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Creato da nick66 il 10/12/2005

SOLO JUVENTUS

Il blog di Nicola Negro (Nick66)

 

THE DAY AFTER: "La notte di Halloween strega il campionato"

Post n°311 pubblicato il 01 Novembre 2009 da nick66
 

 

Il campionato sembra già mezzo segnato. La notte di Halloween caccia a -7 la Juventus dalla testa della classifica, data la scontata affermazione dell'Inter a Livorno (0-2). Quel che è peggio é che questa Juventus sanguina per le ferite riportate in una festa in cui a divertirsi sono stati gli altri. Il sangue di Camoranesi, che lascia il campo colpito al sopracciglio da una gomitata di Contini, è in senso figurato il sangue della Juventus su cui i vampiri di "Dracula" Mazzarri si sono avventati con mostruosa veemenza.

Zucche, zombies e vampiri. No, Ferrara non c'entra nulla con la sconfitta patita dalla Juventus contro il Napoli. Nella notte delle streghe tutto si trasforma, ed ecco che sulla panca bianconera invece di un allenatore si siede una zucca. Perché, con la squadra che vince 2-0, solo una zucca può non accorgersi dell'autostrada che sulla fascia destra si è aperta contro il Napoli, con l'uscita dal campo di Camoranesi e l'ingresso di "fantasma" Tiago. Mazzarri è uno che non si maschera, legge la partita e inserisce Datolo che vampirizza più di ogni altro la partita. Il resto è storia nota, con undici "zombies" in campo vestiti di bianconero e una "zucca" in panchina. A fare festa e divertirsi sono i ragazzi del Napoli di Mazzarri. 

Il fantasma del campionato. Dopo solo 11 partite il campionato fa una brutta sorpresa alla Juventus, perché "il dolcetto scherzetto" è solo il pretesto per far volare l'Inter a +7 punti. Tanti dopo 11 partite. Davanti all'attacco più debole del campionato (4 gol in 11 partite), i nerazzurri hanno giocato al gatto con il topo, contro il niente più che volenteroso Livorno. Anche quelli della Samp hanno visto i fantasmi. Sono quelli della sconfitta contro il Bari che non si è materializzata solo perché, a tempo scaduto, i galletti hanno fallito un calcio di rigore e un solerte sbandieratore ha annullato al 96' un gol regolare agli ospiti. A trovarsi bene nella notte di Halloween è stato naturalmente il diavolo rossonero, con Borriello che ha aperto e chiuso la festa regolando il Parma. Si mette in fila la Fiorentina che, trascinata dai gol dell'ex bianconero Marchionni, liquida un Catania velleitario con un Mister in odore di esonero. Un passettino in avanti per Palermo e Genoa bloccate sul nulla di fatto nel posticipo. Brutto pomeriggio anche per Antonio Conte, con la sua rabberciata Atalanta che esce pesantemente sconfitta da Cagliari (3-0). Nella seconda parte della classifica risale la Roma che liquida il Bologna (2-1). Ranieri, quasi avesse battuto il Real Bologna e non una squadra terz'ultima in classifica, vede addirittura l'obiettivo di un posto nella prossima Champions League per la sua Roma. C'è da capirlo, visto che contro "le piccole" lui di solito fatica sempre molto. Completano il quadro due pareggi (1-1), quelli di Chievo e Udinese e di Siena e Lazio.

TOP DI GIORNATA

Mazzarri. Ancora una volta fra i top! Questa volta il suo Napoli non deve aspettare gli ultimi minuti per segnare. Sotto di due gol, capisce che sulla corsia di destra bianconera si è aperta un'autostrada senza pagamento del pedaggio, e vince la partita facendo le mosse giuste. Il Napoli insegue ora le prime con 17 punti (10 punti della gestione Mazzarri in 4 partite contro Roma, Fiorentina, Milan e Juventus, 7 punti di Donadoni in 7 partite) e punta deciso a un posto nella prossima Champions League.
Voto: 9 (giù il cappello, qui siamo vicini alla perfezione)

Borriello. Torna finalmente in campo da titolare dopo tanti infortuni ed è protagonista di una doppietta (dopo un anno e due mesi dall''ultimo gol in serie A) che rilancia il Milan in classifica. Con lui il Milan finalmente ritrova un terminale offensivo all'altezza della situazione. Huntelaar può preparare le valigie.
Voto: 8 (per la partita e per il ruolo ritrovato)

Marchionni. L'ex bianconero svenduto ai viola per 4 monete d'oro trascina la Fiorentina al successo contro il Catania realizzando anche una doppietta. In 11 presenze in questo campionato, Marchionni si è tolto lo sfizio di segnare 3 gol, gli stessi segnati con la Juventus in 3 anni per relative 63 presenze.
Voto: 7 (un giocatore ritrovato a grandi livelli, mai visti in bianconero)

FLOP DI GIORNATA

Ferrara. I tanti infortuni della squadra lo penalizzano, soprattutto quelli di Sissoko, Marchisio e Camoranesi, quest'ultimo a gara in corso. Ma Ciro ci mette del suo per far precipitare le cose. Mentre sull'altra panchina Mazzarri non si demoralizza e lancia le contromosse per rimontare lo 0-2, lui perde tempo e opta per scelte tardive e confuse che finiscono per penalizzare la squadra. Se sbagliare è umano e perseverare è diabolico, Ferrara il limite lo ha già superato. La Juve non è una scuola per allenatori e dirigenti neofiti, semmai la pratica bisognerebbe farla altrove per poi arrivare preparati alla Juventus. Ma queste sono colpe non imputabili certo a Ferrara, ma più su, e ancora più su.
Voto: 4 (sulla panchina bianconera dovrebbe sedersi un grande allenatore (Lippi, Capello) o almeno un aspirante tale con un minimo di curriculum (un nome? Conte!), Ferrara non è né nell'una e nemmeno nell'altra situazione, ma la scelta da dilettanti è stata appunto di altri)

La Juventus. Tutta la Juventus! Non solo per quello che ha fatto in campo, ma per come continua a comportarsi fuori. Blanc che parla di 29 scudetti e terza stella ma "solo" per rispetto verso i tifosi. Il fatto che ci sia in corso un Processo Civile a Napoli e un altro a Milano da cui stanno emergendo fatti da seguire con molta attenzione proprio in funzione di una possibile riapertura del processo sportivo a Blanc non interessa. Si vince una partita e qualche giocatore subito che inizia a parlare di scudetto invece di pedalare in silenzio e arrivarci davvero a quel titolo senza inutili proclami. Qualche altro vince una partita "da Juve" ed evoca un'esplosione nucleare. Ma pensarci prima di parlare a vanvera? Ci vorrebbe uno Zoff modello Mundial 1982! Ed anzi, ci vorrebbe proprio Zoff!!!
Voto: 3 (Un andazzo ciarliero che sembrava poter svanire con l'addio agli sproloqui di Cobolli Gigli, ma evidentemente ci sbagliavamo)

Ranieri. Certo che la sua Roma esce vittoriosa dalla partita contro il Bologna. Ma da uno come lui che ha sempre cercato di comportarsi con "classe ed eleganza" anche in caso di cocenti sconfitte (abbiamo perso la Coppa Italia con la Lazio? "Eh beh, pazienza..."), la polemica innescata a tempo scaduto con la Juventus e Blanc ce la saremmo volentieri risparmiata. Blanc sulla "questione Stankovic" aveva invitato Ranieri "a stare zitto", dopo le dichiarazioni poco opportune rilasciate dal tecnico romanista. L'allenatore che si chiama come un cantante, per tutta risposta, manda un messaggio al mittente molto poco signorile, "di star tranquillo", che lui non dice niente perché "è un professionista serio", ma che di cose da dire ne avrebbe parecchie... Ebbene si tratta proprio di una risposta che dimostra che Ranieri un professionista serio non è, perché la sua è un'allusione antipatica e pesante, che la dice lunga sulla presunta classe di questo personaggio. E' proprio vero che non basta un maglione di cachemire per essere un Signore, ma con certi burini ci si può pure confondere.
Voto: 2 (dopo averlo sopportato due stagioni, ci si augurava di vederlo seduto su una panchina un po' più lontano da Torino...)

 
 
 

HARAKIRI ALLA CIRO

Post n°310 pubblicato il 01 Novembre 2009 da nick66
 

Non è solo colpa sua, ma dell'incredibile sconfitta maturata contro il Napoli è lui il principale responsabile: Ciro Ferrara. Solo un miope poteva non accorgersi dell'autostrada che sulla fascia destra bianconera si era aperta con l'ingresso di Datolo al 13' della ripresa. Un minuto dopo il Napoli accorcia le distanze e ci sta, ma poi un allenatore degno di chiamarsi tale vara le contromosse per non farsi uccellare ancora. Invece Ferrara lascia passare colpevolmente minuti preziosi senza trovare rimedi per una squadra che in campo si dimostra sulle gambe e incapace di arginare la veemenza delle avanzate avversarie. E' proprio Datolo a pareggiare. Il Napoli in campo sovrasta la Juventus lunga e sfilacciata, ma che fa Ferrara? Le toglie ancora più equilibrio lanciando Amauri e togliendo Poulsen. Come si fa a vincere così la partita se già la squadra soffre? Passano cinque minuti e si concretizza infatti la disfatta che nasce sempre sulla fascia destra, continua con uno svarione dell'impalpabile Tiago e si consuma con il tiro secco di Hamsik. Juve 2 Napoli 3. Spiace molto, ma Ciro dimostra di essere un'apprendista come allenatore. E' un lusso che la Juventus che vuole vincere non si potrebbe concedere, ma questa nuova Juve si sta specializzando nel far fare pratica agli apprendisti in ruoli strategici: Secco, Montali, Cobolli Gigli e adesso Ferrara!

Ma, intendiamoci, non è tutta colpa di Ciro Ferrara. Se sulla fascia destra l'unico giocatore disponibile è Grygera è perché ci sono fuori infortunati, Salihadmizic, Zebina e Caceres, ma soprattutto perché comunque nessuno dei quattro sarebbe all'altezza di giocare oggi in quel ruolo in una grande squadra. Limiti quindi di organico piuttosto identificati perché troppo spesso i gol che incassa la Juventus nascono dalla fascia destra, ma anche una catena di infortuni incredibile che in parte non può essere spiegata solo con la sfortuna.

Una squadra che entusiasma e vince 5-1, ma poi cade così rovinosamente ha ancora tanta strada da fare. Speriamo che nessuno, alla prossima vittoria, parli più di scudetto o di esplosioni nucleari... sarebbero cose da interisti, quelli di una volta però. Questa Juve ci assomiglia a quell'Inter da ridere e da bere, per le tante inutili parole in libertà dei suoi tesserati. 

Fortunatamente ci si è liberati degli sproloqui del parafulmine messo sciaguratamente per tre anni alla presidenza, sarebbe ora che gli altri facessero un silenzio alla Zoff! Che parlino i fatti, ma che ci si faccia rispettare, senza farci ridere dietro come ormai succede da quell'estate in cui qualche smidollato mal consigliato ha permesso che ci macellassero. 

 

 

 

 

 
 
 

THE DAY AFTER: "Kolossal Juve, Fiction Inter"

Post n°309 pubblicato il 30 Ottobre 2009 da nick66
 


Se pensi a Juventus-Sampdoria e Inter-Palermo come fossero due film, ti viene la voglia di rivederlo, quello della Juve che azzecca una partita da Oscar. E quello dell'Inter? Ti pare un film? Più una fiction semmai con tanto di buoni sentimenti. Mourinho nel pre-partita carezza Zenga, l'ex Uomo Ragno che fa le fusa con la sua amata: l'Inter. E che bella amicizia è quella con Mourinho. "E tu sarai il mio successore..." dice uno, "E non abbiamo niente da perdere" dice l'altro. Macché! Se becchi 4 gol in un tempo e fai ridere con tutte quelle smancerie in conferenza stampa, un po' di faccia la perdi. I tre buffetti del secondo tempo sembravano giusto l'imprevisto di scena prima del lieto fine: il gol di Milito. Che bel finale Inter! Tutto è bene quel che finisce bene. E tutti continuarono il campionato felici e contenti con Zenga che fa i complimenti alla sua squadra. L'Inter? Ma no, il Palermo che ne ha beccati 5!!!

Ma che sia kolossal o fiction, comunque il campionato è di nuovo cosa fra Inter e Juventus. La Sampdoria esce ridimensionata dall'umiliante sconfitta patita all'Olimpico. Il Milan non è ancora pronto a inserirsi nella lotta per il vertice. Anzi, fino all'89' sembrava di sì, poi il ciuccio napoletano ha assestato un paio di ragliate che hanno fatto esplodere il San Paolo, nemmeno si fosse trattato di botti da finale di Champions League. Davanti al Milan c'è il Parma, che nel derby della matricola ha avuto ragione del Bari. E il prossimo turno metterà di fronte proprio Milan e Parma, in una partita dall'esito tutt'altro che scontato. Ad affiancare il Diavolo in classifica c'è il Grifone genoano, che ha battuto e scavalcato la Fiorentina. A metà del guado un bel passo avanti lo fanno il Chievo, che consolida la propria classifica espugnando il Cibali, il Cagliari, che pure coglie la vittoria esterna all'Olimpico laziale, ma anche l'Udinese, che fra le mura amiche sega la Roma cogliendo una vittoria importante. In coda il fattore campo prevale in Bologna-Siena e Livorno-Atalanta, con Conte che alla sesta partita perde la sua imbattibilità, complice una clamorosa papera del suo portiere. Ma domani è già di nuovo campionato, con la nuova Juve "che guarda avanti", ma dice che il prossimo scudetto sarà quello della terza stella, mentre Moratti replica sicuro che il prossimo sarà il quinto scudetto consecutivo degli onesti. La verità si sa ma, comunque sia, che voglia di godersela tutta fino in fondo questa serie A, anche se son giusto 4 anni che con tutto 'sto nerazzurro pare proprio unafiction scritta in quella maledetta estate vissuta da Campioni del Mondo. 

TOP DI GIORNATA

Juventus. Il top del top è la squadra bianconera. E'antipatico fare delle graduatorie perché tutta la squadra ha girato al massimo per tutta la serata. Finalmente Ferrara, potendo contare su Melo e Sissoko, ha potuto schierarli davanti alla difesa con quei tre folletti davanti (Camoranesi - Diego - Giovinco) a far girare la testa a quelli che giocano a calcio con la maglia da ciclisti. E che bisogno c'è di due punte, se dietro ci sono quei 3 che girano a mille? Ferrara lasci perdere il rombo ed insista su questo modulo! Come unica punta Trezeguet può alternarsi ad Amauri e all'occorrenza ci sarà Iaquinta. A dialogare con Diego sulla tre quarti ci può giocare anche Del Piero, che magari farà una smorfia ribadendo che "mi sento una punta", ma che per questo non può imporre a Ferrara un modulo. Marchisio poi ha un eclettismo che può farlo rendere al massimo sia in linea con Melo o Sissoko che più avanzato sulla tre quarti, in un ruolo alla Gerrard, il suo idolo. E quindi Ciro fa' tutti i cambi che vuoi a gara in corso, magari sul 3-0, ma per arrivarci al 3-0 insisti con il 4-2-3-1... E fatti comprare un Maicon!
Voto: 9 (Da anni non si vedeva giocare la Juventus così, ma forse se Ranieri avesse avuto Stankovic... ah ah ah!!!

Balotelli. Certo non è un mostro di simpatia, ma un mezzo sorriso lo aveva strappato in settimana con una battuta in risposta ai sermoni del suo mister. Ha parlato anche in campo il ragazzo e ha messo in mostra tutte le sue straordinarie qualità. In un tempo segna due gol, sforna un assist e si procura un rigore. D'accordo che davanti sembrava ci fosse una squadra di signorine, ma che questo ragazzo a 19 anni sia un'iradiddio è incontrovertibile. Poi il fatto dell'antipatia non è detto che sia cosa negativa. Questa storia dell'antipatia in bradigaa ci ricorda qualcuno...
Voto: 8 (peccato giochi con quelli là)

Mazzarri. Il suo Napoli non vince contro il Milan, ma se in 3 partite i suoi ragazzi segnano 4 gol tutti dal 89' in poi non può essere certo un caso. La verità è che Mazzarri è un tipo determinato come pochi ed è uno che non molla mai e spinge, spinge la squadra a dare sempre il massimo. La Juventus è avvisata.
Voto: 7 (tostissimo!) 

FLOP DI GIORNATA

Zenga. Nella conferenza stampa del pre-partita flirta con Mourinho e ha pensieri dolci per il grande amore della sua vita: l'Inter. Non il massimo se il giorno dopo ci devi giocare contro. Fatto sta che i suoi in campo giochicchiano per un tempo che segna il match e si fanno infilare come nemmeno le migliori mestieranti nel lavoro più antico del mondo. Poco importa poi per i 3 succhiottini messi a segno nella ripresa con l'avversario in rilassamento totale. I suoi si fermano sul più bello, forse perché c'è ancora la voglia per una sveltina, la quinta della serata. Beato a chi piace un 5-3 come quello fra Inter e Palermo, pareva una fiction con il lieto fine già scritto! 
Voto: 3/5 (un voto variabile, come i gol visti contro l'Inter)

Le Romane. Roma e Lazio sprofondano a braccetto. I giallorossi infilano la terza sconfitta consecutiva, mentre la Lazio, dopo le due vittorie nei turni iniziali, ha ottenuto 4 miseri punticini per altrettanti pareggi e 4 sconfitte. Sembrano proprio tornati i tempi cupi per le romane e, per la Roma in particolare, le nubi all'orizzonte sembra si continuino ad addensare, vista la degenza ormai cronica di Sor Totti, altri infortuni assortiti e le squalifiche di De Rossi e Taddei per la prossima delicata partita contro il Bologna. Se a questo aggiungiamo che in panchina c'è Ranieri... Mamma mia!!! Per fortuna non siamo romanisti!!!
Voto: 4 per la Roma, 5 alla Lazio (che almeno lo sfizio della supercoppa se l'è tolto!)

Cassano. L'interista più interista che non giochi con la maglia nerazzurra, invece di esaltarsi contro la Juventus, finisce sconfitto sia a livello di squadra che nel confronto diretto con Amauri. I media che ne chiedono la convocazione a Lippi un giorno sì e l'altro pure almeno adesso tacciono. Si torna a parlare di Amauri che gioca con la febbre, segna due gol, sforna un assist e si ripropone alla grande per un posto nell'Italia che si giocherà il Mondiale in Sudafrica.
Voto: 4 (è come un pugile che sta vincendo ai punti, ma va KO sul più bello)

 

 

 
 
 

THE DAY AFTER: "La Juve tiene la scia, Ranieri e Viola steccano"

Post n°308 pubblicato il 26 Ottobre 2009 da nick66
 




Tutto come da copione per Inter, Sampdoria e Juventus, mentre le sorprese negative di giornata sono gli scivoloni interni di Fiorentina e Roma, reduci dall'infrasettimanale di Coppa, quelle positive giungono invece dalle grandi città del sud come Palermo, Bari e Napoli. Ma dopo un sabato scontato, con Sampdoria e Inter che nel giro di una manciata di minuti chiudevano le rispettive pratiche contro Bologna e Catania, una Juventus quanto mai brutta ha rischiato seriamente di allungare la serie senza vittorie in campionato (non vinceva dal 19 settembre) contro un modestissimo Siena.


La Juve tiene la scia. Non si può parlare di rischio calcolato, perché la Juventus mandata in campo da Ferrara nel primo tempo è stata una squadra che si confondeva con quella del Siena. Non solo per via delle maglie. Prendere sotto gamba certe partite al suo predecessore costò carissimo, ma Ciro comunque per Siena opta per un turn over "spinto". Fuori forzatamente Iaquinta, Ferrara rinuncia anche a Grosso, Cannavaro, Sissoko, Camoranesi e Giovinco. Un po' troppi forse tutti in un colpo solo, specie se ti mancano anche Marchisio, Zebina e Del Piero. Fatto sta che la Juventus in tutto il primo tempo non impegna mai l'estremo avversario e si affaccia nell'area senese solo per un tiraccio di Diego e un colpo di testa a lato di Chiellini. Squallore. Nella ripresa le cose migliorano con l'innesto di Caceres per l'insufficiente di lungo corso Grygera, ma soprattutto con l'ingresso di Camoranesi per un Molinaro lontano dall'essere all'altezza della situazione. Si vince con una provvidenziale testata di Amauri, ma a parte il gol, non c'è da stare allegri. Di positivo, oltre ai tre punti, c'è che mezza squadra si è riposata in vista della partita contro la Sampdoria di mercoledì prossimo.

Regali di calendario. Se ne era lamentato molto Mourinho: il calendario sembrava agevolare a settembre la Juventus. Adesso la sua Inter gioca il sabato, dopo cinque giorni gioca a Palermo (mentre la Juventus gioca fra tre giorni contro la Sampdoria che ha un giorno di riposo in più) e poi domenica la trasferta di Livorno, la più comoda che ci possa essere almeno sulla carta. Certo però è che la pressione sull'Inter nei prossimi giorni sarà sempre crescente, man mano che ci si avvicinerà al 3 novembre, prima data decisiva della stagione nerazzurra. Anche un pareggio nella trasferta di Champions a Kiev potrebbe di fatto complicare non poco la strada verso il superamento del turno. Situazione psicologica di cui potrebbe avvantaggiarsi la Juventus, che nei prossimi due turni giocherà in casa, ma contro due avversarie insidiosissime quali Sampdoria e Napoli. Se la Juve di Ferrara c'è, deve per forza battere un colpo, anzi, possibilmente due!

La stecca di Ranieri e dei viola. Le sorprese di giornata arrivano da Roma e Firenze dove si consumano le sconfitte delle squadre di casa. Alla Roma si inizia ad intravvedere la mano di Ranieri. Infatti i giallorossi giocano veramente male, in superiorità numerica per mezz'ora non riescono ad approfittarne ed escono sconfitti (0-1) contro il Livorno, che abbandona così l'ultima posizione in classifica. Per commentarla alla Ranieri si potrebbe dire un: "eh beh, pazienza!" E' stato un grande ritorno in panchina per Serse Cosmi, vittorioso all'Olimpico contro la Roma di cui è tifoso. Cosmi mancava dalla serie A dal 10 febbraio 2006, giorno in cui venne esonerato dall'Udinese. Battuta d'arresto anche per la Fiorentina contro il Napoli, piegata da un altro gol di Maggio negli ultimi minuti (0-1). Seconda panchina di Mazzarri e seconda vittoria ottenuta dal Napoli al fotofinish, sempre con il gol di quel giocatore che qualche tifoso juventino avrebbe voluto vedere con la maglia bianconera. Non tanto forse per il valore del calciatore, ma perché una maglietta di "Maggio con il numero 5" sarebbe forse più venduta di quella di Diego e Del Piero.

Palermo e Bari in "zona Europa". Dietro alla terza piazza bianconera, la Fiorentina è stata acciuffata dal Palermo, che negli ultimi minuti è riuscito a piegare l'Udinese (1-0). I rosanero siciliani raccolgono così la terza vittoria consecutiva; nelle ultime 5 partite hanno messo insieme la bellezza di 11 punti, solo uno in meno dell'Inter che incontreranno a San Siro nel prossimo turno. A pari merito con Palermo e Fiorentina sbuca anche il Milan, che nel finale è stato capace di ribaltare il risultato contro il Chievo al Bentegodi. Il gol vincente di Nesta è stato segnato in pieno recupero, su azione da capovolgimento di fronte in seguito ad una grandissima parata di Dida. Appena un punto dietro c'è il Bari, che ha regolato la Lazio con un gol per tempo (2-0). Per i galletti baresi la serie positiva dura da 4 partite (2 pareggi e poi due vittorie) e la squadra di Ventura è quella che oggi può vantare la miglior difesa del torneo, con sole 5 reti al passivo in 9 turni. Ma fra i protagonisti di giornata c'è di diritto anche l'Atalanta di Antonio Conte che, con la vittoria ottenuta contro il Parma (3-1), ottiene il secondo successo consecutivo dopo 3 pareggi. Con l'imbattuto Conte in panca, gli orobici hanno raccolto tutti i loro 9 punti nelle ultime 5 partite, meglio di loro hanno fatto solo Inter e Palermo. Dopo tre sconfitte interne consecutive arriva una vittoria anche per il Cagliari, che nell'ultimo quarto d'ora ribalta il risultato contro il Genoa (3-2), che rimedia invece la terza sconfitta negli ultimi 4 incontri e, con 19 gol al passivo, è oggi la peggior difesa del campionato.

TOP DI GIORNATA

Amauri. Non che la sua sia stata una grande partita, ma nel grigiore complessivo il suo gol è di quelli che pesano. Alla seconda rete consecutiva in campionato, dopo un lungo digiuno, il suo recupero psicologico è di particolare importanza per il prosieguo della stagione, nella speranza di ritrovare lo stesso Amauri che trascinò la Juventus nella prima parte della stagione scorsa.
Voto: 7 (1 gol in campionato in 9 mesi, 2 gol nelle ultime due partite) 

Mazzarri & Maggio. Sembra la ragione sociale di una premiata ditta questa combinazione di nomi. Il colpo grosso di giornata è proprio del Napoli che, dopo risultati sconfortanti, sembra aver imboccato la strada giusta con Mazzarri in panchina, 2 partite e 2 vittorie con altrettanti gol decisivi di Maggio sempre segnati nei minuti finali.
Voto: 7+ (che svolta!)

Nesta. Se il Milan rimonta ed espugna il Bentegodi deve fare un monumento all'ex difensore centrale della Nazionale. Dopo due anni di stop e dopo aver rischiato la fine anticipata della carriera, Alessandro Nesta è tornato a giocare su grandi livelli. Sotto di un gol a dieci minuti dalla fine, Nesta si è spinto in avanti due volte e ha trovato per il suo Milan altrettanti gol, che valgono la vittoria e il potenziale rilancio della squadra in campionato.
Voto: 8 (chi ben comincia...)


FLOP DI GIORNATA

Ranieri. Dire che inizia a intravvedersi la sua mano in questa Roma è cattiveria allo stato puro, ma è anche una battuta che può far sorridere chi alla Juve non l'avrebbe voluto nemmeno per un giorno come allenatore. Ranieri de Trastevere, romano de Roma, è vero che deve fare a meno di Totti e ha un Pizarro acciaccato, ma perdere in casa contro il derelitto Livorno e fare grande Cosmi al suo ritorno in panchina è da flop assoluto.
Voto: 5 (il suo...)

Rocchi. Della sua Lazio è il capitano e anche il peggiore in campo nella partita contro il Bari. La Lazio è dalla seconda giornata che non vince, mettendo insieme solo 4 pareggi e 3 sconfitte. Brutta giornata per le romane.
Voto: 4 

Gasperini. Perde il sorriso che aveva nel dopo partita contro l'Inter dopo una sconfitta 0-5. A Cagliari vede sfilare la vittoria nell'ultimo quarto d'ora, e pure la possibilità di uscire imbattuto. Se la prende con l'arbitro e con presunti condizionamenti di dirigenti e giocatori sardi nei suoi confronti. La verità è che il Genoa ha perso 4 delle ultime 5 partite, considerando anche il tonfo in Europa League contro il Lille (3-0)
Voto: 4 (irriconoscibile da certe polemiche "sulle panchine dei colleghi" in poi...)

 
 
 

"MENO 39!": QUANDO L'UOMO DIVENTA BESTIA...

Post n°307 pubblicato il 21 Ottobre 2009 da nick66
 

           

Gemellaggio tifosi Fiorentina-Liverpool per poi sfoggiare in curva una maglia rossa con su scritto "MENO 39"... ecco dove arriva la demenza di certe curve e quanto può esprimere l'odio di una parte di tifoseria becera ed ignorante. Ci si scandilizza per dei buuuh razzisti, giustamente puniti (solo quelli dei tifosi della Juve però) e si rimane inermi di fronte a certi sciacalli...

Dal Blog di www.ju29ro.com

Come non scrivere di quei tifosi fiorentini che domenica sfoggiavano, in onore del loro fresco gemellaggio con i migliori tifosi del Liverpool, delle belle maglie rosse con un bel MENO 39. Un fatto raccappricciante e osceno. Veramente indegno di una nazione civile. Per chi non lo avesse capito, dietro quella innocente maglietta del Liverpool con il MENO 39 vi è l'irrisione e la beffa per i 39 morti dell'Heysel. Tutti lo abbiamo capito.
Come tutti avevano capito le ragioni del gemellaggio quando questo era stato annunciato. Era evidente che la motivazione raccontata dalla stampa era farlocca. Chi poteva credere veramente che quel gemellaggio fosse in funzione anti-Milan?Era offensivo per la nostra intelligenza anche il solo pensare di bersi una simile giustificazione: eppure abbiamo fatto finta di crederci. Il tempo è padre della verità, e affinché la verità affiorasse l'attesa è stata breve. Solo degli idioti, o persone in assoluta malafede, possono ignorare il significato di quelle magliette del Liverpool con il MENO 39 stampato a caratteri cubitali. Infatti, tutti i giornalisti che solo due settimane fa strombazzavano dai tubi catodici la bellezza e la sportività del gemellaggio tra tifosi fiorentini e Reds, ora tacciono. Eppure gli strombazzatori di regime hanno vista acuta e orecchio fino per sentire se a Balotelli viene rivolto qualche insulto razzista (cosa sbagliata, ricordiamo che
noi appoggiammo la squalifica del campo alla Juve). In questo caso, infinitamente e oscenamente più grave, hanno però fatto calare un assordante silenzio. Noi invitiamo chiunque avesse delle foto di quelle magliette ad inviarle alla nostra redazione. Provvederemo a girarle al Ministero dell'Interno, alla Figc e alla Uefa. Con una proposta chiara e semplice: se un bruttissimo "buh" razzista merita (giustamente) la squalifica del campo, in questo caso è giusto punire la Fiorentina con un intera stagione a porte chiuse. Lo facciamo, oltre che per rispetto dei nostri morti, per amor di giustizia.

Link per votare OK all'articolo: http://oknotizie.virgilio.it/go.php?us=783558e108f4753d

 
 
 

THE DAY AFTER: "Nel circo di apprendisti allenatori e arbitri onesti, c'è l'Inter che scappa!"

Post n°306 pubblicato il 18 Ottobre 2009 da nick66
 


Il campionato ritorna. Non c'è nemmeno bisogno di aspettare domenica perché con Juventus-Fiorentina e Genoa-Inter al sabato, le partite di domenica pomeriggio sulla carta sembrano quelle di un A2. Dove eravamo rimasti? Alla scoppola rimediata a palermo dalla Juntus. E allora ci si aspetterebbe una reazione di quelle vere. Pensi che la Juve che faccia la Juve, vincendo, ma anche convincendo. Ti aspetti che a Marassi il Genoa renda la vita dura all'Inter, così come ormai sembra essere una legge di fatto nel nostro campionato. Tutto sbagliato! La Juventus eguaglia la pessima prova inscenata a Palermo, solo che stavolta strappa un miserrimo punticino (1-1). L'Inter che non ti aspetti cambia forzatamente modulo per le assenze di Eto'o e Milito in avanti e rifila una cinquina al peggior Genoa della gestione Gasperini (0-5).

L'apprendista. Ma partiamo dal lettino della psicanalisi bianconera. Prandelli mette sotto Ferrara in tutto e per tutto. I viola giocano, vanno in vantaggio, subiscono un fortuito pari, ma poi impongono il proprio gioco con Zanetti a dirigere i lavori in mezzo al campo. Sì, proprio quello Zanetti venduto per due provole per limare il bilancio economico bianconero. Dall'altra parte Ferrara si ostina a schierare inizialmente "il rombo" e a cambiare almeno due volte il modulo durante la partita. Un conto sarebbe quello di cambiare modulo reagendo alle mosse degli avversari e agli eventi della partita, un altro è cambiarlo alla disperata ricerca di migliorare un assetto che non c'è. La squadra non ha gioco, non ha un equilibrio, sempre in inferiorità numerica a centrocampo dove è sovrastata (con l'eccezione di un quarto d'ora nel primo tempo), si sbilancia spesso mostrando i fianchi alle ripartenze avversarie, arginate alla bell'e meglio da Cannavaro e Chiellini. Ma il rischio di andare sotto è stato forte. La sconfitta sarebbe stata più che mai meritata. In attacco Iaquinta e Amauri smontonano come sempre, ma sono serviti sempre non mediante il gioco o lanci in profondità su cui si possano inserire, ma con i soliti lanci da tre quarti a tre quarti, su cui già arrivare a spizzare di testa sarebbe un prodigio. La Juventus di Ferrara è questa. Non vince dalla partita contro il Livorno, giusto un mese. Senza un'idea una di gioco, una Juventus in cui il mediocre Poulsen risulta fra i migliori non perché protagonista di una prestazione particolare, ma perché gli altri giocano in modo imbarazzante, a parte i due centrali difensivi che evitano la Caporetto bianconera. Grosso spinge, ma dietro si creano voragini, Grygera a spingere manco ci riesce, ma le voragini le crea lo stesso. In mezzo al campo Felipe Melo è ben lontano dal valere per il giocatore strapagato che è stato, con l'aggravante di regalare i soliti disimpegni da paura che già la Juve ha pagato a caro prezzo contro Bologna e Palermo. Importante è stato il rientro di Sissoko, ma ha giocato come lo può fare chi non giocava da sette mesi, con il fardello di un cartellino giallo rimediato dopo solo un minuto della partita, per aver saltato un avversario ed essere volato a terra probabilmente per evitare il contatto con l'avversario; un timore comprensibile quello del maliano, ma per l'ineffabile Rizzoli è simulazione ad almeno trentacinque metri dalla porta avversaria. Boh! Detto di Poulsen, da sufficienza piena, dolenti note arrivano da Diego, ben lontano dall'essere un giocatore decisivo, ben ingabbiato dall'ordinato schieramento difensivo viola. Diego deve indietreggiare per cercare palloni, ma non ce la fa ad imporre le geometrie giuste. La Juve gioca spesso con lanci alti e velleitari alla ricerca delle punte, che nemmeno sembrano essere troppo ispirate. Eppure se si riuscisse ad arrivare a crossare sulle fasce, questa Juve farebbe paura. Ma arrivarci è un bel problema, fin che si continua a insistere su gente mediocre come Grygera e se Grosso gioca come un Molinaro qualsiasi. Non ci siamo, Ferrara! La Juventus sta continuando a pagare un prezzo che è sempre più alto per aver scelto "un apprendista" per fare l'allenatore. Qui è un esame ad ogni partita e le bocciature cominciano a pesare.

Morganti perfetto per l'Inter. Che dire di una squadra che vince con cinque gol di scarto in trasferta? Strepitosa, eccezionale e fa male dirlo, ma ricorda un po' la Juve di capello, quella che con cinismo stendeva gli avversari seppellendoli sotto una gragnola di gol. Sneijder, Maicon, Cambiasso, Stankovic, Balotelli, Morganti. Morganti? Ma sì, anche Morganti, perché non ci sono ormai dubbi che l'arbitro internazionale di Ascoli Piceno subisca il fascino delle casacche nerazzurre. L'anno scorso fu sempre lui ad arbitrare Genoa-Inter (0-2) e beato lui che con tanta sicurezza assegnò il gol fantasma dello 0-2 all'Inter, per un pallone che molto probabilmente non aveva oltrepassato del tutto la linea. Quando c'è l'Inter, Morganti di dubbi ne ha sempre pochi. Decide sempre a senso unico. C'è un fallo su Floccari a inizio partita che fa gridare al rigore? Per Morganti è tutto regolare. Dopo 12' minuti Balotelli meriterebbe il doppio giallo per un'entrataccia su Moretti ma il cartellino Morganti se lo tiene in saccoccia. Si può mai spedire un giocatore negli spogliatoi dopo una decina di minuti per somma di ammonizioni? Beh, per Morganti se gioca nell'Inter no, ma se magari gioca nella Juventus assolutamente sì. Successe in Catania-Juventus dell'anno scorso a Iaquinta che, giusto al 12' per ironia della sorte, si beccò il secondo giallo per un falletto su Pazienza. Due pesi e due misure, ma visto l'andazzo, Morganti è considerato uno dei migliori arbitri in circolazione.

Nel quarto campionato post farsopoli tutto va a gonfie vele. Un altro ottimo arbitro che solo incidentalmente dà una mano all'Inter in questa ottava giornata di campionato è l'emergente Orsato. La Sampdoria cerca di vincere la partita all'Olimpico contro la Lazio sul finale. Cassano colpisce una traversa poi, intorno al novantesimo, Pazzini anticipa di testa Muslera che, in ritardo, invece di allontanare di pugno il pallone, il pugno lo rifila al volto di Pazzini. Sarebbe danno procurato grande come un condominio, ma Orsato fa finta di niente. Non passa nemmeno un minuto che c'è quella furia di Ziegler che si allunga palla in area e si accinge a calciare, ma Diakité si disinteressa del pallone e va dritto sull'avversario stendendolo. Questo sarebbe rigore come un complesso di condomini, ma Orsato è sempre dello stesso avviso e il rigore non lo fischia. E' grazie anche a lui se l'Inter questa sera può godersi il parziale primato solitario in classifica. Dietro alle quattro di testa c'è il sorprendente Parma dei giovani, che con il minimo scarto regola il Siena (1-0) e sogna in grande. Il Palermo di Zenga, con la seconda vittoria consecutiva raccolta a Livorno (1-2) dopo quella contro la Juventus, è un'altra realtà che comincia a pensare in grande all'alta classifica. Ma ad insidiare ai rosanero il titolo di "Regina del Sud" c'è il Bari delle meraviglie, che espugna il Bentegodi di Verona contro il Chievo (1-2). Quello dei galletti baresi in trasferta è un ruolino di marcia che mette paura: 3 pareggi, contro Inter, Palermo e Milan che potevano essere altrettante vittorie e poi, finalmente, tre punti colti al quarto tentativo contro un Chievo poco fortunato, che ha trovato un super Gillet a sbarrargli la strada verso un risultato migliore. Se Ventura ha la bravura e l'umiltà per ammettere che sta raccogliendo quello che Conte ha seminato, l'indimenticato capitano bianconero sta già iniziando a raccogliere qualcosa di importante sulla sua nuova panchina. Con lui l'Atalanta è un'altra squadra, che dimostra di avere la stessa determinazione del suo allenatore. Imbattuta nelle quattro partite finora disputate, l'Atalanta di Conte, dopo tre pareggi, ha colto ad Udine la prima vittoria (1-3) stagionale. Inizia sotto una buona stella l'avventura di Mazzarri sulla panchina partenopea: un Napoli cocciuto rimonta e beffa il Bologna al 92' (2-1). Nel posticipo serale, in una partita tipo "o la va o la spacca" il Milan coglie un'insperata vittoria dopo aver rischiato ripetutamente di naufragare nel priomo tempo contro una Roma dominante. Tantie occasioni sciupate dai giallorossi, puniti dalla concessione di un rigore piuttosto dubbio per i rossoneri e dal gol vincente confezionato dal redivivo duo "Ronaldinho-Pato". Vittoria importante, ma siamo ancora piuttosto lontani dal considerare "ritrovato" questo Milan. Completa il quadro la vittoria del Catania contro il Cagliari (2-1), arrivata anche questa in extremis. Da segnalare due grandi gol in questa partita: il primo di Ricchiuti per il Catania, al termine di una spettacolare azione originata da uno schema su calcio piazzato, quattro tocchi di prima e palla nel sacco; il secondo gol d'autore l'ha messo a segno Dessena per il temporaneo pareggio dei sardi con una spettacolare rovesciata. Quando ti capita di vedere certe cose allora sì che si può dire: ma quanto bello è il calcio e quanto ci sei mancato campionato!

TOP DELLA SETTIMANA

Conte. Avrà anche un carattere difficile per certi ambienti avvezzi a yes men, ma Antonio Conte è un uno che parla soprattutto in campo. Da quando si è seduto sulla panchina dell'Atalanta ha fatto il doppio dei punti che l'amico Ferrara ha saputo racimolare con la Juventus (!). 6 punti contro 3! C'è da sperare che la Juventus riprenda a correre senza perdere altro terreno, perché altrimenti il rimpianto che affiora nel vedere Conte seduto su una panchina che non è quella bianconera diventerebbe sempre più insopportabile.
Voto: 8 (come il numero della sua maglia...)

I nerassurri. Ahi! Tocca mettere la banda di Mourinho fra i top. E' inevitabile dopo una partita in cui qualche episodio fortunoso si innesta alla perfezione in una gara giocata al massimo. Gli aggettivi positivi si potrebbero sprecare per molti protagonisti del vistoso successo, tanto che è difficile dire se contro il Genoa abbia giocato meglio Stankovic o Cambiasso, Sneijder oppure Balotelli o Maicon. E che dire di un Mourinho mattatore che, privo delle punte titolari, si inventa uno schieramento inedito e vincente?
Voto: 8 (provvisorio... si spera!)

La viola e Corvino. Fa male dirlo, ma la Fiorentina vista all'Olimpico contro la Juventus ha dominato per lunghi tratti l'incontro, specie nella ripresa. Imposto il pareggio la squadra allenata da Prandelli avrebbe meritato l'intera posta in palio. Non si se ridere o piangere pensando che i nuovi tasselli inseriti da Corvino nell'intelaiatura dell'undici titolare per questa stagione sono due "scarti" della Juventus: Marchionni e Zanetti quasi regalati alla concorrenza per la contentezza di aver comprato Felipe Melo al folle prezzo di 25 milioni di euro. Li varrà mai quei soldi Melo? Nel dubbio assegniamo di diritto la cittadinanza fra i top della settimana a Corvino e alla Fiorentina.
Voto: 7+ (con "i due scarti" come protagonisti stanno alla pari della squadra con il trio brasileiro...)

FLOP DELLA SETTIMANA

Ferrara. C'è poco da fare. L'apprendista è lui e fa male bollarlo come tale. Ma sulla sua coscienza iniziano a pesare dubbie scelte tecniche e soprattutto tattiche. La Juventus cambia modulo con molta facilità, ma il risultato non cambia. Manca l'equlibrio, comunque sia. L'assetto principale scelto è "un rombo", ma il responso del campo sta mettendo impietosamente in evidenza che alla Juventus mancano tasselli fondamentali per giocare con uno schema del genere. Non sono solamente i terzini di fascia all'altezza e i dovuti ricambi a mancare, è tutto l'insieme che non funziona e non crea gioco. E siamo arrivati a 3 pareggi e 1 sconfitta nelle ultime 4 partite. Le bocciature iniziano a pesare troppo.
Voto: 4 (recidivo...)

Orsato. Non ne azzecca una e paradossalmente finisce per scontentare sia Lazio che Sampdoria. Il massimo del minino! Dopo aver espulso forse un po' forzatamente il doriano Padalino per somma di ammonizioni, ristabilisce la parità in campo estraendo il secondo giallo per Baronio. ma l'intervento del laziale su Cassano sembrava regolare. Orsato il peggio lo regala negli ultimi minuti, non ravvisando gli estremi per assegnare il rigore alla Sampdoria in due circostanze piuttosto nitide.
Voto: 3 (non si possono non assegnare due rigori così netti! E' l'esatto contrario di quello che fece Bergonzi in un Napoli-Juventus di due anni fa, assegnando due rigori fantasma al Napoli)

Amelia. Il portiere campione del mondo con gli azzurri nel 2006 (più o meno quello che successe a Selvaggi nel 1982) conosce una delle serate più amare della propria carriera. Ne incassa 5 tutti in una volta e sul gol di Stankovic si fa uccellare con un tiro da centrocampo conseguenza di un suo imperdonabile errore. Il suo Genoa è la peggiore difesa del campionato con 16 gol subiti.
Voto: 4 (lo stesso voto che gli hanno dato tutti!)

 
 
 

L'APPRENDISTA

Post n°305 pubblicato il 18 Ottobre 2009 da nick66
 



Il campionato ritorna. Aspetti il sabato che già ti dice tutto. Juventus-Fiorentina, Genoa-Inter e si ricomincia. Pensi che certe lezioni siano state apprese e ti aspetti che la Juve faccia la Juve, vincendo, ma anche convincendo. Ti aspetti che a Marassi il Genoa renda la vita dura all'Inter così come ormai sembra essere una legge di fatto nel nostro campionato. Tutto sbagliato! La Juventus eguaglia la pessima prova inscenata a Palermo, solo che stavolta strappa un miserrimo punticino. Prandelli mette sotto Ferrara in tutto e per tutto. I viola giocano, vanno in vantaggio , subiscono un furtuito pari, ma poi impongono il proprio gioco con Zanetti grande attore a centrocampo. Sì proprio quel Zanetti venduto per due provole per limare il bilancio economico bianconero. Dall'altra parte Ferrara si ostina a schierare inizialmente "il rombo" e a cambiare almeno due volte il modulo durante la partita. Un conto sarebbe quello di cambiare modulo reagendo alle mosse degli avversari e agli eventi della partita, un altro è cambiarlo cercando ad ogni cambio di migliorare un assetto che non c'è. La squadra non ha gioco, non ha un equilibrio, sempre in inferiorità numerica a centrocampo dove è sovrastata, si sbilancia spesso mostrando i fianchi alle ripartenze avversarie arginate alla bene e meglio da Cannavaro e Chiellini. Ma il rischio di andare sotto è stato forte. La sconfitta sarebbe stata più che mai meritata. In attacco Iaquinta e Amauri smontonano come sempre, ma sono serviti sempre non mediante il gioco o lanci in profondità su cui si possono inserire, ma i soliti lanci da tre quarti a tre quarti su cui già arrivarci a spizzare di testa sarebbe un prodigio. La Juventus di Ferrara è questa. Non vince dallla partita contro il Livorno, giusto un mese. Senza un'idea una di gioco, una Juventus in cui il mediocre Poulsen risulta il migliore dei suoi non perché protagonista di una prestazione particolare, ma perché gli altri giocano in modo imbarazzante a parte i due centrali difensivi che evitano la Caporetto bianconera proteggendo Buffon, che compie solo un intervento decisivo. Grosso spinge, ma dietro si creano voragini, Grygera a spingere manco ci riesce, ma le voragini le crea lo stesso. In mezzo al campo Felipe Melo è ben lontano dal valere per il giocatore strapagato che è stato, con l'aggravante di regalare i soliti disimpegni da paura che già la Juve ha pagato contro Bologna e Palermo. Importante è stato il rientro di Sissoko, ma ha giocato come lo può fare chi non giocava da sette mesi con il fardello di un cartellino giallo rimediato dopo solo un minuto della partita per aver saltato un avversario ed essere volato a terra probabilmente per evitare il contatto con l'avversario; un timore comprensibile quello del maliano, al rientro dopo sette mesi per infortunio. Sissoko va a terra, non protesta, ma per l'inneffabile Rizzoli  è simulazione ad almeno trentacinque metri dalla porta avversaria. Va bè. Detto di Poulsen, da sufficienza piena, dolenti note arrivano da Diego, ben lontano dall'essere un giocatore decisivo, ben ingabbiato dall'ordinato schieramento difensivo viola. Diego deve indietreggiare per cercare palloni, ma non ce la fa ad imporre le geometrie giuste. La Juve gioca spesso con lanci alti e velleitari alla ricerca delle punte che nemmeno sembrano essere troppo ispirate. Eppure se si riuscisse ad arrivare a crossare sulle fascie questa Juve farebbe paura. Ma arrivarci è un bel problema fin che si continua a insistere su gente mediocre come Grygera e se Grosso gioca come un Molinaro qualsiasi. Non ci siamo Ferrara! La Juventus sta continuando a pagare un prezzo che è sempre più alto per aver scelto tutto sommato "un apprendista" per fare l'allenatore. Qui è un esame ad ogni partita e le bocciature cominciano a pesare.

 
 
 

LIPPI, NON COSI'!

Post n°304 pubblicato il 15 Ottobre 2009 da nick66
 

La Nazionale viene fischiata per un'ora abbondante a Parma contro Cipro. Il pubblico invoca Cassano. Negli ultimi venti minuti l'Italia trova nuova vitalità, Lippi azzecca qualche cambio, si vince 3-2 la partita rimontando nell'ultimo quarto d'ora lo 0-2. Nel dopopartita Lippi usa parole di fuoco nei confronti del pubblico che ha fischiato e invocato Cassano. Trova vergognoso il coro "andate a lavorare" e chiede rispetto per la squadra. Se è copmprensibile l'esigenza di difendere la squadra espressa da Lippi, è anche vero che nel suo ruolo, questo si debba farlo nel pieno rispetto altrui, specie nei confronti di chi va allo stadio per vedere la partita. Chi si trova a Parma e va "una tantum" a vedere la nazionale vuole vedere la Nazionale Campione del Mondo e non "l'Italia 2" che va sotto 0-2 con Cipro. Se giochi bene e fai risultato meriti applausi, ma se vai sotto e giochi pure male è sacrosanto beccarti fischi e cori. Fischiare o invocare un giocatore o l'altro da parte del pubblico è legittimo, così come è legittimo che Lippi faccia il tecnico e, come tale, faccia come crede, assumendosi la responsabilità delle proprie scelte come ha sempre fatto. Non convoca Cassano? Bene. Per le sue scelte parleranno i risultati, nel bene o nel male. Ma il Lippi che attacca il pubblico non mi ricorda molto il Lippi juventino, semmai quello interista che riuscii a farsi esonerare dopo la prima di campionato dopo un pessimo avvio di stagione, ma soprattutto una piazzata nel dopo partita a Reggio Calabria. Lippi, non così!

 
 
 

THE DAY AFTER: "JUVE KO E RECIDIVA, INTER REDIVIVA AL 93°"

Post n°303 pubblicato il 05 Ottobre 2009 da nick66
 

Altro che vittoria a Palermo e vetta solitaria in classifica! La Juventus esce da Palermo sconfitta più pesantemente di quanto dica il punteggio (2-0) e in testa alla classifica ci sono l'Inter fortunella che al 93’ batte l'Udinese (2-1) e la squadra con la maglia dei ciclisti, che non va oltre il pareggio casalingo contro il Parma (1-1). I fatti di giornata si concentrano soprattutto sulla prima sconfitta bianconera, ma anche sull'ennesima débacle del Napoli che con ogni probabilità costerà la panchina a Donadoni.

Molte idee ma confuse. Se sbagliare è umano ma perseverare è diabolico, allora sì, questa è una massima perfetta per la Juventus vista stasera. La squadra va sotto di due gol nel primo tempo ed è protagonista di una sterile supremazia nella ripresa, senza che mai il portiere avversario debba impegnarsi in un intervento. Una Juve brutta, disegnata male da Ferrara e corretta in corsa ancor peggio e incomprensibilmente dall'allenatore. Si va sotto con l'ormai consueta amnesia di Felipe Melo che regala palla agli avversari, e non c'è nemmeno il tempo di reagire che i rosanero raddoppiano. La squadra si sbilancia, rischia ripetutamente di naufragare incassando altre reti, mentre sembra non funzionare niente. Felipe Melo si spinge in avanti creando buchi in cui quelli del Palermo si infilano volentieri, Poulsen è inguardabile come sempre, Diego è lontano dal campione che la Juve aspetta, in avanti Amauri e Iaquinta smontonano senza alcun costrutto. Ferrara ci mette un'ora a capire che la squadra non ha un equilibrio e sullo 0-2 stravolge il modulo inserendo De Ceglie per Diego, per un 4-4-2 che non cambia di una virgola l'andamento del gioco. Poi entra Trezeguet per Camoranesi e si passa a un 4-3-3, ma l'esito non cambia. Le idee non mancano insomma, ma la confusione sembra regnare sovrana sulla panca bianconera.

Minuti di recupero e gol fantasma. D'accordo che le partite non durano più 90 minuti, ma vedere l'Inter segnare il gol decisivo al 93’, e pensare che solo una settimana prima la Juventus aveva beccato sempre al 93’ il gol del pareggio dal Bologna, è una cosa che fa rosicare di brutto. Quando pensi che ormai l'Inter con una partita in più rimanga dietro a Sampdoria e Juventus, ecco che si materializza il golletto con cui l'Inter scavalca le avversarie. La Sampdoria non può certo continuare a fare miracoli all'infinito, ed ecco che il pareggio rimediato contro il Parma ci sta, e comunque consente ai blucerchiati di continuare a stare in testa alla classifica. Lassù ci poteva essere anche la Fiorentina bloccata sul pareggio dalla Lazio (0-0) e dalla terna arbitrale che non ha convalidato un gol fantasma proprio nella stessa porta dove, il 9 aprile 2005, ebbe analoga sorte Cannavaro che, in Fiorentina-Juventus 3-3, si vide non convalidato un gol buono.

Sosta o capolinea? Il Milan, che ha giocato per oltre un tempo in 11 contro 10, è riuscito a rimediare appena un pareggio (1-1) a Bergamo contro un'Atalanta ordinata e volenterosa, ma niente di più. E' stato Ronaldinho a riequilibrare il risultato quando, mancavano ormai solo sette minuti alla fine del tempo regolamentare. Un gol comunque pesante che potrebbe congelare la posizione di Leonardo che, in caso di sconfitta, si sarebbe fatta veramente scomoda con un cambio in corsa pressoché scontato. A questa sorte non dovrebbe sottrarsi Donadoni, uscito sconfitto con il suo Napoli dalla trasferta all'Olimpico contro la Roma (2-1). L'avventura dell'ex allenatore della Nazionale si conclude con uno score fallimentare: arrivato sulla panchina del Napoli il 10 marzo di quest'anno, Donadoni ha messo insieme 18 partite, con 4 vittorie, 6 pareggi e 8 sconfitte. Roba da retrocessione. I colpi di giornata li mettono a segno il Genoa, che torna alla vittoria espugnando Bologna (1-3), ed il Chievo che vince a Cagliari (1-2). Completano il quadro i due pareggi a reti bianche del Bari che non riesce a battere il Catania fra le mura amiche e di Siena - Livorno.

TOP DI GIORNATA.

Totti. Mette a segno la doppietta decisiva nella partita contro il Napoli ed esce come un gladiatore pure malconcio dal campo di gioco. Con quelli di oggi fanno 184 gol segnati nella massima serie per Totti che raggiunge Batistuta. Adesso c'è da prendere Signori, quattro gol più avanti. Questa la classifica aggiornata dei goleador di sempre in serie A: 1. Silvio Piola 274 reti 2. Gunnar Nordhal 225 3. Giuseppe Meazza 216 3. Josè Altafini 216 5. Roberto Baggio 205 6. Kurt Hamrin 190 7. Giuseppe Signori 188 8. Gabriel Batistuta 184 . Francesco Totti 184 10. Giampiero Boniperti 178.
Voto: 10 (istituzione)

Zenga
. Messo in discussione un po' troppo frettolosamente da qualche addetto ai lavori, si prende una bella soddisfazione maltrattando la Juventus e l'amico Ferrara. Se i rosanero troveranno un po' di continuità di risultati, possono certamente candidarsi a centrare uno dei posti utili per giocare una coppa europea la prossima stagione.
Voto: 8 (tenace)

Marcolini
. Questo centrocampista che il 2 ottobre ha compiuto 34 anni si regala una gran giornata mettendo a segno la doppietta decisiva con cui il Chievo espugna il Sant'Elia. Dopo le prime due giornate di campionato con altrettante sconfitte con Juve e Lazio, il Chievo ha messo insieme 3 vittorie e 2 pareggi, un parziale quindi di 11 punti in 5 giornate, 1 in meno dell'Inter e 3 più della Juventus.
Voto: 7+ (corsaro)

FLOP DI GIORNATA.

La Juventus. Fare delle graduatorie di demerito sarebbe troppo lungo e con troppe sfaccettature. Se proprio si deve allora "il floppone" di giornata lo diamo alla squadra, ma citazioni dovute vanno a Ferrara, che sbaglia molto, Felipe Melo, recidivo ed ingiustificabile ed Amauri, che sembra Ciccio Graziani a fine carriera: non la butta dentro da febbraio!
Voto: 4 (senza giustificazioni)

Donadoni. L'allenatore è arrivato a fine corsa senza un sussulto d'orgoglio, senza riuscire a dare la scossa a una squadra intristita da un allenatore che probabilmente con Napoli ed il Napoli non c'entra nulla.
Voto: 5 (per la partita contro la Roma, 4 per i due scampoli di stagioni napoletani)

Bologna. Paga la sbornia fatta con il pari alla Juventus festeggiando nel peggiore dei modi il proprio centenario. La squadra esce ridimensionata dalla sconfitta interna contro il Genoa, ma, quel che è peggio, esce sempre con le lamentele della presidentessa. Contro la Juventus, non paga del pareggio, se ne era uscita dicendo che gli arbitri a Torino "sono condizionati", oggi, a una settimana di distanza, ha parlato direttamente di "partita falsata". Mah..
Voto: 5 (a squadra e presidentessa).

 
 
 

THE DAY AFTER: "Allenatori nel pallone!"

Post n°302 pubblicato il 28 Settembre 2009 da nick66
 



Manca un minuto alla fine alla partita, la Juve vince di un golletto contro il Bologna, mentre la Roma di Ranieri acciuffa il pareggio a Catania. Ti viene l'incubo della Juventus dell'anno scorso quando Ranieri invece i gol li incassava negli ultimi minuti, ma poi pensi che per fortuna la musica è cambiata per tutti. Non fai in tempo a digerire il tutto che zac, alla Juve di Ferrara viene l'attacco di "ranierite", il Bologna pareggia allo scadere (1-1). Per la Juve addio al seppur provvisorio primato solitario, ma soprattutto addio a due punti veramente pesanti per la classifica. Un'occasione persa di quelle grosse per allungare il passo sull'Inter, proprio nella giornata in cui "gli Onesti" cadono a Marassi contro la Sampdoria (1-0) che si issa, solitaria e sorprendente, in testa alla classifica.

Gli allenatori nel pallone. Se il protagonista positivo della giornata può essere Del Neri con la sua Sampdoria, ancor più protagonisti in senso negativo sono stati gli allenatori di Juventus e Inter. Se Mourinho sbrocca in campo e in sala stampa meritandosi la qualifica di "floppone" della settimana, Ferrara per lo meno, nel dopo partita, usa il buon senso ed ammette i propri errori. Far giocare tutti insieme giocatori fuori condizione (specie Molinaro e Diego) e non concedere una tregua a chi ne aveva più bisogno (specie Marchisio e Amauri) è stato letale quanto non sapere interpretare la gara scegliendo in corsa i cambi giusti.

La rincorsa viola e la stecca del Grifone. A Firenze il presidente Andrea Della Valle si è defilato, ma la squadra ha saputo cogliere tre punti importanti nel derby di Livorno (0-1) raggiungendo l'Inter in classifica. Sale l'Udinese che batte il Genoa (2-0) e mette il silenziatore a Gasperini. L'allenatore dei grifoni meriterebbe un posto fra i flop della settimana, non tanto per aver perso sul campo, ma per tutto il resto che "non appartiene al campo" per dirla "con parole sue". Gasperini dapprima ha innescato un'inutile polemica riguardo alla scelta di allenatori privi di esperienza, da parte di società importanti, poi Ferrara lo ha messo sotto sul piano del gioco, come hanno dimostrato i numeri di Genoa-Juventus (possesso palla, contrasti vinti, passaggi giusti, palle recuperate, tiri in porta): e invece di fargli i complimenti se l'è presa con chi ha evidenziato che alla Juve è stato annullato un gol regolare. Non soddisfatto ha raccolto il penoso assist di Materazzi (fra i flop) facendo riferimento, nel prepartita contro l'Udinese, alla mancata espulsione di Melo, in Genoa-Juventus, come a un errore arbitrale a favore della Juve. Dichiarazioni strane per un allenatore da sempre piuttosto onesto intellettualmente.

La caffettiera napoletana. Quello di oggi è un caffè troppo amaro per l'ormai ex direttore generale Marino. Il presidente De Laurentiis, sovvertendo i pronostici che di solito prevedono l'esonero dell'allenatore in caso di crisi della squadra, taglia infatti il massimo dirigente. Ma nemmeno Donadoni è certamente in una botte di ferro, se è vero che il presidente a domanda ha risposto che, con il senno di poi, oggi certamente non lo riprenderebbe. "Il Napoli sono io" dice, e vedremo se è vero che "chi fa da sé fa per tre..."

Il Milan fra le altre. Nel posticipo serale è il Bari a fare il Milan a San Siro. I galletti giocano alla grande sfiorando ripetutamente il gol. Il Milan è lento ed impacciato e alla fine il pareggio (0-0) va certamente stretto alla squadra allenata da Ventura. Un solo gol segnato dai rossoneri nelle ultime cinque partite. Un dato desolante. Completano il quadro dei risultati il fortunoso pareggio della Roma a Catania (1-1), quello fra Lazio e Palermo (1-1), e fra Chievo e Atalanta (1-1). Il colpo di giornata è del Cagliari che espugna il Tardini di Parma (0-2), con i sardi che, alla seconda vittoria consecutiva esterna, sembrano dare una svolta al loro campionato, proprio come accaduto l'anno scorso dopo una partenza poco felice.

TOP DELLA SETTIMANA.

Del Neri. Zittisce Mourinho in campo e in sala stampa (vedi video) e si gode il provvisorio primato in classifica della sua Sampdoria. Cinque vittorie su sei partite non sono casuali per una squadra che sembrava forse essere uscita un tantino indebolita dal calciomercato estivo per la cessione pesante di Campagnaro. Ma il riscontro del campo sta premiando Del Neri, che sta plasmando una Sampdoria d'attacco e rapida e ha messo in difficoltà i nerazzurri schierando tutti insieme Bellucci, Cassano e Pazzini. Grande concentrazione per tutta la partita e un po' di buona sorte: ecco servita la vittoria blucerchiata e la grande giornata di del Neri.
Voto: 8+ (Un voto alto all'allenatore ma anche un + per aver messo a tacere il portoghese)

Il Bologna. Mentre già si ipotizzava il successore alla panchina di Papadopulo, il Bologna trova il primo successo stagionale battendo il Livorno e poi coglie a Torino contro la Juventus un punto che fa sì classifica, ma anche molto morale. La squadra non ha stelle, anzi presenta in rosa lacune vistose specie in difesa e a centrocampo, ma la determinazione dimostrata in questi ultimi due turni di campionato dai felsinei è stata più forte delle loro lacune. Un Bologna così si può anche salvare.
Voto: 7 (per il temperamento)

Hamsik. Non è che brilli particolarmente in campo, ma riesce a essere determinante mettendo a segno una doppietta che per il momento salva la panchina a Donadoni. E' fortunato a riprendere la respinta del portiere sul suo rigore sbagliato, ma è lodevole l'assunzione di responsabilità nel prendersi la briga di tirare un calcio di rigore molto importante per il Napoli.
Voto: 6,5 (può fare di meglio)

FLOP DELLA SETTIMANA

Mourinho. Sbrocca come allenatore e presunto grande comunicatore, anzi riesce una volta di più a comunicare chi è veramente. Sostituisce inspiegabilmente Balotelli, il migliore dei suoi, e la squadra perde. In sala stampa risponde piccato alle domande dei giornalisti come se la cosa non facesse parte del suo lavoro. Non dà spiegazioni riguardo alla sostituzione di Balotelli e poi risponde come farebbe un bambino a chi gli fa presente che Del Neri lo aveva sconfitto anche con l'Atalanta. Fa oggettivamente una brutta figura. Se continua su questa china e non si riprende, magari nemmeno ce la fa a chiudere questo campionato in Italia. Sembra proprio che non ce la faccia più!
Voto: 3 (penoso!)

Ferrara. Ahi quanto gli è mancato Maddaloni! Senza di lui Ciro non ne imbrocca nemmeno una. Fa pubblica ammenda dei suoi errori in sala stampa, ma l'errore non si ferma alla formazione iniziale. Potrebbe porre rimedio già alla fine del primo tempo (o magari prima...) sostituendo un Molinaro impresentabile, ma il primo cambio è al quarto d'ora della ripresa con Giovinco per Diego. Cambio incomprensibile, tenendo conto che la Juve cambia modulo adottando il 4-4-2, vince 1-0 ma sta soffrendo. Con il senno di poi è facile dire che De Ceglie in quel contesto sarebbe stato il cambio giusto, ma la cosa sembrava tanto elementare che fa tanta rabbia lo stesso. Il cambio poi arriva per un brillante Zebina sostituito da Caceres e per un sempre più involuto Amauri sostituito da Del Piero. Molinaro è in campo sino alla fine, ma non è colpa sua.
Voto: 4 (i due punti persi pesano e l'inesperienza per gli errori contro il Bologna non è solo una battuta...)

Materazzi. Riesce a essere un flop senza nemmeno giocare. Un record! Se infatti è da condannare il malcostume dei calciatori che in campo chiedono agli arbitri di mostrare i cartellini agli avversari, lui riesce a fare peggio. Chiede l'espulsione di un avversario (Felipe Melo), in differita, a freddo, ai microfoni della solerte redazione sportiva di Sky, alimentando un'inutile e pericolosa polemica. Interpellati sul caso, né Ferrara né Felipe Melo commentano saggiamente l'episodio, snobbando l'infelice uscita dell'interista. Un silenzio che sa di compatimento.
Voto: 2 (riesce a fare peggio di quando gioca!)

Lo sketch fra Mourinho e De Neri con l'allenatore della Sampdoria che zittisce il portoghese


 
 
 

THE DAY AFTER: "Er go' de Iaquinta? E' l'Inter che segna 'n forigioco!"

Post n°301 pubblicato il 25 Settembre 2009 da nick66
 


No, la Juventus non ha giocato né contro la Lazio, né contro la Roma. Ma chissà perché stasera ci vengono ancora in mente Roma, i romani, ed "Er go' de Turone", quello della questione di centimetri che ci rimbomba nella testa da quasi trent'anni. In confronto lo scontro Iuliano-Ronaldo sono solo undici anni che ce lo ricordano. Che volete che sia! Ma adesso si fa sul serio, la temperatura sale, Inter e Juventus sono gomito a gomito al comando della classifica. Adesso è Juventus-Inter! Quello che si preannuncia è un un vero e proprio duello rusticano. L'Inter appaia la Juventus stendendo lungo lungo il Napoli (3-1), mentre la Juventus è bloccata sul pari nella Genova del Grifone (2-2) dopo aver dominato per larghi tratti la partita. Perde terreno la Sampdoria liquidata in modo secco a Firenze (2-0) e poi giù giù in classifica non fa quasi più notizia il Milan, che le busca anche a Udine (1-0).

Er go' de Iaquinta. Ma questa è la giornata dei centimetri. Gol irregolari convalidati, gol regolari annullati. Gli Onesti, guarda il caso, si sono rifatti sotto anche beneficiando di un gol viziato da un netto fuorigioco. E' stato il gol del raddoppio di Milito, che dopo soli 5 minuti ha di fatto chiuso le ostilità contro un Napoli molle molle come la mozzarella di una pizza. Questione di centimetri che hanno penalizzato la Juventus, che di gol se ne è visti annullare ben 2. Il primo, guarda caso, regolare, ed il secondo per una questione di centimetri che in confronto quelli del convalidato a Milito sembrano metri. Gli juventini romani sarebbero autorizzati d'ora in poi a parlare de "Er go' de Iaquinta", ma non lo faranno. Noi siamo un'altra cosa, ma evidenziare certe cose è giusto. "Vorrà dire che quando avremo delle situazioni positive per questioni di centimetri le accetteremo di buon grado" commenta Ferrara nel dopo partita. Perfetto!

Tutto il resto è noia. Il turno infrasettimanale è stato di una noia mortale. Con Inter-Napoli nello spogliatoio dopo 5 minuti è stata un'impresa divertirsi seguendo il resto del cartellone. Ci siamo riusciti sintonizzandoci su Palermo-Roma. Difese allegre a bucare di tutto sotto un acquazzone tremendo fino al pareggio finale (3-3), siglato dal rigore di Totti. Roma che con 11 gol ha il secondo miglior attacco del campionato, ma che con altrettanti gol subiti è pure la peggior difesa. Le imprese di giornata arrivano dal Parma (1-2) in trasferta a Roma contro la Lazio, e dal Cagliari che espugna il San Nicola di Bari (0-1). Da sbadigli gli 0-0 di Atalanta-Catania e Siena-Chievo, mentre il Bologna che liquida perentoriamente il Livorno (2-0) fa già pensare a uno scontro diretto per non retrocedere.

TOP DI GIORNATA

Ferrara. Dopo 6 vittorie consecutive, la sua carriera conosce la prima battuta d'arresto con un pareggio. E' un 2-2 a Marassi contro il Genoa, in quello stesso stadio dove chi lo ha preceduto usciva contento dello 0-0 contro la Sampdoria che schierava lo spauracchio Pieri sulla fascia. Ciro da Marassi esce invece incazzato nero per non aver vinto la partita, ma consapevole, a ragione, di aver disputato la miglior partita della sua finora pur breve gestione. La Juventus ha imposto sempre il proprio gioco subendo, di fatto, due reti da una squadra pur brava a capitalizzare al massimo le opportunità avute. C'è da essere molto soddisfatti della Juventus vista a Genova. E poi contro il Bologna rientra Diego.
Voto: 7+

Iaquinta e Marchisio. L'ideale sarebbe sommare il primo tempo di Iaquinta al secondo di Marchisio. Vincenzone Iaquinta ha fatto per due, vista la serataccia di Amauri. Incontenibile nelle progressioni, protegge il pallone e non ne perde uno. Segna due gol, di cui uno ingiustamente annullato, e se ne divora un altro a tu per tu con Amelia. Non credeva a tanta grazia. Ma quell'assist perfetto è arrivato dai piedi di Claudio Marchisio, una giocata straordinaria di un ragazzo che sta crescendo vorticosamente partita dopo partita. Nella prima mezz'ora del secondo tempo ha messo in mostra tutto il suo ampio repertorio con passaggi illuminanti, recuperi prodigiosi, dribbling e doppio passo. Un grande giocatore.
Voto: 8 +

Il Parma. Espugna l'Olimpico laziale e si affaccia nei quartieri alti. La matricola allenata da Guidolin ha iniziato alla grande il campionato. Dopo 5 giornate, con 10 punti, sta dietro solamente a Juventus, Inter e Sampdoria. Fra i protagonisti dell'ottimo avvio ci sono il portiere Mirante e l'esterno Lanzafame, entrambi ancora per metà della Juventus. Ma per questa squadra c'è da tifare perché più di ogni altra sta lanciando un messaggio al calcio italiano. E' la compagine con l'età media più bassa della serie A: vi giocano in pianta stabile Mariga (classe '87), Galloppa ('85), Biabiany ('88), Lanzafame ('87), Paloschi ('90), Bojinov ('86), Dellafiore ('85). Ben due terzi dei titolari sotto i 24 anni. Avanti Parma!

FLOP DI GIORNATA

Donadoni. Metterlo fra i flop di giornata è oggi un po' come sparare sulla croce rossa. Nell'esercizio si stanno cimentando un po' tutti, mentre da De Laurentiis è arrivato una sorta di ultimatum: il presidente vuole 4 punti dalle prossime due partite contro Siena e Roma. Ma anche se fosse, i numeri di Donadoni sulla panchina del ciuccio napoletano resterebbero impietosi: lo scorso campionato Donadoni subentrò a Reja collezionando il poco lusinghiero score di 2 vittorie, 5 pareggi, 4 sconfitte con un un punto in media a partita. Dopo un calciomercato su cui il Napoli ha investito 52 milioni di euro, quest'anno è iniziata ancora peggio di com'era finita, con una vittoria, un pareggio e 3 sconfitte, nemmeno un punto a partita. L'ultimatum di De Laurentiis sembra il prolungamento di un'agonia.
Voto: 5 (per non infierire...)

Pato. Sulle doti di questo ragazzo c'è un'unanimità di giudizi: è forse l'unico fuoriclasse di questo Milan. Eppure sembra caduto in una fase involutiva, forse di sfiducia nei confronti di una società che sta perdendo terreno. Non è più il Milan di Kaka, ma non è ancora quello di Pato, che a 20 anni non ha ancora la personalità per caricarsi addosso un peso del genere. Il risultato è che nelle ultime 4 partite di campionato il Milan ha segnato lo straccio di un golletto contro il piccolo Bologna. Ci vorrebbe un altro Pato, ma anche un altro Milan!
Voto: 5 (di incoraggiamento...)

Bergomi. Non ce la fa proprio a essere imparziale. Sul gol in netto fuorigioco di Milito, lo zio riesce ad ammetterlo solo davanti all'evidenza del replay. In cronaca si premura di dire subito: "Non c'è fuorigioco, posizione regolare!" costringendo il suo amico Caressa ad invitarlo alla prudenza... E infatti! Poi ce lo ritroviamo a commentare Genoa-Juventus e a vedere i falli a senso unico. Ma a Sky non se ne accorgono? Non dovrebbero mandarlo a commentare partite di Juventus, Inter e Milan e invece sono le uniche che gli fanno fare. Per sabato ci sarebbe Padova-Gallipoli, ci piacerebbe ritrovarlo lì come seconda voce.
Voto: 4 (Basta per pietà! Almeno non fategli più commentare la Juventus)

PS. Un saluto a Massimo Zampini, juventino di Roma. Un innamorato dei colori bianconeri che si è scelto "Er go' de Turone" come nickname per imperversare nella rete e su quel nickname ci ha scritto pure un libro: Er go' de Turone - Diari di uno juventino a Roma.

 
 
 

THE DAY AFTER: "Juventus capolista, ma che Skyfo a Cagliari!"

Post n°300 pubblicato il 21 Settembre 2009 da nick66
 

Juventus e Sampdoria al comando, l'Inter che insegue e il Genoa che cade. Tutto come previsto o quasi nella quarta giornata di campionato, che nelle pieghe dei risultati nasconde piccoli e grandi episodi da non trascurare. I grandi temi di giornata riconsegnano al campionato la consapevolezza di poter contare sul "Maradona dei portieri" (Buffon), ci parlano delle fatiche delle squadre reduci dalle partite internazionali di metà settimana, ma anche e soprattutto di un scandalo bell'e buono passato sotto il silenzio dei media (a Cagliari).

"Sa-lu-ta-te la ca-polista". Sarà anche prematuro, ma sentire il canto intonato dalla curva bianconera a fine partita, come ai tempi belli, è qualcosa che fa bene al cuore di uno ju29ro. La vittoria contro il Livorno (2-0) è di quelle che nascondono diverse zone d'ombra, ma dopo il primo turno infrasettimanale di Champions, con la falcidia di infortuni che continua a perseguitare la squadra e l'insidia di sbalzi climatici di venti gradi in pochi giorni, fare risultato è la cosa più importante. Le difficoltà di un reparto difensivo più svagato del solito hanno esaltato la prestazione di Buffon, di cui la stampa nostrana consacra il ritorno a "miglior portiere del mondo". Le citazioni, quelle buone, sono soprattutto per Camoranesi e Marchisio, i due lati del rombo schierato da Ferrara, che alle estremità invece non regala particolari motivi di soddisfazione. A tenere il passo della Juventus in testa ora c'è solo la Sampdoria che, ispirata dal solito Cassano, rifila un poker al Siena (4-1).

Gli affaticati di coppa. Il primo turno infrasettimanale di coppa si fa sentire sulle gambe dei protagonisti. Se la Juventus non paga dazio anche grazie alla prestazione del suo portierone, un'Inter piccola piccola la fa franca a Cagliari (1-2) grazie a due break di Milito, mentre il Milan ha ragione del Bologna (1-0) solo per un'isolata prodezza di Seedorf a un quarto d'ora dalla fine. Tra Roma e Fiorentina, più che vincere i giallorossi (3-1), sono i viola che tracollano paurosamente andando al riposo del primo tempo già con i tre gol sul groppone. La Lazio recupera a fatica il risultato a Catania (1-1) e il Genoa del "turn over", in vista del prossimo incontro con la Juventus, ruzzola colpevolmente contro il Chievo in trasferta (3-1). Quello ad avere la lingua a penzoloni è in sostanza il calcio italiano, mediocre in Europa (2 vittorie, 2 pareggi e 3 sconfitte) e sempre meno brillante anche fra i cortili di casa, investito da una crisi globale che lo sta spingendo sempre più lontano dai livelli di Liga e Premier League.

Lo scandalo di Cagliari. Seguire l'Inter su Sky dev'essere un po' come seguirla su Inter Channel. Bergomi sembra più che altro la voce del tifoso di certe telecronache, ma è in buona compagnia. L'arbitro Orsato trova il coraggio di fischiare contro gli Onesti un sacrosanto rigore che mancava da 53 partite, ma davanti a una chiara azione da gol non se la sente di sventolare il rosso a Maicon. Le ditina di Orsato pizzicano il giallino e niente più. La ripresa inizia con Cordoba che rifila un calcio in faccia a Canini in piena area di rigore, mentre il sardo sta impattando di testa il pallone. Sarebbe danno procurato. Un calcio di rigore netto come i segni della scarpata che si porta appresso Canini. Di rigore non se ne parla nemmeno. Ma non c'è tempo per rendersene conto che Eto'o va in pressing su Conti che sviene (...), palla a Milito ed è gol. Non c'è stranamente il replay per valutare la pressione di Eto'o su Conti, ma Bergomi è sicuro: "L'intervento è regolare". Passano pochi minuti e arriva il raddoppio. Thiago Motta lancia Milito sul filo del fuorigioco e l'argentino non perdona. Le solitamente immancabili immagini della telecamera in linea non vengono mandate in onda. Chissà perché? Segue la sceneggiata di Mourinho che si infervora perché l'arbitro non mostra il cartellino giallo ad Astori per fallo su Balotelli. Sarebbe stato il secondo giallo, dopo che nel primo tempo il difensore cagliaritano era stato ammonito ingiustamente per essere intervenuto netto sul pallone, senza compiere alcun fallo. Mourinho viene espulso, la giornalista di Sky a bordo campo definisce subito affrettata l'espulsione di Mourinho e forse ha ragione. Stufi di certe telecronache quella da espellere certamente sarebbe Sky.

La musichetta della Champions. Sembra proprio che sia vero: Galliani per caricare i suoi prima della partita, e fra il primo e il secondo tempo, ha fatto ascoltare "the cieeempioooon" ai suoi puntando sulle proprietà taumaturgiche del richiamo europeo. I risultati sarebbero stati scadenti se non si fosse dato da fare Clarence Seedorf, un campione vero, che ha abbattuto il Bologna (che è quel che è...), con un'azione solitaria e vincente. Completano il tabellone dei risultati il successo del Parma (1-0) contro un Palermo ambizioso ma ben lontano da ingranare la marcia giusta, e la sonante quaterna che l'Atalanta si becca al San Nicola contro il Bari (4-1). Con la quarta sconfitta consecutiva e zero punti in classifica la panchina di Gregucci è fortemente a rischio. Nell'anticipo di sabato pomeriggio c'é stato il pareggio senza gol fra Napoli e Udinese. Anzi, un gol regolare lo ha pure segnato Di Natale per i friulani. L'arbitro Saccani, mal consigliato dall'assistente, lo ha annullato. Non ci risulta che sia stato ancora pubblicato un editoriale scandalizzato di Agresti su "Il Corriere dello Sport", ma magari, chissà, se ne parlerà per un ora e mezzo il Brogiesso.

TOP DI GIORNATA

Buffon.Dopo una stagione disputata a metà, condizionata da troppi malanni fisici, Gigi quest'anno sembra essere tornato quello di sempre. Quello che fa i miracoli. Contro il Livorno sembrava spacciato in almeno 3 o 4 occasioni, ma si è sempre superato compiendo interventi degni di Superman. Bentornato Supereroe!
N° 1, c'è solo un numero uno!

Milito. Giù il cappello! L'unica cosa buona per i nerassurri è la doppietta dell'argentino. Gli capitano due occasioni due in tutta la partita e non le fallisce. Implacabile.
Voto: 7

Totti. Due gol e un assist. Che cosa chiedergli di più? Sembra girare a velocità minima con qualche improvvisa mezza accelerazione, ma tanto gli basta per essere decisivo.
Voto: 7+

FLOP DI GIORNATA

Mourinho. In settimana se l'è presa con un ex allenatore che aveva osato criticarlo e, in assenza di altro, pure contro il calendario di serie A. Oggi la sua Inter è inguardabile. Assiste incredulo e silente alla più brutta Inter della sua gestione, graziata da alcune decisioni arbitrali e dal palo amico. Si inalbera improvvisamente per un fallo su Balotelli chiedendo con veemenza il cartellino giallo per il difensore avversario. Chissà in quanti avremmo voluto essere al posto di Orsato che l'ha cacciato. Ma basta!
Voto: 4 (come allenatore e pure come comunicatore che ha stufato tutti)

La curva sud. All'Olimpico giallorosso intorno alla mezz'ora del primo tempo entrano quelli della curva. Esplodono almeno una decina di bombe carta. Viene in mente quel poveraccio che avevano beccato allo stadio di Torino un paio d'anni fa per aver lanciato un petardo. Ma qui siamo a Roma, si continua a giocare, come se centinaia di milioni di debiti non esistessero, figuriamoci se fanno caso ai botti.
Voto: 2 (anche all'arbitro che dopo una decina di botti poteva pure sospendere temporaneamente l'incontro)

Fiorentina. Dietro alla lavagna ci vanno tutti. Dal presidente all'allenatore e soprattutto la squadra. Se le voci di un possibile disimpegno dei Dalla Valle non inducono certo a essere ottimisti, è vero anche che la prestazione offerta contro la Roma dalla squadra è stata veramente indecente. Partita finita dopo un solo tempo con tre palloni sul groppone con cui tornare a Firenze. Un mercato che ha indebolito di fatto la squadra non giustifica prestazioni così squallide come quella offerta contro la Roma.
Voto: 3 (come i gol presi all'Olimpico)


 
 
 

THE DAY AFTER: "Se ritorna la Strega Bianconera"

Post n°299 pubblicato il 14 Settembre 2009 da nick66
 

E' di nuovo caccia aperta, in tutti i sensi, come ai bei tempi. La Juventus, che espugna nuovamente l'Olimpico di Roma griffato Lazio, continua a fare la lepre del campionato e a guardare dall'alto in basso, almeno in classifica, le avversarie tradizionali. L'Inter sbriga la pratica Parma (2-0), dopo che che per ben 70 minuti era rimasta imbrigliata sullo 0-0. Poi i colpi di Eto'o e Milito fanno la differenza. L'altra milanese, bloccata sul pari nella trasferta di Livorno (0-0), perde nuovamente il passo dei rivali. Sono per il momento la Sampdoria e il Genoa a fare compagnia alla Juventus in testa alla classifica. Il Genoa ha asfaltato il Napoli (4-1) in una partita clamorosamente condizionata da alcune dubbie decisioni dell'arbitro Tagliavento. I blucerchiati invece restano issati in vetta dopo aver raccolto, con un po' di fortuna, la posta massima nella trasferta di Bergamo contro l'Atalanta (0-1). Ma il tema di giornata, per chi non ha la memoria corta, è anche la recrudescenza di un certo clima da "caccia alle streghe", seguito al presunto gol annullato alla Lazio sullo 0-0. A soffiare sulle ceneri di un fuoco mai spento si sono esercitati in tanti, fra giornalisti e opinionisti della domenica.

La Strega Bianconera non c'è più. Quella è stata mandata al rogo anche dal fuoco amico. In quella maledetta estate del 2006 John Elkann Pilato non si azzardò nemmeno a tirare una secchiata d'acqua per tentare di spegnere le fiamme di quel "sentimento popolare" che ci ridusse in cenere. Ma soffia e risoffia sulla cenere, quella di Ciro Ferrara sembra veramente di nuovo lei: "la Vecchia Signora". Il calendario non era stato benevolo con la Juventus, riservandole proprio all'inizio un banco di prova severo con due trasferte consecutive a Roma. Ebbene, bypassare questo scoglio con il massimo risultato dato da due vittorie legittima le ambizioni di una squadra degna di chiamarsi Juventus. Soffre, rischia di perdere, ma non si accontenta di un pareggio, vuole vincere e ce la fa, dimostrando una compattezza e un cinismo di capelliana memoria.

Il tempo della "caccia alle streghe". Anche in questo caso c'è qualcuno che soffia sulla cenere del fuoco che il "sentimento popolare" aveva appiccato e che poi un tribunale degno dell'Inquisizione aveva alimentato, mandando al rogo la Strega Bianconera. A sentire certi giornalisti che impugnano il microfono in RAI, c'è da chiedersi come mai sia possibile che con il canone si paghi lo stipendio di certa gente. Ogni riferimento a tale Francesca Sanipoli è puramente casuale. Chi ha avuto la "fortuna" di seguire la sua intervista a Lotito nel dopo partita, sa a cosa ci riferiamo. Per chi l'intervista non l'ha seguita, basterà riavvolgere il nastro digitando il suo nome su google per cercare in rete le testimonianze sulla sua professionalità. Certo ci si aspettava qualcosa da certe redazioni, ma leggere, al primo episodio dubbio, di "spintarelle arbitrali" nell'articolo di Emanuele Gamba su La Repubblica e l'editoriale de Il Corriere dello Sport "Se torna il fallo di confusione" di Stefano Agresti è come vedere di nuovo lanciati tizzoni ardenti a mezzo stampa, con il rischio di riappiccare un fuoco mai sopito. Agresti riesce a riesumare un classico come il gol annullato a Cannavaro in Juventus-Parma del 2000, ricorda che l'arbitro era De Santis squalificato per quattro anni per Calciopoli. Nessun sospetto sulla buona fede arbitrale per Agresti, macché; ma fare i piagnoni con il solito bla bla sulla "sudditanza psicologica" e lamentarsi di un "non straordinario peso politico" di una Lazio che qualche anno fa sarebbe dovuta fallire, anziché poter pagare i propri debiti con l'erario diluiti in non so quanti decenni, è un insulto per chi legge senza aver tatuato addosso un aquilotto. Che dire poi delle lamentele riguardo alle "manca­te ammonizioni di Chielli­ni e Camoranesi per due falli che richiedono obbligatoriamente il cartellino giallo", ignorando analoghi, se non più gravi, interventi di giocatori della Lazio? Perfino l'ex arbitro Cesari a Mediaset ha evidenziato l'assoluta disparità nel sanzionare i falli di gioco di Juventus-Lazio, ma in modo del tutto opposto a come evidenzia parzialmente Agresti. Certo la sudditanza psicologica è una brutta malattia, per un arbitro, come conclude Agresti: ma quando certi giornalisti sembrano smarrire la via dell'equilibrio rischiano di fare danni non minori. Quanto all'ex arbitro Cesari ci meraviglia che nella sua disanima della partita parli di gol annullato alla Lazio, quando invece il gioco era stato fermato prima che la rete fosse realizzata. Cesari ignora poi il fuorigioco di Diakite sul calcio piazzato e sembra non vedere che Cruz, nel tentativo di colpire palla, scalcia il piede di Legrottaglie che perde l'equilibrio e va a terra. Se vi siete persi il commento dell'ex arbitro internazionale dal pulpito delle reti Mediaset, potete vederlo nel video prelevato da Youtube che vi postiamo di seguito.



Quel che resta del Milan e le altre. In un'ipotetica classifica di giornata i tre punti del Chievo, ottenuti in un precoce scontro salvezza contro il Bologna, sono di quelli che pesano. La squadra di Di Carlo ha raccolto contro i felsinei tutto quello che di buono aveva seminato contro Juventus e Lazio senza racimolare nemmeno la miseria di un punto. Inizia bene l'avventura di Ranieri alla Roma. Al fotofinish arrivano i primi tre punti anche per i giallorossi che vincono a Siena (1-2), grazie a un siluro su calcio piazzato di Riise. Senza entusiasmare vince anche la Fiorentina contro il Cagliari, grazie ad una sontuosa capocciata di Gilardino (1-0). L'Udinese piega il Catania (4-2), che per ben due volte era andato in vantaggio; ma Di Natale con una tripletta regala la vittoria ai suoi raggiungendo quota 6 gol in campionato (chi lo segue è fermo a 2). Chiude il cartello delle partite della domenica Palermo-Bari (1-1) con i pugliesi che, andati subito in vantaggio, hanno cullato per novanta minuti la speranza di tornarsene a casa con tre punti. Ci ha pensato il redivivo Budan in pieno recupero a segnare il gol del pari. Quanto al Milan, che nell'anticipo di sabato non è andato al di là del pareggino a Livorno (0-0), quelli forti nel primo tempo sembravano gli amaranto toscani. Poi a metà ripresa è entrato Pirlo, a rilevare un evanescente Ronaldinho, e una fioca luce si è accesa per i rossoneri ristabilendo le gerarchie in campo, ma non è stato sufficiente per assicurarsi i tre punti.

TOP DELLA GIORNATA

Marchisio. E' un prototipo di juventinità ed è un piacere grande poter dire che proprio lui è stato il migliore in campo contro la Lazio. Claudio sta crescendo di partita in partita, diventando protagonista anche con la maglia azzurra. Se continua così sarà difficile che al ritorno di Sissoko possa essere lui a lasciargli idealmente la maglia dell'undici titolare.
Voto: 8 (come la sua maglia)

Di Natale. Tornato in campo dopo un brutto infortunio, Totò Di Natale sembra addirittura migliorato. Segna 6 gol in 3 partite, volando in vetta alla classifica cannonieri; e nella tripletta segnata al Catania non attinge nemmeno a tutto il suo repertorio. Pare che una febbre l'abbia debilitato durante la settimana. Ma basta e avanza.
Voto: 10 (come la sua maglia)

Genova. Saranno state giocate anche solo tre giornate, ma la Sampdoria ed il Genoa, che appaiano la Juventus in testa alla classifica, regalano alla Città della Lanterna il temporaneo titolo di capitale del calcio italiano, viste le gambe zoppe di Roma, Milano e Torino. A Genova, invece, Sampdoria e Genoa vanno al massimo.
Voto: 9 (come i punti in classifica)

FLOP DELLA GIORNATA

Le "vedove" dei falli di confusione. Rieccoli quelli de "Er go' de Turone", del fallo di Iuliano, della "spintarella arbitrale", della Juve che "ruvva". Questi qui in men che non si dica sono in grado di risvegliare quel devastante "sentimento popolare". A ogni decisione arbitrale dubbia, ecco che dalle curve avverse riprendono a levarsi i soliti cori beoti "sapete solo rubare". Ben si accompagnano certi slogan con gli articoli che ci tocca leggere perfino sotto le sembianze di dotti editoriali.
Voto: 0 (la pazienza ha un limite)

Ronaldinho. Ormai è un ospite fisso della rubrica per via delle sue scialbe prestazioni rapportate al blasone del suo nome. L'impressione è che Leonardo lo faccia giocare anche perché condizionato da certi input della proprietà. Ma con il Ronaldinho visto ieri, il Milan ha giocato in 10 fino al momento della sua sostituzione.
Voto: 4 (come il voto in pagella di Livorno)

Tagliavento. Ne combina di tutti i colori a Genova. Prima espelle giustamente Criscito ritenendo di essere stato mandato platealmente a quel paese con tanto di sbracciata. Poi cambia il corso della partita regalando il rigore del pareggio al Genoa, invertendo il fallo fatto da Sculli su Campagnaro. Espulsione per Campagnaro, Napoli in 10, rigore del pareggio e partita capovolta. Tagliavento va in pallone e nella ripresa combina il resto. Un disastro! Di lui ricordiamo lo squallido Cagliari-Juve appena tornati in A. Riuscì a fischiare 3 rigori contro la Juventus, di cui uno non assegnato solo per l'intervento del guardalinee che gli evitò la figuraccia.
Voto: 3 (un disastro appunto)

 
 
 

GAETANO SCIREA

Post n°298 pubblicato il 02 Settembre 2009 da nick66
 

Il 3 settembre di vent'anni fa moriva improvvisamente Gaetano Scirea. Una morte assurda come può essere quella lontana da casa, in Polonia, in un'inutile seconda missione per visionare il Gornik Zabrze, squadra che avrebbe dovuto affrontare la Juventus in Coppa UEFA. Ieri c'è stata una bellissima intervista a Dino Zoff su "La Repubblica" che ha ricordato l'amico scomparso, oggi ne ha scritto Roberto Beccantini su "La Stampa". Ma è domani che cade il ventesimo anniversario. Ancora oggi il pensiero e tanto tempo trascorso da quel 3 settembre 1989 non riescono a riempire il grande vuoto che Scirea ha lasciato. Quel modo di giocare a testa alta, pulito, rispecchiava la persona che sapeva di essere in debito con una vita che gli stava regalando tanto. Se c'è uno stile Juve era proprio lui che sapeva incarnarlo con poche misurate parole, ma soprattutto con i fatti. Scirea era Scirea solo in campo, non c'era spazio per polemiche, dichiarazioni sopra le righe o altro. Una persona che già allora sembrava venire da un altro pianeta in un ambiente, come quello del calcio, in cui un profilo come il suo costituiva un'eccezione rara. Io con la sua Juve sono cresciuto, da bambino sono diventato ragazzo e qualcosa di più. Ho ritrovato su Youtube il pezzo della "Domenica Sportiva" in cui Sandro Ciotti da notizia dell'incidente. Scorrono alcune immagini di Gaetano Scirea, ci si commuove ancora oggi come allora.

 
 
 

THE DAY AFTER "Ave Diego, morituri te salutant"

Post n°297 pubblicato il 31 Agosto 2009 da nick66
 

Avrebbe meritato il saluto che i gladiatori tributavano all'Imperatore, Diego Ribas da Cunha. E' lui che scende nell'arena, lotta e trascina la Juventus a espugnare l'Olimpico giallorosso (1-3). Diego mette a segno una doppietta, campione assoluto, classe brasiliana e concretezza tutta europea plasmata dalle campagne di Portogallo e Germania. La Roma è a terra, pollice verso per Spalletti e i suoi come nell'anticipo di sabato è toccato al Milan, uscito umiliato dal derby contro i cugini nerassurri (0-4). Sarà anche molto provvisoria, ma dopo due giornate e altrettante vittorie la Juventus guarda dall'alto la classifica di serie A. Le fanno compagnia le genovesi e la Lazio. Alla ripresa del campionato, dopo la sosta per le partite della Nazionale, la Juventus sarà di scena ancora a Roma contro la Lazio, in un match che si preannuncia come il clou obbligato della terza di campionato. Ma torniamo alla seconda di campionato con i suoi temi principali.

La forza centrifuga della Juve. Tre gol rifilati alla Roma nati tutti per vie centrali. Il primo da uno svarione del romanista Cassetti, il secondo da un lancio in profondità di Cannavaro impreziosito da un velo di Iaquinta, il terzo, da un'azione in percussione di Felipe Melo. Non è casuale che la Juve sfondi per le vie centrali con Diego e Felipe Melo, i perni del suo rombo. Il gioco sulle fasce è "non pervenuto", con interpreti che si confermano non all'altezza del ruolo. Non disperiamo però. In alcune situazioni potrebbe riproporsi Cannavaro-Legrottaglie come coppia difensiva centrale, Chiellini sulla sinistra e Caceres (Zebina) sulla destra. Ecco che allora, anche senza un altro "Grosso" acquisto, la linea difensiva sarebbe certamente più competitiva a certi livelli. La squadra bianconera è apparsa comunque in crescita dimostrando un potenziale notevole proprio dall'assemblaggio dei suoi due principali nuovi innesti. Diego sembra essere veramente qualcosa in più di un grande giocatore, mentre Felipe Melo dimostra di possedere qualità tecniche e fisiche straordinarie pur senza le briglie di un'opportuna disciplina tattica. Troppi rischi, troppi palloni persi o quasi. Dovrà presto proporsi invece come il principale gestore della fase di possesso palla della squadra, fornendo un decisivo contributo alla sicurezza di manovra che oggi riesce a dare a intermittenza.

Povero Diavolo. Lo 0-4 che si becca il Milan nel derby è di quelli che fanno veramente male. Non esiste rodaggio o pedaggio di apprendistato da poter pagare in partite come questa. Lo 0-4 ai danni dei rossoneri di Leonardo ricorda un po’ lo 0-6 ai danni dei nerassurri di Tardelli del maggio 2001. Fu un cappotto pesante per la carriera di “Schizzo” che non riuscì più a riprendersi dopo quella batosta. Fa più sensazione la pesante sconfitta del Milan rispetto alla netta affermazione interista per il modo in cui è maturata la disfatta rossonera. E' un Milan che vince a Siena ma che frana nel derby, in cui sembra che i rossoneri all'altezza della situazione si possano contare sulla punta delle dita. C'è innanzitutto un equivoco Ronaldinho. Lento ed impacciato, sempre anticipato dall'avversario di turno. Sulle fasce Jankulovsky e Zambrotta sono gravemente insufficienti come troppo usurata appare la diga di centrocampo dei vecchi Gattuso e Ambrosini. Anche le geometrie di Pirlo non riescono ad illuminare come dovrebbero. Si può ripartire da Thiago Silva e Nesta centrali, da Borriello o Huntelaar prima punta e Pato, unico vero fuoriclasse di questo Milan che forse per troppa gratitudine verso "i vecchi" non è stato capace di costruire un rinnovamento adeguato. Poi c'è l'Inter. E' più forte dell'anno scorso, è arrivato anche Snejider a dare ancora più qualità offensiva. La combinazione di cinque tocchi tutti di prima che porta al primo gol di Thiago Motta è qualcosa che di solito riesce solo in allenamento, e che invece accende la luce verde di un gioco che si intravvede proprio nella partita giusta, spaccando di fatto il derby e la storia della partita. Poi il Milan si fa male da solo, ma certo è che questa Inter sembra già più forte di quella dell'anno scorso.

Genova, Lazio e le altre. Si va alla prima sosta del campionato con le due genovesi in vetta alla classifica. La Sampdoria trascinata dal solito straripante Cassano e da un provvidenziale Castellazzi si è imposto sull'Udinese (3-1) dopo una partita vivacissima caratterizzata da continui capovolgimenti di fronte. L'altra metà della città della lanterna, quella rossoblu genoana, espugna invece con una testata di Moretti il sempre difficile campo di una mai doma Atalanta (0-1). Come già accennato, c'è anche la Lazio in vetta, vista la doppietta messa a segno da Cruz con cui si è imposta sul terreno del Chievo (1-2). Fra le altre partite, un Napoli con il fiatone si impone comunque nettamente (3-1) sul Livorno, mentre la Fiorentina regola (1-0) il Palermo. Il neopromosso Parma si impone sul Catania (2-1) con il decisivo gol del giovane Paloschi, il Siena mette a segno uno dei colpi di giornata espugnando il Sant'Elia di Cagliari (1-3). Completa il quadro un bruttissimo 0-0 fra Bari e Bologna, partita disputata su un campo indecente che di questi tempi non si trova nemmeno nelle categorie dilettantistiche. Una vergogna!

Very Happy TOP della giornata

Diego. Si prende la scena dell'Olimpico con l'autorità con cui può farlo solo un grande campione. Essenziale nelle giocate a dare geometria e spessore alla manovra offensiva, cobra quando prende palla a centrocampo e si invola solitario verso la porta avversaria, incurante delle affannose rincorse degli avversari infilando il primo gol. Sarebbe già tanto oro così, ma invece Diego concede il bis puntando la porta e scherzando Mexes nella ripresa. Ne mette dentro un altro ed è tripudio bianconero.
Voto: 9

Cassano. Ancora una volta risulta decisivo per le fortune della Sampdoria. Segna un gol bellissimo, fa un assist, si procura un rigore (che sbaglia). Il tasso di imprevedibilità che fornisce alla manovra dei blucerchiati tornerebbe certamente utile anche all'asfittica Nazionale di queste ultime partite dai zero gol segnati nelle ultime tre prestazioni. Le scelte tecniche di Lippi sono in funzione di un certo progetto, (...) ma vedere convocati mediocri prestatori d'opera come Marchionni e ignorato questo Cassano che pure anche in quel ruolo farebbe bene, è frutto di scelte che di tecnico sembrano avere per poco. Ormai il NO a Cassano in nazionale sembra solo una scelta di coerenza di dubbia lungimiranza.
Voto: 7+

Il Genoa. Dopo aver raggiunto la qualificazione all'Europa League lo scorso campionato, Gasperini ha mischiato le carte. Persi due assi come Thiago Motta e Milito, sembra che il suo 3-4-3 non ne stia risentendo, ma anzi stia traendo nuovo vigore dai recenti innesti. Oggi è stato Moretti, proprio uno dei nuovi arrivati, a regalare la vittoria. Alla ripresa del campionato c'è in programma un Genoa-Napoli che aiuterà a misurare le rinnovate ambizioni genoane. C'è da scommettere che Gasperini potrebbe anche far meglio dell'anno passato.
Voto: 7


pale FLOP della giornata

Leonardo. La sua mancata reattività è all’origine della figuraccia rossonera. Dopo l’infortunio a Gattuso tiene infatti tutti in panca come si trattasse di belle statuine. In sala stampa Leo fa anche un po’ di tenerezza, mentre continua a sottolineare che per mezz’ora il Milan ha tenuto bene il campo. Capirai! Se il Milan avesse perso 0-1 dopo aver giocato 70-80 minuti si capirebbe un discorso del genere, ma non puoi venirtene fuori con una dichiarazione così ridicola. Chiedi scusa e basta, anche perché sullo 0-4 finale pesa un tuo errore difficile da farsi perdonare. La cronaca rende al meglio l’idea: Gattuso si fa male al 18', ma Leonardo nemmeno ci pensa a far scaldare precauzionalmente i possibili sostituti. Al 34', Gattuso chiede il cambio, Leonardo non ci sente. Un minuto dopo Gattuso stende in area Eto’o e viene graziato incredibilmente da Rizzoli che gli sventola solo un giallino. Rigore comunque: 0-2. Leonardo chiede a Seedorf di entrare in campo. “Bradipo” Seedorf in panca sembra in completo da spiaggia, ci mancano solo le infradito, gli tocca mettersi la maglietta rossonera per entrare in campo e ha bisogno del massaggino al polpaccetto dolorante. Passano i minuti. Al 40' Gattuso entra in ritardo da tergo sulle gambe di Sneijder e lo manda lungo lungo al tappeto. Altro giallino per Ringhio, che con quello di prima fa un bel rosso. Il Diavolo è stordito, Leonardo non sa ancora che fare se non schierare un improbabile 4-4-1 per quel che resta del primo tempo, con Ronaldinho e Pato esterni e Borriello unica punta. Al 45' arriva lo 0-3. Intervallo. Si torna in campo, con Seedorf dietro in appoggio a Pato e a un impalpabile Ronaldinho, come voleva il Papi… l’Inter va a due all’ora e non infierisce più di tanto. Arriva solo lo 0-4. Che figura Leo!
Voto: 4 (ma di quelli che lasciano il segno…)

Gattuso. Uscendo dal terreno di gioco ringhia rabbioso su Leonardo, ma la sua generosità è tanta quante sono le sue responsabilità sulla debacle rossonera. Non ce la fa a rincorrere Eto’o perché malconcio, ma lo ferma rischiando l’espulsione diretta e provocando rigore. Mentre Leonardo sembra contare le pecorelle, lui è in piena trance agonistica e continua a far danni, facendosi sostituire direttamente da Rizzoli per poter andare il più presto possibile in ospedale. Diagnosi: distorsione alla caviglia e15 giorni di stop!
Voto: 4 secco

Cobolli Gigli. Si mette ad auspicare una vittoria del Milan per il derby davanti ai microfoni, invece di glissare più opportunamente. Apre così il campo a Mourinho che l’infila in contropiede prima con il risultato sul campo (dove i suoi impongono lo 0-4) e poi con l’antipatica allusione alla presunta amicizia fra Milan e Juve e alla partita fra le due fissata per l’ultima giornata di campionato. “Bella riconoscenza!” avrà pensato Cobolli. Dopo aver quasi regalato a quei signori Ibra e Vieira con tanto di ringraziamento per averli presi, dopo aver detto che nel calcio bisogna ispirarsi ai valori di Facchetti, dopo aver preso sottobraccio Moratti per indelebili immagini di copertine di giornali rosa, Cobolli certe allusioni non se le meritava proprio. "Non sono un nemico dell'Inter, ma sono un tifoso della Juventus" ci ha tenuto infatti a sottolineare Cobolli Gigli a stretto giro di intervista. Noi gli crediamo, soprattutto per quello che riguarda la precisazione sull'Inter.
Voto: 5 di stanchezza per le solite parole di dubbia utilità

 

 
 
 

THE DAY AFTER: "Che bastonata, Mou!"

Post n°296 pubblicato il 25 Agosto 2009 da nick66
 

Chi aveva pronosticato una prima giornata di campionato interlocutoria si è sbagliato. Il botto, fragoroso, l'ha messo a segno il neopromosso Bari, che è tornato a casa con un punto pesantissimo strappato a San Siro contro i vincitori dell'ultimo campionato di serie A Tim. Juventus e Milan hanno avuto ragione di due avversarie toste, ma i tre punti rimediati, oltre che classifica, fanno anche tanto morale per preparare al meglio uno scoppiettante secondo turno di campionato, che metterà già di fronte Milan-Inter e Roma-Juventus a far salire la temperatura di un agosto già rovente. 


Ramadan nerrassurro. Alzi la mano chi si aspettava un'Inter bloccata sul pari da una matricola rattoppata e ancora incompleta come il Bari? Certo nessuno, anche se ormai certe gufate sono così forti e trasversali da far ghignare mezza Italia quando vanno a segno. La squadra di Mourinho è riuscita a cambiare modulo tre volte in novanta minuti, finendo con quattro punte, ma non riuscendo a cavare niente più che un rigorino, davanti a un 4-4-2 barese ordinato, ereditato da Antonio Conte, ma ora orchestrato sapientemente da Mister Ventura, allenatore di lungo corso. Con le squadre sullo 0-0 un impaziente Mourinho, dopo nemmeno mezz'ora di gioco, ha inserito Balotelli per Muntari, forse indebolito dai digiuni del Ramadan, poi ha fatto entrare Quaresma per Vieira, scompaginando di fatto ogni equilibrio tattico sul rettangolo di gioco. Alla fine l'1-1 è un pareggio senza recriminazione di sorta per un Mourinho sconsolato che in sala stampa non cerca scuse. Con quella contro il Bari fanno due partite ufficiali senza vittorie per l'Inter ancora a secco nella nuova stagione, dopo aver anche perso la Supercoppa contro la Lazio. Niente paura però, Paperoni Moratti sta preparando l'assegnino per il sospirato trequartista. Il "rumore dei nemici" inizia a dare fastidio!

Juventus e Milan OK. I successi di Juve e Milan, se possibile, valgono tre punti, ma pure qualcosa in più. I bianconeri sono arrivati alla partita contro il Chievo dovendo fare a meno sulla fascia destra a Caceres e Zebina, preferibili a Grygera, schierando Brazzo sulla sinistra, in attesa magari di ingaggiare Grosso da Lione; ma soprattutto hanno dovuto fare a meno di Sissoko, Felipe Melo, Camoranesi, ovvero di tutto il centrocampo che sulla carta dovrebbe essere titolare; aggiungiamo il forfait di capitan Del Piero ed ecco che l'1-0 portato in fondo contro un indomabile Chievo è uno di quei successi pesanti. Contro i clivensi la Juventus ha, una volta di più, manifestato l'inadeguatezza attuale sulle fasce rispetto al tenore del progetto di gioco complessivo. In tribuna è stato avvistato il procuratore di Rafinha, proposto per quella destra, mentre per la fascia sinistra, è caldissima in queste ultime ore di calciomercato la pista che porta a Grosso. Per il Milan, invece, vincere in trasferta a Siena, dopo lo zuccherino di rigore del Trofeo Berlusconi, vuol dire tornare ad assaporare una vittoria vera ritrovando, fra l'altro, anche i numeri di un Ronaldinho risultato decisivo. Una bella iniezione di fiducia per Leonardo e i suoi dopo un precampionato difficile, ma soprattutto in vista del derby di domenica prossima che promette più scintille che mai.

Le altre. Le squadre protagoniste di vittorie "pesanti" sono: la Sampdoria, capace di espugnare in extremis il Cibali liquidando un Catania apparso con molti problemi in difesa (1-2); il Palermo, che si è imposto su un Napoli (2-1) ingenuo, che comunque ha offerto una buona prova; il Genoa, che ha sconfitto la Roma (3-2) in un incontro condizionato anche da alcune dubbie interpretazioni al regolamento dell'arbitro Morganti. Chiude il quadro dei successi la Lazio, impostasi di misura (1-0) sull'Atalanta. Pareggi senza squilli particolari arrivano dall'anticipo di sabato fra Bologna-Fiorentina (1-1) e Livorno-Cagliari(0-0).

Top della giornata

Pato e Ronaldinho. Il Papero e il Bugs Bunny rossonero regalano al Milan vittoria e spettacolo. Il primo finalizza, il secondo si inventa assist e rovesciate facendo divertire chi ha il rossonero nel cuore, come nemmeno succede a un bambino davanti a certi cartoni animati. Se son fuochi di paglia o fuochi degni di un Diavolo si vedrà più avanti, ma quello che è certo è che Pato può raccogliere l'eredità emotiva lasciata fra i tifosi dalla partenza di Kaka. 
Voto: 8

Cannavaro. Tanto di cappello al capitano della nazionale tornato ad orchestrare la difesa della Juventus come ai bei tempi della Juve capelliana. Dopo aver pazientemente rassicurato i tifosi (ma ce n'era bisogno?) riguardo alle proprie intenzioni con la maglia bianconera, Cannavaro ha offerto una prova senza una sbavatura. Con Chiellini ha chiuso ogni varco allo spauracchio Pellissier e al suo compagno d'attacco Bogdani, che in novanta minuti non sono mai arrivati alla conclusione. Ottimo ritorno Canna! 
Voto 7+

"La Bari". Così viene chiamata la squadra del Bari dai propri tifosi pugliesi. Ebbene i 5.000 presenti a San Siro al ritorno del Bari nella massima serie potranno dire di esserci stati. Vedere il Bari che imbriglia l'Inter, imponendo un pareggio in quella che sembrava essere una partita senza storia, almeno sulla carta (3-0 o al massimo 3-1 per i soloni di Sky), non te la potevi comprare nemmeno con la Mastercard del miliardario texano Tim Barton. Addirittura, a tempo scaduto, il Bari ha anche avuto la possibilità di fare propria tutta la posta in gioco con Rivas a tu per tu con Julio Cesar, ma chiedere questo a San Nicola sarebbe veramente stato troppo.
Voto: 9

Flop della giornata

Mourinho. E' lui il vero sconfitto di questa prima giornata. Getta all'aria ogni equilibrio modificando di continuo l'assetto tattico dei suoi senza trovare il bandolo della matassa. Parla molto da oltre un mese in sala stampa del bel gioco possibile con la nuova Inter priva di Ibra, ma poi in campo non riesce a far seguire alle tante parole un po' di fatti concreti. Più di certe polemiche sterili ed inutili sarà bene che si concentri sul lavoro in campo. Anzi, continui a dare aria alle parole, che per gli altri è meglio!
Voto: 4- 

Materazzi. A dire il vero più che di Materazzi, il flop è in buona parte dell'arbitro Russo di Nola che, sul finire della prima frazione di gara, non sventola all'habitué nerassurro il cartellino rosso per un'entrataccia "a tenaglia" sulle gambe di Alvarez. Si parla tanto di stroncare il gioco violento e poi si permette a chi con un certo tipo di gioco ha scritto la propria carta d'identità di continuare impunemente a picchiare, dandogli un buffetto con un semplice giallino. E' ora di finirla!
Voto: 4 (e un 4 pure all'arbitro!)

Tombolini. L'ex arbitro, impegnato come moviolista della Domenica Sportiva, riesce a scovare un presunto fallo da rigore del portiere del Bari Gillet sull'interista Balotelli. Quello che a tutti appare uno scontro fortuito, per di più a palla lontana, per lui invece sarebbe meritevole della massima punizione. Mah? Che dire?Quando c'è di mezzo l'Inter, chissà perché, Tombolini prende sempre qualche grossa topica che gli fa perdere la testa. Da arbitro arrivò a dirigere la super sfida Juventus-Inter, ma secondo quanto ci ricorda Wikipedia, furono proprio gli errori commessi in quest'ultima gara del campionato 1999/2000 (dapprima la mancata espulsione di Edwin Van der Sar, e poi la successiva espulsione dello stesso portiere bianconero per un fallo di mani fuori area mai commesso), che compromisero la possibilità di Tombolini di essere nominato internazionale. Tombolini, dia retta, lasci perdere l'Inter e, comunque sia, per fortuna non arbitra più!
Voto: n.g. e speriamo non più rivedibile!

 

 

 
 
 

MI RITORNI IN MENTE...

Post n°295 pubblicato il 21 Agosto 2009 da nick66
 

A dire il vero non Te ne sei mai andata. Sei sempre la Juventus, oggi come ieri, unico grande amore che non conosce gelosie. Costante presenza quotidiana sin da quei primi anni, quando senza perché inizi ad emozionarti per Lei. Il bianco e il nero, tutto ed il suo contrario, un universo di passioni racchiuso in quella maglia. Scudetti e Coppe, vittorie e sconfitte, ma sempre con la consapevolezza di chiamarsi Juventus. Le immagini della notte di Roma con Vialli che alza la Champions League e lo scudetto vinto il 5 maggio sono ancora vive a farci vibrare ricordi come se fosse solo ieri. "Ma c'è qualcosa che non scordo", il canto senza tempo di Lucio Battisti sembra fatto apposta per non farci dimenticare lo scippo di due scudetti, lo sfregio indelebile della retrocessione in B, una squadra da sogno azzerata, una società indifesa lasciata al suo destino, preda e vittima di interessi ancora oggi inconfessabili. Che scorrano le immagini di quel 28° scudetto dedicato alla memoria del dottor Umberto Agnelli, che scorrano le immagini del 29° scudetto dedicato agli usurpatori che l'hanno ricostruito di cartone, che scorrano le lacrime di Roberto Bettega, che scorrano le immagini che sembrano far scivolare via Moggi e Giraudo. Quei due scudi sono gioielli che ci appartengono e che vogliamo tornino a splendere nonostante gli imbarazzati silenzi della proprietà bianconera. Ju29ro.com è nato proprio per questo cercando di farsi spazio con la verità dei fatti in quello stesso panorama mediatico che tanto contribuì a creare quel "sentimento popolare" a cui fece riferimento un processo farsesco per condannarci. Siamo ancora qui a chiedere Verità e Giustizia dopo tre anni, "vicini alla squadra e all'allenatore", non faremo sconti a nessuno, nell'interesse di una storia ormai diventata leggenda cullata dal suo stesso destino e da un nome che sa di profezia eterna: Juventus!

 
 
 

TUTTI IN FILA: LA SERIE A PRONTA AL VIA

Post n°294 pubblicato il 18 Agosto 2009 da nick66
 

                                            

Finalmente se n'è andato il calcio d’estate, sciolto al sole di risultati che lasciano spesso il tempo che trovano, ma che regalano indizi interpretabili a piacimento su cui c'è chi si accapiglia volentieri. La Juventus si è aggiudicata il Trofeo Tim e si è persa ai rigori gli extra money della Peace Cup e gli onori del Berlusconi. D’accordo che vincere fa sempre bene, ma nel caso di altrettante vittorie bianconere dal dischetto l’aria si sarebbe fatta così gasata da far pensare di poter fare la fine di certe gazzose, opportunamente agitate dai facili entusiasmi del tifo e da certa stampa di cortile. Invece il campionato parte con una griglia che vede doverosamente in pole position sempre l’Inter, campione in carica, a cui si affianca una Juventus con un Diego in più nel motore e un Milan a marce basse che spera nei miracoli del diesel.

E a proposito di motori, mettiamo per gioco alla griglia di partenza la serie A. Al semaforo verde lo schieramento dovrebbe più o meno essere questo:

Prima fila (Le squadre in lotta per lo scudetto)

Inter – Juventus - Milan.
C’è un Ibra (70 mln) in meno per Mourinho ma un Lucio (5 mln), un Thiago Motta (13 mln), un Milito (13 mln) ed un Eto’o (20 mln) in più. Prima bastava quasi passare la palla avanti allo zingaro per risolvere i problemi, adesso i nerassurri per vincere certe partite dovranno per forza passare dal gioco e non è detto che ci riescano brillantemente. Per non rischiare più di tanto il mister portoghese chiede al suo presidente di comprargli pure un trequartista di primissima fascia e sembra proprio che venga accontentato. Sarà mai abbastanza? Vedremo se l'allenatore di calcio più pagato al mondo è veramente special o solamente mister titulo qualsiasi. La Juventus è l’antagonista che sulla carta si è rafforzata di più. E’ arrivato un fuoriclasse come Diego (25 mln) e pure uno tostissimo in mediana come Felipe Melo (25 mln). Cambio di modulo obbligato per Ferrara per liberare l’estro brasileiro di una Juventus che sulla carta sembra pressoché appaiata agli “onesti” per definizione. I rossoneri hanno faticato più del dovuto nel precampionato ma rombano anche loro in prima fila anche per il mancato rafforzamento di concorrenti quali Roma e Fiorentina. L’arrivo di Huntelaar (15 mln) e di Thiago Silva (10 mln a gennaio) non può compensare certo la partenza di Kaka (67 mln). Il motore rossonero nel mezzo è quello di sempre con Gattuso-Pirlo-Ambrosini, ma gli anni passano e non è detto che il tagliando del campionato valga l'accesso alle primissime piazze. Davanti le speranze sono tutte su Pato, mentre a sperare in Ronaldinho ormai sembra essere rimasto solo il Papi.

Seconda fila (Le squadre in lotta per qualificarsi alla Champions League)

Napoli – Roma - Fiorentina.
Il Napoli riconquista sulla carta posizioni di maradoniana memoria grazie all’ingente esborso economico del presidente De Laurentiis. Il ciuccio si è rafforzato ovunque: in difesa con Campagnaro (7 mln), in mezzo con Cigarini (12 mln), sulle fasce con Zuniga (8,5 mln), in avanti con Quagliarella (16 mln). L’obiettivo minimo è un posto in Europa League, ma poter sognare, specie a Napoli, è una ragione di vita. Una Roma angustiata dai problemi finanziari ha pensato a serrare i ranghi e indebolirsi il meno possibile. Sacrificato Aquilani approdato sulla sponda red del Mersey (22,5 mln), quello giallorosso rimane comunque un complesso di prim’ordine potendo contare sempre su gente come Mexes-Juan-De Rossi-Pizarro-Vucinic-Totti. Se in particolare Totti starà bene, la Roma è squadra da primissime piazze. I viola sono quelli dell’anno scorso con un Felipe Melo in meno in mezzo. Si tratta di un'assenza pesante che potrà essere compensata solo da uno Zanetti (2 mln) in buona salute.

Terza fila (Le squadre con qualche velleità “europea”)

Genoa – Palermo – Udinese.
Il grifone è passato all’incasso piazzando Milito e Thiago Motta all’Inter e ha cambiato necessariamente molto puntando su Amelia (scambiato con Rubinho), Esposito (3 mln) e Moretti (4 mln) sulla linea difensiva, Kharja (6 mln) e Zapater (3 mln) in mezzo, un tridente niente male in avanti con Floccari (12 mln), Crespo (0) e Palacio (5 mln). Mastro Gasperini assemblerà certamente al meglio il tutto puntando almeno a confermare il quinto posto della passata stagione. Il Palermo di un tostissimo Zenga in panchina scommette sul valore aggiunto degli argentini Bertolo (3,6 mln) e Pastore (4,6 mln) e c’è già chi giura che Zamparini li rivenderà entro un paio d’anni a prezzi moltiplicati per “x” volte tanto. Se nel frattempo Zenga raccoglierà un risultato importante tanto meglio. La qualificazione all'Europa League è alla portata dei rosanero. L’Udinese, secondo politica aziendale, ha venduto bene Quagliarella e investito su una moltitudine di giovanissimi arrivati da Spagna, Argentina, Brasile per una pipa di tabacco. C’è da stare sicuri che come sempre qualcuno emergerà andando a rafforzare una compagine che ha mantenuto tutti suoi pezzi da novanta con l’eccezione appunto del solo Quagliarella.

Quarta fila (Le squadre che puntano alla prima metà della classifica)

Lazio – Sampdoria – Atalanta.
Tanti movimenti sui parametri zero per la Lazio già forte di un titulo di stagione. Il sacrificio economico è stato fatto per riscattare Zarate (20 mln) che sarà affiancato, fra gli altri, dal nuovo arrivato Cruz (0). Se dovessero tornare fra i ranghi i dissidenti Pandev e Ledesma, gli aquilotti potrebbero riguadagnare qualche posizione. I doriani si ripresentano al via con una fascia sinistra nuova di zecca con i domiciliati Zauri e Mannini, che chissà quanto spaventerebbero certi allenatori a cui faceva paura Pieri su quella stessa fascia (…) L’Atalanta, fra le principali operazioni, ha ceduto Cigarini e Floccari ed il ricavato è stato reinvestito sul centrocampista Barreto (4,5 mln), e sugli attaccanti Acquafresca (10 mln) e Tiribocchi (2,8 mln).

Quinta fila (Le squadre che puntano ad una salvezza tranquilla)

Cagliari – Catania – Parma – Siena.
I sardi, protagonisti l’anno scorso di un gran campionato, confermano Allegri in panchina, ma perdono Acquafresca in attacco (14 gol la passata stagione). Non sarà semplice ripetersi e puntare più in alto. Gli etnei con il nuovo tecnico Atzori rinnovano i centrali difensivi con Bellusci (2,2 mln) e l’argentino Spolli (1,5 mln). L’acquisto di punta è il trequartista argentino Barrientos (4,5 mln), su cui però c'è il grosso interrogativo su quello che sarà il recupero fisico dopo un grave infortunio da cui è reduce. Fra le neopromosse è il Parma la società che ha convinto di più in sede di calciomercato. La difesa si è rafforzata con l’arrivo del centrale argentino Fontanello (1 mln) e Panucci (0), il centrocampo con Galloppa e Cordova, mentre in avanti sono arrivati Bojinov e l’esterno Lanzafame.

Sesta fila (Le squadre che puntano ad una salvezza all’ultima giornata)

Bari – Bologna – Chievo – Livorno
. Si salvi chi può! Il Bari “texano” del nuovo presidente Timothy Barton si ritrova in lascito una squadra che ha cambiato molto, ma che non sembra attrezzata per raggiungere una salvezza tranquilla. Tandem d’attacco Barreto-Meggiorini piuttosto interessante, ma tutto da verificare ai massimi livelli. Bisognerà aspettare il mercato di riparazione di gennaio per verificare quali saranno i primi colpi di mercato del magnate texano. Per Il Bologna, che un nuovo presidente non ce l’ha, c’è da segnalare fra i pali Viviano, uno dei giovani portieri più promettenti, ma la squadra che si è salvata con mille patemi all’ultima giornata nello scorso campionato è la stessa. Squadra “che si salva non si cambia” anche per il Chievo, protagonista di movimenti minori, mentre il Livorno ritorna in serie A riabbracciando il suo bomber Lucarelli.

Basterà? Potrebbe anche essere in una serie A indebolita dalla partenza di alcuni decisivi campioni e "forte" di 20 squadre iscritte. E' evidente che sono decisamente troppe per mantenere il torneo su alti livelli tecnici. Sarebbe auspicabile quanto prima il ritorno a 18 squadre, ma questa è un’altra storia. Limitiamoci in questa sede ad aspettare che il semaforo sia verde per passare dalle parole ai fatti del campo.

 
 
 

CANCELLATA CALCIOPOLI? UN CAZZO!!!

Post n°293 pubblicato il 08 Agosto 2009 da nick66
 

Dire che leggere il titolo "Cancellata Calciopoli" pubblicato ieri da Tuttosport mi ha lasciato allibito è dire poco. Mi sento preso in giro non solo come chi ha patito come tifoso la sottrazione di due scudetti e l'onta della retrocessione, ma specie come cittadino che ancora oggi reclama verità e giustizia rispetto all'incredibile accaduto di quell'estate 2006. Non serve che poi Guido Vaciago "sistemi" nell'editoriale il tutto facendo capire che il "cancellata" si riferisce agli effetti economici. Il titolo comunica tutta la voglia di Tuttosport di accondiscendenza acritica nei confronti della proprietà bianconera e della dirigenza. L'anno scorso si sono scagliati contro Ranieri (il pesce piccolo) e ora non sanno più come risalire la corrente. I sottotitoli poi sono ancora peggiori rispetto al titolo perché sottintendono una visione assolutamente distorta e cortigiana rispetto alla situazione effettiva, come se la Juventus avesse già rivinto qualcosa. Vaciago, poi, dice che non sono state fatte cessioni eccellenti a differenza di Milan e Inter. Chi dovevamo cedere? Amauri pagato a peso d'oro l'anno scorso (22 mln) o svendere Buffon? L'unico pezzo da mercato in squadra è Chiellini (invenduto due anni fa solo perchénon è arrivata un'offerta che "ci facesse ridere" (cit. Ranieri), a meno che non si voglia svendere il patrimonio fatto in casa dei Marchisio, Giovinco e De Ceglie, patrimonio su cui la nuova Juventus non ha evidentemente grandi meriti. Per il resto tutti i calciatori acquistati da Secco (a parte Sissoko e Iaquinta) oggi hanno un valore di mercato ben al di sotto della cifra sborsata per acquistarli. Guardare avanti e stare vicino alla squadra non significa l'oblio per quanto di ingiusto la Juventus ha dovuto subire in passato specie per colpa di una proprietà che non ha mosso un dito per difendersi da un quadro accusatorio rivelatosi di dubbia consistenza.

Ancora attendiamo di sapere da John Elkann il perchè di quella scelta. Che convenienza c'è stata a rinnegare la Triade, ripianare con 105 milioni il bilancio (Vaciago si è dimenticato di accennarlo) ed accettare lo sfregio indelebile di due scudetti sottratti e l'onta della serie B? Abbiamo tante altre curiosità: quali erano i fantomatici 4 illeciti da cui l'avvocato Zaccone riteneva impossibile potersi difendere? Cosa c'entrava poi Montezemolo per convincere il cda della Juventus a rinunciare al ricorso al TAR? A che titolo è intervenuto nella questione?

Si capisce che non si possano fare certe domande "da giornalisti" agli interessati, molto più comodo ingraziarsi la nuova dirigenza con certi titoli e magari trovare la notizia in circa 200 mila euro di contributo arrivati in cassa della società per la cessione di Ibra al Barcellona, senza evidenziare la plusvalenza di oltre 50 milioni che l'Inter può mettere ora a bilancio grazie all'incapacità manifesta della nuova dirigenza che seppe svendere agli acerrimi rivali oltre a Ibrahimovic anche Vieira al 50% del costo sostenuto solo l'anno prima (ceduto all'Inter a 9,5 mln contro il 19,5 pagati all'Arsenal). Che dire poi del resto? (Mutu, Boumsong, Almiron, Tiago, Andrade, Poulsen, ecc.) L'augurio che rivolgo a Tuttosport, e mi faccio come lettore, è che questo giornale possa tornare ad essere anche un luogo di conoscenza e critica costruttiva come ai tempi di Padovan e non un'inutile velina bianconera fra i tanti media multicolore. E che non si agiti lo scalpo di Ranieri a prova della presunta capacità di critica della testata, in quella occasione è evidente che si sia solo scelto di scagliarsi sull'anello debole di una catena che sta inanellando le prime scelte giuste dopo tre anni di grandi topiche

 
 
 

IL CORRIERE INTERISTA

Post n°291 pubblicato il 03 Agosto 2009 da nick66
 




Quando apri il Corriere della Sera alle pagine sportive hai la certezza che almeno la metà degli articoli riguarda l'Inter. A volte è come se il Moratti pensiero si materializzasse come per incanto in quelle pagine, altre volte, quando si parla magari di calcio internazionale c'è sempre tanta Inter lo stesso da rischiare di farne un'indigestione. Oggi per esempio tale Luca Valdiserri mette a confronto i tornei europei dando pure le istruzioni per l'uso: "è un gioco, nessuno si senta offeso se non c'è." Vai a vedere la squadra che ti ha costruito sul campionato italiano e chi ci mette? 6 giocatori su 11 interisti. Nemmeno per il Barcellona pluridecorato arriva a tanto: per la Spagna di giocatori del
 Barça ce ne sono 3 su 11. Naturalmente la stella della serie A è Eto'o, ci mancherebbe con lo stipendio che gli assicura Moratti, qualcuno sta iniziando già a fare confusione e dire che è meglio di Ibra! Ma vediamola la formazione della serie A schierata per gioco: Julio Cesar in porta, linea difensiva con Maicon, Lucio, Mexès, Chivu; in mediana De Rossi e Cambiasso; sulla tre quarti Hamsik, Diego e Pato; unica punta Eto'o. Per fortuna che la Juventus è riuscita ad assicurarsi Diego perchè se no nel Dream Team del Corriere non ce ne sarebbe uno di bianconero. O forse sì, qualche panchinaro magari: perchè c'è pure la panchina dove Valdiserri fa sedere Buffon, Chiellini, Felipe Melo, Pirlo, Cassano, Zarate, Milito. Basta così? Macchè, perchè il buon giornalista ci aggiunge che "la panchina non è esattamente da sogno". E va bene, il Corriere della Sera e il Valdiserri saranno anche liberi di vedere il calcio come vogliono, ma ci vuole un po' di equlibrio anche nei giochi quando si fanno sulle pagine di un giornale come il Corriere della Sera. Preferire Mexés a Chiellini è molto più di opinabile tralasciando altri protagonisti di una panchina "scarsa". Parliamo giusto della scelta di Mexés, gli interisti non ve li tocchiamo, per carità!

 
 
 
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IL SILENZIO DI JAKI SUGLI SCUDI DI CALCIOPOLI

Poche settimane fa, a Pinzolo, "mi è capitato" di chiedere a John Elkann:  "Ingegnere, richiederà mai la Juventus i due scudetti?" La risposta di John Elkann, dopo 5"27 di silenzio: "Scudetti che abbiamo vinto, noi sappiamo quelli che abbiamo vinto... E quella è quella cosa importante". No comment...

 

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"Per me Juventus vuol dire storia del calcio. Una storia fatta da squadre indimenticabili e da giocatori che con il loro agonismo e la loro genialità hanno scritto alcune delle pagine più belle ed importanti nel libro del calcio mondiale. Juventus vuoi dire cultura e stile che distinguono i dirigenti, gli allenatori ed i giocatori juventini. Infine Juventus vuoi dire passione e amore: la passione che unisce i milioni di tifosi in tutta Italia, in tutto il mondo; l'amore per la maglia bianconera che esplode nei momenti di trionfo e non diminuisce in periodi meno felici."

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"Una sentenza pazzesca, e non perché il calcio sia un ambiente pulito. Una sentenza pazzesca perché costruita sul nulla, su intercettazioni difficilmente interpretabili e non proponibili in un procedimento degno di tal nome.Una sentenza pazzesca perché punisce chi era colpevole solo di vivere in un certo ambiente, il tutto condito da un processo che era una riedizione della Santa Inquisizione in chiave moderna. E mi chiedo: cui prodest? A chi giova il tutto? Perché tutto è uscito fuori in un determinato momento? Proprio quando, tra Laziogate di Storace, la lista nera di Telecom, poi Calciopoli, poi l’ex Re d’Italia ed ora, ultimo ma non ultimo, la compagnia telefonica Vodafone che ha denunciato Telecom per aver messo sotto controllo i suoi clienti. Vuoi vedere che per coprire uno scandalo di dimensioni ciclopiche hanno individuato in Luciano Moggi il cattivo da dare in pasto al popolino?"

Enzo Biagi su Calciopoli, intervista pubblicata su "Il Tirreno" del 16 Agosto 2006
 

 

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