigliera porta al totale fallimento.

I: Ma se mi go un bel prodoto tutto el resto ze ciacoe.
(Ma se io ho un buon prodotto tutto il resto sono chiacchiere)

IO: Allora senta un paio di cose:
- fuori dall'Italia nessuno vi conosce, siete gli ultimi arrivati. Quanti anni avete impiegato per farvi conoscere in Italia ?
- non conoscete il cliente: chi vi dice che il cliente indiano abbia gli stessi gusti, bisogni e abitudini uguali a quelli italiani ?
- ottimo il vostro prodotto ma se non conoscete il cliente non potete sapere a priori che il vostro prodotto va bene.
- non conoscete i concorrenti presenti su quel mercato, non sapete come di muovono, che peso hanno.
- per quanto buon prodotto come lo proponete se non avete nessuno che lo distribuisce, promuove, ecc.

I: La ga mia tutti i torti a dir la verità ma ghe ripeto mi no go mia tempo da perdare. Mi vojo ndar all'estero e ea me deve aiutare.
(non ha mica tutti i torti a dire la verità ma le ripeto che io non ho tempo da perdere. Io voglio andare all'estero e lei mi deve aiutare).

IO: Senta facciamo una cosa del genere visto che tempo da perdere non ne abbiamo entrambi. Lei pensi bene cosa è disposto a perdere andando all'estero.

I: e che casso ghe ze da perdar ndar all'estero.. i ga tutti fatto i schei vendendo all'estero e ea me dise cossa che vojo perdare ..
(e che cazzo ci sarebbe da perdere andando all'estero .. hanno fatto tutti i soldi vendendo all'estero e lei mi dice cosa voglio perdere)

IO: Guardi è stato un piacere incontrarla ma adesso devo andare perchè mi aspetta un'azienda che ha deciso di andare all'estero per aumentare il giro d'affari, aumentare i profitti, diversificare il rischio di dipendere da un unico mercato, venire a contatto con nuove esperienze, idee, aumentare la competitività. Un'azienda che ha capito i vari rischi di andare all'estero, rischi economici, monetari e politici. E a cui ho scelto di dare una mano.

I: Ma anca mi vojo far cossita
(ma anch'io voglio fare così)

IO: Le mando una mail con le domande ...

I: Costea tanto ea per darme na man ?
(costa tanto lei per darmi una mano ?)

IO: No perchè se non avessi queste sfide a portata di mano sarei morta.

Arrivederci.

 
 
 
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