Creato da Shine_Light il 17/07/2007

Romantic House

Accarezzate da dolce vento ...

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For my dad...

Post n°19 pubblicato il 19 Marzo 2009 da Shine_Light

 
 
 

My dad

Post n°18 pubblicato il 19 Marzo 2009 da Shine_Light

... insieme

ovunque

sempre

al di là

del spazio

del tempo

di noi.

 
 
 

Post N° 16

Post n°16 pubblicato il 07 Ottobre 2008 da Shine_Light

 

 
 
 

Il bacio

Post n°15 pubblicato il 19 Settembre 2007 da Laxmi84
Foto di Shine_Light

" Un giuramento fatto
un poco più da presso, un più preciso patto,
una confessione che sigillar si vuole,
un apostrofo roseo messo tra le parole
<<t'amo>>; un segreto detto sulla bocca, un istante
d'infinito che ha il fruscio di un'ape tra le piante,
una comunione che ha gusto di fiore,
un mezzo di poteri respirare un po' il cuore
e assaporarsi l'anima a fior di labbra..."

Cyrano de Bergerac

 
 
 

L'amor cortese...

Post n°14 pubblicato il 18 Settembre 2007 da duma02

.."Le donne è cavalier, gli affanni e li agi

che ne 'nvogliava amore e cortesia

là dove i cuor, son fatti sì malvagi"

( Purg.XIV  109-111 )

 
 
 

Post N° 13

Post n°13 pubblicato il 13 Settembre 2007 da fanciullodivetro

NOME DI FANTASIA

La chiamerò così, anzi non la chiamerò affatto, è solo un nome di fantasia. Il nome di uno di quegli amori acerbi, ma che ti segnano per tutta la vita.

Alle medie ci tiravamo le palline di carta con i messaggi scritti, fitti fitti…messaggi dal tono casto, innocente, a volte un po’ ebete.

Lei mi fece conoscere lo shampoo secco, aveva una cura di sé quasi maniacale, l’abbigliamento non lo comprava alle bancarelle del mercato, come tutti i comuni mortali; no, lei aveva i suoi negozi preferiti, negozi che noi guardavamo distanti, quasi li sporcassimo con gli occhi.

Eppure, nome di fantasia, aveva un padre muratore, e una madre casalinga. Figlia unica, si, ma quanto può guadagnare un muratore?, capomastro, va bene, ma quanto può guadagnare un capo mastro?

Io ho sempre pensato che non possedere un’automobile alla lunga ti fa aumentare il conto in banca considerevolmente. Suo padre non ha mai posseduto un’automobile, e non fosse per un incidente mortale che lo portò via qualche anno fa, posso dire che è sempre vissuto dignitosamente, non s’è mai fatto mancare nulla. Semplicemente non aveva la macchina.

Nome di fantasia era un caso anomalo nel marasma di noi provincialotti, lei guardava avanti, pure troppo. Vedeva in Milano ciò che all’inizio del secolo poteva rappresentare l’America per tantissimi nostri connazionali. Una vita diversa, migliore, all’insegna del voglio tutto, e presto. Io mi accontentavo di acquistare un disco di vinile al mese, scambiarlo con gli amici, e sbirciare qualche giornaletto osceno nascosto in basse siepi. Io mi accontentavo di fumare le nazionali col filtro, pacchetto da dieci, comprate in società con altri bulletti.

Nome di fantasia, no. Liceo privato, il Giusti, qualcuno di Milano forse lo conosce, una sorta di salotto per pupilli della piccola borghesia milanese. Ma suo padre era capomastro, altro che piccolo borghese, e sono sicuro si sarà fatti i debiti per farla studiare, lì. Ma ha fatto bene, quando una c’ha i numeri!

E io l’aspettavo alla fermata della STIE, al santuario di Rho, anche quando pioveva, per fare con lei almeno quel chilometro che ci separava da casa. Io trasandato, stile Deep Purple dei poveri, lei, soprabito lindo, scarpette chissà che marca, e profumo a tutta callara, come si dice a Roma.

Strano rapporto il nostro: io le piacevo, almeno all’inizio, diceva che avevo dei begli occhi, ciglia lunghe, e un viso da buono. A distanza di tempo sono arrivato a pensare volesse solo un ragazzo in più che la adorasse. Si, perché io la adoravo, mi sembrava una di quelle attrici dei film del sabato sera sulla televisione svizzera, la donna fatale che quando bacia ti toglie il fiato. E lei lo toglieva davvero il fiato, da questo punto di vista non si faceva mancare nulla. Due episodi su tutti, per inquadrare il tipo. Un’estate in montagna, a casa di un’amica. Io e il mio amico, ospiti. Lunghe passeggiate, la natura, i pini, il tramonto…e poi a nanna. Io e il mio amico nella camera dei genitori. Di notte, come un ladro, nome di fantasia scavalca il balcone, bussa ai vetri della stanza, entra, mi chiude in bagno. Secondo episodio:abitavamo in case di fronte. A un certo punto mi telefona…mia madre è uscita, vieni a trovarmi, ascoltiamo insieme la radio…seeeee…

Ecco, nome di fantasia era sofisticata, ma anche birichina, il giusto, ma lei non era per me. Cominciò ad uscire con altri ragazzi, per carità, mica avevamo un contratto, ma almeno fallo quando sai che non ci sono io come uno scemo alla fermata del pullman…niente.

Una sera, era la vigilia di Natale, mi regalò una sciarpa, nemmeno mi piaceva ricordo benissimo. Così ti ricorderai di me, mi disse, non venire più, la cosa finisce qui.

Sparisci! volevo dirle, invece piansi come un cretino, per diversi giorni. La sciarpa non la presi, nemmeno mi piaceva, ricordo benissimo

Anni dopo il caso volle che la mattina si facesse un pezzo di strada insieme andando al lavoro. Sposata?, si, figli? No

Felice? Boh??

E stasera? Che si fa, si esce? E perché mai? Siamo sposati, sono passati tanti anni, siamo diversi. Che, mi vuoi rifilare un’altra sciarpa?

No, forse volevamo giocare a fare gli amanti…eccoci, dunque, su questa macchina, bella..si, sai il reddito per fortuna è buono, dove si va?

A casa mia, sono sola. Ma pensi sia il caso?...hai paura?

Io, noooooooo….

Eccoci, dunque in questa casa, un caldo della madonna, e si, quei caldi che devi cominciare a toglierti gli abiti. È bianchissima, bella che mi morderei le mani, ma io non ce la faccio…dopo qualche bacio mi viene in mente la sciarpa, e tack! Mi blocco…

Usciamo, fingiamo di andare in un bar a bere qualcosa, fingiamo di salutarci da buoni amici, fingiamo di dirci che ci vogliamo sempre un gran bene, fingiamo di essere stati bene questa sera, fingiamo di venirci a trovare reciprocamente nelle nostre case.

Ah, dimenticavo, prima di lasciarci lei tira fuori tutto l’occorrente per riordinarsi di tutto punto.

 

 

 
 
 

Impressioni notturne I

Post n°12 pubblicato il 12 Settembre 2007 da Laxmi84
Foto di Shine_Light





Sgorgano dalla sua mente
e scorrono sotto la mano veloce
parole vissute nell’anima,
improvvise come spasmi del cuore
e dolorose quanto cicatrici bianche sulla pelle bruna

 
 
 

Post N° 11

Post n°11 pubblicato il 07 Settembre 2007 da shine_out

Siamo sole

tra le stanze

di questa casa

non c'è nessuno

che ci scaldi il cuore

con le sue parole.

 
 
 

Post N° 10

Post n°10 pubblicato il 10 Agosto 2007 da fanciullodivetro
Foto di Shine_Light

Pubblico il primo post, in questo spazio gentilmente offertomi da shine_light, parlando del mio viaggio recente in Egitto. Lo scopo è di suscitare la curiosità per questi luoghi interessanti, ma anche quello di ringraziare di cuore la stessa shine, per la generosità infinita e l’amicizia nata tra noi.

EGITTO – CRONACA BREVE DI UN BELLISSIMO VIAGGIO

Difficile raccontare la travolgente ondata di novità che un viaggio del genere ha rappresentato, almeno per me.
Partiamo con un colossale ritardo di 10 ore, sopportato probabilmente per il motivo che all’inizio della vacanza si è molto più tolleranti.
Arrivo a Luxor, ora locale circa le 23.00. Siamo subito scortati dalla guida, che ci diffida dal dare confidenza a chicchessia, soprattutto ai finti facchini dei bagagli. Siamo visibilmente occidentali, e bianchi, qualche ragazza indossa una vistosa scollatura, rivelatasi subito come la carta moschicida. I commenti si sprecano, ovviamente incomprensibili, ma con quel tanto di ammiccamento che noi ometti conosciamo bene. Il pulmino parte alla volta del porto, dove una nave estremamente lussuosa, ci aspetta, con un benvenuto a base di panini e banane squisite.
Per la strada è un tripudio di gente sulle scarse aiuole, addossata ai muri e seduta nei bar, a fumare l’inesorabile narghilè, spero si scriva così.
L’indomani levataccia alle 4,30 di mattina per la prima magnifica escursione ai colossi di Memnon, alla necropoli di Tebe, al tempio di Deir El Baharai, alla valle dei re e ai templi di Luxor e Karnak.
La guida spiega in un ottimo italiano, tutto quello che c’è da spiegare: sarà l’ora presta, sarà che sono più incuriosito da ciò che vedo per strada, ma non ricordo praticamente nulla di tutte quelle spiegazioni didascaliche. Sono affascinato da un mondo che pare si sia fermato all’inizio della storia dell’umanità: case di fango malamente erette, con pagliericci come alcova e tetto, una miseria desolante ovunque, ma molti sorrisi distesi, e bambini, tanti, ovunque. Così come i venditori di qualsiasi oggetto possibile, a prezzi stracciatissimi, di un’insistenza che farebbe impallidire i nostri ambulanti da spiaggia di Rimini.
Il caldo comincia a farsi sentire, secco ma ben presto si rivelerà terrificante.
Torniamo la sera, esausti, ma soddisfatti e ricchi delle bellezze archeologiche visitate.
Il mattino dopo l’orario di visita si fa più disteso; ci portano con una specie di carrozzella al tempio di Horus. Il conducente, un ragazzino dall’apparente età di 14 anni, continua a voltarsi per gridare Italia1!. Il bello di questa “passeggiata” è passare in mezzo al paese, con i bambini che ti inseguono per chiederti soldi, per farti una fotografia in cambio di una mancia, o per venderti le immancabili collane, bracciali, finti papiri. La città di chiama Edfu, ma a me sembra Beirut nei servizi del telegiornale. È un tripudio di colori e di anarchia alla stato puro, la strada è una giungla, presidiata dalla polizia, vero leit motiv di tutta la vacanza. La polizia egiziana è ovunque, ti scorta ovunque, fino a piazzarti una guardia armata sul pulman, e ti controlla in continuazione. Ci sono strade percorribili solamente su prenotazione, ad orari ben precisi e a prezzi stabiliti dalla polizia.
Nel pomeriggio visitiamo il tempio delle due divinità, a Kom Ombo.
Tutti i templi sono ben conservati, e portano ben visibili, per un occhio esperto, i segni della storia vissuta.
La navigazione continua, e si rivela una delle cose più interessanti della vacanza. Il Nilo è un fiume imponente, ricchissimo di uccelli di ogni specie e ai suoi margini fiorisce una vegetazione di un verde intensissimo. I pochi abitanti rurali che incontriamo ci salutano dalle sponde, i bambini fanno il bagno in poca acqua, sporca, ma si divertono come i nostri forse non sono più capaci.
Il giorno successivo, visita ad Aswan, compresa la grande diga, frutto della collaborazione preziosa, a loro dire, di russi e italiani. Il paese si fa più ricco di giardini, di case private, ma anche di polizia e d esercito. Nodo strategico importantissimo la diga, sorvegliata ossessivamente. Facciamo visita al palazzo delle essenze, l’unico autorizzato dal governo, alla vendita al dettaglio di tali nettari, che sono alla base di tutti i più famosi profumi del mondo. Dopo una breve dimostrazione della potenza olfattiva che riescono a scatenare, si passa alla contrattazione sull’acquisto. Faccio incetta di sandalo, menta, loto e mirra. Praticamente sto spargendo per tutta casa i profumi magnifici che mi sono portato.
È la volta del tempio di Phile e dell’obelisco incompiuto. Un colosso di granito spezzatosi durante il trasporto e abbandonato dagli scultori.
Ovviamente tutto questo perennemente immersi in un clima da sauna, con i primi sintomi di un malessere che da lì a breve colpirà me e mia moglie inesorabilmente, impedendoci la visita alle piramidi nella piana di Giza.
L’ultimo giorno di crociera è dedicato alla città di Abu Simbel, raggiungibile solamente in aereo.
Qui c’è quella che considero la vera chicca del viaggio i templi di Ramsete II e Nefertari. Imponenti, magnifici, particolari, anche perché interamente smontati e rimontati a una maggiore altezza, per evitare che le inondazioni del Nilo li sommergessero definitivamente.
La sera trasferimento al Cairo.
Una città caotica, rumorosa, disordinata, sporca. Dove gli estremi di questo immenso paese si manifestano in tutta la loro pienezza. Ai quartieri delle classi agiate, ben protetti e decorosi, si alternano veri e propri desolati agglomerati di case allucinanti, labirinti di cemento senza soluzione di continuità, dove ci consigliano vivamente di non mettere piede. Alloggiamo in un albergo faraonico, per dimensioni e lusso, vivo due giorni imbarazzanti, combattuto tra lo schifo che un’esagerazione del genere mi suscita; e lo stupore che esistano posti dove lo spreco è legge.
La notte stiamo malissimo, tanto che il giorno seguente non ci muoviamo dalla camera. Facciamo una capatina in piscina per portare Davide, e nel giro di mezz’ora ci vengono offerti spiedini di frutta, succhi vari, panni umidi e profumati per rinfrescarci e un servizio di pulizia degli occhiali da sole. Il malessere non mi impedisce comunque di visitare l’immenso museo, dove noto con sorpresa che moltissimi manufatti sono alla mercé di chiunque voglia toccarli. Mi convinco definitivamente che siamo alla presenza di ciò che rimane di una civiltà tra le più evolute e interessanti della storia dell’umanità.
Nel pomeriggio visitiamo la cittadella, una sorta di Vaticano del luogo, con la moschea di alabastro. Spettacolo, inutile dirlo. Poi ci portano, e per la prima volta ci lasciano soli, in un mercatino caratteristico. Alice, mia figlia di 22 anni è oggetto delle mire, anche piuttosto pesanti, dei giovani e meno giovani del posto. A dire il vero ho provato un po’ di fastidio e di paura in quel occasione, infatti dopo qualche passo dentro il mercato, siamo tornati al punto di ritrovo. Ovviamente sotto l’assalto dei venditori, dei pulitori di scarpe e di ogni curioso che ci girava intorno. Non me la sono goduta questa, l’ho già detto?
All’alba del lunedì partiamo per gli ultimi giorni al villaggio sul mar rosso. Le procedure negli aeroporti sono lunghe, estenuanti e a tratti, irritanti. Ma non posso fargliene un torto, sono letteralmente terrorizzati da ciò che potrebbe succedere.
Gli ultimi giorni al villaggio sono stati decisamente più rilassanti, ma anche i meno interessanti. Uno ne vedi, li hai visti tutti. Unica chicca, il mar rosso, salatissimo e pieno di pesci dai colori stupendi. La zona dove eravamo noi aveva una secca di parecchie centinaia di metri, prima della barriera corallina, per cui la classica vita da spiaggia con bagno, era impossibile. Ho fatto però un’escursione con una specie di sommergibile, che ha costeggiato per circa un’ora la barriera corallina. Comodamente seduto nella chiglia trasparente ho ripreso l’impossibile.
Complessivamente è un itinerario che consiglio, anche se preferibile nel periodo di marzo, aprile, non oltre. Ci si deve armare di pazienza, coprire bene in tutti i luoghi chiusi perché hanno l’aria condizionata esageratamente in funzione, e soprattutto entrare nell’ottica che per loro noi siamo quasi dei nababbi; non meravigliatevi dell’insistenza con cui vi vogliono vendere qualsiasi cosa, non meravigliatevi della richiesta di mancia ad ogni passo, ad ogni gesto; quale aprirvi le porte, portarvi i bagagli, porgervi i fazzolettini per asciugarvi le mani nei bagni pubblici.
Meravigliatevi invece di ciò che la loro civiltà ci ha tramandato, di come la gente comune sappia sorridere anche nelle peggiori condizioni, della bellezza delle donne nubiane ad Abu Simbel e Aswan.

 
 
 

Post N° 9

Post n°9 pubblicato il 03 Agosto 2007 da Shine_Light

Tra le mie stanze vi accolgo

tra righe di me

e strana completezza

tra l'essere e il vento che gioca

portando

ricordi

profumi

essenze

chiari e scuri.

Ci sederemo su divani

comodamente

parlando dell'ignoto

... parlando a volte in silenzio

a volte nuove lingue

a volte semplicemente

le anime parleranno

e noi ascolteremo.

 
 
 

Post N° 8

Post n°8 pubblicato il 01 Agosto 2007 da Shine_Light

Osservo

il tempo scorrere

onde di ricordi

giocano nell'andirivieni

di acque dolci

salate

scrivendo e cancellando

nomi e volti dalla sabbia

...

ascolto profumi inebriandomene.

 
 
 

Post N° 7

Post n°7 pubblicato il 27 Luglio 2007 da Shine_Light

Tra le tue braccia

musica e passione

sangue caldo

ritmo

incalzante

occhi di ghiaccio

labbra di fuoco.

 
 
 

Post N° 6

Post n°6 pubblicato il 26 Luglio 2007 da Shine_Light

La notte

lunga e calda

era passata

su di loro

sulla bellezza

del piacere.

Lasciandoli

alla luce

 di un nuovo giorno.

 
 
 

Post N° 5

Post n°5 pubblicato il 25 Luglio 2007 da Shine_Light

Aspettandoti

tra fumi di ricordi

oltre il nostro essere.

 
 
 

Post N° 4

Post n°4 pubblicato il 24 Luglio 2007 da Shine_Light

Nudo

scivola sulla

mia pelle

ti sento

stringermi in legami

dissonnanti

invisibili

dipingi

su tela bianca

i colori della mia passione

dipingimi

nell'eternità del tuo cuore.

 
 
 

Post N° 3

Post n°3 pubblicato il 19 Luglio 2007 da Shine_Light

Per chi si chiedesse

sei tu?

...

Si sono Io

tra mura bianche

che dipingeremo

drappi

che tingeremo d'inchiostro

sale ricolme di risa

e di fruscio di vesti di seta

profumi di donna.

 
 
 

Post N° 2

Post n°2 pubblicato il 18 Luglio 2007 da Shine_Light

Non vorrebbe sentire

ne vedere

ma il piacere

torna lento

come il raffiorare

di colori

delle giornate calde

come neve silenziosa

dei lunghi inverni.

Vorrebbe essere come rosa

viva

accesa

rossa nel suo calore

vorrebbe ma non può che restare

nuda ... con se stessa.

 
 
 

Post N° 1

Post n°1 pubblicato il 17 Luglio 2007 da Shine_Light

Nel divenire dei ricordi

ti ritrovo

tra le pagine adolescenziali

la tua pelle bronzo

sangue caldo

e tanti anni nei tuoi occhi

la volevi quale trofeo

la volevi per dimostrarle

chi era il più forte

ma non sapevi

che il suo sangue era misto a ghiaccio

e che lei amava solo la tua bellezza 

fredda come chirurgo

non voleva altro da te

giovane uomo.