Creato da Distinta_Intrigante il 07/04/2009

COME WITH ME

My imagination

 

Tra le vigne...c'è l'ebbrezza intellettuale?

Post n°89 pubblicato il 26 Luglio 2011 da Distinta_Intrigante

L’ebbrezza intellettuale e fisica ci porta verso l’estasi.

 L’amore rappresenta l’anima vera della vita: gioie e dolori che si alternano in una dolce sequenza ritmata. Amore vero che diviene sinonimo di felicità vissuta vera, amore senza fine, dolce e soave emozione che si muove verso l’alto del cuore.
La musica descrive una simbiosi unica,fantasiosa ricerca che corre verso l’ignoto. Ritmata sequenza di stati d’animo.

La melodia musicale permette all’individuo di esistere,di coesistere. Le canzoni danno una risposta agli interrogativi esistenziali,delineano una sequenza temporale senza barriere ideologiche o fisiche. Ci portano verso la felicità celeste.
Lo sguardo si perde all’orizzonte,delinea una situazione intrinseca di bagliore chiaroscuro;il susseguirsi di colori descrive una dolce equazione cromatica. Algebrica sensazione umana.
L’uomo e il genere umano sono,da sempre,in conflitto fra di loro,la ragione permette ad entrambi di coesistere senza sovrapporsi.

Filosofiche visioni ci permettono di vivere senza andare in rebus esistenziali;dubbi permeano la nostra vita.

La gente vive infelice senza risposte ragionevoli ai propri dilemmi interiori,la vita scorre veloce verso l’esistenza celeste;l’esistenza terrena è una sequenza di felicità e di infelicità.
Correre,a perdifiato,tra le vigne con il proprio partner o compagno d’avventura, significa fra trasparire emozioni, dolci sentimenti che stanno diventando ragionevoli sensazioni sullo stato d’essere dell’essere umano.

L’amore rappresenta la felicità vera, che prende il sopravvento sulle cose negative del mondo: non resta dunque che amare e provare emozioni vere, consapevoli sensazioni positive del dolce cuore di ognuno di noi.

 
 
 

IL SIMILE ATTRAE IL SIMILE (Gli opposti non si attraggono )

Post n°88 pubblicato il 22 Luglio 2011 da Distinta_Intrigante

Moltissimi grandi uomini di primo piano nella storia dell’umanità, tra cui Einstein, Newton, Platone, Socrate, Aristotele, Edison, Galileo, Leonardo, Shakespeare e molti altri, erano a conoscenza di come la realtà sia governata da leggi universali assolutamente imparziali e costantemente in funzione, ma che i più ignoravano.

Ovviamente tutti i grandi mistici ne conoscevano il funzionamento e questi più degli altri, hanno tentato di divulgarne l’esistenza e le modalità di applicazione.
L’uomo è l’unico animale in grado di pensare e di  “vedere” con gli occhi della mente cose e situazioni che non ha mai vissuto. L’uomo è il solo animale ad essere dotato della capacità di “immaginare”.Questo perché la mente umana non ha solo la funzione di magazzino e di archivio di dati e di informazioni, ma è uno strumento che consente all’essere umano di evolversi, ed è il principale strumento che permette all’uomo di influenzare gli accadimenti che verranno, modificando di fatto la realtà che lo riguarda.

– Lo psicologo Glenn Wilson alla Sapienza spiega perché essere simili fa bene alla coppia. Glenn Wilson, che è stato allievo di Eysenck, ha elaborato il cosiddetto Quoziente di Compatibilità (QC) giungendo alla conclusione che, in barba al vecchio adagio secondo il quale gli opposti si attraggono, sono invece le somiglianze a garantire la longevità di una coppia. 

 Il questionario considera un’ampia gamma di caratteristiche fisiche e psicologiche, come aspetto fisico, percezione della propria bellezza e intelligenza, preferenze musicali, opinioni politiche, personalità, atteggiamenti e stili di vita, arrivando a isolare 25 elementi che effettivamente sono discriminanti della soddisfazione e della felicità di una relazione.

Coppie stabili e consolidate risultano avere livelli più elevati di QC, che si rivela anche predittivo di maggiore attrazione fisica reciproca tra persone che non si conoscono e devono decidere un appuntamento al buio.

In che modo scegliamo il nostro partner e possiamo essere aiutati nel fare la scelta migliore?

 Uomini e donne hanno sviluppato evolutivamente diverse strategie indirette allo scopo di selezionare, attrarre, cacciare, mantenere i propri compagni/e.

 Sono stati ideati molti sistemi per indagare le affinità tra partner ma l’unico che ha ottenuto il supporto dell’evidenza scientifica è basato sul principio della similarità: l’appaiamento di partner che si somigliano in aspetti chiave che riguardano tratti di personalità, atteggiamenti e preferenze. Il Quoziente di Compatibilità (Compatibility Quotient) è stato per l’appunto sviluppato come predittore del successo della relazione fra partner, con applicazioni che vanno dagli incontri e frequentazioni scaturite da internet (internet dating) alla consulenza prematrimoniale.

Dunque AFFINITA'=INTESA?

 
 
 

Ciò che sprona l’essere umano è il desiderio di conoscenza di sé

Post n°87 pubblicato il 21 Luglio 2011 da Distinta_Intrigante

Lo psicologo junghiano Hillman, riprendendo spunto dal Mito di Er, ci parla della “teoria della ghianda” secondo cui siamo venuti al mondo con un’immagine che definisce la nostra individualità.

La teoria della ghianda sostiene che ognuno di noi ha dei tratti caratteriali distintivi che emergono anche in modo bizzarro per manifestare la nostra vocazione. Secondo Hillman c’è un fuoco dentro ognuno di noiche non può essere trattenuto e che anzi più viene represso più emerge in modo vulcanico manifestandosi tramite comportamenti istintivi, esplosioni caratteriali.

Questi aspetti non vanno sottovalutati e neppure etichettati come devianze, ma colti e assecondati perché rappresentano una parte fondamentale della nostra identità e del nostro potenziale (la nostra ghianda) e hanno bisogno di venir fuori e di concretizzarsi in qualche modo nella cornice della vita indipendentemente dal contesto socio culturale.

Ognuno di noi ha una Mission da perseguire ma non sempre siamo capaci di individuarla e continuiamo a vagare smarriti alla ricerca di qualcosa che neppure noi sappiamo cosa sia.

L’essere umano ha bisogno di significati, ha la necessità di trovare una spiegazione. Il contrario genera una “crisi di senso”: non sapere più cosa facciamo e dove stiamo andando. 

 Spesso non riusciamo a vivere come vorremmo e a concretizzare quello che realmente desideriamo, perché non siamo sufficientemente consapevoli di noi stessi e delle nostre potenzialità.

Ma per far emergere tutto ciò avremmo bisogno di uno specchio, qualcuno che “riflettesse” e ci facesse riflettere facendoci vedere ciò che non riusciamo a vedere ma che abbiamo nascosto dentro di noi.

Un buon specchio non solo riproduce un’immagine vivida e reale ma ci permette anche di notare dettagli utili. Un buon specchio evita le generalizzazioni, ossia il mettere sullo stesso piano tutti i particolari del nostro riflesso, le cancellazioni, ossia il vedere solo un aspetto della nostra immagine, le distorsioni, ossia il confondere i vari dettagli di essa. Un buon specchio si può identificare nella figura del coach, ma possiamo esserlo anche noi stessi in qualità di self coach nel renderci consapevoli e farci scoprire qual è la nostra mission. Gli strumenti a disposizione possono essere l’ascolto attivo e le domande potenti.

L’ascolto attivo è quell’attitudine a concentrarsi pienamente su ciò che la persona che abbiamo davanti ci sta dicendo e ci permette di incuriosirci di essa sospendendo ogni forma di giudizio o pregiudizio. Sembra facile ma non lo è poiché la tendenza è solitamente quella di esprimere pareri, dare giudizi ed elargire soluzioni. Le risposte, quelle vere, emergeranno spontaneamente dal diretto interessato se si trova in una condizione stimolante di riflessione, confronto e rispecchiamento.

Il coach proprio come uno specchio, permette di osservarsi dall’interno e di acquisire maggiore consapevolezza di sé delle proprie potenzialità, dei propri limiti e dei propri desideri e obiettivi.

Vi è mai capitato di praticare l'ascolto attivo?

 
 
 

Come catturare la sua attenzione?

Post n°86 pubblicato il 20 Luglio 2011 da Distinta_Intrigante

Prima di tutto tieni presente che potrai piacere agli altri solo se piaci a te stessa.

 Se ti senti bella e seducente, gli altri ti vedranno esattamente come tale. Quindi evita di atteggiarti timidamente e in maniera insicura. Poniti con garbo, ma anche con un po' di coraggio e sfrontatezza. Però non esagerare: ricorda che gli uomini amano cacciare "la preda". Desta il suo interesse piano e gradualmente facendo parlare molto gli occhi e il sorriso.

  • Cerca di scoprire quali sono i suoi interessi, gli hobby che coltiva e, se eventualmente avete dei punti in comune. Mostrati disponibile, ma non troppo. Cercalo il giusto. Quando sarà lui a cercarti non mostrarti eccessivamente contenta per il suo interesse, assumi sempre un atteggiamento moderato.

  • Non parlare con le amiche delle tue intenzioni col ragazzo che ti piace. Non fidarti neanche di quelle che pensi non potrebbero mai tradirti. Ricorda che la riservatezza è una qualità che ripaga molto nella vita, sia per te stessa che in relazione con gli affari altrui.

  • Quando avrai stabilito con lui un bel clima di amicizia e maggior confidenza, cerca di capire le sue intenzioni stuzzicandolo un po'. Sei una donna e quindi tutte le tue strategie sono lecite. Punta sul linguaggio del corpo, sull'aspetto fisico se vuoi, ma non trascurare mai il cervello. Niente rende una donna più sexy di quanto si dimostra capace, intelligente, sicura di sè. Sicurezza non significa essere arroganti e superbi, vuol dire saper convivere serenamente anche con i propri limiti e difetti.

  • Mostrati inconsapevole del tuo fascino, anche quando sai di sprigionarne molto. Questo ti farà apparire sotto una luce interessante agli occhi del tuo lui che senza neanche spiegarselo si sentirà maggiormente attratto da te. Se ti parla delle sue cose, ascoltalo con interesse. Agli uomini piace raccontarsi e poi ricorda che il dialogo è l'arma vincente per scoprire meglio una persona.
  • In fondo non ci sono regole ben precise per far breccia nel cuore di qualcuno. La strada migliore da percorrere è quella che ti detta il cuore.

     
     
     

    Viandante sul mare di nebbia

    Post n°85 pubblicato il 13 Luglio 2011 da Distinta_Intrigante

    “Viandante sul mare di nebbia” può essere considerato il manifesto del movimento romantico; in esso, infatti, sono riassunti i punti cardine del Romanticismo quali la tendenza al sublime e la percezione di una natura potente ed incontrastata.


    La posizione centrale del dipinto è occupata da un uomo, viandante solitario, che si staglia in tutta la sua minuta misura contro il paesaggio che ha di fronte.
    Ad un primo impatto, ho avuto l’impressione che quest’uomo, arrivato sino in cima alle rocce, si sia improvvisamente trovato di fronte alla verità, la verità che si riesce a cogliere solo un attimo prima della fine, che ci lascia senza fiato e che tuttavia non ci svela completamente il mistero che la avvolge.


    Le rocce sembrano rappresentare il punto culminante di un lungo percorso compiuto dal viandante, che ora si erge contro quel “soffocante” paesaggio e sembra essere rimasto quasi a metà del suo atto, sorpreso da tanta bellezza.

    La limitatezza dell’uomo ci è manifesta grazie a due elementi: il mistero della natura e il sublime della stessa.
    Il paesaggio innanzi all’uomo è assalito da una nebbia che proviene dal basso.
    Essa sembra quasi essere un vapore che la terra sprigiona dal suo grembo e tutto ciò rievoca l’atmosfera primordiale dell’universo.
    La nebbia, inoltre, è l’elemento fondamentale del dipinto, è la peculiarità che rende l’opera “romantica”.
    Essa, infatti, può essere paragonata alla siepe dell’ “Infinito” di Leopardi, costituisce un ostacolo alla vista e copre ogni vana speranza dell’uomo di arrivare dall’altra parte della scogliera; per contro, però, questo fa sì che l’uomo pur con un tale impedimento, possa dare sfogo all’immaginazione e trovare un’attenuante ad una vita inappagante.
    Anche la posizione di spalle dell’uomo può essere ritenuta un elemento, oltre che innovativo, legato all’alone di mistero di fronte al quale si trova il viandante.
    Essendo di spalle, infatti, l’uomo dà la sensazione di voler celare il suo vero essere e a noi, non potendo osservare il volto, non è concesso cogliere l’espressione dipinta sul viso e percepire così l’uomo in tutta la sua nudità di fronte ad una tale grandezza.
    E’ proprio questa tragica grandezza ed incomprensibilità che fa trasparire il sublime della natura; sublime che già Kant aveva tratta in filosofia come ciò che è informe e che implica la rappresentazione dell’illimitato, ciò che attrae l’uomo suscitando in lui un profondo sentimento di stima e meraviglia, ciò che commuove nella sua quieta contemplazione.
    Ciò che inoltre si può notare è l’eroica solitudine dell’uomo: nessun accenno di vegetazione, dalla nebbia emergono soltanto delle nere rocce che esprimono un senso di ostilità ed inospitalità.
    Il sentimento che quest’opera mi comunica è di angoscia ed inquietudine sia grazie alla nebbia che invade il paesaggio, sia per la sconfinatezza della vista, infinito paragonabile allo stesso Dio a cui l’uomo tende e che non può tuttavia essere sondato con mezzi umani.

    Quanti di voi si identificano nel viandante?

    Dedicato a Friedrich

     
     
     

    Sensazioni e percezioni

    Post n°84 pubblicato il 12 Luglio 2011 da Distinta_Intrigante

    Credo molte delle cose che sembrano capitare accidentalmente,in realtà,obbediscono ad un preciso ordine segreto. Tentare di spiegare cosa questo voglia dire significa attribuire alle parole un potere magico che esse non hanno,cioè quello di esplicare Percezioni attraverso Segni universalmente riconoscibili da tutti. Un segno,riconoscibile nella “forma”,inesplicabile nella “sostanza”.

    Capire,sul piano personale, quel preciso ordine segreto a cui mi riferisco,non è difficile. Non è difficile capire quel preciso ordine segreto se,dal punto di vista personale, alla ragione s’antepone l’istinto come tramite di Percezione fra l’Essere e il Sentire.

    La percezione è un processo che implica l'attività della mente e dei sensi, perciò a questi si fa risalire l'illusione. La mente, pur assecondando il gioco dei sensi, ha tuttavia la capacità di svincolarsi da esso.

     Se questo è possibile, può l'uomo conoscere realtà che i suoi sensi non riuscirebbero mai a comunicargli?

     
     
     

    Il Segreto è essere se stessi

    Post n°83 pubblicato il 11 Luglio 2011 da Distinta_Intrigante

    La sensualità in un individuo può essere considerata lo specchio della sua personalità, che riflette l'interesse e la attrazione che gli altri sentono. L'essere umano è l'animale più sexy della terra, non rispetta le stagioni dell'amore e può dimostrarsi sensuale e seducente in qualsiasi momento della vita: mentre lavora, cucina, al cinema, a teatro, in palestra, etc.

    Lo "stile" nel comunicare la propria sensualità è assolutamente soggettivo. Non esiste una forma ideale per essere sexy. Il grado di emozione evocato in una persona da parte di un comportamento sensuale, dipende unicamente dalla complementarietà.

    Per alcuni individui il termine sexy è associato principalmente ad elementi esteriori e sessualmente chiari (soprattutto per i maschi); per altri il tono della voce, la gestualità, la saggezza, l'abbigliamento, oppure una miscela di molti elementi, può far nascere un desiderio. Non essendoci un modo stereotipato per essere sensuali conforme a tutte le persone, il "segreto" è essere se stessi, sicuri di sé, autentici.

    E' la nostra autostima, la sensazione di adeguatezza nelle molteplici situazioni della vita che ci rende sensuali agli occhi di chi è sensibile proprio alle nostre caratteristiche. Tuttavia, non bisogna dimenticare che l'essere umano è un animale di questa terra ed in quanto tale, sensibile ad un livello di sensualità/attrazione istintiva. L'istinto che si è evoluto in milioni di anni, suggerisce l'accoppiamento dove le garanzie di sopravvivenza per l'eventuale nascituro siano garantite.

    Queste garanzie sono rappresentate soprattutto da un eccellente stato di salute: sana e robusta costituzione, dentatura sana, struttura priva di imperfezioni dal punto di vista funzionale, buone capacità atletiche, ridotto sovrappeso lipidico, vitalità, energia e tono muscolare. Per questi motivi le persone in forma sono oggettivamente più attraenti delle persone fuori forma. Gli individui che curano il proprio aspetto sono più sensuali di quelli che lo trascurano. 

    Per piacere, prima di tutto a se stessi, è indispensabile accettarsi con le proprie caratteristiche; il primo gradino per sentirsi adeguatamente sensuali.


    La sicurezza di se e la buona accettazione delle personali caratteristiche, aiuta a valorizzare i punti forti e sdrammatizzare su quelli deboli.Ciò che conta è la sicurezza di se.

     La sicurezza che aiuta a lasciar diffondere nell'ambiente che ci circonda il fascino della nostra personalità. Sguardi, gesti, parole ed anche contatti quando opportuni, sono capaci di rendere lo stile unico: il modo di accavalcare le gambe, di guardare negli occhi, di avviare una comunicazione, di ascoltare e dimostrare empatia, di essere leali, di non dare nulla per scontato.

     

     
     
     

    Il cervello dell'uomo 'impazzisce' per le bionde

    Post n°82 pubblicato il 07 Aprile 2011 da Distinta_Intrigante

    L'attività cerebrale diminuisce, il quoziente intellettivo scende, le capacità cognitive si offuscano: ecco cosa capita agli uomini al cospetto di donne dalla chioma platinata.

    Questa, almeno, è la teoria del professor Thierry Meyer, docente di psicologia sociale all'università francese di Nanterre e coautore di una ricerca in materia.

    Il perché dell'arcano è facilmente spiegabile: nel mondo occidentale, in particolare in quello anglo-americano, è molto diffusa l'idea che le bionde siano poco sveglie. Con loro, quindi, dovrebbero sforzare la materia grigia.

    La ricerca, annunciata dal Sunday Times è stata compiuta sottoponendo ad una serrata batteria di test d'intelligenza un campione di uomini dopo averli "esposti" a donne con capelli di diverso colore.

    La bionda paralizza al massimo l'intelletto del povero maschio, ma il sex appeal non c'entra.

    "L'uomo - sostiene il prof. Meyer nella ricerca pubblicata sulle pagine della rivista Journal of Experimental Psychology - spegne il cervello quando incontra una donna con i capelli chiari semplicemente perché è vittima di uno stereotipo sociale".

    In questo caso le bionde hanno la capacità di far agire gli uomini in un modo più stupido, perchè susciterebbero reazioni istintive che innescano la sindrome del 'bimbo delusion'".
    Poco importa se il biondo sia un carattere genetico raro.

     Secondo una teoria elaborata all'università britannica di Saint Andrews, nel nord Europa le donne bionde e con gli occhi azzurri sarebbero comparse alla fine dell'era glaciale per motivi spiegati dall'evoluzionismo di Darwin: queste mutazioni sarebbero infatti avvenute in una congiuntura contrassegnata da feroce concorrenza e scarsità di maschi.

    Il domenicale londinese sottolinea, comunque, che non è tutto oro quello che luccica: in Gran Bretagna un terzo delle donne sfoggia capelli biondi, ma in grandissima parte si tratta di capelli tinti. Le bionde al cento per cento naturali sono appena il 3% del totale.

    Peccato...io sono rossa!!

     
     
     

    E' questione di ...chimica...

    Post n°81 pubblicato il 07 Aprile 2011 da Distinta_Intrigante

    Qualcuno dice “E’ questione di pelle”, qualcun altro dice “E’ chimica”, io dico, ma soprattutto lo dice la storia dalla notte dei tempi e oggi la scienza lo conferma, che la seduzione passa per il naso: l’olfatto è da considerarsi al primo posto tra i fattori che incantano l’altro sesso.

    Ok gli occhi da gatta. Ok le gambe scoperte. Ok un’ardita scollatura, ma il potere di sedurre è strettamente connesso a un buon uso dei sensi, e la vera calamita sessuale è data da segnali chimici emessi dal nostro corpo.

    Sto parlando dei cosiddetti feromoni. Sono sostanze secrete da particolari ghiandole sudorali che variano in rapporto allo stato d’animo e che possono stimolare il desiderio sessuale.

    L’attrazione provocata in un altro individuo deriva proprio da questo tipo di riconoscimento olfattivo del nostro corpo. I feromoni inviano un messaggio subliminale, quindi non percepibile coscientemente, ma che viene decodificato a livello cerebrale ed è in grado di influenzare i rapporti umani.

    A scatenare, pertanto, la tempesta dell’amore è anche – e forse soprattutto- il messaggio chimico contenuto nell’odore della pelle della parte interessata. Insomma, detto in parole povere, deve scattare l’alchimia olfattiva perché scoppi l’idillio.

    Il profumo, simbolo di raffinatezza e lusso sin dall’antico Egitto, deve essere intrigante, ammaliatore e deve lasciare un segno indelebile di noi. Certamente la scelta è personalissima, ma spesso e volentieri se ne fa un uso scellerato.

    Ricordiamoci poi due cose: la prima è che chi è sgradevole nei modi e negli atteggiamenti si può cospargere di balsami, unguenti, balsami e via dicendo quanto vuole, ma cambiando gli ordini degli addendi il risultato sarà sempre lo stesso; e secondo, che gli uomini hanno una bassa tolleranza ai profumi… invadenti. Quindi se volete “colpirlo al naso”, rendendolo ansioso di annusarvi meglio, senza metterlo ko, lasciamo svolgere all’olfatto la funzione che gli spetta.

     Esaltiamo, senza esagerare, il profumo naturale della nostra pelle, lasciando scoperte quanto basta e libere di agire indisturbate le nostre armi invisibili.

     
     
     

    L’ATTRAZIONE MENTALE SENZA ATTRAZIONE FISICA PUO' ESSERE AMORE?

    Post n°80 pubblicato il 21 Giugno 2010 da Distinta_Intrigante

    L’attrazione mentale è quando ti senti attratto da una persona simile a te o più precisamente simile al tuo pensiero, al tuo spirito.

    E' quella affinità che scatta parlando con una persona e ti senti capito, al di là della razionalità…..quando bastano poche parole e l’altro ha perfettamente compreso, quando non hai ancora finito di parlare e l’altro sa cosa dirai e viceversa.

    Ma l’attrazione mentale è anche quando l’altro ti stimola alla riflessione, al confronto, al dialogo: quando ci si trova di fronte una persona dell’altro sesso, si valuta la sua bellezza in base, prima di tutto,a fattori legati alla cultura e alla psiche piuttosto che alla biologia.

    L’attrazione fisica tra due persone, invece, si manifesta soprattutto attraverso un linguaggio non verbale: quello del corpo.Quando siamo attratti e cerchiamo di conquistare una persona, si parla prima di tutto con il corpo e non con le parole.

    Il linguaggio del corpo comunica, infatti, molto più di quanto si è soliti credere. Senza che noi ce ne accorgiamo dal modo in cui si gesticola, si guarda l’altro, si cammina, si sta seduti, ci si muove, chi ci sta di fronte riesce a capire molto di noi.

    L’attrazione mentale può essere alla base di un amicizia disinteressata, ma se conbinata con l’ attrazione fisica può dar vita ad un rapporto d’amore. Nel rapporto d’amore credo si verifichi sempre contemporaneamente all’attrazione fisica…creando una complicità indispensabile affinché l’amore possa durare nel tempo.Un connubio tanto perfetto… quanto raro.

    Alcune volte capita che quando si è talmente in sintonia, si è presi di testa, si crede che il passo successivo sia scontato ma non è sempre così anzi alcune volte si finisce per rovinare tutto proprio con il sesso e quello che si era creato svanisce bruscamente.
    L’ATTRAZIONE FISICA SENZA ATTRAZIONE MENTALE NON è AMORE…..MA ….SECONDO VOI QUANDO SCATTA?……PRIMA O DOPO QUELLA FISICA?
    ….E QUALE SECONDO VOI E' PIU' COINVOLGENTE E TRAVOLGENTE?

     

     
     
     

    Cosa occorre per essere abili nella seduzione?

    Post n°79 pubblicato il 18 Giugno 2010 da Distinta_Intrigante

    Se pensi che per sedurre servano il phisique du rôle, l'abbronzatura, i soldi, gli abiti firmati, la carriera, le amicizie giuste, un certo tipo di macchina, magari una grande fortuna... ti sbagli!!!

    A tutti è capitato nella vita di attirare qualcuno. È una caratteristica innata. Ci sono persone che sembrano istintivamente seduttive. Le guardi e qualcosa ti colpisce, ti prende. Entrano in una stanza affollata e, nel giro di poco, qualcuno si sente attratto da loro. Sono dotate di un carisma e di un'energia particolari, sembrano emanare un fluido magnetico che affascina chi sta loro accanto.

    Possono essere uomini o donne, le si incontra per lavoro o per piacere, ne può nascere un semplice scambio di battute, una passione incontrollabile o la storia della vita. E tutto ciò è indipendente dal sesso, dall'età, dalla professione o dalla posizione sociale.

    A condurre a te la persona che desideri saranno queste abilità:

    • avere carisma
    • essere intriganti e ammaliatori
    • essere magnetici
    • essere affascinanti

    Come imparare e/o potenziare queste abilità?

    Il trucco sta nella comunicazione.

     Infatti, così come ci insegnano i grandi maestri della seduzione, i guru dell'attrazione, per condurre a te la donna o l'uomo che desideri è necessario maneggiare con destrezza le armi della comunicazione, sia verbale che non verbale.
    Le persone sono attratte prevalentemente da persone che sono sicure di se, hanno ben chiari i propri valori e gli obiettivi che desiderano raggiungere, sanno dove stanno andando e riescono a comunicare con sicurezza la propria identità e la missione.

    Quindi, siccome seduttori non si nasce, ma SEDUTTORI SI DIVENTA, è necessario sapere quale strada percorrere per acquisire le strategie di comunicazione e di comportamento che portano al successo nella conquista di cuori.

    E' un processo che richiede impegno e costanza ma che porta in breve tempo a risultati duraturi nel tempo.

    Quali sono le leve che muovo il processo di seduzione?

    Semplicemente le emozioni date dalla soddisfazione dei propri valori e dal vivere specifici stati d'animo. Bisogna riuscire a soddisfare le esigenze emotive di una persona per riuscire a rappresentare l'appagamento delle necessità emozionali e creare una dipendenza della persona nei tuoi confronti.

     L'attrazione è un processo mentale e come tale è fatto di tanti piccoli particolari che innescano il desiderio di stare con una persona.

    Prova a immaginare come sarebbe la tua vita con la persona che desideri, dove andresti, cosa faresti, cosa diresti e cosa ti piacerebbe sentirti dire, pensalo veramente e intensamente.... come ti senti? Cosa senti nel tuo corpo e nella mente? Riesci a sentire le sensazioni di questo evento come se fosse vero?

    Le emozioni non solo si possono vivere durante gli episodi della nostra vita ma li puoi vivere anche immaginandole con la  mente. 

     
     
     

    Perché tradizionalmente l’uomo vuole la donna bella e la donna vuole l’uomo ricco?

    Post n°78 pubblicato il 15 Giugno 2010 da Distinta_Intrigante

    Non provate neanche un istante a dire che non è tradizionalmente vero, perché vi farò una citazione dottissima  e incontestabile: le favole.

    Ma è possibile che le donne belle e povere delle favole volevano sempre il principe azzurro? 

    Perché l’ambizione della donna delle favole è la ricchezza! E poi hanno anche il coraggio di dire che vissero felici e contenti! E l’amore ? 

    Ma vi rendete conto di che modelli forniamo le nostre figlie? Cenerentola, Biancaneve, La Bella e la Bestia… ma vi rendete conto che anche la Bestia era ricco proprietario di un castello e viveva di rendita?

    Il fatto che l’uomo sia cosi sensibile alla bellezza femminile pur essendo di per se triste trova una giustificazione fisiologica nella natura stessa del rapporto sessuale.

    Una donna può far finta di essere attratta da un uomo, può svolgere una rapporto completo senza averne un minimo di voglia e può anche fingere benissimo un orgasmo  con un uomo che non le piace fisicamente.

    Un uomo può far finta di essere attratto da una donna, ma per avere un rapporto completo deve averne veramente voglia e non può fingere ne’ una erezione e ne’ un orgasmo. Risulta evidente che anche per la soddisfazione della donna stessa l’uomo deve provare attrazione perchè più prova attrazione più è sessualmente pronto e disponibile.

    Un giorno un mio collega, uomo serio e posato, che da un po’ si lamentava della riduzione della sua potenza sessuale entra nel mio ufficio esclamando “Ieri ero in ferie... ho visto per caso un programma che si chiama “Non è la Rai”. Non è il mio necessaire che non funziona, è quell'imbranata di mia moglie che non lo stuzzica”.

    Realtà triste ma puramente fisiologica (notare che il collega dichiarava ancora e per sempre grande amore per la moglie).

    La donna che non capisce l’importanza di essere più attraente possibile per il proprio uomo rinuncia a qualcosa che di fatto torna a suo beneficio.

    Purtroppo per fare sesso bisogna che l'uomo abbia una lunga erezione… ma come fa ad averla se la donna non gli piace? Ne deriva assolutamente logico e giusto, soprattutto per la donna che l’uomo la scelga “bella” (nel suo significato relativo chiaramente) ovvero scelga colei che gli stimola un forte desiderio sessuale”.

     Un partner che si eccita solo contemplando la  bellezza  saprà regalare ore e ore di intenso rapporto. Quindi e' un  diritto preciso che un uomo  "scelga" una donna anche perché è "bella".

    Capisco che sia un po' triste fare questi discorsi, purtroppo però è la pura verità.

     Molte volte ho sentito discussioni tra uomini e donne che vertevano sull'argomento " attrazione" in cui le donne accusavano gli uomini di essere troppo "animali". Molte donne non capiscono perché l'uomo sia così attratto dalla bellezza fisica visto che invece, per loro, la "bellezza" dell'uomo dicono essere di un altro tipo. 

    L'uomo per avere un rapporto sessuale intenso  deve necessariamente essere fortemente attratto. Questa "forte attrazione" tra l'altro ha anche  una "azione inibitoria sul cervello" che è esattamente quella che fa scattare il vero "innamoramento".

    Cosa ne pensate?

     
     
     

    L’amore è fuori dal mondo razionale

    Post n°77 pubblicato il 11 Giugno 2010 da Distinta_Intrigante

    Nella solitudine siamo tutti irrazionali,  quando parliamo  e ridiamo  da soli. L’uomo è al suo interno irrazionale ed assume comportamenti fuori dalla norma, comportamenti che non manifesterà mai in pubblico.

    L’uomo vive in due dimensioni diverse: la casa dell’ “io” che è irrazionale e la dimensione del “noi”che è razionale.

    Esiste, però, anche una dimensione duale (io e te) che costituisce una coppia, la più piccola comunità esistente.

    Io e te formiamo il mondo dell’amore, un posto costruito dalla mia e dalla tua follia e solo in questo posto potremo intenderci. 

     È una dimensione dove le cose possono significare mille cose e, nello stesso tempo, nulla, conoscibile solo dai due amanti.

    L’amore è fuori dal mondo razionale, è il mezzo che ci conduce in una dimensione che è al di fuori della nostra vita (razionale) per approdare in un non- luogo (a- topos) dove dove regnano passioni e desideri, dove  l’ordine e la ragione non sono altro che neve al sole.

     L’amore non si conosce, basta osservare “gli amanti che passano la vita insieme e che non sanno dire cosa vogliono l’uno dall’altro” (Platone) è un mondo in cui la dicibilità (razionalità) si arresta davanti all’indicibilità (l’irrazionalità, propria degli amanti), l’amore è un enigma.

    Ciascuno di noi è un “contrassegno” d’uomo (è la metà), unire due metà è formare il simbolo (σύμβολον) che è la ragion d’essere di Eros, medico e amico degli uomini.

    L’uomo ha bisogno di vivere nel mondo dell’amore, ognuno di noi desidera l’altro, ciò è nell’indole di chi è a metà, la metà cerca “pienezza” e per raggiungerla deve unirsi con l’altra metà. 

    D’altronde, come direbbe Luciano De Crescenzo, “siamo angeli con un’ala sola e possiamo volare soltanto abbracciati”.

     

     

     
     
     

    GUGGENHEIM MUSEUM

    Post n°76 pubblicato il 09 Giugno 2010 da Distinta_Intrigante

    Woman in Evening Dress

    Woman in Evening Dress (Femme en robe de soirée), 1877–80. Oil on canvas, 68 5/8 x 32 7/8 inches (174.3 x 83.5 cm). Solomon R. Guggenheim Museum, New York, Thannhauser Collection, Gift, Justin K. Thannhauser  78.2514.28

    Manet’s endeavor to capture the flavor of contemporary society extended to portraits of barmaids, street musicians, ragpickers, and other standard Parisian “types” that were favorite subjects of popular illustrated literature. Since the subject of Woman in Evening Dress is unidentified—conjecture that she might be the French actress Suzanne Reichenberg remains purely speculative—it is tempting to view this portrait as Manet’s rendering of one such type: the fashionable Parisian bourgeois woman, complete with Japanese fan.

     
     
     

    LA SEMPLICITA' DEI GRANDI UOMINI

    Post n°75 pubblicato il 20 Aprile 2010 da Distinta_Intrigante

    È curioso a vedere, che gli uomini di molto merito hanno sempre le maniere semplici, e che sempre le maniere semplici sono prese per indizio di poco merito. (LEOPARDI -Firenze, 31 maggio 1831)

    Quasi tutti gli uomini grandi sono modesti: perché si paragonano continuamente, non con gli altri, ma con quell'idea del perfetto che hanno dinanzi allo spirito, infinitamente più chiara e maggiore di quella che ha il volgo; e considerano quanto siano lontani dal conseguirla.

    Il semplice non si fa tante domande su se stesso. Perché si accetta così com'è? È già dir troppo. Non si accetta e non si rifiuta. Non s'interroga, non si contempla, non si considera. Non si loda e non si disprezza. È ciò che è, semplicemente, senza contorsioni, senza ricerche. La semplicità non è una virtù che si aggiunge all'esistenza. È l'esistenza stessa, in quanto nulla vi si aggiunge. Sicché è la più lieve delle virtù, la più trasparente, e la più rara. È la vita senza discorsi e senza menzogne, senza esagerazione, senza magniloquenza.

    È la vita insignificante, e la vera.

     
     
     

    Al mondo ci sono solo 10 tipi di persone: chi comprende il sistema binario e chi no

    Post n°71 pubblicato il 08 Aprile 2010 da Distinta_Intrigante

     

    Il problema dell’umanità è che gli stupidi sono strasicuri, mentre gli intelligenti sono pieni di dubbi. (Bertrand Russell)

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    Di destra o di sinistra?

    Post n°70 pubblicato il 29 Marzo 2010 da Distinta_Intrigante

    Lo decidono le neuroscienze

     Di sinistra si nasce o si diventa?

    La medesima domanda, naturalmente, vale per chi è di destra.

    E la risposta è duplice: di destra, o di sinistra, si nasce e si diventa. La novità è che nuove ricerche sul cervello e sullo studio del comportamento umano vengono incorporate nell'analisi politica, per capire cosa spinge un elettore a votare in un senso o nell'altro.

    L'annuncio che David Cameron, leader dei conservatori britannici e, stando agli attuali sondaggi, prossimo primo ministro dopo le elezioni della primavera 2010, ha arruolato tra i suoi consiglieri degli esperti di neuroscienza e di economia comportamentale è un segnale dell'importanza che questo genere di studi hanno assunto nelle sfide elettorali del ventunesimo secolo.


    Negli anni del blairismo il governo laburista prendeva come modello l'Homo economicus: "Offri alla gente una scelta e la gente agirà nel proprio interesse, e nel fare ciò farà anche funzionare il sistema in modo migliore per tutti".

    Ma oggi la scienza ha fatto un ulteriore passo avanti, permettendo ai politici di analizzare le caratteristiche che spingono un cervello a simpatizzare per la sinistra piuttosto che per la destra, o viceversa.

    Finora i dibattiti sulla natura umana erano ristretti ai comportamenti criminali e ad altre patologie. Adesso le reazioni "cerebrali" vengono studiate anche in relazione alle scelte politiche.
    Prendiamo il Cervello Progressista. L'altruismo ci rende felici e una comunità solidale crea persone migliori. Ineguaglianza e discriminazione ci privano di questo potenziale. Una buona guida ci aiuta a compiere decisioni sagge per il lungo termine.

    Morale: se una persona si sente sicura del proprio destino e assistita da uno stato e da una comunità solidali e ben funzionanti, è più propensa a votare per una politica che si identifica con questi valori.

    L'analisi del Cervello parte dalla constatazione che la morale ha una base neurologica: un forte istinto di giustizia.

    Il  tentativo di superare la divisione ideologica destra-sinistra e individuare un nuovo interlocutore era stata l'idea del sociologo Anthony Giddens che ha portato al potere il New Labour di Blair in Gran Bretagna e forze riformiste in tutta Europa.

    Il concetto che i cittadini d'oggi non si vedono come oggetti di religioni, partiti, ma come autori delle proprie vite.  Non bastano gli esperti di manipolazione mediatica, per vincere le elezioni: servono anche gli psicologi del comportamento umano.

     
     
     

    L’Apple Store di New York è il monumento più fotografato della Grande Mela

    Post n°69 pubblicato il 24 Marzo 2010 da Distinta_Intrigante

    La notizia arriva da un’indagine della Cornell University che ha svelato come il “Cubo” Apple è il quinto monumento fotografato dai fotografi di Flickr e non solo.

     Lo store Apple di New York, è uno dei più grandi e ricchi del mondo, situato sulla Quinta Avenue fattura 350 milioni di dollari l’anno e a quanto pare viene ritratto in oltre 35mila fotografie.  
    Non è un monumento ma è più fotografato della Statua della Libertà, merito anche della posizione in cui si trova; davanti all’ex grattacielo della General Motors, all’angola della 59esima, a un passo da Central Park.

    Prima di lui, i più fotografati sono l’Empire State Building, Times Square, il Rockfeller Center e Grand Central Station. La Statua della Libertà è settima.

    Una chicca; l’architetto che creato il Cubo Apple, è anche lo stesso che ha costruito a Seattle il Palazzo di famiglia di Bill Gates!

     

     
     
     

    QUANDO SI DICE "IL CASO"...

    Post n°68 pubblicato il 15 Marzo 2010 da Distinta_Intrigante

    Stocastica deriva dal termine greco stochastikós, nel significato di «congetturale», e qualifica i fenomeni dipendenti da una variabile aleatoria.

     La Stocastica è la scienza delle circostanze fortuite che raccoglie opere ed azioni il cui principio stesso di composizione comporta un ricorso sistematico al caso, che si insinua in ogni procedimento regolato.

     Stocastico è vicino ad Aleatorio, ma non è sinonimo. Perché è aleatorio ciò che dipende dal caso, ed è stocastico ciò che comporta elementi dovuti ad un caso scientemente provocato.

    In qualche modo bisogna forzare il caso, metterlo in condizione di agire, disporsi in maniera tale che possa operare. È il contrario di subire il caso come se fosse destinato ed ineluttabile, ma è piuttosto l’intrigo che favorisce una sottile complicità e che uccide la fatalità, in favore di una predeterminatezza preterintenzionale.

    Quando si usa il termine «caso» non facciamo altro che esprimere una mancanza di informazioni esplicative che, qualora fossero disponibili, renderebbero prevedibile l’evento, sottraendolo alla indeterminatezza del fortuito e riconsegnandolo alla certezza dell’inevitabilmente necessario.

    Attribuiamo al caso non tanto gli effetti che accadono quanto piuttosto le cause che lo ha provocato e che ci sono ignote.
    È arrivato il momento di imprevedere: vale a dire cercare di prevedere qualche cosa che non arriva, che non avviene o che non avverrà.

    Gli elementi costituenti la causalità sono talmente sensibili che una variazione benché piccolissima produce una considerevole differenza nei fatti: un qualsiasi elemento minimo se variato scatena una reazione tale da cambiare la sorte di tutti gli individui.
    La Stocastica è anche la Scienza delle scoperte impreviste, fra cui ha un particolare interesse la Serendipità, una specie di «Errore Fecondo» che casualmente fa trovare ciò che non si è cercato; che ci permette di fare per caso scoperte felici e inaspettate o dispensa la fortuna di trovare le prove impreviste delle proprie idee.

     L’«effetto serendip» ha sempre giocato un gran ruolo nella storia: Cristoforo Colombo cercava la Cina e scoprì l'America.

    La più grande debolezza del pensiero contemporaneo risiede nella stravagante sopravvalutazione di ciò che è noto rispetto a ciò che ancora rimane da conoscere. E il vuoto della conoscenza lo colma soltanto il desiderio, solo rigore che l’uomo deve rivendicare. Il desiderio, sola molla del mondo, ha stretto società con l’angoscia della curiosità e insieme seminano delitti impuniti, elucubrazioni disaggreganti e sogni megalomani; ora sperimentano il brivido della gioia panica nel percorrere acrobaticamente il filo del rasoio, coniugando il vortice senza fine della follia con l’esplorazione delle miniere che nascondono l’oro del tempo.

     
     
     

    Dammi mille baci (Catullo)

    Post n°67 pubblicato il 25 Febbraio 2010 da Distinta_Intrigante

    Mi è stata inviata in un messaggio...

    Vivamus, Distincta atque Intrigantis, amemus,
    rumoresque senum severiorum
    omnes unius aestimemus assis.
    Soles occidere et redire possunt:
    nobis,cum semel occidit brevis lux,
    nox est perpetua una dormienda.
    Da mi basia mille,deinde centum,
    dein mille altera, dein secunda centum,
    deinde usque altera mille, deinde centum.
    Dein,cum milia multa fecerimus,
    conturbabimus illa,ne sciamus,
    aut nequis malus invidere possit,
    cum tantum sciat esse basiorum.

     

    Viviamo, Distinta e Intrigante,  amiamo
    e non badiamo alle chiacchiere dei soliti vecchi troppo severi.
    Il sole tramonta e poi risorge,
    ma noi, una volta che il nostro breve giorno si è spento,
    dobbiamo dormire una lunga notte senza fine.
    Dammi mille baci, poi cento
    poi altri mille, poi ancora cento
    poi altri mille, poi cento ancora.
    Quindi, quando saremo stanchi di contarli,
    continueremo a baciarci senza pensarci,
    per non spaventarci e  perché nessuno,
    nessuno dei tanti che ci invidiano,
    possa farci del male sapendo che si può,

    coi baci, essere tanto felici.

    Catullo è sempre fantastico!

     
     
     
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