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ANDREA BOCELLI, LA MADRE, LA LEGGE CHE NON C'ERA

 

SPOT NAPOLI PULITA: UNA FURBATA!

Da qualche giorno in tv gira una pubblicità che ricorda a tutti gli italiani che il governo ha ripulito Napoli e che invita gli stessi a tenerla pulita.

E' chiaro: trattasi di una furbata! Una furbata perchè Napoli non è mai stata ripulita, in quanto mentre hanno provveduto a togliere la sporcizia dal centro, hanno lasciato la periferia invasa dall'immondizia. Una furbata anche perchè mettere questa pubblixcità a poco più di due mesi dalle europee equivale a farsi pubblicità (che come abbiamo detto prima è inveritiera.

Nella prima parte del video sottostante c'è la pubblicità in questione interpretata dall'attrice Elena Russo (raccomandata da Berlusconi come le intercettazioni ci hanno fatto scoprire); poi segue una breve spiegazione della vera situazione del napoletano.

 

3193 280409 BIGNARDI - BRUNETTA

Francamente credevo che con quello che avevo scritto qualche post fa sulla sesta puntata di L'Era glaciale ci chiudere l'argomento. Mi riferisco all'intervista che la Bignardi ha fatto a Brunetta. Ma mi accorgo, invece, che in questi giorni non si fa altro che parlare di questo sia sui giornali, che in internet.

Io la mia l'ho già detta e francamente ho trovato Brunetta molto arrogante e non mi sento di rimproverare alla Bignardi di essere sbottata in più di un occasione. Perchè tutto ciò è umano. Noto invece che mentre chi è a favore della Bignardi argomenta (leggere ad esempio il mio pensiero nei commenti del post in questione); chi è favorevole a Brunetta lo fa d'ufficio in quanto elettore del centro destra. E ci capisce da quello che scrive. Ma l'apice l'ha toccato un signore che evidentemente oltre ad essere elettore del centrodestra è anche fan della Bignardi che ha argomentato che i toni devono essere sveleniti da entrambe le parti e che comunque la Bignardi da un anno a questa parte non è più la stessa. 

Che tristezza! Ecco dove va a finire la libera informazione...

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Ue: le nomine di Tusk e Mogherini

Post n°5028 pubblicato il 01 Settembre 2014 da lo_snorki
 

Ue le nomine di Tusk e Mogherini

Doveva esserci la nomina di tutta la commissione europea che guiderà l'Europa nel prossimo quinquennio; sono arrivate solo due nomine, ma pesanti. A sostituire Herman Van Rompuy ci sarà l'attuale premier polacco Donald Tusk. Per essere sicura di questa nomina la Polinia aveva accostato alla candidatura di Mogherini agli esteri il loro attuale ministro Radosław Sikorski. Ne consegue, quindi, anche la nomina di ministro degli esteri europeo a Federica Mogherini. Adesso il governo italiano è in attesa di un rimpasto e quello polacco dalla sua completa nomina. Hanno entrambi due mesi di tempo.

Queste due nomine erano scontate, anche se sono state annunciate solo dopo il superamento di diktati di vari stati. Mogherini era considerata filo-russa e quindi dopo l'insistenza di tutto il Pse è stata accettata la sua candidatura; ma le è stato messo come contrappeso Tusk, esponente dei paesi dell'est europa più intransigenti contro la Russia. In realtà scorrendo il curriculum di Mogherini la si può consoiderare filo-araba e filo-americana (per lo meno la parte democratica); ma di rapporti con i russi ne ha avuti proprio pochini.

Ci sono altri futuri ministri europei che devono solo attendere la conferma. Dopo la nomina di Tursk e Mogherini, adesso la "battaglia" si sposta sulla nomina del ministro dell'economia. Il più forte è il candidato francese Pierre Moscovici, appoggiatoda tutto il Pse (e anche dall'Italia) che è anche il rappresentante della linea della flessibilità. E' chiaro perchè la sua nomina sia osteggiata da molti paesi.

Altre candidature forti sono quelle dell'inglese Jonathan Hill al commercio estero; della svedese Cecilia Malmström agli interni (è il ministro in carica): lo spagnolo Miguel Arias Cañete è favorito per l'Agricoltura. La Finlandia vorrebbe l'economia per Jyrki Katainen; ma in caso di prevalenza di Moscovici il suo rappresentante andrebbe all'Industria.In ogni caso entro il 1° novembre la commissione dovrebbe entrare nei pieni poteri e quindi i governi europei hanno, ormai, solo due  mesi per sbrogliare la matassa.

 

 
 
 

L'uomo della mia vita

Post n°5027 pubblicato il 01 Settembre 2014 da lo_snorki
 
Tag: cinema

Un film di Zabou Breitman, Francia, 2006

Con Charles Berling, Bernard Campan e Lea Drucker.

Frederic è un uomo di famiglia che ha bisogno di una vacanza. Giunto in Provenza, fa la conoscenza di Hugo, il vicino gay che risiede nel villino adiacente. Uno spirito libero dall'esplicita sessualità e che fa spesso il bagno nudo al chiaro di luna. Hugo sembra essere tutto ciò che Frederic non è. Ben presto la tensione tra Hugo e Frederic diviene palpabile. Eppure, pur essendo sui loto opposti stili di vita, i due uomini sono anche attratti l'uno dall'altro ...

Frase chiave. Hugo racconta a Frederic di quando il padre lo cacciò di casa a seguito della conoscenza della sua omosessualità. Hugo: "... ha fatto quello che fanno i maschi dominanti. Mi ha cacciato di casa!" Frederic: "Sei un essere umano, non un animale!". Hugo scherzando: "Perchè non mi hai visto ieri sera ..." Hugo: "Scusa, io non riesco proprio a capire. Mi chiedo come abbia potuto un padre cacciare suo figlio ..." Hugo: "Molto semplice: lo guarda con un disgusto senza nome dopo avergli detto 'Brutto finocchio', apre la grande porta rossa della casa davanti alla madre che singhiozza, dopodichè butta fuori le valige del figlio dicendo 'Tu ci hai fatto molto male'. Forse perchè il figlio non si senta il solo a soffrire e richiude la porta. E non resta che il freddo gelido del mattino e un grande vuoto". Frederic resta a bocca aperta e Hugo continua: "Ma non sai il peggio. Il peggio è stato quando lui ha richiuso la porta e ho visto la domanda che gli bruciava sulle labbra, la cosa che voleva sapere più di ogni altra; lui bruciava dalla voglia di chiedermi ? 'Ma tu fai l'uomo o la donna?'. Avrei voluto che me la facesse sai, perchè avrei voluto rispondergli 'Ma lo sai papà qual'è la cosa davvero bella? Che non sono obbligato a scegliere!'".

 
 
 

La storia di Sandro Pertini (XXVI° parte)

Post n°5026 pubblicato il 01 Settembre 2014 da lo_snorki
 
Foto di lo_snorki

Nel periodo della sua permanenza al Colle contribuì a fare della figura del Presidente della Repubblica l'emblema dell'unità del popolo italiano. La sua statura morale contribuì al riavvicinamento dei cittadini alle istituzioni, in un momento difficile e costellato di avvenimenti delittuosi come quello degli anni di piombo. Per un certo periodo Pertini diventò infatti "il presidente dei funerali di stato": se il funerale di Guido Rossa, davanti a 250.000 persone, diventò l'occasione per un forte attacco alle Brigate Rosse, il momento forse più cupo fu il funerale dopo la strage di Bologna. Introdusse poi il rito del "bacio alla bandiera" tricolore, che sarebbe divenuto usuale anche per i suoi successori. Tra i primi provvedimenti da capo dello Stato ci fu anche quello di concedere la grazia, nonostante il parere contrario della Procura di Trieste, all'ex-partigiano Mario Toffanin detto "Giacca", condannato all'ergastolo nel 1954 come principale responsabile dell'eccidio di Porzûs, massacro in cui perirono diciassette partigiani cattolici della Brigata Osoppo. Nel 1979 diede l'incarico (senza successo) di formare il governo a Bettino Craxi, suscitando scalpore negli ambienti politici e preparando così il terreno per il primo governo a guida socialista della Repubblica. Pertini fu comunque il primo presidente della Repubblica a conferire l'incarico di formare il governo ad una personalità non democristiana, Giovanni Spadolini, il quale presentò il Governo Spadolini I il 28 giugno 1981.

 
 
 

Lo Sblocca Italia sbloccherà l'Italia?

Post n°5025 pubblicato il 31 Agosto 2014 da lo_snorki
 

Lo Sblocca Italia sbloccherà l'Italia

Era un importante cdm quello del 29 scorso. Era stato annunciato come quello che doveva lanciare definitivamente la riforma della giustizia civile, lo Sblocca Italia (velocizzare infrastrutture e permessi con 40 mld già stanziati) e provvedimenti sulla scuola (linee guida da aprire poi alla consultazione pubblica). Non è stato così, ad esempio tutta la parte riguardante la scuola è rimasta fuori dal cdm. Matteo Renzi dice che non è per questione di fondi, ma non è riuscito a spiegare il perchè. Poi si scopre che i mld di investimento sono diventati solo dieci.

  • Opere infrastrutturali. Il decreto Sblocca Italia mette a disposizione 4,6 miliardi per 5 investimenti aeroportuali (su Malpensa, Venezia, Genova, Firenze, Fiumicino, Salerno) e per gli investimenti previsti nel contratto di programma con Rfi per la manutenzione straordinaria degli impianti (220 milioni). Rientra anche la defiscalizzazione degli investimenti privati per l’autostrada Orte-Mestre (10 miliardi 400 milioni). Le nuove norme sbloccano opere già finanziate per far aprire prima i cantieri: l’alta velocità Napoli-Bari (valore 6 miliardi e 700 milioni) che aprirà i cantieri nel novembre 2015 invece che nel gennaio 2018, il collegamento ferroviario Palermo-Catania-Messina (5,2 miliardi, apertura cantieri dicembre 2015).
  • Vengono rifinanziati con 728 milioni gli ammortizzatori sociali in deroga per il 2014. Un rifinanziamento che porta la dotazione complessiva di risorse a più di 1 miliardo e 720 milioni di Euro: 320 in più rispetto all’ammontare previsto nella legge di stabilità 2014. La copertura è assicurata liberando risorse da interventi non decollati, e facendo ricorso alle risorse ministeriali per la formazione continua e solo in misura limitata alle risorse da destinare ai fondi interprofessionali.
  • Molte le misure per l’agroalimentare inserite nel decreto: si prevede la realizzazione di un segno distintivo unico per le produzioni agroalimentari Made in Italy, anche in vista di Expo 2015, e un potenziamento degli strumenti di contrasto all’Italian sounding nel mondo. Sul piano della competitività si punta alla creazione di piattaforme logistico-distributive all’estero, al rafforzamento degli accordi con le reti di distribuzione, alla valorizzazione e tutela delle certificazioni di qualità e di origine dei prodotti.

E poi Gasdotto Tap e idrocarburi;  San Raffaele di Olbia (deroghe ai posti letto), misure per l’edilizia e l’agroalimentare; per le imprese e i trasporti; Cassa depositi prestiti «europea»; Autorità unica per i porti in Sardegna  ecc.

In particolare il decreto non perde solo la scuola, ma anche gran parte del pacchetto casa del ministro Maurizio Lupi. Ad esempio la possibilità di accedere ad una deduzione fiscale fino al 20% (su un tetto di 300 mila euro) per gli acquisti di immobili destinati all'affitto a canone concordato. Provvedimenti rimandati nella legge di stabilità di fine anno.

Quello che lascia più sbigottiti è che non si è fatto niente contro la burocrazia; lotta annunciata come prioritaria da questo governo. Si era detto negli scorsi giorni che se si voleva raggiungere questo obiettivo si dovevaintervenire sulle municipalizzare. L'obiettivo del governo era di cominciare a mettere mano a una giungla già finita sotto la affinatissima lente di ingrandimento del commissario per la revisione della Spesa Carlo Cottarelli. Partendo da una serie di incentivi per la vendita o le aggregazioni delle proprie società pubbliche. Se ne riparlerà, anche in questo caso, nella legge di stabilità. Speriamo in tempi migliori ...

 
 
 

Lega: Bossi contro Salvini, ma non si sappia in giro

Post n°5024 pubblicato il 30 Agosto 2014 da lo_snorki
 

Lega: Bossi contro Salvini, ma non si sappia in giro

Dopo la vittoria delle primarie leghiste che hanno incoronato Matteo Salvini segretario, la Lega Nord ha attuato una pesante spending review interna. Salvini ha quindi deciso di negare il milione di euro annui che con regolarità spettavano a Bossi e al suo staff. C'è stato subito una grossa polemica interna al partito; ma nessuna delle due parti è voluta scendere a compromesso. Così sono entrati in ballo i legali delle parti e Bossi è riuscito a fare congelare 6 milioni dal bilancio della Lega Nord in attesa della sentenza. La segreteria leghista di Salvini, messa alle strette, ha proposto una scrittura privata che metteva d'accordo le due parti: l'accordo di è trovato e in cambio dello sblocco dei sei milioni (usati per la campagna elettorale delle europee), la segreteria si impegnava a dare annualmente a Umberto Bossi e al suo staff 400 mila euro.

Essendo il bilancio europeo andato in rosso (anche a cause delle spese per le europee) Salvini ha deciso di non onorare quella scrittura privata e anzi di dichiarare la Lega parte lesa nei processi contro Bossi. L'ex segretario allora ha ricitato in giudizio la Lega e questa volta è davvero più difficile che le parti trovino un compromesso, vista che è venuta a mancare la fiducia reciproca.

Io penso che gli accordi vadano rispettati e da questo si vede la credibilità si un partito politico. Ma più ancora di questo vale la coerenza. Salvini ha voluto essere il rottamatore leghista; colui che con suo passaggio azzerava un'era nel suo partito. Ma non ha avuto il coraggio di farlo fino in fondo in almeno due occasioni: prima con la scrittura privata e ora negando che ci siano dissidi con Bossi (ma le carte processuali parlano chiaro). E' chiaro che Salvini cercherà ancora un accordo sottobanco; ma chissà se Bossi si fiderà ancora di lui...

 

 
 
 
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BERLUSCONI SU TELEVISIONI E SCUOLE SUPERIORI

Guardate un pò cosa riesce a dire il Berlusconi davanti a un D'Alema e un Rutelli increduli. Per Berlusconi infatti scuole superiori e televisioni (ma non solo) sono in mano alla sinistra ...

Per non dimenticare

 

DEBORA SERRACCHIANI, IL VOLTO NUOVO DEL PD

Debora Serracchiani: trentotto anni, avvocato. E' la giovane che all'assemblea dei circoli del Pd ha scosso con un discorso infuocato i tremila delegati del cosiddetto 'territorio'. 

“Chiedo al mio segretario di dirci convintamente che il cambiamento che abbiamo avvertito da quando ha dato le dimissioni Veltroni non è la paura perché abbiamo toccato il fondo, ma è una strategia, che abbiamo la linea di sintesi”. Altri applausi. “Fino ad ora mai una linea netta, mai una linea unica”, incalza. E le mani dei delegati battono più intensamente.

“E' un errore assoluto quello di aver indicato come capogruppo della commissione Sanità chi non rappresenta l'opinione prevalente del partito”. Franceschini sorride. Non sembra affatto preoccupato. Lei prosegue: “Ne ho per tutti”. “E' intollerabile che dopo aver dato mandato all'allora vice segreterio di chiudere l’accordo sulla legge per le Europee, escano il giorno dopo critiche sul giornale”.

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2138 11.02.07 IO DI.CO. DI SI!

Dico Pacs. Diritti e doveri delle persone stabilmente conviventi. Il Consiglio dei Ministri ha varato il decreto legislativo sulle coppie di fatto: non più pacs ma dico. Appena sentita la notizia ho pensato: finalmente il governo di centrocentrocentrocentrosinistra ha fatto qualcosa per i diritti civili. Poi mi sono soffermato sulla prima dichiarazione di RutelliRuini: "e' stata una scelta alta di riconciliazione". E mi sono preoccupato.

Di quale alta riconciliazione si tratta?. Via la dichiarazione congiunta. Una dichiarazione disgiunta che neppure il 730...Il convivente ha l'onere di dare comunicazione all'ignaro convivente numero due con raccomandata con ricevuta di ritorno. Il postino vestito in livrea?.

Alta riconciliazione. Successione: 9 anni. Quanto dura un matrimonio moderno?

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