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calipso81
   
Creato da calipso81 il 08/03/2005

Arte...e dintorni

Pensieri sparsi di chi sta provando ad occuparsi di arte.

 

Tempo

Post n°554 pubblicato il 10 Febbraio 2012 da calipso81

Il tempo non è dei migliori.

Ero a Bologna quando c'è stata la super nevicata della settimana passata.

Pattinavo come Karolina Kostner su via indipendenza e ho comprato i miei stivali in gomma color ferrero rocher! La neve era fino quasi al ginocchio quando ero lì e il tizio con cui avevo appuntamento (di lavoro) è stato piuttosto scortese.

Sono rimasta impantanata causa neve al "nord" e qui continua a nevicare.

Lunedì tornerò a Firenze. Non so a che ora ma tornerò.

Non sopporto più i vicini: troppi Cristi, Madonne e parolacce che volano quando parlano con i figli!

Non sopporto più la neve.

Ho bisogno di tempo....e che sia meteorologicamente migliore!

Tempo per scrivere quattro cavolare per il form del mio colloquio a Roma.

Tempo per Spider Pork.

Tempo....come cantava anche Jovanotti!

 
 
 

Spider Pork

Post n°553 pubblicato il 31 Gennaio 2012 da calipso81

Homer Simpson ne sa qualcosa....

beh io devo dire che nonostante abbia incocciato qualcuno a fare il "pork"... di risposta ha fatto abilmente lo "spider" inventandosi una palese balla per spiegazione.

Perchè continuare a prendere me per i fondelli?!?!? Mah. Chissà!

 
 
 

Indecisione

Post n°552 pubblicato il 29 Gennaio 2012 da calipso81

Un dubbio mi arrovella ultimamente.

In genere mi fanno riflettere molto le cose che non voglio fare. Negli altri casi dico sempre sì subito e poi penso al da farsi.

Quando avevo saputo che non c'erano più soldini al vecchio lavoro e prima di ricevere la proposta fiorentina, avevo cominciato a mandare curriculum a destra e a manca. Compreso uno come hostess sui treni.

A distanza di mesi e mesi, mi hanno convocata a gennaio a Milano per fare lo scritto.

Ci ho provato...e sono passata. Da 1200 candidati siamo passati in 289 e dire che non erano domande difficili, solo poco tempo. 30 minuti per 40 risposte da dare.

Ora dovrei fare il primo colloquio, cui, se passo, seguirebbe un secondo, cui, se passo, seguirebbe un corso di due mese, cui, se passo, il lavoro con tempo indeterminato.

Sembrerà che voglia sputarci sopra, ma non è il mio lavoro. Si prevedono turni anche di notte e stare sia a bordo che a terra. A questo si aggiunge l'incognita della sede cui si viene assegnati.

Da un lato mi dico "è un tempo indeterminato, se va bene"; dall'altro mi dico "non voglio fare questo a "vita"".

Ora sto finalmente bene a lavoro, mi piace un sacco, sto bene con le persone e anche se c'è tanto da fare lo affronto serenamente. Certo sono precaria.

Sarei precaria anche sul versante scuola.

Ma penso: fare una cosa che non ti piace o comunque non ti affascina come quello che si fa, non può diventare una cosa abominevole?

 
 
 

In itinere

Post n°551 pubblicato il 24 Gennaio 2012 da calipso81
Foto di calipso81

Ultimamente non parlo più del lavoro.

Nella precedente vita, pare proprio sia una vita fa, c'era sempre qualcosa. Qualcosa che non andava, qualcosa di raffanzonato, qualcosa che ti feriva talvolta nel rispetto e nella dignità di persona. Mi trovavo davanti a tanto menefreghismo, a tanto fumo (nel vero senso della parola), a tanto chissenefregatantoholostipendio.

Ora potrei raccontare mille cose del lavoro, ma tutte belle.

E' un'isola felice e lo dico a tanti. Solo dopo aver vissuto quanto c'è fuori ci si rende conto che tanti problemi sono affrontabili e, talvolta, secondari rispetto a quelli precedenti.

Per carità non è tutto rosa e fiori, ci sono lotte intestine e "risentimento" tra LORO dipendenti, ma credo sia tutto lecito e normale negli ambienti di lavoro. Anche a scuola è così e lì ho imparato un po' di cose.

C'è tanto da fare. Roba da sentirsi sopraffatti e non so, detto con molta onestà, come faccia il LA mia "boss" (onde evitere confusione di genere) a fare tutto e a farlo bene! Per me è un mito vivente a destreggiarsi tra scartoffie, impegni scientifici, conferenze, articoli da scrivere, sorrisi a chi arriva a far visita.

Ma la cosa fantastica di questo lavoro è la passeggiata di una ventina di minuti che faccio ad andare e tornare. Fantastica perchè alla fine incontro sempre le stesse persone per strada.

Si passa davanti la caserma con i vari militari di turno e sirene varie che suonano quando escono con le auto, signore un po' sciancatelle che si dirigono a lavoro, gente che prende l'autobus, ragazzi che vanno a scuola, ma soprattutto loro. Li chiamerò LA COPPIA.

Si tratta di una coppia, a mio avviso, mal assortita.

Lui alto e magrissimo, occhiali, capelli scuri.

Lei bassa e magra con capelli cotonati legati e rossetto rosso. Quasi sempre con cappotto viola.

Lui con lo zaino. Lei borsa e cartellina in mano.

SEMPRE! OGNI MATTINA.

Lui trascina lei per mano e parla a macchinetta. Lei incurante si fa trascinare.

Incontra una, incontra due, siamo arrivati ad oggi che lei mi guarda con aria di superiorità e mi squadra dai piedi alla testa; lui accenna ad un sorriso.

Chissà dove andranno. Chissà dove lavoreranno.

Non so perchè ma hanno la faccia di due prof rompiballe.

E a volte mi chiedo se ero anche io la prof rompiballe!

Ma a Firenze ci sono anche altri magnifici incontri mattutini dopo LA COPPIA...

a presto la foto

* FOTO INSERITA...PICCOLA MA QUESTO PASSA LA CHIAVETTA!

 
 
 

Parigi val bene una Messa

Post n°550 pubblicato il 12 Gennaio 2012 da calipso81

 

….ma pure catechismo, corso cresima etc…

Città elegante, bella, ordinata, palesemente snob.

Con i suoi palazzi d’altri tempi, i suoi negozi senza tempo.

Gli affascinanti quay, i giardini di terra battuta che diventa fango sotto la pioggia e dove trovi lo sfigato di turno che fa un autoscatto sedendosi solo in mezzo alla Tuilleries (mentre piove).

I luoghi dell’arte, i luoghi riconvertiti all’arte meravigliosamente come Orsay. Da stazione ferroviaria a museo.

Il quartiere degli artisti, Montmartre, meraviglioso. Un paese in mezzo allo sfavillio della città.

Montmartre vale tutti i 90 gradini per salire dalla metro, dove ho lasciato cuore e polmoni, ma dove mi sono poi rifatta gli occhi al Sacro Cuore, al Mouline de la Galette, al più noto Mouline Rouge, ma soprattutto nella piazza brulicante di artisti, alcuni piuttosto bravi, pronti a farti un ritratto o una caricatura.

Città carissima dove il caffè va dagli 1,20 euri ai 4. Dove mangiano male…e dove, ahimè, trovavo spesso rifugio da McDonald. Non me ne vogliano i buongustai, ma di mangiare ogni volta carne arrosto e patatine o zuppa di cipolle, proprio non mi andava!

Avranno poi speso tutti i soldi per i festeggiamenti all’erede di Sarcò, perché a Capodanno non hanno fatto assolutamente nulla.

Prima si va agli Champs Elysée, mi han sempre parlato di luminarie fantastiche. Embè trovo quattro luci messe in croce sugli alberelli di questa lunga strada piena zeppa di negozi ovviamente chiusi vista l’ora e vista la data. Si fa per attraversare la strada e i gendarmi spingono la folla indietro perché devono passare le macchine nonostante in verde per i pedoni. Mi ritrovo le mani di un giovane gendarme sulle tette che mi spinge paurosamente verso il marciapiede.

Intanto i soliti vandali hanno fatto risse in metro, sfondato alcune uscite, bloccato altre. Polizia ed esercito con mitra spianato ovunque.

Vabbè andiamo alla Torre Eiffel, lì fanno il conto alla rovescia.

Macchè. Mezzanotte: la torre si accende ad intermittenza, una chiatta suona il clacson….bene Auguri!

Altri invasati cercano di smontare le barriere alzate per evitare che qualcuno si butti nella Senna e, proprio lì, c’è una chiatta incagliata sotto al ponte con tanti “umarell” che guardano e attendono.

Dopo esser passata per il tritacarne, perché i francesi furbamente non hanno bloccato il traffico veicolare e quindi andavi avanti schiacciando altre persone tra il muro e le macchine, si va a piedi in albergo che, per fortuna, è solo a 30 minuti di distanza dalla Torre.

Il primo caffè dell’anno: 6 euro! Ossia la prima rapina senza pistola!

Una città che vale la pena ma non per Capodanno.

Al ritorno mi sono beccata febbre a 39, e subito passata la febbre ho voluto strafare: faringite e laringite con placche. Antibiotici ancora da prendere, aulin per il dolore e ora ho la voce da trans!

 

 
 
 

Natale e Capodanno

Post n°549 pubblicato il 23 Dicembre 2011 da calipso81

Natale s'avvicina.

Domani sarò a casa dalla mamma e già so che ha comprato talmente tanta roba che metterò su una quantità x di chili e la cosa proprio non mi va.

Intanto mi aspetta un capodanno "estero", regalo dell'omino.

Primo capodanno lontano dalla famigghia a dire il vero.

Louvre, Orsay e Orangerie saranno d'obbligo, assieme a Notre Dame, Montmartre, Mouline Rouge e Sacre Coure.

Musei sì, ma anche giri per la città. Mi piace perdermi, me lo impongo quasi per evitare di star chiusa sempre nei musei.

Vorrei assaggiare cioccolato e tè, dolci strani, croissant del mattino, comprare cose buffe e qualcosa di Chanel ;)

 

Paris j'arrive!

 

Auguri a tutti/e!

 
 
 

Gestalt

Post n°548 pubblicato il 12 Dicembre 2011 da calipso81

 

La Gestalt è un’illuminazione improvvisa in psicologia, quando in un dato momento comprendi facendo la somma delle varie parti.

Ecco a me è successa una cosa simile.

E’ da un po’ che ci penso e non posso non pensarci.

Avevo scritto tempo fa di una persona che avevo ritrovato dopo tempo, una bella persona con cui chiacchieravo molto e stavo molto bene. Insomma dal mondo reale ci siamo trovati anche nel virtuale (e ora come ora non so se fortunatamente).

Le chiacchiere sono riprese con le solite cavolate e le solite sciocchezze che fanno ridere.

E’, o forse dovrei dire era, una persona di cui avevo grande stima, una persona intelligente, sciocca al punto giusto, affascinante per certi versi, piacevole, pronto a cazziarti e a complimentarsi. Insomma un giusto mix.

Tralasciando il fatto che millantanni fa mi  ero innamorata di quest’uomo ed era una cosa a senso unico, mi sono ritrovata nella condizione di rivedere la mia idea. Come con la Gestalt, ho compreso facendo la somma.

Commetto sempre il solito errore. Dico di non volermi fidare delle persone, almeno non da subito, ma ci casco sempre. Finisco con il credere che gli altri siano come me: sciocchi, così come mi si vede, senza fronzoli o meglio con mille casini ma pur sempre senza sotterfugio alcuno. Così, semplicemente o complicatamente.

E invece arriva la mazzata, l’illuminazione.

Mi ha aiutato nel “decifrare” alcuni termini inglesi che non trovavo facilmente sui vocabolari e avevo deciso di fargli un regalo per ricambiare l’ennesima gentilezza nei miei confronti.

Ci sentiamo quasi sempre via web e per ringraziarlo avevo pensato ad un libro il cui titolo è il nickname che lui stesso usa.

Cercavo recensioni su questo testo per capirne il genere e avere delle informazioni, quando trovo quello che non si vorrebbe mai trovare.

La persona con cui ho sempre parlato, quello cazzaro ma posato, quello serio ma buffo, quelle curioso che fa domande e il rompiballe sapientino, è anche altro. Tradito sì e magari anche sfiduciato nei confronti del genere femminile l’ho trovato su mille siti di incontri online, compreso uno che dalla home lascia poco intendere. Volutamente non ho visto il suo profilo, mi è bastato vedere il suo volto. Il resto lo raccontavano per bene le homepage.

La cosa mi ha stravolta. Ho cercato di lasciar correre: è la sua vita privata, mi sono detta, con me è sempre stato corretto. Corretto, ecco. E’ questo il termine giusto. E’ il modo in cui tratti chi vuoi tenere sotto una campana di vetro e a debita distanza, chi fondamentalmente ti è totalmente indifferente. D’altronde mi ha anche detto, papale papale, che illo tempore i regali, gli sms, le lunghe telefonate le faceva solo perché è piacevole parlarmi.

Il problema è: con chi ho parlato io?

L’idea di una persona bella e con un valore proprio è come svanita.

E’ stato come avere a che fare con Dr. Jeckill e Mr. Hyde. Un’altra persona, una persona che non conosco. Una persona che magari è sempre stata così ma ha solo recitato una parte magistralmente.

Perché mostrarsi in un modo e comportarsi in un altro? Perché dirmi che non c’è più eleganza nel mondo e comportarsi così? Perché dire che sta bene da solo, se il fine di alcuni siti è palesemente quello di voler saltare di palo in frasca senza ritegno alcuno? Perché continuare a fare il bravo ragazzo gentile e cortese, “vittima” di quanto accaduto se è altro?

Cosa sono io? E soprattutto con chi ho avuto a che fare finora?

Non so se sono arrabbiata o delusa. Forse entrambi. E non perchè speravo in chissacchè, figuriamoci come fidarsi, ma perchè ti rendi conto che sono tristemente uguali. Tutti.

 

 
 
 

I luoghi dell'anima - Napoli

Post n°547 pubblicato il 01 Dicembre 2011 da calipso81

Eccoci alla mia terra natia: Napoli.

'O paese do sole, do' mare e de' sfugliatell, recita l'ormai storica insegna di Attanasio pasticceria del centro storico.

Essì, è un luogo dove i profumi si inseguono: le caldarroste tipiche dell'inverno, l'odore di cannella dalle sfogliatelle, il tantissimo caffè nell'aria, l'odore del mare, quelle dei panzarotti e delle pizze fritte che vendono le friggitorie, quello degli incensi delle bancarelle etniche e, laddove è ammassata, pure a munnezz.

Luogo delle contraddizioni: il centro con zone chic e zone meno chic, dove trovi tutto pulito e in ordine e dove trovi un gran bazar.

Ci sono tre luoghi che amo di questa città: il "pezzo" di mare che si vede dalla calata Santa Lucia tra piazza Plebiscito e Palazzo Reale; la vista dall'alto che si gode da San Martino dove vedi una città bella come una tavola apparecchiata e dove i problemi non ti sembrano esistere.

Il mio luogo preferito è parecchio particolare.

Passando accanto al famoso Gambrinus si va verso il Monte di Dio, un luogo più collinare, del quartiere Pizzofalcone. Si tratta di una di quelle località amene che amavano i napoletani e gli inurbati per l'aria buona. Era il luogo in cui prediligevano erigere palazzi bellissimi e respirare il mare.

Girando a sinistra dopo un fioraio si sale su.

In questo vicolo, accanto alle persone che vivono ancora nei bassi ultramegaaccessoriati con tanto di porta blindata e balconcino con le inferriate, c'è anche un panettiere che fa le sue consegne in vespa, spargendo un profumo di pane per tutta la strada che solo quello vale la camminata.

Andando oltre, tra folkloriste macchine vandalizzate con vetri rotti o semplicemente incendiate, c'è uno slargo meraviglioso.

Dietro di te c'è l'attuale sede dell'archivio notarile e militare, e davanti a te il mare!

Ci sono panche e aiuole, una vista mozzafiato, poca gente e delle cornici metalliche che inquadrano il golfo, Capri o Ischia (boh, mi imbroglio sempre) e San Martino su in alto.

Un luogo incantevole. Un panorama meraviglioso. Un pezzo di città che ti fa comprendere quanto fossero avveduti i napoletani "antichi" ad andare a vivere lì. E chissà cosa doveva essere allora quel posto meno affollato e senza macchine vandalizzate lungo il percorso che ti fanno cadere nello sconforto più totale.

Ora puoi solo goderti questa bellezza per poco.

Dopo devi chiuderti gli occhi, ritornare indietro e guardare quella 126 con la catena allo sterzo ma con tutti i finestrini rotti o quella Y10 carbonizzata che ha troneggiato (manco fosse un'installazione contemporanea) davanti all'archivio per mesi.

 
 
 

I luoghi dell'anima - Roma

Post n°546 pubblicato il 28 Novembre 2011 da calipso81

Dopo Firenze, tocca a Roma.

Non so quale di questi luoghi sia arrivato per prima, fatto sta che mi appartengono, virtualmente, ma pur sempre sono "miei".

Riflettevo che Roma, come Firenze, è una città su un fiume. Il Tevere è ben diverso dall'Arno, molto più ampio, eppure l'acqua alla fine ricorre in tutte e tre le città.

Senza dubbio il lungo Tevere ha il suo fascino, un luogo magico con i barconi che vanno su e giu accompagnandoti nel giro in battello (un po' come per il Danubio che di blu non ha più nulla!). Eppure non è quello il mio luogo, è un altro, in centro.

Nelle mie peregrinazioni romane, finivo con l'arrivare nella capitale alle 8.30 del mattino. Era bene ottimizzare i tempi per i giri tra archivi, biblioteche, chiese e palazzi da vedere per la tesi e per le ricerche varie. C'era la nonna a casa che non poteva stare sola e allora toccava organizzarmi con i turni della mamma e magari riuscire a fare un pezzo della ricerca solo in mattinata per tornare in volata alle 14 a casa.

Adoravo, come ora, arrivara a Spagna in metro e di lì a piedi fino a palazzo Venezia passando per la Fontana di Trevi.

Ecco: Trevi è il mio luogo del cuore.

Al di là della tappa, quasi obbligatoria, andando a piazza Venezia, era anche il luogo da ammirare appena usciti dall'Accademia di San Luca che è lì accanto.

Ma non una Trevi qualunque, quella dei turisti, dei flash, dei carretti con i souvenir e degli edicolanti intorno. Nemmeno quella dell'Istituto Nazionale di Grafica che, ricordo, è proprio in quel palazzo. No!

La mia Trevi è quella del primo mattino.

Piazza vuota. Qualche romano a passeggio. Qualcuno che va veloce al lavoro. Gli edicolanti ancora fuori a godersi la pace prima dell'assalto.

Il Nettuno che davvero è il padrone di casa con i delfini che scherzano accanto. 

Una Trevi vuota, senz'acqua, perchè proprio al mattino presto puliscono le vasche.

E' stranissimo vedere tutti questi omini che camminano nell'enorme vascone arrampicandosi sulle sculture più basse per pulirle, che sono lì a sollevare con la pala (per davvero!) e a mettere in un sacco tutte le monetine raccolte grazie all'ormai consolidato lancio beneaugurale italiano e straniero.

Tutto chiuso nei sacchi sotto l'occhio più o meno vigile, dei vigili (perdonate il bisticcio di parole).

Una città ancora sonnacchiosa, che sembra appena togliersi la coperta di dosso.

Un aspetto particolare e diverso e che mi sono sempre incantata a guardare.

Un momento particolare, insolito, che ho donato (nel senso di suggerito di vedere) all'amico che ormai è diventato romano, restando pur sempre nell'animo "'i solito bischero" come lui stesso si definisce.

 
 
 

I luoghi dell'anima - Firenze

Post n°545 pubblicato il 19 Novembre 2011 da calipso81

Il luogo dell'anima fiorentino è in riva all'Arno.

Un posto piccino, intimo, scoperto per caso anni fa.

Amo guardare lo scorrere del fiume ma da punti più tranquilli e meno affollati di ponte vecchio. Evito i flash, la gente in posa, la calca in generale. 

Oltrarno scovai una piccola terrazza, accanto ad un hotel 4 stelle. Un luogo incantevole da cui si guarda ponte vecchio da lontano.

Ogni volta sorrido sempre nel guardare tutta quella massa di persone e le luci degli scatti. Io resto lì, lontana, ad osservare il fluire dell'acqua e i giochi delle nutrie.

E' come affacciarsi al balcone di casa, con una vista molto più bella e affascinante certo.

Un posto essenzialmente mio, dove non sono mai andata con altre persone.

Un posto per riflettere, per scaricarsi, per godersi un po' la città e innamorarse ogni volta come se fosse la prima.

 
 
 
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The Moon is all about visions and illusions, madness, genius and poetry. This is a card that has to do with sleep, and so with both dreams and nightmares. It is a scary card in that it warns that there might be hidden enemies, tricks and falsehoods. But it should also be remembered that this is a card of great creativity, of powerful magic, primal feelings and intuition. You may be going through a time of emotional and mental trial; if you have any past mental problems, you must be vigilant in taking your medication but avoid drugs or alcohol, as abuse of either will cause them irreparable damage. This time however, can also result in great creativity, psychic powers, visions and insight. You can and should trust your intuition.

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