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Creato da cuorejuventino2 il 10/01/2009

juve e formula 1

sportivo

 

claudio zuliani

Post n°1237 pubblicato il 06 Gennaio 2013 da cuorejuventino2

Conte in conferenza stampa pre Samp:
"Vucinic sta molto meglio rispetto all'ultima partita giocata contro

il Cagliari, dove per tutta la settimana praticamente non si era allenato. Aveva un problema alla caviglia, l'avevo portato in panchina per fare numero, poi c'è stato bisogno di lui, il ragazzo se l'è sentita ed è entrato in campo. Ha avuto questo periodo per curarsi,adesso sta molto meglio, è a disposizione. Inevitabilmente è una situazione che deve essere monitorata e deve essere gestita.
Le insidie della ripresa dopo la sosta le conosciamo tutti quanti perchè alla fine sono stati giorni liberi, necessari per ricaricare le energie spese non solo da un punto di vista fisico ma anche da un punto di vista nervoso. 
Mi auguro di riprendere da dove abbiamo lasciato. 
Peluso era un obiettivo che avevamo mirato, un giocatore che ci dà sicuramente la possibilità di sopperire ad una carenza di organico che c'era già da questa estate: un vice Chiellini non c'era, c'era sempre uno che si doveva adattare quando mancava Giorgio e giocare da centrale di sinistra. A volte abbiamo adattato Caceres, a volte abbiamo adattato Barzagli, Lucio non poteva giocare in quella posizione, eravamo tanti centrali destri e nessun centrale di sinistra. Dunque abbiamo optato per questo giocatore che io comunque conosco, perchè l'ho avuto all'Atalanta: è un giocatore che ci può fare sia il ruolo di centrale di sinistra che l'esterno. 
Sicuramente è stata un'annata straordinaria, perchè concludere con 94 punti, battere il precedente record di 93, significa aver fatto veramente qualcosa di strepitoso. 
Basti pensare che noi, rispetto all'anno scorso, abbiamo sei punti in più in classifica.
E' inevitabile che rifare 94 punti in un'annata calcistica non è facilissimo. Noi quest'anno siamo stati bravi perchè avevamo anche la Champions e ci siamo riusciti.
Drogba è un'operazione che io continuo a leggere sui giornali e che la società non mi ha mai proposto, nè io ho mai proposto alla società, quindi...ci sono dei parametri economici che non prevedono questo tipo di operazioni. 
Se capiterà l'opportunità e potremo cogliere qualche occasione, qualche situazione vantaggiosa, la prenderemo. Sarà sempre un'operazione low cost, questo è il momento economico dell'Italia. 
Da un anno e mezzo abbiamo fatto solo operazioni intelligenti, ci sono altre squadre che hanno ingaggi nettamente superiori alla Juventus, eppure continuo a leggere che siamo noi ad avere deficit. Mah... qualcuno a volte sbaglia, non si fa bene i conti e non vede proprio in casa sua.
Rivincere è ancora più difficile. Per quello che riguarda lo Scudetto, rivincere quest'anno sarebbe una grandissima soddisfazione, perchè come dico sempre vincere una volta può capitare a tutti, rivincere significa che ci sono delle basi solide, ci sono dei calciatori che sono cresciuti e da bravi giocatori stanno diventando dei campioni.
La Champions deve essere un bellissimo sogno, da coltivare, senza grandi assilli, senza grandi patemi, cercando di fare il massimo.
Bisogna avere pazienza, non si può avere tutto subito. Poi se arrivera' il miracolo, io, la società, i ragazzi, saremmo i primi ad essere contenti.
Llorente è un giocatore che ha fatto benissimo nell'Athletic Bilbao, un giocatore sicuramente appetibile perchè è un calciatore che non ha rinnovato e sta andando a svincolarsi. E' inevitabile che la Juventus deve tenere le antenne dritte e monitare tutte queste situazioni.
Poi se arriva o non arriva, questo non è secondario, è primario. "


 
 
 

Buffon, il ritiro può aspettare

Post n°1236 pubblicato il 29 Dicembre 2012 da cuorejuventino2

 

"Credo di avere davanti ancora tre anni ad altissimi livelli. Non mi sento vecchio, ma maturo" sentenzia il portiere della Juventus.

 

Buffon, il ritiro può aspettare - Credo di avere davanti ancora tre anni ad altissimi livelli. Non mi sento vecchio, ma maturo sentenzia il portiere della Juventus.

Dopo l'addio di Alessandro Del Piero, il prestigioso ruolo di bandiera della Juventus è passato sulle spalle, o meglio sulle mani, di Gianluigi Buffon. Il portiere è a Torino dal 2001 e non ha alcuna intenzione di ritirarsi: "Credo di avere davanti ancora tre anni ad altissimi livelli. Ho ancora 34 anni e per il mestiere che faccio non mi ritengo vecchio, ma maturo" ha detto Buffon in un'intervista a Sportmediaset. 

Il portiere traccia poi un bilancio del 2012, ricco di soddisfazioni con entrambe le sue maglie: "Juventus? Dopo due settimi posti consecutivi, abbiamo realmente sorpreso anche noi stessi e fatto qualcosa di memorabile. Frutto del lavoro, del sudore e con la fortuna di essere guidati da un grandissimo allenatore. Per quanto riguarda la Nazionale, nessuno si aspettava che riuscissimo ad arrivare in finale degli Europei: è vero, non è come vincere, ma ai nastri di partenza sfido chiunque a dire che nei pronostici eravamo i favoriti, o anche da finale" 

"Il 2012 è stato un anno ricco di soddisfazioni sportive, personali e non, una di quelle annate che ricorderò per tanto tempo" aggiunge Buffon, che candida un suo compagno di squadra per il titolo di miglior calciatore del mondo: "Impossibile non dire Messi, anche se Pirlo... Messi ha dei numeri quasi illegali dalla sua parte: è difficile che possa ricapitare un essere umano che riesca a ripetere certi numeri. Però è un attaccante: per esempio penso che Andrea Pirlo, come qualità, non abbia nulla da invidiare a nessuno, ma nel mondo del calcio le copertine sono per chi fa gol".

 
 
 

LA JUVE IERI… LA STORIA DELLA JUVENTUS (parte quattro )LE FRASI CHE HANNO FATTO LA STORIA DELLA JUVENTUS

Post n°1235 pubblicato il 26 Dicembre 2012 da cuorejuventino2

 

Nei momenti difficili di una partita, c’è sempre nel mio subconscio qualcosa a cui mi appello, a quella capa­cità di non arrendersi mai. E questo è il motivo per cui la Juventus vince anche quando non te l’aspetti Gianni Agnelli La Juve è qualcosa di più di una squadra, non so di­re cosa, ma sono orgoglioso di farne parte Gaetano Scirea E’ un piacere immenso ricordare che tutto “il me­glio” del calcio è passato dalla Juve Umberto Agnelli Qui bisogna lottare sempre e quando sembra che tut­to sia perduto, crederci ancora, la Juve non si arren­de mai Omar Enrique Sivori Chi indossa la nostra divisa, le rimarrà fedele malgra­do tutto e la terrà come prezioso ricordo Eugenio Canfari Se sono un uomo felice è perché ho dato tutto per la Juventus Giampiero Boniperti Per me l’Italia è soprattutto la Juve. Addosso ho an­cora i segni che mi ha lasciato Ciro Ferrara. Per un attaccante affrontare un’italiana resta il top, la vera prova del nove. Ferrara, Montero, Boksic, Del Piero: dopo averli affrontati sapevi di aver giocato al massi­mo Ryan Giggs Essere un giocatore della Juventus vuole dire appar­tenere a uno dei pochi veri miti dello sport Michel Platini La Juve è la Juve, deve stare sempre in alto Fabio Capello La Juventus non è soltanto una squadra di calcio, ma un modo di intendere la vita. Italo Pietra La vera gara tra noi e le milanesi sarà tra chi arriverà prima: noi a mettere la terza stella, loro la seconda Gianni Agnelli La Juventus è come un dra­go a sette teste, gliene tagli una ma ne spunta sempre un’altra. Non molla mai, e la sua forza è nell’ambienteGiovanni Trapattoni La Juve è una fede che con­tinua a essermi appiccica­ta addosso. Sono da compati­re quelli che tifano per altri colori, perché hanno scelto di soffrire. Sembrava una bat­tuta, invece lo pensavo e lo penso tutt’ora. Giampiero Boniperti Boniperti dice la sua Juve ha vinto tanto? Sì, è vero ma perché non va a Madrid a vedere i trofei del Real? La ve­rità è che la Juve non deve mai guardarsi indietro, ma pensare sempre al successo che verrà Gianni Agnelli Non rinuncerei a uno scu­detto della Juve per il mondiale della Ferrari Gianni Agnelli Con la Juventus ho imparato a vincere. Non so come è successo, è qualcosa che si re­spira nell’aria dello spoglia­toio, sono concetti che vengo­no tramandati da giocatore in giocatore, è il sentimento che ti trasmettono milioni di tifosi e non c’è club nel mon­do che ti faccia lo stesso effetto Egdar DavidsLa Juventus è stata un esempio per il mio Man­chester United. Facevo vedere ai miei giocatori le videocas­sette della squadra di Lippi e dicevo: non guardate la tatti­ca o la tecnica, quella ce l’ab­biamo anche noi, voi dovete imparare ad avere quella vo­glia di vincere Sir Alex Ferguson

 

 

 
 
 
 
 

LA JUVE IERI… LA STORIA DELLA JUVENTUS (parte seconda)

Post n°1233 pubblicato il 26 Dicembre 2012 da cuorejuventino2

In tale quindicennio fu stabilito anche il record di punti per campionati a 16 squadre (51, contro il Torino fermo a 50, nel 1976-77) alla fine di un torneo definito allora da La Gazzetta dello Sport «un lungo e affascinante duello»e, contemporaneamente ad esso, anche la vittoria in Coppa UEFA, al termine di una durissima doppia finale disputata contro gli spagnoli dell’Athletic di Bilbao, con un organico composto esclusivamente da giocatori italiani[28]: di essi, quelli schierati in campo nella circostanza furono ZoffCuccuredduGentileFurinoF. MoriniScireaCausioTardelliBoninsegna (sostituito al 59′ dell’incontro da Spinosi), Benetti e Bettega. A macchiare la conquista del titolo di campione d’Europa, conseguito a Bruxelles il 29 maggio1985 sul Liverpool, vi furono gravissimi incidenti pre-gara tra la tifoseria italiana e quella inglese, che portarono alla morte di 39 spettatori.

 

Una formazione della Juventus 1983-84 che vinse scudetto e Coppa delle Coppe

Lo scudetto vinto nel 1986 chiuse il decennio di Trapattoni: durante la sua gestione, complessivamente 9 elementi della Juventus giocarono nella Nazionale italiana al Campionato del mondo 1978 in Argentina(dove gli Azzurri giunsero quarti) e 6 in quella che si laureò campione del mondo 1982 in Spagna. Inoltre Antonio CabriniGaetano Scirea eMarco Tardelli divennero i primi giocatori al mondo ad avere vinto sia tutte le competizioni per club cui presero parte sia la Coppa FIFA. Tramontata la generazione di calciatori che avevano costituito l’asse portante della squadra la Juventus affrontò nove anni privo di risultati in campo nazionale, anche se giunsero una Coppa Italia (1990) e dueCoppe UEFA (1990 e 1993

).

 

Marcello Lippi ha guidato la Juventus dal 1994 al 1999 e dal 2001 al2004

Nel 1994 un cambio ai vertici della società fu il preludio all’arrivo diMarcello Lippi, che corrispose all’ennesimo ciclo vincente in Italia e a livello internazionale: in dieci stagioni, con un intervallo di un biennio di interregno di Carlo Ancelotti, che vinse la Coppa Intertoto (ultimo trofeo internazionale vinto dal club, fino ad oggi), la Juventus vinse cinque scudetti, raggiunse quattro finali di Champions League vincendo quella del 1996 allo Stadio Olimpico di Roma, una Coppa Intercontinentale e una Supercoppa UEFA. Nel 2004 giunse sulla panchina bianconera Fabio Capello, fino ad allora allenatore dellaRoma: nei due anni di gestione del tecnico friulano la Juventus vinse due campionati consecutivi, nel 2004-05 e 2005-06, che nel computo generale del club sarebbero stati rispettivamente il 28º e il 29º; tuttavia, a causa del caso giudiziario giornalisticamente definitoCalciopoli a seguito del quale alcuni club di serie A vennero penalizzati, lo scudetto del 2005 fu revocato e non assegnato; quanto a quello del2006, la Juventus fu retrocessa per illecito sportivo all’ultimo posto della classifica e penalizzata di 17 punti (successivamente ridotti a 9) nel successivo torneo di serie B; stante la contemporanea penalizzazione in punti del Milan giunto secondo alle sue spalle, il titolo fu assegnato all’Internazionale, terza prima delle sentenze della magistratura sportiva. Sotto la nuova dirigenza (Giovanni Cobolli Gigli, presidente, e Jean-Claude Blanc, amministratore delegato) la Juventus, con 28 vittorie e 10 pareggi su 42 incontri (pari a 85 punti al netto delle penalità), fu promossa in serie A un anno più tardi vincendo il campionato di serie B con sei punti di vantaggio sulla seconda, ilNapoli. Il nuovo tecnico, Didier Deschamps, si dimise prima della fine del campionato, dopo la promozione matematica: nell’estate del 2007fu scelto di affidare la conduzione tecnica all’allenatore romano Claudio Ranieri, cui seguirono nell’ordine Ciro Ferrara – alla prima esperienza da allenatore –, già responsabile del settore giovanile, e Alberto Zaccheroni, ufficializzato nel gennaio 2010. Il 19 maggio dello stesso anno, dopo la fine della stagione, l’imprenditore torinese Andrea Agnelli assume la presidenza del club al posto di Blanc – eletto al massimo incarico societario nell’ottobre 2009 – e vengono nominatiGiuseppe Marotta come nuovo direttore generale e Luigi Delneri come nuovo allenatore del club

 
 
 

LA JUVE IERI… LA STORIA DELLA JUVENTUS (prima parte)

Post n°1232 pubblicato il 26 Dicembre 2012 da cuorejuventino2

 

Il 1º novembre 1897 vide la luce a Torino lo Sport Club Juventus per iniziativa di un gruppo di studenti del liceo classico “Massimo d’Azeglio”, usi ritrovarsi in corso Re Umberto su una panchina oggi custodita nell’attuale sede del club[12]; la prima maglia della squadra fu rosa, con cravatta o papillon nero. Nel 1903 divenne bianconera. Nel1900, con il nome di Foot-Ball Club Juventus, la società si iscrisse al suoprimo campionato nazionale, ma fu eliminata dal Foot-Ball Club Torinese. Il primo titolo nazionale arrivò nel 1905, all’epoca in cui la squadra giocava allo Stadio Velodromo Umberto I. Nel 1906 il presidente della società, lo svizzero Alfred Dick, a seguito di accese discussioni di spogliatoio lasciò la Juventus e si unì, assieme a un gruppo di soci dissidenti, al Football Club Torinese dando vita al Foot-Ball Club Torino, segnando così l’origine della più antica rivalità del calcio italiano e l’inizio di una serie di problemi finanziari e sportivi che condussero la squadra bianconera alle soglie della retrocessione inPromozione nel 1913. Dopo la Grande Guerra la Juventus, risollevatasi con la presidenza di Giuseppe Hess e Corrado Corradini, riuscì a migliorare il suo piazzamento in campionato e a fornire alcuni giocatori, tra cui il portiere Giovanni Giacone, alla Nazionale

.

 

Edoardo Agnelli, presidente della Juventus dal 1923 al 1935

Il proprietario della FIAT Edoardo Agnelli assunse il controllo della società nel 1923; nello stesso anno fece costruire un nuovo stadio, in Corso Marsiglia, primo impianto sportivo italiano realizzato interamente in cemento armato. Con l’arrivo del primo allenatore professionista, l’ungherese Jenő Károly, giunse anche la vittoria del secondo tricolore nella stagione 1925-26. Il primo grande ciclo vincente della Juventus, grazie all’apporto di elementi come Giovanni FerrariRaimundo Orsi,Luis Monti e il celebre trio difensivo Combi-Rosetta-Caligaris[19], giunse tra il 1930-31 e il 1934-35, epoca dei cinque scudetti consecutivi(primato nazionale), uniti al raggiungimento delle semifinali di Coppa dell’Europa Centrale per quattro anni consecutivi. Allenatore della squadra in quattro delle cinque vittoriose stagioni fu Carlo Carcano, uno dei precursori del Metodo[3]; molti giocatori di quella Juventus formarono il nucleo della Nazionale italiana che si aggiudicò le vittorie nella Coppa Internazionale, progenitrice dell’attuale campionato d’Europae, soprattutto, nel campionato del mondo 1934 (cui la Juventus contribuì con 9 giocatori). La prematura morte di Edoardo Agnelli, avvenuta nel 1935, coincise con la fine del c.d. Quinquennio d’oro. Per il resto degli anni trenta e quasi tutti i quaranta la squadra bianconera non riuscì più a riconquistare lo scudetto, che giunse solo in fine di decennio, nel 1949-50. Tra il 1943 e il 1945 la società, che già aveva dovuto rinunciare alla ragione sociale Foot-Ball Club a seguito dell’italianizzazione imposta dal fascismo, assunse il nome di Juventus-Cisitalia, in abbinamento con la Casa automobilistica omonima, laCisitalia appunto, il cui proprietario era Pietro Dusio, all’epoca presidente del club bianconero (laddove, singolarmente, il marchioFIAT, di proprietà della famiglia Agnelli, fu abbinato al Torino).

 

SivoriCharles e Boniperti, il tridente d’attacco della Juventus di fineanni cinquanta, anche detto il Trio Magico

Alla fine della guerra la società torinese mutò la denominazione inJuventus Football Club. Sotto la presidenza di Gianni Agnelli e, in seguito, di suo fratello Umberto, la Juventus conobbe un secondo ciclo di vittorie, grazie anche all’arrivo di elementi come l’argentino Omar Sivori e il gallese John Charles che, insieme al talento casalingo, e capitano della squadra, Giampiero Boniperti, formarono quello che la stampa non tardò a denominare Trio Magico: tre scudetti tra il 1958 e il1961, il primo dei quali, il 10º, quello che le valse il diritto a poter esporre sulle maglie la stella. Omar Sivori divenne nel 1961 il primo calciatore proveniente dalla Serie A a vincere il Pallone d’oro. A tale ciclo fece seguito un decennio scarso di vittorie, con la sola eccezione del titolo 1966-67, vinto superando all’ultima giornata l’Internazionalesconfitta sul campo del Mantova

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Festeggiamenti per il 15º scudetto allo Stadio Olimpico di Roma il 20 maggio 1973

Il 13 luglio1971 Giampiero Boniperti diventò presidente del club e il suo primo scudetto in tale nuova veste giunse subito alla sua prima stagione, nel 1971-72, bissato da quello successivo del 1972-73: furono i primi di un nuovo ciclo, che in quindici anni, sotto la conduzione tecnica dapprima di Carlo Parola e poi di Giovanni Trapattoni, portarono a Torino nove scudetti (l’ultimo nel 1986), due Coppe Italia e vittorie internazionali che fecero diventare la Juventus il club primo d’Europa a vincere tutte le competizioni dell’UEFA e, a seguire, il primo del mondo a vincere tutte le competizioni ufficiali per club. Da ricordare la favolosa vittoria della Coppa Intercontinentale a Tokyo. Per due motivi:
- Il primo perchè da autorevoli addetti ai lavori (non solo italiani) è considerata una delle più belle partite di tutti i tempi (il Guerin Sportivo di Dicembre l’ha definita “la più bella finale Intercontinentale mai disputata”; Leo Junior, fuoriclasse brasiliano, che militò nel Torino, disse al Trap al suo rientro da Tokyo: “Mister questa partita rappresenta il miglior spettacolo calcistico che abbia mai visto…>.
- Il secondo è che, con quel trionfo, la Juventus divenne la prima squadra europea ad aver iscritto il proprio nome sugli albi d’oro di tutte le competizioni euro-mondiali (nell’ordine: Coppa Uefa 76-77; Coppa delle Coppe 83-84; Coppa dei Campioni 84-85; SuperCoppa Europea 84-85; Coppa Intercontinentale 85-86)


 

 
 
 

Juve, Peluso è più vicino

Post n°1231 pubblicato il 23 Dicembre 2012 da cuorejuventino2

I bianconeri vogliono rompere gli indugi e convincere l'Atalanta a cedere in prestito il giocatore, che può sostituire sia Chiellini che Asamoah

 

Juve, Peluso è più vicino - I bianconeri vogliono rompere gli indugi e convincere l'Atalanta a cedere in prestito il giocatore, che può sostituire sia Chiellini che Asamoah.

La Juventus sembra sempre più convinta: l'uomo giusto per sopperire alle emergenze della rosa alla ripresa del campionato (Chiellini out per due mesi, Asamoah in procinto di partire per la Coppa d'Africa) è Federico Peluso. 

Il romano, ormai stabilmente nel giro della Nazionale maggiore, è stato decisivo per l'Atalanta anche nella partita di sabato contro l'Udinese e la dirigenza della 'Vecchia Signora' vuole cercare di portarlo a Torino nel minore tempo possibile: il difensore 28enne, infatti, è molto duttile tatticamente e potrebbe sostituire nello scacchiere di Conte entrambi i giocatori indisponibili. 

Le cifre dell'affare, presentate dalla Gazzetta dello Sportdomenica, sono sempre le stesse: i bianconeri puntano a un prestito oneroso sulla base di un milione e mezzo di euro, con il riscatto fissato a quattro, la società orobica vorrebbe incamerare un paio di milioni in più. Ma le parti sembrano disponibil
i a trattare.

 
 
 

Juve, vittoria rabbiosa

Post n°1230 pubblicato il 22 Dicembre 2012 da cuorejuventino2

I bianconeri a Parma con il Cagliari vanno sotto, protestano per due episodi dubbi, sbagliano un rigore ma vincono 3-1 grazie all'ex Matri.

Juve, vittoria rabbiosa - I bianconeri a Parma con il Cagliari vanno sotto, protestano per due episodi dubbi, sbagliano un rigore ma vincono 3-1 grazie all'ex Matri.

Notizia del 21 Dicembre 2012 - 22:40


Si chiude con una rabbiosa vittoria esterna in rimonta il 2012 della Juventus.

I bianconeri a Parma con il Cagliari vanno sotto, protestano per due episodi dubbi, sbagliano un rigore ma vincono 3-1 grazie ad una doppietta dell'ex Alessandro Matri. Di Vucinic il sigillo finale, inutile l'illusorio 1-0 dal dischetto nel primo tempo di Pinilla.

La Juve, alla caccia di una vittoria importante per mettere pressione alle inseguitrici e anche per un record di punti nell'anno solare, in avvio appare quasi sedata e dopo un quarto d'ora a ritmi bassissimi, complice pure la condizione ambientale a dir poco particolare (meno di 3.000 spettatori sugli spalti del Tardini di Parma), si trova addirittura in svantaggio: Vidal commette fallo da rigore su Sau e Pinilla dal dischetto trasforma con una conclusione perfetta. L'1-0 non scuote i bianconeri che però prima dell'intervallo protestano per una trattenuta su Quagliarella: Damato stavolta non concede la massima punizione e rimanda tutti negli spogliatoi.

Nella ripresa la Juve inizia a spingere in modo più convinto dopo gli ingressi di Matri e Padoin. Al diciottesimo minuto succede di tutto: Bonucci di testa colpisce la traversa e sulla ribattuta Asamoah viene vistosamente spinto da dietro ma ancora una volta non viene concesso il rigore. Damato "si fa perdonare" però poco dopo quando espelle per doppia ammonizione Astori e concede la massima punizione per un fallo meno evidente su Giovinco. Vidal dal dischetto manda alto ma ormai la Juventus in superiorità numerica e decisa a vincere in rimonta mette il Cagliari alle corde e trova subito il pareggio, con un tap in vincente di Matri. Il Cagliari deve giocare l'ultimo quarto d'ora di fatto in nove (Ekdal in campo ma in preda ai crampi) e al novantesimo, dopo una serie di occasioni sprecate arriva il meritato 2-1: Matri sfrutta un rimpallo fortunato dopo un tocco di mano di Vidal e davanti al portiere completa la sua doppietta. Proprio alla fine dei sei minuti di recupero, arriva poi il definitivo 3-1 di Vucinic, che ad passo dalla linea di porta nega la gioia del gol a Giovinco.

 
 
 

Regolamenti GP Commission per 2013 e 2014

Post n°1229 pubblicato il 20 Dicembre 2012 da cuorejuventino2

giovedì, 20 dicembre 2012

La Commissione Grand Prix, composta da Carmelo Ezpeleta (Dorna, CEO), Ignacio Verneda (FIM Executive Director, Sport), Herve Poncharal (IRTA) e Takanao Tsubouchi (MSMA), alla presenza di Javier Alonso (Dorna), Mike Trimby (IRTA, Segretariod el meeting), Paul Duparc (FIM) e Mike Webb (Race Director), in un meeting tenutosi il 13 dicembre a Madrid, hanno deciso quanto segue.

 

Regolamenti sportivi e disciplinari

Con effetto immediato:

È stato riconosciuta la necessità di indirizzare quei piloti costantemente sotto “warning” o penalizzati per mettere in pericolo altri piloti arrecare insulti ai marshal o altri ufficiali. Approvato un nuovo sistema di penalizzazione per punti. La Direzione di Gara potrà sanzionare un pilota con un numero di punti che varierà tra 1 e 10. Questa opzione potrà aggiungersi ad altre sanzioni. I punti verranno accumulati durante la stagione e una volta raggiunti i seguenti limiti, altre sanzioni si applicheranno automaticamente:

            - 4 punti – partenza dal fondo della griglia nel prossimo GP.

            - 7 punti -  partenza dalla pit lane nel prossimo GP.

            - 10 punti -  squalifica dal prossimo GP.

Una volta applicata la sanzione di 10 punti si azzererà tale calcolo. I punti non si trasmetteranno da stagione a stagione.

Alcune modifiche alla procedura di partenza approvate:

            - L’apertura della Pit lane verrà accompagnata da bandiera verde all’uscita insieme alla luce verde.

            - Non ci sarà bandiera rossa di fronte alla griglia alla conclusione del giro di ricognizione.

            - Le termocoperte dovranno essere rimosse immediatamente a seguito del display: “one minute board”.

A seguito dell’approvazione delle nuove qualifiche MotoGP è necessario stabilire il criterio da seguire per la regola del 107%. Per essere ammessi alle attuali qualifiche un pilota dovrà correre con un tempo più rapido rispetto al 107% del miglior crono delle tre libere. Non sarà più possibile qualificarsi per la gara con un tempo fatto segnare nel warm up. Piloti chiamati a sostituire per infortunio un pilota infortunatosi nelle libere che non dovessero raggiungere tale risultato saranno ammessi alla QP1 dove dovranno raggiungere un tempo al di sotto del 107%.

La mancata partecipazione al primo Briefing della FIM potrebbero causare una penalità ma non si tramuteranno automaticamente in una squalifica.

La responsabilità del cambio di luci posteriori in condizioni di pioggia sarà del team. Non verranno mostrati avvisi.

Non è più un requisito per la squadra la notifica di un ride through a causa di una partenza anticipata. Il requisito viene visualizzato sulla linea di partenza per il pilota e incluso nella pagina di informazioni dei monitor di cronometraggio.

Non esiste più un minimo imponibile dalla Direzione gara. Il massimo rimane a 50.000€

Regolamenti Tecnici

Classe MotoGP

Con effetto immediato:

Cerchioni in carbonio composito non saranno permessi (come già nel caso di Moto2 e Moto3).

L’eccezione CRT per l’utilizzo di freni a disco con diametro differente rispetto ai 320mm non sarà estesa al 2013.

Sarà introdotta una nuova distribuzione di gomme.I piloti riceveranno una gomma posteriore in più ed la gomma morbida anteriore offerta come opzione nel 2012 non sarà più disponibile. In questo caso, l’eccezione alla distribuzione di differenti gradi di gomme anteriori per specifici circuiti verrà cancellata. La decisione sulla precisa distribuzione verrà presa a seguito del test di Sepang del 5-7 febbraio.

In tale contest, il fornitore ufficiale renderà disponibile una gomma posteriore morbida per le CRT.

Effettivo 2014:

Approvata una procedura di omologazione per le specifiche di motore “frozen”. Tale regola non sarà applicata alle CRT e a quei team con stesso brand della MSMA con motori omologati con differenti specifiche.

Effettivo 2015:

Sarà imposto un costo massimo per la fornitura di freni e sospenzioni. Sotto investigazione con l’intento di minimizzare i costi per i “contratti di servizio” per gli stessi prodotti.

Classi Moto3 e Moto2

Con effetto immediato:

I sistemi quick-shifter per la classe Moto2 dovrà essere approvata dal Direttore Tecnico.

Cambia la distribuzione gomme per la classe Moto2. In futuro i piloti avranno i seguenti numeri di gomme:

8 gomme anteriori con due specifiche standard.

9 gomme posteriori con due specifiche standard.

Le attuali specifiche saranno determinate dal fornitore ufficiale e tutti i piloti riceveranno la stessa distribuzione.

I numeri di gara frontali di Moto3 e Moto2 dovranno avere una separazione di almeno 10 millimetri tra numeri doppi. Non saranno permessi sfondi che riflettono.

Effettivo 2014:

Per assicurarsi che team Moto3 siano forniti con motori dalle specifiche identiche ad un prezzo ragionabile è stato stabilito che i motori verranno distribuiti in modalità random dall’organizzazione. I motori una volta raggiunto il limite di chilometri non verranno restituiti ma saranno lasciati ai team per altri obiettivi o per la messa in vendita.

Discussioni in corso riguardo il numero massimo di motori permessi e mantenimento minimo dei motori e un regolamento definitive verrà annunciate durante il GP di Qatar 2013.

Prezzo massimo imposto per la totalità di una Moto3 e un prezzo massimo verrà specificato anche per telaio e component maggiori di Moto3 e Moto2. I regolamenti finali verranno annunciati durante il GP di Qatar 2013.

Tutte le classi

Effettivo 2014:

Nel 2013 Dorna introdurrà un nuovo trasponder che permetterà al pilota di avere informazioni addizionali sul proprio display. In particulare sarà possibile visualizzare i segnali delle bandiere. L’uso di un dashboard compatibile a tale sistema sarà opzionale nel 2013 e obbligatorio nel 2014.

In Moto2 l’uso del sensore aggiornato Lambda sarà obbligatorio

Effettivo 2015:

Approvata l’omologazione FIM per tutte le gomme da competizione. Gli standard finali saranno annunciati durante il GP di Qatar

 
 
 

F1, novanta giorni al via: tutti i numeri del Mondiale 2013

Post n°1228 pubblicato il 20 Dicembre 2012 da cuorejuventino2

 Alonso e Vettel la scorsa stagione: la rivincita del ferrarista riparte dall'Australia, il 17 marzo (foto Getty)

Alonso e Vettel la scorsa stagione: la rivincita del ferrarista riparte dall'Australia, il 17 marzo (foto Getty)

Venti gran premi, una scuderia in meno (la HRT è fallita) e una colletta - quella di Kobayashi - andata male. Il 17 marzo la Formula 1 riparte dalla sfida tra Vettel e Alonso. Forse con tre piloti finlandesi e nessun italiano. Ecco le novità, in cifre

di Stefano Rizzato

Si ripartirà dal 3. Dai 3 punti che sono costati ad Alonso la vittoria del mondiale 2012 e che hanno fatto esplodere la festa di Vettel e Red Bull. L'appuntamento per la rivincita è fissato al 17 marzo, come da tradizione nel gran premio dell'Australia, a Melbourne. Intanto, ecco tutte le novità sulla stagione 2013, in cifre.


20 - Le gare del prossimo campionato, proprio come nel 2012. In realtà una - in programma il 21 luglio - è ancora in dubbio, per motivi economici. Se gli organizzatori troveranno l'accordo con la Fia, ci sarà il ritorno del circuito di Istanbul, in Turchia. Ma negli ultimi tempi ha preso quota anche un altro ritorno: quello del tracciato austriaco dello Spielberg, l'ex A1 Ring. Oggi sponsorizzato dalla Red Bull Ring, che spinge per il suo rientro nel circuito a dieci anni dall'ultimo gran premio d'Austria

22 – Le auto al via, dopo la scomparsa del team HRT, finito in liquidazione. Con due vetture in meno rispetto al 2012, cambieranno le qualifiche. Sei i piloti eliminati dopo la prima parte e sei nel Q2. La fase decisiva continuerà invece ad essere la sfida per i dieci più veloci

2 – I volanti ancora da assegnare. A meno di tre mesi dal via, restano vacanti un posto nella Caterham, con Heikki Kovalainen favorito, e uno alla Force India, per il quale è duello aperto tra il francese Jules Bianchi e Adrian Sutil

184.655.120 yen - Il denaro - pari a un milione 650mila euro - raccolto da Kamui Kobayashi tra i suoi fan, attraverso il sito kamui-support.com. Una maxi-colletta per superare quella di altri piloti "paganti" e poter correre in Formula 1 anche nel 2013. Tutto inutile: il giapponese è rimasto senza un volante ed è stato sostituito in Sauber dal messicano Gutierrez. Nel 2013 si partirà senza piloti nipponici.

3 – Tanti potrebbero essere invece i piloti finlandesi nella Formula 1 edizione 2013, se Kovalainen sarà effettivamente confermato e con l’arrivo – già certo – di Valtteri Bottas alla Williams, al posto di Bruno Senna. Così tanti finnici al volante non si vedevano dal 1994, gli anni di Mika Salo, JJ Lehto e Mika Hakkinen.

78 – I punti di distacco nella GP2 2012 tra il talento italiano Davide Valsecchi, vincitore della categoria, e Max Chilton, che chiuse quarto nella classifica finale. Le porte della Formula 1 si sono aperte però solo per l’inglese, che correrà nel 2013 su una Marussia. Il comasco dovrà aspettare ancora.

8 – I cilindri dei motori V8 che andranno in pensione a fine 2013. Dal mondiale 2014 toccherà ai motori V6 a 6 cilindri e 1600 cc. Una vera rivoluzione che attende il circuito al termine della prossima stagione.

 
 
 

LIVE - SORTEGGI OTTAVI CHAMPIONS, CELTIC - JUVENTUS!!

Post n°1227 pubblicato il 20 Dicembre 2012 da cuorejuventino2

BARCELLONA - MILAN

© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Ricapitolando: Galatasaray vs Schalke 04, Celtic vs Juventus, Arsenal vs Bayern,  Shakthar vs Borussia Dortmund, Milan vs Barcellona, Real Madrid vs Manchester United, Valencia vs Paris Saint Germain, Porto vs Malaga

 
 
 

un altra squadra di onesti hihihihi

Post n°1226 pubblicato il 18 Dicembre 2012 da cuorejuventino2

Scommesse, 2 punti di penalizzazione per il Napoli
Martedì, 18 dicembre 2012 - 10:11:00

 

cannavaro

Due punti di penalizzazione e 70 mila euro di ammenda: questa la sanzione inflitta dalla Commissione Disciplinare Nazionale al Napoli nell'ambito del processo sul calcioscommesse. La societa' di De Laurentiis e' stata punita per l'illecito sportivo commesso dall'ex portiere Matteo Gianello, reo di aver tentato alterare il risultato dell'ultima giornata del campionato di serie A 2009-10, la partita poi persa per 1-0 dal club partenopeo sul campo della Sampdoria. La decisione della Disciplinare potra' essere impugnata dalle parti davanti alla Corte di Giustizia Federale.

 

 

 

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I difensori del Napoli Paolo Cannavaro e Gianluca Grava sono stati squalificati per 6 mesi dalla Commissione Disciplinare Nazionale nell'ambito del processo sportivo sul calcioscommesse. I due giocatori, per i quali il procuratore federale aveva chiesto una sanzione di 9 mesi, sono stati puniti per non aver denunciato la proposta di combine della partita Sampdoria-Napoli del 16 maggio 2010 ricevuta dall'ex compagno di squadra Matteo Gianello. Per il tentato illecito l'ex portiere partenopeo e' stato squalificato per 3 anni e 3 mesi. Tutte le decisioni della Disciplinare possono essere impugnate davanti alla Corte di Giustizia Federale.

 La Commissione Disciplinare Nazionale ha inflitto due punti di penalizzazione e 10mila euro d'ammenda al Portogruaro nell'ambito del processo sul calcioscommesse. Il club veneto paga l'illecito contestato al tesserato Claudio Furlan (che aveva patteggiato due anni, due mesi e 20 giorni di squalifica) in relazione alla partita Portogruaro-Crotone del 29 maggio 2011. Prosciolto invece il Crotone, per cui il procuratore Stefano Palazzi aveva chiesto un punto di penalizzazione, mentre la Spal ha ricevuto un'ammenda di 5mila euro. Queste le sanzioni inflitte agli altri tesserati: tre anni e nove mesi di squalifica per Silvio Giusti; un anno e 7 mesi per Marco Zamboni; un mese per Andrea Agostinelli; un mese per David Dei.

"L'appello e' scontato". Il legale di Paolo Cannavaro, Luciano Ruggiero Malagnini, annuncia ai microfoni di Sky la volonta' di appellarsi alla squalifica di sei mesi inflitta al suo cliente dalla Disciplinare della Figc in merito al calcioscommesse. Cio' che l'avvocato difensore del centrale partenopeo contesta sono, innanzitutto, le motivazioni della Disciplinare, che considera pienamente credibili le confessioni rese da Matteo Gianello sulla tentata combine della partita Sampdoria-Napoli del 16 maggio 2011.

"Se avesse avuto la percezione della serieta' del modo di parlare di Gianello, Cannavaro lo avrebbe denunciato - spiega Malagnini -. Lui, invece, non fa altro che sondare il terreno per capire come i compagni si apprestano alla partita, per riferire il loro atteggiamento ai suoi sodali e cosi' capire se scommettere. Poi, nella sua quinta versione, Gianello dira' che la squadra avrebbe giocato al massimo anche perche' l'allenatore (Mazzarri, ndr) voleva fare bella figura contro la squadra che l'aveva esonerato". Il legale di Cannavaro, poi, non accetta che sia considerata "strumentale", per tempistica, la querela del suo assistito verso Gianello: "Questa e' la cosa piu' grave che puo' esserci in una decisione, vuol dire offendere tutto il sistema giuridico, come se la querela fosse una cosa tra amici che non porta conseguenze. Cannavaro non poteva conoscere, il giorno dopo, il contenuto dell'interrogatorio di Gianello al procuratore della Repubblica perche' secretato. Un giudice puo' anche convincersi di una colpevolezza ma dire che la querela e' strumentale dimostra la pochezza degli argomenti". Malagnini ed il suo assistito puntano in secondo grado "all'assoluzione" anche per un altro motivo: "Gianello e' considerato credibile perche' le sue dichiarazioni al poliziotto sono rese nell'immediatezza dei fatti, una circostanza che in giurisprudenza e' considerata decisiva. Se cosi' e', pero', Gianello per la riuscita della combine fa il nome di Quagliarella, e poi cambia versione...".

 
 
 

CONTE IN CONFERENZA: "Vogliamo essere protagonisti in campionato, Champions e Coppa Italia

Post n°1225 pubblicato il 16 Dicembre 2012 da cuorejuventino2

Molto contento per Lichtsteiner. I nostri numeri belli, straordinari e sottovalutati. Pirlo da Pallone d'Oro. Ecco come sta Pogba..."

© foto di Giuseppe Celeste/Image Sport

Colantuono ha detto che la Juve è la migliore tra le grandi. Io volevo soffermarmi su un giocatore in particolare, Lichtsteiner, che ad inizio stagione ha trovato difficoltà e adesso è tornato ad altissimi livelli, come lo scorso anno.
"Non è che mi piaccia proprio parlare dei singoli, però Stephan sta facendo molto bene ed io sono molto contento. Ha ritrovato sicuramente una condizione psico-fisica importante. Quando il giocatore sta bene di gambe, sta bene mentalmente, sicuramente riesce a fare bene, riesce ad entrare nei meccanismi di gioco e a fare la sua parte nel migliore dei modi. Stephan comunque è un ragazzo che non mi ha mai creato problemi, perchè è uno molto...è uno svizzero, quindi uno molto preciso, quindi non ho mai avuto problemi o pensieri diversi dal fatto che Lichtsteiner è un giocatore della rosa ed è utile insieme a tutti quanti gli altri. Sono contento che adesso stia facendo molto bene e che a Palermo si sia tolto anche la soddisfazione di regalarci il gol da tre punti, mentre altre volte era stato determinante con degli assist".

E' stato proprio difficile battere l'Atalanta? Dove vi ha agevolato la squadra di Colantuono?
"Prima della partita avevo detto che avevo un grandissimo rispetto nei confronti dell'Atalanta, perchè non dimentichiamo che ha messo le vesti dell'ammazza-grandi quest'anno, visto che ha vinto contro il Napoli, Inter, Milan, quindi da parte nostra c'erano le antenne ben dritte per affrontare una partita che sapevamo nascondesse delle insidie e delle difficoltà. Siamo stati molto bravi nell'approccio nella gara, nell'interpretazione della gara, nel fare le cose che avevamo provato e devo dire che non ci sono demeriti da parte dell'Atalanta. Penso che oggi la Juventus abbia grande merito per quello che è successo, per come è andata la partita, quindi, ripeto, grande onore all'Atalanta, perchè è un'ottima squadra, guidata benissimo, ha anche dei giocatori che io conosco, degli ottimi giocatori". 

Comunque vada stasera, toccate il massimo vantaggio in questo campionato sulla seconda, perchè non eravate mai andati oltre i +4. Si può parlare già di fuga? 
"Sicuramente noi stiamo facendo molto bene, abbiamo già i punti dell'anno scorso e mancano due partite alla fine del girone d'andata. Stiamo dando un ritmo molto forte, un ritmo impressionante da questo punto di vista. Il campionato è molto lungo, mancano ancora due partite alla fine del girone d'andata, quindi c'è tantissima strada da percorrere da parte nostra, sapendo che ci sono grandissime difficoltà nel riuscire a rivincere. E' inevitabile che noi lavoriamo quotidianamente per far sì che questo avvenga. Noi vogliamo essere protagonisti in campionato, in Champions, in Coppa Italia e l'unica cosa che possiamo fare è lavorare e lavorare tanto, e io di questo devo sempre ringraziare i ragazzi perchè sono straordinari. C'è un grande spirito di abnegazione, di sacrificio, c'è tanta voglia da parte loro di ragionare col noi e non con l'io. E poi quando capitano queste giornate, sicuramente, è un motivo di orgoglio e soddisfazione anche da parte mia, vedere la squadra esprimere questo tipo di calcio". 

La Juve sta segnando quasi 2,5 gol a partita e ne prende 0,5. Dove può essere migliorata una squadra con queste cifre? Poi se   tu avresti dato il Pallone d'Oro a Pirlo...
"La squadra può sempre migliorare, questo è inevitabile. Ci sono sempre margini di miglioramento, i coefficienti o le percentuali possono essere alzate, in questo caso il discorso dei gol, o abbassate nel caso delle reti subite. Però sappiamo che sono numeri belli, straordinari e che tante volte vengono anche sottovalutati, quando noi sappiamo che comunque stiamo facendo qualcosa di straordinariamente bello, perchè al di là dei numeri io penso che la Juventus offra veramente un bellissimo spettacolo, gioca a calcio e questa la grandissima nostra soddisfazione, quella di vincere giocando un bellissimo calcio. Io Pirlo lo premierei un giorno sì e l'altro pure, non avrei dubbi, perchè è un calciatore che sicuramente meriterebbe questo riconoscimento, ma sappiamo anche che è stato assegnato a giocatori come Messi, tanto di cappello. non è che sia giusto, ma Messi ha fatto non so quanti mila gol ... Ma Andrea, fossi io quello che deve assegnare il Pallone d'Oro, glielo darei molto volentieri. E così avrei anche il piacere di essere l'allenatore di un Pallone d'Oro. Poi magari in futuro mi capiterà".

Ti chiedo se il problema di Pogba è una cosa seria. E poi mi dici un difetto di questa Juventus?
"Inizio a parlarti di Paul: mi auguro che non sia niente di particolare, di preoccupante o di grave, nel senso che il ragazzo aveva subito un colpo nella partita contro il Palermo, quindi era già in dubbio col Cagliari. Poi ieri, durante la rifinitura, ha avuto ancora un po' di fastidio, perchè c'è ancora un ematoma che non è scomparso e ha provocato un po' di contrattura a livello di quadricipite. Stamattina, parlando anche col dottore e col ragazzo, non c'è stata la sua disposnibilità, ma mi auguro che da qui alla partita di Cagliari possa tornare a disposizione. Poi è grande, è giovane, quindi ha margini di recupero abbastanza rapidi. Me lo auguro, poi saranno fatti degli esami per vedere se c'è qualcosina di più, di particolare, ma mi auguro di no. I numeri sono importanti, ma come ho detto noi dobbiamo sempre porci degli obiettivi, e gli obiettivi sono quelli di essere protagonisti in tutte le competizioni, sapendo che la nostra unica arma segreta che abbiamo è il lavoro, è lo spirito che ha questa squadra, che è veramente qualcosa di bello. Un motivo sicuramente di grande soddisfazione per me".

Avete sette punti in più dell'anno scorso. Ti aspettivi, con la Champions, di essere a questo punto? Meglio di quello che avevi ipotizzato?
"Sicuramente il cammino è stato un cammino spedito. Quest'anno affrontavamo la Champions, che per me come allenatore e per tanti altri ragazzi era un punto interrogativo. Siamo stati sempre primi in classifica dall'anno scorso, superando il turno con una freschezza anche fisica, è una bellissima cosa, una bellissima notizia, è la dimostrazione che stiamo lavorando bene. Si potrebbe sempre fare meglio, ma c'è anche da dire che si potrebbe anche fare peggio (ride, ndr). Non mi accontento perchè non mi accontento mai, i ragazzi lo sanno. Cerchiamo di finire questo girone di andata nel migliore dei modi. Adesso ci aspetta una trasferta difficile a Cagliari, un campo molto difficile. quindi cerchiamo di concentrarci, in modo da trovare sotto l'albero di Natale un bel regalo".

 
 
 

Juve, Buffon dice sì per altri due anni

Post n°1224 pubblicato il 15 Dicembre 2012 da cuorejuventino2

Trovato l’accordo a metà strada: sarà ufficializzato tra Natale e Capodanno. Il portiere voleva un’intesa annuale, la società premeva per un triennale: alla fine si è scelta la via di mezzo che accontenta tutti

Juve, Buffon dice sì per altri due anni© Foto Pegaso

TORINO - Finalmente Buffon! La telenovela del contratto sembra arrivata alla conclusione per la soddisfazione di tutti. Soprattutto dei tifosi che hanno la certezza di poter ancora applaudire il loro campione. Per almeno altre due stagioni, poi si vedrà. Di sicuro il numero uno, in tutti i sensi, non si muoverà da Torino per un po’ in attesa di decidere se concludere la carriera alla Juventus oppure no.

L’INTESA - Alla fine le due parti si sono stretti la mano a metà strada: Buffon voleva firmare per una solo stagione, la Juve legarlo a sé per altre tre. E allora sull’importantissimo foglio è stato scritto due. Sì, due anni. Gigi alla Juve sino al giugno del 2015, dopodichè si vedrà. Un ruolo importantissimo lo ha avuto il presidente Andrea Agnelli che è intervenuto personalmente sia con il capitano sia con il suo procuratore.

L’ANNUNCIO - L’accordo sarà ufficializzato tra Natale e il primo dell’anno. Giusto il tempo per brindare ad un matrimonio che non è mai stato messo in dubbio. Solo che con il passare del tempo non si capiva il motivo per cui non era ancora stato reso pubblico. I dubbi sono stati sciolti da Buffon subito dopo la vittoriosa trasferta di Palermo quando davanti a tutti ha spiegato i motivi del ritardo. Quesatione di durata, non altro. Dalle sue parole, poi, c’è stata un’accelerazione improvvisa da parte dell’amministratore delegato Beppe Marotta che con il contributo del presidente ha risolto la questione. Due anni che permettono alla Juve di poter ancora contare sulle prestazioni di Buffon. Il portiere, dal canto suo, avrà la possibilità di cercare di vincere la Champions League, un traguardo che gli manca più di qualsiasi altra cosa.

 
 
 

Undici metri - Il fattore Conte conta davvero.

Post n°1223 pubblicato il 15 Dicembre 2012 da cuorejuventino2

Con l'Atalanta gara-trappola. Quaglia da rilanciare. Drogba ha già dato. A gennaio Immobile o Gabbiadini ed un big per la fascia sinistra...

© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Che ritorno quello di Antonio Conte, da vero fuoriclasse della panchina (Nedved dixit). Un ritorno emozionante, sentito, mediatico, importante. Il fattore Conte conta davvero (gioco di parole voluto)  e se ne sono accorti anche gli altri, quelli che ad oggi non possono fare altro che applaudire una squadra che sta superando se stessa e sta smentendo gli scettici, i gufi ,quelli che fino a ieri dicevano che la Champions avrebbe rosicchiato punti ed energie ai bianconeri e invece … la Juve è prima in Campionato e avanti (da prima nel girone) in Champions. Tanto per non farsi mancare nulla in settimana i bianconeri hanno anche, in scioltezza e con molti rincalzi, sbrigato la pratica Cagliari in Coppa Italia. Adesso viene il difficile: non abbassare la guardia , mantenere il piede sull’acceleratore, mettere fieno in cascina. Da questo punto di vista il ritorno di Conte è una garanzia, significa “niente cali di tensione“  e “nessun appagamento“. Prossima partita quella di domenica allo J-Stadium contro l’ostica Atalanta del bravissimo mister Colantuono. Sento puzza di tranello, queste sono le gare più insidiose, quelle che arrivano sotto Natale con squadre sulla carta abbordabili, il rischio di passo falso c’è anche perché l’Atalanta gioca bene ed ha un’anima e una identità. Il turno sulla carta sembra favorevole ai ragazzi di Conte e potrebbe portare buone nuove in classifica (l’Inter  va all’Olimpico contro la Lazio..) . Rischierò di ripetermi ma devono giocare quelli fisicamente più freschi e che danno maggiori garanzie. Poi spero che venga data una possibilità a Quagliarella messo in quarantena manco fosse un appestato. Domanda: “non sarà masochistico non far giocare l’attaccante più prolifico della squadra“? Beh un po’ si anche se non conosciamo i segreti dello spogliatoio.  Confido molto nella capacità di Conte di far sentire tutti coinvolti e importanti.  Guardate Giovinco, tanto criticato e circondato da scetticismo (non il mio) e adesso vero fulcro dell’attacco bianconero forse più dello stesso  Vucinic che  ormai la porta la vede di rado. Matri ha subito un involuzione pazzesca e sbaglia anche stop e passaggi elementari, Bendtner è fermo ai box e ne avrà per più di due mesi. Certo che delusione lo spilungone danese!  Questo significa che a gennaio arriverà di sicuro un attaccante, forse due (se Matri o Quagliarella partiranno). Sento parlare di Drogba, sarebbe un gran colpo ma solo nell’immediato, resto convinto del fatto che il buon Didier il meglio lo abbia già dato, del resto non avrebbe avuto senso andare a svernare in Cina.  Credo che n questa finestra di gennaio occorra riportare alla base Immobile o Gabbiadini e tenere i soldi per un gran terzino sinistro (Kolarov sarebbe il top) e per i colpi estivi,  lì ci sarà qualcosa di grosso statene certi . A gennaio storicamente i fuoriclasse non si muovono salvo rare eccezioni, al massimo si possono solo cogliere le opportunità. Drogba è un’opportunità, se la si può cogliere benissimo ma senza svenarsi e fasciarsi la testa in caso di fumata nera, Walcott in scadenza dall’Arsenal idem (non è una priorità). Capitolo difesa :  Lucio è destinato a partire ma io eviterei di prendere un altro centrale, resterei così anche perché Caceres che da centrale è ottimo merita più spazio e considerazione.   Rituffiamoci in campionato con una considerazione finale, è ritornato Conte in panchina e lo ha fatto a modo suo, da protagonista vero. Lo vedo più consapevole, più forte, più affamato, più convinto e anche più equilibrato . Ora che il comandante ha ripreso le redini  agli altri non resta che rosicare…. ”Gufi restate a casa” ! Buon Campionato a tutti .

 
 
 
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