Creato da forsesei il 20/10/2005

cazzari

cazzeggio che passione...

 

 

QUANTI MODI CI SONO ???

Post n°314 pubblicato il 16 Novembre 2012 da forsesei
 

PERCHE' IL POLLO HA ATTRAVERSATO LA STRADA?

Molti modi di vedere la stessa cosa...


UN ALTRO POLLO
Perche' ha visto una polla
MAESTRA D'ASILO:
Per andare dall'altra parte della strada.
ARISTOTELE:
E' nella natura del pollo, attraversare la strada.
KARL MARX:
Era storicamente inevitabile.
SADDAM HUSSEIN:
E' stato un atto non provocato dei ribelli ed avevamo pertanto ogni diritto di buttargli addosso 50 tonnellate di gas nervino.
CLINTON:
Non sono mai rimasto da solo con questo pollo.
RONALD REAGAN:
Non ricordo.
CAPITANO JAMES T. KIRK:
Per arrivare li', dove nessun pollo era mai arrivato.
HIPPOKRATE:
Per via di un'eccessiva lentezza del pancreas.
ANDERSEN CONSULTING:
La deregolamentazione sul lato della strada del pollo minacciava la sua posizione di mercato dominante. Il pollo si e' trovato di frontedelle sfide significative a sviluppare le competenze richieste per poter affrontare nuovi mercati competitivi. In una stretta collaborazione col cliente Andersen Consulting ha aiutato il pollo ad elaborare una strategia di distribuzione fisica ed unprocesso di riconversione. Utilizzando il modello di Integrazione dell'Uccello (MIU) Andersen ha aiutato il pollo ad impiegare le sue capacita', metodologie, conoscenze, capitale ed esperienza per indirizzare i dipendenti, i processi e le tecnologie proprie del pollo verso la riconversione della sua strategia generale nell'ambito del Programm-Management. Andersen Consulting ha utilizzato un team work composto di analisti di strade e dei migliori polli, nonche' consulenti Andersen con notevole esperienza nel settore dei trasporti, che in due giorni di riunione e brain storming hanno portato il proprio bagaglio di conoscenze, sia tacito che manifesto, ad un livello comune, e che hanno creato sinergie per
raggiungere lo scopo prefissato, ovvero di un sistema del Valore manageriale all'interno del processo dell'uccello medio. Le riunioni hanno avuto luogo in un parco, per ottenere un'atmosfera test efficace, che si basa sulla strategia prevista, focalizzata sul settore analizzato e che conduce a chiare e consistenti assunzioni di mercato. Andersen Consulting ha aiutato il pollo a riposizionarsi, per ottenere un maggiore successo.
MARTIN LUTHER KING, JR.:
Vedo un mondo in cui tutti i polli saranno liberi di attraversare strade, senza che i loro motivi vengano messi in questione.
MOSE':
E Dio venne dal cielo, e disse al pollo "Devi attraversare la strada". Ed il pollo attraverso' la strada, e ci fu grande giubilo.
FOX MULDER:
Lei ha visto con i suoi occhi il pollo attraversare la strada. Quanti Polli devono ancora attraversare la strada, prima che lei ci creda?
RICHARD M. NIXON:
Il pollo non ha attraversato la strada. Ripeto, il pollo NON ha attraversato la strada.
MACHIAVELLI:
L'importante e' che il pollo ha attraversato la strada. A chi interessa Il motivo? L'attraversamento della strada giustifica ogni possibile motivo.
FREUD:
Il fatto che lei si ponga la domanda, perche' il pollo ha attraversato La strada, esprime la sua sub-cosciente insicurezza sessuale.
BILL GATES:
Ho appena lanciato il nuovo Pollo Office 2000, che non solo attraversa la strada, ma fa anche le uova, amministra documenti importanti e gestisce il vostro conto in banca.
DARWIN:
I polli furono selezionati dalla natura attraverso un lungo periodo di tempo in modo da essere geneticamente in grado di attraversare strade.
EINSTEIN:
Se e' stato il pollo ad attraversare la strada o se la e' strada che si e' spostata sotto al pollo, dipende dal vostro ambito di riferimento.
BUDDHA:
Con tale domanda rinneghi la tua natura di pollo.
RALPH WALDO EMERSON:
Il pollo non ha attraversato la strada ... l'ha trascesa.
BELGIO
Dopo aver attraversato la strada e' morto di fatica e non per il mangime alla diossina
COCA COLA
Ha eruttato anidride carbonica di ottima qualita'
ADLER
E' la nevrosi del pollo che l'ha spinto ad attraversare la strada per avere il sopravvento sugli
altri polli
NIETZCHE
Ovviamente e' un superpollo
HITLER
Il pollo ariano non solo attraversa la strada ma governera' il mondo
LIEH TZU
Se il pollo non pensasse ad attraversare la strada, si troverebbe dall'altra parte senza sapere come
PLANK
C'e' una certa probabilita' che in un dato istante, il pollo sia un lato, sulla strada ed anche dall'altra parte
HISENBERG
Se so dove si trova il pollo non so con che velocita' attraversa la strada
PARADOSSO DEI GEMELLI
Attraversata la strada alla velocita' della luce, il pollo trova la tomba del fratello
ALICE
Il pollo seguiva un bianconiglio
WILLIE COYOTE
Mi e' sfuggito un'altra volta
CHUANG TZU
Il pollo ha sognato di attraversare la strada o la strada ha sognato che un pollo la attraversasse
I CHING
Se il pollo ha attraversato la strada, prima o poi la riattraversera' per ritornare
REIKI
Il suo respiro era in armonia con l'universo
SUN TZU
Bisogna informarsi sulla natura della strada per ordinare ad un pollo di attraversare
KAMIKAZE
Cooooccooodeeeeeeeeeeeeee!
CATTOLICI
Attraversando la strada ha commesso un peccato capitale di superbia
RITI SATANICI
Moonwalking
LIBRO TIBETANO DEI MORTI
Sebbene ha attraversato la strada e' ancora in tempo per evitare la rinascita
EBRAISMO
Noi aspettiamo ancora che la attraversi
PANTEISMO
La strada ha gioito con il pollo
SIOUX
Il pollo lo aveva gia' fatto nella realta' parallela
POLITEISMO
Il dio della Strada era d'accordo il dio dei polli
BUDDAH
Il fatto che adesso stai mangiando il gelato e' una concausa che un giorno un pollo ti attraversera' la strada
NICHIREN
Se ripeti sempre "Nam yo ho renghe kyo" riuscirai ad attraversarla pure te
MITOLOGIA GRECA
Pollo, figlio di Pelle...
DESCARTES
Traverso ergo sum
SHUMACHER
Mi dispiace di averlo messo sotto ma ho avuto un problema al cambio
BADOER
L'ho visto da lontano, mi si e' fermata la macchina prima
ALESI
Gli ho dato dei consigli per l'assetto migliore sul bagnato ma alla fine ha
adottato una strategia che non mi e' piaciuta. E' uscito dai box con le zampe vecchie
JORDAN
Se avesse avuto le mie scarpe l'avrebbe saltata.
NIKE
Just do it.
NIKE
La mattina il pollo si sveglia e sa che deve attraversare la strada. La mattina l'automobilista si sveglia e sa che deve investire il pollo. La mattina ti svegli e non sai chi sei. Curati.
PONTE SULLO STRETTO
Non era meglio farlo passare sotto la strada?
D'ALEMA
Non permetteremo che si ripeta
PANNELLA
Attraversero' la strada con lui
AMATO
Dovremmo aumentare le tasse per i polli che lo fanno spesso
MIB
A causa dell'attraversamento del pollo la borsa italiana ha perso il 14%. Sono stati bruciati 40.000 miliardi.
BINDI
Istituiremo una commissione scientifica per dare una risposta di certezza a tutti i polli
DI BELLA
Ero sicuro che ce l'avrebbe fatta
BERLUSCONI
Ho ritenuto di dover mettere il pollo in campo e seguirlo sulle mie reti in mondovisione
COSTANZO
Prima che la attraversi, consigli per gli acquisti
PUBBLICITA'
Guarda mamma, un pollo!
PUBBLICITa'
Miiii, pollo! All'arrembaggio!
PUBBLICITA'
Camilla, se ti compro il cellulare nuovo e il pollo si toglie di mezzo, me la dai?
MATEMATICO
Ragioniamo per assurdo, se non fosse mai accaduto...
UMANISTA
Oh, pollo, tu che con sguardo fiero... Nel mezzo del cammin...
INFORMATICO
E' possibile rendere il processo automatico
PROGRAMMATORE LINGUAGGIO IMPERATIVO
for pollo=1 to strada
PROGRAMMATORE OBJECT ORIENTED
pollo.move(strada)
HACKER
Mascherandosici da pulce si puo' saltare sul pollo e passare dall'altra parte della strada senza essere scoperti
DBA
La transazione e' andata a buon fine, fatemi controllare i log
MVS GURU
Se non mi dici qual e' il dataset, come faccio io a dirti quando l'ha attraversata
SYSTEM ADMINISTRATOR
Li avete fatti i back-ups? Se il pollo viene investito perdete tutto, io vi ho avvisati, anzi vi mando un'e-mail
SISTEMISTA UNIX
Che bisogno c'era di attraversare la strada, bastava collegarsi in telnet sul server dall'altra parte
PROJECT MANAGER
Se sta tranquillo e non comporta una ulteriore spesa per l'azienda puo' attraversare tutte le strade che vuole Basta che non alzi la cresta
ACCOUNT MANAGER
Le prestazioni saranno migliori se acquistate la nuova release di mangime Se ne comprate due tonellate avete diritto ad uno sconto ma dovrete firmare un contratto di assistenza per cinque anni con tecnici on-site
LEGGE DI MURPHY
Nonostante lo sforzo profuso in fase di sviluppo, anche se il pollo, per una volta, in fase di test, ha attraversato la strada con successo, in fase di collaudo, non lo fara' piu'
BILL GATES
Un pollo che si blocca in fase di partenza sara' venduto lo stesso. I media faranno il resto
BILL GATES
Si e' vero che abbiamo copiato un altro pollo, ma il nostro e' stato integrato con il sistema operativo
BILL GATES
Perche' meravigliarsi se mentre il pollo attraversa manda i vostri dati personali a me?
BILL GATES
Prima del Duemila avro' il monopolio dei polli attraversatori
BILL GATES
Se non riusciremo ad averlo faremo causa a lui e a tutta la sua famiglia
VIDEO GAMER
Ho fatto 1000 punti, ma non doveva essere una rana?
PADRE DEL POLLO
Se lo rifai di butto fuori dal pollaio
MADRE DEL POLLO
Ce l'avevi il casco, almeno?
FRATELLI DEL POLLO
Ci volevi far menare tutti?
NASA
Missione A-Pollo
ARMSTRONG
E' un piccolo passo per il pollo, un grande passo per il pollame
PIERO ANGELA
Adesso vedremo un interessantissimo documentario sui polli migratori
TENENTE COLOMBO
..e, mi perdoni, un'altra domanda, pur ammettendo che un pollo abbia attraversato la strada fra le 15 e 15 e 20, come dice la scientifica, le sembrano, queste, le impronte del suo pollo?
RAFFAELLA CARRA
Il pollo che ha attraversato la strada e' quiiiiiiiiiiii
FEDERAZIONE MEDICO SPORTIVA
Era dopato
CHI L'HA VISTO
.aveva la cresta alta e le piume marroni...

 

 
 
 

Discorso ai neolaureati del grande scrittore americano David Foster Wallaceche

Post n°313 pubblicato il 05 Ottobre 2012 da forsesei
 

...parla a una platea di ragazzi che da domani si gettano nella vita.E li avverte, e li consiglia,in questo modo qua:

Saluti, ringraziamenti e congratulazioni ai laureandi dell'anno accademico 2005. Ci sono due giovani pesci che nuotano e a un certo punto incontrano un pesce anziano che va nella direzione opposta, fa un cenno di saluto e dice: «Salve, ragazzi. Com'è l'acqua?». I due pesci giovani nuotano un altro po', poi uno guarda l'altro e fa: «Che cavolo è l'acqua?».
Negli Stati Uniti un discorso per il conferimento delle lauree non può prescindere dall'impiego di storielle d'impianto parabolico a scopo didascalico. Tra le convenzioni imposte dal genere, questa storiella è una delle migliori e con meno fronzoli... ma non temete: non sono qui nella veste del pesce anziano e saggio che spiega cos'è l'acqua ai pesci più giovani. Non io sono l'anziano pesce saggio. Il succo della storiella dei pesci è semplicemente che le realtà più ovvie, onnipresenti e importanti sono spesso le più difficili da capire e da discutere. Detta così sembrerà una banalità bella e buona, ma il fatto è che nelle trincee quotidiane dell'esistenza da adulti le banalità belle e buone possono diventare questione di vita o di morte, ed è su questo che vorrei soffermarmi in questa splendida mattinata tersa.
Certo, un discorso come questo presuppone che vi parli in primo luogo del significato della vostra cultura umanistica, che cerchi di spiegarvi perché la laurea che state per prendere ha un effettivo valore umano e non solo un tornaconto materiale. Vediamo perciò di affrontare il cliché in assoluto più diffuso in questo genere di discorsi, e cioè che scopo di una cultura umanistica non è tanto rimpinzarvi di erudizione quanto «insegnarvi a pensare». Se siete come ero io ai tempi dell'università, sentirvi dire una cosa del genere non vi sarà mai piaciuto, e anzi troverete un po' offensivo che qualcuno pretenda di insegnarvi a come si pensa, visto che il solo fatto di essere entrati in un'università così prestigiosa dimostra che ne siete capaci. Ma partirò dal presupposto che il cliché degli studi umanistici non ha niente di offensivo, perché la vera, fondamentale educazione a pensare che dovremmo ricevere in un luogo come questo non riguarda tanto la capacità di pensare, quanto semmai la facoltà di scegliere a cosa pensare. Se la vostra totale libertà di scegliere a cosa pensare sembra fin troppo ovvia per sprecare il fiato a parlarne, vi chiederei di pensare ai pesci e all'acqua mettendo da parte, solo per qualche istante, ogni scetticismo sul valore delle perfette ovvietà.
Eccovi un'altra storiella didascalica. Ci sono due tizi seduti a un bar nel cuore selvaggio dell'Alaska. Uno è credente, l'altro è ateo, e stanno discutendo l'esistenza di Dio con quella foga tutta speciale che viene fuori dopo la quarta birra. L'ateo dice: «Guarda che ho le mie buone ragioni per non credere in Dio. Ne so qualcosa anch'io di Dio e della preghiera. Appena un mese fa mi sono lasciato sorprendere da quella spaventosa tormenta di neve lontano dall'accampamento, non vedevo niente, non sapevo più dov'ero, c'erano quarantacinque gradi sottozero e così ho fatto un tentativo: mi sono inginocchiato nella neve e ho urlato: "Dio, sempre ammesso che Tu esista, mi sono perso nella tormenta e morirò se non mi aiuti!"». A quel punto il credente guarda l'ateo confuso: «Allora non hai più scuse per non credere - dice -, sei qui vivo e vegeto». L'ateo sbuffa come se il credente fosse uno scemo integrale: «Non è successo un bel niente, a parte il fatto che due eschimesi di passaggio mi hanno indicato la strada per l'accampamento».
È facile analizzare questa storiella secondo i criteri classici delle scienze umanistiche: la stessa identica esperienza può significare due cose completamente diverse per due persone diverse che abbiano due diverse impostazioni ideologiche e due diversi modi di attribuire un significato all'esperienza. Siccome diamo grande valore alla tolleranza e alla diversità ideologica, la nostra analisi di stampo umanistico non ci consente nel modo più assoluto di dire che l'interpretazione dell'uno è vera e quella dell'altro è falsa o disdicevole. Il che va benissimo, solo che così facendo trascuriamo puntualmente l'origine di tali impostazioni e credenze individuali, la loro origine, cioè, all'interno di quei due tizi. Quasi che l'orientamento di fondo di una persona rispetto al mondo e al significato della sua esperienza fosse cablato in automatico, come l'altezza o il numero di scarpa, o assorbito dalla cultura come la lingua. Quasi che il nostro modo di attribuire un significato non fosse questione di scelta personale e deliberata, di decisione consapevole.
C'è poi la questione dell'arroganza. Il non credente liquida con estrema petulanza e sicumera l'eventualità che gli eschimesi avessero qualcosa a che fare con la preghiera di aiuto. D'altro canto i credenti che mostrano un'arrogante sicurezza nelle loro interpretazioni non si contano nemmeno. E forse sono anche peggio degli atei, almeno per la maggior parte di noi qui riuniti, ma il fatto è che il problema dei dogmatici religiosi è identico a quello dell'ateo della storiella: arroganza, convinzione cieca, una ristrettezza di idee che si traduce in una prigionia completa al punto che il prigioniero non sa nemmeno di essere sotto chiave. Il punto secondo me è che il mantra delle scienze umanistiche - «insegnami a pensare» - in parte dovrebbe significare proprio questo: essere appena un po' meno arrogante, avere un minimo di «consapevolezza critica» riguardo a me stesso e alle mie certezze... perché un'enorme percentuale delle cose di cui tendo a essere automaticamente certo risultano, a ben vedere, del tutto erronee e illusorie. Io l'ho imparato a mie spese e altrettanto, ho il sospeso, toccherà a voi.
Ecco un esempio dell'erroneità assoluta di una cosa di cui tendo a essere automaticamente certo. Tutto nella mia esperienza diretta corrobora la convinzione profonda che io sono il centro esatto dell'universo, la persona più reale, concreta e importante che esista. Affrontiamo raramente questa forma di naturale e basilare egocentrismo perché socialmente parlando è disgustosa anche se, sotto sotto, ci accomuna tutti. È la nostra modalità predefinita, inserita nei circuiti fin dalla nascita. Pensateci: non avete vissuto una sola esperienza che non vi vedesse al suo centro esatto. Per voi il mondo è una cosa che vi sta davanti o dietro, a sinistra o a destra, sullo schermo del televisore o su quello del computer. I pensieri e i sentimenti degli altri devono esservi comunque comunicati, i vostri invece sono così vicini, pressanti, reali. Insomma, ci siamo capiti. Ma state tranquilli, non mi preparo a tenervi una predica sulla compassione, l'eterodirezione o tutte le altre cosiddette «virtù». Non è questione di virtù quanto della scelta di impegnarmi a modificare o a tenere a freno la mia naturale modalità predefinita, che è per forza di cose profondamente e letteralmente egocentrica, e vede e interpreta tutto attraverso la lente dell'io. Le persone capaci di adattare a tal punto la loro modalità predefinita sono spesso considerate l'esatto opposto dei «disadattati», termine che, vi posso assicurare, non ha niente di casuale.
Dato il contesto accademico è naturale domandarsi fino a che punto questo adattamento della modalità predefinita coinvolga il sapere o l'intelletto. La risposta, com'è prevedibile, è che dipende da che cosa intendiamo con sapere. La conseguenza forse più pericolosa di una cultura accademica, almeno nel mio caso, è che legittima la mia tendenza a essere cerebrale, a perdermi nelle astrazioni anziché prestare semplicemente attenzione a quello che mi succede davanti agli occhi. Anziché prestare attenzione a quello che mi succede dentro. Sono sicuro che ormai sapremo quanto sia difficile tenere alta la soglia di attenzione e non farsi ipnotizzare dall'ininterrotto monologo che si svolge dentro la testa. Quello che ancora non sapete è quanto sia alta la posta in gioco.
Sono passati vent'anni da quando mi sono laureto e nel frattempo ho capito poco alla volta che il cliché secondo il quale le scienze umanistiche «insegnano a pensare» in realtà sintetizza una verità molto profonda e importante. «Imparare a pensare» di fatto significa imparare a esercitare un certo controllo su come e su cosa pensare. Significa avere quel minimo di consapevolezza che permette di scegliere a cosa prestare attenzione e di scegliere come attribuire un significato all'esperienza. Perché se non sapete o non volete esercitare questo tipo di scelta nella vita da adulti, sarete fregati. Un vecchio cliché vuole che la mente sia un ottimo servo ma un pessimo padrone. Questo, come molti altri cliché in apparenza fiacchi e banali, in realtà esprime una grande, terribile verità. Non è certo un caso che gli adulti che si suicidano con armi da fuoco si sparino quasi sempre... alla testa. E la verità è che erano quasi tutti già morti da un pezzo quando hanno premuto il grilletto. E date retta a me, il valore reale e schietto della vostra cultura umanistica dovrebbe essere proprio questo: impedire di trascorrere la vostra comoda vita da adulti da morti, inconsapevoli, schiavi della vostra testa e della vostra naturale modalità predefinita che vi impone una solitudine unica, completa e imperiale giorno dopo giorno.
Potrà sembrare un'iperbole, o un'astrazione priva di senso. Perciò mettiamola sul piano pratico. Il fatto è che voi laureandi non avete ancora ben chiaro cosa significhi realmente «giorno dopo giorno». Ci sono interi aspetti della vita americana da adulti che vengono bellamente ignorati da chi tiene discorsi come questo. I genitori e i professori di una certa età qui presenti sanno benissimo a cosa mi riferisco. Mettiamo, per dire, che sia una normale giornata nella vostra vita da adulti: la mattina vi alzate, andare al vostro impegnativo lavoro impiegatizio da laureati, sgobbate per nove o dieci ore e alla fine della giornata siete stanchi, siete stressati e volete solo tornare a casa, fare una bella cenetta, magari rilassarvi un paio d'ore e poi andare a letto presto perché il giorno dopo dovete alzarvi e ripartire daccapo. Ma a quel punto vi ricordate che a casa non c'è niente da mangiare - questa settimana il vostro lavoro impegnativo vi ha impedito di fare la spesa - e così dopo il lavoro vi tocca prendere la macchia e andare al supermercato. A quell'ora escono tutti dal lavoro, c'è un traffico mostruoso e il tragitto richiede molto più del necessario e, quando finalmente arrivate, scoprite che il supermercato è strapieno di gente perché a quell'ora tutti gli altri che come voi lavorano cercano di ficcarsi nei negozi di alimentari, e il supermercato è orribile, illuminato al neon e pervaso da quelle musichette e canzoncine capaci solo di abbrutire, e voi dareste qualsiasi cosa per non essere lì, ma non potete limitarvi a entrare e uscire; vi tocca girare tutti i reparti enormi, iperilluminati e caotici per trovare quello che vi serve, manovrare il carrello scassato in mezzo a tutte le altre persone stanche e trafelate col carrello, e ovviamente ci sono i vecchi di una lentezza glaciale, gli strafatti e i bambini iperattivi che bloccano la corsia e a voi tocca stringere i denti e sforzarvi di chiedere permesso in tono gentile ma poi, quando finalmente avete tutto l'occorrente per la cena, scoprite che non ci sono abbastanza casse aperte anche se è l'ora di punta, e dovete fare una fila chilometrica, il che è assurdo e vi manda in bestia, ma non potete prendervela con la cassiera isterica, oberata com'è quotidianamente da un lavoro così noioso e insensato che tutti noi qui riuniti in questa prestigiosa università nemmeno ce lo immaginiamo... fatto sta che finalmente arriva il vostro turno alla cassa, pagate il vostro cibo, aspettate che una macchinetta autentichi il vostro assegno o la vostra carta di credito e vi sentite augurare «buona giornata» con una voce che è esattamente la voce della morte dopodiché mettete quelle raccapriccianti buste di plastica sottilissima nell'esasperante carrello dalla ruota che tira a sinistra, attraversate tutto il parcheggio intasato, pieno di buche e di rifiuti, e cercate di caricare la spesa in macchina in modo che non esca dalle buste rotolando per tutto il bagagliaio lungo il tragitto, in mezzo al traffico lento, congestionato, strapieno di Suv dell'ora di punta, eccetera, eccetera. Ci siamo passati tutti, certo: ma non rientra ancora nella routine di voi laureati, giorno dopo settimana dopo mese dopo anno. Però finirà col rientrarci, insieme a tane altre squallide, fastidiose routine apparentemente inutili.
Ma non è questo il punto. Il punto è che la scelta entra in gioco proprio nelle boiate frustranti e di poco conto come questa. Perché il traffico congestionato, i reparti affollati e le lunghe file alla cassa mi danno il tempo per pensare, e se non decido consapevolmente come pensare e a cosa prestare attenzione, sarò incazzato e giù di corda ogni volta che mi tocca fare la spesa, perché la mia modalità predefinita naturale dà per scontato che situazioni come questa contemplino davvero esclusivamente me. La mia fame, la mia stanchezza, il mio desiderio di tornare a casa, e avrò la netta impressione che tutti gli altri mi intralcino. E chi sono tutti questi che mi intralciano? Guardali là, fanno quasi tutti schifo mentre se ne stanno in fila alla cassa come tanti stupidi pecoroni con l'occhio smorto e niente di umano; e che odiosi poi quei cafoni che parlano forte al cellulare in mezzo alla fila. Certo che è proprio un'ingiustizia: ho sgobbato tutto il santo giorno, muoio di fame, sono stanco e non posso nemmeno andare a casa a mangiare un boccone e a distendermi un po' per colpa di tutte queste stupide, stramaledette "persone". Oppure, se gli studi umanistici fanno propendere la mia modalità predefinita verso una maggiore coscienza sociale, posso trascorrere il tempo imbottigliato nel traffico di fine giornata a inorridire per tutti gli enormi, stupidi Suv, Hummer e pickup con motore da 12 valvole che bloccano la corsi bruciando tutti e centottanta i litri di benzina che hanno in quei loro serbatoi spreconi e egoisti, possono riflettere sul fatto che gli adesivi patriottici o religiosi sembrano sempre appiccicati sui veicoli più grossi e schifosamente egoisti, guidati dagli autisti più osceni, spericolati e aggressivi, che di norma parlano al cellulare mentre ti tagliano la strada per guadagnare sei stupidi metri nel traffico congestionato, e posso pensare che i figli dei nostri figli ci disprezzeranno per aver sperperato tutto il carburante del futuro, mandando in malora il clima, a quanto siamo viziati, stupidi, egoisti e ripugnanti, e a come fa tutto veramente schifo e chi più ne ha più ne metta...
Guardate che se scegliete di pensarla così non c'è niente di male, lo facciamo in tanti, solo che pensarla così diventa talmente facile e automatico che non richiede una scelta. Pensarla così è la mia modalità predefinita naturale. È il modo automatico e inconsapevole di affrontare le prati noiose, frustranti e caotiche della mia vita da adulto quando agisco in base alla convinzione automatica e inconsapevole che sono io il centro del mondo, e che sono le mie sensazioni e i miei bisogni immediati a stabilire l'ordine di importanza delle cose. Il fatto è che in frangenti come questo si può pensare in tanti modi diversi. Nel traffico, con tutti i veicoli che mi si piazzano davanti e mi intralciano, non è da eludere che a bordo dei Suv ci sia qualcuno che in passato ha avuto uno spaventoso incidente e ora ha un tale terrore di guidare che il suo analista gli ha ordinato di farsi un Suv mastodontico per sentirsi più sicuro alla guida; o al volante dell'Hummer che mi ha appena tagliato la strada ci sia un padre che cerca di portare di corsa in ospedale il figlioletto ferito o malato che gli siede accanto, e la sua fretta è maggiore e più legittima della mia: anzi, sono io a intralciarlo. Oppure posso scegliere di prendere mio malgrado in considerazione l'eventualità che tutti gli altri in fila alla cassa del supermercato siano annoiati e frustrati almeno quanto me, e che qualcuno magari abbia una vita nel complesso più difficile, tediosa e sofferta della mia. Vi prego ancora una volta di non pensare che voglia darvi dei consigli morali, o che vi stia dicendo che «dovreste» pensarla così, o che qualcuno si aspetta che lo facciate automaticamente, perché è difficile, richieda forza di volontà e impegno mentale e, se siete come me, certi giorni non ci riuscirete proprio, o semplicemente non ne avrete nessuna voglia. Ma quasi tutti gli altri giorni, se siete abbastanza consapevoli da offrirvi una scelta, poterete scegliere di guardate in modo diverso quella signora grassa con l'occhio smorto e il trucco pesante in fila alla cassa che ha appena sgridato il figlio: forse non è sempre così; forse è stata sveglia tre notti di seguito a stringere la mano al marito che sta morendo di cancro alle ossa. O forse è quella stessa impiegata assunta alla Motorizzazione col minimo salario che soltanto ieri ha aiutato vostra moglie a risolvere un problema burocratico da incubo facendole una piccola gentilezza di ordine amministrativo. Non è molto verosimile, d'accordo, ma non è nemmeno da escludere: dipende solo da cosa volete prendere in considerazione. Se siete automaticamente certi di sapere cosa sia la realtà e chi e che cosa siano davvero importanti - se volete operare in modalità predefinita - allora anche voi, come me, probabilmente trascurerete tutte le eventualità che non siano inutili o fastidiose. Ma se avrete davvero imparato a prestare attenzione, allora saprete che le alternative non mancano. Avrete davvero la facoltà di affrontare una situazione caotica, chiassosa, lenta, iperconsumistica, trovandola non solo significativa ma sacra, incendiata dalla stessa forza che ha acceso le stelle: compassione, amore, l'unità sottesa a tutte le cose. Misticherie non necessariamente vere. L'unica cosa Vera con la V maiuscola è che riuscirete a decidere come cercare di vederla. Questa, a mio avviso, è la libertà che viene dalla vera cultura, dall'aver imparato a non essere disadattati; riuscire a decidere consapevolmente che cosa importa e che cosa no. Riuscirete a decidere che cosa venerare...
Ecco un'altra cosa vera. Nelle trincee quotidiane della vita da adulti l'ateismo non esiste. Non venerare è impossibile. Tutti venerano qualcosa. L'unica scelta che abbiamo è che cosa venerare. È un motivo importantissimo per scegliere di venerare un certo dio o una cosa di tipo spirituale - che sia Gesù Cristo o Allah, che sia YHWH o la dea madre della religione Wicca, le Quattro Nobili Verità o una serie di principi etici inviolabili - è che qualunque altra cosa veneriate vi mangerà vivi. Se venerate il denaro e le cose, se è a loro che attribuite il vero significato della vita, non vi basteranno mai. Non avrete mai la sensazione che vi bastino. È questa la verità. Venerate il vostro corpo, la vostra bellezza e la vostra carica erotica e vi sentirete sempre brutti, e quando compariranno i primi segni del tempo e dell'età, morirete un milione di volte prima che vi sotterrino in via definitiva. Sotto un certo aspetto lo sappiamo già tutti benissimo: è codificato nei miti, nei proverbi, nei cliché, nei luoghi comuni, negli epigrammi, nelle parabole, è la struttura portante di tutte le grandi storie. Il segreto consiste nel dare un ruolo di primo piano alla verità nella consapevolezza quotidiana. Venerate il potere e finirete col sentirvi deboli e spaventati, e vi servirà sempre più potere sugli altri per tenere a bada la paura. Venerate l'intelletto, spacciatevi per persone in gamba, e finirete col sentirvi stupidi, impostori, sempre sul punto di essere smascherati. E così via.
Guardate che l'aspetto insidioso di queste forme di venerazione non è che sono malvagie o peccaminose, è che sono inconsapevoli.
Sono modalità predefinite. Sono il genere di venerazione in cui scivolate per gradi, giorno dopo giorno, diventato sempre più selettivi su quello che vedete e sul metro che usate per giudicare senza rendervi nemmeno bene conto di farlo. E il cosiddetto «mondo reale» degli uomini, del denaro e del potere vi accompagna con quel suo piacevole ronzio alimentato dalla paura, dal disprezzo, dalla frustrazione, dalla brama e dalla venerazione dell'io. La cultura odierna ha imbrigliato queste forze in modi che hanno prodotto ricchezza, comodità e libertà personale a iosa. La libertà di essere tutti sovrani dei nostri minuscoli regni formato cranio, soli al centro di tutto il creato. Una libertà non priva di aspetti positivi. Ciò non toglie che esistano svariati generi di libertà, e il genere più prezioso è spesso taciuto nel grande mondo esterno fatto di vittorie, con queste e ostentazione. Il genere di libertà davvero importante richiede attenzione, consapevolezza, disciplina, impegno e la capacità di tenere davvero agli atri e di sacrificarsi costantemente per loro, in una miriade di piccoli modi che non hanno niente a che vedere col sesso, ogni santo giorno. Questa è la vera libertà. Questo è imparare a pensare. L'alternativa è l'inconsapevolezza, la modalità predefinita, la corsa sfrenata al successo: essere continuamente divorati dalla sensazione di aver avuto e perso qualcosa di infinito.
So che questa roba forse non vi sembrerà divertente, leggera o altamente ispirata come invece dovrebbe essere nella sostanza un discorso per il conferimento delle lauree. Per come la vedo io è la verità sfrondata da un mucchio di cazzate retoriche. Ovvio che potete prenderla come vi pare. Ma vi pregherei di non liquidarlo come uno di quei sermoni che la dottoressa Laura impartisce agitando il dito. Qui la morale, la religione, il dogma o le grandi domande non c'entrano. La Verità con la V maiuscola riguarda la vita prima della morte. Riguarda il fatto di toccare i trenta, magari i cinquanta, senza il desiderio di spararvi un colpo in testa. Riguarda il valore vero della vera cultura, dove voti e titoli di studio non c'entrano, c'entra solo la consapevolezza pura e semplice: la consapevolezza di ciò che è così reale e essenziale, così nascosto in bella vista sotto gli occhi di tutti da costringerci a ricordare di continuo a noi stessi: «Questa è l'acqua. Questa è l'acqua; dietro questi eschimesi c'è molto più di quello che sembra». Farlo, vivere in modo consapevole, adulto, giorno dopo giorno, è di una difficoltà inimmaginabile. E questo dimostra la verità di un altro cliché: la vostra cultura è realmente il lavoro di una vita, e comincia... adesso. Augurarvi buona fortuna sarebbe troppo poco..

 
 
 

Les Feuilles Mortes

Post n°312 pubblicato il 09 Ottobre 2010 da forsesei
 

Les Feuilles Mortes, Autumn Leaves
Una delle canzoni francesi più emozionanti si riflette nelle parole di uno dei più grandi artisti d'oltralpe. Yves Montand a dispetto del nome, ha origini italiane, precisamente toscane. Nato a Pistoia Ivo Livi era l'ultimo di 3 fratelli. La sua famiglia fu costretta ad emigrare in Francia subito dopo l'avvento del Fascismo: da quel momento ha trascorso la sua vita a Marsiglia. Una volta raggiunta la maggiore età si trasferì a Parigi dove si fece conoscere con lo pseudonimo Yves Montand, che deriva dal francesismo del suo nome (Ivo, Yves) e da una frase che gli veniva ripetuta spesso dalla madre "Ivo Monta" per dire "Sali sopra! Erano i tempi in cui Ivo giocava in cortile con i suoi fratelli. Negli anni '40 ebbe una relazione intensa con Edith Piaf che lo aiutò a muovere in primi passi nel mondo del cinema e della musica. Yves Montand mostra tutta la sua vena artistica e poetica in una delle canzoni francesi più emozionanti e struggenti. Scritta dal grande poeta Jacques Prèvert per la colonna sonora del film "mentre Parigi dorme" le foglie morte (les feuilles mortes) è diventato un classico della canzone francese conosciuto in tutto il Mondo. Parole toccanti, intense, profonde per una delle più grandi interpretazioni che il genere musicale ricordi. Yves Montand rievoca i momenti fugaci, ma intensi di una storia d'amore finita. La malinconia e il ricordo sono ancora vivi, così come l'illusione che l'estate duri per sempre. Ci sono storie destinate ad esaurirsi nel tempo, svuotate dei loro elementi più preziosi, come le foglie di un albero che cadono inermi e giacciono a terra ormai spente. Le "feuilles mortes", appunto.
È una canzone che ci somiglia
Tu che mi amavi
e io ti amavo
E vivevamo, noi due, insieme
tu che mi amavi
io che ti amavo
Ma la vita separa chi si ama
piano piano
senza nessun rumore
e il mare cancella sulla sabbia
i passi degli amanti

Oh je voudrais tant que tu te souviennes
Des jours heureux où nous étions amis
En ce temps là, la vie était plus belle
Et le soleil plus brûlant qu'aujourd'hui
Les feuilles mortes se ramassent à la pelle
Tu vois je n'ai pas oublié
Les feuilles mortes se ramassent à la pelle
Les souvenirs et les regrets aussi
Et le vent du nord les emportet
Dans la nuit froide de l'oubli
Tu vois, je n'ai pas oublié
La chanson que tu me chantais

C'est une chanson, qui nous ressemble
Toi tu m'aimais, et je t'aimais
Et nous vivions tout les deux ensemble
Toi qui m'aimais, moi qui t'aimais
Mais la vie sépare ceux qui s'aiment
Tout doucement sans faire de bruit
Et la mer efface sur le sable
Le pas des amants désunis

C'est une chanson, qui nous ressemble
Toi tu m'aimais et je t'aimais
Et nous vivions, tous deux ensemble
Toi qui m'aimait, moi qui t'aimais
Mais la vie sépare ceux qui s'aime
Tout doucement sans faire de bruit
Et la mer efface sur le sable
Le pas des amants désunis.
LE FOGLIE MORTE

Oh, vorrei tanto che anche tu ricordassi
i giorni felici del nostro amore
Com'era più bella la vita
E com'era più bruciante il sole
Le foglie morte cadono a mucchi...
Vedi: non ho dimenticato
Le foglie morte cadono a mucchi
come i ricordi, e i rimpianti
e il vento del nord porta via tutto
nella più fredda notte che dimentica
Vedi: non ho dimenticato
la canzone che mi cantavi

È una canzone che ci somiglia
Tu che mi amavi
e io ti amavo
E vivevamo, noi due, insieme
tu che mi amavi
io che ti amavo
Ma la vita separa chi si ama
piano piano
senza nessun rumore
e il mare cancella sulla sabbia
i passi degli amanti

Le foglie morte cadono a mucchi
e come loro i ricordi, i rimpianti
Ma il mio fedele e silenzioso amore
sorride ancora, dice grazie alla vita
Ti amavo tanto, eri così bella
Come potrei dimenticarti

Com'era più bella la vita
e com'era più bruciante il sole
Eri la mia più dolce amica...
Ma non ho ormai che rimpianti
E la canzone che tu cantavi
la sentirò per sempre

È una canzone che ci somiglia
Tu che mi amavi
io che ti amavo
Ma la vita separa chi si ama
piano piano
senza nessun rumore
e il mare cancella sulla sabbia
i passi degli amanti divisi.
ALTRE VERSIONI DA BRIVIDO
                          Nat King Cole                                        Edith Piaf
     

 
 
 

IL VUOTO

Post n°310 pubblicato il 16 Settembre 2010 da forsesei
 
Tag: VUOTO

SOLO

...HAI MAI SCOPERTO CHE IN FONDO A TUTTE LE COSE C'E' SEMPRE UN VUOTO???

..IL VUOTO DEL SAPERE...

IL VUOTO DEL NON SAPERE...

C'E' SEMPRE IL MODO PER RIEMPIRE TUTTO..

MA POI SCOPRI CHE IL TUTTO HA UN VUOTO CHE NON PUOI RIEMPIRE..

TI SFORZI DI METTER DENTRO COSE E COSE..

INUTILI PENSIERI.. INUTILI MAGIE VOLTE ALLA SOPRAVVIVENZA DEI TUOI FINTI PIENI..

"NON C'E' MAI STATO IL TEMPO GIUSTO PER ESSERE E PER CONOSCERE"

E' QUELLO CHE PENSAVI MENTRE TI FACEVI SVUOTARE LA VITA DAI PREZIOSI ISTANTI CHE AVREBBERO DOVUTO MODELLARE POI I TUOI VUOTI..

..E ALLA FINE RIMANE IL SILENZIO ASSORDANTE DELl'ASSENZA...

QUEI SILENZI CHE SONO ORA MOTIVO E MASSA DA DOVER INSERIRE NELLE TUE INCERTEZZE..

SOSTANZA UNICA GENERATRICE DI TUTTA UNA ESSENZA INVIOLABILE E COLPEVOLE...

STRADE SPIANATE MAI PERCORSE CHE CONFLUISCONO NELLA CONSAPEVOLEZZA DI NON AVER SAPUTO ROMPERE LA CATENA ORIGINARIA DELL'ORGOGLIO...

MA IN FONDO IN FONDO A QUESTO VUOTO PRIMA O POI ARRIVERANNO LE RISPOSTE...

QUELLE CERCATE E QUELLE SCOPERTE..

..IN ATTESA ...

..IN SILENZIO...

IL VUOTO

 

 

 
 
 

Al ritorno dal mio Viaggio a CUBA... il Comandante CHE...

Post n°309 pubblicato il 17 Novembre 2009 da forsesei
 
Foto di forsesei

Chi è stato a Cuba e soprattutto chi ha parlato "in segreto" con qualche cubano può capirmi.. il Che è un Eroe ma con troppi lati oscuri... i cubani dicono di lui che è un figlio di put.. nel senso buono e cattivo della parola.. è stato un gran condottiero che però ha usato metodi brutali e disumani.. e troppe volte si è fatto prendere la mano.. Il loro vero idolo è Camilo Cienfuegos Gorriará, sarto cubano, rivoluzionario che al punto di diventare forse più popolare di castro al punto che nel 1959 il suo cessna "scomparve" nell'oceano atlantico... Se volete sapere la verità sul "Comandante" CHE Guevara.. ecco io la racconto come la penso (E'STORIA!):
Nel 1959 il CHE venne nominato da Fidel “Procuratore Militare” con il compito di reprimere gli oppositori della rivoluzione.Fu lui il GIUDICE d'appello nel contesto dell'applicazione delle cosiddette "Ley de la Sierra" comminavano la pena capitale per numerosi crimini e vennero estese all'intero territorio cubano, allo scopo di perseguire coloro che erano considerati "criminali di guerra"…processi farsa con pena di morte per fucilazione di 2000 persone, nei quali non sarebbero stati coinvolti solo criminali di guerra ma semplici oppositori politici…(Ricordiamoci che la pena di morte viola il diritto alla vita, è irrevocabile e può essere inflitta a innocenti. Costituisce una violazione dei diritti umani fondamentali, non offre alcun contributo costruttivo alla lotta contro il crimine violento ed è priva di effetto deterrente!) Nel 1960 il CHE fondò il “Campo di lavoro correzionale” inaugurando il sistema concentrazionario cubano, venendo posto a capo del primo campo di concentramento castrista, creato in quell'anno sulla penisola di Guahana. Nel periodo di attività del campo, che si potrasse ben oltre il periodo in cui Guevara ne fu a capo, si stima che trovarono la morte circa 50.000 oppositori politi. Nelle maglie dei Tribunali finiscono per sua espressa volontà molti religiosi, tra cui lo stesso Arcivescovo de L’Avana, e moltissimi “maricones” cioè omosessuali. Guevara elabora una sorta di piano di razionalizzazione delle carceri, decidendo di specializzarne alcune nella rieducazione dei gay, tra i quali si contano innumerevoli artisti cubani. Il “Che” realizza campi di lavori forzati ed elabora personalmente i regolamenti penitenziari, che fissano le punizioni corporali per i più facinorosi: taglio dell’erba con i denti, immersione nei pozzi di raccolta dei liquami di fogna, lavori agricoli eseguiti nudi.ci al regime comunista cubano e che molte altre vennero, sin dalla sua fondazione, sottoposte a svariate torture. Venne persino realizzato un campo di rieducazione per i gay tra i 12 ed i 15 anni, allontanati dalle scuole per evitare contaminazioni della nascente gioventù rivoluzionaria.
“L’odio è parte della lotta” scrisse Che Guevara, spiegando che è l’inflessibile odio del nemico che permette di andare oltre i limiti umani e “ci trasforma in efficaci, violente, selettive e fredde macchine mortali. I nostri soldati devono essere così; un popolo senza odio non può sconfiggere un nemico brutale”… io dico che dietro alla figura del Che EROE c'è di qualcosa che la Storia racconterà solo quando la Dittatura Castrista cadrà.. non prima!

 
 
 

....COME MUSICA...

Post n°308 pubblicato il 30 Ottobre 2008 da forsesei

 
 
 

Post N° 307

Post n°307 pubblicato il 19 Giugno 2008 da forsesei

LIBERTA’

...questa parola carica di buoni propositi che solo a sussurrarla

 sottovoce ti riempie di energia e vita.

Ma cosa significa essere liberi?

Un giorno dissi ad una persona a me cara:

 “Ti lascio libera affinché possa conoscere te stessa“

…e lei tornò  da me  lucente e “libera”..

il sacro fuoco dell’Amore l’aveva pervasa e nulla più contava.

Ma cosa c’entra la Libertà con l’Amore?

E’ forse meno innamorato un uomo che ogni giorno si sveglia nei

combattimenti mortali della propria esistenza…

o forse è meno libero un uomo che per Amore rinuncia alle proprie intime esistenze?

Forse son giuste e sbagliate entrambe le ipotesi.

La sensazione di insoddisfazione è forte e viva.

Quando il giusto equilibrio è rinvenuto,

solo allora un innamorato libero può dirsi felice e appagato.

Lungi dall’essere innamorato della libertà..

o liberato dall’Amore..

sii sempre semplicemente libero nell’Amore.

Il concetto sembra ingenuo  il discorso fattibile:

la realtà è tutt’altro!

La strada è ardua e inesplorata …

Nel senso.. unico senso.. dello scorrere dei giorni, si scoprono sempre nuove cose...

nuove sensibilità si accentrano nel nostro io

e nuove essenze condiscono il nostro vivere quotidiano...

Nella sola ed unica strada possibile, ci sono ostacoli materiali ed impedimenti sensoriali...

i primi seppur con sforzo e acrobatiche manovre ammettono una possibile soluzione...

dei secondi non ci si accorge nemmeno dell'esistenza..

"Vivere con profondità..." il  capitan professa... 

“Sopravvivere...” la realtà insegna...

Vivere e non sopravvivere percorrendo la realtà nel senso libero dagli impedimenti sensoriali...

sentire la strada per esserne padroni ma non troppo onde non rischiare di schizzarne via...

aver gli occhi puntati alla meta per non addormentarsi nella sopravvivenza...

saggiare l'asfalto per tenersi basso nella rincorsa prima di volare...

Ma la cosa più importante?

...soprattutto rendersi conto di dove si sta andando

e avere ben presente l'analisi dei costi e dei benefici che ogni bivio comporta...

L’Amore? La Libertà?

..parole la cui nobile essenza dovrebbe trovare proemio in una unica strada …

quella che porta in ognuno di noi.. dentro dove nessuno è uguale ad un altro..

ove l’impossibile può divenire realtà..

ma anche il luogo ove,

a volte,

è possibile fermarsi nell’immobilità totale di attimi perpetui...

per pensare...per capire.....così ci siede sul ciglio della strada....

e si aspetta… finché non ci torni la voglia di riprendere il cammino...

…il sentiero è lungo e tortuoso.. ma che importa se nel cuore c’è la libertà…

Saluti a tutti e ...buon ritorno a casa...

...xxxc    (19.06.2008)

 
 
 

FIRMA LA PETIZIONE...

Post n°306 pubblicato il 29 Dicembre 2007 da forsesei

FIRMA LA PETIZIONE

CONTRO LE ECOBALLE DI COLLE ALTO!

Che tu sia molisano o no,

ti chiediamo di concederci 1 minuto...è per una buona causa!

*POSSIAMO FERMARE TUTTO QUESTO*

http://www.moliclick.it/petition/firma.asp

Il Molise è una piccola regione...ma corre un grande pericolo.

E' una terra lontana dai grandi investimenti industriali, lontana dalla
cronaca nazionale... spesso non menzionata addirittura nelle previsioni
meteo. Eppure il Molise è una terra ricca, e la sua ricchezza è il suo
territorio e la sua storia. E' di questi giorni la notizia che il
commissario per l'emergenza rifiuti della Campania, il prefetto di Napoli
Pansa, ha stabilito che ben *300.000 balle* (o "ecoballe", secondo
l'ordinanza) di rifiuti solidi urbani provenienti dai paesi di Giugliano e
Fragneto Monforte, dovranno essere stoccate in una cava abbandonata di Colle
Alto, località alle porte del comune di Morcone.




Questo sito di stoccaggio dista 150 mt dal *Reggio Tratturo Pescasseroli -
Candela;* è a 3000 mt dall'area archeologia romana *dell'Altilia di
Sepino*;
si trova sul versante opposto dell'area dove sorge il *Santuario di
S.Luciain Sassinoro
*. Dista pochissimi chilometri in linea d'aria dai comuni di Cercemaggiore,
Morcone, Sepino, Sassinoro, Cercepiccola, Santa Croce del Sannio, Colle
Sannita, San Giuliano del Sannio e Bojano, solo per citarne alcuni.

A meno di 100 mt dal sito scorre il *fiume Tammaro*, ed essendo la natura
del terreno individuato estremamente calcarea, è facile supporre che il
percolato prodotto dalle ecoballe, *potrebbe facilmente penetrare nelle
falde acquifere e raggiungere il letto del fiume*.

Il Tammaro va ad alimentare, a soli pochi chilometri a valle, l'invaso della
diga di Campolattato che, attraverso un impianto di potabilizzazione,
dovrebbe essere collegato all'acquedotto beneventano.

Infine, lo schiaffo finale arriva da fatto che il *sito dista pochi
chilometri dall'oasi WWF di Guardiaregia*, ai piedi del parco del Matese. Se
a questo aggiungiamo l'ombra di un probabile interesse economico della
camorra, ecco che otteniamo uno scenario che lascia poco spazio persino
all'immaginazione di uno scrittore di fantascienza. Non ci crederete ma il
prefetto di Napoli si è detto indifferente a tutto ciò (forse spedire i
rifiuti lontano è in qualche misura confortante come dire "lontano dagli
occhi, lontano dal cuore"). Per cui il deposito di ecoballe si farà.....*o
forse no... se sapremo dire di NO! *

Non possiamo e non dobbiamo rimanere immobili di fronte ad azioni che poco
hanno a che vedere con il bene comune. Le ecoballe, come tutti i rifiuti,
devono essere trattate in luoghi speciali e smaltite seguendo delle
procedure che sono ben diverse dal mero stoccaggio/abbandono che si profila
a Colle Alto.

Moliclick, che da sempre promuove questo territorio e le meraviglie che
custodisce, ti chiede di prendere una posizione in difesa di ciò che di
buono ancora possediamo...la nostra terra.



*POSSIAMO FERMARE TUTTO QUESTO*

http://www.moliclick.it/petition/firma.asp



L'elenco dei nomi di coloro che aderiranno alla raccolta firme verrà dato al
Comitato a Difesa della Valle del Tammaro che a sua volta, nei prossimi
giorni, lo sottoporrà all'attenzione del Ministero dell'Ambiente, a Roma.

 
 
 

SCUSATE IL RITARDO...

Post n°305 pubblicato il 04 Dicembre 2007 da forsesei

Sai che vivi nel 2007 quando :


1. Per caso batti la tua password sul microonde;
2. sono anni che non giochi al solitario con carte vere
3. hai una lista di 15 numeri di telefono per chiamare una famiglia di tre persone
4. mandi una mail al tuo collega che ha l'ufficio vicino al tuo
5. hai perso contatto con i tuoi amici o familiari perchè non hanno indirizzo e-mail
6. arrivi a casa tua dopo una lunga giornata di lavoro e rispondi al telefono come se tu fossi ancora all'ufficio
7. fai lo zero sul tuo telefono di casa per prendere la linea
8. sei al tuo posto di lavoro da 4 anni ma hai lavorato per 3 imprese diverse
10. tutte le pubblicità tv hanno un indirizzo web giù sullo schermo
11. vai in panico se esci da casa tua senza il tuo cellulare e torni indietro per riprenderlo
12. ti alzi la mattina e la prima cosa che fai è accendere il computer prima di bere un caffè
13. inchini la testa per sorridere
14. stai leggendo questo testo, lo approvi e sorridi
15. peggio ancora, sai già a chi rimandare questa e-mail
16. sei troppo occupato per accorgerti che non c'è il numero 9 in questa lista
17. subito guardi il messaggio per vedere se c'è o no il numero 9 nella lista

CONSIGLIO :
Quando il tuo lavoro ti rompe, e sei sull'orlo della depressione, e niente va come vorresti al lavoro, allora fai questo: uscendo dal lavoro, fermati in una farmacia e compra un termometro rettale "Johnson and Johnson" (solo questa marca).
Aprilo e leggi le istruzioni. troverai questa frase da qualche parte :
ogni termometro rettale "Johnson and Johnson" è stato personalmente provato nella nostra fabbrica.
Ora chiudi gli occhi e ripeti ad alta voce per 5 volte:
"sono felice di non lavorare nel reparto controllo di qualità da Johnson and Johnson"
ORA RIDI
Dai su, rimanda questo messaggio ai tuoi amici, e
ricordati sempre che ci sono lavori peggiori del tuo...


 
 
 

Post N° 304

Post n°304 pubblicato il 28 Maggio 2007 da forsesei

immagine immagine

Un uomo entra nel suo ristorante preferito e si siede al solito tavolo.

> > Si guarda intorno e nota seduta in un tavolo vicino una donna bellissima, completamente sola.


> > Il tipo chiama il cameriere e gli chiede di mandare alla donna una bottiglia del Merlot

piu' costoso del ristorante, pensando che se la donna avesse accettato la bottiglia sarebbe caduta ai suoi piedi.

> Il cameriere porta la bottiglia al tavolo della signora e le dice indicandol'uomo:

"Questa e' da parte del signore seduto a quel tavolo"


> > La donna guarda la bottiglia con freddezza in un secondo e decide di mandare un biglietto all'uomo.

La da al cameriere e questo la porta al destinatario.


Sul biglietto c'era scritto: "Affinchè io accetti questa bottiglia, lei dovrebbe avere un Mercedes

nel suo garage, un milione di dollari  in banca e 20 cm nei pantaloni"

> Dopo aver letto il biglietto, l'uomo ci pensa un secondo e decide di rispondere.


> Da un nuovo biglietto al cameriere e gli chiede di portarlo alla donna.


> > Sul biglietto c'era scritto: "Per eseguire i suoi desideri, potrei vendere la mia Ferrari Modena 360 e

anche il mio BMW 850 SL, per rimanere solo con il Mercedes 600 SEL nel garage.

Potrei anche donare 12 dei miei 13 milioni di dollari che ho in banca...

> > Ma... Neanche per una donna bella come lei me lo taglierei di 5 cm" 



> > PS. RIMANDAMI LA BOTTIGLIA

>
>
>
> Il sazio non crede al digiuno!

 
 
 

PASQUA E PASQUETTA..

Post n°303 pubblicato il 23 Aprile 2007 da forsesei

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...L'ISOLA VERDE!!!

RECUPERO.. immagine SOLE...immagine

MA ANCHE... TANTO TANTO CAZZEGGIO 

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...da Vasco...

Post n°302 pubblicato il 20 Aprile 2007 da forsesei

 Basta Poco >  (VIDEO!!!) 

 

Basta poco
a fare impressione
basta poco
basta andare in televisione
che la gente
subito ti riconosce per la strada
si fa presto
a montarsi la testa

e d'altronde è questa qui
la realtà di questa vita
ci si guarda solo fuori
ci si accontenta delle impressioni

ci si fotte allegramente
come se fosse niente
darei fuoco a casa tua
se passasse il mal di dente

e intanto il mondo rotola
e il mare sempre luccica

basta poco
a fare bella figura
basta poco
basta esser buoni la domenica mattina
basta poco
per esser furbi
basta poco oh!
basta pensare che son tutti deficienti

e d'altronde è questa qua
la realtà di questa vita
di questa bella civiltà
così nobile e così antica

e intanto il mondo rotola
e il mare sempre luccica
domani è già domenica
e forse forse nevica

basta poco
per essere intolleranti
basta poco
basta esser solo un po' ignoranti
basta poco
per non capire e scappare via
basta poco
perché ti dia fastidio uno pur che sia

e intanto il mondo rotola
e il mare sempre luccica
domani è già domenica
e forse forse NEVICAAAAAAA


 

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CAZZARI... MAXI!!!

Post n°301 pubblicato il 06 Aprile 2007 da forsesei

VOTA IL CAZZARO PIU' STRANO:

JACK...

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ELIAS...

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JENNARIELL...

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VANNY...

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..E INFINE IO... (ALLA VISIONE DI QUESTE FOTO!!!)

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ki parte con me???

Post n°300 pubblicato il 27 Marzo 2007 da forsesei

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AVVISO: BIGLIETTO SOLO ANDATA.. X ORA .. POI SI VEDRA'!!!

 
 
 

COMPIANNO GEMELLE

Post n°299 pubblicato il 19 Marzo 2007 da forsesei

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LE GEMELLE ALLE SCUOLE PIE...

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..MENAGE A TRUA ???

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LA NOTAIA...

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...IO?.. C'ERO!

 CHE TIPI BUFFI...

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 CHE TIPI STRANI..

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 CHE TIPI !

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LE DUE MARIE...

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E LE TRE MARIE...

 
 
 

Post N° 298

Post n°298 pubblicato il 13 Marzo 2007 da forsesei

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..e pensare che dovrebbe essere un tipo fedele... lui!!!

 
 
 

Una Banda di Cazzari...

Post n°297 pubblicato il 12 Marzo 2007 da forsesei

...una sera.. da Giona...

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..maka's family..

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..il primo abbraccio in pubblico..

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..quanto son belli..

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..i promossi sposi..

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..VIP..

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..insomma..

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cmq.. è lui... la star della serata!!!

 
 
 

X CHI SI TROVA A NAPOLI...

Post n°296 pubblicato il 02 Febbraio 2007 da forsesei

Cari tutti,
 
Mercoledì 14 febbraio 2007
Manina ci invita a festeggiare insieme a lei in modo intelligente la festa dell'amore, invitandoci all' Istituto di Cultura Francese Grenoble di Napoli, alle ore 19.
Si terrà un concerto jazz, ci sarà qualche stuzzichino e soprattutto tanta voglia di continuare ad aiutare la migliore amica dei bambini, motivo principale per non mancare: tanti sono i progressi fatti fino ad oggi, che Manina ci comunicherà persona, e tanti altri sono quelli che sicuramente continuerà a fare grazie al nostro aiuto e contributo; perciò, riassumendo:
 
Festeggiamo insieme in modo intelligente la festa dell'amore!!!
 
DoveISTITUTO GRENOBLE via Crispi 86, Napoli
Chi: Voi tutti
Quando: 14 febbraio 2007 (mercoledì).
Quanto: ingresso libero, offerta a piacere (magari il piacere dei bambini...)
Perchè: Il ricavato andrà alla associazione "I BAMBINI DI MANINA DEL MADAGASCAR"
Sound: jazz
 
PS- E' gradita la conferma.
Ci affidiamo a voi per il passa parola!!!
Stefano e Raffaello
 
Stefano Fico
cell 338 7230415
 
Raffaello Fico
cell 338 8559168

immagine

 

 
 
 

QUESTO BLOG:  

Post n°295 pubblicato il 17 Gennaio 2007 da forsesei
Foto di forsesei

QUESTO POST:

...

DOVREI RIEMPIRE QUESTO SPAZIO..

...O SCRIVERE DI QUANDO QUELLA VOLTA...

..MA NO.. LO LASCERO' COSI'..

UN SENSO A QUESTO POST ?

All'inizio volevo inserire un pensiero che mi ha colpito molto, scritto da una ragazza in un blog...  questo:

Le ragazze sono come le mele sugli alberi.

Le migliori sono sulla cima dell'albero.

Gli uomini non vogliono arrivare alle migliori, perché

hanno paura di cadere e ferirsi.

In cambio, prendono le mele marce che sono cadute

a terra, e che, pur non essendo così buone,

sono facili da raggiungere.

Perciò le mele che stanno sulla cima dell'albero, pensano

che qualcosa non vada in loro, mentre in realtà

"Esse sono grandiose". Semplicemente devono essere

pazienti e aspettare che l'uomo giusto arrivi, colui che sia

cosi coraggioso da arrampicarsi fino alla cima

dell'albero per esse.

Non dobbiamo cadere per essere raggiunte, chi avrà

bisogno di noi e ci ama farà

di TUTTO per raggiungerci.

La donna uscì dalla costola dell'uomo, non dai piedi per

essere calpestata, ne dalla testa per essere superiore.

Ma dal lato per essere uguale, sotto il braccio per essere

protetta, e accanto al cuore per essere amata.

Poi mi son detto... ma no... lo metto.. non lo metto.. ok nell'indecisione... LO REGALO A VOI DONNE CHE STATE  LEGGENDO... E A VOI UOMINI CONSAPEVOLI DI ESSERE L'ECCEZIONE...   

 
 
 

UTOPIE X IL 2007...

Post n°294 pubblicato il 05 Gennaio 2007 da forsesei

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...CHE INDECISIONE!!!

 
 
 
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