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OGGI PARLIAMO .............DEL TRENTINO

Post n°272 pubblicato il 08 Giugno 2012 da mina_1954
 

 

 

 

 

POSIZIONE GEOGRAFICA:

Percorrendo una strada di montagna, costeggiata da boschi e alti pascoli, si raggiunge un paesaggio incontaminato di varie forme e colori che si mescolano per creare un museo geologico naturale a 2032 metri di quota. In primo piano, verso nord, si ammira la stesura di porfidi scuri d’origine vulcanica che caratterizzano il gruppo di Cima Bocche; come si possono notare a sud-ovest sulle fiancate imponenti della Catena del Lagorai. Le numerose conche di laghetti e i massi striati sono testimonianza di glaciazione, mentre a sud le rocce sedimentarie formano rigature chiare e pieghe ad onde spezzate da cabalette franose. In lontananza compare maestosa la punta di quasi 3000 metri del Monte Mulaz, una delle cime delle Pale di San Martino. Infine, verso oriente, lo sguardo si perde sulle pareti del Civetta e del Pelmo, concludendo la visione a 360° della perfetta simbiosi tra rocce e prati fioriti. Il passo durante l’estate è la tappa intermedia dell’Alta Via n° 2, che da Bressanone, attraverso Olde, passo Sella, Marmolada e pale di San Martino, raggiunge Feltre; inoltre è molto apprezzato come itinerario di numerose competizioni ciclistiche come la Marcialonga cycling, Transalp e Granfondo Sportfull. Nel periodo invernale invece il valico è uno dei cardini del carosello sciistico del comprensorio Tre Valli, pista degli innamorati Col Margherita – Falcade, lunga ben 11 chilometri.

 

 

BREVE STORIA DEL RIFUGIO:

La prima costruzione, piuttosto spartana, del Rifugio Passo Valles, risale al 1933 per la determinazione e l’amore per la montagna di Enrico Cemin sostenuto dalla moglie Maria Rosa Vaia, già cuoca presso un albergo di Ora.Nel 1934 un incendio, forse causato da litigi tra pastori, distrugge la baracca che sarà ricostruita più solida nel 1938 spostata, su consiglio dell’amico montanaro Alfredo Paluselli, più a nord (dove si trova attualmente) per un miglior riparo dal vento invernale.Allora la strada era naturalmente bianca e chiusa d’inverno, l’unico mezzo di trasporto da Paneveggio al passo erano i cani S. Bernardo e gli sci; solo nel 1950 Enrico riesce a procurarsi una vecchia Moto Guzzi.Nell’inverno del ’50-51 le nevicate furono così abbondanti (oltre 20 metri di precipitazioni), che tutti i custodi dei rifugi scesero a valle per passare l’inverno, tutti meno Cemin che non si sentì di abbandonare il “suo” passo.L’edificio subiva nel frattempo continue modifiche per risolvere gli innumerevoli problemi concernenti illuminazione, riscaldamento, acqua ecc. Solo nel 1969 la strada viene aperta anche dal versante trentino ma ormai il tenace fondatore, vista l’età per quel tempo avanzata, deve scendere a Predazzo dove verrà assistito dalla figlia Anna (classe 1931) fino alla sua morte…….Subentra così nell’esercizio il primo figlio Mario (classe 1929), che ancora oggi vigila, con la moglie Rina Zus, sul lavoro dei figli Angelo ed Ezio che, con le rispettive mogli e l’aiuto dei giovani figli, gestiscono il Rifugio Capanna Passo Valles con inconfondibile passione e ospitalità…….. "Da più di cinquant'anni la famiglia Cemin offre qui ospitalità ai viandanti" si legge su una piccola targa all'esterno dei Rifugio Valles, situato pressoché al confine fra Trentino e Veneto, lungo la strada che attraversando il Parco di Paneveggio collega la Valle di Fiemme a Falcade nel Bellunese.

 

 

 

Il rifugio è nella ski area Tre Valli, lungo le piste che dal Col Margherita portano a Falcade, ma anche ai piedi del Mulaz e della catena di Bocche, luoghi fantastici per gli appassionati dello sci alpinismo e delle passeggiate con racchette da neve.

Itinerari raccomandati: il rifugio si trova lungo il percorso dell'Alta via delle Dolomiti n. 2 con possibilità di bivacco per gli escursionisti. Un interessante itinerario escursionistico che parte dal rifugio è quello per il rifugio Volpi al Mulaz 2.571 m, passando da Forcella Venegia (sentiero Sat n. 749, ore 3,30). Dalla vicina malga Vallazza (1 km prima del Passo salendo da Paneveggio) parte invece il sentiero Sat n. 631 per il Lago e la Cima Juribrutto

 

 

 

La capanna Passo Valles offre la soluzione albergo, con una capienza di 12 stanze matrimoniali ed una singola con bagno privato, oppure una dependance per i gruppi più numerosi con bagno in comune. Per gli escursionisti è possibile prenotare, anche solo per una notte, una comoda cuccetta…….Le stanze, disposte su due piani, sono ben arredate ed attrezzate di TV e cassaforte elettronica. L'albergo offre anche una terrazza solarium ed un ampio parcheggio gratuito….. Tutti i locali dedicati alla ristorazione sono arredati in stile tipico della zona. Oltre alla sala principale, dotata di un ampia vetrata, è possibile, su prenotazione degustare le prelibatezze dello chef Ezio anche in una graziosissima tavernetta. In estate ci si può accomodare anche in una comoda veranda riparata dal vento….Particolarmente curata la cucina improntata su piatti tipici dell'area alpina. Dopo il pasto ci si può rilassare nei vari angolini adiacenti al bar per uno snack o, nei periodi più freddi, per una cioccolata calda………..Alla fine è impossibile resistere ad una delle grappe speciali che Angelo Cemin aromatizza con le erbe raccolte l'estate. Il rifugio è aperto da metà giugno a fine ottobre; è inoltre aperto anche nel periodo invernale da dicembre a fine aprile.

IL PASSO DURANTE LA GRANDE GUERRA:

Il periodo nel quale ha iniziato lentamente ad affermarsi un movimento significativo del turismo sulle Dolomiti e quello tra il 1860 e il 1880: Pionieri inglesi e tedeschi cominciano a scoprire le vallate trentine, il tutto aiutato dal lavoro delle guide alpine che avevano come obiettivo le attraversate da valle a valle e promuovevano questi itinerari…..Tutto però si blocca nel 1915, con l’entrata in guerra: la situazione si presenta subito difficile perché il passo è confine tra Impero Austro Ungarico e Italia (Trentino e veneto). Tuttora un masso, presente dal 1791 vicino al rifugio, segna l’ex confine di Stato tra Austria e Repubblica veneta….All’inizio della guerra una delle brigate italiane arriva su questo confine e si accorge che gli austriaci sono già sistemati sul punto strategico di Cima Bocche, provano ad espugnare la fortezza e, con parecchie vittime, ci riescono anche se per poco tempo; infatti dopo un paio di giorni la mano austriaca ci toglie definitivamente la posizione…..La guerra, come ben sappiamo, ha lasciato parecchi caduti ma anche importanti vie da percorrere su tutto il territorio: trincee, mulattiere e sentieri composti da ciottoli e lastre lasciate dai soldati che creano un paesaggio pieno di storia e ricordi indelebili; e proprio grazie allo sviluppo viario che il Passo Valles negli anni trenta inizia un nuovo cammino con la famiglia Cemin.

 

 

 

 

Un ringraziamento particolare

alla Famiglia Cemin

per avermi donato ore fantastiche...

kiss da Mina

 
 
 
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