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Superealotto esagerato

Post n°67 pubblicato il 17 Agosto 2009 da tanguerocortes
 
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Avete notato che da quando il gioco del lotto (e quindi anche il superenalotto) è totalmente gestito da un calcolatore elettronico e non più dai bambini bendati è molto più difficile vincere?
Come mai cresce a dismisura il numero delle estrazioni dei numeri ritardatari? Come mai non si riesce a centrare il "6" al superenalotto da troppe settimane, nonostante ci siano ben tre estrazioni settimanali? Per me comincia ad esserci puzza di imbroglio, c'è qualcosa che non quadra.... Speriamo che sia solo una casualità, ma una cosa permettetemi di dirla: in nessun Paese progredito si gioca un bingo o un lotto con 90 numeri. Altri Stati hanno la metà o 2/3 dei nostri numeri, quindi c'è più possibilità di vincita e premi più bassi e alla portata di tutti!
Ma ora una spada di Damocle penderà sul mega-jackpot del Superenalotto. Il 30 luglio, infatti, non tutti sanno che il Tribunale di Roma si è pronunciato sul ricorso del Codacons relativo al montepremi record e a giorni dovrà pronunciarsi sul pericolo "febbre da gioco" legato al jackpot eccessivo e su eventuali misure da adottare a tutela dei giocatori. L'associazione dei consumatori ha depositato lo scorso 20 luglio un ricorso chiedendo al Tribunale di disporre il congelamento del montepremi, l'obbligo di realizzare una adeguata campagna informativa sui rischi del gioco lecito e sulla dipendenza da gioco e la spartizione del jackpot o di parte di esso in favore di chi realizzerà la combinazione vincente. Qualora quest'ultima domanda dovesse essere accolta, si aprirebbero diversi scenari, compreso il possibile annullamento delle vincite assegnate nelle ultime estrazioni. Intanto per molti cittadini il gioco si è trasformato in una vera e propria dipendenza.
I miei numeri che giocherei oggi comunque, e per una serie di motivi, sarebbero i seguenti:
5 - 7 - 22 - 38 - 71 - 80 :-)
ed ero fino a pochissimi gg. fa uno dei pochi.... a non avere ancora giocato col montepremi record! BUONA FORTUNA!

 
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Non solo nero

Post n°66 pubblicato il 02 Giugno 2009 da tanguerocortes
 
Foto di tanguerocortes

11 maggio 2009, una mattina come tante alla stazione ferroviaria di Palermo Centrale. Il solito via vai di gente, rumore di autobus, macchine, treni che vanno e arrivano, i soliti ceffi che stazionano sotto i portici, le solite immondizie buttate per terra da gente incivile. Ad un tratto senza alcun preavviso un energumeno alto quasi due metri e ben robusto tira fuori un grosso martello e si scaglia contro una coppia che si trova appena all’interno del fabbricato viaggiatori, quasi davanti ad una delle due edicole di stazione. E’ l’inizio della fine. Lui, Antonio Raccuglia, perde la vita dopo ore di agonia in ospedale, causa lesioni mortali inflitte dal folle palermitano di 39 anni, Fabio Conti Tozzo. Lei, Marianna Ruvolo, ancora oggi, lotta per tornare ad una vita normale ma sarà difficile visto le gravi ferite riportate non solo alla testa. Dopo il folle gesto, senza alcun movente o spiegazione, l’assassino si dà alla fuga e poco dopo tra l’indifferenza (?) della gente viene acciuffato e catturato, manco a farlo apposta, da due nigeriani. Ma noi non eravamo quelli che volevano chiudere le frontiere a tutti i nuovi immigrati? Ho atteso diversi giorni prima di scrivere il pezzo perché mi sarei aspettato che i due angeli giganti di pelle nera, di nome Anetor Kennedy e John Paul Boy, avessero avuto il giusto riconoscimento dalle nostre autorità per il grande coraggio e l’abilità a fermare immediatamente il pazzo in questione. Il premio sarebbe, come minimo, un regolare permesso di soggiorno e come di giusto anche un lavoretto dignitoso presso qualche attività commerciale. Invece, finora, solo chiacchiere e il caso sembra un po’ finito nel dimenticatoio in questi ultimi giorni. Polemiche? Tante, tantissime. Prima fra tutte, si è detto, l’atteggiamento quasi indifferente della gente che continua a camminare tranquilla mentre si compie il delitto, così come appare dalle telecamere: non è tutto vero. Chiaramente si vede qualcuno che scappa via per la paura e altri che, camminando, non si accorgono di nulla perché quell’angolo dove si consuma il delitto è rumoroso e poco visibile dalla strada, perfino dagli stessi portici. Eppure, nonostante tutto, qualcuno subito dopo avere sentito le urla delle vittime, ha subito chiamato i soccorsi, ma chiaramente i minuti sono passati in fretta data l’imprevedibilità e la velocità dell’azione criminale. E poi chi di noi avrebbe avuto il coraggio di fermare da disarmato una simile furia alta due metri, robusta e armata di mazzuolo? Finiamola di dire cazzate in TV e sui giornali… avrei voluto vedere…. Senza i due angeli nigeriani neanche la Polfer sarebbe riuscita così facilmente nell’intento, credetemi.
Quindi non tutti i neri sono come pensiamo e non tutti gli italiani sono come pensiamo.

 
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Svegliarsi ..... un anno fa....

Post n°65 pubblicato il 10 Maggio 2009 da tanguerocortes
 

Ciao, cara. Come il titolo di una canzone di Raf (ho mutuato "Svegliarsi un anno fa" per questo post) pensavo proprio oggi che è trascorso esattamente un anno dal giorno in cui ci siamo allontanati irrimediabilmente. E' la vita e bisogna accettare tutto ciò che non si è più in grado di modificare, se non si vuole uscire di senno. Un anno fa un pezzo del ragazzo che c'era in me è morto inconsapevolmente. Oggi sono consapevole di essere diventato molto più uomo e meno ragazzo, inutile nasconderlo. Finalmente oggi riesco a ricordare solo i momenti felici passati con te, per fortuna, segno che grazie a Dio mi sono dato da fare e ho avuto una grande reazione, pur ammettendo che nei primi mesi è stata molto dura accettare una simile e ingiusta sconfitta. Davanti a me adesso ho alcune strade potenziali da percorrere, sia professionali che sentimentali, ma valuterò con molta.... molta attenzione perchè per me è finito il tempo della semina. Dalle grandi delusioni si impara molto, si cresce e, se ci si organizza bene, da esse possono nascere delle vittorie e delle soddisfazioni a dir poco straordinarie. Tra qualche anno si potranno già quantificare i risultati positivi che, spero, arriveranno per entrambi nel compiere questi due differenti percorsi. A te e al tuo nuovo amabilissimo (per fortuna, hai avuto un culo...!) compagno, col quale hai già condiviso nove mesi intensi, auguro davvero di cuore che possiate raggiungere tutti gli obiettivi prefissati. Da parte mia, quando ci si vedrà tutti quanti insieme, sarà sempre festa e ci sarà sempre massimo rispetto e collaborazione. Ai miei lettori, invece, consiglio di prendere esempio da noi: quando un amore finisce, non vale a niente deprimersi, uccidersi dentro, non mangiare, non dormire, non uscire etc. Sicuramente all'inizio è molto difficile stare calmi, ma quando successivamente ci si rende davvero conto a mente lucida che la vita è  breve, unica e da vivere fino in fondo... beh... allora in quel momento ci si trova a buon punto dall'essere in pace con se stessi. Pensateci: si può benissimo rimanere in ottimi rapporti nonostante tra due persone sia naufragato un grande amore e forse perchè quell'amore, in fin dei conti, era vero. 

     

 
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Il 1° maggio, la festa del lavoro che non c'è

Post n°64 pubblicato il 01 Maggio 2009 da tanguerocortes
 
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Oggi si celebra l’ennesimo 1° maggio, la festa dei lavoratori e dei sindacati. Nelle piazze i soliti comizi, le feste, i dibattiti, a Roma il tradizionale grande concerto rock, in tv i consueti commenti dei politici. Un copione già visto, fritto e rifritto. Il sindacato di oggi è solo l’ombra di quello che era, mi spiace dirlo. Agli occhi di tutte le persone più sensibili e riflessive, fare sindacato ormai è divenuto sempre più una professione retorica sempre più cooptata con la politica, la sporca politica.

Ma si passi ai fatti e rapidamente! Basta con i talk-show, con le task-force, con i convegni, con i discorsi perditempo: “Solo chiacchiere e distintivo”, una frase pronunciata tanti anni fa all’interno di un tribunale statunitense da un famoso criminale, oltre che evasore fiscale, oggi sembra uno slogan colorito per mostrare a tutti la propria disaffezione nei confronti delle istituzioni.

La nostra grande e invidiabile carta costituzionale dedica diversi punti alla tematica del lavoro. Vedi ad esempio l’art.1 “L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro”

oppure l’art.4 “La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società”.

Il nobilissimo art. 35 dice “La Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni. Cura la formazione e l'elevazione professionale dei lavoratori. Promuove e favorisce gli accordi e le organizzazioni internazionali intesi ad affermare e regolare i diritti del lavoro”.

Gli artt. 36 e 37, in particolare, sono di una modernità sorprendente per quei tempi…. parliamo dopo tutto del 1948, ovvero dell’immediato secondo dopoguerra con una situazione economica e sociale drammatica in mezzo mondo. Gli artt. 36 e 37 della nostra costituzione citano rispettivamente: “Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa. La durata massima della giornata lavorativa è stabilita dalla legge. Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, e non può rinunziarvi”.  “La donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore. Le condizioni di lavoro devono consentire l'adempimento della sua essenziale funzione familiare e assicurare alla madre e al bambino una speciale adeguata protezione. La legge stabilisce il limite minimo di età per il lavoro salariato. La Repubblica tutela il lavoro dei minori con speciali norme e garantisce ad essi, a parità di lavoro, il diritto alla parità di retribuzione”.

I grandi padri della Costituzione tra cui De Nicola, De Gasperi, Terracini etc. sono dei miti di un tempo che non esiste più, di un’Italia ormai “affondata” sul tema del lavoro e non più “fondata sul lavoro”. Se solo potessero rinascere per un attimo e rendersi conto dell’attuale situazione politica probabilmente morirebbero nuovamente e stavolta di crepacuore.

Quindi, si festeggi il 1° di maggio, (la festa del lavoro che non c’è più), come uno meglio crede, ma non ci si dimentichi di chi è morto sul lavoro, di chi lo ha perso, di chi non ce l’ha e di chi non lo avrà mai.

Quest’anno preferisco trascorrere una giornata tranquilla con la mia amata famiglia, valore importante, indiscutibile e al quale ancora non intendo rinunciare finchè ci sarà, parola di lavoratore.    

 
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BUON COMPLEANNO, BLOG!

Post n°62 pubblicato il 01 Maggio 2009 da tanguerocortes
 
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Oggi il mio blog compie il suo primo anno dalla sua nascita. Nato quasi per caso, un pò per sfogo o rifugio dalle mie personali inquietudini, adesso è diventato una piccola zolla dello sterminato territorio "Libero Blog". Grazie a tutti voi che con le vostre circa 5000 visite mi avete regalato ottimi spunti di riflessione, amicizie e momenti di confronto su tematiche di ogni tipo. Blog è anche cultura. Buona festa a tutti!

Ciao da Ivan

 
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BUONA PASQUA e donazioni per l'Abruzzo!

Post n°61 pubblicato il 12 Aprile 2009 da tanguerocortes
 
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BUONA PASQUA A TUTTI VOI E ALLE RISPETTIVE FAMIGLIE.

Tuttavia anche io voglio contribuire a rinnovare l'appello per inviare le donazioni alle famiglie abruzzesi in forte difficoltà, causa il terribile sisma di inizio mese.

Per contribuire, mandiamo un sms al numero 48580 (donazione di € 1);


Dal 7 aprile già è attivo il servizio di donazione da € 2, attraverso chiamata da rete fissa, sempre al numero 48580

Per contribuire ulteriormente, ecco un link importante: http://www.cri.it/donazioni/

 
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Ve lo avevo detto... a proposito di terremoto....

Post n°60 pubblicato il 12 Aprile 2009 da tanguerocortes
 

  

Date un'occhiata al post n.52 del 28-12-2008.... Parlavo di terremoti e in particolare del centenario di quello di Messina.  In particolare mi chiedevo se in Italia fossimo preparati ad affrontare disastri di simile portata....

Mai a pensare che di lì a poco sarebbe accaduto qualcosa di terribile in Abruzzo. Ma ora ripeto la domanda: Siamo o no veramente preparati ad affrontare simili emergenze? Perchè la popolazione abruzzese non è stata allertata a dovere, nonostante i segnali di pericolo, dati da qualche geologo più coraggioso nelle sue posizioni rispetto agli studi tradizionali?

Come mai in Paesi tipo Giappone e Stati Uniti, per mesi, la popolazione viene abituata e allenata su come fare ad evacuare gli edifici? Non scherziamo con le cose serie...

I terremoti fino ad oggi non si possono prevedere con precisione o per nulla, ma tanti anni fa anche diverse malattie non si potevano curare.... Tutto sta nel progresso degli studi (conoscenza), nello stato di avanzamento della ricerca e della strumentazione (tecnica).

 
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A spasso tra la Sicilia e gli Inuit (2^ parte)

Post n°59 pubblicato il 21 Marzo 2009 da tanguerocortes
 
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Capiterà un'altra volta nella vita di rimanere fuori città senza avere subito a disposizione mezzi di trasporto pubblici e di avere l'esigenza di rientrare urgentemente a casa dopo un turno di lavoro (v. post precedente n.30 del mio blog). Quello che state per leggere è il secondo round con un inizio leggermente diverso. Oggi ho scoperto che di sabato, nella fascia oraria 8-12, non esistono mezzi di trasporto pubblici che collegano Caltanissetta a Palermo. Cosicchè, dopo quasi tre ore di attesa a Caltanissetta impiegate ad ammirare il piccolo e suggestivo centro storico (oltre che la visibile crisi latente dei commercianti della zona) decido di partire alle 12.00 con il primo bus di linea, ignaro di ciò che mi si sarebbe di lì a poco presentato. Un tempo da lupi, un inizio di primavera (oggi 21 marzo) con vento, pioggia e temperatura intorno ai 4 gradi. Alla partenza del bus si presentano alla spicciolata anche sei ragazzi dall'apparente età compresa tra i 25 e i 35 anni. Uno di essi non ha il biglietto per salire e tenta in tutti i modi di convincere l'autista a farlo viaggiare gratis. Dopo alcuni minuti di discussione i viaggiatori, per "levarselo dalle palle", decidono di fargli la colletta onde evitare di far maturare al bus ulteriore ritardo. Una volta sistemati a bordo, una situazione normale prevede uno scenario di viaggiatori tranquilli, in parte dormienti, in parte lettori di giornali o desiderosi di scambiare quattro chiacchiere a bassa voce col vicino di posto.... niente di tutto questo! Il ragazzo beneficiario del biglietto, non contento, si dimostra un vero "scassaminchia" con tutti i viaggiatori durante l'intero tragitto. Non sta un attimo fermo, si corica su tutti i sedili rimasti lberi senza prendere sonno, si dimena qua e là mettendo i suoi scarponi puzzolenti quasi ad altezza dei poggiatesta dei sedili anteriori.... i suoi piedi emanano una puzza da fare impallidire perfino il pecorino sardo. Si ode il suo respiro affannoso tipico di chi fuma sempre e tutte le volte che apre bocca il suo alito fetido di alcol si propaga per metà bus. Insomma, un incubo! Non riesco a stare nelle mia pelle. Non so cosa fare, cosa pensare. Spero perfino di essere un protagonista ignaro di una "candid camera"... e invece, no! Nel frattempo gli altri cinque ceffi si siedono dietro l'autista e commentano ad alta voce, con grida di scherno, le stranezze fatte dal loro amico alcolista. A poco più di metà percorso voglio scappare, ma dove? Mi sarei perso il più bello, il momento clou: "Autistaaaaaa, si fermi che devo pisciare!!!" tuona improvvisamente l'alcolista, sfoggiando alla grande un puro accento nisseno. I malcapitati viaggiatori, attoniti, si guardano tra loro con gli occhi sgranati mentre le risate degli altri cinque smascherano progressivamente la loro vera personalità. L'autista diligentemente prende la situazione per mano ed effettua una sosta straordinaria nell'ultima stazione di servizio "Caracoli" prima di arrivare a Palermo per far fare il "Pish-stop" (come lo chiamo io storpiando un noto termine di Formula 1) al "poverino" in questione. L'ultima mezz'ora di strada trascorre tra gli sfottò e gli elogi dei ragazzi quando leggono sul giornale che un loro amico appena 24 ore prima era stato arrestato per l'incendio di un'auto nella loro cittadina. Due ragazze degli scout si sorbiscono anche un paio di rutti vicino l'orecchio, colpevoli di essersi sedute appena una fila indietro a questi malavitosi in fasce. La discesa dei sei personaggi dal bus, in via Oreto, dà un sospiro di sollievo alla carovana che improvvisamente si riappropria della parola per criticare il loro comportamento: ma come, proprio ora che sono assenti? Atteggiamento tipico del classico siciliano, me compreso dato che solitamente non voglio fare litigi con nessuno, ma almeno ho scritto questo post e oggi, inizio della primavera 2009, dico ad alta voce che a volte desidero andare a vivere insieme agli Inuit.... forse la storia continua con la terza parte....

 
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CATANIA: gli anni del malaffare dal 2000 a oggi

Post n°58 pubblicato il 18 Marzo 2009 da tanguerocortes
 
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Sono ancora sotto choc. Sto ancora male. Domenica scorsa è tornato "REPORT", uno dei miei programmi televisivi preferiti. Ma sono stato molto, molto male come italiano e siciliano per le cose vere dette su Catania, una città che per vai motivi ho cominciato a conoscere da poco tempo e ad amare per le sue bellezze e per tanta brava gente. Ma se avete un'ora di tempo dovete purtroppo guardare l'altra triste realtà (v. il link in basso), il malaffare catanese degli ultimi anni che in pochi conoscono al 100%:

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-6b76e15d-a80b-465e-9531-131a194e030b.html?p=0

Concludo dicendo che non bisogna farsi meraviglia. Tante altre città, tra cui anche la mia adorata Palermo, sono alla pari o in situazioni amministrative peggiori.

Da anni definisco l'Italia una "elegante dittatura" per questi motivi:

Ti fanno credere che siamo in democrazia, coi talk show, riunioni, congressi, conferenze, riunioni in piazza, manifestazioni etc... dove tutti parlano, chiacchierano, ma senza concludere un bel niente (da qui il mio aggettivo "elegante").
Ma in realtà la comunicazione e la legislazone sono controllate in maniera subdola da TV e giornali, ("dittatura").

E' come vedere una persona alta, bella, vestita bene, elegante esternamente.... ma merda dentro come cattiveria, carattere, comportamento e idee...!

 

 
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Era ora... la Palazzina Cinese è risorta 

Post n°57 pubblicato il 03 Gennaio 2009 da tanguerocortes
 

Dopo un restauro, pensate, durato circa ventidue anni.... a Palermo da pochi giorni ha riaperto al pubblico la suggestiva Palazzina Cinese. Ai palermitani dico che non sto scherzando. Ai non palermitani che leggeranno questo post e che sconoscono l'esistenza di questo suggestivo edificio, puntualizzo che la casina in foto è italiana e non è stata ancora comprata dai cinesi! Da bambino i miei genitori mi portavano a spasso proprio lì, tante volte. Il parco è grande ed è tenuto discretamente bene. L'edificio, come si evince dalla foto, ha dei colori sgargianti e una gran bella foggia "alla cinese". Ai tempi dei Borboni, il re Ferdinando IV e la moglie Maria Carolina la scelsero come residenza all'interno del parco della Favorita. L'incarico di ripristinare il carattere esotico dell'edificio, appartenuto precedentemente al barone Benedetto Lombardo della Scala, fu affidato all'architetto Giuseppe Venanzio Marvuglia per omaggiare la moda delle cineserie dell'epoca. Non tutte le stanze saranno aperte al pubblico, ma fino al giorno 8 febbraio 2009 i fotografi e i turisti potranno approfittare della grande occasione per visitare all'interno la Palazzina. 

Per informazioni consultare il sito www.casinacinesepalermo.it  

 
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Sesso-centrismo? Cervelli a confronto

Post n°54 pubblicato il 01 Gennaio 2009 da tanguerocortes
 
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"Chi non lo fa a Capodanno non lo fa tutto l'anno". Chissà quante volte ognuno di noi si è sentito dire questa frase in giornate come queste. A me viene proprio da ridere e ancor di più se penso a quello che ho letto su un copri-vassoio da self service mentre, circa un mese fa, ero intento a consumare un pranzo. Oltre alle normali scritte pubblicitarie su quel copri-vassoio c'era stampato un articolo con un titolo del tipo "Gli uomini pensano sempre al sesso" o una cosa del genere. In quella sede veniva messa in evidenza una ricerca, l'ennesima, della Harvard Medical School sul tema del sesso, come risultato finale del fatto che i cervelli degli uomini e delle donne sono diversi nella loro conformazione. In sostanza, secondo i ricercatori statunitensi, il cervello degli uomini è sesso-centrico perchè la materia grigia che si occupa a dar vita a sensazioni erotiche è più grande; il cervello delle donne, invece, è più concentrato sul processo decisionale e sulle emozioni in genere. Non solo, ma la ricerca mostra che i due tipi di cervello hanno impronte genetiche diverse e differenze anatomiche di un certo rillievo perchè i lobi non hanno le stesse dimensioni. E a me viene da ridere.... Ecco perchè uomini e donne la pensano diversamente su tutto! 

 
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Felice anno 2009

Post n°53 pubblicato il 31 Dicembre 2008 da tanguerocortes
 
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Anche il 2008 è andato via. Per me era cominciato con un capodanno molto, ma molto strano.... una serata piena di intoppi e difficoltà non solo tecniche, un cattivo presagio che tutto l'anno sarebbe stato storto o quasi...! Per la prima volta nella mia vita, infatti, ero stato chiamato ad essere parte attiva nell'organizzazione dell'intrattenimento musicale del veglione organizzato dalla mia Associazione di ballo presso la quale sono iscritto. Il mio maestro di tango, improvvisamente, per motivi personali rimase bloccato in Argentina e non potè essere presente di persona alla festa (1° intoppo). Il cantante di supporto, purtroppo sconosciuto ai presenti e che era stato scelto dal proprietario della sala per iniziare l'intrattenimento, presentò un repertorio talmente sorpassato che si beccò i fischi e le critiche dei partecipanti al veglione (2° intoppo). Le pietanze furono servite di fretta e furia, fredde e non erano per niente un gran che (3° intoppo).... insomma un incubo! Solamente grazie al lavoro di coordinamento della mia ex fidanzata, all'entrata del locale, al mio lavoro alla consolle per la musica argentina da fare ballare agli appassionati e alle battute comiche dei presenti... si potè salvare il salvabile...! Il mio anno da quel giorno è sembrato in parte segnato negativamente: l'impossibilità di trovare una piccola casa adatta alle mie esigenze di lavoro, il prezzo e il mutuo ancora troppo alti da sobbarcarmi mi hanno fatto rinviare l'obiettivo al 2009, anno in cui sicuramente intensificherò le mie ricerche; e poi due incidenti con la mia auto di cui il secondo abbastanza serio (v. post n. 48); il mio passaggio lavorativo interno da una divisione ad un'altra contro la mia volontà, senza la pubblicazione ufficiale di alcuna graduatoria e con una perdita mensile di circa 150 euro al mese e turni più massacranti che fanno venire l'insonnia; il pensionamento anticipato del mio tutor che, oltre ad essere un mio grande amico, è un grande uomo e mi ha lasciato un vuoto immenso; perdita di circa il 40% dei miei piccoli risparmi investiti qualche anno fa, causa crisi dei mercati finanziari; la decisione di non fare alcun viaggio all'estero per cercare di risparmiare qualcosa per la casa; ma soprattutto lei... la mia amata, (una bellissima storia finita in maggio dalla quale ancora non mi sono ripreso del tutto... lo ammetto), la mia ragazza che mi sembra strano oggi dover chiamare "ex", che ha preso la decisione "saggia per entrambi" di allontanarsi definitivamente ma con la quale da qualche tempo si è instaurato un rapporto di rispetto e amicizia non usuale in Italia quando si parla di storie finite male.... e soprattutto quando uno dei due comincia molto presto un nuovo "percorso" (e mi fermo qui altrimenti passerei per vittimista o patetico, cosa che non sono affatto, perchè il mio realismo e le ferite al cuore non sono vittimismo o pessimismo ma la dura realtà dei fatti). Di positivo nel 2008 c'è stata la salute sia per me che per la mia famiglia più stretta (ma se allargassimo il campo ai cugini e agli zii le cose sarebbero tragiche...!); ho fatto per la prima volta nella mia vita due buone esibizioni in pubblico di tango argentino di cui una al Politeama, uno dei più famosi teatri della mia città; ho creato il mio primo blog quasi per caso (quello che state leggendo adesso); ho conosciuto gente nuova sia dal vivo che in rete, persone  che mi hanno sostenuto soprattutto durante la mia crisi estiva; nell'ultimo quadrimestre ho vinto qualcosa al gioco del superenalotto e a sorteggi vari (mai accaduto.... forse è proprio vero che più si è sfortunati in amore, più si può essere fortunati al gioco!).

Ragazzi, che devo dirvi? BUON ANNO e speriamo di non dover sentire cantanti stonati ai veglioni perchè.... portano male (scherzo!) e poi il 2008 è stato bisestile... da qualche parte ho letto che i bisestili portano iella!!! E sono ca**i  amari! Un saluto molto affettuoso da Ivan

 
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Messina 1908-2008... per non dimenticare

Post n°52 pubblicato il 28 Dicembre 2008 da tanguerocortes
 

Messina, 28 dicembre 1908 h.5.21

A una potentissima scossa di 7,1 gradi della Scala Richter della durata di circa 40 secondi, segui' un terribile maremoto. Lo studioso Mercalli, dopo questo sisma, dovette perfino allargare la sua scala di misurazione aggiungendo il grado numero 11 e il catastrofico numero 12, inizialmente non previsti. Il sisma di Messina infatti, come potenza, si collocò tra il grado 11 e 12 della scala Mercalli. Numerosi centri abitati furono distrutti. Messina perse circa il 90% dei suoi edifici ed enormi danni furono riportati anche a Reggio Calabria. Gravissimo fu il bilancio delle vittime: Messina, che all'epoca contava circa 140mila abitanti, ne perse circa 80.000 mentre Reggio Calabria registro' circa 15mila morti su una popolazione di 45mila abitanti. Particolarmente sfortunati furono i messinesi in quanto, oltre ad essere sorpresi nel sonno e pur riuscendo in parte a salvarsi dai crolli degli edifici, trovarono la morte sul lungomare che avevano scelto come luogo di riparo... ignari del fatto che il terribile e potente sciame sismico avrebbe provocato di lì a poco due, tre onde alte oltre 10 metri. A Reggio Calabria, invece, il destino beffardo aveva visto i suoi abitanti  festeggiare, la sera prima del cataclisma, il nuovo e rivoluzionario impianto di illuminazione cittadino.   

Per non dimenticare.... Non vanno dimenticate le migliaia di persone che ancora oggi, seppur discendenti delle famiglie colpite da quel terribile sisma, vivono in baraccopoli sia a Reggio Calabria che a Messina (chiedete a questi ultimi abitanti in che condizioni si vive nel quartiere Annunziata... qualcuno recuperi i filmati raccapriccianti del Tg2 Dossier, trasmessi sabato notte del giorno 27-12-2008... documentario che cade a pennello per il mio post pensato già parecchie settimane fa).  Non si possono dimenticare gli apprezzabili gesti umanitari dei marinai russi e inglesi che furono i primi a portare i soccorsi alle popolazioni colpite dal terremoto sullo Stretto, poi seguiti successivamente dagli americani orchestrati dal grande presidente Roosevelt, così come non si possono dimenticare le incertezze dell'allora governo Giolitti, reo di avere abbandonato al suo destino tutto il Sud Italia e di avere sottovalutato la gravità della sciagura.  La macchina umanitaria italiana (allora non esisteva la Protezione Civile e i sistemi di informazione non erano per niente evoluti) si mosse con notevole ritardo e solo la regina dei Savoia si mostrò davvero encomiabile partecipando attivamente e personalmente alle operazioni di soccorso.     

Mi domando, a cento anni di distanza da quel tragico evento, se tutti noi siamo davvero preparati a fronteggiare simili emergenze (la Sicilia è una delle regioni più "ballerine" d'Italia) o a limitare i danni in occasione di eventi quali ad esempio il risveglio del Vesuvio.

 
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BUON NATALE!!!

Post n°51 pubblicato il 24 Dicembre 2008 da tanguerocortes
 
Tag: Natale

E mille scuse a tutti Voi se non mi sono fatto più vivo.... ma gli impegni di lavoro sono sempre molteplici! A presto. Ciao

Ivan

 
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La penso come Jorge

Foto di tanguerocortes

L'estate scorsa ho letto un libro che mi ha a dir poco entusiasmato dal titolo "Nell'abbraccio del tango" (autrice Elisabetta Muraca - Xenia Edizioni). Ancora con questo tango.... penserà qualcuno di voi che non ha mai avuto nella vita la fortuna di ballarlo. Il libro è stato addirittura uno dei più belli che abbia letto in vita mia perchè, oltre ad essere scorrevole, esamina molte esperienze tanguere e le conseguenze psicologiche che ne derivano per i singoli ballerini che sono pur sempre degli esseri umani. Tra le varie storie veramente accadute, mi ha colpito in particolare quella di Jorge e Graciela (nomi di fantasia, per tutelare la privacy di due ballerini famosi in Argentina). I due protagonisti della storia, dopo un grande amore durato alcuni anni, si lasciano, si separano e intraprendono strade diverse sia a livello professionale  che sentimentale. Il loro grande amore era nato quasi per caso e si era sviluppato nel corso del tempo, pur facendo i conti con tante insidie e ostacoli posti perfino dalle loro rispettive famiglie. A me personalmente hanno colpito e commosso tanto le parole di Jorge il quale, quando parla della sua ex compagna, dice all'autrice del libro: "Io ho un cuore di questa grandezza (chiude il pugno di una mano) e al suo interno ho diverse cose che scelgo di conservare. C'è un tipo di amore che è rimasto per lei che non voglio nè cancellare, nè dimenticare; l'ho reso piccolo e l'ho lasciato lì dentro. In molti mi dicono che devo dimenticarla, che la vita va avanti. Sì, rispondo io, la vita si faccia carico di tutto il resto, da parte mia continuerò ad amarla per tutta la vita anche se avrò altre storie... perchè scelgo che sia così".

Come ti capisco caro Jorge! Come mi rivedo nella tua storia in questo momento della mia vita.... Il fatto è che quando due persone si amano veramente per anni, vivono talmente in simbiosi che è come se fossero un tutt'uno.... non c'è alcuna linea di confine tra loro, sono confluenti in tutto, sono in Gestalt non solo nel ballo ma anche nella vita di tutti i giorni.

Comprate questo libro, se potete! L'avrò letto tre volte (un primato personale) e ogni volta trovo spunti di riflessione o di approfondimento di particolari dimensioni emotive e psicologiche. 

 
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Barcellona, un modello da imitare

Post n°49 pubblicato il 20 Novembre 2008 da tanguerocortes
 

Post dedicato a coloro che hanno visitato la Spagna o che la visiteranno a breve...!!!!

Può esistere al giorno d'oggi una città europea di circa 4.800.000 abitanti (parlo dell'intera area metropolitana, sobborghi inclusi) che può considerarsi un modello da seguire per molte nazioni che credono di essere storicamente superiori? La risposta è affermativa e se vi dico che la città si chiama Barcellona e che la nazione è la Spagna.... ma chi doveva dirlo.... la Spagna!

Per la storia moderna di questa nazione sono tre gli anni cruciali da ricordare: il 1975  (la fine non solo della dittatura di Franco, ma anche dell'isolamento degli iberici), il 1986 (anno decisivo in cui la Spagna entra a fare parte della CEE, oggi Unione Europea e dal quale è cominciato il suo bel confronto con le altre realtà europee) e il 1992 (anno delle Olimpiadi di Barcellona, il volano aggiuntivo che ha permesso a tutta la nazione di fare un gran bel salto di qualità in modernità, civiltà e infrastrutture....mi capiranno bene gli economisti se definisco oggi quelle Olimpiadi il movente che ha azionato il vero moltiplicatore keynesiano e che ha dato inizio a quella che, fino ad oggi, è una fase di pieno boom economico per gli iberici come per noi italiani furono i mitici anni Sessanta).

BARCELLONA E IL GENIO DI GAUDI'

- Grandi arterie a senso unico, con traffico scorrevole, molto larghe in centro, con semafori sincronizzati;

- Grande sistema di trasporto pubblico con autobus elettrici, moderni, puliti, climatizzati, frequenti, puntuali. Metropolitana ad ambiente unico (senza vagoni) con ben sette linee efficienti a raggiera, munite di display elettronico che segnala il countdown di quanti minuti e secondi mancano per l'arrivo della corsa successiva;

- Attenzione e cura verso l'ambiente, il verde e le piste ciclabili. Centinaia di bici del Comune possono essere affittate da chiunque pagando una tariffa giornaliera, settimanale o mensile: nessuno ruba le bici o le danneggia... ho visto i filmati.... sono integre e nessuno le tocca!

- Ordine nelle piazze e per le strade. Pulizia a dir poco maniacale nelle strade, affissioni regolamentate e non selvagge, presenza di forze dell'ordine nei punti cruciali della città e servizio continuo di unità cinofile anti-esplosivo, munite di museruola, che fanno da spola nella metropolitana. Assenza di posteggiatori abusivi e lavavetri. Nessuno si permette di scarabocchiare monumenti o di fare dei graffiti su monumenti, facciate di palazzi o quant'altro. Nessuno si permette di fare, scusate il termine, cacare o pisciare per terra il proprio cane (anzi paletta e sacchetto sono l'ossessione dei proprietari dei cani).  Regolamentazione degli spazi dove possono esibirsi gli artisti di strada (lì capita di vedere dei segni per terra preparati dal comune dove l'artista può cimentarsi senza essere multato);

-  Organizzazione continua di eventi culturali, musicali, fieristici, teatrali etc.... Grandi locali, discoteche, divertimento puro. Presenza di giovani di tutte le etnie, lingue e sessi (molti omosessuali sfoggiano finalmente la loro libertà senza avere paura di essere giudicati, in questo solo San Francisco è davvero imbattibile!)

- Clima tutto sommato buono, forse non perfettamente mediterraneo come quello siciliano, ma apprezzabile con una buona qualità dell'aria e contenimento dei rumori stradali;

- E poi il turismo... Le opere d'arte ci sono eccome... basta ammirare solo le opere di Gaudì... Il turista è sacro e viene trattato come si deve.... non è un pollo da spennare! In Spagna ormai sanno fare molto bene il turismo da decenni. Perfino i gabinetti pubblici sono impeccabili, puliti e riforniti di tutto. Le strutture ci sono, la gastronomia è ok!

E mentre la Spagna galoppa, in Italia si chiacchiera e si temporeggia a "Porta a Porta" a "Ballarò"... le famiglie non arrivano alla fine del mese e le nostre imposte vanno a finire in sprechi o tasche varie.

Italiani.... impariamo dagli spagnoli!

 

 
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Attenti al cane....!

Post n°48 pubblicato il 15 Novembre 2008 da tanguerocortes
 

Carissimi tutti,

qualcuno di voi che mi segue da tanto tempo sul blog avrà già saputo del mio imprevisto, altri invece saranno ancora ignari di ciò che sto per raccontare. Pochi giorni fa, di ritorno da una bella serata trascorsa a ballare tango argentino, ho avuto un serio incidente stradale. Erano passate le tre di notte, l'asfalto era umido per una recente pioggia, viaggiavo nella mia auto a circa 60, 65 Km/h in una strada dove il limite è di 70 Km/h. Mancava poco più di un Km all'arrivo a casa mia e stavo per lasciare alle mie spalle la famigerata Circonvallazione, teatro spesso di incidenti gravissimi. Improvvisamente da una curva a destra stretta che stavo per imboccare, mi sono visto sbucare un cane nero velocissimo. Il mio istinto è stato quello di sterzare verso sinistra per scansarlo ed evitare per lui un impatto mortale, ma la curva stretta e veloce, l'asfalto umido, la mia frenata e la serie di controsterzate a cui sono stato costretto sono state impetose. Morale della favola? La mia auto quasi impazzita è andata a finire contro un muro di cemento armato, proprio come si vede nei gran premi di formula uno. Il fracasso ha perfino svegliato qualcuno dei palazzi vicini. Ne sono uscito miracolosamente illeso e il giorno dopo l'auto è finita direttamente dal carrozziere. Del cane nero nessuna traccia (gli ho salvato la vita, ma stavo mettendo a repentaglio la mia!). La fortuna è stata anche quella di non avere danneggiato alcuna auto in sosta e non avere provocato investimenti di persone. Inutile dire che non avevo mai avuto incidenti di questo tipo. Vero è che circa tredici anni fa avevo tamponato al semaforo un'altra auto, ma quella volta a gennaio era caduto sull'asfalto un insolito nevischio che aveva fatto carambolare decine di auto in tutta la città, quindi non era tutta colpa mia! Oggi sono qui a raccontare la mia storia, ma quanta gente ogni giorno perde la vita o rimane gravemente invalida per cause simili? E' mai possibile che guidatori più o meno prudenti come me, oltre ai normali pericoli della strada, debbano mettere in conto pure i potenziali danni causati dal randagismo? Anni fa la figlia di un mio collega fu molto più sfortunata e perì per una dinamica molto simile alla mia. Qualche giorno fa, dopo un'attesa lunghissima fatta di battaglie legali, la famiglia della ragazza morta nell'incidente ha ricevuto dal Comune un risarcimento milionario (primo caso in assoluto nella mia città per eventi di questo tipo, ma nessuno potrà mai riportarla in vita, ovviamente). A me basta, per fortuna, riavere nuovamente la mia auto dal carrozziere e il sincero affetto degli amici e colleghi che mi sono stati molto vicini.  Quindi prudenza e ATTENTI AL CANE!

 
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Una massima di Einstein 

Post n°47 pubblicato il 09 Novembre 2008 da tanguerocortes
 

I computer sono incredibilmente veloci, accurati e stupidi.

Gli uomini sono incredibilmente lenti, inaccurati e intelligenti.

Insieme sono una potenza che supera l'immaginazione.

[Albert Einstein - Premio Nobel per la fisica nel 1921]

 
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Yes, we can!

Post n°46 pubblicato il 05 Novembre 2008 da tanguerocortes
 

Come auspicavo il 05/08 scorso nel post n. 20, il candidato democratico Barack Obama è diventato il nuovo Presidente degli Stati Uniti d'America. Il suo motto "Yes we can!", sbandierato per mesi e mesi durante la sua costosissima e interminabile campagna elettorale, ha fatto il giro del mondo. Il nuovo Presidente ha 47 anni, due lauree (scienze politiche e giurisprudenza), una moglie di nome Michelle e due figlie. Di padre kenyota (musulmano) e madre bianca del Kansas, Barack Obama ha stabilito il tanto atteso primato di essere il primo afro-americano a ricoprire una carica così importante nella storia del nostro pianeta. Ha vinto il suo programma impostato sul progressivo ritiro delle truppe dall'Iraq e dall'Afghanistan, sulla tassazione più gravosa delle classi più agiate, appoggio concreto per i trattati di pace definitiva tra Israele e Palestina, il rilancio economico di una economia al tracollo, la necessità di ridurre le emissioni di gas serra americane, riforma del welfare e sanità, critiche alla Russia, lotta al terrorismo, no ai matrimoni gay (cosa che ha fatto molto piacere al Papa Ratzinger, ma che a me non trova d'accordo). Sulle questioni elencate Obama ha dimostrato di essere sempre più lucido, freddo e presidenziale rispetto al rivale repubblicano McCain, il quale comunque è uscito sconfitto con grande dignità. Questi, forse, sperava di ottenere qualcosa in più dall'elettorato femminista deluso per l'uscita di scena della Clinton e per riportare nuovamente l'attenzione su di sè, ha rischiato troppo nella scelta della chiacchieratissima Sarah Palin come vice.

Non credo affatto che l'elezione di Barack Obama possa significare la fine del razzismo negli Stati Uniti, ma è già un grande passo avanti. Purtroppo già ho sentito pesanti commenti di qualche sostenitore di McCain che ha già disprezzato Obama e la sua famiglia subito dopo la proclamazione.... non è un bel segno! Io posso dire che forse si può discutere il fatto che non sia mai stato Governatore di alcuno Stato, che fino a circa otto anni fa non era mai stato invitato alle importanti convention democratiche perchè ancora semi-sconosciuto al grande pubblico, forse potrebbe peccare di inesperienza, ma alla fine conterà molto lo staff dei suoi collaboratori. Staremo a vedere! Se dovesse deludere le aspettative si potrebbe paragonare a certi loschi individui che hanno amministrato l'Italia nell'ultimo decennio. Dopo i trionfi sportivi, tantissimi alle Olimpiadi e in altri settori (perfino la Formula 1 da pochi giorni nella sua storia può vantare il primo campione del mondo di colore, Luis Hamilton) noto con molto piacere che gli uomini di colore hanno consolidato delle rispettabili posizioni nella Chiesa, nella finanza, nell'industria, nella politica, nel campo della scienza.... Finalmente dopo secoli di umiliazioni e ingiustizie era ora! E' il loro momento, tutto può accadere come ha detto qualcuno.... la comunità nera può gioire e cantare felicemente: "yes, we can!".  

   

 
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Caminito

Post n°45 pubblicato il 24 Ottobre 2008 da tanguerocortes
 

Ai "malati" di tango come me, un video sintetico su uno dei posti più caratteristici di Buenos Aires: Caminito 

Caminito è un pezzetto del quartiere "La Boca" ed è il titolo di uno dei tanghi più classici e più belli della storia argentina, cantato dal grande Carlos Gardel (nella foto a destra).

 

CAMINITO ("Stradina")
Parole di Gabino Coria Peñaloza.
Musica di Juan de Dios Filiberto.
Composto nel 1926
Traduzioni e note di Oscar Donato

Stradina che il tempo ha cancellato,
che insieme un giorno ci hai visto passare,
sono venuto per l'ultima volta,
sono venuto a raccontarti il mio dolore...
Stradina, che allora eri costeggiata di trifoglio e di giunchiglie in fiore,
un'ombra ben presto sarai, un'ombra come me...

Da quando se ne è andata, triste vivo io;
stradina amica, anch'io me ne vado...
Da quando se ne è andata, non è tornata più;
seguirò i suoi passi... Stradina, addio!...

Stradina, che tutte le sere percorrevo felice cantando il mio amore,
non dirle, se torna a passare, che il mio pianto la tua terra ha bagnato.
Stradina ricoperta di cardi,
la mano del tempo la tua orma ha cancellato;
al tuo fianco io vorrei cadere e che il tempo ci uccida tutti e due
.

 
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Grazie alla dolce

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per questo premio!!!

 

Il mio Tango argentino

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2) Anibal Troilo
3) Osvaldo Pugliese
4) Roberto Goyeneche
5) Francisco Canaro
6) Carlos Di Sarli
7) Astor Piazzolla
8) Edgardo Donato
9) Rodolfo Biagi

10) Alfredo De Angelis
11) Ricardo Tanturi
12) Roberto Firpo

13) Osvaldo Fresedo
14) Florindo Sassone
15)
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Reliquias portenas (milonga)

 

Cafè Dominguez (tango)

 

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