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Rampinzeri

Post n°812 pubblicato il 09 Ottobre 2017 da feliperun
 

Maremmano a Rampizeri

Al castello di rampinzeri c'è un guardiano che aspetta sulla soglia.
Ogni volta che arriva qualcuno rimane immobile e lo osserva.
Li osserva trasformarsi e si trasformano quasi tutti. Ci sono quelli che diventano il massaro che seguiva alla lettera le disposizioni del baglio curando che tutto funzionasse alla perfezione.
Ci sono quelli che si trasformano in Re che si affaccia al balcone a guardare le manovre militari.
Ci sono quelli che mutano in naturalista della fine del 1800, quando si poteva essere scambiati per untori mentre si raccoglievano insetti e ricompensati con una carica di bastonate.
Ci sono quelli che diventano issari, ovvero i minatori del gesso che a forza di scalpello e martello si guadagnavano da vivere.
In molti poi si mutano in gocce di acqua che evaporano in mare chiuso vecchio sei milioni di anni e lasciano cristalli di gesso di tutte le risme in un fazzoletto di terra. Poi le stesse gocce cadono e cadono, scavando, sciogliendo, plasmando quei cristalli che avevano contribuito a creare, formano grotte e cunicoli, condotte dai percorsi imprevedibili. Ci sono quelli che diventano ddisa, donnole, istrici, volpi, e mille altri esseri viventi.
E quando i visitatori vanno via, il guardiano li osserva mentre la strada che luccica di mille riflessi di gesso.

 
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guida podistica rapida

Post n°811 pubblicato il 04 Ottobre 2017 da feliperun

Guida podistica rapida:
lungo, allenamento di lunga durata e di intensità blanda che mentre corri ti consente di parlare.
medio, allenamento di durata inferiore al lungo, ma si va più svelti, che mentre corri ti consente di esprimerti solo con monosillabi.
corto-veloce, allenamento di intensità maggiore rispetto al medio, in cui le comunicazioni sono ridotte a cenni e grugniti.
ripetute, allenamento durante la cui esecuzione il silenzio è rispettato religiosamente.

parkrun favorita

 parkrun favorita (foto A. Ponari)

 
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100 km val di noto

Post n°810 pubblicato il 21 Settembre 2017 da feliperun
 

100 chilometri in auto sono un viaggio agevole se le condizioni meteo sono buone, con un'auto efficiente ed una strada in perfette condizioni.

Gli stessi 100 km in auto, ma col maltempo, una strada pessima e una vettura con qualche problema, possono tramutarsi in un calvario.

Se gli stessi 100 km sono da percorrere a piedi la prospettiva cambia totalmente, quello che le altre persone (non senza difficoltà o ansia) fanno in auto, un runner lo fa correndo.
Ma è tutto un altro andare, due volte e mezzo la maratona, ore ed ore di corsa (per molti alternate al cammino). Una cento chilometri è un viaggio fisico e mentale. In cento km può capitare di tutto ed un piccolo inconveniente può diventare una difficoltà tanto grossa da indurre al ritiro.

Preparare una cento km significa allenarsi a muoversi per ore ed ore con l'intento di trovare il giusto equilibrio tra velocità e lentezza, tra consumo di energie e reintegro. Per alcuni viene facile facile, riescono a sostenere anche velocità considerevoli, altri invece camminano e corrono senza tregua, alcuni atleti (magari podisti di ottimo livello) non riescono mai ad abituarsi ad andare così lenti ed il più delle volte rinunciano.

Una volta le cento km erano merce rara, anzi rarissima, una manciata di manifestazioni in tutto il mondo. Gare per specialisti che venivano guardati dagli altri podisti (maratoneti compresi) come uno stranissimo tipo di runner caratterizzati dall'andare "troppo" piano.
Poi pian pianino oltre al celebratissimo "Passatore" (si corre da Firenze a Faenza, valicando l'Appennino al passo Colla di Casaglia) sono nate altre gare ed altre ancora, la più recente ma non meno affascinante sarà la 100 km della Val di Noto il prossimo 4 novembre.
Gli arabi circa mille anni fa dividevano la Sicilia in tre: Val di Mazara, Val Demone e Val di Noto. Questa neonata manifestazione corre (è proprio il caso di dirlo) in questo terzo di Sicilia attraverso l'area dei Monti Iblei toccando città e paesi famosi per il barocco siciliano. Un devastante terremoto sul finire del 1600, determinò la necessità di ricostruire di sana pianta così vennero adottate le migliori tecniche allora disponibili, coniugando anche urbanistica ed estetica (ancora oggi tutto questo ci stupisce). Ma tra un abitato ed un altro ci sono le meravigliose campagne descritte da ordinate file di muretti a secco, sontuosi carrubbi ed esemplari di bovini al pascolo, molti dei quali di una razza antica (modicana) capace di produrre un latte senza il quale il caciocavallo modicano non sarebbe lo stesso.

Per chi ha programmato di partecipare a questa cento km il viaggio è già iniziato da un pezzo, anche la val di Noto è già pronta a lasciare ricordi indelebili ai podisti ed ai loro accompagnatori che da Ragusa Ibla arriveranno a Noto passando per Giarratana, Buccheri, Cassaro, Ferla e Palazzolo Acreide.

 
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tutte quelle volte che

Post n°809 pubblicato il 21 Settembre 2017 da feliperun
 

Ci sono giornate in cui non hai alcuna voglia di allenarti poi, per fortuna, arriva l’ora stabilita per andare ad allenarsi.
Un po’ per abitudine, un po’ perché gli amici sono lì per l’appuntamento, o anche perché gli avversari si allenano sempre, inizi.

E capita che viene fuori un allenamento che non ti aspetti. In cui tutto viene facile, semplice, ogni gesto sembra quello giusto.
Ogni volta che guardi il cronometro e leggi numeri che non leggevi da un po’ di tempo. Le pause tra una ripetuta e l’altra restituiscono forza e volontà. Un allenamento con i fiocchi.

Chissà a cosa è dovuta questa alchimia, una insondabile combinazione di fattori, di stelle propizie e di chissà cos’altro, ma dopotutto vale per quelle altre volte che tutto sembra favorevole e si rimediano batoste potenti ma in quel caso qualche responsabile si trova sempre.

Meglio non pensarci domani è un giorno buono per allenarsi ancora.

allenamento

foto a. ponari

 
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che sarà mai questo Tor?

Post n°808 pubblicato il 16 Settembre 2017 da feliperun
 

che sarà mai questo Tor?

La settimana del Tor sta per concludersi ed è stato tutto un parlare di Tor, come se non esistesse niente altro.
I pochi eletti che hanno vinto i sorteggi e le selezioni sono a calcare gli amenissimi 330 km e gli oltre 24000 m di dislivello positivo e tutti gli altri incollati ai computer, ai tablet ed ai cellulari.

Tutti a controllare i pallini che si muovono tra i giganti della Valle d'Aosta, a dissertare su quanto è durato il tratto tra il paesino (pronunciato in perfetto accento patois) ed il colle come se lo conoscessero palmo a palmo, qualcuno via what'sapp azzarda previsioni in funzione del tempo impiegato tra l'in e l'out al rifugio, qualcun altro tra un post e l'altro riesce anche a valutare lo stato di idratazione dalle fugaci immagini della web cam in un altro paesino dal nome patois.

A dire il vero è che ciascuno di noi si immedesima negli amici che sono lì al Tor a muoversi per quelle montagne bellissime, e ci piacerebbe un sacco essere lì almeno a fare un tifo esagerato e magari accompagnarli per qualche bel tratto dove sfoggiare la pronuncia siculo-patois!

TOR

 
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