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Post n°897 pubblicato il 29 Maggio 2012 da resistenzabianconera
"Antonio Conte è e sarà il nostro allenatore". Sono quasi le 7 di sera quando Andrea Agnelli pronuncia queste parole a difesa del tecnico della Juventus, iscritto nel registro degli indagati dalla Procura di Cremona per associazione per delinquere finalizzata alla truffa e alla frode sportiva nell'ambito dell'inchiesta sul Calcioscommesse. Da parte del presidente bianconero arriva una difesa strenua e convinta dell'allenatore dello scudetto, in una conferenza stampa-monologo di 6 minuti totali al centro sportivo di Vinovo. "Il quadro che si sta delineando - rileva Agnelli - è estremamente preoccupante per il mondo del calcio e tutti noi seguiamo la vicenda con apprensione e amarezza. Allo stato non mi pare e non risulta che Antonio Conte faccia parte di questo quadro preoccupante". Poi il numero uno juventino spiega i motivi: "Dai fatti che ho avuto modo di leggere, il ruolo che sarebbe attribuito ad Antonio è vicino all'insignificante. Conosco Conte da 20 anni e i suoi valori, che sono di onestà, integrità e lealtà, glieli ho visti applicati all'inizio della sua carriera di giocatore, quando ha cominciato ad allenare, e oggi da allenatore della Juventus. E' giusto esprimere rispetto per il lavoro giusto e complesso che i magistrati stanno compiendo. Ed è altrettanto giusto esprimere rispetto per le persone coinvolte nei fatti che sono tutti da verificare, e che sono ora in posizione di debolezza. La società ed io personalmente siamo vicini ad Antonio e a Leonardo Bonucci (il difensore indagato dalla procura di Bari, ndr)", sottolinea. Poi la conclusione: "Voglio bloccare sul nascere tutte le illazioni, Antonio è e sarà il nostro allenatore. L'anno prossimo abbiamo una Champions da giocare e Antonio sarà colui che ci guiderà". Al suo fianco siede il tecnico che, con gli occhi lucidi, lo ringrazia delle parole e poi offre la sua versione. "Ribadisco l'assoluta estraneità mia e dei miei calciatori - attacca Conte -. Col Siena ho vinto il campionato (di B, ndr) con tre giornate di anticipo con grande sacrificio, sudore, lacrime e soddisfazioni, con un gruppo di ragazzi straordinario. E' stata un'annata fantastica, niente e nessuno la rovinerà". "La mia storia calcistica parla abbastanza chiaro - rivendica il tecnico - ho sempre mostrato integrità morale e onestà, sia da calciatore sia da tecnico". Conte parla tutto d'un fiato: "Sono una persona che vuole vincere e che va anche oltre le sue possibiltà per raggiungere la vittoria. Lo si può chiedere ai miei calciatori, ai miei compagni e agli avversari. Ho subito un'aggressione con bastoni davanti a mia moglie e mia figlia per la mia integrità e la mia onestà, questo è Antonio Conte". Sulla vicenda giudiziaria dice: "Sono stato indagato per associazione a delinquere, ho subito una perquisizione in casa quando non c'ero, ho letto il provvedimento, ci sono poche parole, e la prima domanda che mi sono posto è: 'come mai non sono stato chiamato dal Pm di Cremona prima di subire una perquisizione e di diventare un indagato?' Mi sarei aspettato di essere sentito prima di essere indagato". La convocazione arriverà, ma non si sa ancora la data. Intanto l'allenatore sarà difeso da un collegio composto dagli avvocati Antonio De Rensis, Luigi Chiappero e Michele Briamonte. Proprio De Rensis, al mattino, dopo che i poliziotti avevano sequestrato un computer (poi restituito dopo l'effettuazione del backup) e di un Iphone nell'abitazione del tecnico, aveva raccontato di un Conte "fortemente determinato a dimostrare la sua totale estraneità ai fatti contestati". Al momento della perquisizione, Conte non era in casa, ma in vacanza con la famiglia; c'era il fratello Daniele ad accogliere gli uomini della Questura di Torino. Antonio è poi tornato in città attorno alle 11 e si è subito diretto a casa, da dove è uscito poco prima delle 13 per pranzare in compagnia della moglie, del fratello e dell'avvocato De Rensis. Nel tardo pomeriggio, l'incontro con la stampa e la chiosa: "Buone vacanze, perché le mie saranno buone vacanze" |
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Post n°896 pubblicato il 28 Maggio 2012 da resistenzabianconera
Venerdì a Madrid primo contatto col 19enne dell'Athletic Bilbao. Oggi Marotta incontra l'Udinese per Asamoah: costa 15 milioni Una chiacchierata per Higuain ed una serata con Muniain. La missione di Fabio Paratici, venerdì a Madrid, è stata intensa e su più fronti, ma ha permesso al ds bianconero di ragionare sul talento dell’Athletic Bilbao. Da spettatore il dirigente juventino ha assistito alla vittoria del Barcellona nella Coppa del Re, l’ultimo trofeo alzato da Guardiola alla guida dei catalani, ma i suoi occhi erano soprattutto per l’esterno basco. Un 19enne che fa impazzire Conte per la fantasia, la capacità di giocare sia sulla fascia sinistra che a centrocampo e per i numeri già mostrati. |
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Post n°895 pubblicato il 28 Maggio 2012 da resistenzabianconera
Scommesse, altri 19 arrestati. Perquisizioni a Coverciano e nella casa del tecnico juventino. Secondo la procura il laziale e l'ex genoano erano disponibili a truccare le partite per soldi Nuova ondata di arresti nell'ambito dell'inchiesta del calcioscommesse. Stefano Mauri, centrocampista della Lazio, e Omar Milanetto, centrocampista del Padova ed ex giocatore del Genoa, figurano tra le persone arrestate stamane nell’operazione "New Last Bet" condotta dalla Polizia di Stato di Cremona, coadiuvata dal Servizio Centrale Operativo (SCO). In mattinata c'è anche stato un blitz della polizia nel ritiro della Nazionale che ha eseguito perquisizioni nei confronti di Domenico Criscito. Secondo quanto si apprende, anche il difensore azzurro è accusato di associazione a delinquere finalizzata alla frode e alla truffa sportiva. Fra gli indagati c'è anche Antonio Conte, per vicende relative al periodo in cui era allenatore del Siena. Anche l'abitazione del tecnico della Juve è stata perquisita. Le accuse a suo carico sono le stesse: associazione a delinquere finalizzata alla truffa e alla frode sportiva. |
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Post n°894 pubblicato il 23 Maggio 2012 da resistenzabianconera
A giorni l'annuncio: contratto fino al 2015 per 3 milioni all'anno. Sarà il tecnico più pagato in Italia. Agnelli: combine? Gli crediamo Così, dopo gli anni dell’inferno, la Juventus ritorna a essere un modello internazionale. La invitano in Inghilterra a parlare alla London Business School, università chicchissima incollata a Regent’s Park, dove hanno organizzato una cosa molto ambiziosa che si chiama «Global Leadership Summit». Che cosa lega il mondo dello sport e quello degli affari? Per rispondere hanno chiamato manager di mezzo mondo, soprattutto gli americani, che parlano di Nba e di Nfl, basket e football, ma come lo giocano loro, con le mani e dandosi un sacco di botte. Per il football come lo intendiamo noi invece ci sono i capoccioni della Premier League e poi Andrea Agnelli, che alle cinque di sera ha uno spazio suo. Mezzora di botta e risposta sulla Vecchia Signora, da Calciopoli alla Champions, passando per lo scudetto degli Invincibili. «L’ambizione non ci manca. Se hai la nostra storia vuoi vincere sempre». |
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Post n°893 pubblicato il 21 Maggio 2012 da resistenzabianconera
Grazie lo stesso ragazzi Juventus (3-5-2): Storari, Barzagli, Bonucci, Caceres, Lichtsteiner(23' st Pepe), Vidal, Pirlo, Marchisio, Estigarribia, Borriello (27' st Quagliarella), Del Piero (23' st Vucinic). (13 Manninger, 24 Giaccherini, 32 Matri, 34 Marrone). All.: Conte L’accoppiata scudetto Coppa Italia non riesce alla Juventus, punita all’Olimpico di Roma da un rigore di Cavani e da un contropiede di Hamsik, ma uscita comunque a testa altissima da una partita dura, combattuta e a tratti anche dominata. Resta il rammarico per il double sfumato, ma rimane la consapevolezza di aver disputato un’annata eccezionale e di avere gettato solidissime basi per un futuro ancora più roseo. La gara dell’Olimpico è subito vivace e il Napoli si dimostra avversario di rango dopo neanche due minuti, quanto Campagnaro se ne va sulla destra e crossa per Zuniga che schiaccia di testa, trovando la smanacciata di Storari. Nel primo quarto d’ora il pressing degli uomini di Mazzarri è feroce e portato molto alto e la manovra bianconera fa fatica a svilupparsi. Al contrario Lavezzi è bravo a muoversi tra le linee e le sue sgroppate non sono semplici da fermare. Non appena il Napoli rallenta però, la Juve viene fuori e prova a pungere, prima con un destro di Marchisio dal limite ribattuta da De Sanctis, poi con una sventola di Vidal che colpisce in pieno Aronica. Pirlo gode di ben poca libertà, anche perché è sempre seguito da uno tra Hamsik, Cavani e Lavezzi, Marchisio è guardato a vista da Inler, mentre Vidal è in moto perpetuo. Il cileno è tra i più attivi, recupera palloni su palloni e non si tira indietro se ci sono da usare le maniere forti. Il suo carattere è la sintesi di quello della Juve, che dopo aver lasciato sfogare il Napoli e stretto i denti nella prima parte di gara, con il passare dei minuti prende il controllo della gara. Il sinistro di Borriello al 39’ potrebbe premiare gli sforzi dei bianconeri, ma termina a lato di un soffio. Poco dopo è Marchisio ad avere il pallone buono e il tiro avrebbe probabilmente miglior sorte se Claudio non venisse travolto in area da Aronica. Brighi lascia correre... La punizione di Del Piero e la respinta da De Sanctis chiudono il primo tempo. La discesa di Dzemaili sulla sinistra e il suo insidioso cross basso aprono la ripresa. E, proprio come in avvio di gara, il Napoli sembra più vivace. La Juve riesce a prendere campo, ma al 18’ concede troppo spazio a Lavezzi che entra in area e viene toccato da Storari. Birghi indica il dischetto e Cavani trasforma. Cinque minuti e Conte cambia: Alessandro Del Piero termina la sua ultima partita in bianconero lasciando il posto a Vucinc, mentre Pepe rileva Lichsteiner. Presto diventa un assedio: Bonucci cerca la volé dal limite e De Sancits toglie il pallone dall’angolino e poco dopo Pepe semina il panico in area. Il suo sinistro viene toccato da Quagliarella, appena entrato al posto di Borriello, ma De Sanctis è ancora pronto. In campo ora c’è solo una squadra, la Juve ci mette l’anima, ma manca lucidità. Il Napoli si difende con ordine e riparte in contropiede. E con Hamsik colpisce di nuovo. I bianconeri cercano di riaprire la gara, lottano fino all’ultimo secondo, ma rimasti in 10 per l’espulsione di Quagliarella e con poco a tempo a disposizione, non riescono nell’impresa. La Coppa va al Napoli, l’imbattibilità bianconera termina proprio nell’ultima partita della stagione. Una stagione che rimane comunque straordinaria e per la quale Conte e i suoi ragazzi meritano solo applausi. L'ultima notte di Del Piero tra lotta e proteste: "Adesso mio fratello dovrà trovarmi una squadra" La notte, l’ultima, di Alex comincia fra Vidal ed Estegarribia: la foto ufficiale della Juve in mezzo al campo apre il duello finale. Passano sessantotto minuti e la storia bianconera si accomoda in panchina: Del Piero saluta quando il Napoli è in vantaggio e la finale sta sfuggendo via. «Cosa mi porto dietro di questi diciannove anni? Tutto, ma - così il capitano adesso fatemi andare in vacanza, solo staccando la spina dal campionato e dalla Coppa Italia potrò metabolizzare che è finita. Con la Juve, non con il calcio...». La prima volta di Conte "Perdere mi brucia" La fine dell’imbattibilità alla partita numero 43 della stagione lo ha mandato fuori giri e Antonio Conte non fa nulla per nasconderlo: «Mi brucia perdere e quando succede preferisco stare tranquillo e fare decompressione dentro il mio stanzino». |
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Post n°892 pubblicato il 17 Maggio 2012 da resistenzabianconera
Il club raccontato attraverso cimeli, scatti e video. Andrea Agnelli: "E' il pezzo che mancava" A vedersi ringhiare in mezzo ai campioni che hanno fatto la storia, rischia di commuoversi addirittura Edgar Davids, il duro dei duri. E' assieme al presidente Andrea Agnelli e, metro dopo metro, percorre- è la prima volta per tutti- il nuovissimo Juventus Museum, che apre domani. |
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Post n°891 pubblicato il 14 Maggio 2012 da resistenzabianconera
SALUTATE GLI INVINCIBILI! JUVENTUS (4-3-3): Storari 6, Lichtsteiner 6, Bonucci 6, Chiellini 6.5 (43' st Barzagli 6), Estigarribia 6 (20'st Quagliarella 6), Padoin 6, Pirlo 6.5, Marrone 6.5, Giaccherini 6, Borriello 6.5, Del Piero 7 (12' st Pepe 6). (13 Manninger, 8 Marchisio, 14 Vucinic, 32 Matri). All. Conte 6.5 TORINO - Finisce in trionfo la stagione della Juventus campione d'Italia 2011/12. I bianconeri vincono anche l'ultima partita casalinga, contro l'Atalanta, e mantengono l'imbattibilità in Serie A. Un 3-1 finale per una partita divertente, giocata bene da entrambe le squadre. Ma a caratterizzare il pomeriggio torinese è stato l'emozionante addio di Alessandro Del Piero. Toccato duro da Cazzola dopo 1', il capitano è rimasto in campo e ha firmato la rete del 2-0. Al minuto 12' della ripresa ecco l'uscita dal campo, tra gli applausi della gente, dei compagni e degli avversari. Tifosi in lacrime sugli spalti hanno invocato il giro del campo che Del Piero ha fatto qualche istante dopo. ![]() |
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Post n°890 pubblicato il 12 Maggio 2012 da resistenzabianconera
Alex non vuole nessun gala. Il n.10 in campo per l'ultima volta a Torino, poi la finale di Coppa Italia ma nessuna celebrazione Domani le tre stelle nel logo sulla maglia. TORINO - I tifosi della Juventus si preparano all'ultima partita di Alessandro Del Piero, in campionato, con la maglia bianconera dopo quasi vent'anni. Accadrà domani contro l'Atalanta, nel giorno della festa per lo scudetto. Poi, nessun futuro torinese e nessun nuovo contratto. Il presidente Andrea Agnelli avrebbe voluto organizzarne un'altra, di festa, a fine stagione. |
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Post n°889 pubblicato il 09 Maggio 2012 da resistenzabianconera
Quando vincevamo, sempre. Sul campo, più di tutti. Quando siamo caduti. Quando non sapevamo che fine avremmo fatto. Quando l'abbiamo saputo, e l'abbiamo accettato. Lottando per rialzarci. Quando siamo entrati in campo a Rimini. Quando gli altri festeggiavano. Quando noi stavamo a guardare. Quando speravano che non saremmo mai tornati. Quando abbiamo cominciato a risalire. Quando non riuscivamo a ritrovare la strada. Quando l'abbiamo ritrovata: vincendo. Questa è la nostra festa, conquistata fino all'ultima goccia di sudore. E' la festa di tutti quelli che ci hanno sempre creduto. E' la festa di tutti voi tifosi juventini che al posto di abbandonarci avete fatto sentire ancora più forte la vostra voce. E' la festa di quelli che hanno esultato per un gol in serie B come per quello che è valso lo scudetto. E' la festa, perché no, degli avversari (non tutti) che ci hanno sempre rispettato. E' la festa di Balzaretti, Belardi, Bianco, Birindelli, Bojinov, Boumsong, Buffon, Camoranesi, Chiellini, De Ceglie, Giannichedda, Giovinco, Guzman, Kovac, Lanzafame, Legrottaglie, Marchionni, Marchisio, Mirante, Nedved, Palladino, Paro, Piccolo, Trezeguet, Venitucci, Zalayeta, Zanetti, Zebina. All. Deschamps. E doveva finire così, non ho mai smesso di crederci. Grazie a tutti, ragazzi. Godiamocela, ce la siamo meritata. Io c'ero, voi c'eravate. Noi c'eravamo. E ci siamo, finalmente. Siamo tornati. Alessandro Del Piero ![]() |
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Post n°888 pubblicato il 09 Maggio 2012 da resistenzabianconera
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Post n°887 pubblicato il 07 Maggio 2012 da resistenzabianconera
La Juve è campione d'Italia. Esplode la festa scudetto È scudetto, dopo sei anni, dopo il purgatorio della B, dopo una cavalcata imbattuta, dopo le paure degli ultimi 90’. La Juve torna a vincere nella trasferta più strana, a Trieste, davanti a un Cagliari non arrendevole ma duro, ostinato, deciso ma anche impreciso. E con l’aiuto a distanza dell’Inter, ironia del calcio. Del Piero: "Epilogo strano ma felice". E ora i tifosi gli chiedono di restare «Questa serata mi ripaga di tante cose. A cominciare da quel che è successo nel 2006» le prime parole di Del Piero dopo lo scudetto. «È un epilogo strano - ha detto parlando del suo addio al bianconero - Ma lo vivo con gioia: dopo la B stasera ha un sapore speciale. È una bella storia, e sono contento di farne parte».«Oggi festeggiamo uno scudetto che tutti abbiamo meritato e io sono felice di aver dato il mio contributo - ha detto ancora Del Piero -. Io comincio ogni anno per vincere, a volte non capita, ma quello che è successo oggi mi ripaga di tanti anni, a cominciare dal 2006. Fra 15 giorni abbiamo un’altra partita che vogliamo vincere (la finale di Coppa Italia n.d.r.)». Festa Juve, ecco lo scudetto più atteso. Tifosi in delirio: "Con questo sono 30" ![]() |
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Post n°886 pubblicato il 03 Maggio 2012 da resistenzabianconera
Papera di Buffon: campionato riaperto JUVENTUS (3-5-2): Buffon 4.5, Barzagli 6, Bonucci 6, Chiellini 6, Lichtsteiner 6, Vidal 6, Pirlo 6, Marchisio 6.5, De Ceglie sv (6' Caceres 5.5) Quagliarella 6.5 (26' st Matri 5,5), Vucinic 6 (30' st Del Piero). (30 Storari, 24 Giaccherini, 20 Padoin, 23 Borriello). All. Conte 6 Nel calcio l'imponderabile è la regola ma se gli si dà un aiutino lo diventa anche di più. La Juve ha fatto l'impossibile per riaprire, con il pareggio contro il Lecce ridotto in dieci, un campionato che a 5' dalla fine si poteva dire chiuso. Con il Milan a -1 potrebbero saltare i nervi anche perchè il modo in cui i bianconeri hanno gettato i due punti è incredibile: la gaffe di Buffon che ha consegnato a Bertolacci la palla del pareggio non si poteva immaginare, venendo dall'uomo più esperto del mazzo. Forse la disoccupazione degli ultimi tempi (anche ieri non aveva ricevuto un solo tiro) ha un po'annoiato il capitano juventino che sta prendendo alla lettera l'ordine di Conte di non sparacchiare via i palloni ma di giocarli anche in difesa.
Buffon e quel dribbling di troppo: "Scusate, è tutta colpa mia" Un blackout improvviso e tutto torna in discussione. Buffon controlla male un retropassaggio di Barzagli, perde il contrasto con Bertolacci che a porta vuota regala il pareggio al Lecce (in dieci). Conte si copre il volto con le mani, poi a mente fredda spiega: «È stato un infortunio, è come sbagliare un gol a due metri dalla porta. Gigi sta facendo un campionato straordinario, come tutti, ha la forza e la capacità di rimanere sereno. Ci siamo giocati un bonus, ora per lo scudetto siamo obbligati a vincere le ultime due. Se ci riusciremo, complimenti a noi, altrimenti vorrà dire che non siamo ancora pronti e complimenti a chi ci insegue». |
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Post n°885 pubblicato il 30 Aprile 2012 da resistenzabianconera
JUVE, MANI SULLO SCUDETTO I bianconeri passano 4-0 al 'Piola' (doppietta di Vucinic, Borriello e Vidal) e conservano tre punti sul Milan a tre giornate dalla fine. La squadra di Conte domina dall'inizio dalla fine contro la formazione di Tesser che, nonostante l'impegno, non ha potuto nulla NOVARA: Fontana; Dellafiore (1’ st Da Silva), Lisuzzo, Paci, Garcia; Porcari, Pesce, Gemiti; Rigoni; Mazzarani (22’ st Radovanovic), Caracciolo (6’ st Morimoto). Altri tre passi verso lo scudetto. La Juve passa per 4-0 a Novara, centra l’ottava vittoria consecutiva e si avvicina ulteriormente al tricolore. I bianconeri salgono a 77 punti e, con 3 giornate da disputare, conservano 3 lunghezze di vantaggio sul Milan. La formazione di Conte, attesa mercoledì dall’impegno casalingo con il Lecce, archivia il derby piemontese in poco più di 45 minuti davanti ad uno spettatore d’eccezione: in tribuna infatti c’è anche Michel Platini, presidente della Uefa ed ex stelle della Vecchia Signora. Mercoledì il primo match ball per lo scudetto: in caso di vittoria e contemporaneo ko del Milan Conte potrebbe già festeggiare. Nel menù dell’ultimo mese, Roma esclusa, la partita con il Lecce, mercoledì sera allo Juventus Stadium, è da tempo indicata come la più dura dallo staff tecnico bianconero. E’, o era, vista la sconfitta interna con il Parma, una delle squadre più in forma della parte finale del campionato. Restano, comunque, avversari pericolosi e rapidi, da Muriel e Quadrado: non a caso, già all’andata, la Juve faticò abbastanza, vincendo con un tap-in di Matri. Oltre al nemico, Conte dovrà gestire ancor più la pressione: se mai il Milan perdesse, a San Siro con l’Atalanta, la Juve potrebbe già allungare le mani sullo scudetto, volando a più sei con due sole partite da giocare e con il vantaggio negli scontri diretti. Conte: "Non siamo ancora il Barça ma la strada è quella giusta" "Sento parlare di grinta ritrovata: giudizio superficiale, la Juve gioca a calcio" Un altro passo verso lo scudetto, sotto gli occhi di chi di scudetti se ne intende, Michel Platini e Giampiero Boniperti. Antonio Conte saluta i due grandi del passato («Sono contento che abbiano assistito ad una partita giocata bene da parte nostra. Mi auguro che soprattutto Platini torni spesso a vederci visto che ha portato bene»), ammette di sentire vicino il traguardo ma veste comunque i panni del pompiere. «I calcoli li sappiamo fare anche noi - sorride -. Ci stiamo avvicinando nella maniera giusta, vincendo, sapendo di avere un grandissimo avversario come antagonista. Sappiamo anche che siamo davanti noi e che siamo i padroni del nostro destino». |
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Post n°884 pubblicato il 26 Aprile 2012 da resistenzabianconera
LA JUVE RESTA A +3 SUL MILAN. CESENA IN B Un gol di Borriello decide (1-0) una partita complicata. Decisivi i cambi di Conte con l'ingresso in campo dell'ex romanista e di Del Piero. Nel primo tempo palo di Pirlo su rigore. I romagnoli salutano la massima serie CESENA (5-3-1-1): Antonioli 7; Ceccarelli 6, Benalouane 6, Rodriguez 6.5, Moras 6, Djokovic 6.5 (32' s. t. Rossi sv); Santana 6, Colucci 5 (32' p. t. Guana 5.5), Parolo 5; Del Nero 6 (20' s. t. Arrigoni 5.5); Rennella 5.5. (Ravaglia, Comotto, Malonga, Lolli). All.: Beretta 6
![]() CONTE SU ALLEGRI: COMINCIA AD ANNOIARMI Il tecnico elogia la prestazione di Cesena: "Dallo zero che c'era adesso ci sono basi fondamentali. Il milanista dice che succede qualcosa? Sì, per forza succederà qualcosa. Borriello è un attaccante che merita" CESENA - "E' stata una prova di maturità da parte nostra. E' stata una partita sudata ma anche una vittoria voluta con tutte le nostre forze contro una squadra molto chiusa. Il Cesena è stato un Chelsea italiano? diciamo che il Chelsea sta facendo tendenza...". Queste le parole di Antonio Conte, allenatore della Juventus, al termine del successo bianconero di Cesena.
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Il tecnico ha aspettato e dato fiducia all'attaccante anche nei momenti più bui: è arrivato il primo gol che può valere lo scudetto. Si allunga la serie dei giocatori recuperati dall'allenatore TORINO - Conte non ha mai negato niente a nessuno, se soltanto intravvedeva la possibilità che gli venisse restituito un poco del molto che lui dà ai suoi giocatori. Qualcuno lo ha abbandonato per strada (Ziegler e Amauri li stroncò dal primo giorno, Elia e Krasic li ha mollati quando ha capito che nessun tipo di semina avrebbe dato un pur minimo raccolto), ma su altri ha lavorato con insistenza, con pazienza, con ostinazione, senza mai arrendersi a quella che per molti poteva essere un'evidenza. È per questo che ieri Borriello ha festeggiato il primo e unico gol juventino stritolando di abbracci il suo allenatore: è stato un gesto di riconoscenza, quasi d'affetto verso un uomo da cui ha sempre ricevuto fiducia, resistendo a ogni ragionevole dubbio. In cambio della sua pazienza, Conte ha ricevuto un gol che potrebbe rivelarsi fondamentale per lo scudetto, un gol che darà un senso ai sei mesi juventini di Borriello, che non segnava da quasi un anno (22 maggio 2011, Roma-Sampdoria 3-1) e che rischiava di passare da Torino senza lasciare traccia se non nel malumore dei tifosi, che non l'hanno mai amato e molti nemmeno accettato visto che, due anni prima, preferì la Roma alla Juve. L'attacante entra dalla panchina e decide la gara contro il Cesena. Che retrocede combattendo. Nel primo tempo Pirlo sbaglia un rigore, il secondo in due gare «È un gol da tre punti, però mancano ancora 4 partite e non sarà facile, lo abbiamo visto oggi con il Cesena quasi retrocesso. È anche un gol importante, che dedichiamo ad Andrea Fortunato. Oggi me lo sentivo che segnavo, l’ho detto anche ai ragazzi in panchina». Marco Borriello, dai microfoni di Sky, ha una dedica particolare per la rete che ha segnato a Cesena e che avvicina la Juventus allo scudetto: è per il terzino sinistro bianconero (di origini campane come Borriello) morto per leucemia nel 1995 a soli 24 anni. «Non c’è neanche il tempo di festeggiare - continua Borriello - perché tra due giorni c’è il Novara. Sono arrivato con scarsa condizione, ora spero per il gol mi dia ancora più fiducia. L’abbraccio sul gol? Abbiamo un gruppo straordinario» |
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Post n°883 pubblicato il 24 Aprile 2012 da resistenzabianconera
Lo sputo indirizzato a Stephan Lichtsteiner nella gara di ieri sera tra Juventus e Roma costa caro a Erik Lamela. Il fantasista argentino dei giallorossi è stato squalificato per tre giornate con l’ausilio della prova televisiva. http://multimedia.lastampa.it/multimedia/qui-juve/lstp/137815/ Lichtsteiner fa il gesto del 4-0 a Lamela, l’argentino non gradisce e reagisce indirizzando uno sputo verso il difensore della Juventus. Brutto episodio nel finale di Juve-Roma, anche Luis Enrique lo condanna. «Non è bello quello che fa un giocatore di questo livello - dice lo spagnolo ai microfoni di Sky Sport riferendosi a Lichtsteiner - visto che sta vincendo 4-0, ma non è bello neanche quello che fa Lamela. Non c’è niente di bello, ma non drammatizziamo». |











































Inviato da: ely
il 24/05/2012 alle 14:06
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il 24/05/2012 alle 14:05
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il 21/05/2012 alle 21:50
Inviato da: elyrav
il 21/05/2012 alle 08:54
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il 10/05/2012 alle 08:13