Creato da vergine_e_martire il 22/11/2005

Per non dimenticare

un blog che è un calendario: quello che è stato, quello che sarà, i santi, gli eventi, i compleanni, le feste

 

 

La grotta

Post n°233 pubblicato il 04 Gennaio 2008 da vergine_e_martire
 

Nei Vangeli non si fa menzione della grotta. E’ san Giustino che ne parla per la prima volta. Però sappiamo che fin dal IV secolo la grotta di Betlemme era profondamente venerata dai pellegrini (una basilica era stata costruita sopra di essa).

Sant'Ireneo vede nella grotta della Natività una prefigurazione della discesa del Cristo agli inferi, dopo la sua morte e prima della Resurrezione, per strapparne i patriarchi dell'Antico Testamento.

La grotta di Betlemme, la grotta che si trova sotto la croce nelle icone della Crocifissione, e gli inferi ricordano dunque tutte una medesima realtà: “La valle d'ombra e di morte” (Sal 23, 4), cioè il peccato e la morte sui quali Dio trionfa.


È proprio su questo sfondo oscuro che costituisce lo sfondo della Natività su cui si staglia il bambino che giace nella mangiatoia. Questo bambino su uno sfondo d'oscurità ricorda il prologo di san Giovanni:

“In lui era la vita
e la vita era la luce degli uomini;
la luce splende nelle tenebre,
ma le tenebre non l'hanno accolta” (Gv 1, 4-5).

 
 
 

I luoghi del presepe: la fontana

Post n°232 pubblicato il 02 Gennaio 2008 da vergine_e_martire

La presenza della fontana nel presepi è collegata in vario modo alla Madonna che, secondo alcune tradizioni, avrebbe ricevuto l'Annunciazione mentre attingeva acqua alla fonte.
Nel Vangelo dello pseudo-Tommaso si legge: «Il giorno dopo, mentre Maria stava presso la fonte a riempire la brocca, le apparve un angelo del Signore e le disse: - Beata tu sei o Maria, perché nel tuo ventre hai preparato un'abitazione al Signore!» 


Anche fra gli appellativi che le sono tributati nelle Litanie, la Madonna è detta "Fons Laetitiae" (= fonte della gioia) o "Fons Gratiarum" (=fonte delle grazie).


 
 
 

Gli angeli

Post n°231 pubblicato il 31 Dicembre 2007 da vergine_e_martire
 

Nel presepe naturalmente non possono mancare gli angeli, messaggeri di Dio che recano l'annuncio ai pastori e proclamano "Gloria a Dio nell'alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà".

Di solito ci sono TRE angeli intorno alla grotta (o sulla capanna) di Gesù Bambino, ognuno di essi con una precisa funzione: quello centrale, recante il cartiglio su cui si legge «Gloria in excelsis Deo», è detto la gloria del Padre; quello alla sua destra, con l'incensiere tra le mani, viene denominato la gloria del Figlio; infine, l'angelo detto la gloria dello Spirito Santo è raffigurato in atto di suonare una tromba, e simboleggia il soffio divino della terza Persona della Santissima Trinità.

 
 
 

I venditori

Post n°230 pubblicato il 30 Dicembre 2007 da vergine_e_martire
 





Oltre ai personaggi classici della Natività, che abbiamo fin qui esaminato, la grande tradizione dei presepi italiani, dagli affreschi ai quadri, dai presepi napoletani e genovesi del Seicento e Settecento, mette in scena tanti altri personaggi minori, che attualizzano il mondo in cui l'evento si svolge, caricandolo spesso di significati belli e importanti.

Fra questi, per esempio, i venditori del PRESEPE NAPOLETANO, le cui attività lavorative possono essere messe in relazione le loro con i mesi dell'anno in cui esse si svolgono. E' possibile quindi interpretare quei personaggi come personificazioni dei Mesi e quindi come il tempo del mondo e l'attività umana che rende omaggio al Bambino che nasce, signore del mondo e del tempo:

Gennaio - macellaio o salumiere;
Febbraio - venditore di ricotta e formaggio;
Marzo - pollivendolo e venditore di uccelli;
Aprile - venditore di uova;
Maggio - una coppia di sposi recanti un cesto di ciliegie e di frutta;
Giugno - panettiere o farinaro;
Luglio - venditore di pomodori;
Agosto - venditore di cocomeri;
Settembre - venditore di fichi o seminatore;
Ottobre - vinaio o cacciatore;
Novembre - venditore di castagne;
Dicembre - pescivendolo o pescatore

 
 
 

La mangiatoia

Post n°229 pubblicato il 28 Dicembre 2007 da vergine_e_martire
 







La parola presepe (o presepio) deriva dal latino praesaepe, composto da prae = innanzi e saepes = recinto, ovvero luogo che ha davanti un recinto, e si traduce in mangiatoia.

L'evangelista Luca ripete per ben tre volte, che il Bambino era deposto in una mangiatoia (Lc 2, 7.12.16) fin dall'inizio del racconto della nascita: "Maria diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché non c'era posto per loro nell'albergo".

Tanta insistenza ci pone la domanda sul  perchè Luca abbia voluto ripeterci per tre volte l'indicazione precisa del luogo fisico dove fu collocato il Bambino, nei primi suoi istanti di vita terrena. 

La spiegazione è nella parola stessa.

La mangiatoia contiene i cibo delle pecore. Ciò che si trova nella mangiatoia e' cibo.
All'inizio quindi della storia del cristianesimo, c'è un segno: Dio Padre dona il suo Figlio al mondo nella mangiatoia.
Perché sara' Lui a diventare cibo per gli uomini!
Lo stesso Gesu' proclamerà poi apertamente: ''Io sono il pane di vita, chi mangia di questo pane, vivra' in eterno'' (Gv 6,51).
Inoltre, la promessa ultima nell'Apocalisse e' la chiamata a partecipare del ''banchetto nuziale'' accanto all'Agnello.

E non per caso, in questo utilizzo dei simboli, Gesu' nasce anche a Betlemme, il cui nome significa: ''Citta' del pane''.


 
 
 

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