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bambiblu1310
   
Creato da bambiblu1310 il 12/11/2009
Riflessioni semiserie in pinzimonio di semiconfusione.
 

 

Ad Est

Post n°177 pubblicato il 07 Marzo 2013 da bambiblu1310
Foto di bambiblu1310

Ho una finestra ad Est, nel cuore.

E' il mio luogo più caro.

E' spazio, luce, mattino.

E' pace, spazio per ciò che non c'è.

Vuoto immobile, sotto cieli saturi.

 
 
 

Eppure il vento soffia ancora

Post n°176 pubblicato il 23 Novembre 2012 da bambiblu1310
 
Foto di bambiblu1310

Stanotte l’ho sentito di nuovo, il vento. E quando l’ho sentito, ho saputo che in realtà lo sentivo da mesi, ma lo ignoravo. Davo la colpa ad altri, cercavo in loro cause ed effetti, che invece erano solo miei.

E’ lui, il mio vento, che è tornato da me. Ogni tanto soffia, passa, mi travolge, e poi torna ad essere silenzioso per un po’. Ve ne ho già parlato, qui. E già allora non avevo idea di dove mi avrebbe portata, ero lontana anni luce da ciò che poi sarebbe successo. Ma mi sono abbandonata a lui, e il cambiamento mi ha davvero travolta, trasformando completamente la mia vita.

Convinta che questo cambiamento non fosse ancora finito, di essere ancora in viaggio, non ho ascoltato, ho ignorato i segnali, ho finto di non sentire..

Ma stanotte ha soffiato, in maniera inequivocabile. Ha urlato, e io ho capito.

E in questi momenti non c’è nulla da fare. Posso solo ascoltare il mio tormento, crogiolarmici, assecondarlo.

Perché lo so, che quando lo sento così forte, quando il malessere diventa quasi fisico, in realtà è perché sono già in viaggio, mi sto già muovendo, inconsapevole, verso una nuova meta. Dove il disagio troverà quiete, il malessere si placherà. La mia anima potrà riposare un po’.

Finché il vento non tornerà a soffiare.

 

 

 
 
 

I miei primi quarant'anni

Post n°175 pubblicato il 18 Ottobre 2012 da bambiblu1310
 
Foto di bambiblu1310

E quaranta sono arrivati. 

Sono arrivati silenziosi, e sornioni. Mi hanno presa alle spalle, e in un attimo erano lì, alle porte della mia vita. A ricordarmi tutto quello che non  ho fatto, tutto quello che ho fatto e ho sbagliato, tutto quello che ancora avrei da fare, ma che forse non c'è più tempo.

A rinfacciarmi tutto, insomma.

Ma alla fine ne sono uscita indenne. Nonostante i bilanci, i pensieri, le riflessioni, gli attimi persi a guardare avanti, e le ore perse a guardare indietro, a conti fatti non ho scampo. Devo ammetterlo: sto bene. Davvero bene. I miei primi 40 anni mi trovano soddisfatta, felice (a modo mio), sicura dei passi che compio, e della strada che sto percorrendo. Insomma, questi 40, oggi, me li vesto comoda. E non è poco.

Perché alla fine ho smesso di girare lo sguardo. Ho smesso di tormentarmi col passato, in spirali assurde e senza sbocco, ma ho smesso anche di perdermi nel futuro, in un'ansia di sapere, decidere, controllare, che mi rubava l'oggi. E ho cominciato a vivere. Un giorno alla volta. Un'ora alla volta, in certi momenti.

E guardando verso l'oggi, mi sono trovata. Ferma, nel presente. Perché è quello l'unico posto dove potevo essere. Non nel passato, dove non ero più, non nel futuro dove non sono ancora. Ero qui. Qui e ora. E trovandomi mi sono guardata, dentro e fuori, e ho imparato ad amare quello che vedevo. Ad ascoltarlo, a viverlo, in toto, pregi e difetti. E oggi, a 40 anni, sono comoda in me stessa, mi somiglio. Mi voglio quasi bene.

E questo è il più bel regalo che potessi farmi.

P.S Grazie a tutti per gli auguri. E' bello sentire l'affetto degli amici. Anche quelli virtuali.

Piccola comunicazione di servizio: Ci sono poco, e nelle prossime settimane ci sarò ancora meno. Ho davanti a me giorni intensi, con mille cose  che devono accadere, e che vi vorrei raccontare. Ci sarà tempo. Ora no, ora devo farle.

Nei prossimi giorni mi aspetta un trasloco, che mi sta entusiasmando, affaticando, divertendo. Mi aspetta un viaggio a Londra, per partecipare al The Yoga Show e, appena tornata, mi aspetta una piccola fuga a Parigi, con Blue (suo regalo di compleanno).

Ci si legge al mio ritorno.

 

 
 
 

Il caos regna.

Post n°174 pubblicato il 10 Ottobre 2012 da bambiblu1310
 
Foto di bambiblu1310

"Ma qui vuoi una presa?"

"I rigolini di che colore li vuoi?"

"Lassù c'è un buco, dovete dirlo al geometra, e farlo mettere a posto."

"I sanitari non vanno bene con gli attacchi che ci sono, bisogna cambiarli."

"La finestra "tocca", dovete farla regolare."

"Ma le porte come le vuoi?"

"Mancano i mobiletti dei bagni, dovete andare a prenderli."

"Quali pareti vuoi colorare? Dove sono i colori? Non siete ancora andati a prenderli?"

"E i lampadari? Come, non volete i lampadari? Non potete non mettere lampadari.."

"E le tende? Non volete nemmeno le tende????"

Tra dieci giorni trasloco. Stanno ristrutturando la casa, e per ora ci sono sanitari in mezzo al corridoio, operai ovunque, polvere e confusione. In casa, e soprattutto nella mia testa.

Non conosco la risposta alla maggior parte delle domande che mi hanno fatto. E, lo confesso, nella maggior parte dei casi nemmeno mi interessa, la risposta.

Sono travolta dagli eventi, e dalle cose da fare. Confusa dalla quantità di cose che dovrei sapere e che invece non so. 

Delego, serenamente, a Blue e a suo padre ogni decisione. Per me ho tenuto solo la parte del colore delle pareti, che quella la so bene. Come so con certezza di non volere lampadari e tende. 

Mi aspetta una casa nuova, colorata e luminosa.

Se sopravvivo al caos.

 
 
 

Giornate stronze.

Post n°173 pubblicato il 20 Settembre 2012 da bambiblu1310
 
Foto di bambiblu1310

E poi arrivano quelle giornate così...Quelle che non ne va dritta una, che ti tormentano con cose piccole, insignificanti...Io le chiamo le giornate stronze.

Non sono giornate di tragedia, quelle si affrontano a muso duro e con l'adrenalina a mille: l'uragano si affronta, ci si prepara, ci si difende...Le giornate stronze non sono così, sono quelle di pioggia fitta ma sottile, quella fredda, che ti si infila nelle ossa, che ti punge, quasi ti morde, infida.

Ecco, le giornate di pioggia fitta, io le odio.

Si preannunciano, di solito, già la sera prima. Appena scatta la mezzanotte ti arriva un sms inaspettato, o succede qualcosa di imprevisto, qualcosa che ti farà già andare a dormire nervoso, con la certezza assoluta che domani sarà una giornata della minchia.

E quando vai a dormire con quell'oscuro presagio, non sbagli mai. 

Sono quei giorni fetenti, in cui la legge di Murphy regna sovrana, in cui tutte le piccole cose che potrebbero andare male lo fanno.

Non è una cosa sola, non è la tragedia imprevista, che lì siamo di nuovo all'uragano, uno si prepara, dedica lì tutta la sua attenzione. No. Sono le stupide, piccole cose. E' la telefonata che arriva a mezzogiorno, mentre sei per strada, già in ritardo, che ti regala una grana inaspettata, e naturalmente urgente. Mentre a casa c'è un pranzo da preparare, una figlia da prendere a scuola, e nessuno a cui chiedere una mano.

E' la serratura elettrica della macchina che non scatta, e ti lascia lì, a sognare di sfondare il finestrino a sassate, perché devi correre a fare diecimila cose e non puoi stare lì a chiedere all'auto se, per favore, può gentilmente decidere di aprirsi..

Sono quei giorni di impegni che si susseguono, di corse continue, e confuse. Non è l'iperattività quella che mi sfranta, anzi, quella mi fa sentire viva, sono le piccole micrograne che ognuno di questi impegni porterà con sé, in una giornata stronza...

Attenzione, la giornata stronza è, per l'appunto, stronza, e quindi ti illude.. nella giornata stronza ci sono anche belle notizie, ci sono anche cose che vanno bene...però. Però ogni cosa che andrà bene richiederà un prezzo altissimo da parte tua. Non riuscirai mai a gioire di una buona notizia, nella giornata stronza, perché subito ti raggiungerà una grana, un problema, un fastidio più grande e più urgente che richiederà la tua totale attenzione.

Sono quei giorni che ti lavorano ai fianchi, ti prendono per stanchezza, che non ti mettono al tappeto con un bel diretto, ma con un jab alla volta, finché non vacilli, e poi crolli.

Sono i giorni che odio di più. Non li puoi combattere, i giorni stronzi. Puoi solo aspettare che passino.

Ieri è stata una giornata stronza, e ha vinto lei. 

E quando ieri sera, stanca, sfinita, mi sono guardata allo specchio uscendo dalla doccia, ho pensato che mi sentivo esattamente come mi vedevo: un riflesso appannato di me, col trucco sfatto e l'aria di chi aveva combattuto abbastanza.

Ma oggi sono di nuovo qui. E non è una giornata stronza.

 
 
 
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Il Caos Regna..

Si dice che occorre perdersi, per potersi ritrovare. 

Io ho deciso di lasciarmi andare, di seguire il vento e di smarrirmi, per scoprire se riuscirò a ritrovarmi.

Questo blog vuole essere un po' un diario di viaggio, un compagno che passo passo mi accompagna lungo la strada, ma anche una piccola ancora di salvezza che, come i sassolini di pollicino, possa aiutarmi a tornare a casa, se dovessi perdermi troppo... 

 

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