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Impressioni ed appunti attraverso scarpe diverse

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Tutte le volte che...

Post n°834 pubblicato il 14 Gennaio 2018 da feliperun
 

Tutte le volte che si completa una gara lunga o lunghissima (dalle maratone in sù per dare un riferimento preciso) si pensa alla successiva.
A volte prevale la bramosia alla ricerca di rivalsa, di correggere gli errori commessi, magari anche per rinfacciare ai detrattori battute e battutine.
E così ricomincia come una rincorsa, in cui non si vede l'ora di iniziare di nuovo, subito sotto con gli allenamenti, nella convinzione che non si debba perdere il vantaggio acquisito.
A volte, se è andata particolarmente bene, si veleggia sulle ali dell'entusiamo, ogni obiettivo sembra raggiungibile, e si è già pronti a provare di nuovo quelle sensazioni (positive).
A volte, reduci da troppa fatica, troppa stanchezza, troppi km, troppi dolori, troppo di tutto, certe volte è andata male o malissimo (ritiri o peggio infortuni), la "prossima gara" è associata ad una sensazione di nausea, e non se ne vuole neppure parlare.
In tutti i casi bisognerebbe ascoltare il proprio corpo, ma ascoltarlo veramente. Capire quanto ha bisogno di recuperare, di fare altro, di lasciare stare di battere sempre sull'incudine. Invece ci convinciamo che la mente comanda, che la decisione è presa (non si sa neppure da chi) e si riprende a martellare!

 
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Neppure un metro di asfalto

Post n°833 pubblicato il 11 Gennaio 2018 da feliperun
 

Nel percorso di 33 km denominato Zingaro trail non c’è neppure un metro di asfalto.

La Riserva Naturale dello Zingaro entra a fare parte del trail agonistico nel 2018. Infatti un primo assaggio risale ad alcuni anni fa (mi sa il 2011, e molti amici ricorderanno quel trail experience organizzato con Giuseppe Cuttaia) con trail autogestito, ma i sentieri dello Zingaro sono luogo di trail per molti appassionati già da molti più anni.

Nel trail proposto da Ecotrail Sicilia si parte dal paese e si inizia con una salita ripidissima su una pista sterrata che si inoltra in contrada Bosco, fino a collegarsi con la pista sterrata che unisce Castello di Balata di Baida con la strada per San Vito. Poi si entra in riserva e si va in discesa fino al sentiero più conosciuto e frequentato (quello grazie al quale si accede alle famose calette, come Capreria o Disa) verso contrada Sughero e poi verso borgo Cusenza (il cuore della attività agricola di un tempo ma anche di ora a scopi didattici). Qui si apprezzerà una salita terrificante fino a conquistare i sentieri alti con cui si torna verso Scopello.
Oltre 2300 m D+ in 33 km fanno presagire salite e discese ininterrotte, ed è proprio così, rocce calcaree e terre rosse, l’immancabile palma nana, la ddisa, i frassini, i carrubbi, ma anche qualche orchidea allietano un tracciato dove solo poche piste sono praticabili con le auto.
La riserva fu istituita per via di una iniziativa popolare che bloccò la costruzione della strada costiera che avrebbe collegato Scopello a San Vito lo Capo, con una marcia pacifica ma determinata.

Era la fine degli anni ‘70 ed la Sicilia fu una delle prime regioni a promulgare una legge organica sulle aree naturali protette. Da allora sono state istituite molte riserve e parchi regionali adesso tutti luoghi di trail. Dopotutto grazie a quella marcia pacifica oggi possiamo attraversare tanti luoghi di Sicilia lasciando solo l’impronta delle nostre scarpe da corsa.

 

felipe allo zingaro

 
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Cĺerano una volta

Post n°832 pubblicato il 08 Gennaio 2018 da feliperun

C’erano una volta le buone maniere. Quelle che quando arrivavi ad una festa con un dono (ma anche se arrivavi a mani vuote) eri accolto con un sorriso e coperto di attenzioni.
Quelle che si lasciava il passo a una signora o lasciava il posto a sedere a chi era più opportuno si sedesse.
Quelle che prima di spegnere le candeline ci si assicurava che ci fossero tutti i presenti.
Quei modi di fare che se ti accorgevi che qualcosa non andava chiedevi cosa fosse successo.

In verità le buone maniere non dipendono dall’epoca ma dalla educazione e dalle priorità. Ci sono volte che si appare disattenti e scostanti, per via del fatto che le energie sono concentrate ad un obiettivo. Dovrebbe esserci un limite a questo, un livello sotto il quale i comportamenti non dovrebbero mai scendere.
E se si è scesi sotto un certo livello allora si dovrebbe trovare il modo di risalire, a condizione di esserne resi conto. Ecco il problema nasce proprio “a condizione”.

 
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Una stagione fitta fitta fitta

Post n°831 pubblicato il 07 Gennaio 2018 da feliperun

Eccoci al via di una nuova stagione podistica ricchissima di opportunità.

Ci sono le gare ormai classiche e le novità, i circuiti di gare e manifestazioni di un solo anno, campionati di società e individuali dove si decide chi si fregierà del titolo di campione del pianerotto, del quartiere, della circoscrizione, del comune, provinciale, regionale, nazionale, europeo, mondiale e interplanetario!

La Sicilia non fa eccezione e così ci sono non meno di tre circuiti di gare regionali su strada, e due circuiti regionali di gare trail, in alcuni casi ci sono circuiti provinciali o interprovinciali, e le manifestazioni canoniche federali che servono a qualificarsi alle gare nazionali.

Una attenzione speciale viene rivolta alle gare che permettono di conseguire punti qualificanti per le manifestazioni più ambite del trail mondiale.

Ciascuno si fa i suoi conti, segue le sue attitudini, le preferenze e anche la compagnia con cui ci si allena abitualmente.

E così si può partecipare a nessuna gara, oppure a pochissime gare, oppure a tutte (quasi tutte visto che alcune sono contemporanee e se ne contano più di 150) correndo ogni volta che ci sia una manifestazione mattina, pomeriggio e notte e per di pù trovando anche il tempo di allenarsi tra un impegno agonistico e l’altro.

4 chiacchiere di corsa non ce la farà mai a seguire tutte le gare e neppure a raccontarle tutte a meno che non siate voi ad aiutarci a raccontarle. Con le parole vostre come vi vengono, come le raccontate ai vostri amici: perchè tanto a leggerle saranno solo podisti come voi!

artaletrail

foto A. Ponari

 
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Resilienza

Post n°830 pubblicato il 26 Dicembre 2017 da feliperun
Foto di feliperun

un concetto utilizzato per le gare di endurance ma declinato in forma artistica con potenza espressiva straordinaria 

 

http://stream24.ilsole24ore.com/video/cultura/milano-resilienza-christian-balzano-banca-generali/AEjsgDRD

 

La mostra di Christian Balzano è a Milano

 

 
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