Adenia

http://blog.libero.it/Adenia

 

Preferisco i punti interrogativi ai punti esclamativi. Il dubbio permette di esprimere con calma le proprie idee e aiuta a cambiarle se queste non sono ottimali. Non è forse il dubbio che dà origine a non importa quale curiosità?

 

OUT OF TIME

Where's the love song to set us free
too many people down, everything turning the wrong way round
And I don't know what love will be
but if we stop dreaming now, lord know we'll never clear the clouds

And you've been so busy lately
that you haven't found the time
to open up your mind

And watch the world spinning gently out of time
Feel the sunshine on your face
It's in a computer now
gone are the future (?) way out in space

And you've been so busy lately
that you haven't found the time
to open up your mind
and watch the world spinning gently out of time

And you've been so busy lately
that you haven't found the time
to open up your mind
and watch the world spinning gently out of time
Tell me I'm not dreaming
but are we out of time 

 

AREA PERSONALE

 

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TIME IS RUNNING OUT

 

I'M YOURS

 

IL DUBBIO

Quando sulla strada vi imbattete nei punti interrogativi allora andate sicuro che sono tutte brave persone, quasi sempre tolleranti, disponibili e democratiche. Quando invece incontrate punti esclamativi, i paladini delle grandi certezze, i puri della fede incontrollabile, allora mettetevi paura perché la fede molto spesso si trasforma in violenza.

Il dubbio è una divinità discreta, è un amico che bussa con gentilezza alla vostra porta. Il dubbio espone con calma le sue idee ed è pronto a cambiarle radicalmente non appena qualcuno gli mostrerà che sono sbagliate. 

(frasi prese dal libro "Il dubbio")

 

ESSER TRISTI È NECESSARIO

A cura de Il Pensiero Scientifico Editore
16/01/2009 12.27.00

 

 

La tristezza è parte della condizione umana ed è funzionale e necessaria per godere della felicità e per un corretto sviluppo emotivo. "Quando si individua un tratto così profondamente conservato nella biologia dell'uomo, bisogna presumere che è un tratto selezionato dall'evoluzione e come tale necessario alla sopravvivenza", ha dichiarato Jerome Wakefield della New York University e coautore del libro "The loss of sadness: how psychiatry transformed normal sorrow into depressive disorder", la cui traduzione in italiano sarebbe "La perdita della tristezza: come gli psichiatri hanno trasformato il normale dolore dell'anima in malattia depressiva". Wakefield e altri psicologi che sostengono l'importanza di vivere ogni emozione, anche quelle più negative, sono stati intervistati sull'ultimo numero della rivista NewScientist.

Nella società moderna la tristezza è diventato uno stato d'animo da evitare. In tutti i modi possibili. Ci si può distrarre evitando di pensare e riempiendosi la giornata di appuntamenti e di cose da fare. Molti scelgono anche, in maniera incauta e superficiale, di usare pillole che stabilizzano l'umore agendo direttamente sui centri nervosi di produzione e regolazione dei neurotrasmettitori.

Eppure è esperienza comune di ciascuno come, nei momenti di difficoltà o di tristezza, la percezione del mondo è diversa e talvolta più profonda. Non è un caso, infatti, che gli artisti esprimono il meglio della loro produzione proprio nei momenti di maggiore difficoltà più che quelli di felicità. Secondo alcuni neurologi vi è un motivo biologico che spiega il legame tristezza-creatività: la riduzione dei livelli di cortisolo tipica dei momenti di tristezza attiva i centri nervosi della creatività mentre riduce l'attività di quelli che stimolano la socialità, la fame e l'attività fisica.
La tristezza, l'introspezione e i momenti di solitudine, quindi, sono funzionali a guardarsi dentro e fare il punto su di sé, per poi riprendere e andare avanti. Attenzione, però, se una sana dose di tristezza è necessaria, tutti gli esperti sono d'accordo nel dire che se si è di fronte ad una diagnosi di depressione allora è necessario sottoporsi a terapie adeguate.

Fonte: Marshall J. Is it really bad to be sad? NewScientist 14 gennaio 2009.

 

NEW YORK NEW YORK

 

I COLORI DEGLI ALIMENTI

Dietro ai vari colori degli alimenti si nascondono nutrienti diversi che devono essere assunti per avere un'alimentazione completa. Per ogni colore esiste un diverso beneficio, come una pelle giovane, delle ossa forti, una memoria da elefante e un sistema immunitario ben funzionante. Per mangiare "colorato" si intende assumere ogni giorno degli alimenti appartenenti a cinque diverse categorie di colore, giallo/arancione, verde, blu/viola, rosso e bianco, alle quali corrispondono dei nutrienti specifici.

Ecco alcuni esempi: i cibi gialli/arancioni come carote, zucca, mais, melone sono ricchi di carotenoidi che svolgono una funzione antiossidante; gli alimenti verdi, tra cui spinaci o broccoli, sono ricchi di luteina che fa bene alla vista; i blu/viola come more e mirtilli, fonte di antocianine, proteggono dalla fragilità capillare, dai processi infiammatori e dai tumori; pomodori e cocomero fanno parte dei cibi di colore rosso che hanno un grande contenuto di licopene, che può avere una funzione protettiva contro il cancro e le malattie cardiovascolari; infine, sono considerati alimenti bianchi il cavolfiore, con proprietà anticancerogene, e le patate, buona fonte di sali minerali e vitamine, ma anche le carni bianche, il pesce e i formaggi magri che sono fonte di proteine.

I nutrienti contenuti in questi alimenti lavorano meglio in squadra, questo vuol dire che dovrebbero essere assunti contemporaneamente cibi appartenenti a categorie di colore diverse. Questa abitudine aiuta a mantenere un'alimentazione variata e completa ed è estremamente semplice da realizzare: ad esempio grazie ad insalate e macedonie di frutta, facili da essere consumate anche durante i pasti fuori casa.

Fonte: Perry M. Colors of health. Prevention 9 novembre 2007

 

LE ONDE

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

« Fragile (Nothing Like The Sun)Cioccolato »

NUTRIRE CUORE, MENTE E SPIRITO

Post n°53 pubblicato il 14 Novembre 2005 da Adenia

La psicologia transpersonale ci insegna che l'energia non arriva solo da cibo, ma anche da letture, musica, amicizie e progetti di vita. Calibrando opportunamente questo tipo di alimentazione possiamo dare alla nostra esistenza la "forma" desiderata.

Non è solo il nostro corpo fisico che ha bisogno di nutrimento per vivere, crescere e agire nella realtà, dobbiamo nutrire, tanto per cominciare, anche le emozioni e la mente. E se l'energia fisica ci arriva dal cibo che mangiamo, l'energia emotiva ci arriva dal tipo di relazioni che instauriamo, dagli stati d'animo che coltiviamo, dalle persone che frequentiamo. L'energia mentale dalle convinzioni che maturiamo su noi stessi e sulla vita, dalla comunicazione con gli altri, dalle letture, dalla qualità dei propri e altrui pensieri. Come la qualità del cibo materiale determina lo stato di salute e di vitalità del nostro organismo, anche negli altri livelli di coscienza va operata una scelta consapevole delle fonti di approvvigionamento energetico che ci fanno stare meglio, che sono più adatte a noi o alle diverse circostanze in cui ci troviamo.

La gestione delle emozioni e dei pensieri è solitamente abbastanza casuale in una cultura come la nostra, in cui l'arte di conoscere e possedere se stessi è piuttosto trascurata. Eppure uno dei segreti della qualità della vita risiede proprio in una buona capacità di vivere e usare le emozioni per sentire e assaporare i mille e più sapori della vita, senza però "farsi usare" dalle emozioni, senza soccombere al loro impeto coinvolgente.

L'emozione è come l'acqua: elemento vitale preziosissimo, la cui mancanza porta sofferenza, la cui repressione è pericolosa, il cui eccesso è dannoso. E' nell'ambito della dimensione emotiva, volubile e in continua trasformazione, che prende forma il nostro "umore della giornata" sotto l'influsso dell'insieme di tante diverse energie. Invece di lasciare al caso quello che sarà lo stato d'animo che ci accompagnerà possiamo influire consapevolmente su almeno alcuni dei fattori che influenzano la sfera emotiva. Musica e colori, tanto per fare un esempio, sono anch'essi energie che entrano in risonanza con noi: cambiando la frequenza della radio, cambiando il colore del nostro maglione, lasciando entrare il sole nella nostra stanza, possiamo concretamente cambiare il nostro umore. Provare per credere.

Anche il pensiero è energia. E' come l'energia dell'aria, leggera e potente, capace di trascinare lontano, di erodere montagne, di far volare, ma anche di far precipitare. Anche sui pensieri possiamo acquisire dominio e padronanza, per non lasciare che quelli indotti dall'esterno ci portino dove vogliono loro, ma per fare sì che siano uno strumento ben saldo nelle nostre mani, che porta verso i nostri obiettivi. Agire sulla qualità del nostro mentale significa nutrirlo di belle idee, di speranza, di ottimismo, di informazione reale e non di dicerie, verificando i fatti in prima persona, scegliendo le letture che ci fanno star bene.

Dopo il corrispettivo di terra, il corpo, acqua, l'emozione, e aria, la mente, l'essere umano ha una quarta componente energetica: fuoco, lo spirito, la dimensione etica, delle aspirazioni, dei valori, degli ideali, dell'anelito verso il divino. Una dimensione che, contrariamente a quanto si pensa, è parte costitutiva di ogni singolo essere umano e come tale ha bisogno di essere riconosciuta e nutrita. E se nessun percorso spirituale o religioso ha ancora risposto a questa nostra sete di assoluto, possiamo cominciare a coltivare il silenzio interiore necessario al manifestarsi di questo aspetto più sottile del nostro essere. Attività artistica, impegno sociale, contatto con la natura, comunicazione autentica sono soltanto alcuni degli spunti per aprirsi al calore e alla luce del fuoco interiore, che esprime l'essenza stessa della natura umana.

Commenti al Post:
hawk67
hawk67 il 14/11/05 alle 15:30 via WEB
La psicologia transpersonale punta l'attenzione,fra le cose,sulle "fonti di approvigionamento".Soluzioni come le ultime prospettate,per foraggiare l'emozione,sono comunque estemporanee,tamponi momentanei.Il casino è trovare stimoli costruttivi nella mente altrui.Ovvio che li si vada a cercare (non mi soffermo) ma difficilisissimi da trovare.E se non li si trova il buio aumenta di intensità.Ok inizio:basta vestirmi di nero!!!
 
 
Adenia
Adenia il 14/11/05 alle 16:02 via WEB
Ti interessa o no la psicologia transpersonale? Il casino hawk per te c'è sempre anche se trovi una mente stimolante, in quanto tu stai bene prorpio nel caos. Tuttavia, aggiungo che il non trovare stimoli costruttivi, nella mente altrui, è una situazione che non si verifica nel momento in cui una persona incontra me... ihihih Infatti gli uomini che ho avuto tendevano a vestirsi spesso di bianco, di rosso o color blu-jeans, ma non di nero.
 
   
hawk67
hawk67 il 14/11/05 alle 16:18 via WEB
Diciamo che se incappo in articoli o testi che ne trattano,li leggo:non la studio e preferisco manuali di finanza.Nel caos forse ci sto bene:a volte mi sta stretto per cui cercherò di aumentarne l'incidenza sulla mia esistenza (in qs momento non vedo come,ma posso sempre provarci).Ultima cosa:mi compro uno smoking bianco e stasera ti passo a prendere:a che ora ti va bene?
 
     
Adenia
Adenia il 14/11/05 alle 17:39 via WEB
Per me quello che conta in un uomo non è il colore del vestito, bensì il portamento e il linguaggio. Se poi il vestirti non di nero ti dà energia positiva allora perché no? Però dai... mi sembreresti uno un po' troppo appariscente tutto di bianco vestito in un novembre inoltrato. Allora ti aspetto eh?
 
     
hawk67
hawk67 il 14/11/05 alle 21:56 via WEB
Carico di energia positiva ma...in nero!Arrivo fra mezz'ora!!!
 
schiavodelmondo
schiavodelmondo il 14/11/05 alle 16:44 via WEB
ciao Adenia, hai mai letto niente di gurdijeff o di un suo alievo ospensky? ouspensky nel suo libro "frammenti di un insegnamento sconosciuto" parla in modo abbastanza dettagliato (anche se ad un livello che per ora riesco a vedere solo in modo teorico) delle tre alimentazioni di cui l'uomo necessita:cibo, aria e impressioni. Per spiegarlo fa uso delle note musicali perchè essendo un "processo evolutivo" (non mi ricordo bene se usa esattamente questo termine) è un fenomeno che sottostà alle "fantomatiche" leggi del "tre" e del "sette" su cui da un po' di tempo mi sto spaccando la testa...
 
 
Adenia
Adenia il 14/11/05 alle 17:23 via WEB
Ciao schiavodelmondo, no non ho mai letto qualcosa di Gurdijeff o del suo allievo Ospendsky. Quindi tu hai pensato alle tre alimentazioni dell'uomo, ovvero al cibo, all'aria e alle impressioni. Ok, io ho invece pensato ai quattro elementi che vi sono in ogni cosa: terra, acqua, aria e fuoco. In questo mio post ho analizzato il reperimento di energie umane tenendo in considerazione l'elemento terra e l'elemento acqua. Per gli altri due elementi darò luogo ad un altro post. Ho notato che i post troppo lunghi possono risulatare noiosi ed allora ho preferito dividere l'argomento. Ciao schiavodelmondo. Ma tu ci credi in queste analisi di psicologia transpersonale? Credi sia interessante sapere queste cose? A presto!
 
   
Adenia
Adenia il 14/11/05 alle 17:32 via WEB
Schiavodelmondo, rileggendo meglio quanto mi hai scritto... il cibo, l'aria e le imrpessioni rappresentano, in effetti, tre dei quattro elementi di vita. Il cibo rappresenta la terra, l'aria ok, le impressioni dovrebbero essere parte dell'emozione e quindi rappresentano l'acqua. Manca il fuoco. Di cosa ti occupi, come mai stai studiando le leggi del "tre" e del "sette"?
 
     
schiavodelmondo
schiavodelmondo il 15/11/05 alle 12:35 via WEB
la legge del tre e la legge del sette le ho trovate in questi testi di cui ti ho parlato... ovviamente queste sono teorie, che non sono la "realtà" cercano solo di rappresentarla. queste leggi tengono conto di molti fattori e l'insegnamento riportato è incompleto, credo volutamente, per darci la possibilità di fare un processo del tipo: si osserva in base a delle informazioni, si analizza e si confronta di nuovo con la teoria, osservando... terra, acqua, fuoco e aria li ho ritrovati naturalmente nei pochi scritti di alchimia che ho letto... non mi sono molto chiare le associazioni perchè per esempio io metterei l'aria "nell'emozionale", perchè quando si è agitati, respirando ci si calma... credo che cmq non si debbano intendere in maniera statica, penso che si possano intercambiare a seconda del livello che si vuole analizzare... cosi la volontà può rappresentare il fuoco che scalda o l'acqua che mitiga a seconda della valenza di un dato elemento in quel determinato stadio... mi occupo di varie cose, non inerenti alle mie letture.... queste letture e ciò che cerco di mettere in pratica, lo faccio perchè credo che qualsiasi sia il senso della vita si debba basare su cose reali, e per arrivare ad avere una visione, il più vicino alla realtà si debbano utilizzare metodi che hanno come base l'osservazione e terorie che ti forniscano "punti di riferimento"... a presto, ciao ciao
 
     
Adenia
Adenia il 15/11/05 alle 13:58 via WEB
Beh... schiavodelmondo, il tuo discorso è in base ad una tua visione un po' particolare dei quattro elementi di vita. In fondo, ciò che conta non è tanto capire il significato simbolico di tali elementi, ma come tu affermi è importante osservare la realtà ok, ma quale realtà? Non è pur sempre una realtà quella psicologica, quella scientifica, quella sessuale, quella virtuale, quella della follia, quella finanziaria, quella sportiva, quella materiale o quella spirituale? Quale realtà è più reale?
 
     
schiavodelmondo
schiavodelmondo il 15/11/05 alle 16:02 via WEB
la realtà per definizione "è una" (almeno a me sembra così). cambia a secondo del livello di cui si parla, per esempio, a livello molecolare la reltà si basa sull'andamento e sull'interazione delle molecole, non avrebbe senso parlare di calcio o soldi a questo livello. anche se ci sono parallelismi e relazioni,con i "sopra" e i "sotto", ad una molecola non interessa il sesso, può partecipare alla funzione, può esserne il tramite, ma per lei, la realtà è fatta di molecole. reagisce a leggi di "realtà" di altri livelli ma lei è "consapevole" solo del proprio livello. a questo punto è interessante chiederci... e qual'è il posto dell'uomo? l'uomo che relatà deve considerare? risposta: la realtà del livello che gli è corrispondente. In toria l'uomo ha la possibilità di evolversi sino al livello corrispondente alla perfezione. per cui, tornando alla tua domanda... per me la realtà a cui tendere è quella "dell'assoluto" tutte le altre, si discostano in proporzione a quanto ci si abbassa di livello. per intenderci, allo stato in cui mi trovo non posso parlare di energie che vanno e che vengono... non ne nego l'esistenza, ma non riesco a vederle, ad osservarle, fanno parte di un livello a cui non sono (almeno per ora).... ma non posso nemmeno fingere che il successo, il potere, la fama, il benessere economico, siano la "realtà"... lo sono solo quando ci si abbassa ad essi. (perdonami se mi dilungo nelle risposte, è che cerco di essere fraintendibile il meno possibile)
 
   
schiavodelmondo
schiavodelmondo il 15/11/05 alle 12:38 via WEB
perdona la mia ignoranza in questo campo: cosa si intende per psicologia transpersonale? mi puoi fornire qualche base? grazie:)
 
     
Adenia
Adenia il 15/11/05 alle 13:45 via WEB
La Psicologia Transpersonale è stata definita la "quarta forza", (dopo la prima forza: il Comportamentismo, la seconda forza: le "teorie psicanalitiche" classiche, la terza forza: la Psicologia Umanistica) in quanto intende definire quelle potenzialità e capacità dell’essere umano che non sono state considerate dalle scuole che l’hanno preceduta. E' il movimento di pensiero che studia gli stati di coscienza. La Psicologia Transpersonale sembra connotarsi come un vasto movimento di pensiero e di ricerca che opera per una sintesi progressiva delle conoscenze nel campo degli Stati di Coscienza ed in particolare degli stati, cosidetti, superiori. La psicologia transpersonale è consapevole dell'anelito dell'uomo alla perfezione; esso rappresenta una meta inattingibile, e comunque, al tempo stesso, qualcosa che l'uomo deve ugualmente e costantemente prefiggersi. Si tratta di un obiettivo che riguarda la civiltà, più che la semplice cultura.
 
     
schiavodelmondo
schiavodelmondo il 15/11/05 alle 14:39 via WEB
ma dai...:)pensa che anche le teorie di cui ti sto parlando derivano da una squola che si definisce della "quarta via". per loro la quarta via è una possibilità che va al di fuori delle 3 vie esistenti che portano un uomo ad evolversi, che sono la "via del fachiro"(corpo fisico), "la via del monaco" (inteso come uomo di fede, quindi sviluppo dell'emotivo) e la via dello yogi (intellettuale, credo inteso come "comprensione"). Sai dirmi chi è l'ideatore del termine "psicologia transpersonale" e in quale decennio l'ha formulata? per tutto il resto, cioè sviluppo di stati superiori che G.(guedjieff) definisce "corpi" mi sembra che seguano linee teoriche simili: lo sviluppo dello stato (essenza) di un uomo che tende all'assoluto (perfezione). in questa quarta via, si parla di uno "sviluppo armonico" dei 3 centri che formano l'uomo nello stato attuale: centro fisico, centro emotivo, centro intellettuale. durante la spiegazione vengono menzionati altri centri (sessuale, istintivo e forse qualcun'altro che ora mi sfugge) che secondo me cmq sono i derivati dei 3 centri principali. poi lo stato di un uomo sembra svilupparsi applicando Eosservazione" e "sforzi consapevoli", che piano piano permettono di formare un "centro emotivo superiore" e poi un "centro intellettuale superiore".... (spero di non aver riportato male la spiegazione, è difficile parlare senza falsare il senso di chi ha elaborato queste teorie). Trovi qualche parallelismo con la "psicologia transpersonale"? cmq quando uso le parole "sembra" e "teoria" lo faccio perchè io non ne ho avuto una Conoscenza Diretta, ho solo letto e osservato, cercando di applicare secondo "la mia ragione soggettiva". ciò che G. diceva era tutt'altro che semplice teoria, ha passato la sua vita a "mettere in pratica", e la sua idea di "scuola" prevedeva condizioni particolari, tra cui la guida di un "maestro" all'interno della scuola.
 
     
Adenia
Adenia il 15/11/05 alle 16:31 via WEB
In effetti sì, trovo vi siano visioni simili tra ciò che affermi tu e la psicologia transpersonale. Mi hai riferito che anche le teorie che tratti tu derivano da una scuola che si definisce "quarta via", ma ha un nome questo insieme di teorie o linee di pensiero? Rispondo ora alla tua domanda. Verso la metà del ventesimo secolo, la psicologia americana era dominata da due scuole importanti, Il comportamentismo e la psicologia freudiana. La crescente insoddisfazione riguardo questi due orientamenti che non chiarivano in modo adeguato la natura della psiche umana condusse allo sviluppo della psicologia umanistica. Il portavoce principale e maggiormente rappresentativo di questa nuova corrente è stato il noto psicologo americano Abraham Maslow. Nonostante la popolarità della psicologia umanistica, gli stessi fondatori, Maslow e Sutich, divennero sempre più insoddisfatti della struttura concettuale che avevano originariamente generato. Divennero sempre più consapevoli di aver tralasciato un elemento estremamente importante: la dimensione spirituale della psiche umana (Sutich). Nel 1967 un piccolo gruppo di lavoro, comprendente Abraham Maslow, Anthony Sutich, Stanislav Grof, James Fadiman, Miles Vich e Sonya Margulies si incontrò a Menlo Park in California, con l’intento di creare una nuova psicologia che onorasse l'intero spettro dell’ esperienza umana, inclusi vari stati di coscienza non-ordinari. Durante queste discussioni Maslow e Sutich seguirono il suggerimento di Grof e chiamarono la nuova disciplina "psicologia transpersonale". Questo termine prese il posto dell’appellativo originario "transumanistica" o “rivolta oltre le questioni umanistiche”.
 
     
schiavodelmondo
schiavodelmondo il 16/11/05 alle 19:36 via WEB
Purtroppo non sono in grado di risponderti con precisione: non ho ben chiaro se l'insegnamento di Gurdjieff è una via a cui ha dato il nome di 4a via (volendola differenziare dalle altre 3)o se il suo metodo è da inserirsi all'interno ad una "via più grande". cmq G. è vissuto a cavallo tra l'ottocento ed il novecento... penso sia morto intorno al 1940. non vorrei esagerare, ma ipotizzo che buona parte di chi ha trattato di questi temi ha attinto molto dai suoi testi e dalle sue teorie.... se ti capita prova a dare un'occhiata al libro di ouspensky che ti ho già citato(frammenti di un insegnamento sconosciuto)... credo che offra spunti ineteressanti... ciao ciao
 
IN2dgl
IN2dgl il 14/11/05 alle 23:38 via WEB
La prima energia mattutina è quella che mi dà la caria maggiore nella giornata...il profumo della rugiada, e come una cocaina per me...ne respiro il momento...chissà che energia ti viene dalla mia amicizia...buona notte...
 
 
Adenia
Adenia il 15/11/05 alle 00:33 via WEB
In2, credo tu abbia capito che averti dalla mia parte, averti come amico in questo contesto e averti come interlocutore è per me energia positiva. Se non ci sei avverto la tua mancanza. Sai bene che quando non sapevo a chi rivolgermi per affrontare un certo contesto... ho scelto te come confidente. Ho discusso con te in modo non lieve ed ho sentito che non stavo bene dentro. Conclusione... sei decisamente energia positiva ed importante.
 
poeti76
poeti76 il 15/11/05 alle 03:20 via WEB
Mi è piaciuto tanto questo post Adenia.;o) Si nota la complessità e la completezza dell'agire umano. Un'ottima forma viene dal giusto nutrimento di mente, cuore e fisico. Capita spesso, infatti, che l'instabilità di una porti all'incrinazione di un'altra parte. Il nostro stare bene è la risultante dell'interagire al meglio di queste 3 componenti. Dobbiamo imparare a gestire le nostre energie in modo attivo. Grazie Adenia. Ti sono sempre vicino.;o) notte
 
 
Adenia
Adenia il 15/11/05 alle 08:36 via WEB
Sì, poeti... hai colto l'essenza del discorso. Mi hai scritto alle 3:20 del mattino, interessante... cosa hai combinato fino a quell'ora? Fii Simo, sei un uomo che non si ferma un attimo eh? Ogni sera una diversa eh? Dai, scherzo e poi alla fine sono affari tuoi. Ciao, buona giornata e sappi che ho gradito il tuo intervento (sempre più raro ultimamente).
 
PICCOLOGRUFO
PICCOLOGRUFO il 15/11/05 alle 10:41 via WEB
come si può assorbire energia, quando l'unico motore è in frantumi?
 
 
Adenia
Adenia il 15/11/05 alle 11:07 via WEB
Ahia, questa risposta mi dà un freno. Non so quale sia questo unico motore che per te è in frantumi e, in mancanza di tale informazione, non mi permetto di andare oltre. Se vuoi aggiungi altro altrimenti un grosso ciao tutto per te Piccologrufo!
 
caoscalmo
caoscalmo il 15/11/05 alle 10:51 via WEB
uff, vorrei poter aggiungere qualcosa ma dovevi vedermi annuire mentre leggevo, mi cambia l'umore rispetto ai colori che visivamente vedo e ai colori che emotivamente provo, incessantemente perso comunque su un'altalena fatta di colori a volte vivi a volte meno, credo sia il gioco della vita al quale partecipare cercando di emozionarsi senza farsi trascinare in certi vuoti che a volte vediamo e che altre volte assecondiamo, ciao Adenia, ti lascio un abbraccio
 
 
Adenia
Adenia il 15/11/05 alle 11:17 via WEB
Chissà come eri carino mentre annuivi con il capo, nel leggere questo post. Mi ha sempre incuriosito immaginare i volti e le espressioni dei miei interlocutori più affezionati, mentre prestano attenzione a qualcosa da me riportato. Il tuo umore varia in funzione ai colori e a cosa altro ancora? Ciao caoscalmo... incomincio ad affezionarmi ai tuoi interventi!
 
   
Ramanujan_pi
Ramanujan_pi il 15/11/05 alle 12:32 via WEB
Anche in questo frangente possiamo leggere il nostro adattamento ad una sorta di linguaggio. La realtà ci parla con "codici", siano essi colori, suoni, espressioni di volti (che abbiamo visto o che, come dicevamo l'altra volta e dici ora, immaginiamo). Cosa dunque mi da' "energia" -- tra virgolette, poiché non mi piace l'uso generico e (praticamente) sempre inappropriato che si fa della parola -- ? Tutto quello che si adatta alla mia lettura ed interpretazione del mondo, e da cui ricevo un feedback "positivo". I discorsi della psicologia transpersonale, così come il ricorso agli elementi aristotelici et similia, non mi convincono molto: aggiungono solo un livello artificiale (ed arbitrario) di complessità all'interpretazione delle cose. Come disse Einstein: lo si renda semplice, il più semplice possibile ma non di più. Un bacio Antonio
 
     
Adenia
Adenia il 15/11/05 alle 14:08 via WEB
Ciao Ramanujan. A mio parere, ogni teoria è da prendere e valutare ogni volta con un forte senso critico. Non vi è alcuna teoria in grado di soddisfare un concetto in modo completo o, meglio, nessuno concetto può essere limitato nella definizione di una sola teoria. Non do nulla per scontato, nulla di vero in assoluto, nulla di falso in assoluto, ogni cosa è confutabile, ogni discorso è pura opinione. Ho qualche considerazione notevole solo sulla matematica, in quanto credo che in essa vi siano anche concetti non opinabili. Tutto bene lì in Inghilterra? Fino a quando rimmarrai lì?
 
     
Ramanujan_pi
Ramanujan_pi il 16/11/05 alle 12:49 via WEB
Ciao Simona, dunque sei una relativista! In effetti assegnare un valore di verità intrinseco alle cose è praticamente impossibile...Si credeva di poterlo fare per la matematica (vedi i "Principia" di Russell e Whitehead), ovvero costruire tutto l'edificio di teorie matematiche a partire da pochi concetti veri (in assoluto), quindi non opinabili. E invece, all'inizio degli anni 30 un giovane matematico austriaco, Kurt Godel, dimostrò che la matematica è intrinsecamente incompleta (i famosi/famigerati teoremi di incompletezza), ovvero esistono concetti che sono sì non opinabili, ma non perché siano veri in assoluto, bensì perché non si può dire nemmeno se siano veri o falsi! Ovvero, esistono SEMPRE proposizioni cosiddette indecidibili, il cui valore di verità è ignoto (e non esplorabile). Che questa sia una limitazione fisica assoluta, o che vi sia qualcosa nella mente umana e nel suo modo di concepire le idee che lo impedisce, non si è in grado di dire. Qui in inghilterra tutto bene, il tempo è ottimo (stranamente!) e sto prendendo alcuni contatti (che spero portino frutti!). Sarò in Italia lunedì in giornata, magari ci sentiamo! Un bacio e buona giornata!
 
     
Adenia
Adenia il 16/11/05 alle 19:42 via WEB
Bene, allora tutto è indecidibile. E' tutto un gran caos insomma! Mi dà piacere stia andanto tutto bene lì in Inghilterra. Mentre tu pensi ai tuoi contatti professionali importanti ti mando un salutino. Ho apprezzato il tuo avermi prestato attenzione nonostante i tuoi impegni in terra lontana. Un grosso ciao a te, buona serata Ramanujan e a presto!
 
   
caoscalmo
caoscalmo il 15/11/05 alle 14:38 via WEB
il mio umore varia in funzione dei colori, per me hanno colore la musica, gli stati d'animo, le emozioni, tutto quanto riguarda il mio vivere riesco a ricondurlo ai colori, ciao Adenia...io incomncio ad affezionarmi ai tuoi post :))
 
     
Adenia
Adenia il 15/11/05 alle 16:59 via WEB
Beh... io amo dipingere, la mia passione numero uno è il disegno, quindi... argomentare con me di colori è come darmi il vero nutrimento. Pensa che io ho un ordine mio, sia esterno che interno, basato sui colori e le loro tonalità. In casa, gli oggetti li sistemo in base al loro colore e non in base alla loro utilità... come accade in diverse vetrine di negozi. Fii, non sono tanto a posto eh? Se ti affezioni ai miei post può solo darmi piacere... a presto caoscalmo.
 
JON.L
JON.L il 15/11/05 alle 23:09 via WEB
La gestione delle emozioni,possedere se stessi,usare le emozioni… Sono concetti con i quali non concordo, il resto ci può stare, sempre visto in un’ottica prettamente razionale e materialistica, ma gestire emozioni? In quanto tali non penso possano essere gestite, esse nascono spontanee e vere. Un’emozione è la cosa più onesta e sincera che si può vivere, non è commerciabile, non può essere acquistata o venduta, può solamente sgorgare prepotente e incontrollata per eventi, situazioni, sentimenti del cuore e dello spirito… Possedere se stessi ? Non è in noi il possesso della nostra esistenza, e nemmeno delle emozioni che la vita ci propone, nel possesso si degrada l’esperienza del vissuto e del vivere, il pieno sapore della vita si può trovare nel essere e saper essere, molto più che nel avere e possedere: il possesso porta ad un percorso coattivo fine a se stesso e mai soddisferà l’animo ed appagherà lo spirito veramente e profondamente. Nostra unica vera libertà sono le scelte, in esse noi possiamo esprimere la nostra essenza e ricercare noi stessi, la nostra vera natura e nelle scelte poniamo le basi al nostro divenire… Usare le emozioni ? Come possiamo usarle, noi possiamo viverle solamente, cercare di comprenderle dare una valenza ed un senso ad ognuna, crearci dei ricordi dei rimpianti, dei rimorsi, un sorriso un pensiero… La gestione prevede l’uso ed il possesso. L’essere, il vivere, il senso della vita e delle inevitabili emozioni e sentimenti che comporta il percorrere le strade che ci vengono proposte, nel divenire dinamico dell’esperienza chiamata vita e delle scelte che inevitabilmente viviamo determinano la consapevolezza dell’esistere e donano valore all’essere… prima di tutto nella ricerca di se stessi e poi del proprio senso e valore … Con affetto Jò
 
 
Adenia
Adenia il 16/11/05 alle 01:44 via WEB
Ciao Jon, sono ora tornata a casa e non sono nelle condizioni di darti una valida ed attenta risposta. Ti lascio un saluto e presterà maggiore attenzione a quanto mi hai riportato domani con calma. Buonanotte Jon!
 
JON.L
JON.L il 15/11/05 alle 23:15 via WEB
Tutto nell'universo è vibrazione le vibrazioni sono frequenze che detrminano le varie forme di energia: dalla luce ai colori, dalla materia alla vita tutto pulsa di energia e vibrazione... Entrare in risonanza con qualcuno o qualcosa, amplifica questa vibrazione e crea un filo che unisce due essenze... Come in ogni cosa esiste il suo opposto,il tutto ha un suo contrario, sia nel singolo che nella globalità sia nella materia che nell'antimateria, esisto due opposti che si attraggono e mantengono l'equilibrio delle cose, quando questo cessa e prevale uno sull'altro nascono anomalie che possono creare disarmonia e squilibrio .... Jò
 
 
Adenia
Adenia il 16/11/05 alle 11:36 via WEB
Credo tu abbia voluto criticare la seguente frase: "uno dei segreti della qualità della vita risiede proprio in una buona capacità di vivere e usare le emozioni per sentire e assaporare i mille e più sapori della vita, senza però "farsi usare" dalle emozioni, senza soccombere al loro impeto coinvolgente". In questa frase c'è il concetto di vivere le emozioni così come intendi tu, ma vi è anche il concetto di "usare le emozioni" che tu non approvi. Bene, condivido sul vivere le emozioni in modo spontaneo, così come arrivano. Tuttavia, credo che indirizzando al meglio le emozioni si possa ottenere un consumo di energie ottimale. Quanto più una persona riesce a controllare la propria emotività tanto più essa riesce a dedicare le energie maggiori là dove è necessario o urgente. E' questione di saper selezionare, di saper scegliere, di saper dstribuire e reperire al meglio le proprie energie. Tu agisci come vuoi, ma sappi che se ti lasci travolgere da una emozione senza riuscire a dominarla poi sei tu che ne risenti e il mondo non aspetta che il tuo momento di esaurimento energetico termini. Ciao JON, a presto!
 
JON.L
JON.L il 16/11/05 alle 15:05 via WEB
Si hai compreso pienamente il mio farfugliare contorto, ma non prenderlo come una critica, è solo un mio modo di vedere e percepire e questo non significa sia giusto ed assoluto: lo è per me... Poi vorrei scriverti che alcune emozioni o sentimenti forse possono come tu scrivi essere pilotati o gestiti, ma bisogna vedere in termini di dispendio energetico ed equilibrio personale quali sono i costi ed il rapporto costo beneficio... Non credo che il controllo assoluto sia sempre un bene, le emozioni devono uscire, come le lacrime ed il sorriso, trattenerli dentro significa creare blocchi se vuoi in campo razionale psicofisici , in campo spirituale blocchi energetici, che vengono interiorizzati e nascosti nella nostra parte più profonda, pronti a riemergere quandop meno te lo aspetti e spesso in modo incontenibile . quando non si evolvono in patologie psichiche o fisiche... Le lacrime devono scendere alla terra ed il sorriso al sole perchè noi possiamo continuare ad essere "Umani" Un sorriso, se vuoi...
 
 
Adenia
Adenia il 16/11/05 alle 19:34 via WEB
Ohi. Sì, forse non era una critica la tua, ma un'idea differente di come dare spazio alle emozioni. Sì, avere un controllo assoluto sul proprio sentire non è bene, ma credo pure che non sia infatti possibile e che alcune sensazioni sfuggano ad una gestione o ad una analisi umana. Le lacrime vanno bene purché queste non diventino l'unico motivo di sfogo, l'unica soluzione. Pinagere ok, ma che serva per dare spazio subito a qualche altra cosa. Io piango e non mi vergongo affatto di piangere, ma dopo aver pianto mi sento subito pronta e forte per cercare o creare nuovi stimoli. Sono sempre stata sotenitrice della neccessità delle forze opposte e quindi so che è grazie ad una emozione A che si può valutare e dare importanza ad una emozione -A. Penso che il misurare le emozioni possa solo aiutare a capire quando è bene lasciarsi andare a queste e quando è bene dominarle. Occorre una selezione, una stima per meglio utilizzare le energie quando poi davvero sono richieste. Cercare di governare le proprie energie permette di essere attori attivi nel gioco della vita e di non trovarsi coinvolti passivamente in situazioni che assorbono energie facendo leva su emozioni non domabili. Un grosso ciao a te JON, a presto!
 
JON.L
JON.L il 16/11/05 alle 19:28 via WEB
NON SONO MAI RIUSCITA A CONSIDERARE QUALCUNO COMPLICE TANTO DA SENTIRLO DAVVERO DALLA MIA PARTE. MI MANCA QUESTO PIU' DI OGNI ALTRA COSA: LA COMPLICITA' CON QUALCUNO. FORSE ESSERE MIO COMPLICE E' UN'IMPRESA IMPOSSIBILE O MOLTO PROBABILMENTE NON LO PERMETTO IO. SI VIVE ANCHE SENZA COMPLICITA'. SO SOLO CHE IL MIO MODO DI MOSTRARMI SICURA, LIBERA, INDIPENDENTE E CON UNA SOLUZIONE A TUTTO ALIMENTA SPESSO, NEGLI ALTRI, LA VOGLIA DI CONSIDERARMI COME UNA RIVALE, COME UNA PERSONA DALLA QUALE E' MEGLIO DIFENDERSI O COMUNQUE DA TRATTARE CON ATTENZIONE. CHI E' CON ME NON SI RILASSA MAI DEL TUTTO. IO NON SO COSA SIGNIFICHI RILASSARSI E L'ASPETTO GRAVE E' CHE IO SONO SPAVENTATA DA UN EVENTUALE MIO RILASSAMENTO. Inviato da: Adenia 19/10/05 tuo blog Questo dipende dal controllo che vuoi esercitare su tutto e tutti… Il problema non è tanto questo, ma focalizzare il cosa ti ha spinta ad agire così ? Jò
 
 
Adenia
Adenia il 16/11/05 alle 19:44 via WEB
Semplicemnte mi spaventa il non controllo, da parte mia, della mia vita e di tutto ciò che vi è in essa.
 
JON.L
JON.L il 16/11/05 alle 19:28 via WEB
SONO INCREDIBILI GLI SBALZI DI UMORE CHE HO NELL'ARCO DI UN MESE, DI UNA SETTIMANA, DI UN GIORNO E, A VOLTE, ANCHE SOLO DI UN'ORA. SE MI IMPEGNO POTREI ARRIVARE A CAMBIARE PIU' VOLTE IL MIO UMORE ANCHE NEI 60 SECONDI CHE COMPONGONO UN MINUTO. ECCO CHE ALTERNO, DI CONTINUO, MOMENTI DI EUFORIA A MOMENTI DI SCONFORTO. SO BENE CHE L'IDEALE SAREBBE IL GIUSTO EQUILIBRIO, MA A ME PIACE IL GIUSTO EQUILIBRIO? NO, CREDO DI NO. SONO SEMPRE STATA PER IL VIVERE IN MODO INTENSO OGNI MOMENTO, BELLO O BRUTTO CHE SIA, PREDILIGENDO GLI ATTIMI DI FOLLE FELICITA' E GLI ATTIMI DI SCONFINATA TRISTEZZA AI MOMENTI DI CALMA E SERENITA'. FORSE IL MIO EQUILIBRIO LO OTTENGO PROPRIO NEL PASSARE DA UN ESTREMO ALL'ALTRO VELOCEMENTE. ALLORA COME POSSO DAVVERO ASSAPORARE UN STATO D'ANIMO SE POI, IN BREVE TEMPO, CORRO AD ASSAPORARNE SUBITO UN ALTRO? E' IL CONCETTO DI TEMPO LIMITATO CHE MI PERMETTE DI DARE UN VALORE NOTEVOLE AD UNA SENSAZIONE. QUINDI VI E' UN INCESSANTE MOVIMENTO DEL MIO UMORE PER PERMETTERMI DI NON FOSSILIZZARMI MAI SU DI UN SOLO TIPO DI UMORE. BEH, IN QUESTO MODO E' UN PO' COME NON VOLER CAPIRE SE STO BENE O SE STO MALE, E' UN PO' COME SCAPPARE SEMPRE SENZA ARRIVARE MAI AD UN DETERMINATO STATO D'ANIMO. SE SENTO ALLEGRIA E TRISTEZZA NEL GIRO DI QUALCHE SECONDO, IN OGNI GIORNO DELLA MIA VITA, ALLORA E' COME NON SENTIRE NE L'UNA NE L'ALTRA, E' COME ESSERE IMPASSIBILE AGLI EVENTI ED E' UNA GRAN BUGIA QUANDO AFFERMO DI VIVERE INTENSAMENTE OGNI ATTIMO. TUTT'ALTRO. INSOMMA, ALLA FINE PENSO CHE LA QUESTIONE STIA NEL CAPIRE FINO A CHE PUNTO LA FELICITA' MI RENDE FELICE E FINO A CHE PUNTO LA TRISTEZZA MI RENDE TRISTE. NO, IN REALTA', CIO' CHE DAVVERO CONTA E' LA GIOIA, IN CONTRAPPOSIZIONE AL DOLORE, E QUESTA LA SENTO IN OGNI ISTANTE DELLA MIA VITA INDIFFERENTEMENTE DAL MIO UMORE. Inviato da: Adenia Solo mie considerazioni Ottima analisi o meglio introspezioni, la trovo onesta : LA TRISTE GIOIA, UNA DICOTOMIA, UN’OSSIMORO, UN PARADOSSO DELLE EMOZIONI CHE BEN CONOSCO, spesso mi accompagna nel mio viaggio. Penso però che sia importante la tua valutazione precedente, che questo alternarsi ti permette di non focalizzarti su di un’emozione che può” farti male ” con il risultato di essere IMAPASSIBILE AGLI EVENTI. Se mi permetti una considerazione sulla felicità e sul dolore: La felicità vera nasce dal soddisfare lo spirito le cose vere che la vita ci propone , felice è un cuore che segue la sua strada felice è chi ha il coraggio di ascoltare il proprio cuore . La felicità che viene proposta da un sistema materialista e consumistico, crea solo vanità ed insoddisfazione profonda, un processo coattivo, una volta raggiunta una felicità, è già noia e devi ricercare un’altra felicità da avere, si AVERE CREA FELICITA’ EFFIMERA E SUPERFICIALE, NON SODDISFA LO SPIRITO E L’ANIMA NEL PROFONDO… Il dolore: ci dev’essere la capacità di accettazione, la disponibilità e la condizione del cuore a saper vivere un dolore con accettazione, come un’evento che è parte intrinseca della vita, se sappiamo gioire delle cose che il percorrere questa strada ci procura, dobbiamo inevitabilmente accettarne anche la controparte, sia per comprendere appieno le due emozioni che per vivere la dualità che è nell’equilibrio del tutto. Nel saper vivere un dolore c’è una parte essenziale dell’umanita che ci distingue ed eleva ad esseri umani…. Un abbraccio Jò
 
 
Adenia
Adenia il 16/11/05 alle 19:56 via WEB
Forte la tua analisi. Mi par strano che tanto approvi un mio scritto creato in un momento di sfogo, in cui mi ero lasciata trasportare dal sentire di quel momento. Era uscito in modo spontaneo quello scritto, ma non fu affatto facile metter giù quelle frasi. Ricordo che ero emozionata mentre le elaboravo per poi pubblicarle sul blog. Il tuo concetto di dualità vi è in me e vi è sempre stato. Credo rileggerò ancora, ancora e ancora il tuo commento, in quanto utile per me. In alcuni dei miei interventi, qui o in altri blog, ho spesso dato risalto proprio alla necessità degli opposti, del ruolo di una controparte, di una forza contraria per l'esistenza di ogni cosa. Grazie per il tuo intervento... a presto JON. Una curiosità, di cosa ti occupi nella vita Jon?
 
JON.L
JON.L il 16/11/05 alle 20:46 via WEB
sai perchè l'approvo e lo trovo buono, perchè in quello scritto ti scopri, scopri la tua parte vera ed onesta, abbandoni il controllo di cui tanto parli e sei e ti ritrovi onestamente e veramente vulnerabile, negando tutte le tue convinzioni razionali e mentali... quando sento e percepisco questo mi viene voglia di abbracciare la persona che si trova in quella condizione prettamente umana pura vera ed irrazzionale: forse perchè in lei posso vedere me stesso i miei limiti e la condizione dell'essere umano che vuole erigersi sopra se stesso e l'energia che permea le cose . Basta molto poco per trovarsi scoperti e nudi di fronte alla vita nonstante tutte le maschere e le corazze che ergiamo a difesa del nostro ego . Dimenticando che gli attacchi peggiori non vengono da fuori ma da dentro di noi... Se ti va' leggi il mio blog, ci troverai me stesso e quello che sono nella forma più onesta e vera che riesco ad esprimere con questo mezzo di comunicazione. Ci troverai cosa sono e faccio nella vita se questo può interessarti, non c'è scritto molto , te la cavi con poche lettere. Permettimi quell'abbraccio sia pur virtuale da un'essere umano ad un'altro Jò
 
 
Adenia
Adenia il 17/11/05 alle 17:27 via WEB
Insomma, nelle mie parole hai ritrovato un po' te stesso! Hai sentito sintonia con le mie logiche, con i miei turbamenti, con le mie domande. Bene, mi dai la sensazione di essere uno che ama riflettere ed analizzare un discorso, avanzando anche pareri discordanti interessanti. Gli attacchi peggiori non vengono dall'esterno, ma dal nostro interno... sì, potrebbe essere così, ma non ne sono così convinta. Credo che gli attachi provengano dall'esterno e che i limiti provengano dall'interno. Nel senso che noi e soltanto no ilimitiamo il nostro agire, ma gli attacchi, in gran parte, provengono dagli altri. Sono entrata nel tuo spazio, ho letto qualche tuo post... ho commentato qualcosa, ho compreso la tua passione per il volo, ma ancora non ho capito di cosa ti occupi dal punto di vista professionale. Ciao JON, a presto!
 
puccy2001
puccy2001 il 17/11/05 alle 15:32 via WEB
bello scritto...da dove l'hai tratto Adeina? x Jon...ricorda che tutto parte dalla tua mente! un abbraccio!
 
 
Adenia
Adenia il 17/11/05 alle 15:59 via WEB
Ohi puccy! Non so rivelarti la fonte precisa da cui ho attinto le informazioni date nel mio post, ma si tratta comunque di una introduzione alla psicologia transpersonale. Mi dà piacere se hai trovato di tuo gradimento il mio scritto. Un grosso ciao a te puccy, a presto!
 
 
JON.L
JON.L il 17/11/05 alle 20:02 via WEB
puccy, stella mia, come puoi scrivermi che tutto parte dalla mia mente e poi vado nella tua scheda e cosa ci trovo? :# svuotare la mente per ritrovare me # stessa, ... come me la speghi questa affermazione? In verità continuo a trovare molta incoerenza, guardandomi attorno, credo dipenda dal fatto che la maggior parte degli esseri che popolano questo pianeta debba ancora comprendere, assimilare, essere consapevole del fatto che esistono più livelli nei quali vivere l'esperienza chiamata vita. Se per qualcuno risulta facile percepirlo, per altri non lo è oppure preferiscono ignoralo o negarlo... a volte può far paura attraversare una dimensione irrazzionale, sconosciuta: dove le corde che l'attraversano toccano profondità che trascendono la mente e la materia, la razionalità e materialità, gli schemi acquisiti in decennie dove l'essenza che ci unisce al tutto impera come fu nella notte dei tempi o appure al primo vagito e respiro... Un sorriso a voi tutti Jò Ciao pucci ;-))
 
   
puccy2001
puccy2001 il 18/11/05 alle 11:35 via WEB
ti sei mai chiesto chi sei in realtà? quante maschere ci portiamo come bagaglio ogni immancabile giorno? purtroppo, troppe volte, ci si nasconde dietro queste maschere negando la possibilità a noi stessi di attraversare la dimensione irrazionale. mi stupisco di come, leggendo la profondità delle tue parole, non capisca il significato della mia frase "svuotare la mente per ritrovare me stessa".ciao Jò, ricambio il sorriso!
 
puccy2001
puccy2001 il 17/11/05 alle 18:54 via WEB
;)
 
JON.L
JON.L il 17/11/05 alle 21:12 via WEB
I limiti sono quelli della nostra condizione fisica ed umana e quelli della mente . Infatti la maggior parte dell’evoluzione umana prende origine da sogni, nei sogni la mente non ha valenza e l’inconscio prevale sulla razionalità e gli schemi… Per questo ti ho scritto che tutto nasce da un sogno e tutto finisce con esso… Quello che l’essere umano riesce a produrre nel sogno, con l’elaborazione ed il tempo, viene trasferito sul piano razionale e materiale e quindi spesso prodotto, trasformato in reale e materiale, sia pure con mezzi e strategie. Vi è un trasferimento di energie da un livello all’altro, tramite il ponte che congiunge la mente allo spirito… L’esterno, è la realtà percepita dalla nostra mente e da essa elaborata e resa accettabile e comprensibile; si l’esterno può farci del male, colpirci, ferirci, uccidere la nostra fisicità, ma la nostra parte metafisica o se vuoi spirituale, energetica, ne è immune, a noi è dato decidere quanto vogliamo essere vulnerabili dagli attacchi esterni e quanto siamo disposti a metterci in gioco e confrontarci a ciò che la vita ci Propone. Nelle scelte che compiamo troviamo la libertà del nostro essere e ricerchiamo la strada che inevitabilmente ci riporta a noi… Nel trovare noi stessi e riuscire ad essere e porci come siamo veramente c’è l’equilibrio, l’armonia e la serenità del vivere… Ciao Jò
 
 
Adenia
Adenia il 17/11/05 alle 23:20 via WEB
Sì, posso concordare con quanto mi hai scritto in quest'ultimo commento. Credo anch'io che ognuno possa decidere quanto essere vulnerabile agli attacchi provenienti dall'esterno. Penso che la predisposizione ad essere facilmente attaccati o offesi sia una debolezza e che poco di costruttivo possa donare nell'interagire con gli altri. Al contrario, l'essere disposti a mettersi in gioco e a confrontarsi di continuo è, a mio parere, un atteggiamento di chi si sente forte ed addirittura stimolato dalle situazioni non facili che la vita propone. Mi sono sempre piaciute le persone che iniziano a divertirsi quando il gioco diventa duro. Alla fine non mi hai dato risposta sulla tua occupazione, ma mi rendo anche conto che si tratta di informazioni riguardanti la tua vita quotidiana che magari non vuoi dare in forma pubblica o comunque ad una sconosciuta come me. In realtà mi interessava sapere se ti occupi di aspetti matematici. Un grosso ciao a te Jon, a presto! Notte.
 
JON.L
JON.L il 18/11/05 alle 09:52 via WEB
ciao Adenia, no non mi occupo di matematica,lavoro nel campo umanistico, se vuoi puoi trovarmi all'indirizzo mail : jon.8@email.it buona vita ;-) Jò
 
 
Adenia
Adenia il 18/11/05 alle 10:13 via WEB
Ohi, come mai mi scrivi "buona vita"? Hai intenzione di privarmi dei tuoi preziosi interventi qui in questo contesto? Spero vivamente di no. Quindi operi in un settore umanistico... bene, grazie per avermi dato risposta. Chissà, con la tua e-mail forse mi sarà permesso di conoscerti un po' meglio. Un saluto e a presto JON.
 
Ramanujan_pi
Ramanujan_pi il 18/11/05 alle 11:13 via WEB
Di filosofemi pseudoscientifici (o new age che dir si voglia) "sono piene le fosse", parafrasando il Manzoni. Ormai sono diventati un prodotto di massa (con tutte le conseguenze del caso). Ho letto quasi mutatis mutandis le parole di JON in libri, articoli (sia cartacei che eterei) e "sentenze" per voce di persone. La cosa che più lascia stupiti (ed amareggiati) è il decostruttivismo linguistico: l'appropriarsi indebitamente di un linguaggio che nella sua natura è preciso, per piegarlo a scopi che non gli appartengono e per svuotarlo di ogni significato; le conseguenze? terrorismo culturale. Parole come "energia", "frequenza", "risonanza" ed altre che nella REALTA' hanno un significato ben preciso, vengono stravolte, piegate e snaturate. Perché ovviamente, nella stragrande maggioranza dei casi, chi le usa non sa nemmeno di cosa stia parlando. Mi chiedo cosa è "un trasferimento energetico tra mente e corpo"? Se non si definisce cosa è "energia" e cosa implichi il suo trasferimento, questo frase non ha significato; sebbene suoni molto "attraente". E qui non si tratta solo di fare "l'avvocato del linguaggio". Il vero problema è che dietro il decostruttivismo linguistico si nasconde una povertà di idee di portata devastante; un mare magnum di banalità ed ovvietà (ben presentate) che ben si adattano ad una società consumistica che ha perso di vista il valore della cultura. Quando mi si viene a parlare di "dolore" e "superamento" in termini "new age", non posso fare altro che provare un moto di ribrezzo; perché ognuno ha le SUE soluzioni per superare i SUOI problemi, e ridurre tutto a delle "formulette" linguistiche altisonanti è svilente sia per chi le dice, che per chi le ascolta. Se un dolore non lo hai provato in prima persona, e non sai cosa c'è dietro, trincerarsi dietro un mare di parole e consigli vacui non serve. Preferisco leggere il Vangelo o il Corano, che non hanno bisogno di mascherare idee ed opinioni dietro una patina di autorevolezza. E riguardo i sogni; espressioni Marzulliane a parte, esistono ben precisi meccanismi fisiologici dietro la loro esistenza, che hanno a che fare con la struttura fisica del cervello, con il suo stato energetico (e parlo di energia in senso reale, fisico!) e con le dinamiche che lo governano (anche qui in senso reale!) Un bacio Adenia, e scusa per lo sfogo!
 
 
Adenia
Adenia il 18/11/05 alle 16:01 via WEB
Non so se tutto il tuo commento è rivolto a Jon o se è per confutare anche me. Io non sento solo falsità nelle tue parole, ma sai che non sento nemmeno solo verità. Per quanto riguarda il concetto di dolore, sento una vena di cattiveria e rabbia nelle tue parole. Ogni persona conosce il dolore, poi c'è chi ha effettivamente dovuto affrontare maggiori difficoltà e addirittura più situazioni drammatiche; ma non per questo bisogna sminuire chi mai ha provato dolore intenso. Anzi, chi non ha provato un certo dolore forse tende pure ad ingigantirlo. Ho sopportato dei dolori intensi ed affrontato situazioni gravi in modo coraggioso ed abile per poi crollare davanti a difficoltà di modesta entità. Allora sono forte o debole? Conosco io il dolore? Tante volte ho ingigantito il dolore prima ancora di averlo vissuto per poi ridimensionarlo dopo averlo affrontato. Non credere vi siano soggetti che non abbiano mai provato dolore in prima persona: tutti, prima o poi, provano dolore per qualcosa e chi non ne prova è colui che non ama la vita ed è questo il dolore più grande di tutti. Non scusarti per il tuo sfogo, sai bene che in questo spazio mi piace dare valore ad ogni pensiero, ad ogni idea, ad ogni opinione e che maggiormente simpatizzio per chi sa confutare o entrare in gioco per difendere una tesi "nuova", originale, insolita o particolarmente logica. Anche se utilizzi questo blog per dialogare con altri mi può solo dare piacere. Buon fine settimana Ramanujan... a presto.
 
   
JON.L
JON.L il 18/11/05 alle 21:14 via WEB
Adenia, in ram c'è dolore e rabbia... e come sempre accade in questi casi si è portati a trovare un colpevole al di fuori di se... Non volermene ram se come tu scrivi ognuno ricerca il suo modo di vedere la vita e viverla, come posso scusarmi con te se il mio scrivere non è corretto, sappi che scrivo d'impulso e spesso degli errori mi accorgo dopo. posso comprendere il tuo sfogo, la tua rabbia ed anche il tuo dolore, ma devi sapere che come scrive Adenia, non è una prerogativa solo tua e non puoi permetterti di giudicare chi non conosci e nemmeno puoi sapere quali dolori o sofferenze abbia subito... Forse anzichè spostare il tuo dolore nella rabbia verso altri dovresti cercargli un senso e trovare un significato anche in esso. La rabbia ed il dolore è dentro di te e non è buttandola addosso agli altri che riuscirai a risolverla . Anche e soprattutto il dolore è un mezzo per crescere ed apprezzare di più la vita in tutti i suoi aspetti... Il mio augurio è che una volta che questo tuo sentimento si sarà assopito tu possa accettarlo e farlo divenire una spinta verso la vita e non una zavorra verso la morte... Jò
 
Ramanujan_pi
Ramanujan_pi il 18/11/05 alle 11:51 via WEB
Ma come JON, tanta filosofia e poi sulla tua pagina trovo che "odio il dolore e la vecchiaia"? E l'accettazione di cui parli? Dici di essere un umanista...che associo (magari sbagliando clamorosamente) alle Lettere...poi scrivi "eccezzionale"...
 
 
Ramanujan_pi
Ramanujan_pi il 18/11/05 alle 11:53 via WEB
Ops, pardonnez moi, volevo dire "irrazzionale"...
 
   
JON.L
JON.L il 18/11/05 alle 17:49 via WEB
Ram.. ho cercato di rispondere al tuo rancore nel mio blog, sul tuo intervento ironico... posso sbagliare la grammatica, ma il concetto non cambia e nemmeno il contenuto, il valore non è nell'esteriorità!
 
     
Adenia
Adenia il 18/11/05 alle 21:06 via WEB
Jon, a volte si ha voglia di attaccarre la tesi avversaria sia sui contenuti sia sul liguaggio con i quali questi vengono espressi. Non credo sia importante un errore di ortografia o di distrazione se nell'insieme il discorso è ben costruito. Qui si commettono molti errori nel digitare velocemente o nel distrarsi mentre si scrive e non penso valga la pena soffermasi su questo tipo di imprecisione. Tuttavia, a mio parere, non sono importanti solo i contenuti in quanto è grazie alla forma, allo stile ed al modo con cui uno li esprime che questi riescono ad essere più o meno valorizzati. Occorre curare entrambi gli aspetti e credo che tu sia un interlocutore valido sia per i contenuti sia per la forma. Buon fine settimana Jon.
 
     
JON.L
JON.L il 18/11/05 alle 21:27 via WEB
Grazie Adenia, ma non mi tocca questo fatto, sono consapevole dei miei limiti e non mi offendo facilmente, qualche messaggio più in su ho cercato di rispondere a ram. come ho fatto sul mio blog. il fatto che definisca la mia occupazione di tipo umanistico, non implica che sia un professore ne uno scrittore, con questa definizione intendo che lavoro nel campo delle relazioni umane e questo penso possa bastare. so cosa significa dolore e posso comprendere ram. Il senso di impotenza, il vuoto che si crea, il non senso per tutto e tutti che ti prende e ti svuota fin dal profondo è una condizione difficile da gestire, come è difficile trovarne il senso, ma sono certo che il tempo potrà aiutarlo e spero che questo possa promuovere in lui la ricerca del senso della vita ed il valore del suo tempo... Domani si vola Adenia, potrò finalmente dopo tanto giorni piovosi e nebbiosi staccarmi dal suolo, per innalzarmi sopra questo meraviglioso mondo ed assaporare il gusto dell'armonia delle cose... Un forte abbraccio Jò
 
hawk67
hawk67 il 19/11/05 alle 17:22 via WEB
Fii Simo,che brut lavor!Cme jen pes chi du chi...
 
 
Adenia
Adenia il 20/11/05 alle 11:31 via WEB
Un sorriso per te hawk.
 
Ramanujan_pi
Ramanujan_pi il 19/11/05 alle 22:50 via WEB
Sulla ricerca del senso della vita, penso che il film dei Monty Python possa bastare...per il resto, mi spiace constatare di non essermi spiegato bene (o per niente, a vedere le risposte). Ma come disse Qualcuno di Molto Importante: "nemo profeta in patria". Infine, fatico a comprendere (o forse perché "non c'è niente da capire") come si possano conciliare certe vedute "panteistiche" con affermazioni tipo "odio il dolore e la vecchiaia". Posso assicurarVi che ho avuto modo e tempo di maturare il mio dolore e di farlo diventare parte di me; è per questo che certi "sproloqui" su un fantomatico "senso della vita" et similia, specie se fatti con un linguaggio affettato che nasconde materia a dir poco eterea, li trovo alquanto fuoriluogo ed inappropriati. Buoni forse solo per riempire qualche pagina di blog. Saluti
 
 
Adenia
Adenia il 20/11/05 alle 11:39 via WEB
Ramanujan, se ti rivolgi a qualcuno in modo particolare allora nominalo. Io non ho mai scritto di odiare qualcosa che non sia l'odio stesso. Per cortesia non scrivere come se tu volessi confutare tutti e soprattotto il mio post. Sai che ci tengo alla schiettezza ed allora nomina chi vuoi confutare. Per quanto riguarda il tuo ricorrere spesso a frasi di alcuni personaggi, di alcuni film, insomma provenienti non da te mi permetto di avanzare un disappunto in quanto credo sia bene argomentare, ogni volta, in base alle proprie idee o al proprio sentire. Non me ne fotte un cazzo di Monty Python! Esprimi le tue idee e solo le tue idee. Anche perché io potrei non conoscere un testo, un filosofo, un artista, un film da te citato e non per questo mi devi mettere in difficoltà in quanto le mie idee sono valide quanto le tue. Pecchi di presunzione ed ancora una volta credo tu voglia sminuire troppo il dolore altrui. Un saluto e a presto Ram.
 
   
Ramanujan_pi
Ramanujan_pi il 21/11/05 alle 20:36 via WEB
Adenia, credevo fosse chiaro dai passaggi precedenti (perché esplicitamente citato) e dal contesto della discussione, che mi riferissi alle affermazioni di JON.L. Non vedo cosa c'è di ambiguo visto che la discussione è/era ben definita. Ripeto ancora una volta (ne abbiamo già discusso), le mie idee possono essere quelle di qualcun altro (ovvero: condivisione di punti di vista). Se poi queste idee sono già in qualche modo di pubblico dominio da anni (come i film dei Monty Python), il tutto si riduce semplicemente al non reinventare l'acqua calda; soprattutto per non attribuirmi meriti per concetti/idee che non sono stati originariamente formulati da me. Posso benissimo costruire su idee altrui e modificarle a mio piacimento ed ottenere qualcosa di nuovo. L'applicazione di una citazione ad un contesto è esattamente questo: mostrare come un concetto possa essere adattato ad una situazione. Quando discutiamo devo dare per scontato che nessuno sappia niente di niente? Tutti quelli che scrivono qui sono una tabula rasa? Non mi sembra sia il modo in cui abbiamo discusso (almeno io e te) in passato; anche perché molti tuoi spunti di discussione nascono da citazioni. E se qualche idea che espongo non è propriamente mia, non sarebbe più costruttivo chiedere "di cosa parli" invece di "non me ne fotte un cazzo di XYZ"?. Non mi piace mettere in difficoltà le persone, però mi aspetto che quando parlo con qualcuno, questi sia interessato a quello che dico ed abbia la volontà di chiedere spiegazioni (come faccio io quando non conosco qualcosa); dovrebbe essere un'occasione per arricchirsi, non per sentirsi menomati o attaccati. Poi, sei in grado di dire dove cominciano le tue produzioni mentali originali e dove finiscono quelle degli altri? O quanto di quello che produci tu esista già? O ancora quanto di quello che produci si basa su un bagaglio di conoscenze acquisite? Tuttavia il blog è tuo, per cui se ritieni di imporre che chi scrive debba solo parlare delle "proprie" idee, mi adeguerò. Infine, ti faccio notare come il discorso sul dolore NON è stato introdotto da me, bensì da JON.L. Io commentavo semplicemente come le sue "pillole di saggezza" vadano prese con due (o duecento) grani di sale, anche alla luce delle sue affermazioni estremamente contraddittorie (se leggi la sua pagina, la' trovi i commenti in bella mostra sull'odio per la vecchiaia e per il dolore). Per cui, se rileggi con attenzione quanto ho scritto, io non ho sminuito il dolore di nessuno, AL CONTRARIO di quanto ha fatto JON.L, lanciandosi in un tentativo di psicoanalisi da due soldi, che definire risibile (ed offensivo) è poco. Buona serata
 
     
Adenia
Adenia il 21/11/05 alle 23:03 via WEB
Apprezzo questo tuo commento. Sì, tendo a non tollerare troppo quando qualcuno, per esprimere una propria teoria, menziona una poesia, un film, un libro o un qualsiasi componimento altrui. Mi dai da riflettere quando mi poni le domande: "Poi, sei in grado di dire dove cominciano le tue produzioni mentali originali e dove finiscono quelle degli altri? O quanto di quello che produci tu esista già? O ancora quanto di quello che produci si basa su un bagaglio di conoscenze acquisite?" Sai, mi è capitato spesso di dare dei pareri o idee e sentirmi dire: "Ma questo lo aveva detto X", "Mi pare di sentire il pensiero di X" oppure "Il tuo modo di interpretare è simile ad una linea di pensiero X". Insomma, io so di essere ignorante per tante cose e meno ignorante per altre, tuttavia quando esprimo un parere mi urta alquanto essere paragonata con il pensiero di qualcun altro. Credo che in me vi sia una idea di concepire il tutto in funzione a come io sono, grazie a tante informazioni assorbite e a tante idee altrui, ma se in me vi sono delle logiche e non delle altre è perché ho reso mie quelle logiche e non altre volutamente. Ogni volta è una selezione di idee già esistenti ed altre volte è una vera e propria creazione di pensiero mia. Non so valutare quando vi è il primo caso e quando il secondo, vero è che ogni mio discorso ha uno stile unico dovuto al mio modo di pormi e non al modo di porsi di qualcun altro. Preferirei che una persona ogni volta mi spiegasse la sua idea precisa, se poi questa richiama una idea già esistente a me non interessa, io voglio sapere quale è questa sua idea. Anche perché ognuno interpreta in modo differente anche la stessa idea ed è importante anche valutare in che modo questa è compresa e riportata ad altri. Per quanto riguarda il concetto di dolore forse non sono stata attenta al vostro dialogo e qualcosa mi è sfuggito... chiedo venia se male ti ho interpretato. Ciao Ramanujan... immagino tu sia tornato dall'Inghilterra! Buona serata e a presto.
 
insoprannominabile3
insoprannominabile3 il 20/11/05 alle 20:31 via WEB
la chimica c entra. le relazioni umane anche.cibo pensieri genetica.tutto è un insieme di noi.sapere cosa influisce di piu' in un determinato istante è molto difficile. comunque se fosse l utilizzo del pensiero che fa nutrire noi stessi tu staresti sempre bene ed in salute poichè sei una persona molto riflessiva ed intelligente. senza essere esente ovviamente credo da difetti ovviamente come tutti.
 
 
Adenia
Adenia il 20/11/05 alle 23:56 via WEB
Merci beaucoup mon ami, tu es très gentil. Ton écrit est vraiment agrèable... à bientot insoprannominabile. Une bonne nuit!
 
lorteyuw
lorteyuw il 24/03/09 alle 21:10 via WEB
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Un blog di: Adenia
Data di creazione: 02/09/2005
 

 

EVERY BREATH YOU TAKE

Every breath you take
Every move you make
Every bond you break
Every step you take
I'll be watching you

Every single day
Every word you say
Every game you play
Every night you stay
I'll be watching you

O can't you see
You belong to me
How my poor heart aches with every step you take

Every move you make
Every vow you break
Every smile you fake
Every claim you stake
I'll be watching you

Since you've gone I been lost without a trace
I dream at night I can only see your face
I look around but it's you I can't replace
I keep crying baby please

Every move you make
Every vow you break
Every smile you fake
Every claim you stake
I'll be watching you

 

 

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IO CAMMINO DI NOTTE DA SOLA

Io cammino 
di notte da sola
poi piango poi rido
e aspetto l’aurora
Ed è una realtà
tutta mia
e una strana atmosfera
pervade la mente
di sera
Io vivo
a volte infelice
a volte gaudente
talvolta vincente
o perdente
Ed è una vita d’artista
così altalenante
ma quello che creo
è importante per me
Io cammino
di notte da sola
poi piango, poi rido
poi parlo, poi rido
poi grido... 

 

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THE BLOWER'S DAUGHTER

 

SEI PARTE DI ME

E per ogni giorno mi prendo un ricordo che tengo nascosto lontano dal tempo...
Dentro c'è un bisogno di ridere...
Immagini che passano e restano...
E se ti fermassi soltanto un momento...
Sei parte di me, sei parte di me... lo tengo per me.

 

IL ME DIT QUE JE SUIS BELLE

Et quand le temps se lasse
De n'être que tué
Plus une seconde passe,
Dans les vies d'uniformité
Quand de peine en méfiance,
De larmes en plus jamais
Puis de dépit en défiance
On apprend à se résigner
Viennent les heures sombres
Où tout peut enfin s'allumer
Ou quand les vies ne sont plus qu'ombres
Restent nos rêves à inventer

Il me dit que je suis belle
Et qu'il n'attendait que moi
Il me dit que je suis celle
Juste faite pour ses bras
Il parle comme on caresse
De mots qui n'existent pas
De toujours et de tendresse
Et je n'entends que sa voix

Eviter les regards, prendre cet air absent
Celui qu'ont les gens sur les boul'vards
Cet air qui les rend transparents
Apprendre à tourner les yeux
Devant les gens qui s'aiment
Eviter tous ceux qui marchent à deux
Ceux qui s'embrassent à perdre haleine
Y a-t-il un soir, un moment
Où l'on se dit c'est plus pour moi
Tous les mots doux, les coups de sang,
Mais dans mes rêves, j'y ai droit

Il me dit que je suis belle
Et qu'il n'attendait que moi
Il me dit que je suis celle
Juste faite pour ses bras
Des mensonges et des betises
Qu'un enfant ne croirait pas
Mais les nuits sont mes églises
Et dans mes rêves j'y crois

Il me dit que je suis belle...
Je le vois courir vers moi
Ses mains me frôlent et m'entraînent
C'est beau comme au cinéma
Plus de trahison, de peines
Mon scénario n'en veut pas
Il me dit que je suis reine
Et pauvre de moi, j'y crois
Hmm, pauvre de moi, j'y crois
 

LA MANCANZA DI PASSIONE

La passione è il fuoco alchemico che cuoce i fluidi spirituali e rende conciliabili gli opposti. Chi non si lascia coinvolgere dalla passione e dal desiderio perché attento a trovare solo sicurezza e vantaggi è immorale. La mancanza di passione è immorale.

 

EVERY BREATH YOU TAKE

 

INDIFFERENZA

Penso che alla base di ogni male vi sia l'indifferenza. Combattere l'indifferenza è difficile perché ci si scontra con il nulla, con il vuoto, con l'appiattimento, con la non sensibilità. E' più facile avere un dialogo con chi odia che non con chi è indifferente. Odio, rabbia, gelosia, invidia, depressione, dipendenze dannose e altro ancora, a mio parere, nascono con il dilagarsi dell'indifferenza umana. Avere un parere contrario a qualcosa è costruttivo, non averlo affatto è espressione di morte delle idee.

Credo che la provocazione finalizzata a se stessa sia sciocca e controproducente, ma non mettersi in gioco, non andare contro corrente per partito preso, o meglio, per paura di uscire dai canoni accettati dalla massa, beh questo è un freno alla fantasia, al coraggio, alle innovazioni, allo sviluppo. Chi sceglie l'indifferenza sceglie la via più facile per non sentirsi responsabile di qualcosa che non conviene o per pigrizia o per vigliaccheria.

hkhgkj

 

INVINCIBLE

 

 

SUPERMASSIVE BLACK HOLE

 

STARLIGHT

 

THE FUNERAL OF HEARTS

 

 

MADNESS

 

 

 

 

 

 

 

FA CHE NON SIA MAI

 

 

 

 

 

 

 

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