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Supertramp, "If Everyone Was Listening"

Post n°55 pubblicato il 12 Aprile 2009 da fattodiniente


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Una delle regole non scritte di questo blog è ovviamente ‘non mettere due brani dello stesso artista’, ma prima o poi doveva succedere di disattenderla. Beh, i Supertramp sono un’ottima occasione per infrangerla.

Perché chi non ama i Supertramp? A chiederlo in giro, probabilmente nessuno. Ma quanti possono dire di conoscerli davvero? Quanti cioè davvero li amano? Forse sarebbe più corretto dire che praticamente tutti apprezzano i Supertramp, o almeno apprezzano qualcosa di loro. Perché amarli, quella è un’altra faccenda: significa capirli fino in fondo, e quindi conoscerli, riconoscerne le sfumature, i riferimenti, i significati, il modo in cui costruiscono le emozioni… Mille citazioni, in un gioco di rimandi a specchio, in cui tutto viene usato per significare qualcosa di molto diverso, in cui tutto diventa qualcos’altro, sempre molto molto personale. In un certo senso, la musica dei Supertramp è un gioco mimetico, ma non nel senso del nascondere stili e stilemi, ma in quello del reinterpretarli, illuminandoli di nuova luce: un blues è e resta un blues, un sax soul resta esattamente quel che è, ma elevati ad una potenza diversa e nuova. Esercizi di stile, ma mai fini se se stessi: al contrario eseguiti alla ricerca di una forma espressiva precisamente finalizzata, più consona ad un contenuto che c’è sempre, eccome. Come un gioco di burattini, nel quale i bambini fanno parlare le loro angosce e malinconie con la voce del personaggio,che solo apparentemente racconta un’altra storia.

Certo, a colpire è quel tono ilare e leggero, sempre piacevole e accattivante, anche divertente, di affrontare la vita e le sue difficoltà, le sue malinconie. Una leggerezza che però confina, o meglio si coniuga e si fonde, in un pathos intensissimo, fatto di emozioni, di altitudini e profondità persino vertiginose; e senza rendertene conto, ti accorgi che nel mentre sorridi, sei stato portato dentro ad una tensione lacerante, altissima, espressa da un lirismo persino sfacciato nella sua purezza, e sincerità: cose che alla fine nemmeno le parole sanno descrivere, e raccontare. Un pathos fatto di niente.

Perchéi Supertramp sanno essere delicati, intimisti, lievi lievi, e poi trascinanti, e travolgenti, per poi diventare drammaticamente lirici e persino commoventi, quando ci si mettono; e sempre in modo inaspettato, sorprendente. Tu ascolti i Supertramp, e trovi sempre qualcosa di bello, di piacevole, di gradevole. Da ameni ma serissimi menestrelli della vita quotidiana, della quale essi cantano con apparente levità, con un distacco ironico e un po’ sornione,  le sue miserie, i suoi drammi esistenziali, i conflitti irrisolti, descritti sempre come alla fine irrisolvibili. I loro testi raccontano una amarezza, un disincanto davvero radicali: disagi esistenziali, più che esistentivi, per usar il lessico di uno che se ne intendeva.

Occorre spiegare chi siano realmente i Supertramp perché chi li ascolta, li capisca; e spiegare – si sa – fa sparire la magia.
Sempre ammesso che ci sia qualcuno che li sta davvero ad ascoltare.

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Commenti al Post:
shadia3
shadia3 il 12/04/09 alle 22:40 via WEB
All world's stage and all the men and women merely players (Shakespeare)
 
EvaLaMelaEilSerpente
EvaLaMelaEilSerpente il 14/04/09 alle 13:01 via WEB
E' bello quando ci prendi per mano e ci porti dentro la tua musica. :)
 
 
fattodiniente
fattodiniente il 14/04/09 alle 14:19 via WEB
Al gran teatro dei burattini... :-)
 
   
sognoccaemenevanto
sognoccaemenevanto il 16/04/09 alle 19:01 via WEB
I Supertramp, mi riportano indietro nel tempo, la magia dei sedici anni, con gli ormoni dotati di motore Ferrari, e tanta spensieratezza. Arigatoo :)
 
Tenir
Tenir il 16/04/09 alle 23:23 via WEB
“..abbiamo sognato parecchio e abbiamo fatto degli schemi e abbiamo cercato di cantare d’amore prima che il palco rovinasse in pezzi..” L’Amore immaginato, raccontato, idealizzato, la perfezione di un sogno ..ma la perfezione di un sogno è sempre altrove, fuori scena, fuori copione, lontano dal palco .. sempre altrove…e sul palco spesso le rappresentazioni, a volte mute, sono accompagnate solo da una malinconica atmosfera musicale.
 
 
fattodiniente
fattodiniente il 17/04/09 alle 00:50 via WEB
Sì, spesso è così...
 
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