DALLA "CARTA DEI VALORI" DEL GRUPPO ALI D'AQUILA
Il gruppo "Ali d'Aquila" nasce nel Natale 2008 col desiderio di creare un luogo di accoglienza e di preghiera per le persone omosessuali, per favorire una riconciliazione con se stessi, con Dio e con la Chiesa.
Ci incontriamo nell'ascolto reciproco, nella condivisione delle nostre esperienze, nell'accettazione delle nostre umane diversità, con l'amore dei fratelli, mettendo a frutto quei talenti, doni e carismi che Dio ha donato a ciascuno per la crescita del gruppo.
Poniamo Cristo al centro della nostra stessa esistenza, lasciandoci interrogare dalla Sua Parola per la nostra crescita, umana e spirituale, in una continua e instancabile ricerca della Verità che ci rende liberi.
Vogliamo percorrere un cammino di riconciliazione con la Chiesa, attraverso il dialogo, il confronto e la conoscenza reciproca, nella consapevolezza che la dimensione omoaffettiva è un valore e può ben costituire un percorso di crescita e di approfondimento per vivere, senza pregiudizi, una relazione autentica con l'altro.
|
Post n°141 pubblicato il 23 Gennaio 2012 da gruppoalidaquila
Donne e uomini credenti ed omosessuali di tutt'Italia si preparano a partecipare al II Forum dei cristiani omosessuali Italiano (FCOI), che avrà luogo dal pomeriggio di venerdì 30 marzo al 1 aprile 2012 ad Albano Laziale (Roma).
Ma il Forum 2012 non sarà solo un momento d'incontro di storie e cammini di fede ma sopratutto cercherà di far riflettere i partecipanti sul cammino quotidiano, presente e futuro, dei cristiani omosessuali italiani. Quest'anno si è deciso di modulare le tariffe d'iscrizione al Forum in maniera da favorire il più possibile la partecipazione di quanti vivono situazioni finanziarie disagiate (disoccupati e studenti) o vivono in regioni particolarmente lontane o dove non vi sono iniziative dedicate ai cristiani omosessuali. Per prenotare le camere si chiede, a tutti, un acconto di 50 euro a persona. http://www.gionata.org/forumalbano2012.html Per ogni comunicazione o richiesta scrivere a |
|
Post n°140 pubblicato il 17 Dicembre 2011 da gruppoalidaquila
A cura dei webmaster del progetto Gionata, 17 dicembre 2011
I gruppi di credenti omosessuali in Italia sono "una realtà in piena crescita. Dinamica, variegata, non priva di differenziazioni interne". Questo è il quadro che emerge dall’inchiesta che Adista (www.adistaonline.it), il bisettimanale su mondo cattolico e realtà religiose, ha voluto dedicare ai circa 30 gruppi di omosessuali credenti presenti nelle varie realtà locali del nostro Paese. Un'esperienza che ricorda alla "vasta comunità dei credenti, il problema di quanto sia difficile ancora oggi per tante persone conciliare al proprio interno l’essere omosessuali e il sentirsi parte di una comunità in cammino, che molti (non tutti) identificano con la Chiesa cattolica". ARTICOLI DEL DOSSIER ADISTA: |
|
Lo scorso 30 novembre, nella Chiesa di San Francesco Saverio all'Albergheria di Palermo, Alessandra della Comunità Kairòs ha tenuto una Lectio Divina sul brano della Prima Lettera ai Corinzi 13, 1-13 su invito del Gruppo Ali d'Aquila.
1 CORINZI 13, 1-13 1 Quand'anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non ho amore, divento un bronzo risonante o uno squillante cembalo. 2 E se anche avessi il dono di profezia, intendessi tutti i misteri e tutta la scienza e avessi tutta la fede da trasportare i monti, ma non ho amore, non sono nulla. 3 E se spendessi tutte le mie facoltà per nutrire i poveri e dessi il mio corpo per essere arso, ma non ho amore, tutto questo niente mi giova. 4 L'amore è paziente, è benigno; l'amore non invidia, non si mette in mostra, non si gonfia, 5 non si comporta in modo indecoroso, non cerca le cose proprie, non si irrita, non sospetta il male; 6 non si rallegra dell'ingiustizia, ma gioisce con la verità, 7 tollera ogni cosa, crede ogni cosa, spera ogni cosa, sopporta ogni cosa. 8 L'amore non viene mai meno, ma le profezie saranno abolite, le lingue cesseranno e la conoscenza sarà abolita 9 perché conosciamo in parte e profetizziamo in parte. 10 Ma quando sarà venuta la perfezione, allora quello che è solo parziale sarà abolito. 11 Quand'ero bambino, parlavo come un bambino, avevo il senno di un bambino, ragionavo come un bambino; quando sono diventato uomo, ho smesso le cose da bambino. 12 Ora infatti vediamo come per mezzo di uno specchio, in modo oscuro, ma allora vedremo a faccia a faccia; ora conosco in parte, ma allora conoscerò proprio come sono stato conosciuto. 13 Ora dunque queste tre cose rimangono: fede, speranza e amore; ma la più grande di esse è l'amore.
LECTIO DIVINA Se la nostra fede si basa su Cristo, allora si basa sull'amore che tutto scusa, che non giudica, che perdona, che sopporta. E ciò non per equilibrismi della volontà (che finiscono, spesso, per avere esiti letali), ma per una nostra radicale adesione a Cristo il quale, con la sua vita, ci ha insegnato la nostra stessa vita, ci ha insegnato la nostra umanità e lo ha fatto attraverso l'amore. Siamo dunque chiamati innanzitutto all'agape, perché siamo chiamati alla relazione con gli uomini, alla fraternità.
Fonte: Comunità Kairòs |
|
Post n°138 pubblicato il 21 Novembre 2011 da gruppoalidaquila
E' con grande gioia che il Gruppo Ali d'Aquila, pienamente inserito all'interno della Comunità di San Francesco Saverio, comunica il PROGRAMMA delle iniziative per il TRECENTESIMO ANNIVERSARIO DELLA CONSACRAZIONE DELLA CHIESA DI SAN FRANCESCO SAVERIO 24 novembre 1711 - 24 novembre 2011 Via San Francesco Saverio, angolo Via Andrea Vesalio, Quartiere dell’Albergheria, Palermo PROGRAMMA DELLE INIZIATIVE: MARTEDÌ 22 NOVEMBRE 2011 MERCOLEDÌ 23 NOVEMBRE 2011 GIOVEDÌ 24 NOVEMBRE 2011 DOMENICA 27 NOVEMBRE 2011 |
|
Post n°137 pubblicato il 20 Novembre 2011 da gruppoalidaquila
20 Novembre 2011, giornata mondiale di commemorazione alle vittime di crimini per discriminazione e odio Transfobico. La discriminazione e l'odio transfobico non producono soltanto cadaveri, ma anche morti viventi. Negando alle persone transessuali/transgender il diritto all'autodeterminazione, al lavoro, a quella naturale progettualità necessaria per vivere una vita dignitosa, una cittadinanza alla pari. Costruendo ostacoli sociali e giuridici che rubano la vita "alla vita"! Nelle mani di uno Stato Criminale imputabile tanto quanto la mano di un assassino. I crimini Transfobici sono anche i crimini di Stato! |
|
Post n°136 pubblicato il 16 Ottobre 2011 da gruppoalidaquila
riportiamo stralci della Lettera all'Arcivescovo di Torino del 13 Ottobre 2011 da parte del Presidente del Torino Pride LGBT, Andrea Fino.
Gentile Signor Arcivescovo, abbiamo preso visione, con enorme stupore ed allarme, di una lettera firmata dal Centro cattolico di Bioetica dell'Arcidiocesi di Torino [...] nella quale si afferma che " ... Né, stante la libertà di ricerca, venga discriminato, censurato o ostacolato (anche nell'accesso a eventuali finanziamenti) chi con metodo scientifico coltiva la tesi che l'omosessualità sia curabile". [...] La frase citata, sotto le mentite spoglie di una dichiarazione di libertà, cela ignoranza e pervicacia ideologica, con la conseguenza di pregiudizio e discriminazione che l'accompagna. Continuare ad affermare oggi, nel 2011, che c'è qualcuno che sta studiando "con metodo scientifico" la possibilità di curare l'omosessualità equivale a sostenere che sia possibile che qualcuno possa studiare "con metodo scientifico" l'inesistenza dei campi di sterminio o la teoria che il sole giri intorno alla terra. Queste posizioni sono pure forzature, che tutti coloro che praticano scienza (od anche solo il senso comune e l'osservazione della realtà) hanno da tempo abbandonato a coloro che per cieco ideologismo, vogliono continuare a credere che i campi di sterminio non esistono, il sole giri intorno alla terra e l'omosessualità sia una malattia. Non è un caso che nel mondo questo tipo di posizione è rimasto appannaggio unicamente dei peggiori regimi totalitari. Se si trattasse solo del rigurgito di singoli che non intendono accettare la realtà, ci sarebbe solo da sorridere. Purtroppo l'infondata tesi sta scritta su carta intestata dell'Arcidiocesi che, in questo modo, Questa, infatti, è la parte peggiore di quella lettera: non è infatti l'ignoranza che ci stupisce, e nemmeno il pregiudizio, quanto la cattiveria spacciata per bontà, il perverso relativismo spacciato per libertà di espressione, il pregiudizio ideologico nascosto dietro il "metodo scientifico". Signor Arcivescovo, forse sarà stato informato che nel 2006, anno in cui si svolse il Pride nazionale a Torino, il Coordinamento Torino Pride lgbt iniziò un confronto serio con i rappresentanti di tutte le confessioni religiose. Particolare rilievo ebbe l'incontro con il cardinal Poletto, primo Cardinale italiano ad incontrare delegazioni ufficiali di gruppi di gay, lesbiche e transessuali. Da quell'incontro nacque un lavoro di confronto e scambio molto proficuo con alcuni autorevoli rappresentanti della Curia: noi e loro abbiamo sempre creduto Il 21 ottobre prossimo abbiamo organizzato una iniziativa pubblica in piazza, presso alcuni locali che si sono offerti di ospitare le nostre associazioni si potrà discutere e informarsi sulla realtà lgbt italiana e torinese, e su quali sono i diritti che a tutt'oggi sono negati. Titolo della serata: "Traditional value and human rights: clash or dialogue?". Ecco, a noi pare che la lettera citata sia ancora dalla parte del clash, dello scontro, della chiusura dialettica. Noi continuiamo a pensare che invece il dialogo non sia solo utile, ma necessario. Quindi la invitiamo a partecipare alla serata: avremo modo di accoglierla e parlare della nostra vita vera, senza le falsità che pseudo scienziati continuano a promuovere. Andrea Fino Presidente Coordinamento Torino Pride LGBT Roberta Padovano Vice Presidente Comitato ILGA Europe Torino 2011
Ecco il link per poter leggere la versione integrale della lettera. |
|
Post n°135 pubblicato il 06 Ottobre 2011 da gruppoalidaquila
Lunedì 10 ottobre 2011 alle 21 nella chiesa di San Francesco Saverio a Palermo sarà presente Padre Luigi Consonni, missionario comboniano che ha operato per molti anni in America Latina e da circa un anno è tornato in Italia, ancora per pochi giorni nella parrocchia di Santa Lucia (Palermo) in attesa di nuovo trasferimento. La sua esperienza palermitana è stata segnata dall'incontro col gruppo Ali d'Aquila cristiani omosessuali di Palermo, che hanno realizzato la veglia per le vittime dell'omofobia il 12 maggio 2011 insieme con la comunità di San Francesco Saverio, la Chiesa Valdese di via Spezio, la Chiesa Luterana ed il contributo della comunità Kairòs per la lectio divina. La veglia si sarebbe dovuta svolgere all'interno della parrocchia di Santa Lucia, ma per un veto posto dal Cardinale Paolo Romeo, si è tenuta all'esterno della chiesa, in Piazza della Pace, con la presenza di circa 200 persone. In questo incontro Padre Luigi tratterà dell'esperienza pastorale e l'accoglienza degli ultimi. L'incontro è aperto a tutti: chiunque è benvenuto! VITA E MINISTERO di Padre Luigi Consonni Nasco a Belledo nel 1943, e fino al 1969 lavoro alla Badoni come disegnatore, ottenendo nel 1966 il diploma di perito meccanico nell’Istituto tecnico con lo stesso nome. Come anticipato, nel '69 lascio il lavoro ed entro nei missionari Comboniani: la mia vocazione è ormai maturata, grazie alla lunga militanza nelle ACLI e al contatto con l’esperienza di Ernesto e Rita, due amici volontari laici in Africa. Compio il percorso di studi sacerdotali prima a Firenze, poi a Venegono ed infine in Spagna, a Valencia e Granada, per poi concludere con un soggiorno a Lima e la licenza in teologia dogmatica, quando già ero stato ordinato Sacerdote, nel ‘74, e destinato ad una missione in Perù. Dal ‘74 al ‘78 sono inviato sulle Ande peruviane a Cerro de Pasco (4375 s.l.m.). È un periodo bellissimo, durante il quale il contatto con il mondo “quechua” si rivela per me affascinante e misterioso e l’attività pastorale è intensa e impegnativa, soprattutto perché il territorio in cui mi trovo a operare è vastissimo. Dal ‘79 all‘85 sono chiamato a Lima per dare inizio alla formazione di giovani peruviani desiderosi di divenire missionari di Cristo nel mondo. Proprio in quell’anno uscì il documento di Puebla, della Conferenza episcopale latino americana, che invitava a “dare dalla propria povertà”.In America latina e quindi in Perù c’era, e tuttora c’è, grande necessità di missionari; tuttavia, era fondamentale avviare dei giovani preti peruviani all’ordine e alla missione, perché potessero così contribuire, partendo proprio dalla loro povertà, a diffondere il messaggio di Cristo nel resto dell’America e del mondo. Tre “conversioni” caratterizzano il mio pensiero e la mia attività in questo periodo: innanzitutto, l’idea di “dare dalla propria povertà” di cui sopra; quindi l’impellente necessità di elaborare un piano d’azione che, con l’entrata di un’entità cilena nella comunità, permettesse il pieno rispetto della diversità nel comune impegno missionario (é una sfida ancora attuale: l’accoglienza del diverso nella sua integrità e la ricerca di unità nella Comunione).In terzo luogo è la Teologia della liberazione a colpirmi ed affascinarmi: un nuovo modo di fare teologia, al tempo innovativo e portatore di grande forza sulle ali di un messaggio di uguaglianza, speranza e progresso. Tale messaggio ritengo sia tutt’ora valido, anche se bisognoso di un ripensamento e di una riformulazione sulla base dell’esperienza e della realtà dalla Caduta del Muro in poi. Dall’85 al ‘92 sono a Napoli nella Formazione di giovani missionari italiani. La società sta cambiando e siamo alla ricerca di un nuovo processo di accompagnamento che si concretizzerà in una bellissima esperienza di inserimento e avviamento, stimolante e creativa, quando mi troverò ad abitare con due seminaristi nel quartiere Sanità di Napoli, in un piccolo appartamento offerto dal parroco delle Fontanelle, don Evaristo. Dal ‘92 fino alla fine dell‘anno scorso sono in Brasile in due parrocchie diverse. La prima alla periferia di Vitoria, capitale dello Stato dello Spirito Santo fino al ’99, e poi a Duque de Caxias, alla periferia di Rio de Janeiro. Altra cultura, altra lingua e altra realtà sociale: tutto da ricominciare. Come in tutte le periferie delle megapoli, le sfide umane, culturali, sociali e religiose sono enormi e spesso insormontabili. A ciò si aggiungono la scarsità di sacerdoti e laici impegnati, le diverse provenienze etniche non solo nazionali, la presenza di diverse religioni e la crescita esponenziale delle comunità evangeliche: tutti problemi e sfide che diventano la mia quotidianità. La formazione personalizzata ha segnato la caratteristica principale del mio impegno. Essa é consistita nel formare laici che a loro volta si disponevano ad accompagnare piccoli gruppi o coppie che disponevano di tempo in orari e giorni che il lavoro e i ritmi di vita permettevano. Fondamentale in questo processo è il rapporto umano profondo e sincero che si instaurava durante il percorso di formazione, diventando base per la permanenza e l’impegno del soggetto nella comunità. Ora sono a Palermo incaricato della parrocchia santa Lucia. Anche qui tutto da ricominciare, e ho quasi 67 anni! La prima fase, come sempre in questi casi, é “vedere”. Quello che noto da quando sono tornato in Italia, è che la chiesa qui é ben diversa da quella alla quale ero abituato. Per cui ... come dicevamo in Brasile: “quello che il buon Dio vorrà”. |
|
Post n°134 pubblicato il 02 Ottobre 2011 da gruppoalidaquila
Uno spot contro l'omofobia e la transfobia, realizzato durante il progetto europeo UTC ("United Towards the Change: volunteers against homophobia") di cui Agedo Palermo è capofila. "Non siete soli .. ci sono posti dove si possono trovare sostegno, comprensione e informazioni per lesbiche, gay, bisessuale, transessuali. È una parte importante di Chi Siete. Sentilo, credici, accettalo. Le persone sono come sono .. L'amore non ha sesso. Nessuno è nato omofobico; l'odio è un comportamento appreso .. Non c'è "noi" o "loro", una persona può fare differenza." |
|
Post n°133 pubblicato il 10 Agosto 2011 da gruppoalidaquila
Stralci di un articolo di Eletta Cucuzza su ADISTA, dal titolo "IN MESSICO, I GAY CREDENTI CHIEDONO IL MATRIMONIO, COL SOSTEGNO DEL VESCOVO DI SALTILLO". «Vogliamo proporre, al di là del patto civile (che regola le unioni omosessuali), migliorie e facilità negli ambiti dell'adozione e della sicurezza sociale, nonché cambiare Leggi su ADISTA l'articolo di Eletta Cucuzza in versione integrale. Leggi anche un approfondimento in inglese dal sito "Queering the Church".
|
|
Post n°132 pubblicato il 05 Agosto 2011 da gruppoalidaquila
Tag: ACCETTAZIONE DI SE, AMORE, autorità ecclesiali, benedetto xvi, BIBBIA, cattolico, CHIESA, chiesa cattolica, coppia gay e lesbica, coppie omosessuali, CRISTIANI OMOSESSUALI, discriminazione, europride, EUROPRIDE ROMA 2011, GAY PRIDE, gaypride, gerarchie, LETTERA, OMOFOBIA, PAPA, POLITICA, vaticano, violenza Segnaliamo l'intervista rilasciata il 6 Giugno scorso a Silvia Cerami, sull'Espresso, dal gesuita John Mc Neill, dal titolo: 'L'amore gay, un'opera di Dio'. Mc Neill è fra i pionieri del movimento di liberazione dei diritti umani delle persone LGBT, è stato in Ita
In cosa dovrebbe cambiare l'atteggiamento della Chiesa? Quanto è diffusa l'omosessualità nel clero cattolico? C'è una doppia morale della Chiesa per cui viene condannato il disordine morale e si chiude un occhio sui preti gay che insegnano nei seminari e predicano dai pulpiti? C'è il rischio che si mescoli omosessualità con pedofilia? Cosa ha scritto nella lettera che consegnerà ai leader della Congregazione Vaticana della Dottrina della Fede? Ma lei aveva già provato a scrivere a Giovanni Paolo II, ottenne una risposta? |
AREA PERSONALE
MENU
CONTATTA IL GRUPPO:
"quanti sperano nel Signore riacquistano forza, mettono ali come aquile" (Isaia 40,31)

piazza San Francesco Saverio all'Albergheria PALERMO
TELEFONO : 329 - 7825873
m@il:
CRISTIANI OMOSESSUALI
prima parte:
seconda parte:
testimonianza di Mauro Vaiani, cristiano omosessuale:
VANGELO E OMOSESSUALITA'
intervista a Padre Alberto Maggi, O.S.M. su Chiesa, Vangelo e Omosessualità:
intervista a Pasquale Quaranta, giornatista e cristiano omosessuale:
BIBLIOGRAFIA









LINK PREFERITI
I MIEI BLOG AMICI
TAG
VEGLIA DI PREGHIERA 2009
"Chi ha paura non è perfetto nell'amore" (1 Gv. 4,18)
incontro Ecumenico di Preghiera per le vittime dell'omofobia
17 maggio 2009
VEGLIA DI PREGHIERA 2011
“Dio ha insegnato a non chiamar profano o impuro alcun uomo” (Atti 10,28)
La Curia di Palermo vieta la veglia
12 maggio 2011
SICILIAPRIDE 2009 DI CATANIA
Il Gruppo Ali d'Aquila lesbiche e gay di Palermo, sfidando la paura e il pregiudizio, ha partecipato al SiciliaPride 2009 di Catania. Perchè, "chi ha paura non è perfetto nell'amore" (1 Giovanni 4,18).

40 anni dai Moti di Stonewall
4 luglio 2009
PALERMO - STOP OMOFOBIA
La vera malattia è l'omofobia!
per una legge contro l'omofobia, per la libertà di tutti e tutte, per amare senza paura
18 settembre 2009
PALERMO PRIDE 2011
Il Gruppo Ali d'Aquila, lesbiche e gay cristiani ha partecipato al Palermo Pride del 21 maggio 2011
Il Gruppo Ali d'Aquila al Palermo Pride 2011 con il lenzuolo "storico"




nel dialogo e nel confronto, come unica strada per comprendere e, magari, 
il nome di patto civile in
che gli atti d'amore omosessuali siano contrari alla volontà di Dio». «Nella dottrina della Chiesa - aveva detto Vera López in quell'occasione - nel Vangelo non si definisce peccato l'omosessualità. Sono opinioni, ma non è il Vangelo». È erroneo, ha aggiunto, quel pensiero della Chiesa che considera cattivo il sesso e tutto ciò che ha a che vedere con l'omosessualità: «Non è così»; «la Chiesa guarda all'integralità della persona, non ad un aspetto», tant'è vero che nel mondo ci sono ministeri e missionari dediti alla pastorale per le persone omosessuali. Forse è una novità per il Messico, ma a Saltillo il gruppo San Elredo ha un assistente spirituale, p. Robert Coogan. Il quale, contattato dall'agenzia AciPrensa (22/6), ha dichiarato: «Abbiamo un forte appoggio da parte del vescovo» [...].
lia per presentare in anteprima mondiale il film documentario
contributo di ciascuno di noi. Il movimento Dignity è diventato un modello, perché è basato sul messaggio della Chiesa originaria, che promuove l'
decisione paradossale:
Spirito Santo è "Stai attento, sto facendo qualcosa di nuovo, puoi percepirlo?". E' questo il messaggio che deve cogliere la gerarchia».



Inviato da: biberon9
il 10/01/2012 alle 17:46
Inviato da: Rosario
il 09/01/2012 alle 20:47
Inviato da: biberon9
il 22/11/2011 alle 14:50
Inviato da: biberon9
il 22/11/2011 alle 14:48
Inviato da: biberon9
il 22/11/2011 alle 14:46