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Post n°336 pubblicato il 08 Febbraio 2010 da nick66
Mentre le partite di campionato diventano per l’Inter poco più di un allenamento, le altre si scannano per le briciole milionarie dei posti utili per accedere alla prossimaChampions. E’ la Roma, che mantiene le distanze, a fare il colpaccio di giornata espugnando Firenze con un gol nel finale, dopo aver subìto la supremazia dei viola per tutto l'incontro. Ha perso altro terreno il Milan, che a Bologna ha trovato solo due legni sulla propria strada scivolando a -10. Disco rosso per il Napoli ad Udine, ad interrompere l'imbattibilità di Mazzarri (15 partite). Si è trattato di una sconfitta dura da digerire per i partenopei, ridotti in 10 per più di un tempo per l'espulsione di Maggio, e particolarmente sfortunati per gli episodi succedutisi nel corso della gara. Basti pensare che a un minuto dalla fine solo il palo ha fermato quella che poteva essere la palla del successo per il Napoli, mentre solo nei minuti di recupero è arrivata la beffa con due gol di Di Natale.
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Post n°335 pubblicato il 04 Febbraio 2010 da nick66
"Eh Vecchia Signora mia, le prescrivo un 3-4-3 e vedrà che in un paio di mesi tornerà a sentirsi come una ragazzina... Vedrà che a maggio il terzo posto non glielo toglierà nessuno!" Fra il medico e l'ammalata è più o meno questo il dialogo ideale che emerge da questi primi giorni di cura Zac. Un nuovo modulo come un'aspirina dagli effetti benefici, quasi si trattasse di un dolorino qualsiasi. Un'aspirina che non si sa quali effetti potrà avere, ma che certamente agirà su metà del corpo della paziente, perché l'altra metà è proprio rotta. Marchisio, Poulsen, Camoranesi e Trezeguet ancora nell'infermeria virtuale di Vinovo, per non parlare di Iaquinta, il cui ritorno è diventato un vero e proprio rebus, visto che il suo rientro in squadra è stato ancora rinviato. Un nuovo modulo senza gli interpreti adatti, perché i tre centrali non hanno praticamente ricambi se non Caceres, che è l'unico che può assicurare continuità sulla fascia destra, mentre su quella sinistra dire che la squadra è poco attrezzata è dire un eufemismo. Il centrocampo sulla carta è il reparto più convincente, ma in avanti la coppia Del Piero e "mocio" Amauri è oggi improponibile a certi livelli. Ma abbiamo fatto trenta e facciamo pure trentuno, peggio di questi ultimi due mesi sarà proprio difficile fare. |
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Post n°334 pubblicato il 01 Febbraio 2010 da nick66
C'erano gli "spalti impraticabili" a Parma e non si è giocato. Sì, avete capito bene, perché in Italia ormai, se il campo è praticabile o meno, è un aspetto secondario. Ci sono da considerare gli spalti, le vie di fuga, se si ha più o meno voglia di giocare, se magari si è giocato anche giovedì allora no, meglio non farlo. Che questo sia successo all'Inter è senz'altro una casualità, ma certo che stavolta almeno Moratti e Mourinho non si sono lamentati. Strano che la Lega abbia acconsentito al rinvio della partita, invece di preferire di far slittare di un paio d'ore l'inizio della partita così com'era possibile, visto che alle 15.00 gli spalti erano completamente sgombri di neve. Pur senza scendere in campo l'Inter è riuscita, in un certo senso, a vincere lo stesso. Perché dietro glisparring partners nemmeno sono all'altezza, con un Milan che si fa bloccare sul pari da un coriaceo ma pur debole Livorno, e la tanto strombazzata Roma che trova i tre punti solamente a tempo quasi scaduto, solo grazie ad un improvvisato quanto indovinato colpo di tacco di Okaka. Una sorta di provvidenziale "fattore C" per la Roma che allunga sul Napoli fermato al San Paolo dal Genoa, ma soprattutto sul Palermo, stoppato dal Bari, e sulla Juventus che, nonostante un generoso rigore trasformato da Del Piero, non riesce a superare la solita Lazietta cui bastano cinque minuti per pareggiare. Rosanero e bianconeri sono così a -7 dai giallorossi. Alzi la mano chi pronostica una Juventus davanti a Roma e Napoli a fine campionato! Oggi come oggi è veramente troppo azzardato prevederlo. Piuttosto la Juve ormai deve guardarsi dietro per non scivolare ancora più giù. A un solo punto c'é la Sampdoria, che vince per la seconda volta consecutiva, e a un'altra lunghezza ci sono Genoa, Bari e Cagliari, con i sardi che devono recuperare pure una partita. Anche la Fiorentina deve recuperare contro il Milan e in caso di vittoria appaierebbe la Juventus. Nella giornata contraddistinta da ben sei pareggi su nove partite disputate, in coda non succede molto, se non che Atalanta e Siena, rispettivamente sconfitte contro Sampdoria e Roma, vedono allontanarsi di un altro punticino la zona salvezza, che va - 4 per i bergamaschi e a -8 per i senesi. In estrema sintesi, diciamo che questo è proprio un campionato impraticabile come gli spalti di certi stadi rigorosamente di serie A. Per fortuna che chi è davanti alla tv può sempre cambiare canale! |
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Post n°333 pubblicato il 31 Gennaio 2010 da nick66
Parma-Inter non si è giocata per la neve. Verso le 11,30 lo ha ufficializzato il questore Gennaro Gallo, per la impraticabilita' degli spalti del Tardini (!) Si è quindi trattato della prima partita della storia rinviata non per impraticabilità del campo, ma per impraticabilità degi spalti (!!!) per la nevicata caduta nella notte. Dieci centimetri di neve fresca. Al giornalista di Sky che a mezzogiorno gli ha chiesto se si poteva giocare un'ora più tardi, la risposta del questore è stata disarmante: “Attualmente gli spalti non sono ancora liberi dalla neve (erano le 12.00), stanno ancora lavorando e ne avranno, credo, ancora per un'oretta buona. Quindi, per le 15.00 non ce l'avremmo comunque fatta. In ogni caso, i tifosi non è che poi potessero entrare allo stadio alle 15.00, dovrebbero entrare almeno un'ora prima, tenendo conto che lo stadio era tutto esaurito. Nel momento in cui abbiamo fatto un sopralluogo, e ancora adesso, credo non ci siano le condizioni per la sicurezza degli spettatori, non parlo del terreno di gioco". Fatto sta che alle 15.00 gli spalti del Tardini erano sgombri di neve. Si è diffusa allora la voce che non si è giocato per "pericolosità delle vie di fuga". Decisione presa dal questore con tanto di Ok della Lega e delle società. Leonardi, direttore sportivo del Parma, ha ammesso che si sarebbe tranquillamente potuto giocare con un paio d’ore di ritardo, ma che sono emersi possibili problemi di ordine pubblico, come se si fosse trattato della prima volta che si aspetta due ore fuori dai cancelli per entrare a vedere una partita. L'aggravante è che il tutto si poteva annunciare a mezzogiorno, con congruo anticipo. E' veramente strano pensare che, di fronte a un calendario con pochi “buchi”, la Lega abbia preferito posticipare la partita anziché differirla di un paio d’ore. Dopo le polemiche sollevate da Via Durini, riguardo alle date delle partite di Coppa Italia, è arrivata quindi subito l’occasione per la Lega di rabbonire Moratti e compagnia. Molto meglio posticipare la partita contro il Parma invece di giocarla, specie considerando di aver giocato solo giovedì sera contro la Juventus in Coppa Italia. E intanto 24 ore prima a Monaco di Baviera, il Bayern giocava la partita di Bundesliga sotto la tormenta di neve battendo il Mainz per 3-0. Chissà com’erano le vie di fuga lì? |
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Se è raro che la verità dei fatti superi l’immaginazione, ebbene in casa Juve, anche in questi ultimi giorni, quello che sta succedendo lascia basiti. Dopo l’eliminazione al primo turno diChampions League e un filotto di sconfitte senza precedenti, quella di sabato sera contro la Roma sembra sia stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso della pazienza di John Elkann. L'addio a Ferrara e l'arrivo di un nuovo allenatore sono un’eventualità che in Corso Galfer dovrebbero aver contemplato da tempo, visto l’andamento della squadra da due mesi a questa parte. Ma allo stato dell’arte l’esonero del tecnico bianconero è ancora in divenire, tanto che i bene informati sono sicuri che dovrebbe essere ancora lui a sedersi sulla panca bianconera giovedì sera contro l’Inter. Dire che si tratta di una situazione paradossale è eufemistico. Mentre i media si sbizzarriscono con il toto allenatore, la società, che pure è quotata in borsa, tiene la bocca cucita, senza nemmeno affidarsi a un laconico comunicato stampa per arginare lo sciacallaggio mediatico che si è scatenato. La consapevolezza che per Ferrara il tempo sia ormai scaduto l'hanno data le pagine de “La Stampa” già domenica mattina, all'indomani dell'ultima sconfitta. Un fatto assodato su cui “il giornale di famiglia” si è sbilanciato con la sicurezza di chi ha una notizia certa in mano. E’ trascorsa una domenica di illazioni, e sono arrivati un lunedì e poi anche un martedì senza una qualsivoglia nota ufficiale della società, in conseguenza di una posizione che “di fatto” ha assunto la proprietà. I nomi fatti in questi giorni comprendono pensionati e commentatori televisivi a portata di mano che la mezza Italia che ci deride vorrebbe appiopparci. Ci sono poi due allenatori come Hiddink e Benitez su cui si stanno sprecando le voci più incontrollate, con il primo nome che aleggia da oltre un mese e quello dello spagnolo uscito prepotentemente nelle ultime ore. Ma è tutta una ridda di voci senza riscontri, che danno l'idea di una situazione ben confusa e complessa da cui sembra difficile uscire nel giro di poche ore. L'impressione è che la dirigenza sia stata spiazzata dalla presa di posizione di John Elkann e adesso stia cercando di venirne a capo sapendo di non poter più sbagliare. Ma far finta di niente e mandare un allenatore totalmente sfiduciato in panchina giovedì sera nella partita di Coppa Italia contro l’Inter è qualcosa di veramente allucinante. Per sgombrare il campo dagli equivoci ci si domanda perché non si sia già provveduto all’esonero dando la squadra in mano al tecnico in seconda o all’allenatore della primavera o al responsabile del settore giovanile, così come avviene quando una società non ha pronto un sostituto. Di fronte all'esonero praticamente "annunciato" si sarebbe evitata una via crucis a Ferrara, ma anche una situazione che, in caso di vittoria, potrebbe diventare un tantino imbarazzante. Si sarebbe trattato di una scelta forse più logica nell’attesa di annunciare il nome del nuovo allenatore, indipendentemente dal fatto che questi possa essere “un traghettatore” o un portatore di un nuovo ehm... “progetto”. La speranza è che almeno la scelta del nuovo tecnico tocchi in toto a Bettega, l’unico lì in mezzo che goda della fiducia del popolo bianconero. Comunque sia, per il prepartita contro l’Inter, è il sito ufficiale della Juventus ad annunciare che la conferenza stampa sarà presieduta da Ferrara. Come dire, a Kafka questa Juventus gli fa un baffo! |
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Post n°331 pubblicato il 25 Gennaio 2010 da nick66
Che il campionato sarebbe diventato "Cosa Loro", anche se con i rossoneri solamente relegati al ruolo di sparring partners, Nostradamus Moggi l'aveva pronosticato per tempo, ma che La Juve diventasse quello che è oggi nemmeno i più pessimisti e gli jettatori di professione potevano prevederlo. Con quella maturata contro la Roma siamo a 8 sconfitte su 21 giornate di campionato, mai era successa una cosa simile nella storia bianconera. L'ultimo parziale è di 5 sconfitte su 6 partite, un'andatura da zona retrocessione. In classifica la squadra, fino ad ora allenata da Ferrara, si ritrova ai margini della zona buona solo per entrare nell'Europa di serie B, staccata da Roma e Napoli, scavalcata dal Palermo ed avvicinata pure da Genoa e Cagliari. In due mesi di profonda crisi Monsieur Trinité è stato solamente in grado di richiamare Bettega per nascondersi dietro le sue spalle e niente più. Che Ferrara sia inadeguato e impotente rispetto al ruolo assegnatogli l'hanno capito nel frattempo anche i più riottosi. Intanto gli allenatori sulla piazza si sono tutti più o meno accasati, lasciando disponibili sul mercato solo pensionati che non allenano da un decennio e commentatori televisivi con brevi esperienze da allenatore. Blanc aveva scelto Ferrara senza considerare adeguatamente il rischio che la scelta di un allenatore inesperto poteva comportare (specie dopo l'esonero di Ranieri) e senza pesare per nulla gli scompensi di un eventuale cambio di modulo prospettati comunque dal tecnico testaccino. Alla luce di questo, ecco che l'esonero di Ferrara, inevitabile da tempo per i più, appare in buona sostanza come togliersi una pagliuzza, mentre la trave di questa Juventus è sempre più chiaro che sia rappresentata proprio da Blanc e dal suo fantomatico progetto, in grado di dilapidare centinaia di milioni con scelte dilettantesche, ma risparmiando sugli allenatori, come chi si compra un bell'abito senza preoccuparsi del cappottone per l'inverno. Ma la cosa tanto più sconcertante, quanto evidente, è che costui abbia lavorato sciaguratamente alla costruzione della Juventus di quest'anno avvalendosi dei consigli interessati di qualcuno che non rientrava nei quadri societari, spogliati, e qui sta la gravità, di ogni competenza tecnica. Così facendo questa Italjuve è diventata, di fatto, un laboratorio della Nazionale con l'innesto "a capocchia" di un Felipe Melo e di un Diego, acquistati a prescindere da qualsivoglia contesto tecnico e tattico. Questo manager francese sta riuscendo laddove nemmeno le sentenze dei tribunali sportivi dell'estate 2006 erano riuscite; ovvero sta distruggendo, giorno dopo giorno, l'orgoglio di una tifoseria che sta reagendo in modo sempre più assuefatto e rassegnato allo scempio che si sta compiendo. Da considerare c'è anche il pesante impatto economico che certe scelte quanto meno discutibili stanno comportando, con una svalutazione del parco giocatori di decine e decine di milioni di euro. Ma chi se lo comprerebbe oggi un Amauri o un Felipe Melo a venti milioni e passa di euro? Del resto parliamo dell'unico presidente della serie A che non rischia un euro di suo ma che, nonostante il suo fallimento sia sotto gli occhi di tutti, da quest'annata percepirà di certo una cifra difficilmente inferiore ai tre milioni di euro. Se proprio deve essere così, che almeno lo si liquidi il prima possibile con tutte le spettanze dovute e un bel biglietto di ritorno a Chambéry con su scritto un bell'adieu!
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“E’ un pomeriggio di sole del settembre 1925 quando la Fiat Torpedo 509 di Edoardo Agnelli si ferma davanti allo storico campo di gioco della Juventus di Via Marsiglia. Ad aspettarlo c’è la dirigenza bianconera al completo che lo saluta mentre sta scendendo dall’auto. Il presidente risponde al saluto con un cenno della mano ma esita ad avanzare verso chi lo sta attendendo e si attarda all’interno dell’auto. La sorpresa è generale quando Edoardo scende dall’auto e va verso di loro tenendo per mano un bambino di nemmeno cinque anni che indossa un vestitino bianco e blu alla marinara: è suo figlio Gianni...”
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Post n°329 pubblicato il 18 Gennaio 2010 da nick66
A Verona la Juventus raschia ancora il fondo del barile. Fanno festa i i clivensi, che per la prima volta battono quella che una volta veniva chiamata Vecchia Signora. Adesso, ridotta a "battona", si fa infilare e beffeggiare a destra e manca, senza nessuno che alzi un dito per difendere un po' di onore. Ma chi mai dovrebbe farlo? Forse Blanc? D'accordo che le feste sono ormai andate, ma si è mai visto un tacchino organizzare il cenone di Natale? Certo che no, perché la festa a Natale sono gli altri che la fanno a lui. E Blanc fa proprio la figura di un tacchino. Immobile ed assolutamente impotente davanti allo sfascio bianconero, si avvicina sempre di più alla tavola imbandita su cui la festa dovranno per forza farla a lui. E' inutile cercare tardivi parafulmini "alla Bettega" per celare palesi fallimenti: il primo responsabile dell'attuale sfascio bianconero è l'uno e trino di Chambéry, che sa bene quanto l'esonero di Ferrara segnerebbe una volta di più il proprio fallimento personale. Ma a questo punto a salvare capra (o tacchino?) e cavoli ci dovrebbe essere una proprietà, capace fin qui solo di scelte dissennate (sono i risultati a dirlo) quanto di fugaci ed inutili visite all'ossario di Vinovo (visti i 42 infortuni fin qui occorsi). Adesso la Juventus è scivolata fuori dalla zona Champions e, considerate le partite da recuperare delle altre squadre, anche la qualificazione all'Europa League sarebbe fortemente ballerina ora. La Juve nelle ultime 10 partite ha collezionato ben 6 sconfitte con 18 gol subiti. Solo 6 squadre hanno fatto peggio a livello di punti, mentre le sole Atalanta e Siena hanno perso di più (7 sconfitte) e c'è solo il Siena che ha subito più gol (18 quelli della Juventus, 26 quelli del Siena). Per trovare una Juventus che perde 7 partite nelle prime 20 giornate bisogna andare indietro di 70 anni fino al campionato 1948-49!
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Post n°328 pubblicato il 11 Gennaio 2010 da nick66
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Post n°327 pubblicato il 07 Gennaio 2010 da nick66
Che Calciopoli sia stato uno scandalo vero ormai ci credono solo gli interisti, e mica tutti, che da quella farsa in poi si sia assistito a dei campionati veri ci credono solo i Materazzi, quelli che il 5 maggio 2002 chiedevano “fateci vincere!” agli avversari colpevoli di giochicchiare contro avversari inebetiti. Nonostante i quintali di ridicolo di cui i Materazzi si coprirono quel giorno, oggi continuano a farneticare di chissà quali inghippi per giustificare quel suicidio. Oggi c’è stata la Befana a portare alla banda degli onesti un paio di regali, grazie ai quali Mourinho e compagnia sono riusciti ad espugnare il Bentegodi. E' stato imbarazzante il guardalinee Calcagno, che sembrava più il libero dell'Inter che non uno della terna arbitrale. Il suo collega non è stato da meno, non ravvisando gli estremi del rigore su Pellissier nel primo tempo. Pierpaoli si era già portato il fischietto alla bocca per fischiare, ma poi gli sarà mancato il fiato. Fatto sta che quelli del Chievo si sono messi a protestare, mentre gli altri sono andati a segnare. Finita qui? No, perché all’ultimo minuto c’è stata l’apoteosi con "la pugnetta" di Quaresma ad anticipare la testa di Yepes in piena area di rigore. Rigore? Ma perché mai? Anzi, l’allenatore degli onesti, imbeccato da Caressa ai microfoni di Sky, ci pensa un attimo e poi sbotta sicuro: “L’ha presa Yepes di testa”. Mourinho, onesto fra gli onesti. |
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"Ho sempre considerato la Juve la realizzazione dei miei sogni. Il calcio per me è la Juve..."
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Chissà perché, leggendo le news del sito della Juventus, ci è tornata in mente la celebre e inconsapevole battuta rilasciataci da John Elkann la scorsa estate, in risposta a chi gli chiedeva lumi riguardo al numero degli scudetti della Juventus. Ma questa è un'altra storia (il relativo video è cliccabile alla Vostra sinistra su questo blog). |
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Post n°324 pubblicato il 27 Dicembre 2009 da nick66
Il 27 dicembre dev'essere proprio un giorno destinato alla nascita di campioni bianconeri. Se Roberto Bettega festeggia i suoi 59 anni, in questo giorno ricorre anche l'anniversario della nascita di un altro grande, indimenticato campione bianconero: John William Charles, 150 presenze e 93 reti con la maglia della Juventus, messe insieme fra il 1957 e il 1962. Charles nei cinque anni con la Juventus vinse tre Scudetti e due Coppe Italia. Un campione veramente di altri tempi, un gigante del calcio di nome e di fatto, con il suo metro e novanta di altezza; mai ammonito, mai espulso. Come per Bobby Gol il suo pezzo forte era il colpo di testa, nonostante saltasse con le braccia unite al corpo per non far male agli avversari. Boniperti racconta, nel suo "Una vita a testa alta", come durante certe partite, fra il primo e il secondo tempo, lo invitasse a saltare con le braccia larghe per aver ragione più facilmente degli avversari nei contrasti aerei. "Il gigante buono" faceva di sì con il capo, mai poi rientrava in campo e non si azzardava ad allargare quelle braccia, non ne aveva bisogno. Anzi, Charles durante i suoi cinque anni in maglia bianconera si rese protagonista di gesti passati alla storia, iniziando dal suo primo derby contro il Toro dopo poche giornate di campionato: era il 13 ottobre del 1957, la Juventus vinse 1-0 proprio con un suo gol, ma Charles si rese protagonista di un'altra vera prodezza che iniziò a farlo conoscere per il campione di umanità che è stato. Saltò insieme al difensore granata Brancaleoni per contendergli un pallone: lo scontro fu tremendo, mentre l'azione continuava i due rimasero a terra; si rialzò prima il bianconero, che andò a sorreggere il granata che si ritrovò con il viso imbrattato di sangue per la frattura del setto nasale. Charles lo sollevò e lo sorresse fino all'arrivo dei soccorritori, riuscendo ad unire i tifosi della Juventus e del Torino in un unico grande applauso. Questo era John Charles, un campione a tutto tondo, proclamato nel 2005 il miglior giocatore gallese di tutti i tempi, un fuoriclasse assoluto di un calcio che non c'è più. John ci ha lasciato il 21 febbraio 2004. Vederlo adesso ritratto nelle foto in bianconero insieme a Sivori e Boniperti sembra quasi si tratti di una leggenda. Invece è storia vera. Charles in Italia arrivò nel 1957 insieme a Sivori,primi acquisti del giovanissimo presidente Umberto Agnelli, allora ventiduenne. I due fuoriclasse al primo anno segnarono 50 gol in due (Charles 28, Sivori 22) risollevando una squadra che l'anno precedente era arrivata a un soffio dalla retrocessione. Fu subito scudetto, quello della prima stella. "John Charles fu un Re - scrive il duo Bernardi - Novelli in "Tre Re per la Signora" - lo chiamarono King John perché aveva la regalità e la monumentalità degne della statura di un sovrano. John fu il Re dell'Aria, del gioco aereo". Quella scritta da Charles è stata una delle più belle pagine della storia bianconera, una pagina che ancora adesso è sempre piacevole ed emozionante da sfogliare. |
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Post n°323 pubblicato il 27 Dicembre 2009 da nick66
Fra Jean Claude Blanc e John Elkann ci deve essere stato il fatidico colpo di fulmine scoppiato con i fuochi di quel Capodanno. La cena galeotta fu organizzata da amici comuni a Marrakech. Capitarono seduti l'uno di fianco all'altro e iniziarono a parlare di sport, di visioni e trasmutazioni, di come certe esperienze di altri sport potessero riguardare anche il mondo del calcio. Nemmeno il tempo di una stretta di mano per salutarsi che qualche mese dopo Blanc già sedeva nel CdA della Juventus. Un anno di tempo per capire dove si trovava e che cosa ci stava a fare, e poi “il botto” grazie a Calciopoli. Via i cattivi Giraudo e Moggi, dentro Monsieur Blanc de Chambéry. Che fosse sull’ingordo andante se ne sono accorti tutti subito, perché in quella Juve arrivata al dessert, di fette di torta il francese ne volle subito due, sbafandosi in un sol boccone sia il ruolo di amministratore delegato che di direttore generale.
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Post n°322 pubblicato il 21 Dicembre 2009 da nick66
Il freddo gelido si abbatte su mezzo mondo, ma in Italia sembra fare più freddo. In serie A, ben quattro partite su dieci sono state rinviate a data da destinarsi, complici non tanto le condizioni dei terreni di gioco, ma le infrastrutture obsolete di stadi profondamente inadeguati di cui ci siamo già occupati qui.
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Quinta sconfitta nelle ultime sei partite. Anche contro l'ultima in classifica, il Catania, la Juventus ha dato il peggio di sé uscendo sconfitta. Il fondo del barile è stato raschiato da tempo, eppure ci tocca ancora sentire dai protagonisti di questa epocale disfatta che non se ne vanno, non abbandonano la nave, oppure le amenità di sempre, che "bisogna stare uniti" e continuare così a sprofondare, ma il precipizio è questo, ci siamo dentro fino al collo. Ferrara sta deludendo come uomo oltre che come allenatore: al suo posto, con un briciolo di dignità, avrebbe dovuto rassegnare le dimissioni almeno oggi. Cinque sconfitte in sei gare con la pesante eliminazione in Champions League costituiscono un ruolino da imporre scelte drastiche. Ma si tratta solo di una fase terminale di problemi affiorati in questi tre mesi di risultati alterni, per una crisi che arriva da lontano. Sarebbe serrio ed auspicabile aspettarsi le dimissioni di Ferrara che invece non arriveranno. Le colpe però non si limitano certo all'allenatore, perché ad essere cacciati senza se e senza ma, dovrebbe essere una dirigenza che in tre anni ha compiuto errori su errori di mercato dilapidando con i vari Andrade, Boumsong, Tiago, Poulsen, Felipe Melo, etc. un centinaio di milioni di euro. Non si capisce come certi dirigenti possano continuare a sedersi sui loro scranni in presenza dell'evidenza dei fatti a sconfessare il loro operato. C'è tanta presunzione ed arroganza soprattutto "nell'uno e trino", Jean Claude Blanc, uomo a digiuno di calcio che impersona tre ruoli dirigenziali nemmeno fosse un superuomo. Fermarsi a Ferrara sarebbe infatti come guardare alla pagliuzza e far finta che non ci sia la trave data da certe scelte che stanno a monte di tutto il problema Juventus: John Elkann! Sono state le sue scelte a far colare a picco la Juve nell'estate di calciopoli e ha continuato a sbagliare anche dopo, affidando la società a gente a digiuno di calcio. Viene da pensare che il progetto sventolato a più riprese da Blanc sia proprio il ridimensionamento della società, vista la situazione attuale e l'incapacità di assumersi le nececcarie responsabilità. Adesso sembra che ritorni Bettega. Ma che senso ha? Bettega dovrebbe tornare in pompa magna e non a far da raccordo semplicemente fra dirigenza e allenatore quale consulente della società. E' un po' come prendersi un'aspirina quando si ha una polmonite. Speriamo che Bettega non si presti a fare da parafulmine a questa sconclusionata e autolesionista Juventus che merita solo di colare a picco portandosi dietro tutta la mediocrità di una dirigenza assurda che, da Calciopoli in poi, ci fa veramente vergognare di chi ci rappresenta. Questi dovrebbero essere i primi a togliere il disturbo. |
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C'era grande attesa oggi per la sentenza di primo grado del Processo con il rito abbreviato che vedeva imputato soprattutto Giraudo per cui i PM avevano richiesto la condanna a 5 anni per associazione a delinquere. Ebbene, a essere ingenui ci si aspettava un'assoluzione vista l'assoluta inconsistenza dell'accusa ed è stata grande la delusione una volta appreso della condanna a tre anni. Si va a leggere una nota ANSA che riporta il dispositivo della sentenza e si scopre che Giraudo è stato condannato perchè "ritenuto responsabile di associazione per delinquere e per tre singoli episodi di frode.
Ma attenzione che in Udinese Brescia ci fu espulso solo Jankulovsky dell'Udinese in seguito a una rissa e su segnalazione del guardalinee (non indagato). Per quanto riguarda gli altri ammoniti (Pinzi, Muntari e Di Michele) giocarono tutti e tre contro la Juventus la settimana successiva. Strano che alcuni semplici tifosi si possano accorgere di un errore clamoroso, mentre sembra proprio che questo sia stato un fatto servito ad emettere la condanna di Giraudo. Ma dove siamo? Per gli altri capi d'imputazione è per lo meno strano che non risultino indagati il notaio e i giornalisti che presiedevano a quei sorteggi. Tutto molto strano e poco credibile, naturalmente nel rispetto delle sentenze, ma con la ferma convinzione che certi capi d'imputazione possano essere ribaltati in Corte d'Appello.
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Post n°319 pubblicato il 14 Dicembre 2009 da nick66
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Post n°317 pubblicato il 09 Dicembre 2009 da nick66
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MI RITORNI IN MENTE...
IL SILENZIO DI JAKI SUGLI SCUDI DI CALCIOPOLI
Poche settimane fa, a Pinzolo, "mi è capitato" di chiedere a John Elkann: "Ingegnere, richiederà mai la Juventus i due scudetti?" La risposta di John Elkann, dopo 5"27 di silenzio: "Scudetti che abbiamo vinto, noi sappiamo quelli che abbiamo vinto... E quella è quella cosa importante". No comment...
CONTATTA L'AUTORE
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Nickname: nick66
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Età: 43 Prov: PD |
LA JUVENTUS E'...
"Per me Juventus vuol dire storia del calcio. Una storia fatta da squadre indimenticabili e da giocatori che con il loro agonismo e la loro genialità hanno scritto alcune delle pagine più belle ed importanti nel libro del calcio mondiale. Juventus vuoi dire cultura e stile che distinguono i dirigenti, gli allenatori ed i giocatori juventini. Infine Juventus vuoi dire passione e amore: la passione che unisce i milioni di tifosi in tutta Italia, in tutto il mondo; l'amore per la maglia bianconera che esplode nei momenti di trionfo e non diminuisce in periodi meno felici."
Michel Platini
SOLO PER CHI AMA LA JUVE
LA MIA JUVENTUS...
INNO ANNI '70: JUVE, JUVE
CALCIOPOLI ...




"Una sentenza pazzesca, e non perché il calcio sia un ambiente pulito. Una sentenza pazzesca perché costruita sul nulla, su intercettazioni difficilmente interpretabili e non proponibili in un procedimento degno di tal nome.Una sentenza pazzesca perché punisce chi era colpevole solo di vivere in un certo ambiente, il tutto condito da un processo che era una riedizione della Santa Inquisizione in chiave moderna. E mi chiedo: cui prodest? A chi giova il tutto? Perché tutto è uscito fuori in un determinato momento? Proprio quando, tra Laziogate di Storace, la lista nera di Telecom, poi Calciopoli, poi l’ex Re d’Italia ed ora, ultimo ma non ultimo, la compagnia telefonica Vodafone che ha denunciato Telecom per aver messo sotto controllo i suoi clienti. Vuoi vedere che per coprire uno scandalo di dimensioni ciclopiche hanno individuato in Luciano Moggi il cattivo da dare in pasto al popolino?"
Enzo Biagi su Calciopoli, intervista pubblicata su "Il Tirreno" del 16 Agosto 2006
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Inviato da: cronachebianconere
il 31/12/2009 alle 16:00