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L'albero di luce

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LO SCALATORE

Post n°120 pubblicato il 11 Maggio 2013 da suntree



Montagne, sorelle del cielo,
udite, vi devo parlare,
ho perso un amico, un fratello…
vi era venuto a cercare.

Diceva che su, dalle cime,
si vede il profondo del mare…
diceva che i vostri silenzi
han voci che sanno parlare…

diceva che era stupendo
sentire il soffiare del vento…
che anche le mani piagate
non danno che un lieve tormento…

diceva che era un incanto
vedere una cima al tramonto…
che solo un fiore di campo
può reggere questo confronto.

Montagne, sorelle del cielo,
verrò per piantare una croce
e i giorni che sibila il vento,
potrete udir la sua voce.

Saprete, che quella passione,
gli nacque quand’era bambino,
che i chiodi li aveva piantati,
soltanto per starvi vicino.

Se un giorno, salendo la cima,
vedrò, sulla roccia, un bel fiore,
saprò che l’avrete capito…
che il suo…era un atto d’amore!

Franco Callegaro

 
 
 

L'amore

Post n°119 pubblicato il 21 Gennaio 2013 da suntree

Tutto ciò che fate, 
sforzatevi di farlo con amore, 
oppure non fatelo! 
Ciò che fate senza amore 
vi logora, vi mina, 
quindi non stupitevi 
se in seguito non avete più risorse. 
Quando lavorate senza amore, 
è come se introduceste in voi del veleno. 
Direte che ci sono lavori che non amate,
ma che avete comunque il dovere di fare. 
D’accordo, siete obbligati, 
ma trovate almeno una ragione 
per farli con amore. 
Questo dipende soltanto da voi.


Omraam Mikhaël Aïvanhov

 
 
 

Fine d'anno

Post n°118 pubblicato il 30 Dicembre 2012 da suntree

Fine d’anno…

Tempo di somme, di rettifiche, di propositi e di valutazioni.

Anno per me difficilissimo, intenso, ma non privo di soddisfazioni…

Sarei ingrato a non riconoscere tutto quello che di buono ho vissuto e ho avuto in quest’anno…anche se ho ripagato tutto con sangue, sudore e, talvolta, lacrime… 

Ma questo secondo aspetto, spesso, non viene notato dalle persone che hai intorno…perché distratte o “prese” in altre faccende affaccendate…

Va bene…quanto è passato ormai è passato…pensiamo al nuovo anno, alle sfide che ci saranno, alle difficoltà da superare…e…rimaniamo grati per la possibilità che abbiamo di poterci misurare con prove più o meno difficili, visto che è l’unico modo per farci il carattere…

La sera avremo forse modo di guardare il cielo e respirare, semplicemente…ringraziando dell’attimo di tregua che avremo in quel momento…e la mattina, uscendo, guardiamo ancora il cielo…che attende i nostri gesti, le nostre azioni…con la speranza che i nostri gesti allarghino un altro poco la capacità di contenere, di amare, del nostro cuore…

Con affetto verso tutti…

Antonio

 
 
 

L'uomo

Post n°117 pubblicato il 20 Novembre 2012 da suntree

Se un uomo non ha scoperto nulla per cui vorrebbe morire, non è adatto a vivere.

Martin Luther King

 
 
 

Lo sguardo dei nostri padri

Post n°116 pubblicato il 16 Ottobre 2012 da suntree

Davanti alla nostra azienda ce n’è un'altra di un settore completamente diverso dal nostro.

Qui lavora Claudia: la conosco poco purtroppo e, quel poco, sono ricordi di diversi anni fa quando io avevo l’ardire di fare il “formatore” e lei era ancora poco più che bambina … (col tempo poi mi sono reso conto che, per formare e crescere gli altri, devi essere disposto a farlo tu prima di tutti … ora vado un po’ più cauto con queste cose, ma questa è un’altra storia) …

Le nostre sono state storie diverse, molto dure per entrambi … ogni tanto sentivo di lei qualche rarefatta notizia: una bimba da crescere da sola, il padre che si è ammalato ed è morto velocemente e precocemente un anno fa.

Già da qualche anno avevo notato il suo sguardo, diverso dalla maggior parte degli sguardi che si trovano nel nostro paese … uno sguardo che, anche quando sorride, è venato di una sottile malinconia, oserei dire anche tristezza … l’ho osservata meglio in questo ultimo periodo quando la incrociavo mentre accompagnavamo le nostre rispettive figlie a scuola … ho ritrovato in lei lo stesso sguardo che, per vie differenti, sento di avere anche io … anche se il suo è, inevitabilmente, più bello e dolce essendo lei una donna …

Certamente è il dolore e il sacrificio e le nostre scelte personali a dare il taglio che ha il nostro sguardo … ma è anche vero che lo abbiamo ereditato dai nostri genitori e poi lo abbiamo elaborato …

In questi giorni sto perdendo ancora una volta mio padre … presumo e spero che mi venga concessa la grazia di averlo con me per qualche anno ancora … si, mio padre è morto e rinato diverse volte per me … la prima volta è successo quando avevo nove anni … lui aveva 37 anni e rimase all’estero per due mesi dove si sottopose ad un delicato intervento chirurgico dove le possibilità di riuscita erano “uno va e uno resta” … Il  buon Dio (o la Vita per chi non è credente) me l’ha concesso ancora per molti anni ma, per una persona sofferente come lui, ogni volta che arrivavi al punto di non ritorno (ed è già successo diverse volte) era come perderlo e ritrovarlo, morire e rinascere … questo è stato ciò che ha elaborato maggiormente il mio sguardo: la sua forza nella sua sofferenza … ancora oggi, malgrado io sia consapevole che ogni volta sarà peggiore della volta scorsa, so che lui cercherà di lottare fino in fondo …

A Claudia non è stata concessa questa fortuna e il buon Dio ha richiesto il soffio della vita di suo padre quando ancora era giovane e forte … Certamente lei ha sofferto moltissimo, e soffre molto ancora, della sua mancanza …

Malgrado le differenze sto cercando di capire cosa ha portato il nostro sguardo ad assumere questa vena così malinconica e il rimando inevitabile è ai nostri rispettivi padri che si incrociavano nell’andare, entrambi, al lavoro … entrambi hanno speso la loro vita con passione e con sacrificio per il lavoro che hanno svolto … Questo è sicuramente il tratto comune che mi pare di scoprire in vite così poco vicine, salvo una strada da attraversare ogni giorno … la passione e il sacrificio … cioè l’amore …

Questi gesti quotidiani mi ricordano sempre le parole di Gibran:

 “Tutto questo compie in voi l'amore, affinché possiate conoscere i segreti del vostro cuore e in questa conoscenza farvi frammento del cuore della vita. 

Sempre vi è stato detto che il lavoro è una maledizione e la fatica una sventura.

Ma io vi dico che quando lavorate esaudite una parte del sogno più remoto della terra, che vi fu dato in sorte quando il sogno stesso ebbe origine. 

Vivendo delle vostre fatiche, voi amate in verità la vita. 

E amare la vita attraverso la fatica è comprenderne il segreto più profondo..”

 

Abbiamo lo stesso sguardo dei nostri genitori in fondo … e questo è ciò che ci accomuna …

 
 
 

Il Signore degli Anelli

Post n°115 pubblicato il 06 Ottobre 2012 da suntree

Vale per tutti quelli che vivono in tempi come questi, ma non spetta a loro decidere. Possiamo soltanto decidere cosa fare con il tempo che ci viene concesso.

Gandalf

 
 
 

Nella crisi

Post n°114 pubblicato il 04 Ottobre 2012 da suntree

La creatività nasce dall'angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura.

E' nella crisi che sorge l'inventiva, le scoperte e le grandi strategie.

 

Einstein

 
 
 

Lavoro

Post n°112 pubblicato il 04 Ottobre 2012 da suntree

Chi è maestro nell'arte di vivere distingue poco fra il suo lavoro e il suo tempo libero,
fra la sua mente e il suo corpo, la sua educazione e la sua ricreazione, 
il suo amore e la sua religione. Con difficoltà sa cos'è cosa. 
Persegue semplicemente la sua visione dell'eccellenza in qualunque cosa egli faccia,
lasciando agli altri decidere se stia lavorando o giocando.
Lui pensa sempre di fare entrambe le cose insieme.

Zen

 
 
 

Santità

Post n°110 pubblicato il 10 Settembre 2012 da suntree

“ Voi desiderate un ricordo da me. Altro ricordo non ho da darvi che un invito alla santità. La gente pare che non si lasci più convincere dalla nostra predicazione, ma di fronte alla santità, ancora crede, ancora si inginocchia e prega. La gente pare che viva ignara delle realtà soprannaturali, indifferente ai problemi della salvezza. Ma se un Santo autentico, o vivo o morto, passa, tutti accorrono al suo passaggio. Ricordate le folle intorno alla bara di don Orione? Non dimenticate che il diavolo non ha paura dei nostri campi sportivi e dei nostri cinematografi. ha paura, invece, della nostra santità”.


Alfredo Ildefonso Schuster 
Ultime parole di congedo ai suoi seminaristi.

 
 
 

Pioggia e tempesta

Post n°109 pubblicato il 28 Agosto 2012 da suntree

Bello camminare nel vento respirando l'aria che sa di pioggia e tempesta...

E' uno dei pochi momenti in cui riesco ad alzare davvero lo sguardo al cielo per ammirarne lo speciale colore e rimanerne sempre stupito....


 
 
 
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