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Post N° 139

Post n°139 pubblicato il 26 Gennaio 2008 da your_heaven
Foto di your_heaven

A volte ritornano

 





Oggi è sabato e devo lavorare.

Stanotte non è stata la migliore delle notti. Di questa notte porto ancora i segni in viso.  Ed è per questo che stamattina inforco occhiali da sole anche se c’è nebbia, perchè sono sconvolto.

Che serata ieri sera! Indimenticabile!

Rientro a casa tardi, dopo aver mangiato come un budello dai miei (per una volta che posso mangiare qualcosa di cucinato decentemente..e poi la mia adorata peperonata!) ed essere andato sul tardi al bar con gli amici per una birra e un po’ di cazzeggio.

La segreteria telefonica del fisso lampeggia. Chi cazzo ha lasciato un messaggio?

Tutti quelli che conosco hanno il mio numero di cellulare

Se qualcuno mi chiama a casa deve essere qualcosa di poco simpatico.

Guardo la chiamata.

Lei

Lei?

Ma lei poteva chiamarmi al cellulare. L’ho sempre tenuto acceso.

Leggo il messaggio sulla segreteria col cuore in gola: “ Andre, non so da dove cominciare. Tu dici sempre che non hai parole. Oggi le parole mancano a me. Purtroppo è successo quello che non volevo succedesse mai. Il mio ex, quello con cui avevi litigato un paio di mesi fa, si è rifatto vivo con me. Non l’ho cercato io. Me lo sono trovato sotto casa. Voleva me, voleva tornare con me. Spero capirai. E spero capirai perché non ho il coraggio di parlarti nemmeno a voce. Perdonami e non mi cercare più”.

Non cazzo. Io questa non la digerisco. Io ci sto male da dio.

Ma allora è avero che “a volte ritornano”.

Non può essere vero. Deve essere uno scherzo e anche di pessimo gusto.

La chiamo immediatamente sul cellulare. Lei mi chiude la chiamata e mi scrive solo un sms per dirmi che non vuole essere cercata e che non ha altro da dirmi

Non ha altro da dirmi? beh, io da dirle ho molte cose e gliele voglio dire tutte guardandola dritta negli occhi.

Prendo il casco per andare da lei in moto. È notte ma non ne frega niente. Voglio guardarla in faccia mentre mi liquida per un coglione che l’ha fatta soffrire e che probabilmente presto la farà soffrire ancora.

Non vado a piangerle in faccia. Vado a guardarla in faccia.

Non voglio tornare con lei, nemmeno morto.  Se tra me e lui ha scelto lui significa che ha la vocazione al masochismo. Non le impedirò di tornare con lui. Voglio che tocchi il fondo, perché se ha deciso di tornare con lui dopo tutto quello che le ha fatto è perché il fondo non lo ha toccato ancora

Entro in camera per prendere il giubbotto pesante. Stavolta prendo quello con airbag incorporato, perché se guido male per come mi sento dentro, sicuramente una protezione in più mi serve.

In camera  vedo la gigantografia di lei appesa alla parete: Lei seduta sulla queen che mi sorride. La mia regina e la mia donna insieme

Non riesco nemmeno a sopportare il sorriso di una donna che mi ha scaricato con un messaggio in segreteria. Allungo una mano alla parete e strappo la gigantografia dal muro, e la faccio in tanti pezzi.

Prendo il giubbotto ed esco

Mentre scendo mi specchio sul vetro dell’ascensore. Ho gli occhi indemoniati e davanti a quello specchio giuro a me stesso che tornerò ad essere il bastardo che ero, quello da una botta e via.

Niente donne fisse. Niente legami. Niente di niente

Moto, volo e libertà

I miei occhi azzurri, che di giorno richiedono occhiali scuri perché soffrono la luce, di notte sembrano fanali. Stasera poi sembrano gli occhi di una pantera che sta avventurandosi per la caccia.

Salgo sulla black, accendo, do gas, accelero, e in mezz’ora sono sotto casa di lei.

La sua auto non c’è. Forse è fuori con quel bastardo

Spero tanto di non vedermeli davanti agli occhi, perché non so se sarò padrone delle mie azioni.

Ma come cazzo fa una donna che fino a un attimo prima ti giurava amore a liquidarti con la stessa facilità con cui si chiude un libro per prenderne un altro?

Il freddo mi gela le ossa. Ma sto sotto casa sua. Voglio vederla rientrare.

Passa del tempo, ma non so quantificarlo. So solo che mi sembra infinito.

Una moto si ferma sotto casa di lei. La riconsco. È proprio quella di lui.  È della stessa marca e modello della moto che avevo io e che ho svenduto a mio fratello qualche mese fa.

Un guidatore e un passeggero.

Il guidatore è lui, il suo ex. Quello che mi somiglia, con la differenza che è grasso come un frate e alto (alto?) la metà di me.

Allora è vero: “a volte ritornano”.

Il passeggero è lei.

Si leva il casco e riesco a vedere la sua cascata di capelli biondi che svolazzano liberi nel vento.

Che bella.  Come farò senza di lei?

Come farò senza i suoi sorrisi? Senza il suo corpo? Senza i suoi baci? Senza la sua bocca?

Come farò senza le sue parole? Senza i suoi buongiorno? Senza la sua allegria? Senza i brividi che mi dava?

Cosa ne farò di tutti i ricordi che ho in tasca di lei e di noi? Dove li metterò? Nel mio cuore non ci stanno. Per adesso c’è dentro troppo dolore. Troppo anche per un bastardo che aveva deciso di cambiare e di fidarsi dell’amore.

Con cosa potrò cancellare il profumo della sua pelle, il suo sapore, il suo odore, il suo umore?

Li ho dentro le narici, mi arrivano fino al cervello

Droga pesante da cui sarà difficile disintossicarsi.

La sento dentro e fa male

Dio quanto fa male il troppo bene quando non lo hai più

Mi sembra tutto un incubo. Ma è tutto vero. A volte ritornano.

Lei e lui sono davanti ai miei occhi, ridono felici e scherzano.

Poi lui la saluta e fa una cosa che mi fa morire: le prende il viso tra le mani, come faccio sempre io, e la bacia. Prima con dolcezza e poi con passione.

Non posso resistere a tanto

Se sopravvivo a tutto questo senza morire allora significa che sono immortale

È un male che punge e che il cuore non riesce più a trattenere.

Ed esplode in un urlo spaventoso. Un grido terrificante. Un grido che sveglierebbe chiunque

E infatti sveglia anche me

Apro gli occhi. Sono sudato come  un cammello che gira per il deserto con la pelliccia  

Mi porto le mani al viso per non vedere.

Poi lo apro piano, come se mi ferisse la luce, o come se avessi paura di ritrovarmi lei e lui dinanzi a me.

Ma vedo solo lei.

Si. Eccola. Il mio tesoro.

Mi sorride nella sua gigantografia appesa alla parete.

È stato solo un incubo

Cazzo l’avevo già giurato tempo fa che non sarei andato mai più a mangiare la peperonata di sera da mia madre.

Lo dico sempre che  i peperoni “a volte ritornano”

Non riesco a credere che sia stato solo un sogno.

Vado in bagno, mi sciacquo il viso e prima di tornare a letto passo in cucina a prendermi due palate di bicarbonato con limone.

Poi  torno a letto e telefono a lei. Sono le tre di notte ma io devo sentirla

Mi risponde. Assonnata: “Stai male, Andre, per chiamarmi alle 3 di notte?”

“No, assolutamente”, le dico ,“sto benissimo. Volevo solo sentirti” (oggi leggerà il post e capirà il motivo di quella telefonata)

Chiudo, dopo averle parlato un po’. Dopo essermi fatto regalare qualche sorriso, e qualche minuto della sua voce e delle sue parole piene di passione per me

Il bicarbonato fa effetti e ingaggia la sua battaglia coi peperoni, come l’aglio coi vampiri.

E finalmente il sonno mi vince.

Stamattina quando mi sono alzato ero più stanto di un cinghiale dopo una corsa campestre

Mi sono vestito e preparato come un automa

Mentre esco  passo accanto al telefono.

La segreteria telefonica lampeggia.

Chi cazzo ha lasciato un messaggio?

Tutti quelli che conosco hanno il mio numero di cellulare

Se qualcuno mi chiama a casa deve essere qualcosa di poco simpatico.

Guardo il display.

Lei

Lei?

Nooooooooooooooo!

E no, stavolta non mi freghi. Ormai sono sveglio e i peperoni li ho ormai smaltiti.

Non ti leggo e me ne vado al lavoro, tanto so che non mi hai scritto niente di preoccupante, perché sei pazza di me (ahhahahha). E poi dove lo trovi un altro prestante, bravo, simpatico e bono come me?

Appena arrivo in ufficio la chiamo subito (non si sa mai ahahhaha) e mi spiega che ha lasciato il messaggio in segreteria perché voleva vedere se, stordito come sono, me ne  sarei accorto. E che ha lasciato detto che verrà domenica da me.Evvai!!!

Questa notte ho capito tre cose: che lei è pazza di me e non mi lascerebbe mai, che anche io sono discretamente preso da lei e, soprattutto, che i peperoni a volte ritornano.

Vabbè dai, Andre, mettiti a fare qualcosa.

"L’è l’ora de lavurà, minga de fà nagott tütt'el dì".

;-)

ciao a tutti e buon sabato.

 

 

Aggiornamento domenicale:

Dopo una notte di bagordi con gli amici, ho appena aperto gli occhi adesso. Lascio un saluto a tutti coloro che passano di qui e vado a rendermi decente perché tra qualche ora arriva lei. Se qualcuno vuole lasciare un messaggio qui è il benvenuto e gli risponderò appena mi ricollego. Ci si legge domani.

Oggi è la Giornata della Memoria. Non dimentichiamo le vittime dell’Olocausto.

Buona domenica a tutti.

Andre

 
 
 
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Data di creazione: 12/10/2007
 
 
 

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