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Post n°69 pubblicato il 25 Febbraio 2013 da gatta.sissi
Pare che le coppie europee stiano a poco a poco perdendo il desiderio.
Dopo un po' che si sta insieme ci si accontenta di poco. Bacini bacetti, carezze e Ma non basta. Una tale scrittrice inglese nota per le sue battaglie femministe, per darci il definitivo Urge una risposta. La risposta è: dipende. Dico, dipende dai casi. Se hai simulato già molto prima, tipo che hai simulato di avere il mal di testa, il mal di pancia, il mal d'orecchi e lui ancora insiste, non ti resta che farla finita e simulare anche quello.
Oppure se hai da fare cose urgenti,la macchina è in divieto di sosta, hai il ragù sul fuoco e ti scade una rata alla posta, allora se simuli te la cavi prima. Anche se non è affatto facile fingere. Ci vuol talento e poi dipende con chi hai a che fare. Se l'amante è uno della Pupa e il secchione allora è facile come rubare la lattuga a una lumaca. Quelli ne sanno di orgasmi come io ne so di astrofisica. Se invece il partner è uno sgamatissimo, che ha già fatto orgasmare a raffica paccate
Se lui è come uno di quei gatti maschi coi testoni grossi e pieni di cicatrici che si sono passati tutte le gatte del quartiere e tu sei l'unica deficiente che deve fingere in fretta perché deve andare in tintoria a ritirare il piumone, allora ci vuole abilità. Perché non è solo una questione di grufolii e mugugni, ci sono anche delle cose fisiche, tremolii, agitazione, cuore che batte la macarena, manine che artigliano. Io avevo letto persino che ti si piegano i piedi ad angolo retto. Insomma: per fingere bene, che lui non capisca, dobbiamo esercitarci nella messa in scena senza tralasciare nessun particolare. E veniamo alle esternazioni sonore. Meglio un ululato lungo come i coyote, o tanti lamenti acuti come l'aragosta quando la fai bollire nell'acqua bollente? O ancora un unico urlone deciso alla Tarzan?
O ancora un orgasmo defìlippico, quello in cui mormori: Va a sapere. La verità è che quando non simuli, non è che metti in scena tutto 'sto cancan. Magari fai solo un "fut", un sospiretto e morta lì. Certe volte per essere sicura quindi mi chiedevo .. voi, femminucce, avete mai finto? e voi, maschietti, visiete mai accorti che lei fingeva (mettete da parte per un momento l'orgoglio maschile) |
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Post n°68 pubblicato il 19 Febbraio 2013 da gatta.sissi
Non ricordo in quale film, i protagonisti hanno più o meno questo scambio di battute (per me è normale non ricordare queste cose .. non si tratta di senilità precoce)
Lei: Che schifo, ma che te ne fai di una vagina finta?
Davvero? Al che ho fatto una ricerchina e sì, bambole gonfiabili a parte, questi oggetti esistono davvero, la maggior parte sono osceni e su Youtube spiegano con efficaci video tutorial, per dirne una, come realizzare una simil vagina con un guanto ed un asciugamano.
Per fortuna i designer ci vengono incontro e realizzano oggettini come quello che vedete nella foto e che può far divertire contemporaneamente sia lui che lei. I costi, naturalmente, sono elevati.
In questo caso, ad esempio, siamo sui 59,90 euro per un oggettino che misura 5,6 x 4,5 x 2 cm e si può richiedere anche in blu.
che ne pensate delle vagine finte? che ne penserebbe lui?
Mi date il vostro parere? |
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Post n°67 pubblicato il 13 Febbraio 2013 da gatta.sissi
Tutto è cominciato stamattina, quando con una mia amica parlavamo di un uomo che la corteggia. La poveretta risiede fuori città e dunque non sono stata testimone oculare di quanto segue, ma la storia è tanto, tanto simile a quella di altre donne che conosco.
Lei guarda lui, lui guarda lei. Restano agganciati da uno sguardo durato meno di un secondo. La cosa si ripete. Ancora. Alla fine lei decide di osare un ciao e lui ricambia sorridente.
Bene, pensa lei, è fatta. Al prossimo giro mi offrirà un caffè o uno spritz. Niente. Solo sguardi. Poi una svolta apparentemente banale: lui comincia a fare in modo da non uscire tanto in fretta dal luogo di lavoro. Sosta improvvisamente sul marciapiede, senza motivo, finché lei non gli passa accanto. E la guarda.
I due, a dirla tutta, sono entrambi impegnati. Dunque, ho detto alla mia amica, dando per scontato che lui provi davvero un certo interesse, è questo impegno che lo trattiene. Uomo integerrimo? Uomo con paura di farsi coinvolgere? Uomo che teme l'evidente giaguara che non giace affatto sopita in lei?
Senza palle, è solitamente la conclusione cui giungiamo. In fondo è una storia capitata a molte di noi, anche single alle prese con altri single, e non sempre vale il detto che se lui non ti parla/chiama/invita è perché non gli interessi. Gli uomini sembrano improvvisamente spaventati.
Al che mi è sorto un dubbio: che non dipenda dal terrore di trovarsi una stalker che poi avvisa la moglie? Che non dipenda dalla paura del solito coinvolgimento emotivo che in noi donne scatta anche se lo neghiamo?
Sta' 'tenta, ho detto alla mia amica: vendiamo un po' di magliette con su scritto "voglio solo scoparti".
Sì, dice lei, facciamo come fanno i calciatori: la indossiamo sotto quella normale e al momento giusto hop! lanciamo il messaggio, così magari ce lo offrono 'sto spritz.
Il fatto è che qui da noi, se un uomo indossa una maglietta del genere è un grand'uomo per i suoi amici e un maiale per le donne. Se invece è una donna ad indossarla, specialmente sopra i 30 e senza protesi al seno, potrebbe sortire l'effetto "sfigata". D'altra parte ci libererebbe da molti equivoci e senza dire nemmeno una parola.
In attesa di sapere come sta evolvendo o implodendo la storia della mia amica, mi son detta che il mio progettino è forse da rifinire e strutturare meglio, ma non del tutto da buttare. Sto dunque progettando altre frasi interessanti e incisive. Voi che dite? Avete suggerimenti? Comincio a stampare?
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Post n°66 pubblicato il 11 Febbraio 2013 da gatta.sissi
Una mia giovane amica (giovane donna, non ragazzina) mi raccontava di una storia finita da poco. Dal suo punto di vista è tutta una questione di palpitazioni.
lui mi dice: non chiederò mai più al mio cuore di amare come ha fatto con te perché voglio che sia tranquillo, senza palpitazioni eccessive.
Mi ha fatto pensare al fatto che noi over ....... quando proviamo nuove emozioni diciamo che ci sentiamo ringiovanire.
Come se quelle palpitazioni appartenessero ad un’epoca precisa e non alla capacità tutta umana di amare, entusiasmarsi, provare attrazione. Davvero crescere significa mettere un punto fermo e smettere di agitarsi? O non significa piuttosto morire prima del tempo?
Forse per ognuno di noi la maturità ha significati e sfumature diverse. Per chi ha vissuto molto intensamente può voler dire riposare. Per chi non si è mai lanciato scoprire che invece può farlo.
In ogni caso, scappare dalle proprie palpitazioni senza aver mai chiesto loro un consiglio potrebbe rivelarsi un errore. voi che ne pensate? |
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Post n°65 pubblicato il 06 Febbraio 2013 da gatta.sissi
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un giorno così

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