Creato da fattodiniente il 01/06/2007

Gloriosa spazzatura

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Supertramp, 'The Logical Song'

Post n°17 pubblicato il 09 Settembre 2007 da fattodiniente

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Fondamentalmente, l’ascoltatore di dischi è una persona solitaria, e tendenzialmente sola. Almeno per quel che riguarda la sua passione, dopo di che, è solo una faccenda di profondità della sua passione: più i dischi sono il suo mondo, meno lo sono gli altri membri della razza umana.
Parlo di acquirenti di dischi, perché sono una specie particolare del genere degli amanti della musica, che nella sua totalità è invece alquanto socievole: basta pensare ai frequentatori di concerti, che amano discutere e confrontare le proprie opinioni e impressioni sul tema con i loro simili. Da questo punto di vista, gli ascoltatori di dischi differiscono anzi da tutti gli amanti delle belle arti e delle lettere (ammesso che la musica pop possa essere definita ‘belle arti’: personalmente possiedo album di rara bruttezza, di cui è incomprensibile il solo perché dell’ascoltarli, figuriamoci dell’acquistarli. In effetti solitamente il discofilo si limita a possederli, e questo fa capire il livello di eccentricità dei personaggi; se e quando li ascoltano, è il loro memento circa la durezza e l’inevitabilità degli obblighi della vita, e non sto affatto scherzando).
L’asocialità degli ascoltatori di dischi è comunque piuttosto bizzarra. Essa non dipende dal solo ovvio fatto che i dischi si ascoltano a casa propria, in raccoglimento più o meno intimo e quasi religioso, giacché questo vale assai più per il lettore di libri, che ama dedicarsi alla sua attività preferita senza eterologhe rotture di balle da parte di chicchessia – normalmente altri esseri umani a lui legati da vincoli di parentela piuttosto stretti. E non che questa categoria – come tutte - non abbia le sue bizzarrie, ma quella dei discofili è senz’altro di tutt’altra natura.
Il discofilo ha un rapporto molto personale e decisamente infantile con i dischi, e diversamente dal lettore, costruisce il suo mondo intorno ad essi, esattamente come un bambino con la sua mamma: fondamentalmente, ne è geloso; ammette di parlarne con altri, ma prende piuttosto male critiche e osservazioni che non siano più che benevoli, mentre è lieto, quasi fiero, di sentirne parlar bene. A patto però che sia chiaro che quello è e resta il suo disco; la gelosia, scatta proprio nel momento in cui due discofili scoprono di amare allo stesso modo un album, un po’ come due ragazzi quando parlano di una ragazza di cui entrambi sono segretamente innamorati. Il disco appartiene al discofilo, anima e corpo, letteralmente, e non può appartenere ad altri; almeno non nel senso in cui appartiene a lui. Sarà anche un disco, o un brano amatissimo da un sacco di gente, ma nessuno lo amerà come lo ama lui: alla fine è suo, e su questo non si discute. E poco ci manca che non si convinca che è stato scritto, suonato e realizzato per lui. La gente arriva ad ammazzare per gelosia, dopotutto. Il discofilo è appena più civile.
Questa è anche la ragione per cui non bisogna mai chiedere ad un discofilo un disco in prestito. Lo spettro delle risposte possibili varia, con la sola costante che non ve lo presterà in nessun modo, a costo di compromettere l’amicizia con lui, e questo contribuisce a non renderlo molto amabile. Se volete mantenere l’amicizia con un ascoltatore di dischi, non fate mai questo errore, e portate pazienza: è fatto così. Tenete conto che chiedergli un disco è come chiedergli la fidanzata per uscire la sera. Le persone cui un discofilo presta i suoi dischi al massimo arrivano ad essere una o due, assolutamente affidabili, e che condividono in tutto il suo atteggiamento.
Ugualmente, il discofilo tenderà a schifare le canzoni e i dischi troppo famosi, esattamente come un ragazzino tenderà ad evitare di innamorarsi di una ragazza troppo popolare, che è troppo puttana, è evidente. A meno che non abbia conosciuto la canzone per primo, quando ancora nessuno la conosceva, e allora vive il suo successo con fastidio, e con lo stesso atteggiamento di diffidenza di fondo.

Su tutte queste basi, anche il dialogo tra due discofili è poco più che un eufemismo. Magari si scambiano consigli e indicazioni, ma sempre restando sul generale, perché l’ascoltatore di dischi sa bene che convincere qualcuno della bellezza di un disco è abbastanza inutile, in quanto lui stesso è il primo a diffidare degli altrui consigli: non si può convincere un discofilo ad amare un disco, più di quanto si possa sperare di far innamorare qualcuno di una persona. Anche perché quando lo sventurato risponde, e si compera il disco che gli consigli, se poi lo trova orrendo o semplicemente inutile (caso piuttosto frequente) tu ci perdi la faccia e la reputazione. Che già del loro sono quello che sono. Normalmente la gente trova incomprensibili le ragioni per cui qualcuno si innamora di qualcun altro al punto di perderci la salute e l’equilibrio mentale. E l’innamorato passa da scemo. Questo, per qualche strana ragione, è insostenibile per un discofilo, relegato alla sua solitudine dalla stessa natura della sua passione, per cui preferisce tenersi per sé i suoi amori, e parlarne lo stretto necessario e nel modo più vago che gli riesce. Del resto, prova a toccare a chiunque la sua canzone preferita, e quello sarà pronto a cavarti gli occhi, figuriamoci un discofilo… Logical Song ad esempio è una delle mie canzoni perfette; ha tutto: melodia, tempo, arrangiamento, interpretazione e testo, e in più mi ricorda momenti belli della mia gioventù. È una canzone famosa e amatissima, ma nessuno la apprezza come l’apprezzo io, per cui non provate nemmeno a discutere la cosa.
Se poi consideriamo che parlar di dischi è per i più un argomento interessante quanto i tacchetti delle scarpe da calcio adatti a ciascun tipo di terreno, o le tecniche di allevamento delle rane (ammesso che le rane si allevino, ma suppongo di sì, altrimenti ci si può pensare), ecco che la gamma di argomenti di conversazione con un discofilo è prossima allo zero. Il che fa di lui un solitario per scelta e per necessità.
E lo dimostra questo stesso blog, poco visto, letto ancora meno, e commentato niente del tutto.
Oh beh. Tanto metto su Logical Song e sto a posto.

 
 
 
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