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Creato da estremalatitudine il 19/06/2008

estremalatitudine

racconti di vita, di sesso

 

 

Corto 32

Post n°359 pubblicato il 24 Aprile 2014 da estremalatitudine

La prima volta era successo a scuola, tra coetanee. Poi all'università, qualche volta, quasi un diversivo, una carezza, una pausa dalla normalità fatta di amori, ragazzi, fidanzati, uomini, mariti.

Adesso ogni tanto il ricordo la turbava.

Adesso ogni tanto, qualche sera, qualche volta in qualche occasione, si sentiva pronta di nuovo.

Adesso che sapeva. Quanto dolci. Quanto sapienti. Quanto delicati. Quanto attenti.

Ciò che preferiva era la serata con la nuova amica, quella appena conosciuta, la mamma dell'amico o dell'amica del figlio, quella con la quale scattava una amicizia immediata, spontanea.

In quei casi conduceva abilmente il discorso sul sesso, scoprendo al solito insoddisfazioni comuni. Poi eccitava con allusioni e domande e racconti. Si avvicinava. La preda. Lei che solo alla fine sospirava con un fiato di voce: non sono mai stata con una donna....

neanche io, mentiva lei. lei che la toccava. lei che sapeva che se riusciva a sfiorare anche solo le cosce, se solo riusciva a toccarle il monte, era fatta, sua, sicuro, senza dubbio, in quei pomeriggi o serate, con i mariti lontani, il profumo della pelle di una donna, piena, soda, i tremori di una donna, i suoi sospiri, i suoi lamenti, fino a quando la sua mano non era sulla sua passera, umida, pronta, e lei, lei che ripeteva: non sono mai stata con una donna.... neanche io....

bellissimo baciarla e sentire che si apriva come un fiore selvaggio, profumo forte, umori dolci, pastosi, il contrario dell'uomo, salato, la donna dolce, brividi continui, fino a quando non entrava in lei con le dita intanto che la lingua la assaggiava completamente.

Dopo, a casa, nonostante fosse venuta, nonostante fosse sazia, ciò nonostante, ecco in bagno spogliandosi si cercava ancora e ripensava all'amica, mai stata prima con altre, al suo sapore, alla sua timidezza, alla sua verginità

toccarsi ancora inevitabile

 
 
 

corto 31

Post n°358 pubblicato il 24 Aprile 2014 da estremalatitudine

La baciò, si baciarono, si abbracciarono, si toccarono.

quando la mano di lui la raggiunse, la trovò in un lago. Difficilmente ricordava una eccitazione di quel genere. Un lago. Davvero un lago. Lei se ne scusò, improvvisamente timida come una ragazzina.

Ripresero a baciarsi, senza farci caso.

Poi, dopo, quando lei venne, lui, ancora dentro di lei, sentì un calore straordinario, come quando immergi d'inverno le mani infreddolite nell'acqua calda.

 
 
 

corto 30

Post n°357 pubblicato il 17 Aprile 2014 da estremalatitudine

tra voi una simpatia, un flusso, una vicinanza, niente di pensato (troppo), niente di davvero voluto. Lui sposato con lei. Lei sposata con lui. Solo una lei e un lui diversi. due coppie. niente di voluto. battute. e voi ridete e gli altri meno. neanche vostro marito. neanche sua moglie. una simpatia istintiva, nulla di veramente voluto o pensato o fantasticato.

Poi vi lasciano soli. Mezz'ora? un'ora?

e voi appena loro sono usciti vi baciate. subito. di corsa. come a perdere l'autobus. subito. voracemente. senza parlare. solo uno sguardo e via. senza pensare. senza pensare a quei due. a vostro marito. a sua moglie. via. di corsa.

fargli un pompino, poi, in cucina, lontano dalla porta di ingresso e scoprire quanto è gustoso il suo cazzo e ricordare quanto è bella la passione e tornare ragazzi, prima che i genitori ci scoprano, vieni, ti prego, e sentirlo che trema, nella vostra bocca e sentire quasi la porta che s'apre e lui che viene, forse solo per quello, e voi che in qualche maniera cercate di non combinare disastri e lui che continua a venire, una fontana, stupendo e le loro voci di là in salotto che chiamano e lui che si scosta, finalmente, si riassetta ed esce e voi, voi appoggiata alla parete, che sorridete, quasi ridete, felice, rimettendovi a posto e poi aprendo a vostra volta la porta della cucina e andando loro incontro sorridendo, mentre col l'indice vi pulite l'angolo della bocca che vi pare ancora, come dire, macchiato?

 
 
 

corto 29

Post n°356 pubblicato il 17 Aprile 2014 da estremalatitudine

Erano le regole e alla fin fine le stavano bene. Era stata una amica a parlagliene una volta che erano arrivate, un po' bevute, su quell'argomento.

Una casa fatta apposta. Incredibile. Una roba di classe, mica uno squallido locale per scambisti o cose così.

Si vestì di tutto punto e curò soprattutto il trucco. Doveva essere accurato, preciso, sugli occhi e sulle labbra, sulle guance e anche sul seno.

Era pronta. L'amica suonò e lei scese.

"ma tu l'avresti mai detto?" risate "che matte che siamo!" "E pensare che ci sono uomini che pagano per questo." "Sì, ma mica questi qua. questi sono perfetti. e poi hanno dei cazzi....."

"ma stasera che fai?" "guarda se c'è quello della volta scorsa, per primo mi faccio quello. me lo ricordo ancora. ci ho pensato spesso sta settimana. mai provato nulla di simile."

"grosso?" "di più...."

"sì, ma poi ti ha anche scopato?" "ma sei scema.... un pompino e via.... è la regola, no?"

 
 
 

corto 28

Post n°355 pubblicato il 17 Aprile 2014 da estremalatitudine

L'amica la bendò. da nessun altro l'avrebbe accettato. neanche suo marito era riuscito a farglielo fare. ma loro erano amiche da una vita. si fidava. ciecamente. appunto.

appena bendata, lei gli sussurrò ad un orecchio: il tuo compleanno...

poi la prese per mano e si mise a farla camminare per quell'appartamento che non conosceva. la sua amica la guidava. le girava la testa. così. bendata. portata a spasso tra mille curve e angoli e attenzioni.

poi la fece sedere e aprì qualcosa. un armadio? un'anta? il frigo???? Il freddo confermò. Dal frigo frutta fresca sulle sue labbra e ad un certo punto, dopo un po', tra le sue cosce.

Cosa fai? chiese

Ti eccito. rispose.

Ancora freddo tra le labbra. Poi, improvvisamente, calore, caldo e salato. Si scostò spaventata. Il freddo ancora. Sapore di fragola. Yougurth. Spesso. Non dolce. Spesso. Cremoso. Quello greco. Le sue labbra si aprirono. Sulla lingua quella crema fredda, fresca.

Poi, quando ancora non aveva chiuso la bocca, ancora caldo, calore, salato, tipico, lui, quello, liscio, caldo, salato.

Chi? chiese lei. La sua amica silente. 

Nessuno, rispose una voce maschile. Ricordi Ulisse e il cicloper? quanti erano i suoi compari che scapparono dal Ciclope?

Mani la toccarono. Mani ruvide. Grosse. E anche una dalle dita lunghe e flessuose. le dita di lei. Della sua amica.

Ancora cibo e poi, ancora, di nuovo, cazzo.

Grosso. Di forma leggermente diversa.

Come? chiese lei. Chi' Quanti? Aiuto!

Nessuno, nessuno, amore mio. rispose lei, la sua amica. Solo noi e le nostre fantasie più segrete. Senti.

E la sua mano prese quella di lei e la condusse a carezzare un ventre maschile, muscolo e piatto. La sua mano si aprì, facendo aderire dita e palmo a quella pancia piatta e soda.

Adesso?

Quello che vuoi, amore mio. rispose l'amica

 

 
 
 

corto 27 - l'ispettore generale

Post n°354 pubblicato il 17 Aprile 2014 da estremalatitudine

Non c'era alcuna possibilità di errore: l'ispettore era lui. Lui. Quello lì, che adesso le stava davanti e a cui lei, senza fare mosse esagerate, lasciava intendere che se lui avesse voluto gradire...

Era arrivato da poche ore, ma fin da subito si era comportato in un modo che non lasciava adito a dubbi. Era lui. Lui da cui dipendeva la sua carriera e, soprattutto, la possibilità d'essere finalmente (dopo 3 anni!) trasferita più vicina a casa.

Lei gli si fece più vicina. Ancora più vicina. Lui sembrava vagamente imbarazzato, ma non si muoveva. Fino a quando i suoi seni non gli si posarono addosso. Lui non reagì. Niente. Come se nulla fosse. Lei si spinse ancora più addosso, più vicina. ancora di più.

Ormai il contatto era inequivocabile.

Lei da così vicino sussurrò: dottor rossi.... signor ispettore....

Lui strabuzzando gli occhi si scostò e disse solo e semplicemente: temo ci sia stato uno spiacevole equivoco.

Lei arrossì tutta. Si allontanò un poco e a voce alta ripeté: dottor rosso ..... singor ispettore....

Poi se ne andò, suotendo la testa e continuando a mormorare tra sé: che scherzi del cazzo, ragazzi...

 
 
 

corto 26

Post n°353 pubblicato il 12 Aprile 2014 da estremalatitudine

Prima non lo avrebbero mai detto, ma non prima, prima, neanche un minuto prima, neanche un attimo prima. Certe cose non si pensano, ci si trova, si fanno. Punto e basta.

Sì va bè, era vero: lui era l'unico che c'era. Nessun altro all'orizzonte. Ma di qui a trovarsi tutte e due inginocchiate a venerare il suo coso svettante nella luce fioca della loro camera d'albergo!

Il giorno dopo, a colazione, si confessarono la noia e l'imbarazzo dell'attesa del turno. "Avvilente, no?" "Un po'" sorridendosi a vicenda e cambiando rapidamente discorso. 

Nel lasciare il tavolo della colazione, entrambe, ripensandoci, in cuor loro si dissero certe che in fondo lui le avesse preferite all'altra, ma questa è un'altra storia.

Poi di nuovo isola. Vacanza. Villaggio. Due amiche. Famiglie lontane. E un ricordo comune da non confessare neanche a se stesse. Davvero? Risero.

 
 
 

corto 25

Post n°352 pubblicato il 06 Aprile 2014 da estremalatitudine

non amava la fretta. le sveltine non facevano per lei. aveva perso un sacco di occasioni per avere amanti stupendi perché c'era poco tempo.

Quando iniziava, iniziava, ma non voleva avere limiti di tempo.

L'amore non ha tempo, pensava, e quindi figuriamoci se permetto a uno di darmi una botta con l'orologio in mano!

In particolare amava i preliminari, i lunghi baci, le carezze e poi, poi, soprattutto, quasi più di tutto il resto, anzi certo più del resto, le piaceva il sesso orale e lì avere fretta era un delitto!

Quando toccava a lei, si metteva comoda e fino a quando lui non veniva (oppure non la supplicava di scopare) non smetteva più. Le piaceva enormemente. Stare lì. Continuare. Continuare. Lentamente. Assaggiando tutto, ma proprio tutto.

Quello era il piacere!

 
 
 

corto 24

Post n°351 pubblicato il 05 Aprile 2014 da estremalatitudine

Nella camera illuminata appena da una abat-jour lei si spogliava lentamente, con un movimento fluido, senza pause, e man mano che la sua pelle compariva, man mano che i suoi muscoli e la schiena e il sedere e le gambe affioravano dal vestito, man mano che le calze venivano abbandonate sul pavimento, lui, lui sul letto, nudo, che la aspettava, riusciva sempre meno a stare fermo e si girava su un fianco, poi si metteva seduto e poi tornava a sdraiarsi e il suo coso spingeva prepotente da sotto gli slip.

"sei pronto?" mormorò lei, girandosi verso di lui con solo il capo.

Sullo specchio di fronte i suoi seni rilucevano pesanti e sodi.

Lui deglutì e rispose.

"vado in bagno" rispose lei "aspettami"

e gli passò davanti lenta camminando a piedi nudi sulle punte.

La moquette nascose per un attimo lo smalto rosso delle sue unghie. Lui le osservò il culo regale che sparì dietro l'angolo. Guardò il soffitto, chiuse gli occhi e sospirò.

 
 
 

corto 23

Post n°350 pubblicato il 05 Aprile 2014 da estremalatitudine

Sapendo quel che lei sapeva, spesso, quando era il momento, ma a volte anche no, spesso gli dava un pizzicotto sul sedere oppure a mano aperta gli stringeva una chiappa.

Aveva un culo piccolo e sodo. favoloso.

Lei lo sapeva bene. Glielo ammirava ogni qual volta poteva. Finito il sesso, quando lui si alzava dal letto per andare in bagno, oppure in spiaggia quando andava correndo a fare il bagno. Lo sapeva, lo sapeva bene e spesso, appena poteva non resisteva e glielo palpava, lo assaggiava con la mano, esattamente come faceva quando, nell'intimità, glielo mordeva tutto, prima di passare al piatto forte.

Le sue amiche erano gelose di quel ben di dio e la prendevano in giro, ma potevano dire quel che volevano: quel bel culo di maschio era suo e giù le mani delle altre!

 
 
 
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Qui ci sono storie di sesso. Non necessariamente tutte eccitanti, ma a volte s. Non necessariamente tutte esplicite, ma a volte s.

Qui non c' vita vera, ma solo letteratura, ovvero vita attraverso la tastiera.

Se non vi va di leggere di questi argomenti, lasciate stare.

Se vi interessano, spero di riuscire ad essere all'altezza delle vostre attese.

 

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