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Una zona strategica dal punto di vista ambientale quella della ‘Seccagna’ ovvero la zona ricompresa nei comuni di Ortonovo e Castelnuovo Magra e separata dal Fosso maestro di Prada che divide la zona della Prada da quella del Padule di Molicciara. Una zona che fa parte del Sic della Piana del Magra ed è stata oggetto ieri del convegno “Qualità Ambientale e Sviluppo Sostenibile della Prada /Padule (Seccagna)”, organizzato da Legambiente e svoltosi presso il Centro Sociale di Castelnuovo Magra.
Introdotto dal coordinatore del Convegno Alessandro Poletti, ha preso per primo la parola il professor Attilio Arillo, docente DIPTERIS Università di Genova, con un intervento volto a spiegare quali siano le caratteristiche dei Sic e ad evidenziare le problematicità che possono sorgere nel creare in zone simili strutture come un campo da Golf. La proposta di realizzare un circuito da golf nella zona sarebbe infatti stata avanzata dai proprietari delle aree in questione all’STL, Sistema Turistico Locale, che, a sua volta, la dovrà sottoporre alla Regione. Tuttavia al momento si tratta semplicemente di una proposta e non esiste ancora un progetto in tal senso.
“I SIC, ovvero Siti di Interesse Comunitario – ha spiegato nel suo intervento il professor Arillo –sono aree, da non confondersi con le aree protette, che perseguono finalità precise ovvero lo sviluppo sostenibile e la tutela della biodiversità”. Riguardo a questo ultimo punto, obbligo dei Sic, in base a quanto previsto dalla normativa europea, è la “conservazione di specie e habitat tutelati, pertanto occorre valutare alla luce di questi parametri l’incidenza di qualsiasi possibile intervento”. Rispetto all’ipotesi di far sorgere in una zona come quella un campo da golf sono molti gli elementi di criticità come “Il consumo di acqua e suolo, l’uso di diserbanti e l’impatto sulla biodiversità”. Inoltre particolari criticità sono dovute ad alcune caratteristiche geomorfologiche della zona come:” il suolo argilloso, la presenza di zone umide, il valore in termini di biodiversità”.
Per descrivere meglio le caratteristiche peculiari della zona del Padule di Molicciara , l’intervento del naturalista Luca Braida che ha spiegato come si tratti di “una zona umida unica in Liguria, in quanto , ricca di pascoli inondati e stagni, costituisce un habitat particolare per alcune specie di rettili, pesci e invertebrati”. Qui si trova ad esempio la raganella, che ormai sta scomparendo in tutta la Liguria, o, per quanto riguarda la flora, la Ninfea Alba anche questa unica nella nostra Regione.
A seguire l’intervento di Fabio Giacomazzi, esperto in campo bionaturalistico ed ambientale, che ha evidenziato alcune peculiarità e criticità della zona in questione come il ruolo ecologico fondamentale in Bassa Val di Magra e, tra le criticità “ la gestione dei canali con funzionalità esclusivamente idraulica, fatto che comporta frequenti tagli e dragaggi con perdite in termini di flora e fauna”.
Ancora l’intervento di Carlo Galletti, Legambiente Toscana, ad illustrare l’esperienza di gestione dell’area umida del bosco di Tanali (Pisa).
Infine Nicoletti, responsabile aree protette di Legambiente, che ha sottolineato come l’opzione di creare in una zona simile un campo da golf si scontrerebbe con quelle che sono le peculiarità di un SIC ed ha auspicato in tal senso un dialogo con l’amministrazione comunale di Castelnuovo Magra, che nel proprio programma elettorale prevedeva l’ipotesi di creare un campo da golf, senza, tuttavia, definirne la collocazione.
Al termine del Convegno, un vivace dibattito punteggiato dalle domande dei presenti e da una precisazione effettuata dall’Assessore all’ambiente del Comune di Castelnuovo Magra, Dini Giovanelli, che ha sottolineato come la proposta di realizzare nell’area un campo da golf provenga dai proprietari delle aree interessate e l’interlocutore di riferimento sia la Regione Liguria.
Attilio Arillo, docente DIPTERIS Università di Genova Luca Braida, naturalista Fabio Giacomazzi, esperto in campo bionaturalistico ed ambientale Matteo Tollini, Responsabile Parchi Legambiente Toscana Antonio Nicoletti, Responsabile Aree Protette Legambiente Nazionale Elena Nicosia, Ufficio Natura 2000 Regione Liguria Patrizio Scarpellini, Direttore Parco Montemarcello – Magra
Interventi Istituzionali e dal pubblico
Il Sito del SIC della Piana del Magra denominato Prada – Padule – Fontanella (SECCAGNA; Castelnuovo Magra/Ortonovo - SP)
Il Sito detto della Seccagna, tra i Comuni di Castelnuovo Magra e Ortonovo, rappresenta l’area di maggior interesse del Sito d’Interesse Comunitario (SIC) della Piana del Magra.
Le sue caratteristiche fisiografiche, geologiche e quindi anche naturalistiche, dipendono in parte, come per la confinante tenuta di Marinella, dalla peculiare formazione del sito, un tempo area marina antistante il porto dell’Antica città di Luni, con le cui rovine confina, interratosi dal medioevo, e soprattutto in età moderna, per effetto dell’espandersi del passato delta del Magra.
Confina inoltre, geologicamente, con la piana pedecollinare, già terraferma in epoca Romana (il Padule è infatti costeggiato dai resti dell’antica Aurelia, ora sotterrata, fino al ricongiungimento sull’Aurelia contemporanea, da via Provasco), il che fa si che sia attraversata da diversi canali di risorgiva, che rappresentano essi stessi, soprattutto alle sorgenti, ambienti unici e bisognosi di tutela, anche qualora essi fossero posizionate a monte del SIC.
L’area nell’800 è stata soggetta a bonifiche a scopo agricolo (la più importante dei Conti Benelli) che non hanno però significativamente alterato l’area mentre, come specificato sotto, sono stati nella contemporaneità i maggiori rischi per la naturalità. Quelli della piana sono, in ogni caso, indici di naturalità che, con opportuni interventi possono essere facilmente innalzati.
Passiamo ora a descrivere i valori naturalistici dell’Area tutelati dalla Direttiva 92/43.
Estratto e sintetizzato dalla scheda descrittiva del sito di cui alla relativa pubblicazione della Regione Liguria:
· elementi descrittivi: le ragioni dell’inclusione nei SIC
- zone umide su depositi fluviali o palustri (stagni naturali e/o di origine antropica, canali), relitte di un originario sistema palustre - funzione ecologica legata alla prossimità con il Fiume Magra - habitat: ambienti umidi di importanza scientifica, anche quando di origine artificiale, per ospitare fitocenosi rare in Liguria, come anche per la sosta dell’avifauna
· le criticità:
- interramento e bonifica aree umide - inquinamento - pressione edilizia - inserimento specie esotiche
· elementi gestionali suggeriti:
- ricostituzione rete ecologica (siepi, canali con vegetazione spondale) - limitazione e controllo attività venatoria - monitoraggio specie - gestione coordinata con Parco Montemarcello Magra - fruizione didattico-turistica.
Habitat e specie classificati
· Tra gli habitat classificati nelle Schede Natura 2000 (per i quali il pSIC è stato designato3) quelli rinvenibili nell’area indagata si riferiscono principalmente alla località Padule in Comune di Castelnuovo Magra (dato confermato dal database Natura-Liguria4) (ma la sostanziale unitarietà dell’area giustifica una analisi d’insieme): o “Pascoli inondati mediterranei (Juncetalia maritimi)” o “Stagni temporanei mediterranei (comunità anfibie meridionali - Isoetalia)” o “Praterie mediterranee con piante erbacee alte e giunchi (Molinion-Holoschoenion)” o “Laghi eutrofici naturali con vegetazione del tipo Magnopotamion o Hydrocharition”
Per quanto attiene alle specie, in linea generale nel SIC sono presenti circa 30 specie animali e vegetali tutelate dalla Direttiva Habit, e un’altra ventina di elevato interesse conservazionistico.
In conclusione Viste le numerose specie e i numerosi habitat presenti nella zona tutelati dalla Direttiva Habitat (92/43), e quindi l’importanza dell’area per la rete Natura 2000, la valorizzazione naturalistica è urgente, anche come metodo per invertire il processo di degrado
Dalla Birmania: la riaffermazione del valore della non violenza di Aly Baba Faye
Prima ancora che il regime spegnesse le luci sulla rivoluzione pacifica, tutto il mondo ha potuto seguire con una certa commozione la prova di forza tra il potere militare e le preghiere di migliaia di monaci che hanno marciato, lungo le strade di Yangoon, chiedendo democrazia e libertà per un popolo soggiogato e oppresso. (leggi tutto)
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il 11/12/2009 alle 19:16
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