Creato da feliperun il 02/12/2011
Impressioni ed appunti attraverso scarpe diverse

Area personale

 

Archivio messaggi

 
 << Febbraio 2017 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
    1 2 3 4 5
6 7 8 9 10 11 12
13 14 15 16 17 18 19
20 21 22 23 24 25 26
27 28          
 
 

Triathlet

triathlet

Tanti sport una sola passione

 

Cerca in questo Blog

  Trova
 
Citazioni nei Blog Amici: 5
 

Ultime visite al Blog

LolieMiuEracliteo99lubopofeliperunIrrequietaDElemento.Scostantegiovanni80_7SoloDaisycile54bluaquilegiamisteropaganoFanny_Wilmotpaperinopa_1974lacey_munroMeme_nto
 
 

Ultimi commenti

Molte le imprese sportive di Bruno Brunod degne di...
Inviato da: feliperun
il 15/09/2016 alle 11:55
 
La leggenda di Bruno Ŕ legata sopratutto al Cervino. Riuscý...
Inviato da: santiago
il 13/09/2016 alle 20:37
 
Grazie Pippo, niente di preoccupante e comunque un po'...
Inviato da: feliperun
il 13/01/2016 alle 23:00
 
Ciao Felipe, spesso ho chiesto allo stadio dove Tu fossi...
Inviato da: Pippo
il 10/01/2016 alle 20:10
 
Lieta Serata Un Saluto Leica ^_****
Inviato da: tocco_di_principessa
il 06/08/2015 alle 20:49
 
 

Chi pu˛ scrivere sul blog

Solo l'autore pu˛ pubblicare messaggi in questo Blog e tutti possono pubblicare commenti.
 

creative commons

i contenuti sono interessanti? Sì!

Se li usi, cita l'autore! 

Copyleft

 

Radio DG Voice

 
 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom
 

 

Una domenica mattina a Cefal¨

Post n°783 pubblicato il 19 Febbraio 2017 da feliperun
 

A Cefalù c'era l'aria della domenica mattina con un paio di nuvole bianche e lunghe a decorare il blu del cielo, il mare calmo ed il duomo al solito posto all'ombra della rocca.

Come é uso nelle feste dello sport si radunavano i podisti di età varia, gli organizzatori come le palline in flipper rimbalzavano a destra e a sinistra per rispondere a tutti.

Iniziarono a sfrecciare i ragazzini, una serie dopo l'altra e poi venne il turno degli adulti, di ogni velocità. Mentre i ragazzini in attesa paziente delle premiazioni giocavano (riuscendo ad esaurire le batterie dei cellulari e poi scherzando a rincorrersi o a rincorrere una palla emersa dal prodigioso portabagagli di auto), gli adulti correvano.

Un lungo mare dove in tre avanti ed indietro si materializzarono nove chilometri lisci, ansimanti, sudati, faticosi, sputacchianti, sorpassanti, spavaldi, timorosi, contemplativi, elegantissimi, efficaci.

Il mare continuava ad essere calmo ed il sole aveva cancellato le due nuvole lunghe dal cielo.

cefalu 1 trofeo

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

Ci sono podisti

Post n°782 pubblicato il 16 Febbraio 2017 da feliperun
 

Ci sono podisti che fanno sempre lo stesso giro, alcuni non escono fuori dallo stadio neppure sotto tortura.
Un misto di abitudine, di paura dell'ignoto, del fatto di non sentirsi sicuri (specie si se corre da soli o da sole), del timore di cani randagi, la presenza di individui molto peggiori di qualsiasi cane randagio, tutto ciò limita una connotazione insita nella corsa ovvero il muoversi rapidamente da un luogo ad un altro.
Quando il podista da giro definito si trova nel gruppetto "giusto" ai suoi occhi si apriranno nuovi orizzonti.
Nel gruppetto "giusto" c'è sempre chi propone un posto da raggiungere e strade da percorrere per recarvisi.
Tra questi podisti "guida" ci sono quelli che prediligono percorsi veloci e pianeggianti, altri propongono percorsi vari e inconsueti, a volte con incognite e magari un pizzico di avventura.
Alcuni non hanno problemi a transitare lungo strade trafficate, altri prediligono strade secondarie con rare auto, e non di rado sentieri.
E' grazie a questi ultimi che si scoprono gli scorci più interessanti e i percorsi alternativi che saranno preziosi nel prossimo colossale ingorgo cittadino.
A volte si scopre un monumento da un punto di vista totalmente nuovo, altre volte si ha l'impressione di trovarsi in un altro luogo lontano centinaia di km, viuzze strette accanto al mare come a Panarea, viali alberati con cielo azzurro come a Roma, periferie munite di capannoni come in quel pezzo di maratona di Venezia prima di giungere alla Laguna, e magari sei sempre a Palermo.
Un giorno o l'altro magari correrete in Nuova Zelanda a Napier una cittadina in stile liberty, e nel gruppetto di corsa, anche lì con un podista guida vi diranno "Sai questa spiaggia la chiamiamo Mondello, da quando siamo venuti una volta da voi in Palermo per delle gare di windsurf..."

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

un lavoro ben fatto

Post n°781 pubblicato il 04 Febbraio 2017 da feliperun
 

Un lavoro ben fatto

Se mai vi doveste trovare, incidentalmente, coinvolti in una serata con più di due podisti (le podiste di solito sono più equilibrate e riservate) li sentireste certamente parlare di "lavoro".
No, non parlano del "lavoro" con cui ci si guadagna da vivere, ma di allenamento.
Nel linguaggio quotidiano il podista chiama gli allenamenti più sfidanti e duri "lavoro". 
- oggi hai fatto lavoro?
- No, oggi lungo.

Per lungo si intende una seduta di allenamento dedicata alla corsa lenta, e di solito di lunga durata.
Ma il "lavoro" con L maiuscola sono le ripetute, le salite, il fartlek, ma anche una miriade di esercizi combinati in circuiti, tonnellate di varianti e combinazioni che i "maestri" escogitano per migliorare le prestazioni podistiche dei loro "allievi".

Quando uno di questi allenamenti riesce bene ha un effetto positivo per tutta la giornata, il podista vittorioso lo racconta al maestro ed agli amici, ai nostri giorni ovviamente l'avvenimento viene declamato su facebook. Il buon umore si riflette anche nel resto della vita extrapodistica, insomma un lavoro ben fatto è proprio un toccasana.

Viceversa un lavoro che non riesce, perché non viene completato oppure perché il responso cronometrico non soddisfa le aspettative, getta nello sconforto anche gli animi podistici più saldi. C'è chi addebita la responsabilità alle scarpe allacciate male, o a quei pantaloncini, al troppo caldo o al troppo freddo. Qualcuno sostiene che quel lavoro va bene per le sue caratteristiche e così scattano discussioni interminabili con il "maestro".

Per fortuna dopo un lavoro ce ne sarà subito un altro, perché gli allenamenti (come gli esami) non finiscono mai. (felipe)

lavoro manuale

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

circuiti e corto circuiti

Post n°780 pubblicato il 02 Febbraio 2017 da feliperun
 

L'inizio dell'anno è tutto uno scoppiettante ribollire di annunci di gare e di circuiti di gare.
Tra primi a rompere gli indugi è stato il circuito delle mezze maratone siciliane: sette appuntamenti, quattro in primavera e tre sull'inizio dell'autunno.

Running Sicily raggruppa 4 eventi SiculoMaltesi [Malta (maratona e mezza), Cefalù, Aspra e Palermo (mezzamaratona)].

Il nuovo circuito gran prix provinciale di Palermo, che vede il contributo di molte asd locali, promette di allettare il podista panormita alla ricerca di gare di prossimità, in totale dieci appuntamenti tra i paesi che sorgono sui Sicani, Madonie e Monti di Palermo (analoghe iniziative si vantano una consolidata tradizione nelle altre provincie siciliane).

Ecotrail Sicilia, lo storico tour di Sicilia in versione trail scaglia una dozzina di dardi fatti impervi percorsi da Pantelleria ai Nebrodi, fiumi, boschi, scogliere, laghi, dune e distese innevate incluse.

Il Trail Sicilia Challenge 2017 alla seconda edizione si concentra in sette tappe, ed offre nuovi luoghi di corsi e nuovi percorsi trail di lunghezza e dislivelli variabili nel dettaglio cinque tappe palermitane, una sullo scudo ibleo ed una sul Mongibello.

Gran Prix Sicilia di corsa su strada ben undici tappe di cui non sono svelate le date, ma grazie alle quali si ha la certezza di solcare la Sicilia in lungo ed in largo.

Insomma un vero sfavillio di possibilità a cui vanno incluse gare singole non collegate ai circuiti dotate di suggestione e tradizione, e le opportunità di tutte le gare della lunga stagione podistica che inizia canonicamente con le competizioni di corsa campestre e prosegue con quelle in pista, scalate di montagne e rupi, estemporanee feste di borghi remoti e tradizionali maratone.

Chiù podismo pi tutti!!! (felipe)

circuiti

foto A. Ponari

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

corse e quasette

Post n°779 pubblicato il 27 Gennaio 2017 da feliperun

Se ricordate i tubolari di Alberto Juantorena o di Edwin Moses vorrà dire che vi ricordate quali calzini si usavano per correre! (E non siete così giovani come vorreste fare credere)

Si compravano al mercato o in merceria in blocchi da tre minimo, annastrati strettamente, la forma del piede la prendevano con l'uso ed in quel preciso istante iniziavano a cedere! Si consumavano, l'elastico si mollava inesorabile e passavano ad usi alternativi: da tutte le discipline sportive a tutte le pulizie domestiche.
Quei calzini si inzuppavano di sudore ed avevano cuciture spesse, ma erano buoni per tutti gli sport, o forse c'erano solo quelli.
Ora no! Ora la scienza è arrivata anche al calzino! un unico prezioso filo evita la benché minima cucitura. Intrecci di fibre miracolose scacciano i batteri, acqua, caldo, freddo e pure la puzza (che prima connotava le scarpe da tennis, nome unico per quasi tutte le scarpe sportive ad esclusione del calcio).
Spessori differenziati avvolgono con dolcezza e tenacia laddove serve di più, proteggono le parti che più sfregano, accarezzano le dita e massaggiano facilitando traspirazione e circolazione sanguigna. Quando la nazionale francese di calcio vinse mondiali ed europei a raffica pare ci fosse lo zampino del calzino, che avvolgeva con prodigiosa efficacia i polpacci milionari così da farli stancare poco e nulla in gara e poi recuperare a vista d'occhio tra una partita e la successiva. Quei calzettoni giunsero nel podismo, lontani parenti di quelli di Juantorena, si sono messi a disposizione di maratone e mezze. Stringono forte e pompano via la fatica così bene che guai a non metterli più se li hai provati, i tuoi polpacci ti ripagheranno a forza di crampacci!
Ma anche loro si consumano e si bucano, mal si acconciano al rammendo, e senza alcuna attitudine alle pulizie finiscono di filato nelle immondizie.

Alberto Juantorena

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 
« Precedenti Successivi »