Creato da calipso81 il 08/03/2005

Arte...e dintorni

Pensieri sparsi di chi sta provando ad occuparsi di arte.

 

Il corpo

Post n°620 pubblicato il 25 Febbraio 2015 da calipso81

Ho visto corpi devastati. Persone intrappolate in corpi che non permettevano la parola, i gesti, i più semplici movimenti, la mimica facciale.

Ho visto ragazze di 18 anni in carrozzina che non possono parlare, possono solo urlare, piangere quando i compagni le hanno scritto una lettera di buon compleanno.

Ho visto ragazzi che nonostante tutto, nonostante i loro corpi acciaccati e malconci, amano, odiano, sono sereni o "con tanti pensieri brutti" come dice G. quest'anno.

Ho visto una ragazza di 16 anni passare da un giorno all'altro in carrozzina per una mielite fulminante.

Eppure, nonostante questo sia uno schiaffo alla disabilità, nonostante ti faccia rendere conto che si è disabili perché gli altri te lo dicono, io faccio ancora fatica. 

Fatico a capire quelle persone che ti dicono che sei "grassa", a capire a quella collega pazza isterica di scuola che oltre a dire che noi prof di sostegno non facciamo un cazzo mi suggerisce di fare un "personal" (training in palestra) e poi ride aggiungendo che tanto non mi servirebbe a nulla.

Fatico anche a capire perché tante industrie e negozi facciano solo taglie piccole. L'altro giorno sono andata da Stefanel, dove compravo anni fa. Beh, ho scoperto che ora arrivano a 46 di taglia e con prezzi da capogiro (un cardigan 260 euro e annessa faccia schifata della commessa al mio "scusi avete questa gonna 48 di taglia?).

Non capisco perché nonostate tutti i proclami belli degli stilisti si voglia instillare un concetto al pari della disabilità laddove tu hai una taglia che non rientra nella 44. E penso anche a chi magari è disabile ed è pure 48 di taglia come può sentirsi. Il reietto dei reietti.

Io di mio ho vissuto anni, e vivo momenti più o meno lunghi anche ora, in cui non mi accetto fisicamente. Perché vorrei essere più magra e diversa...

Ma andate a quel paese tutti.

Da una 48 di taglia.

 
 
 

Sereno variabile

Post n°619 pubblicato il 29 Ottobre 2014 da calipso81

Sono passati 13 giorni dal mio compleanno.

Sono a quota 33 anni ormai.

Credevo dopo tanto studio di poter star tranquilla e invece no. Vivo una sorta di "sereno variabile" da quando ho iniziato il corso di specializzazione al sostegno.

Pareva organizzato tutto in maniera quasi svizzera, tutto rigoroso. Interessava la qualità, ecco perché una selezione stringente. Interessava tenere certi ritmi e rispettare tutto il decreto istitutivo del corso.

Beh, abbiamo iniziato con due mesi di ritardo e siamo ancora in alto mare per tutto.

La risposta principale a tutte le domande è: "spallucce", quel gesto in cui si tirano su le spalle, si rilassa il viso e magari si articola foneticamente un "boh".

Ecco le mie domande al tutor del corso:

- ma il tirocinio quando inizia? Pareva si iniziasse a settembre! Tocca finirlo in 5 mesi.

R: spallucce

- ma gli esami? A Modena/Reggio Emilia e in altre università sono finiti!

R: spallucce

- scusa ma la tesi o project work, come lo chiamate, come deve essere impostato?

R: spallucce

- scusa ma bisogna finire in tempo per l'inserimento in graduatoria, non abbiamo mica 19 anni!

R: eh, ma non so dirvi nulla. Queste cose le decide il direttore del corso...intanto però vi do un calendario di ampliamento dell'offerta formativa.

Risultato: io non posso più decidere cosa fare, perché tanto all'improvviso da Bologna mi arriva qualcosa da fare. Ormai ci indicano settimana per settimana dove dobbiamo andare e con chi siamo a lezione. 

Calendario mensile? macché! Passiamo da via Zamboni a via Belmeloro, al quartiere Corticella, Pilastro e Navile come niente fosse. Ormai giriamo random e quando ci incontriamo, ci chiediamo "scusa ma chi c'è oggi? E che lezione dovrebbe fare?"

Risultato 2: lascio Firenze perché così non so manco io come dividermi...

Risultato 3: sono incazzatissima

 
 
 

Bacio

Post n°618 pubblicato il 01 Luglio 2014 da calipso81

Antonio Canova, Amore e Psiche

 

 

 

Ti manderò un bacio con il vento

e so che lo sentirai,

ti volterai senza vedermi ma io sarò li

Siamo fatti della stessa materia

di cui sono fatti i sogni

Vorrei essere una nuvola bianca

in un cielo infinito

per seguirti ovunque e amarti ogni istante

Se sei un sogno non svegliarmi

Vorrei vivere nel tuo respiro

Mentre ti guardo muoio per te

Il tuo sogno sarà di sognare me

Ti amo perché ti vedo riflessa

in tutto quello che c'è di bello

Dimmi dove sei stanotte

ancora nei miei sogni?

Ho sentito una carezza sul viso

arrivare fino al cuore

Vorrei arrivare fino al cielo

e con i raggi del sole scriverti ti amo

Vorrei che il vento soffiasse ogni giorno

tra i tuoi capelli,

per poter sentire anche da lontano

il tuo profumo!

Vorrei fare con te quello

che la primavera fa con i ciliegi

 

Pablo Neruda

 
 
 

Perchè?

Post n°617 pubblicato il 01 Febbraio 2014 da calipso81

C'è un collega a scuola, uno che ho ritrovato, tanto carino e gentile lo scorso anno.

Persona deliziosa, che poi ha "sbroccato". Non dovevo lasciar scappare l'occasione, c'era sintonia, chimica. Poi però lui poteva stufarsi, lui non era con l'acqua alla gola. Aveva 4 donne che vedeva periodicamente e quindi o mi interessava una "relazione" oppure ciao.

Insomma ha mostrato il suo vero sé. Mai capito perché io...o meglio perché me che sono lontana anni luce da quelli che per me sono "non rapporti". Capisco lo sfizio, il nome in più alla lista...ma perché io?

Questo nuovo anno scolastico all'inizio era carino e gentile, talvolta mi ricordava la persona che mi era piaciuta l'anno prima e che volevo bene. Poi incomprensioni: io che gli chiedo se ha bisogno di un passaggio, lui dice che ne ha per 30 minuti. Gli rispondo che vado e non posso aspettare. Lui che risponde male a domande sulla sua disciplina. Lui che poi dice che sono io quella che gli risponde male perché forse sono arrabbiata che non ci sia stato nulla tra noi (?) e non lo vedo come amico.

Esprimo un mio parere in pubblico, dicendo che stava sbagliando per aver invitato persone sconosciute ad una cena organizzata per festeggiare un'ex collega. Telefonata di 20 minuti di offese perché lo facevo passare per stronzo. Io non so campare, io devo contare fino a 10 prima di parlare.

Altre colleghe mi dicevano d'aver fatto la cosa giusta, compreso la diretta interessata che mi ha ringraziato per la gentilezza e che sta organizzando, poi, una cosa solo per pochi.

Le cose sono cambiate. Noto una persona con forti discrepanze, tra ciò che è e come dovrebbe essere. Come se si celasse e poi esplodesse all'improvviso.

Ogni tanto mi parla e per lo più sono uscite infelici.

Sostituzione per quando ho il concorso "sì, certo. Nessun problema"...."eh ma se poi ci sono problemi io vado via e non ti faccio l'ora"..."sì, ma entro giovedì dimmi cosa devo fare e dammi i materiali"...

Non hai passato il concorso a Modena? Beh, nemmeno la collega di filosofia...

Per la serie: non c'è riuscita lei volevi passarlo tu?

Lascio correre, non rispondo.

Tanto ha sempre ragione...

 
 
 

Pensando...

Post n°616 pubblicato il 03 Dicembre 2013 da calipso81

Ha ragione un'amica: devo togliere il marcio, devo allontanare le persone che mi fanno star male.

Ogni anno credo sia normale che qualche aspetto della propria vita vada a rotoli. Fino a giugno andava a rotoli l'ambito sentimentale, ora va a rotoli il lavoro.

A scuola non mi trovo bene, non per gli allievi, deliziosi, ma per i colleghi.

Non c'è unione, non c'è collaborazione, insomma manca tutto anche a livello di materiali. Manca materiale umano e oggettuale.

Per fortuna ho due ottime educatrici, per fortuna c'è una collega piuttosto carina.

Ma di contro ci sono tante assenze e tante cose che non mi piacciono.

Non mi piace l'ambiente, non mi piacciono tanti colleghi curricolari che ti mandano fuori dall'aula, non mi piacciono i colleghi uomini sempre pronti alla battuta e a fare gli stupidi, sempre pronti a sbavare. Non guardo, evito, ma proprio non è un bell'ambiente.

Vorrei proprio scappare via. Attento con ansia che sia giugno. Non ne posso più

 
 
 

Paraculaggine

Post n°615 pubblicato il 14 Novembre 2013 da calipso81

Non c'è che dire: mi stupisco sempre.

Un collega ha dimostrato pienamente di essere falso come una banconota di 30 euro.

Prima dice peste e corna di un'altra collega dandole della cafona e poi le sorride e chiede come sta, cosa fa, come si trova.

Mi telefona e sono 20 minuti di discorsi folli e offese.

Non capisco come si possa essere così.

Come si possa oscillare tra gentilezze e rabbia profonda.

Come si possa dire che gli altri sono rabbiosi verso di lui, io rancorosa e che lo credo più di un amico mentre non è così.

Gli uomini col mestruo sono i peggiori!

 
 
 

Aggiornamento

Post n°614 pubblicato il 29 Ottobre 2013 da calipso81

Che succede? Che sono tornata a scuola, proprio il primo giorno della campanella.

Succede che ci sono volti a me noti, e volti sconosciuti.

Volti che imparo a conoscere, e volti che devo rincontrare.

Volti che imparano a conoscermi, volti che fanno i cascamorti, volti che oscillano tra gentilezze e rabbia.

E poi i “bambini”, che non sono bambini anagraficamente ma lo sono, per sfortuna, a causa di malattie o parti andati male.

 

Adda passà a nuttata!

 
 
 

Periodo

Post n°613 pubblicato il 16 Luglio 2013 da calipso81

Il periodo: quello grammaticale e quello temporale.

Ricordo ancora la maestra che alle elementari diceva che dovevamo fare frasi di senso compiuto e tutto il periodo doveva essere corretto.

Poi c'è quello inteso come tempo. Non un tempo metereologico ma quello dell'anima.

Ecco il mio periodo attuale è un gran casino.

Emotivamente sono devastata.

Ho fatto mente locale su tante cose, sul mio essere stata sola nelle scelte. L'essere stata sempre "attaccata": ero sempre quella "troppo" fisicamente e andava coperta, sono quella che poteva fare medicina ma non l'ha fatta, sono quella precariota (mix di precario e idiota) che vive di contratti a termine, anche se faccio quello che più mi piace al mondo. Sono quella che nonostante tutto vuole stare lontano da casa, quella non sposata, che non ha figli. Manco non li volessi. Anzi: quando ero "giovane" mi immaginavo a questa "età" già con un paio di pargoli in giro per casa, in una casa mia o anche in fitto, ma con dei pargoli.

Ho sempre avuto scarsa autostima. Mi sono sempre vista come quella del "perché io?" piuttosto che quella del "perché NON io?".

Non so perché. Cerco, ma la risposta che da il mio cervello è file not found.

Questa mia insicurezza rovina tutto. Non mi fa essere serena.

Non riesco a cambiare, non riesco a far nulla.

Mi sento come piombata.

 
 
 

Ciò che rende bella la vita - Vita

Post n°612 pubblicato il 01 Luglio 2013 da calipso81

La mia vita è fatta di incertezze.

Incertezze sentimentali, incertezze lavorative, incertezze di luoghi da vivere. 

In tutta questa incertezza ho la certezza che faccio quello che mi piace, che nulla può essere per sempre (anche se mi piacerebbe), che ho degli amici (pochi) con cui si ricrea subito la magia dello stare assieme anche se è passato un po' dall'ultima volta che ci siamo visti.

La mia vita ora è fatta di presente e scadenze contrattuali. Un futuro incerto, futuribile e futurista.

La mia vita è fatta di aspettative, alcune deludenti, altre no.

 
 
 

Ciò che rende bella la vita - Amore

Post n°611 pubblicato il 01 Luglio 2013 da calipso81

Amore in tutte le forme.

Amore verso gli amici.

Amore verso i colleghi.

Amore verso i figli.

Amore verso i genitori.

Amore verso la famiglia.

Amore per il proprio lavoro.

Amore per se stessi.

Amore verso chi hai scelto come compagno di vita. Quello con cui far figli e invecchiare assieme. Quello raro o impossibile da trovare. Quello che ti adatti perché va bene così. Quello che cerchi ininterrottamente. Quello che sai di aver trovato e che non puoi avere. 

Amore in ogni sua forma e direzione.

 
 
 
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