LA MAESTRA ONLINE

E' tanto difficile far amare la scuola? Non ho la bacchetta magica ma...Ci proverò lo stesso!

 

OCCHIO AI COLORI!

Ad ogni gruppo tematico corrisponde un colore. Dal titolo si potrà capire con facilità a quale gruppo appartiene il post che state consultando.

AZZURRO: TEMI DI ATTUALITA' - PROBLEMATICHE SCOLASTICHE
ROSSO: HELP GENITORI 
VERDE: HELP STUDENTI
ARANCIO: PROPOSTE DIDATTICHE - LAVORI - SPUNTI
NERO: CURIOSITA' - VARIE ED EVENTUALI - UMORISMO SCOLASTICO

 

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UNA RIFLESSIONE DA CONDIVIDERE

Post n°16 pubblicato il 07 Ottobre 2008 da Maestra_Gio
Foto di Maestra_Gio

AVREI..

Avrei parlato di meno e ascoltato di più.

Avrei invitato amici per cena, anche se la moquette era macchiata ed il divano scolorito.

Avrei mangiato popcorn nel soggiorno "buono" e mi sarei preoccupata di meno della polvere quando qualcuno mi chiedeva di accendere il fuoco nel camino.

Avrei trascorso più tempo ad ascoltare mio nonno quando raccontava della sua giovinezza.

Non avrei insistito nell'avere i finestrini dell'auto chiusi durante una
bella giornata estiva perché i miei capelli erano già stati stilizzati e
laccati.

Avrei bruciato la candela a forma di rosa prima che si sciogliesse col
tempo, naturalmente.

Mi sarei seduta sul prato con i bambini e non mi sarei preoccupata delle macchie d'erba. 

Avrei pianto e riso di meno quando guardavo la televisione e avrei riso e pianto di più osservando la vita.

Sarei andata a letto quando ero malata invece di fare finta che il mondo si sarebbe fermato se non ero lì per quel giorno.

Non avrei comprato qualcosa solo perchè era pratico, non mostrava macchie o era garantito a vita. 

Invece di sperare che i nove mesi di gravidanza finissero presto, ne avrei ricordato con dolcezza ogni momento, rendendomi conto che la meraviglia che cresceva dentro di me è l'unica occasione nella vita di aiutare Dio in un miracolo.

Avrei chiamato più spesso gli amici, prima di accorgermi che li avevo già persi...

Quando i miei bambini mi baciavano con impeto, non avrei risposto:
"Più tardi adesso lavatevi le mani Per cena".

Ci sarebbero stati più "Ti amo" e "scusa", ma soprattutto se mi avessero dato un'altra occasione di vivere, ne avrei vissuto in pieno ogni momento...

L'avrei osservata e vista, veramente ... vissuta ... e non l'avrei mai data indietro. 

IMPARIAMO AD AMARE LA NOSTRA VITA, PERCHE' OGNI GIORNO E' UN MERAVIGLIOSO DONO DA TENERE STRETTO...

 
 
 

BUONANOTTE AI SUONATORI...

Post n°15 pubblicato il 09 Settembre 2008 da Maestra_Gio
 
Foto di Maestra_Gio

FACITE AMMUINA

...All’ordine facite ammuina, chilli che stanno a poppa vann’a prora e chilli che stanno a prora vann’a poppa; chilli che stanno abbascio vanno ’ncoppa, e chilli che stanno ’ncoppa vanno abbascio…

Ecco come siamo ridotti... Penso che non serva traduzione, l'ho capita io che sono lombarda...

 
 
 

CAMPANELLO D'ALLARME

Post n°14 pubblicato il 01 Marzo 2008 da Maestra_Gio
 
Foto di Maestra_Gio

GENITORI LASSISTI ATTENZIONE!

“ La bambina è venuta in palestra con la gonna perché lo ha voluto lei!”

“ Non gli interessava la gita scolastica allora non l’ho mandato!”

“ Anche se ho pagato il corso, non vuole più venire: pazienza l’ho iscritta a nuoto!”

Questi sono solo alcune delle corbellerie che quotidianamente tocca ascoltare non solo in ambito scolastico, ma in generale. L’idea che ai bambini vada dato spazio forse è stata travisata ed è diventata vero e proprio lassismo.  Le ultime generazioni di genitori stanno facendo dell’eccessivo permissivismo la loro bandiera, in nome di una presunta ricerca del benessere dei figli che in realtà è uno specchietto per le allodole e rischia di diventare un’arma a doppio taglio.

I bambini hanno bisogno di essere educati e hanno bisogno di figure di riferimento che sappiano dire “sì” e “no” al momento opportuno, senza creare drammi e sceneggiate. Il genitore deve essere fermo nelle sue decisioni ma sereno nel dettarle, deve saper utilizzare la pazienza e il ragionamento per aiutare il proprio figlio a comprendere le motivazioni di un determinato comportamento. Ogni  bambino deve avere l'opportunità di crescere sviluppando una completa identità personale, sotto la guida di un adulto attento e responsabile che sappia insegnargli una buona condotta di vita.

Forse è troppo difficile, forse è troppo faticoso. Il genitore di oggi è stanco: stanco del lavoro e di una vita frenetica logorante. Il risultato è che, una volta chiusa la porta di casa, quello che vi è all’interno non deve dare problemi, figli compresi. Prevale in questo modo la cultura del “Fai pure quello che vuoi, basta che non mi disturbi”.

Tutto questo è forse anche il risultato di un “voler correre ai ripari per rimediare gli errori del passato”. La figura del padre/padrone, con la quale molti hanno avuto esperienza, potrebbe rappresentare  lo spauracchio che conduce a comportarsi in maniera diametralmente opposta.

Tuttavia le regole, soprattutto in una società come quella attuale, sono necessarie per stabilire dei confini tra genitori e figli. Devono mantenere una certa flessibilità,  per generare allo stesso tempo sia un clima di protezione che di indipendenza. Per alcuni genitori è però troppo difficile “prendere il coltello dalla parte del manico” poiché, imponendo delle regole, temono di perdere la complicità e l’affetto dei loro figli.

Ci troviamo così di fronte a genitori disorientati che passano dal sentirsi d'abitudine quasi coetanei dei figli all’imporre loro regole rigide, confuse e contraddittorie nei momenti di rabbia. Ci sono genitori eccessivamente premurosi, che crescono i figli nella protezione più assoluta, tenendoli alla larga dai problemi e giustificandoli in tutto per poi trovarsi nello studio di uno psicologo a discutere di problemi caratteriali. E' tristemente ridicolo che, per risolvere il disturbo del figlio, sono quasi sempre i genitori ad andare in terapia. In molti casi basterebbe semplicemente rivedere il rapporto genitore/figlio all'interno delle mura domestiche.

Sta di fatto che stiamo assistendo ad un capovolgimento dei ruoli che è tutto fuorché positivo. Anziché correggere i comportamenti si tende ad assecondarli. Invece che generare la giusta attesa nell’ottenere qualcosa di desiderato e di meritato si tende a soddisfare ogni minimo capriccio, anche perchè "Se il bambino non ha tutto quello che hanno gli altri, viene escluso e deriso".

E' sconsolante notare  che piuttosto che spendere qualche ora in più per crescere insieme ai figli e sperimentare il duro mestiere del genitore si preferisce inserire i bambini in ogni attività possibile e immaginabile, sportiva o ricreativa. Ci sono bambini che non hanno un’ora libera per sfogarsi a giocare o per andare a fare una passeggiata  mano nella mano con mamma e papà. Ci sono creature più impegnate di un manager, che poi la sera faticano ad addormentarsi, tanto è il loro carico di stress. Ci sono bambini che, dopo una giornata a scuola e dopo corsi di ogni genere, si trovano piazzati dinanzi alle babysitter di comodo: la Tv e i videogiochi. Non è bella cosa sapere che tre bambini su cinque mangiano davanti alla televisione accesa invece che approfittare del raro momento di convivialità con i genitori!

Tutto questo si riversa logicamente anche sulla scuola. Sono infatti in aumento esponenziale i casi di bullismo e di disturbi legati al non essere in grado di rispettare le basilari  regole della convivenza civile.

L’insegnante che ha il compito di educare deve applicare una certa autorità nel farlo. Alcuni alunni non conoscono nemmeno il significato della parola “autorità” e reagiscono di conseguenza. Così come fanno i capricci a casa (dove regolarmente la spuntano) così li fanno a scuola (dove invece non riescono a farla franca). Da qui è tutto un fiorire di note, castighi e battibecchi con genitori che si presentano sulla porta della classe a chiedere spiegazioni e a giustificare i figli. Perché l’andazzo è questo.  Non si ascoltano le ragioni degli insegnanti, non nasce la collaborazione tra scuola e famiglia volta a far crescere individui civilmente educati. I casi sono due: o il genitore ascolta con finto interesse e poi, una volta uscito dalla scuola, manda all’inferno chi vi rimane dentro ogni santo giorno a lottare contro i mulini a vento, oppure intavola una discussione interminabile cercando di condurre la ragione a sé e all' innocente creatura.

E’ sconsolante dover affermare che oggi sono gli insegnanti ad aver paura delle reazioni dei genitori. Rispetto del ruolo pari a zero. Non c’è altro da aggiungere.

Mi sento solo di citare un passo di Platone che mi pare molto attuale e rappresentativo dei tempi che stiamo vivendo, sia a livello sociale che scolastico. Mi auguro che questo mio lungo intervento sia almeno spunto di riflessione.

“Quando un popolo, divorato dalla sete della libertà, si trova ad avere a capo dei coppieri che gliene versano quanto ne vuole, fino ad ubriacarlo, accade allora che, se i governanti resistono alle richieste dei sempre più esigenti sudditi, sono dichiarati tiranni. E avviene pure che chi si dimostra disciplinato nei confronti dei superiori è definito un uomo senza carattere, servo; che il padre impaurito finisce per trattare il figlio come suo pari, e non è più rispettato, che il maestro non osa rimproverare gli scolari e costoro si fanno beffe di lui, che i giovani pretendono gli stessi diritti, la stessa considerazione dei vecchi, e questi per non parer troppo severi, danno ragione ai giovani.

In questo clima della libertà, nel nome della medesima, non vi è più riguardo né rispetto per nessuno.

In mezzo a tanta licenza nasce e si sviluppa una mala pianta: La Tirannia”.

Platone "La Repubblica", libro VIII

 
 
 

IL GOVERNO E' CADUTO...

Post n°13 pubblicato il 26 Gennaio 2008 da Maestra_Gio
 
Foto di Maestra_Gio

CHE NE SARA' DI NOI?

E’ caduto il governo: che ne sarà ora della scuola? Da diversi anni a questa parte, più o meno, sono accadute cose che hanno via via rovinato una scuola che è stata sempre meno tutelata dallo stato e sempre più in balia  dell' incertezza.  Ci siamo trovati a vivere in una società divisa, con pochi validi riferimenti esterni alla famiglia. La stessa istituzione famiglia si è trasformata in un’entità assente, che latita pur di evitare di risolvere i problemi.
Abbiamo avuto un evoluzione in negativo a livello generazionale, con ragazzi che fanno riferimento a modelli volgari o illusori e che mostrano una fragilità a livello umano sempre crescente, mascherata sottoforma di bullismo o disturbo affettivo - relazionale.
Abbiamo assistito all’avvento di tutta una serie di riforme e di adeguamenti, più o meno nefasti. Abbiamo avuto sotto gli occhi una parata di cambi, stravolgimenti, ripensamenti che non hanno fatto altro che incrementare la confusione e gettare l’intero corpo docente nello sconforto più totale. E ora cosa ci aspetta? Per amor d’informazione faremo un breve excursus nella storia della scuola italiana dal 1900 ad oggi. Ognuno poi tragga le riflessioni più opportune. Se ad esempio, tanto per utilizzare una frase fatta, andavamo meglio quando andavamo peggio..

1904 LEGGE ORLANDO: Viene prolungato l’obbligo scolastico fino al dodicesimo anno di età. Viene prevista l’istituzione di un "corso popolare" formato dalle classi quinta e sesta. (L'istruzione viene diffusa). 

1911 LEGGE DANEO – CREDARO: La scuola elementare diventa un servizio statale, così da poter disciplinare l’obbligo in modo più efficace. (L'istruzione viene tutelata).

1923 RIFORMA GENTILE: Vengono previsti cinque anni di scuola elementare uguale per tutti, con scansione 3+2,  con un grado preparatorio di tre anni (scuola materna). Viene introdotta la scuola media inferiore, con diversi percorsi (avviamento professionale di tre anni, il ginnasio con scansione 3+2 e i corsi inferiori, solitamente di quattro anni, degli istituti tecnici, istituti magistrali, istituti d'arte e conservatori). La scuola media superiore prevede corsi di tre anni per il liceo classico, di quattro per il liceo scientifico, di tre o quattro anni per i corsi superiori dell'istituto tecnico, dell'istituto magistrale e dei conservatori.  La riforma Gentile porta l'obbligo a 14 anni di età, ma di fatto questo resterà lettera morta per la stragrande maggioranza delle ragazze e dei ragazzi italiani fino al 1962-63, quando viene avviata la riforma dell'unificazione della scuola media. I programmi delle elementari ripristinano l'insegnamento della religione cattolica, salvo richiesta di esonero, e valorizzavano il canto, il disegno, le tradizioni popolari. La struttura del sistema scolastico italiano ed i programmi della scuola elementare non subiranno variazioni significative per oltre quarant'anni. (L'istruzione viene garantita e la scuola viene organizzata).

1947 COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA: Viene stabilita l'istruzione pubblica, gratuita e obbligatoria per almeno otto anni. (L'istruzione viene garantita e formalizzata con la legge).

1955 NUOVI PROGRAMMI PER LA SCUOLA ELEMENTARE: La scuola viene strutturata in due cicli, corrispondenti all’età evolutiva del bambino (1°ciclo: I e II classe / 2ª ciclo: III, IV e V). essi hanno come centro d’interesse il discente e la sua struttura psicologica. I punti cardini di questa scuola sono l’insegnamento individualizzato, il globalismo, il gioco-lavoro, il mondo concreto del discente, le sue intuizioni, fantasie, sentimenti. (L'istruzione di base si evolve in base ai tempi e migliora la propria qualità). 

1962 QUARTO GOVERNO FANFANI: Viene prevista la scuola media unificata che permetta l’accesso a tutte le scuole superiori. (Viene istituita la scuola media che rende più chiaro il percorso a livello d'istruzione).

1985 NUOVI PROGRAMMI DIDATTICI PER LA SCUOLA ELEMENTARE: La scuola elementare viene strutturata dal punto di vista didattico (nelle varie discipline) e non solo. Scompare la figura dell’insegnante unico e viene introdotto il modulo. È il numero di classi condotto dallo stesso gruppo di docenti. Esso può essere di base (3x2): tre insegnanti su due classi; composto (4x3): quattro insegnanti su tre classi; orizzontale (3x2 o 4x3), disposto su classi dello stesso livello; verticale: disposto su classi successive; a scavalco: disposto su classi distanti; interplesso: classi distaccate in plessi diversi. Oltre alla compresenza, o meglio contemporaneità, viene introdotto anche il rientro: uno, due o tre ritorni pomeridiani. La vecchia pagella e anche i giudizi scritti vengono sostituiti dalla scheda di valutazione (fogli con innumerevoli voci e sottovoci), concepita per informare dettagliatamente la famiglia dell’alunno. (La scuola elementare compie l'ennesima evouzione a livello didattico, iniziano però a generarsi i conflitti e le difficoltà relativi all'organizzazione dei moduli).

1997 RIFORMA BERLINGUER: il governo presenta la "Legge Quadro in materia di Riordino dei Cicli dell'Istruzione", con la quale viene stravolto il sistema scolastico italiano, con l’introduzione di due cicli scolastici. Si pensa ad un ciclo primario, di sei anni di durata, diviso in tre bienni (con la scomparsa della distinzione tra scuola elementare e scuola media inferiore), e ad un ciclo secondario anch’esso della durata di sei anni. Viene riformato l'esame di maturità. L'esame di Stato comprende tre prove scritte e un colloquio. La prima riguarda la Lingua Italiana, la seconda una delle materie caratterizzanti l'indirizzo di studio e la terza, multidisciplinare, è una serie di quiz a risposta multipla. Il colloquio si verte su argomenti multidisciplinari. Il punteggio di valutazione, passa dai sessantesimi ai centesimi e viene introdotto il credito formativo. I commissari saranno membri interni alla scuola. Il presidente della commissione è esterno. La riforma viene avviata con l'anno scolastico 1998-99. (La scuola viene stravolta, i programmi si rivelano piuttosto caotici, così come i metodi di valutazione. Viene chiesto ai docenti di compiere una pazzesca rivoluzione interna. Tutto finirà in una bolla di sapone: mesi e mesi di lavoro sprecati, con inutile produzione di scartoffie).  

2001 RIFORMA MORATTI: Il mondo della scuola viene nuovamente stravolto. Nella scuola materna della durata di tre anni viene permessa l'iscrizione ai bambini con 28 mesi compiuti, non ha carattere di obbligatorietà. Nella scuola elementare di cinque anni è prevista l'iscrizione di un bambino a partire dai 5 anni e mesi 4 compiuti. Fino dal primo anno viene previsto l'insegnamento di una lingua straniera e dell'uso del computer e di una valutazione biennale. Nella scuola media di tre anni, è prevista una valutazione dopo il secondo anno, mentre al termine del terzo l'esame di Stato. La durata dell'anno scolastico viene ridotta a ventisette settimane e si riducono da tre a due le ore di insegnamento della lingua inglese; viene prevista l'introduzione del cosiddetto "portfolio", un dossier che documenta le esperienze, scolastiche o meno, tramite le quali ogni studente acquisisce le varie "abilità". Nei licei di cinque anni è previsto un primo biennio e un secondo biennio al quale si aggiunge un ulteriore anno. La maturità è necessaria per accedere all'Università degli Studi. Nelle scuole professionali è prevista una durata graduata nel corso degli anni con periodi di alternanza fra scuola e lavoro. Al termine di tre anni viene consegnato un diploma di qualifica. La riforma dà inizio all'adeguamento agli altri Stati Europei (con l'alternanza scuola-lavoro appunto e prevedendo la laurea, almeno in 'Scienze della Formazione Primaria',obbligatoria per i docenti di scuola primaria). (La scuola viene messa nuovamente sottosopra. I docenti si ritrovano a dover cambiare ancora per adeguarsi ai nuovi obiettivi proposti. La scuola finisce nel caos per la sparizione del documento di valutazione ufficiale, malamente sostituito dal portfolio. Non si sa come valutare e soprattutto con cosa: altro lavoro sprecato e altra inutile burocrazia aggiunta. La scuola perde credibilità).

2006 GOVERNO PRODI: La Riforma Moratti viene accantonata e sostituita con nuove indicazioni. Il governo elimina la strutturazione in otto licei della scuola superiore proposta dalla precedente riforma. Da allora ad oggi si perdono mesi e mesi vagando nel nulla. (La scuola finisce un'altra volta nel caos. Viene distribuito l'ennesimo libretto con le nuove indicazioni degli obiettivi: un'accozzaglia di parole prodotte con ben poca cognizione di causa. Sembra più una ripicca contro il precedente governo che non un serio tentativo di migliorare l'istruzione. La scuola affonda: i nostri studenti sono il fanalino di coda a livello europeo. Il ministro Fioroni pensa che basti reintrodurre gli esami di riparazione per porre rimedio a tale sfacelo). 

2008 ????????: Che facciamo? Attendiamo nuove istruzioni? Ci aspettano  totali sconvolgimenti portati avanti da nuovi ministri “del cui cervello fanno trombetta” (tanto per non citare Dante)? Avremo un nuovo fare e disfare? Avremo il requiem definitivo della scuola? E come al solito staremo fermi a guardare?  

In principato commutando saepius nil praeter nomen domini mutant pauperes  (Molto spesso, quando cambia il governo, i poveri non cambiano nulla eccetto il nome del padrone)

 
 
 

GLI AGGETTIVI DELL'INSEGNANTE

Post n°12 pubblicato il 15 Gennaio 2008 da Maestra_Gio
 
Foto di Maestra_Gio

Nel corso della mia carriera mi è capitato di cercare più volte le parole giuste per definire le caratteristiche che un insegnante dovrebbe avere per essere tale nel migliore dei modi. Ne è derivato un elenco che vorrei condividere e anche aggiornare, nel caso avessi omesso dei particolari. L'insegnante con la I maiuscola dovrebbe essere:

  • SERIO: lavora senza frivolezze e senza concedere eccessiva confidenza agli alunni;
  • SEVERO: deve essere fermo nelle sue scelte al fine di raggiungere un obiettivo;
  • APERTO: pronto al dialogo e ad un rapporto sereno ma sempre controllato, sia con gli alunni che con le famiglie;
  • DISPONIBILE: risponde serenamente ai dubbi e alle richieste di spiegazioni degli alunni e delle famiglie, senza per questo sentirsi attaccato o preso di mira. Sa anche mettere in discussione il proprio metodo, qualora si accorgesse di scarsi risultati generalizzati all'interno della classe; 
  • COMPLETO: non deve possedere tutto lo scibile umano, ma deve avere una buon livello di cultura generale;
  • SERENO: deve essere in grado di mantenere la calma e di ottenere un clima tranquillo all'interno della propria classe;
  • INNOVATIVO: deve stimolare gli alunni con proposte al passo con i tempi; di conseguenza deve aggiornarsi continuamente ed essere sempre preparato ai cambiamenti;
  • CHIARO: deve utilizzare un linguaggio semplice e comprensibile, soprattutto agli alunni che hanno più difficoltà;
  • COSTANTE: utilizza una scansione logica del proprio programma didattico, evitando di "saltare di palo in frasca" e quindi di generare confusione;
  • FERMO: è in grado di imporsi quando è necessario;
  • SICURO: organizza il proprio lavoro, conosce la metodologia da usare e, soprattutto, conosce la disciplina che insegna; 
  • COMPETENTE: non lascia nulla al caso ed è sempre pronto a rispondere alle esigenze e alle curiosità degli alunni, anche se queste dovessero uscire dalla lezione "confezionata ad hoc" per quel giorno;
  • ATTENTO: è pronto a captare subito l'insorgere di un problema o di una situazione di disagio. Possiede il cosiddetto "occhio clinico";
  • INTUITIVO: è in grado di captare e capire i "messaggi" che gli vengono inviati, con varie modalità (comportamenti, atteggiamenti, reazioni, risposte o silenzi), da ognuno dei suoi alunni;
  • GIUSTO: è sempre imparziale e non fa alcuna preferenza;
  • SENSIBILE: cerca di comprendere anche il minimo disagio e interviene tempestivamente per tamponare la situazione ed evitare che si aggravi. Sa dialogare con l'alunno, anche al di fuori del contesto scolastico;
  • APPASSIONATO: ama il suo lavoro, ne è coinvolto e cerca di migliorare sempre e comunque;
  • CONSAPEVOLE:  sa che ogni suo atteggiamento e ogni sua azione produce un effetto sugli alunni. Sa che questo effetto, con modalità errate, potrebbe essere altamente deleterio;
  • GRATIFICANTE: è in grado di valutare le capacità degli alunni, sa valutarne le difficoltà e sa gratificare ogni sforzo, anche minimo;
  • RISPETTOSO: rispetta gli altri e le loro idee, anche se gli altri sono rappresentati non dai colleghi ma dagli alunni a lui affidati.
  • IRREPRENSIBILE: deve fare da esempio positivo, anche a livello morale.

Dopo tutto ciò, bisogna sempre tenere presente che l'insegnante è un essere umano, per questo passibile di errore. Il docente serio cerca di dare il meglio di sè, anche se è ovvio che non tutti i giorni si è in grado di dare il massimo. L'insegnante che ha scelto il suo lavoro per passione, mette in gioco tutte le sue energie per fare in modo che il suo operato non si disperda nel nulla e per cercare di ottenere il massimo da ciascuno dei ragazzi che gli vengono affidati. E' una grandissima responsabilità ed è forse questo che noi docenti non dobbiamo mai dimenticare.   

 
 
 

QUESTA POI!

Post n°11 pubblicato il 08 Gennaio 2008 da Maestra_Gio
 
Foto di Maestra_Gio

DA VIRGILIO NOTIZIE:  NON VUOLE ANDARE A SCUOLA.
E SI INCOLLA AL LETTO.

Lunedì è stato un giorno difficile per milioni di studenti che con la fine delle vacanze di Natale hanno dovuto riprendere i normali impegni quotidiani.
Le reazioni sono state molteplici: c'è chi si è opposto sbuffando, chi piangendo, chi tenendo il broncio e chi ha fatto buon viso a cattivo gioco. Un ragazzino  ha pensato invece di mostrare il suo rammarico con uno strato di colla a presa rapida sulla mano.
Per Diego, 10 anni, la scuola è un vero supplizio, al punto che pur di evitarla è stato pronto a incollarsi al letto.

La madre, Sandra Palacios di Città del Messico, lunedì mattina ha cercato di staccarlo per quasi due ore: ha provato a liberargli la mano con acqua, olio e perfino acetone ma è stato tutto inutile. Alla fine si è arresa e ha chiesto aiuto alle autorità. “Non volevo andare a scuola perché le vacanze sono molto più divertenti” ha spiegato con candore il ragazzino al quotidiano Reforma.
La madre ha così ricostruito la vicenda: Diego è scivolato in cucina di buon mattino, ha preso della colla industriale e l'ha usata per ricoprire la mano destra e fissarla al letto.

Quando Sandra Palacios si è alzata, ha spiegato il quotidiano messican o El Universal, ha trovato il figlio ancorato al letto, intento a vedere la televisione.
“Non capisco perché lo abbia fatto " ha spiegato al Reforma "E' un bravo ragazzino, anche se imprudente come tutti i bambini”.
Dopo qualche ora di trambusto e l’intervento dei paramedici, la mano di Diego è stata liberata grazie a un solvente speciale. Il piano dell'alunno svogliato non ha tenuto conto della tempestività dei soccorsi: la sua bravata non è servita a perdere neppure un giorno di scuola.

 
 
 

FINALMENTE IN VACANZA!

Post n°10 pubblicato il 23 Dicembre 2007 da Maestra_Gio
 
Foto di Maestra_Gio

Scuola chiusa, maestra in vacanza! Ringraziamo Nostro Signore che ci consente di staccare la spina e rimettere in sesto i nostri fisici e le nostre anime provati dai continui assalti alla pazienza compiuti dai cari pargoli delle nostre classi...

BUON NATALE A TUTTI!!!

 
 
 

LA CENERENTOLA DELLA SCUOLA

Post n°9 pubblicato il 18 Dicembre 2007 da Maestra_Gio
 
Foto di Maestra_Gio

L'EDUCAZIONE MOTORIA, QUESTA SCONOSCIUTA...

Prima era semplicemente ginnastica, poi è diventata educazione motoria, in seguito "scienze motorie e sportive" e ultimamente "Corpo, movimento e sport". Possiamo girarla e rigirarla in mille modi, ma la musica non cambia: è sempre lei, la cara, vecchia, buona ginnastica o educazione fisica tanto trascurata, nonostante la sua grande importanza. Tutti i governi che sono passati negli ultimi anni hanno sempre sbandierato ai quattro venti l' assoluta necessità di fare attività fisica come forma di prevenzione. E poi? Poi è arrivata  la contraddizione. La Riforma Moratti ha diminuito le ore di educazione fisica e il governo attuale non ha cambiato nulla in merito. Una sola ora di attività nella scuola primaria è del tutto inutile sia dal punto di vista didattico che da quello della salute. Entriamo inoltre nel cuore della questione: come viene fatta questa benedetta ora curriculare di educazione motoria? Risposta: molto male nella stragrande maggioranza dei casi. La materia è infatti affidata agli insegnanti di classe ed è abbinata ad altre discipline. Per farla breve, l'insegnante di italiano o di matematica si ritrova "sul gobbo" pure la ginnastica con conseguenze a volte catastrofiche. L'insegnamento di un'attività fisica o sportiva NON PUO' ESSERE IMPROVVISATO! Far giocare i bambini a palla ogni benedetta lezione NON E' educazione fisica! Lasciare che i bambini si rincorrano per la palestra NON E' educazione fisica! Far arrampicare i propri alunni su quadro svedese, spalliere o scale mediche senza la minima cognizione di ciò che si sta facendo NON E' educazione fisica ma è pura e semplice INCOSCIENZA! Evitare di portare i bambini in palestra perchè non si sa che pesci pigliare, prendendo la scusa del castigo, è MANCARE COMPLETAMENTE DI SERIETA'! E' recente la notizia dell'intento di far entrare diplomati ISEF o laureati in scienze motorie anche nella scuola primaria, come specialisti. Ben vengano, se devono mettere al riparo i bambini dal rischio di finire in mano a persone, magari ottimi insegnanti di italiano o aritmentica, ma completamente ignoranti in fatto di sport e movimento. Siano benvenuti se possono garantire ai più piccoli di svolgere un'attività fisica seria che non può fare altro che bene alla loro salute! Chi scrive non è ISEF o in possesso di laurea, tuttavia ha conseguito diversi brevetti d'istruttore in differenti discipline del fitness e nella danza e ha alle spalle una carriera agonistica decennale nell'atletica leggera. La mia personale esperienza mi ha consentito di organizzare un programma di lezioni mirate in base all'età dei bambini e alle loro potenzialità a livello fisico. Nella mia scuola c'è questa situazione positiva, ma in passato mi è anche capitato di non poter mettere a frutto le mie competenze perchè si rischiava di ledere la maestà di qualche collega. Colleghi che, per citare un esempio lampante, trasformavano la loro ora di insegnamento di motoria nell'ora di correzione quaderni, lasciando che i bambini si sfogassero per conto loro senza controllo.   Va tuttavia affermato che ci sono anche colleghi di buona volontà che, pur non avendo esperienza, si documentano e cercano, se non di insegnare qualcosa di nuovo, almeno di evitare di far danno. La realtà più dolorosa purtroppo però è questa: la vera attività fisica nelle scuole elementari, vale a dire nella fase più cruciale dello sviluppo di una persona, in Italia non si fa. E' lasciata alla buona volontà di un insegnante (competente o no), allo spirito imprenditoriale di un dirigente scolastico (che organizza open day sportivi per tirare acqua al suo mulino) o in mano a un laureato in Scienze motorie precario (che tutto sogna fuorchè insegnare ginnastica a piccoli per forza di cose imbranati). Un altro dato di fatto piuttosto triste è rappresentato da un'educazione fisica che è considerata un di più da relegare a laboratorio extrascolastico, un soprammobile prezioso con cui abbellire gli spazi di commercializzazione della scuola stessa (i famigerati open day / specchietti per le allodole), un peso per maestri che la considerano una perdita di tempo. Cosa ne ricava la società? Solamente danni. Danni per la salute collettiva, per la professionalità degli insegnanti e per la scuola che diventa sempre meno credibile.    

 
 
 

HELP GENITORI:

Post n°8 pubblicato il 16 Dicembre 2007 da Maestra_Gio
 
Foto di Maestra_Gio

OCCHIO ALL'ALIMENTAZIONE DEI BAMBINI!

Premetto che non sono un medico dietologo, ma la mia esperienza come insegnante di educazione motoria e di danza mi ha consentito di tenermi costantemente aggiornata sulle problematiche relative all'alimentazione e ai problemi di sovrappeso infantile. Dal 1976 al 2000 la percentuale di bambini obesi ha subito una crescita esponenziale: dal 7,6% si è passati al 15,3%. Sicuramente un dato preoccupante, che merita tutta l'attenzione di genitori e insegnanti. Educare all'alimentazione sta divenendo uno dei compiti principali di famiglia e scuola, in una società che rischia di trasformarsi in "Oversize". Se da una parte dobbiamo fare i conti con i disordini alimentari tipici di molti adolescenti, come anoressia e bulimia, dall'altro lato ci troviamo a far fronte all'emergenza opposta: l'obesità. Vediamo di entrare nel merito delle cause di questa patologia non sempre facilmente identificabili, nel caso di obesità dovuta a malattie endocrine (in questo caso il discorso che segue non ha valenza alcuna).

CAUSE DI NATURA ORGANICA

Nell'uomo la determinante genetica dell'obesità è comprovata dalla famigliarità o dall'esistenza di gruppi etnici geneticamente obesi. Sicuramente l'incidenza di più casi di persone obese in una famiglia non significa trasmissione ereditaria. Si tratta più che altro di cattive abitudini alimentari e di errato stile di vita della famiglia stessa. 

CAUSE DI NATURA PSICOLOGICA

Nell'insorgenza di obesità non dovuta a malattia endocrina, può avere una certa importanza l'aspetto psicologico. Fin dall'inizio della vita il cibo rappresenta qualcosa di più del semplice mezzo per nutrirsi. E' il mezzo che, ad esempio, lega madre e figlio tramite l'allattamento. Potrebbe sembrare assurdo, ma per tale ragione nel corso della crescita può divenire un'alternativa alla mancanza di legami affettivi profondi. Il bambino, che ha bisogni affettivi insoddisfatti, può reagire con una domanda crescente di cibo che rappresenta per lui compenso e conforto. Oltre alle carenze affettive ci sono altri fattori che, alterando profondamente l'equilibrio emotivo, possono favorire l'insorgere e il persistere dell'obesità come i traumi emotivi e il disadattamento sociale.

CAUSE DI NATURA SOCIO - AMBIENTALE

E' possibile far rientrare in questa categoria:

  • Attività extra scolastiche prevalentemente sedentarie: solo il 50% dei ragazzi in età scolare svolge regolare attività fisica; molti preferiscono dedicarsi a Tv e videogiochi.
  • Errato comportamento alimentare: il comportamento alimentare è importante perché le abitudini formatesi precocemente possono avere un considerevole impatto sullo stato di salute a lungo termine.
  • Abitudini famigliari: le abitudini dei genitori giocano un ruolo importante sul modo di alimentarsi dei figli fin dall' età prescolare.

GLI ERRORI PIU' FREQUENTI NELL'ALIMENTAZIONE:

Gli errori che più frequentemente si compiono a livello alimentare sono:

  • Prima colazione scarsa o  addirittura assente;
  • Scarso consumo di verdura e frutta;
  • Eccessivo consumo di insaccati, cioccolata, patatine fritte, caramelle e altri dolci confezionati, bevande gassate e zuccherate;
  • Eccessiva frequentazione di locali fast food, in cui viene proposto un modello alimentare ad elevato contenuto calorico. 

COME FARE?

La prima cosa da fare è INTERVENIRE TEMPESTIVAMENTE, cercando di ridurre le calorie introdotte con il cibo. Ciò non vuol dire non far mangiare il bambino, ma semplicemente scegliere con lui i cibi migliori per la sua salute (in accordo con i suoi gusti). Lo stile alimentare corretto dovrebbe COINVOLGERE L'INTERA FAMIGLIA, altrimenti si corre il rischio che il bambino veda tutto come un'imposizione, cosa che sarebbe più deleteria che benefica. 

COSA FARE?

  • Limitare le calorie, ma non in maniera drastica (al massimo il 30 % in meno del fabbisogno calorico);
  • Fornire pasti che facciano sentire sazio il bambino;
  • Limitare i grassi (meno del 30%), soprattutto quelli di origine animale;
  • Aumentare frutta e vegetali, diminuire gli zuccheri semplici (10%), utilizzare i carboidrati complessi come cereali, pasta e riso (60%);
  • Aumentare l'apporto di fibre;
  • Favorire l'attività fisica.

La scuola può fare la sua parte, promuovendo interventi di Educazione alla salute, fin dalla prima infanzia, con campagne di prevenzione che coinvolgano famiglie, insegnanti e personale addetto nelle mense. Mi sia concessa una piccola polemica: gli insegnanti, soprattutto nella scuola primaria, dovrebbero, oltre che promuovere un corretto stile alimentare, fare in modo che l'ATTIVITA' MOTORIA (già di per sè una Cenerentola) SIA VERAMENTE TALE E NON UN SURROGATO!

 
 
 

FILASTROCCA PER NATALE

Post n°7 pubblicato il 15 Dicembre 2007 da Maestra_Gio
 
Foto di Maestra_Gio

BABBO NATALE

Babbo Natale da sempre ha un pallino

render felice ogni bambino!

Con la sua lista piena di nomi

riempie il suo sacco colmo di doni!

Giù dal camino scende a fatica

non gli ci passa il suo giro vita,

in punta di piedi porta i regali

ai generosi ed ai venali.

Con la sua slitta vola sui tetti

dei benestanti e dei poveretti,

poi terminata la sua missione

torna a dormire sotto il piumone.

Russa di gusto! Ma non sogna niente!

La realtà  è il suo sogno.

far felice la gente!!

Gigliola Balatresi

 
 
 
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INFO


Un blog di: Maestra_Gio
Data di creazione: 04/12/2007
 

DISCLAIMER

Questo è un Blog dedicato ai bambini, alle famiglie e ai colleghi che come me credono che si possa ancora fare una buona scuola. Come insegnante di scuola primaria utilizzerò questo spazio per pubblicare lavori, spunti, suggerimenti. Sarò ben contenta di rispondere a domande inerenti la scuola e cercherò, nel mio piccolo, di aiutare chi avesse bisogno una mano per compiti e ricerche.

Chiaro che non accetterò nella maniera più assoluta intrusioni volgari e inutili, quindi provvederò a cancellare immediatamente i commenti ritenuti offensivi o non adatti ai potenziali utenti di questo spazio.

 

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