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Kipsang vs Bekele

Post n°763 pubblicato il 27 Settembre 2016 da feliperun
 
Foto di feliperun

Domenica scorsa a Berlino si è corsa una delle maratone più veloci di sempre (appena sei secondi più lenta di due anni prima), i protagonisti due favolosi atleti degli altipiani del corno d'Africa, Kenenisa Bekele (etiope) e Wilson Kipsang (keniano)
La gara s'è risolta all'ultimo chilometro quando Bekele ha sferrato una accelerazione delle sue (che tanti allori gli hanno portato in pista) ed il fortissimo keniano si è dovuto accontentare del secondo posto.
Malgrado una gara condotta a ritmi stellari ed il poderoso allungo finale, non è arrivato il record del mondo per 6 secondi.

Wilson Kipsang è uno specialista della maratona un vero frequentatore del sotto le 2 ore e cinque minuti, è stato detentore del record del mondo quando nel 2013 sempre a Berlino ha tagliato il traguardo in 2.03'23", ha un personale di 28'37 nei 10000 m, ed un eccellente 58'59" nella mezza maratona, ha raramente corso in pista ed ha conquistato la medaglia olimpica di bronzo a Londra 2012 in maratona. Domenica ha migliorato il suo personal best con 2h03'13".

Kenenisa Bekele è del 1982, ed ha vinto tutto quello che è possibile vincere in campestre e su pista, è detentore del record del mondo delle due miglia in odor 8'04"35, dei 5000 m 12'27"35 dei 10000 m 26'17"53 ed ora ha sfiorato il record del mondo in maratona, nella mezza ha soltanto 1h00'09" effettivamente nella mezza maratona è un pochino lento e potrebbe migliorare...

 

 

 
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Il secondo al 4k

Post n°762 pubblicato il 11 Settembre 2016 da feliperun
 

L'ho conosciuto qualche anno fa in Valle d'Aosta, conduce una piccola impresa edile, è specializzato a riparare le case di montagna con le tecniche di un tempo, ma un'altra cosa che gli riesce particolarmente bene è correre in montagna.
Ci raccontò che scoprì di poter fare l'atleta durante il servizio militare. Gli avevano dato disposizione di tagliare l'erba del prato del piazzale, tutto doveva essere in ordine per la visita del generale da lì a due giorni. Ma come tagliava la falciatrice non gli piaceva e così chiese il permesso di andare in paese (una settantina di km ad andare ed altrettanti a tornare di strade valdostane) a prendere la falce che usava di solito (per il foraggio che preparava per gli animali), il permesso gli fu accordato con un po' di titubanza. Immaginatevi la faccia del sergente che nel pomeriggio lo vide di ritorno in bici con una falce affilata legata alla schiena ed due bottiglioni di vino (uno per il sergente ed uno per il colonnello), era andato e tornato ad una media assurda per quel peso ed una bici che si poteva chiamare tale per via delle due ruote, pedali e catena.
Il sergente non ebbe esitazioni la settimana successiva avrebbe partecipato alla competizione ciclistica per militari già in programma.
Quel giorno era emozionato, la bici non era quella solita, gli attacchi ai pedali, il gruppo compatto, accadde che proprio in partenza ruzzolò tra le risate di tutti. In quanti si sarebbero ritirati? Ma non si ritirò e rimontato in sella si lanciò in un inseguimento rabbioso. Le successive salite gli furono propizie e vinse con distacco.
E fu ciclismo per alcuni anni, poi per caso scoprì il trail running quando forse non si chiamava neppure così. Proprio qualche giorno fa a dispetto dei suoi 53 anni è arrivato secondo alla 4k Alpine endurance trail, il suo nome è Bruno Brunod.

 
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100 km intorno al vulcano

Post n°761 pubblicato il 09 Settembre 2016 da feliperun
 

Il giro intorno al vulcano inizia alle ore 00.00 dell'11 settembre. E' un vulcano alto tre chilometri ed il giro è lungo 100 km impiegando le strade e le piste poste tra quota mille e duemila metri sul livello del mare. La corsa tra il mare e la nera terra, il fuoco e l'aria parte dal paese famoso per i pistacchi che lì si producono. #Sicilia #Etna #Etnaextreme

 
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4k contro Tor

Post n°760 pubblicato il 07 Settembre 2016 da feliperun
 


In questi giorni di attesa al Tor un'altra gara si corre in Valle d'Aosta, è la prima edizione del 4k Alpine Endurance Trail. Si corre sulle alte vie della valle d'Aosta ma in senso orario da Cogne a Cogne, 350 km e 25000 m D+.
Il logo è costituito da quattro cime aguzze ma di colore diverso da quelle del Tor, forse di penderà dal fatto che le stesse cime viste da un punto di vista differente hanno un aspetto un po' diverso, un Tor un po' più Tor.
Anche qui tanti km, stessi luoghi, stessi paesaggi, stesse fatiche ed emozioni ed una macchina organizzativa poderosa, portare oltre trecento runner in montagna non è uno scherzo (volontari ed addetti lungo il percorso sono in numero doppio rispetto ai runner).
Resterà sempre il dubbio del perché si debbano organizzare due gare sullo stesso percorso ad una settimana di distanza. Ne sono scaturite polemiche furibonde, parecchio lontane dal tanto celebrato "spirito trail", ma almeno ci saranno tanti più frequentatori in quei magnifici luoghi...
(Il vincitore Peter Kieznl in 82 ore ha percorso tutti i 350 km e 25000 D+, è arrivato alle 19.50 del 6 settembre giusto il tempo di una doccia ed è andato a cena in perfetto orario)

 
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Cosa sarà mai questo Tor

Post n°759 pubblicato il 07 Settembre 2016 da feliperun
 
Tag: Tor, trail


Chiedete agli appassionati di trail e appena gli nominerete il Tor des Géants, i loro occhi si illumineranno!
Questa volta niente acronimi anglofoni ma purissimo "patois" la lingua custodita in valle d'Aosta, significa il giro dei giganti.
E sì una piccola regione con quattro vette che superano i 4000 m di quota (monte Bianco, monte Rosa, Cervino e Gran Paradiso), i giganti. Una piccola regione da abbracciare in un solo trail di appena 330 km oltre 24000 D+ ed ecco il giro dei giganti.
150 ore è il tempo massimo per giungere al traguardo ed essere inserito utilmente in classifica. 330 km di montagna in 150 ore significa correre e camminare di notte e di giorno riposando solo lo stretto necessario, un susseguirsi di albe e di tramonti, di sentieri, di vette, di valli, di agognati punti vita (dove i partecipanti trovano le sacche con i cambi di indumenti, ed luoghi di ristoro dotati di docce e pasto caldo), di piccoli rifugi, di caldo e di freddo. Tanti giorni consecutivi all'aria aperta e tanti passi segnano un vero passaggio in chi partecipa prima e dopo il Tor.
E' una gara estrema per lunghezza e difficoltà del percorso, preparazione e conoscenza dei propri limiti sono le cose su cui fare affidamento e poi un passo dopo l'altro da Courmayeur a Courmayeur abbracciando tutta la Valle d'Aosta in senso antiorario.

 
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