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Post n°273 pubblicato il 12 Giugno 2012 da S_O_T_T_O_V_O_C_E
 

 

Tour tra mosaici del Mausoleo di Galla Placidia di Ravenna

Prima che il terremoto ci porti via la citta'...

Città dove l’arte è ad ogni angolo di strada, Ravenna è uno dei luoghi d’Italia più importanti da vedere. I suoi monumenti, infatti, sono numerosi e molti di essi sono parte del Patrimonio Mondiale dell’Umanità, dell’UNESCO.

Ravenna è conosciuta anche come “La città dei mosaici”, questo perché vi si trovano numerosi lavori del V e del VI secolo, che rappresentano il più importante patrimonio di mosaici del mondo. Da visitare in tal senso è il Mausoleo di Galla Placidia, dove – tra numerosi mosaici di speciale bellezza – si eleva su tutti il Cielo Stellato, il quale, riprodotto sulla volta, è in grado di creare un’atmosfera mozzafiato
Galla Placidia era sorella di Onorio, l'imperatore romano che trasferì nel 402 la capitale dell' impero d'occidente da Milano a Ravenna. Egli fece costruire intorno al 425-450 questo piccolo Mausoleo, un edificio a forma di croce latina oggi famoso per lo splendore dei mosaici. L'atmosfera del Mausoleo di Galla Placidia è sicuramente magica: entrando nel piccolo edificio a croce latina si rimane colpiti dall'improvviso passaggio dalla luce del giorno alla riproduzione dell'atmosfera notturna. L'esterno dell'edificio è molto semplice, in contrasto con la ricchezza della decorazione musiva dell'interno, la più antica di Ravenna. I temi iconografici sviluppati nelle decorazioni rappresentano il tema della vittoria della vita eterna sulla morte...

 

All'interno dell'edificio i bracci hanno volta a botte, mentre al centro vi è un largo tiburio da cui si eleva la cupola impostatas su quattro lunettoni; la luce penetra attraverso sette feritoie chiuse da lastre di alabastro, una al centro di ogni braccio - tranne quello dell'ingresso - e quattro sul tiburio.
L'impressione più forte per chi entra è sicuramente data dalla tonalita turchina dominante sui verdi, sui rossi, sugli ori ed i bianchi, che ne punteggiano scintillando la superficie

 

 

Fra i personaggi un vaso colmo d’acqua e due colombine: le anime che si dissetano alla verità eterna.

Oltre alle scene sacre e alle figure dei santi si può ammirare un’incredibile varietà di stelle, fiori frutti e motivi decorativi in un incredibile trionfo di colori.

Nelle lunette in fondo ai due bracci corti ci appare un laghetto d’acque ondeggianti, verso cui avanzano, fra spirali d’acanto, due cervi:

“…come il cervo desidera la fonte delle acque,

così, o mio Dio, l’anima desidera Te...”

 

Le arcate cieche che abbracciano le pareti sono di origine latina. Ma tutto appare meno rilevato, meno contrastato che nell'architettura romana. Il mosaico della cupola, riprendendo il tema della notte, finge, su fondo blu, giri concentrici di stelle d'oro, progressivamente più piccole dal basso all'alto, così da dare l'illusione dell'allontanarsi indefinito della volta, fino a culminare nel simbolo della croce.Il digradare delle stelle, da più grandi nel bordo esterno della cupola pino alle più piccole, alla sommità, al tema dell'infinito in cui si identificano l'universo e Dio

Le lunette del tamburo ospitano i mosaici don le immagini degli apostoli, disposti in coppie. Sono rappresentati come senatori romani, vestiti con toghe bianche e in atteggiamenti da oratori. In particolare si riconosce San Pietro, con la barba bianca e la chiave in mano.
Ai piedi di ogni coppia di santi figura un vaso o una fontana a cui si avvicinano due colombe per bere. La scena simboleggia le anime alla ricerca della pace eterna e si dissetano alla fonte della salvezza divina

 

Nella lunetta sopra la porta di ingresso, il Buon Pastore imberbe con il suo gregge: è rivestito con una tunica d’oro, seduto su una roccia, in mezzo ad un paesaggio campestre, con alberi, erbe e cespugli. Le pecorelle voltano tutte la testa verso il Redentore e richiamano nella loro disposizione la Croce, di cui Gesù è il centro.

Luoghi come questi ci mostrano una tappa del progresso umano, della Storia, perché la storia non è soltanto un succedersi di guerre: è la storia dell’uomo e delle cose da lui create....

 DAL WEB

 

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