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Colori dei pensieri

Le parole non dette , I colori dell' anima , Una piuma bianca che cade , Una rosa nel vento , Il lato oscuro della luna , Nessun pericolo per te , Neve nel Sahara , Le scale del paradiso , Che fantastica storia è la vita , Brilla pazzo diamante , Qui con me .

 

VINICIO CAPOSSELA

 La lancia del Pelide

 

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Se gli autori avessero qualcosa in contrario ,
non avranno che segnalarmelo che
provvederò prontamente alla rimozione del
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Grazie
defgio


 

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Francesco Guccini - La Locomotiva

Post n°388 pubblicato il 27 Maggio 2012 da defgio
 

la grande roccia caduta che da ponte lo farà passare dalla mezza montagna all’ altra si intravede molto lontano , sembra lì ad aspettarlo , non si è mai mossa , sembra che questa direzione lo dirige là lontano , verso il sentiero dell’ andata alla ricerca del saggio , che sia la giusta strada , ritornare ....
non sa dove svolterà per arrivare là in fondo ma dovrà camminare ....
cammina  perchè è quel segreto là lontano che può scoprire , solo coi suoi passi ma verso qualcosa sta portandosi e sa di scoprirlo in meno di una settimana altrimenti troppo tardi , finiranno le sue provviste di cibo ormai scarso e poco sano , se tarderà , non potrà più vivere per questo scopo .....
se qualcuno potrà far della sua illusione la propria virtù , si chiede se potrà quando le sue forze saranno scarse avere qualcuno che potrà continuare la sua ricerca di quello che cerca con tanta pazienza e sacrificio ....
il sole alto e caldo gli dà coraggio , i suoi passi sono di nuovo fermi e saldi , la ferita smette di sanguinare e non lo preoccupa più , il suo dolore è minore e può concentrarsi sul cammino nuovo ma pur sempre uguale a sentieri già percorsi , non da lui ma da molti altri temerari ....

bye

 
 
 

Sylvie Guillem - Boléro

Post n°387 pubblicato il 26 Maggio 2012 da defgio
 

si allontana dal cielo per la terra , ripercorrerà il sentiero per ritornare ad essere esattamente dove è partito , ma scivola .....
cade per oltre 10 metri , per sua fortuna il terremoto non l’ ha ucciso , si aggrappa alla roccia ferito , quella forza ritrovata , sconosciuta che oggi scopre nuovamente esserci l’ ha salvato , ringrazia il cielo e chi sta al di sopra di tutto questo progetto infinito ...
pensa all’ infinito ora che il cuore si sta calmando , batte meno impetuoso , si rende conto del rischio passato ma una nuova scossa di minor entità lo allarma nuovamente , inutilmente , non produce alcun danno ....
si domanda cosa stia accadendo , forse , di pochi centimetri si è mossa la crosta terrestre non visibile in superficie ....
galleggia controllato come fa un acrobata sulla fune , in equilibrio permesso alla vita , alla felicità ed alla gioia ....
ogni giorno rinasce il sole , oggi la sua luce è forte ....
nella luce del giorno il passo si vede , percorre il tempo concesso , ricordo che si lascerà alle sue spalle ma nulla è per caso deve crederci ....

bye

 
 
 

Zucchero - Senza Una Donna

Post n°386 pubblicato il 20 Maggio 2012 da defgio
 

durante l’ alba nell’ attesa che il sole lo scaldi , che il cuore senta sorgere i suoi raggi di  felicità , cerca un torrente di acque calme per osservare dentro di lui il corso del tempo di un bambino che aveva ancora gli occhi ridenti nel rispecchiarsi nell’ acqua del laghetto argentato dalla luce della luna piena .....
decide di fare passi nella direzione verso il basso ....
giù sotto nella valle delle mille parole , al fondo di qualcosa che conosce , o conoscerà , perchè al limite di ogni vita resta quello che il coraggio ha saputo oltrepassare e far ricordare , solo di pazzie si ricorda gioia , come se i brividi di un’ emozione restano a far pensare ....
sente leggeri sibili , un fruscio di ioni che attraversano l’ atmosfera terrestre , osserva un cielo , che ricorderà , di bande luminose di colore verde azzurro con striature rossastre , composto di quelle particelle ionizzatre che poi diseccitandosi emettono energia sotto forma di fotoni , luce di un sole che vince la forza della terra che debole di forze disperse assorbe la più forte .....
la terra trema ....
trema per forze di somma di tanta gravità accumulata che si è disposta secondo orientamenti ostili , i pianeti si  sono allineati e li vede nel cielo quando la luce ancora tenue dell’ aurora lo permette ....
immagini tanto belle quanto premonitrici di eventi imprevedibili ....
il suo cuore sobbalza , immagina carezze di fata , labbra da baciare che occhi aperti al cuore proiettano ed uniscono entità separate dalla materia che tenta l’ unione , quasi fosse la forza di gravità che per la sua stessa capacità unisce e fonde in unica entità di materia che dispersa nell’ universo tenta di allontanarsi per non subirne l’ unificazione ........
si vuol far trascinare dalla foza dell’ unione , almeno lo crede , lo porterà all’ origine di un viaggio che per ragioni sconosciute ha voluto interpretare e percorrere con regole diverse che però non riescono più ad allontanarlo ....
si allontana da quello che vuole vicino da troppo tempo , è ora che ritorni sui suoi passi , dove ha gustato la felicità ....
il cielo lo esorta a guardarlo e ad emozionarsi ancora .....

bye

 
 
 

Quello che non ho - Fabrizio De Andrè

Post n°385 pubblicato il 14 Maggio 2012 da defgio
 

Quello che non ho - LA7 (lunedì , martedì e mercoledì di  maggio 2012)
Saviano,Fazio e tante parole di senso ....

 
 
 

vivere da eroi ..... per non morire mai ....

Post n°384 pubblicato il 10 Maggio 2012 da defgio
 

Sinead O'Connor-One more day   

" Veronica Guerin divenuta famosa per la sua lotta al narcotraffico negli anni in cui l'Irlanda, si trovava all'apice del consumo di droga non esitò mai a denunciare vari spacciatori, cosa che la rese vittima di un brutale omicidio. Nel 1995 fu protagonista di un pestaggio, quando andò a trovare John Gilligan, nella sua tenuta e gli pose alcune domande sulla sua vita." wiki

Il prezzo del coraggio

One more day

      A    E       A      D          A          E        A 
My love more dear than this life you are to me
        A    E       A                   D        A       E     
Your kiss more clear than the crystal of the sea
          D                 A       D
Please save me I m fallen here
      A    E     A
I'm lost and alone

     A       D     E
An angel weeps
  D            A
I hear him cry
   A        D      E
A lonely prayer
   A           E
A Voice so high
A                D    E
Dry all your tears
D               A     E
Come what may
                A                     D
And in the end the sun will rise
     E              A
On one more day
D
Hey
 
A E A  D A  E A 


  A     E    A      D             A            E      A 
Céile mo chroí, do croíse, ar Shlánaitheoir
(Together my love, your heart, our Savior)

      A        E    A              D              A      E
Is císte mo chroí, do chroí sábhálaim comh thíar
(My heart is a treasure, your heart I cherish like the sunset)
       D            A        D
O 's follas gur líon do chroí
(it's obvious that you filled your heart)
        A        E    A
Dom grása, a stór.
(with my love, my dear)
A       D  E   D    A    A   D  E     A         E
Athair ré's a Íosa aicí lag bás, is mé in pian
(Eternal Father & Jesus with her, weak & dying. I'm in pain)
A            D    E
Dry all your tears
D         A   E
Come what may
                A                     D
And in the end the sun will rise
      E            A
On one more day
D
Hey
       D          A        E     D      A
The sun will rise on one more day

 
 
 

nel viaggio .... di vivere

Post n°382 pubblicato il 08 Maggio 2012 da defgio
 

gli ostacoli del cuore - Elisa & Ligabue

 
 
 
 
 

Barbara Alberti legge Hermann Hesse

Post n°380 pubblicato il 29 Aprile 2012 da defgio
 

La "Favola d' Amore" di Hermann Hesse

LE TRASFORMAZIONI DI PICTOR  (favola d' Amore)

"Appena giunto in paradiso Pictor si trovò dinnanzi ad un albero che era insieme uomo e donna. Pictor salutò l'albero con riverenza e chiese: "Sei tu l'albero della vita?". Ma quando, invece dell'albero, volle rispondergli il serpente, egli si voltò e andò oltre. Era tutt'occhi, ogni cosa gli piaceva moltissimo. Sentiva chiaramente di trovarsi nella patria e alla fonte della vita.

E di nuovo vide un albero, che era insieme sole e luna. Pictor chiese: "Sei tu l'albero della vita?".

Il sole annuì e sorrise. Fiori meravigliosi lo guardavano, con una moltitudine di colori e di luminosi sorrisi, con una moltitudine di occhi e di visi. Alcuni annuivano e ridevano, altri annuivano e non sorridevano: ebbri tacevano, in se stessi si perdevano, nel loro profumo si fondevano. Un fiore cantò la canzone del lillà, un fiore cantò la profonda ninna nanna azzurra. Uno dei fiori aveva grandi occhi blu, un altro gli ricordava il primo amore. Uno aveva il profumo del giardino dell'infanzia, il suo dolce profumo risuonava come la voce della mamma. Un altro, ridendo, allungò verso di lui la sua rossa lingua curva. Egli vi leccò, aveva un sapore forte e selvaggio, come di resina e di miele, ma anche come di un bacio di donna.

Tra tutti questi fiori stava Pictor, pieno di struggimento e di gioia inquieta. Il suo cuore, quasi fosse una campana, batteva forte, batteva tanto; il suo desiderio ardeva verso l'ignoto, verso il magicamente prefigurato.

Pictor scorse un uccello sull'erba posato e di luminosi colori ammantato, di tutti i colori il bell'uccello sembrava dotato. Al bell'uccello variopinto egli chiese: "Uccello, dove è dunque la felicità?".

"La felicità?" disse il bell'uccello e rise con il suo becco dorato, "la felicità, amico, è ovunque, sui monti e nelle valli, nei fiori e nei cristalli".

Con queste parole l'uccello spensierato scosse le sue piume, allungò il collo, agitò la coda, socchiuse gli occhi, rise un'ultima volta e poi rimase seduto immobile, seduto fermo nell'erba, ed ecco: l'uccello era diventato un fiore variopinto, le piume si erano trasformate in foglie, le unghie in radici. Nella gloria dei colori, nella danza e negli splendori, l'uccello si era fatta pianta. Pictor vide questo con meraviglia.

E subito il fiore-uccello cominciò a muovere le sue foglie e i suoi pistilli, già era stanco del suo essere fiore, già non aveva più radici, scuotendosi un po' si innalzò lentamente e fu una splendida farfalla, che si cullò nell'aria, senza peso, tutta di luce soffusa, splendente nel viso. Pictor spalancò gli occhi dalla meraviglia.

Ma la nuova farfalla, l'allegra variopinta farfalla-fiore-uccello, il luminoso volto colorato volò intorno a Pictor stupefatto, luccicò al sole, scese a terra lieve come un fiocco di neve, si sedette vicino ai piedi di Pictor, respirò dolcemente, tremò un poco con le ali splendenti, ed ecco, si trasformò in un cristallo colorato, da cui si irraggiava una luce rossa. Stupendamente brillava tra erbe e piante, come rintocco di campana festante, la rossa pietra preziosa. Ma la sua patria, la profondità della terra, sembrava chiamarla; subito incominciò a rimpicciolirsi e minacciò di scomparire. Allora Pictor, spinto da un anelito incontenibile, si protese verso la pietra che stava svanendo a la tirò a sé. Estasiato, immerse lo sguardo nella sua luce magica, che sembrava irraggiargli nel cuore il presentimento di una piena beatitudine.

All'improvviso, strisciando sul ramo di un albero disseccato, il serpente gli sibilò nell'orecchio:" La pietra ti trasforma in quello che vuoi. Presto, dille il tuo desiderio, prima che sia troppo tardi!".

Pictor si spaventò e temette di vedere svanire la sua fortuna. Rapido disse la parola e si trasformò in un albero. Giacché più di una volta aveva desiderato essere albero, perché gli alberi gli apparivano così pieni di pace, di forza e di dignità.

Pictor divenne albero. Penetrò con le radici nella terra, si allungò verso l'alto, foglie e rami germogliarono dalle sue membra. Era molto contento. Con fibre assetate succhiò nelle fresche profondità della terra e con le sue foglie sventolò alto nell'azzurro. Insetti abitavano nella sua scorza, ai suoi piedi abitavano il porcospino e il coniglio, tra i suoi rami gli uccelli.

L'albero Pictor era felice e non contava gli anni che passavano. Passarono molti anni prima che si accorgesse che la sua felicità non era perfetta. Solo lentamente imparò a guardare con occhi d'albero. Finalmente poté vedere, e divenne triste.

Vide infatti che intorno a lui nel paradiso gran parte degli esseri si trasformava assai spesso, che tutto anzi scorreva in un flusso incantato di perenni trasformazioni. Vide fiori diventare pietre preziose o volarsene via come folgoranti colibrì. Vide accanto a sé più d'un albero scomparire all'improvviso: uno si era sciolto in fonte, un altro era diventato coccodrillo, un altro ancora nuotava fresco e contento, con grande godimento, come pesce allegro guizzando, nuovi giochi in nuove forme inventando. Elefanti prendevano la veste di rocce, giraffe la forma di fiori.

Lui invece, l'albero Pictor, rimaneva sempre lo stesso, non poteva più trasformarsi. Dal momento in cui capì questo, la sua felicità se ne svanì: cominciò ad invecchiare e assunse sempre più quell'aspetto stanco, serio e afflitto, che si può osservare in molti vecchi alberi. Lo si può vedere tutti i giorni anche nei cavalli, negli uccelli, negli uomini e in tutti gli esseri: quando non possiedono il dono della trasformazione, col tempo sprofondano nella tristezza e nell'abbattimento, e perdono ogni bellezza.

Un bel giorno, una fanciulla dai capelli biondi e dalla veste azzurra si perse in quella parte del paradiso. Cantando e ballando la bionda fanciulla correva tra gli alberi e prima di allora non aveva mai pensato di desiderare il dono della trasformazione. Più di una scimmia sapiente sorrise al suo passaggio, più di un cespuglio l'accarezzò lieve con le sue propaggini, più di un albero fece cadere al suo passaggio un fiore, unanoce, una mela, senza che lei vi badasse.

Quando l'albero Pictor scorse la fanciulla, lo prese un grande struggimento, un desiderio di felicità come non gli era ancora mai accaduto. E allo stesso tempo si trovò preso in una profonda meditazione, perché era come se il suo stesso sangue gli gridasse :" Ritorna in te! Ricordati in questa ora di tutta la tua vita, trovane il senso, altrimenti sarà troppo tardi e non ti sarà più data alcuna felicità". Ed egli ubbidì.

Rammemorò la sua origine, i suoi anni di uomo, il suo cammino verso il paradiso, e in modo particolare quell'istante prima che si facesse albero, quell'istante meraviglioso in cui aveva avuto in mano quella pietra fatata. Allora, quando ogni trasformazione gli era aperta, la vita in lui era stata ardente come non mai! Si ricordò dell'uccello che allora aveva riso e dell'albero con la luna e il sole; lo prese il sospetto che allora avesse perso, avesse dimenticato qualcosa, e che il consiglio del serpente non era stato buono.

La fanciulla udì un fruscio tra le foglie dell'albero Pictor, alzò lo sguardo e sentì, con un improvviso dolore al cuore, nuovi pensieri, nuovi desideri, nuovi sogni muoversi dentro di lei. Attratta dalla forza sconosciuta si sedette sotto l'albero. Esso le appariva solitario, solitario e triste, e in questo bello, commovente e nobile nella sua muta tristezza; era incantata dalla canzone che sussurrava lieve la sua chioma. Si appoggiò al suo tronco ruvido, sentì l'albero rabbrividire profondamente, sentì lo stesso brivido nel proprio cuore. Il suo cuore era stranamente dolente, nel cielo della sua anima scorrevano nuvole, dai suoi occhi cadevano lentamente pesanti lacrime. Cosa stava succedendo? Perché doveva soffrire così? Perché il suo cuore voleva spaccare il petto e andare a fondersi con lui, con esso, con il bel solitario? L'albero tremò silenzioso fin nelle radici, tanto intensamente raccoglieva in sé ogni forza vitale, proteso verso la fanciulla, in un ardente desiderio di unione. Ohimé, perché si era lasciato raggirare dal serpente per essere confinato così, per sempre, solo in un albero! Oh, come era stato cieco, come era stato stolto! Davvero allora sapeva così poco, davvero allora sapeva così poco, davvero era stato così lontano dal segreto della vita? No, anche allora l'aveva oscuramente sentito e presagito, ohimé! E con dolore e profonda comprensione pensò ora all'albero che era fatto di uomo e di donna!

Venne volando un uccello, rosso e verde era l'uccello, ardito e bello , mentre descriveva nel cielo un anello. La fanciulla lo vide volare, vide cadere dal suo becco qualcosa che brillò rosso come sangue, rosso come brace, e cadde tra le verdi piante, splendette di tanta familiarità tra le verdi piante, il richiamo squillante della sua rossa luce era tanto intenso, che la fanciulla si chinò e sollevò quel rossore. Ed ecco che era un cristallo, un rubino, ed intorno ad esso non vi può essere oscurità.

Non appena la fanciulla ebbe preso la pietra fatata nella sua mano bianca, immediatamente si avverò il sogno che le aveva riempito il cuore. La bella fu presa, svanì e divenne tutt'uno con l'albero, si affacciò dal suo tronco come un robusto giovane ramo che rapido si innalzò verso di lui.

Ora tutto era a posto, il mondo era in ordine, solo ora era stato trovato il paradiso, Pictor non era più un vecchio albero intristito, ora cantava forte Pictoria. Vittoria. Era trasformato. E poiché questa volta aveva raggiunto la vera, l'eterna trasformazione, perché da una metà era diventato un tutto, da quell'istante poté continuare a trasformarsi, tanto quanto voleva. Incessantemente il flusso fatato del divenire scorreva nelle sue vene, perennemente partecipava della creazione risorgente ad ogni ora.

Divenne capriolo, divenne pesce, divenne uomo e serpente, nuvola e uccello. In ogni forma però era intero, era un "coppia", aveva in sé luna e sole, uomo e donna, scorreva come fiume gemello per le terre, stava come stella doppia in cielo." Hermann Hesse

 
 
 

Funky Blues

Post n°379 pubblicato il 27 Aprile 2012 da defgio
 

Charlie Parker - Funky Blues

 
 
 

Simon Kehrer

Post n°378 pubblicato il 21 Aprile 2012 da defgio
 

 

Simon Kehrer ( guida alpina nata il 29/10/1979 a Pieve di Marebbe, un piccolo villaggio di montagna nel cuore delle Dolomiti)

Molti di noi lo conoscono per aver fatto parte, assieme a
Walter Nones e Karl Unterkircher, della spedizione del
luglio 2008 sulla parete Rakhiot del Nanga Parbat.
Durante un complicato passaggio sotto un seracco la perdita
improvvisa dell’amico Karl e la reazione composta
quanto determinata dei 2 superstiti che completano la via
dedicandola al compagno tragicamente scomparso.
Simon, guida alpina di San Vigilio di Marebbe e ormai noto
alpinista, ci racconta la sua vita, il suo lavoro, la sua passione
ma anche e soprattutto “il suo modo di interpretare e
di vivere la montagna”.
La capacità di soffrire per scoprire se stessi deve accompagnarsi
alla capacità di apprezzare “cio' che si ha intorno.
Affrontando la montagna in questo modo, è inevitabile che
te ne innamori…”.

« Siamo nati e un giorno moriremo. In mezzo c’è la vita.
Io la chiamo il mistero, del quale nessuno di noi ha la chiave. Siamo nelle mani di Dio… e se ci chiama… dobbiamo andare.
Sono cosciente che l’opinione pubblica non è del mio parere, poiché se veramente non dovessimo più ritornare, sarebbero in tanti a dire: “Cosa sono andati a cercare là? … Ma chi glielo ha fatto fare? ”. Una sola cosa è certa, chi non vive la montagna, non lo saprà mai! La montagna chiama! » Karl Unterkircher

 
 
 
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INFO


Un blog di: defgio
Data di creazione: 27/12/2005
 

APPUNTI

Cosa sarà

Oh Happy Day ...

Jackson Browne - Lives In the Balance

noi siamo il mondo , e qualcuno vuole possederlo ....

Pierangelo Bertoli - Il centro del fiume

 

IF I COULD

Due persone possono andare d'accordissimo, parlare di tutto ed essere vicine.
Ma le loro anime sono come fiori, ciascuno ha la sua radice in un determinato posto
e nessuno può avvicinarsi troppo all'altro senza abbandonare la sua radice,
cosa peraltro impossibile. I fiori effondano il loro profumo e spargono il loro seme
perché vorrebbero avvicinarsi, ma il fiore non può fare niente
perché il seme giunga nel posto giusto;
tocca al vento che va e viene come vuole. (H.Hesse)

 

HENRYK MISKIEWICZ - JEJ PORTRET

 

MAHLER - ADAGIETTO SINFONIA 5

 

BUCKETHEAD - SOOTHSAYER

 

MICHAEL NYMAN - LEZIONI DI PIANO


Alisdair vede la moglie diversa e avverte intorno a sè il chiacchiericcio del paese, ma non riesce a spiegarsene la ragione finché Flora, in un momento di rabbia, gli rivela tutto: la piccola è gelosa delle attenzioni della madre per Baines e racconta al patrigno i particolari degli incontri a cui assiste. L'uomo si sente così doppiamente tradito, dalla moglie e dal fido amico/socio, e la sua mente diventa preda della follia: con un'accetta amputa un dito ad Ada, di modo che non possa mai più suonare. In seguito a questo traumatico episodio la salute di Ada peggiorerà fino quasi a rischiare la morte; Alistair capirà così la grandezza dell'amore che la lega a Baines e, per salvarla, la lascerà libera di andare via con lui.

Ada, Baines, Flora e il pianoforte riprendono il mare verso una vita insieme, ma, all'improvviso, Ada fa chiedere insistentemente che il piano venga gettato in mare e fa in modo che un piede le rimanga impigliato in una fune e il peso dello strumento la trascini in acqua. Sembra un tentativo di suicidio, ma Ada capisce che, nonostante tutto, vuole vivere e decide di riemergere. Il pianoforte, strumento della nascita del suo nuovo amore, rimane in fondo all'oceano. Baines costruirà per Ada un dito in argento per permetterle di tornare a suonare e lei, rasserenata dalla sua nuova vita, reimparerà a parlare.

 

JAZZ

SAILING

--I am sailing, I am sailing, home again 'cross the sea. I am sailing, stormy waters, to be near you, to can say. I am flying, I am flying, like a bird 'cross the sky. I am flying, passing high clouds, to be near you , who can say Can you hear me, can you hear me thro' the dark night, far away, I am dying, forever trying, to be near you, who can say. Can you hear me, can you hear me, thro' the dark night far away. I am dying, forever trying, to be near you, to can say. We are sailing, we are sailing, home again 'cross the sea. We are sailing stormy waters, to be near you, to be free. Oh Lord, to be near you, to be free. Oh Lord, to be near you, to be free, Oh Lord , to be free ---------------------------------- Traduzione -------- Sto veleggiando, sto veleggiando, a casa di nuovo attraverso il mare. Sto veleggiando, acque tempestose, per essere vicino a Lei , e poter dire Sto volando, sto volando, come un uccello attraverso il cielo. Sto volando, passando nubi alte, per essere vicino a Lei, chi può dire . Lei mi sente, Lei mi sente attraverso la notte scura, lontano , Sto morendo, tentando per sempre, per essere vicino a Lei, chi può dire. Lei mi sente, Lei mi sente, attraverso la notte scura lontano . Sto morendo, tentando per sempre, per essere vicino a Lei, e poter dire. Noi stiamo veleggiando, noi stiamo veleggiando, a casa di nuovo attraverso il mare. Noi stiamo veleggiando acque tempestose, per essere vicino a Lei, essere libero. Oh Dio, essere vicino a Lei, essere libero. Oh Dio, essere vicino a Lei, essere libero Oh Dio , essere libero …..
 

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ALONE

 

UN BATTERE DI ALI DI FARFALLA

Stringi il tuo amore
non lasciarlo
non perderlo
l’ ho perso
e non sa tornare
lo sguardo si posa su quello che di più bello possa esitere
guardo nel profondo delle immaggini 
più profonde di quanto si possa immaginare
ma nel fondo del mio cuore
esiste solo lo spazio per un piccolo amore
che ritrovato voglio sia ,
vuoto rimane ....
“in quest’  attimo di vita
in questo battere di ali di farfalla
in questo attimo che fugge” .....
questo amore .
 
Non sono parole altrui  ma del cuore che cerca un senso ,
ed un senso non ha
e semplicemente così che accade , vive e finisce
per rinascere  dalle ceneri .

 
 

ZUCCHERO - I TEMPI CAMBIERANNO

 

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