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ANDREA BOCELLI, LA MADRE, LA LEGGE CHE NON C'ERA

 

SPOT NAPOLI PULITA: UNA FURBATA!

Da qualche giorno in tv gira una pubblicità che ricorda a tutti gli italiani che il governo ha ripulito Napoli e che invita gli stessi a tenerla pulita.

E' chiaro: trattasi di una furbata! Una furbata perchè Napoli non è mai stata ripulita, in quanto mentre hanno provveduto a togliere la sporcizia dal centro, hanno lasciato la periferia invasa dall'immondizia. Una furbata anche perchè mettere questa pubblixcità a poco più di due mesi dalle europee equivale a farsi pubblicità (che come abbiamo detto prima è inveritiera.

Nella prima parte del video sottostante c'è la pubblicità in questione interpretata dall'attrice Elena Russo (raccomandata da Berlusconi come le intercettazioni ci hanno fatto scoprire); poi segue una breve spiegazione della vera situazione del napoletano.

 

3193 280409 BIGNARDI - BRUNETTA

Francamente credevo che con quello che avevo scritto qualche post fa sulla sesta puntata di L'Era glaciale ci chiudere l'argomento. Mi riferisco all'intervista che la Bignardi ha fatto a Brunetta. Ma mi accorgo, invece, che in questi giorni non si fa altro che parlare di questo sia sui giornali, che in internet.

Io la mia l'ho già detta e francamente ho trovato Brunetta molto arrogante e non mi sento di rimproverare alla Bignardi di essere sbottata in più di un occasione. Perchè tutto ciò è umano. Noto invece che mentre chi è a favore della Bignardi argomenta (leggere ad esempio il mio pensiero nei commenti del post in questione); chi è favorevole a Brunetta lo fa d'ufficio in quanto elettore del centro destra. E ci capisce da quello che scrive. Ma l'apice l'ha toccato un signore che evidentemente oltre ad essere elettore del centrodestra è anche fan della Bignardi che ha argomentato che i toni devono essere sveleniti da entrambe le parti e che comunque la Bignardi da un anno a questa parte non è più la stessa. 

Che tristezza! Ecco dove va a finire la libera informazione...

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X Factor 8 - II° puntata - Cesare Cremonini ospite, The Wise emininati, Morgan sklera

Post n°5111 pubblicato il 31 Ottobre 2014 da lo_snorki
 
Tag: tv

L'Ante Factor dura pochissimo. Fanno subito esibire i due cantanti che gareggiano per il ripescaggio:  Riccardo Schiara (Fedez) e Sarah Fargion (Mika).

Riccardo Schiara - Chandelier (Sia)
Molto deciso, anche se la canzone non la conosco. 6
Sarah Fargion - Gli uomini non cambiano (Mia Martini)
La canta in versione rap. Ma forse il connubbio tra il nuovo testo rappato e quello originale non funziona molto. 5

All'inizio della puntata entra subito l'ospite della serata Cesare Cremonini che canta "Logico #1" con il coro di tutti i cantanti concorrenti.

Viene dato il responso di chi rientra in gara. Vince Riccardo Schiara. Fedez ha ufficialmente quattro cantanti in gara.

Madh - No Church in the Wild (Jay Z, Kanye West ft. Frank Ocean)
Decisamente non è il mio genere. Comtinua a non piacermi. 5
Mario - Ricomincio da qui (Malika Ayane)
Canzone difficilissima, con molti alti e bassi. E lui è stato bravissimo. 8
Ilaria - Pumped Up Kicks (Foster the People)
Abbastanza coinvolgente. E anche molto simpatica. 6 1/2
The Wise - I Will Survive (Cake/Gloria Gaynor)
Una canzone abbastanza arrabbiata. Mi hanno convinto di più della scorsa settimana. 6
Leiner - The First Cut Is the Deepest (Cat Stevens) 
Canzone abbastanza intimista. Ma non mi convince ancora. 6
Vivian - Doo Wop (That Thing) (Lauryn Hill)
Molto brava in questo brano dance. Anche lei vorrei ascoltarla in altro. 6 

The Wise vanno al ballottaggio

Torna sul palco Cesare Cremonini e canta "GreyGoose".

Spritz for five - Bohemian Rhapsody (Queen)
Altra prova di maestria superata tranquillamente. 7
Emma - I Can't Make You Love Me (Bonnie Raitt)
Molto intensa e intimista. Fedez dice che sembra l'artista internazionale ospite. Concordo. 8
Riccardo - All of Me (John Legend)
Molto più convincente che nel ripescaggio. 7
Camilla - Splendido splendente (Rettore)
Concordo con Morgan. Il pezzo tolto dagli anni '80. Versione molto bella. 8
Komminuet - Come Undone (Duran Duran)
Sarà che a me questa canozne ha fatto sempre molto emozionare. Ma anche loro sono stati bravissimi. 9
Lorenzo - Impossible (James Arthur)

Molto intenso. Ma credo che la canzone non lo valorizzi. 6

Komminuet vanno al ballottaggio

The Wise - Mykonos (Fleet Foxes)
Hanno accusato il colpo di finire per la seconda volta al ballottaggio. Non ci sono con la testa. 5
Komminuet - Virtual Insanity (Jamiroquai)
La parte rappata è bellissima e si integra bene nel testo originale. 6 1/2

Morgan non ci sta proprio al fatto che due gruppi siano al ballottaggio e inizia uno sproloquio dei suoi soliti. Dichiara che c'è stato del boicottaggio nei confronti dei suoi due gruppi provabilmente da parte di Tommassini. Quest'ultimo neanche commenta. Ormai gli skazzi di Morgtan sono conosciuti. Comunque Morgan sceglie di eliminare The Wise. Gli altri tre giudici scelgono di confermare il giudizi di Morgane quindi i The Widse escono di scena.

Nota di merito per Fedez che è risultato molto spiritoso durante la puntata. Come sempre simpatici Victoria e Mika. Considerando sia il nuovo ingresso, che l'eliminazione Fedez ha quattro cantanti; Victoria tre; Morgan e Mika soltanto due.

La puntata è stata vista da 1.098.779 spettatori con il 4,5% di share.

 
 
 

Scissione nel Pd?

Post n°5110 pubblicato il 31 Ottobre 2014 da lo_snorki
 

Scissione nel Pd

Dopo lo scontro Leopolda - manifestazione Cgil si parla ricorrentemente di scissione nel Pd. Ma in realtà nessuno vuole andarsene. Matteo Renzi ha detto chiaramente che il Pd è cambiato e che "non riconsegnerà il partito a chi lo riporterebbe al 25%". La minoranza, invece, cerca un modo per disarcionare Renzi senza rimetterci. Se si andasse alle elezioni il più di loro non verrebbe rieletto. Per questo si sono rivolti al sindacato. Ma sicuramente non hanno nessuna intenzione di andarsene dal partito. Al più potrebbe andare via Civati. Ma ho dubbi anche su di lui.

Se il leader democratico Matteo Renzi, dalla Leopolda, ha mandato chiaro e tondo il messaggio alla minoranza interna al Pd che non intende in alcun modo restituire il partito alla vecchia guardia, quelli che lo stesso leader considera i tutori dell'«ancien regime», reagiscono in ordine sparso. «Se Renzi auspica una rottura, se lo tolga dalla testa. Dell’ipotesi scissione Pd parla Giuseppe Civati: “Decido se andare via dal Pd nelle prossime settimane. Ma la verità è che è già tutto deciso, ha già scelto Renzi… Ci porterà al voto, altrimenti non avrebbe ingaggiato un duello del genere con il suo partito. Vedo se è possibile discutere di Sblocca Italia, articolo 18 e legge di stabilità, altrimenti… Insomma, non mi sono candidato al martirio”. Non ha dubbi Gianni Cuperlo nell’individuare i responsabili di un’eventuale scissione: “La scissione sarebbe una sconfitta del progetto nel quale abbiamo creduto e sta a tutti evitare di precipitare lì, ma è chiaro che Renzi ha una responsabilità enorme». In difficoltà anche Matteo Orfini, presidente del Pd ed uno degli esponenti che si è maggiormente speso per ricucire lo strappo tra le due anime del partito: “Il semplice fatto che se ne parli così di frequente significa che il rischio c’è. Per questo dobbiamo evitare discussioni strumentali e cercare di recuperare il senso di comunità che stiamo perdendo”. Secondo Orfini c’è una sola strada per ricomporre la frattura ed evitare la scissione: “Dovremmo smetterla di usare il ‘noi’ e ‘voi’: la contrapposizione interna alimentata per ragioni di visibilità rischia di distruggerlo un partito”. Noi rimarremo nel Pd per restituirgli la sua vocazione di grande partito della sinistra e per costruire un'alternativa che possa affermarsi nel prossimo congresso», è stata la sfida lanciata da Alfredo D'Attorre, bersaniano di ferro ed esponente di Area riformista. Niente scissione, allora? La risposta è “nì”, a sentire Stefano Fassina, altro riferimento di peso della minoranza, secondo il quale la divisione è nelle cose e, quel che è peggio, è voluta dallo stesso Renzi. «Una scissione è in atto. Abbiamo incontrato molte persone che ci hanno detto che hanno lasciato il Pd. Oggi dico che la dovremmo evitare. E alle misure sul lavoro all'esame della Camera, si è riferito anche il presidente della commissione Lavoro, Cesare Damiano, la voce forse più coerentemente critica verso le nuove misure in materia di occupazione: «La politica deve ascoltare la voce di chi ha manifestato in piazza San Giovanni: lavoratori preoccupati per il loro futuro, giovani che non trovano occupazione e pensionati che non riescono ad arrivare a fine mese».

Secca la controreplica di Giuliano Poletti, ministro del Lavoro: «Il cuore del Jobs Act non si tocca, dobbiamo superare la doppia morale per cui ci teniamo quello che abbiamo mentre milioni di persone non lo avranno mai». Il dibattito è aperto. Gennaro Migliore, appena trasmigrato da Sel nel Pd, proprio dal palco della Leopolda ha messo sull'avviso: «La piazza di Roma è una grande risorsa democratica: se uniremo le forze della democrazia saremo un argine al populismo». Infine Debora Serracchiani: «Perche’ ogni volta, soprattutto a sinistra, dobbiamo sempre cercare la scissione dell’atomo anziche’ produrre energia. Perche’, spiegatemi perchè? Solidarietà, lavoro e uguaglianza non sono solo le parole della piazza della Cgil. Sono anche le nostre parole. Qualcuno nel partito non ha capito che gli imprenditori non sono padroni».

La mia impressione, comunque, è che tutta questa gente (la minoranza Pd) non ha a cuore i lavoratori ma fa semplicemnete una squallida battaglia per riprendersi la guida del partito e proprio per questo non pensano minimamente a fare una scissione. Sono troppo abituati a fare il bello e il cattivo tempo che non sanno cosa vuol dire rispettare il risultato delle primarie. Credevano di poter comandare loro anche con Renzi segretario. Gli è andata male!

 
 
 

Elezioni Tunisia: vincono i laici di Nidaa Tounes

Post n°5109 pubblicato il 30 Ottobre 2014 da lo_snorki
 
Tag: AFRICA

L’arrivo dei risultati ufficiali non fa che confermare quanto era già chiaro nei fatti: la vittoria alle legislative in Tunisia del partito laico moderato Nidaa Tounes. Ottantacinque seggi sui 217 dell’Assemblea dei Rappresentanti del Popolo sono andati alla formazione fondata dall’avvocato e ex-Primo Ministro Béji Caïd Essebsi. Un margine di distanza limitato ma significativo rispetto al partito islamico Ennhahda che si aggiudica 69 deputati. L’esito del voto viene interpretato come un segnale positivo per la neo-nata democrazia tunisina che sembra intraprendere il cammino dell’alternanza. Resta ora aperto il grande interrogativo delle alleanze per la formazione di un esecutivo dal momento che Nidaa Tounes non ha i numeri per governare da sola. Al momento è esclusa l’ipotesi di un coalizione tra le due principali formazioni.

 
 
 

Deposizione Napolitano trattativa Stato-Mafia

Post n°5108 pubblicato il 30 Ottobre 2014 da lo_snorki
 

Deposizione Napolitano trattativa Stato-Mafia

Com'era largamente prevedibile, anzi scontato, le tre ore d'udienza specialissima al Quirinale, per la testimonianza del presidente della Repubblica così tenacemente voluta dall'accusa, non sono servite praticamente a nulla alla Corte d'Assise appositamente trasferitasi da Palermo. Presunte erano e presunte sono rimaste le cosiddette trattative fra pezzi dello Stato e di Cosa Nostra per scongiurare o limitare una ventina d'anni fa le stragi di mafia. Tanto presunte che il termine «trattativa», come riferito dagli avvocati al termine dell'udienza svoltasi a porte rigorosamente chiuse nella Sala del Bronzino, chiamata in passata «oscura» per la totale mancanza di finestre, non è stato neppure usato, o consentito dal presidente della Corte, nelle domande alle quali Giorgio Napolitano è stato sottoposto. E a «quasi tutte» delle quali egli ha risposto, come è stato riferito ai giornalisti dai presenti all'udienza.

Napolitano non ha avuto nulla da aggiungere o da precisare all'ormai famoso «timore» espressogli per iscritto nel giugno del 2012, quasi in punto di morte, dal suo consigliere giuridico Loris D'Ambrosio di avere potuto apparire nella stagione delle stragi, quando lo stesso D'Ambrosio lavorava al Ministero della Giustizia, «ingenuo e utile scriba» di cose utili a «indicibili accordi». Né il capo dello Stato ha avuto nulla da aggiungere o da precisare alle notizie, o presunte tali, raccolte successivamente dagli inquirenti su minacce di morte per mano mafiosa riguardanti anche lui, allora presidente della Camera, in quella nefasta stagione stragista. Che nel 1992 era già costata la vita al magistrato più famoso ed eroico della lotta alla mafia, Giovanni Falcone, alla moglie e a quasi tutta la scorta che lo proteggeva nel trasferimento dall'aeroporto alla città di Palermo.

La inutilità della testimonianza di Napolitano ai fini del processo è stata involontariamente ammessa proprio alla vigilia dell'udienza al Quirinale da una fonte insospettabile come il pubblico ministro Nino Di Matteo che in una intervista a Euronews ha parlato della «trattativa» in modo a dir poco dubitativo, sicuramente contraddittorio rispetto alle certezze mostrate nel cosiddetto impianto accusatorio e reclamizzate da una certa stampa fiancheggiatrice della Procura di Palermo. «Se c'è stata», ha detto testualmente Di Matteo parlando appunto della trattativa, essa «ha probabilmente salvato la vita ad alcuni politici, ma ha causato la morte di altri cittadini italiani», le vittime cioè delle stragi di mafia.

Ora sappiamo, secondo i dubbi coltivati o accreditati dall'accusa con il recente deposito di segnalazioni più o meno attendibili circa il pericolo di morte corso dall'allora presidente della Camera, e dal suo omologo del Senato, che fra i «salvati» dalla trattativa - sempre «se c'è stata» - potrebbe annoverarsi anche Napolitano. La cui colpa pertanto, agli occhi di chi lo sta mettendo in croce da tempo cercando di trascinarlo in qualche modo nella vicenda giudiziaria di Palermo, sarebbe quella di essere ancora in vita a spese di altri, morti praticamente al posto suo. E questo si ha ancora il coraggio, o la pretesa, di chiamarlo processo.

 
 
 

Tavolo governo - sindacati: nessuna facoltà di trattare

Post n°5107 pubblicato il 29 Ottobre 2014 da lo_snorki
 

Tavolo governo - sindacati: nessuna facoltà di trattare

Nulla di fatto. I sindacati escono dall'incontro assolutamente insoddisfatti. Lamentano il fatto di non aver potuto trattare con i ministri presenti, poichè quest'ultimi non avevano "il mandato a trattare". L'incontro, che verteva sulla Legge di Stabilità si è ridotto a un'ennesima presentazione delle rispettive posizioni. Qualche ora il presidente del Consiglio Matteo Renzi, non presente all'incontro, replica dallo studio di 8 e mezzo: "Trattare cosa? La cosa surreale è che Camusso dica che si deve trattare... le leggi non si scrivono con i sindacati ma in Parlamento". Per il governo era presente il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Graziano Delrio, il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan e della pubblica Amministrazione Marianna Madia; per i sindacati erano presenti Susanna Camusso (Cgil), Anna Maria Furlan (Cisl), Carmelo Barbagallo (Uil) ed Ermenegildo Rossi (Ugl).

Dopo una breve introduzione del ministro del Lavoro, è stato Padoan a illustrare con un breve intervento la linea del governo: le "parole chiave" sono "crescita e occupazione" avrebbe indicato, secondo quanto riferiscono fonti che erano presenti. Le misure della Legge di stabilità per la crescita e l'occupazione, "che noi vogliamo raggiungere attraverso il taglio delle tasse per il lavoro e il sostegno ai redditi bassi, resteranno stabili e avranno un impatto positivo per l'economia", ha detto il titolare dell'Economia sottolineando che "c'è inoltre un forte legame tra la Legge di stabilità con le riforme del lavoro, della P.a. e della giustizia, nel rispetto dei vincoli europei".

Diciamo che gli altri sindacati ci hanno rimesso per il comportamento della Cgil per la manifestazione apertamente di astio contro i provvedimenti del governo. non si può scatenare fuoco e fiamme e due giorni dopo pretendere di "trattare". Alla Cgil adesso non rimane davvero che fare lo sciopero generale, con la non sicurezza di ottenere comunque qualcosa. Agli altri sindacati invece il compito di ottenere comunquesdelle correzioni alla manovra con altri mezzi. Non credo seguiranno altri incontri da qui a fine anno.

 
 
 
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BERLUSCONI SU TELEVISIONI E SCUOLE SUPERIORI

Guardate un pò cosa riesce a dire il Berlusconi davanti a un D'Alema e un Rutelli increduli. Per Berlusconi infatti scuole superiori e televisioni (ma non solo) sono in mano alla sinistra ...

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DEBORA SERRACCHIANI, IL VOLTO NUOVO DEL PD

Debora Serracchiani: trentotto anni, avvocato. E' la giovane che all'assemblea dei circoli del Pd ha scosso con un discorso infuocato i tremila delegati del cosiddetto 'territorio'. 

“Chiedo al mio segretario di dirci convintamente che il cambiamento che abbiamo avvertito da quando ha dato le dimissioni Veltroni non è la paura perché abbiamo toccato il fondo, ma è una strategia, che abbiamo la linea di sintesi”. Altri applausi. “Fino ad ora mai una linea netta, mai una linea unica”, incalza. E le mani dei delegati battono più intensamente.

“E' un errore assoluto quello di aver indicato come capogruppo della commissione Sanità chi non rappresenta l'opinione prevalente del partito”. Franceschini sorride. Non sembra affatto preoccupato. Lei prosegue: “Ne ho per tutti”. “E' intollerabile che dopo aver dato mandato all'allora vice segreterio di chiudere l’accordo sulla legge per le Europee, escano il giorno dopo critiche sul giornale”.

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2138 11.02.07 IO DI.CO. DI SI!

Dico Pacs. Diritti e doveri delle persone stabilmente conviventi. Il Consiglio dei Ministri ha varato il decreto legislativo sulle coppie di fatto: non più pacs ma dico. Appena sentita la notizia ho pensato: finalmente il governo di centrocentrocentrocentrosinistra ha fatto qualcosa per i diritti civili. Poi mi sono soffermato sulla prima dichiarazione di RutelliRuini: "e' stata una scelta alta di riconciliazione". E mi sono preoccupato.

Di quale alta riconciliazione si tratta?. Via la dichiarazione congiunta. Una dichiarazione disgiunta che neppure il 730...Il convivente ha l'onere di dare comunicazione all'ignaro convivente numero due con raccomandata con ricevuta di ritorno. Il postino vestito in livrea?.

Alta riconciliazione. Successione: 9 anni. Quanto dura un matrimonio moderno?

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