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Un blog creato da nick60libri il 18/05/2008

Nicola D'Agostino

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LA CIPRIA DEL MOSTRO

Post n°23 pubblicato il 14 Novembre 2009 da nick60libri
 

 Avete mai visto un mostro darci dentro con la cipria per apparire bello? Non siate frettolosi nel rispondere, pensateci bene. Va bene, ve lo dico (devo fare sempre tutto io....). Allora: il “sistema” è il mostro, la giustizia è la sua cipria. Mi spiego: la storia del crimine dimostra che lo stesso non è eliminabile completamente, e difatti, per quanto le pene siano severe o per buone che siano le condizioni di vita che fanno da cornice alle peggiori malefatte, vi sarà sempre un delitto per cui Rai e Mediaset andranno in brodo di giuggiole, o una truffa, o quant'altro vada a dare uno scossone violento alle serene abitudini delle persone “perbene”. Del resto si tratta di episodi eccezionali confinati in una cornice domestica - che pur stuzzica appetitose prurigini di varia natura - e contro i quali non v'è provvedimento che possa azzerarli. Ma le cose sono un po' diverse in ordine ai reati commessi dalla criminalità organizzata, perché una precisa volontà politica di debellare fenomeni come il traffico di droga, di armi, di sfruttamento dei più deboli, io non la vedo. Non dico che ogni singolo governante che si insedia nei posti di potere sia determinato a rendersi direttamente complice degli illeciti menzionati, questo no. E' il sistema nel suo complesso che reca in sé una sorta di infezione cronica, una specie di tumore che non è possibile estirpare completamente senza ledere organi vitali della economia mondiale. Una buona parte del prodotto interno lordo mondiale, sebbene non scritto (ovviamente) nei bilanci ufficiali, è costituito da una voce sicura ma nascosta: il crimine organizzato. Milioni (se non miliardi) di persone vivono grazie al danaro ricavato dal crimine organizzato, o direttamente da questa attività illecita (il che li rende vulnerabili perché complici), o, cosa ancor più interessante, inserendosi nella rete delle attività lecite create per il fenomeno a cui il crimine è costretto a ricorrere dopo aver prodotto danaro “sporco”: il riciclaggio. Ci sono negozi di ogni tipologia, (forse anche studi professionali?) dove i lavoratori che operano possono anche ignorare che ciò che gli ha consentito di sentir proferire la fatidica parola: assunto! sia stato il danaro proveniente dal meretricio di qualche nigeriana sfruttata per vendere il suo corpo (è solo un esempio: fate volare la fantasia per reperirne altri). Se ad un tratto fossero debellate tutte le attività del crimine organizzato, l'economia del mondo imploderebbe e per lungo tempo avremmo povertà e carestie. Altro che qualche innocua recessione! Insomma, una motivazione effettiva per eliminare il fenomeno non c'è. Non è questione di risorse, di collaborazioni internazionali, eccetera. E' un dilemma a sfondo economico: Senza crimine, non si mangia, o non si mangia così bene. Il bravo Magistrato, il bravo Carabiniere e chiunque altro soggetto chiamato a vario titolo a combattere, a reprimere ciò che in realtà non conviene eliminare, il sistema giustizia nel suo complesso, insomma, sembra usato più come una sorta di vasca del “troppo-pieno” per limitare gli eccessi della criminalità, il travalicamento di un perimetro non disegnato e pur presente, quello delle persone “perbene”, che non devono vedere, non devono sapere, non devono turbarsi. Il sistema delle persone “perbene” si è organizzato. Si organizza ogni giorno. Ogni giorno è una gran festa. La faccia del sistema, quella vera, è decisamente orribile. E' la faccia di un mostro, ma usa la buona giustizia per truccarsi, per nascondere gli orrori profondi e presentarsi “bello”. Ma è solo un po' di cipria sulla faccia del mostro.

Nick.

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Commenti al Post:
JuliedeJaloux
JuliedeJaloux il 14/11/09 alle 16:20 via WEB
pessimista a 380° gradi, nevvero? un sorriso per la stampa ora, perchè il tuo approccio analitico al 'sistema di potere' è acuto. JdJ
 
 
nick60libri
nick60libri il 14/11/09 alle 18:03 via WEB
E' vero! Non avevo fatto caso al pessimismo che pervade il post. Una vera "leopardata". Boh, ormai è andata ed è quel che penso. Vado a mettermi un po' di cipria, così sorrido e divento ottimista. Ciao ciao. Nick
 
re1233
re1233 il 08/12/09 alle 15:00 via WEB
Finalmente un pò di analisi reale sul problema, "diamo sicurezza" ostentato e pubblicizzato è solo una colossale bugia quando tutto il "sistema" è pervaso dalla criminalità "latente". Serenità!
 
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L'INCIPIT DI BACIAMI ANCORA

 

Nonostante la minaccia di un imminente temporale, alle sette del mattino i primi ambulanti, mestamente, collocavano le loro mercanzie lungo il Viale dei Fori Imperiali. Era Novembre e faceva freddo. Athor era giunto da poco a Roma a bordo del suo vecchio ma ben tenuto furgone westfalia rosso, allestito come un mini camper. Lo parcheggiò alla meno peggio nei pressi della Domus Aurea. Tentò di avviare la piccola stufa a gas, sfregandosi le mani, ma l'aggeggio stentò a partire. Provò ancora mentre intonava:

 

Nei cieli bigi vedo fumar dai mille comignoli

Parigi, e penso a quel poltrone di un vecchio

caminetto ingannatore,

che vive in ozio come un gran signore.

 

Proveniva da Sorrento. Le prime ore della notte le aveva trascorse guidando. In autostrada si era fermato un paio di volte presso gli autogrill a bere caffè per restare sveglio. Per esibirsi preferiva giungere sul posto con molto anticipo, così da avere il tempo per il disbrigo delle formalità e riposarsi prima di lavorare. Gli piaceva viaggiare di notte. A notte fonda, quando accedeva nei punti di ristoro delle stazioni di servizio più piccole, un po' stordito dalla musica e dalle vibrazioni della vettura, viveva come in un sogno l'atmosfera piatta che aleggiava nei bar quasi deserti dove i clienti consumavano piano, in silenzio, le loro bevande. Si sentiva come un personaggio del quadro di Edward Hopper più noto: Nighthawaks.

Restò nel camper circa una mezz'ora. Poi scese e raggiunse il Viale. - Qui potrebbe andare bene. - si disse strisciando il piede sulle basole per liberare la zona che aveva scelto dalle cicche.

La presenza del Colosseo garantiva un via vai sufficiente di turisti e la muraglia ad una trentina di metri dinanzi a sé avrebbe consentito un effetto acustico accettabile. Lo spazio era ampio abbastanza per farvi sostare chiunque avesse voluto farlo. Quel posto era proprio l'ideale per ciò che doveva fare Athor.

 

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Finalmente un pò di analisi reale sul problema, "diamo...
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Eccoti accontentata!
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E' vero! Non avevo fatto caso al pessimismo che...
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