Qui si sorride e si condivide.

Niente paronoie.

Niente psicanalisi.

Nessuna foto erotica.

Nessun angelo alato.

Solo sorrisi ...

e qualche riflessione ...

in perfetto "Veronica-style"

come dice una mia amica ...

 

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CondividEndo. Lacrime e sorrisi nell'endometriosi.
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Sul set televisivo ....

Post n°133 pubblicato il 11 Settembre 2010 da verosassi

Giornata particolare quella dell'altro giorno.
Come di consueto mio marito ed io siamo andati a fare una gita in giornata a Vallugola. Una spiaggetta vicino a Pesaro molto graziosa, piena di sassi, con un ristorantino in riva al mare niente male.

Ma ... sorpresa sorpresa ... che succede laggiù?
Stavano girando un film! Curiosa come un gatto mi sono avvicinata per vedere meglio ... e senza rendermene conto sono "entrata" nell'inquadratura della telecamera che per fortuna in quel momento non stava riprendendo.


Un signore mi addita con una signorina. La signorina mi guarda, mi raggiunge e mi dice che posso restare, ma dovrei sdraiarmi sul lettino e fare finta di niente. Non devo guardare mai la telecamera.


Initimidita e mortificata per essere "entrata in scena" mi scuso e le dico: "no no grazie, torno da mio marito"

Da quello che ho capito stavano girando una serie di filmetti di 30 minuti l'uno che servono da intrattenimento tra un programma e l'altro. Gli attori erano tedeschi, idem il regista e tutta la troup, immagino lo fosse anche la rete televisiva.

Erano scenette piuttosto ridicole e comiche stile "Stanlio e Olio" ... dove dei bellimbusti si menavano e si minacciavano con mitra giocattolo, tentando di mettere le mani su una valigetta piena di dollaroni.

Ma la scena più bella è stata quella dello squalo. Vi assicuro che entrare in acqua sapendo che qualche metro più in là c'era una pinna di squalo finta ... provocava terrore reale!!

Ecco un breve filmato dello squalo:

http://www.youtube.com/watch?v=P9ctosy-WLA 

 
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Con questa simpatica Giraffina vi faccio i miei migliori auguri di Buon Natale e Felice 2010

 

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FILM PREFERITO

 

Film con fazzoletto

"...E' difficile capire il valore della vita di una persona...
c'è chi dice che viene misurato da quelli che gli sopravvivono;
qualcuno crede che si possa misurare nella fede, qualcuno dice nell'amore...
altri dicono che la vita non ha proprio senso...
Io...? io penso che uno misura se stesso in base alle persone che si sono misurate su di lui;
quello che posso dirvi è che, in base a qualunque misura, Edward ha vissuto i suoi ultimi giorni sulla terra con più intensità di quanta la maggiorparte della gente riesce a spremere da un'intera vita...
io so che quando è morto i suoi occhi erano chiusi ed il suo cuore era aperto."
 

Sul mio comodino ...

 

Letture per sognare ...

La storia di sei anni vissuti in solitudine nell'atollo di Suwarrow

L’atollo è Suwarrow, cinquanta miglia di barriera corallina con piccole strisce di sabbia di cui solo alcune con vegetazione. Distante 850 miglia da Tahiti, 500 dalle Samoa, 1800 da Auckland Suwarrow venne scoperto nel nel 1814 da una nave russa il cui Comandante battezzò con il nome della sua nave, Suwarrow, appunto. Tom Neale cercava di fuggire dalla civiltà e decise di vivere da solo sperimentando la condizione in cui ci si deve procurare il necessario: dall’acqua potabile al cibo. Un’attività intensa che occupò per undici anni, il periodo in cui Neale visse a Suwarrow. Il libro “Solo du un’isola deserta”, Editrice Incontri Nautici, 220 pagine, 15 euro, si riferisce ai primi sei anni, dal 1952 al 1958, di permanenza di Neale nell’isola. “Quando fui solo sulla mia isola Suwarrow – scrive Tom Neale – cominciai a valutare la situazione. Poiché è a forma di lingua e misura solo 270 metri circa nel suo punto più largo, potei vederne gran parte con un solo sguardo dalla spiaggia. Notai che oltre la spiaggia c’era una distesa di palme da cocco, pandani, rampicanti e una massa di tauhunu, arbusto che solitamente cresce a un’altezza di circa sei metri o più fino a diventare impenetrabile. Spinto da un improvviso impulso, decisi che, prima di fare qualsiasi altra cosa, avrei camminato attorno all’isola sulla sabbia, lungo la spiaggia o nell’acqua poco profonda, sull’orlo della barriera corallina. Volevo apprendere dove crescevano le migliori noci di cocco, scoprire dove trovare il migliore terreno fertile per l’orto, esaminare i punti dove l’acqua era meno profonda per trovare le pozze migliori per pescare. Era una mattinata meravigliosa, perciò, m’incamminai verso la costa che dava sulla laguna per raggiungere l’estremità Nord della mia nuova casa, percorrendo una spiaggia così bianca e accecante da sentire quasi male agli occhi”.