Creato da lelelele54 il 05/06/2006
occasioni & saldi di memoria
 

 

494° day berlusca free

Post n°279 pubblicato il 30 Marzo 2013 da lelelele54
 

 

NUVOLE DI MARZO

la faccia triste della risata

 

le dita del chirurgo in libertà sulla tastiera

strampalunata la tua figura dietro gli occhiali

la lacrima milanese del giullare senza festa

brilla tra l’ostinata pioggia di questa pasqua grigia

 

vincenzina ti ha lasciato una rosa fuori dalla fabbrica

giovanni il telegrafista gira la notizia con il tamtam

il gruista ormai passa le notti aggrappato all’ultimo traliccio

milano si beve tutti i suoi veleni dal pirellone al giambellino

 

come il palo per la banda dell’ortica ci guardavi e non capivi

noi che cercavamo l’anima nei cassetti più sbagliati

tu con faber e gaber a suggerirci le direzioni più ostinate

con l’aria del bimbo che trova le sue verità per gioco

 

al tuo funerale piangeremo tutti per davvero

e finalmente potrai vedere che effetto che fa

la pioggia milanese avrà anche le lacrime della madunina

amico caro domani vengo anch’io…e non dirmi di no

 

 

 

(una risata per enzo jannacci –io.2013)


 

 
 
 

475° days berlusca free

Post n°278 pubblicato il 11 Marzo 2013 da lelelele54
 

TRIS D'ELEZIONI

 la tristezza sfinita dei sogni

eccomi qui
appena risorto
già mi ricandido
candidato e candeggiato
con la mia faccia tosta e nota
e una ruga in più per ogni bugia

ammicco
...
a tutte quelle paure striscianti
che nemmeno speravi d’avere
esibisco
un catalogo di soluzioni a colori
la provvidenza su misura per te
riciclo
arie fresche di fronda e di vendetta
frutta di stagione e dolce della casa
stupidisco

lasciatevi servire di barba e capelli
so io quale foggia vi somiglia
e vi leverò l’imu prima delle mutande
candidamente candidato
sinceramente bugiardo
rieccomi qui

( candegginati - io.2013 )

 


dilloAmaroni
che l’altra sera davanti a casa
il negro abdul e samir l’indiano
parlavan di calcio in italiano
e digli che qualche scopa di saggina
sventolata davanti alla tv
titillerà di certo energich emasssaie padane
ma non lo ripulirà delle sue borie romane
dilloAmaroni
che c’è ancora brava gente in giro
e sgobba e suda e poi magari sbotta
e non si vergogna a divider la sua pagnotta
e digli che è fresco quel vento del nord
che mischia profumi di fiordi e kebab
e alla bisogna scompagina nuvole e colori
spazzando via il puzzo stantio dei celti umori
dilloAmaroni
che la storia non finisce tra due barbare corna
e la lingua di dante non rutta sul medio di bossi
ricamando arditi volteggi per atterraggi nei fossi
e digli che per tener casa pulita
potremmo cominciare ad esser meno letame
e diglielo tu che son tante belle balle
io da tempo non filosofeggio con le mie palle

( maroniAmari – io.2013 )

 


a qualcosa crederemo anche stavolta
ma non cercate di sforzarvi a prometterci la luna
ci basterà molto meno della solita bugia

almeno risparmiate al cavallo la salma del campeador
e non cercate di calarvi nelle mutande del signore di Sherwood
si vede che vi vanno tanto strette da strozzarvi il gozzo

il fisico di batman vi ha lasciato ormai da qualche lustro
soltanto robin continua a portavi quelle borse sotto gli occhi
leggendo tutti i vostri fumetti negli archivi dei tribunali

occhialini tondi sui vostri nasi schizzinosi in cima alla cattedra
una montagna di libri mai scalati con vista sulle telecamere
e niente che somigli ad un qualche gramsci pur di seconda mano

vedrete che ci basterà molto meno della solita bugia
risparmiateci l’offesa di prometterci un’altra luna
tranquilli a qualcosa crederemo anche stavolta

( milleBugie – io.2013 )

 

 

 
 
 

124°dayberluscafree

Post n°277 pubblicato il 24 Marzo 2012 da lelelele54
 

TRAMONTATE STALLE
c'è sempre un giorno da farsi perdonare

 

un tramonto s'infuoca
gioiosamente
allo sfinir del giorno

sventolando colori
per l'orizzonte
si dilegua furtivo

le follie di giornata
si confessano
ed è solo vergogna

 ( rosso di sera - io.2012 )

 
 
 

124°daybarluscafree

Post n°276 pubblicato il 24 Marzo 2012 da lelelele54
 

ARTICOLI IN SALDO
ultime rimanenze

articolo in saldo
per poche mire
diritti e distratti

in bugia del mercato
ripensandoci
come figli d'isacco

sei per tre fa diciotto
matematico
sette per tre ventuno

 ( cristi all'asta - io.2012 )

 
 
 

102°dayberluscafree

Post n°275 pubblicato il 03 Marzo 2012 da lelelele54
 

DALLAMUSICALLINFINITA'
la leggenda del cestista mancato

l'inimitabile scimmia aung bip sgrot
strabuzza occhi e accampa smorfie di parole
rimbalza una coppoletta da un clarino
e saltella fino a tarda età aung bip sgrot
tra i sentieri impervi e sfiniti d'una tastiera

montreux è lontana e miseramente ultima
appeso tra la quarta e la settima luna
vedi caro amico cosa ti scrivo e ti dico
che adesso lo so quant'è profondo il mare
adesso lo so aung bip sgrot scibu sci dap

( dallamusicallinfinita' - io.2012 )

 
 
 

77°dayberluscafree

Post n°274 pubblicato il 28 Gennaio 2012 da lelelele54
 

LA MEMORIA D'UN GIORNO
non è un giorno a memoria

anna che scrive il suo diario
anna che stasera non andrà a dormire
anna che ancora attraverserà quel camino

aggrappata alla sua stella ebrea
come gli stracci appesi a quelle ossa smunte
fumi lontani di nebbie fredde e disperse
memorie impigliate tra ruggini e spine

anna che rilegge il suo diario
anna che stasera t’accompagnerà a dormire
anna che ancora incrocerà il tuo cammino

su quel treno di legno deragliato per mare
l’arca stracarica di feccia e facce di gramigna
c’è sempre un dio che non ti vuol battezzare
e bigiotterie di democrazia da lucidare

anna che guarda il tuo diario
anna che stasera non ti lascerà dormire
anna che in silenzio aspetterà il  mattino

è anna che aspetta a quell’ultima pagina
la parola fine scritta di tua mano

  

 ( mnemorabilia - io.2012 )

 
 
 

56°dayberluscafree

Post n°273 pubblicato il 08 Gennaio 2012 da lelelele54
 

IL BOMBAROLO VECCHIO ED IL NUOVO
giustizianti giustificati e giustiziati

 

sfacciata la mia pazzia
apparecchiata
all'ora del tuo pranzo

delirano gli stolti
ammaestrati
di ariane alchimie

due chiodi incarniti
bianca catarsi
per il mio paradiso

( indigestaFiorentina - io.2012 )

 
 
 

giàmilleduecentosessantaduegiornidigovernoberlusconiuffa

Post n°272 pubblicato il 23 Ottobre 2011 da lelelele54
 

 HO VISTO UN RAIS
ah beh si beh ma uno di troppo sempre ce n'è 


 

la rivoltella d'oro
a pietir pietà
mai prima seminata

 

la faccia e gli schiaffi
senza più ori
raccolgono polvere

 

 si transit gloria mundi
l'ultimo bacio
del tirannico nano

 

 

( terrore per due - io 2011 )

 

 

 
 
 

giàmilleduecentocinquantottogiornidigovernoberlusconiuffa

Post n°271 pubblicato il 18 Ottobre 2011 da lelelele54
 

ANDREA ZANZOTTO
l'ultima poesia

 

 

Il più padano dei poeti italiani compie oggi novant'anni e non rinuncia
all'indignazione: "I leghisti fabbricano spettri"

L'INTERVISTA DI MARCO ALFIERI SU LA STAMPA IN QUELL'OCCASIONE

INVIATO A PIEVE DI SOLIGO
Qui nell’alta marca trevigiana ci sono piccole zone incontaminate che resistono.
Posti dimenticati come Refrontolo che hanno una felicità in sé e conservano un
loro incanto. Ma ormai non si può più nemmeno pensarlo, il vecchio Veneto.
In giro c’è una ferocia tale che si esprime in un impulso alla velocità, alla fretta…»
dice il poeta Andrea Zanzotto. Oggi compie 90 anni e per l’occasione verrà
presentato un libro celebrativo intitolato Nessun consuntivo con un saggio di
Carlo Ossola, contenente una lettera del Presidente della Repubblica,
Giorgio Napolitano. Da Pieve di Soligo, da quel mondo collinare che ha fatto da
fondale ai quadri eterni di Giorgione, Tiziano e Tintoretto, poi devastato dalla
industrializzazione selvaggia e dai capannoni del mitico Nord Est, il più cosmopolita
dei nostri poeti continua a guardare alle cose del mondo e a tutti noi. Non senza
rovelli e nuovi spettri. Zanzotto, a casa sua, è seduto al centro di un piccolo divano,
coperto da un berretto rosso e un plaid marrone. Il suo viso è scavato dall’età e
dagli acciacchi, ma gli occhi si muovono vispi. La testa mobile e curiosa, da indignato
cronico.

È vero che segue da vicino la crisi finanziaria mondiale?
«Questa modernità cannibale mi ossessiona. La stoltezza che circola si palpa come
un vento».

«In questo progresso scorsoio, non so se vengo ingoiato o se ingoio…»,
scrisse qualche tempo fa. Aveva forse previsto tutto?

«La mia cultura è soprattutto letteraria. Per questo mi trovo a inseguire delle realtà
con il dubbio di non raggiungere nessuna e benché minima formulazione di un
quadro attendibile. C’è qualcosa di azzardato e di friabile in questo nostro presente
che sento
di non poter controllare».

Se per questo anche gli economisti non hanno previsto nulla. Zanzotto lei
è in buona compagnia…
«Questo è vero. In alcuni momenti credo di poter formulare qualcosa di abbastanza
stabile. Forse è soltanto il potere della poesia a far sì che riesca a mantenere un
contatto con il mondo nonostante il senso di disappartenenza in cui mi trovo
costretto
a vivere, anzi a sopravvivere. Ma poi mi accorgo che anche questa è un’illusione.
Tutto è pressappoco e ci si trova con il fumo nelle mani…».

Lei parla di illusioni. Però le sue battaglie contro la cementificazione
selvaggia che si sta mangiando mezza pianura del Piave, sono fatti
molto concreti. Qui a Pieve di Soligo si ricordano tutti quella, vinta, a
difesa del prato di via delle Mura. Doveva nascere un mega palazzetto,
lei è riuscito a fermare le ruspe…

«La mia non è una battaglia antimoderna ma un fatto di identità e civiltà. La
marcia di autodistruzione del nostro favoloso mondo veneto ricco di arte e di
memorie è arrivata ad alterare la consistenza stessa della terra che ci sta sotto
i piedi. I boschi, i cieli, la campagna sono stati la mia ispirazione poetica fin
dall’infanzia. Ne ho sempre ricevuto una forza di bellezza e tranquillità. Ecco
perché la distruzione del paesaggio è per me un lutto terribile. Bisogna indignarsi
e fermare lo scempio che vede ogni area verde rimasta come un’area da edificare».

Un’altra battaglia che combatte da anni è quella contro l’imbroglio della
cultura leghista…

«Mi ha fatto molto piacere sentire il Capo dello stato riaffermare l’unità d’Italia e
liquidare certi giochi di parole che negli anni avevano creato un imbroglio. La
Padania non esiste, il popolo padano neppure. Questa è una storia più che
ventennale di equivocie spettri. La riaffermazione di Napolitano potrà darci il
senso di una tregua. E sono convinto che piano piano questo fantasma sparirà».

Eppure nei comuni qui attorno, in questi luoghi del quartiere del Piave
sacro alla patria – Moriago e Nervesa della Battaglia, il Montello degli
ossari dove correva la linea del fronte della Grande Guerra, l’isola dei
morti dove il 26 ottobre 1918 gli arditi sfondarono le linee austriache -
la Lega e la sua retorica anti italiana fanno il pieno di voti da anni,
com’è possibile?

«Perché esiste una contraddizione molto forte tra la tradizione dell’Italia una e
indivisibile e un paese reale diviso dal punto di vista economico. Questo
dualismolasciato marcire per anni ha confuso i piani producendo l’imbroglio
di due paesi altri tra loro. Arrivando all’equivoco padanico».

Invece riaffermare nel corso del suo 150esimo anniversario l’unità
d’Italia è stato come un urlo liberatorio. Come se Napolitano avesse
gridato: “il re è nudo”, sgonfiando d'incanto la retorica secessionista.

«Il viaggio in Italia di Napolitano in occasione del 150˚ anniversario dell’unità ha
come riscoperto un patriottismo sopito. In precedenza si era sottostimato quel
che era il bisogno di proclamazione unitaria».

In effetti anche l’ex sindaco di Treviso, Giancarlo Gentilini, al dunque si
rimette in testa il cappello da alpino e sventola il tricolore. Il sindaco di
Verona Flavio Tosi pure. Continua però l’abuso del dialetto,
strumentalizzato a fini politici dai dirigenti leghisti…

«La riaffermazione di Napolitano spero dipani anche questo grande equivoco
identitario. Come ci ricorda Gian Luigi Beccaria nel suo splendido libretto Mia
lingua italiana
, per prima è venuta la lingua. Non è stata una nazione a produrre
una letteratura, ma una letteratura a prefigurare il desiderio e il progetto di una
nazione italiana. A partire da Dante, Petrarca e Boccaccio. Naturalmente ci sono
mancanze e ritardi in un processo forse non del tutto riuscito che ha portato
all’Italia unita».

In che senso?

«Storicamente le lingue erano frazionate, c’era una radicalità di dialetti, questo è
vero. I mille sbarcati in Sicilia non si capivano, Cavour e la classe colta piemontese
parlavano francese. Pittoreschi contrasti che però convergevano verso l’unità del
paese, perché la lingua e la nostra tradizione letteraria ci hanno insegnato cosa
significasse essere italiani e non soltanto fiorentini, lombardi, veneti, piemontesi
o siciliani...». Una lezione che i novant’anni di Andrea Zanzotto, veneto di Pieve di
Soligo, la vandea leghista, ricordano a tutti a futura memoria.

 
 
 

giàmilleduecentocinquantacinquegiornidigovernoberlusconiuffa

Post n°270 pubblicato il 15 Ottobre 2011 da lelelele54
 

PURGATORIO DE L'INFERNO
il paradiso dei mercanti

questo è il gatto con gli stivali,
questa è la pace di Barcellona tra Carlo V e Clemente VII,
è la locomotiva, è il pesco fiorito, è il cavalluccio marino
ma se volti il foglio, Alessandro, ci vedi il denaro

questi sono i satelliti di giove,
questa è l'autostrada del sole, è la lavagna quadrettata;
è il primo volume dei Poetae Latini Aevi Carolini;
sono le scarpe, sono le bugie, è la scuola di Atene,
è il burro, è una cartolina che mi è arrivata oggi dalla Finlandia,
è il muscolo massetere, è il parto:
ma se volti il foglio, Alessandro, ci vedi il denaro

e questo è il denaro,
e questi sono i generali con le loro mitragliatrici,
e sono i cimiteri con le loro tombe,
e sono le casse di riparmio con le loro cassette di sicurezza,
e sono i libri di storia con le loro storie:

ma se volti il foglio, Alessandro, non ci vedi niente:

( edoardo sanguineti - purgatorio de l'inferno  - poesie1960-1963 )

 
 
 

giamillecentocinquantaduegiornidigovernoberlusconiuffa

Post n°269 pubblicato il 04 Luglio 2011 da lelelele54
 

FIORDIFUOCHI
esplosive incandescenze floreali

sottopongo alla vostra clemenza questo video realizzato da me con le foto
scattate in occasione dei fuochi di SanGiovanni dello scorso 25 giugno

riprese effettuate dalla riva opposta in comune di lezzeno ...buona visione

 
 
 

giàmillecentogiornidigovernoberlusconiuffa

Post n°267 pubblicato il 13 Maggio 2011 da lelelele54
 

MINIMA ELETTORALIA
panzane vaganti tra habermas e hamas


 

il vocabolario sfogliato a cazzo
nasconde impietosito
 le contorsioni asfittiche d'un pensiero fiacco

un ventre molle che scorreggia
ripropone ambizioso
un' infanzia di zuppe di fagioli ed erba maggia

sentenze sputacchiate alla bisogna
incarognite di sorrisi
ruggiscono rugginose e rancide di sugna

l'uomo petardo e madame la marchesa
amplesso esplosivo
 pirotecnico spettacolo di frattaglie in chiesa

 

la democrazia agghindata e figa
ammicca arrendevole
trombarsela è un dovere e poi viene il piacere

 (minimaelettorialia - io/11 )

 
 
 

giàmillenovantatregiornidigovernoberlusconiuffa

Post n°266 pubblicato il 06 Maggio 2011 da lelelele54
 

OSAMOBAMA
disastrosa macelleria creativa

principi del terrore esportatori di democrazie in brandelli
tra crociate ingombranti senza fedi ed urla di fedeli agonizzati
venere nera d'un nobel saltato in aria col suo tritolo benedetto
fumi d'incenso affogano la santa babilonia delle vergini gemelle
sintesi blasfema del terrore fiorito nella notte di tutte le ragioni
predicatori intossicati da veleni omerici al galoppo su cavalli di troia
macabri profili scolpiti sulla stessa moneta pagata al mercenario

di chi vorreste ch'io sia fiero?
sono figlio e padre e fratello d'ognuna delle vostre vittime
quale bislacco iddio avrà pietà di voi?
sono figlio e padre e fratello dello stesso vostro abusato
qualè il sangue che vi gocciola dalle mani?
sono figlio e padre e fratello di quello che avete messo in scena

delle vostre vite assurde avete alzato il prezzo che vi stiamo pagando
delle molte nostre vi siete giocati il dollaro sopra un barile  di petrolio
ieri ed oggi e domani e ancora domani tra rivincite e ripicche e bombe
vi siete scritte pagine di storia sopra ciascuna delle nostre teste
deragliate in qualche stazione, esplose in teatro  la sera della prima
ci siete atterrati dentro casa all'ora della tv rimbalzandoci nei sogni
ora vorreste ch'io chiuda la finestra e mi barrichi nella vostra paura

di chi vorreste ch'io abbia paura?
sono figlio e padre e fratello del vostro stesso terrore

( osamobama - io/11 )

 
 
 

giàmilleottantanovegiornidigovernoberlusconiuffa

Post n°265 pubblicato il 02 Maggio 2011 da lelelele54
 

TRA SANTI E BEATI
quel papa rimasto uomo

volevano un papa
verginalmente
un santo del potere

crocefissa nel bianco
hanno trovato
la durezza d'un marmo

volevano un santo
umanamente
soltanto un pontefice

beatamente arso
nel desiderio
della sua consunzione

sofferenza esposta
orgogliosamente
contro ogni santità

acclamando il santo
hanno perduto
la grandezza dell' uomo

( nopapaboy - io/11 )

 
 
 

giàmilleottantanovegiornidigovernoberlusconiuffa

Post n°264 pubblicato il 02 Maggio 2011 da lelelele54
 

OMAGGIOdiMAGGIOalMAGGIO
 canto incanto e discanto

 

M elone uscito rosso come sangue di sangennari
A rteria in alta eruzione dei tuoi vesuvi corsari
G arofano che mi scoppi come scoppiano le sante sommosse
G onfia la tua lava lucente calda di canti e di spari
I  llumina falci e martelli per queste scarlatte riscosse:
O peraio, questo tuo maggio è tutto di bandiere rosse

M elone uscito rosso come sangue di cuori e di amori
A pri le tue fette mature come freschi si aprono i fiori
G etta da tutte le vene il vino delle ciminiere
G rida il tuo fuoco di pizze pazze e di pomodori
I  mparami le buone rabbie e le forti feste vere:
O peraio, questo tuo maggio e tutto di rosse bandiere

M elone uscito rosso come rosso é il sangue vivente
A lza la tua brava bocca rotonda che ride ardente
G aribaldino e allegro mio proletario frutto
G iuoca il tuo terno tremendo sopra la ruota vincente
I  il nero è il colore soltanto del livido lutto
O peraio, questo tuo maggio di rosse bendiere è tutto

P artito lavoratore, il tuo melone io lo assaggio
C omunista, non c'è più sole se non ti riscala il suo raggio:
I  taliano, è tutto di rosse bandiere il tuo maggio

( edoardo sanguineti - primo maggio - fuori catalogo 1957-1981 )

 

 
 
 

giàmillesettantanovegiornidigovernoberlusconiuffa

Post n°263 pubblicato il 22 Aprile 2011 da lelelele54
 

102.NOBELIRONWOMAN!
e qui non c'è nulla da rottamare

un secolo di donna
dea di letizia
artista della scienza

sopraffina ribelle
d'ogni umiltà
raffinata coscienza

scolpita nell'eterno
immutabile
donna per un secolo

 (rita.102 -io/11)

 
 
 

giàmillesettantatregiornidigovernoberlusconiuffa

Post n°262 pubblicato il 16 Aprile 2011 da lelelele54
 

LA BALLATA DEL SIGNOR MALAVENTURA
qui comincia e già  finisce

 

 

Ballata della malaventura
qui finisce l'avventura
del signor Bonaventura:
end of history hanno detto
Fukuyama e Benedetto:
bastonati come cani,
miei fratelli postumani,
tutto il niente che si vive
sono guerre preventive:
se consumo, mi consumo,
mi dissolvo come il fumo:
sursum corda, in alto i cuori,
tra veline e calciatori:
consumare, consumare,
questa è un'arte da imparare:
siamo, è certo, un precariato,
ma, però, globalizzato:
al mercato universale
tu ti svendi molto male:
se ti fletti, sei risibile,
sempre è un altro il più flessibile:
per l'essenza del lavoro,
ecco qui una chiave d'oro:
mobbing scioglie ogni mistero,
svelto svelto, svela il vero:
ma là c'è la provvidenza,
e si chiama concorrenza:
forza, su, che concorriamo,
corri corri, e ci arriviamo:
caro il mioMalaventura,
muore pure la sventura:
forse c'è, ma non sta eterno,
anche, sembra, giù, l'inferno.

( edoardo sanguineti - varie ed eventuali - poesie 1995-2010 )

 
 
 

giàmillesettantaduegiornidigovernoberlusconiuffa

Post n°261 pubblicato il 15 Aprile 2011 da lelelele54
 

VITTORIO    ARRIGONI
uno di molti ma un sorriso di meno

 

 

non riposa in pace
l'anima dolce
d'un sorriso di lago

quella striscia di follia
orfanizzata
d'ogni buona novella

la ferita perpetua
marcia di pece
per morire di pace

 ( lastchance - io/11 )

 
 
 

giàmillecinquaseigiornidigovernoberlusconiuffa

Post n°260 pubblicato il 31 Marzo 2011 da lelelele54
 

AVANTI MIEI COSI...COSI'COSI'
si naviga a svista

 

SETTE TERZINE COSMOCHAOTICHE
( edoardo sanguineti - varie ed eventuali )

1
dominanti divetti ducettini
hysteroidi hypocristi homuncolini,
ipernazistici italoforzini!

2
puttana patria polipervertita,
bubbonico bordello, berluschita
querula quadartantaria quartanita!

3
neonarcisi neocon neobushoneschi.
ruinosi rospacci riuneschi,
tremendi tremonteschi trepunteschi!

4
cosmico caos, che crudo cubo cupo;
mondialesco mercato, macrolupo
grave, gravido globo, geodirupo!

5
ecco empi episcopalici egocentrici,
scemotti satanelli subeccentrici,
obnubilanti orcastri opacocentrici!

6
fracassata fottuta, forzitalico
arcilupanesco aidsescoidalico,
leghistico littorio lipolalico!

7
zoomorfi zeri zetamorfinosi,
villanrifatti venovaricosi,
ultrà uhùh ultrultrultrultrultrosi!

 

 
 
 

giàmillecinquantacinquegiornidigorvernoberlusconiuffa

Post n°259 pubblicato il 30 Marzo 2011 da lelelele54
 

AHH SILVIO !
rimembri ancora le tue terga perdute?

monorima monoritmica berluscocchiesca
(edoardo sanguineti - varie ed eventuali)

1
è una maschera bianca il berluscococchio:
fatto è di gesso, ha il naso di Pinocchio:
c'è il fuoco, che gli brucia già il ginocchio
ma ride e ride, in quel suo bel pastrocchio:

2
PSIIIII è un grande grido, e grido è di malocchio:
c'è un garofano, e bene io me lo adocchio:
è doppia freccia l'ombra di Capocchio:
lega, oscillando, finocchio con finocchio:

3
molle gidiglia a te ti specchia l'occhio:
povera Itaglia tua, tuo scarabocchio:
tu la impastrocchi, e io ti rimpastrocchio:
imbandanato è l'ipercavalocchio:

4
brocchi e balocchi, sta partendo il cocchio:
un po' Leonardo è questo; e un po' Verrocchio:
di forzeschi asineschi folto è il crocchio:
di zoccoli e di zoccole è lo scrocchio:

5
mi tengo in tasca i pugni, alla Bellocchio:
smorfieggio, mi consenta, e lumo, anzi occhio:
sono il gatto e la volpe, e ti infinocchio:
ratzingherofilando, mi inginocchio:

6
voi siete figli d'androcchia e d'androcchio:
voi mi siete compari quando accrocchio:
o culex verde, alba pulex, pidocchio,
miei neri vermi del vecchio Menocchio!

 
 
 
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