DanyLove

Ho creato questo blog dopo che mi sono laureato per dar la possibilità a tutti, chi vuole, di potermi inviare del materiale, e di pubblicarlo nel blog, esaltando i problemi della gioventù e non solo. Ho creato diversi tag su cui potete scrivere e pubblicare il vostro pensiero.L'indirizzo email è danygiorgio@virgilio.it

 

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Post N° 98

Post n°98 pubblicato il 10 Gennaio 2007 da doctodany

Braccia rubate al lavoro: Massimo D'Alema

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Massimo D’Alema nasce a Gallipoli e a tre mesi già ha i baffi e sa condurre una barca a vela.

A scuola è anticonformista e spavaldo. Scommette con un amico che da lì in avanti, pur essendo di destra e facendo cose di destra, dirà di essere di sinistra e nessuno lo scoprirà.



Giovanissimo si infiltra nella Fgci, ma la prova di ammissione è preparare una molotov.
Viene aiutato da un giovanotto grassottello che però gli dice che,
insieme alla benzina, ci vuole il tartufo che non può mancare in
nessuna casa italiana.

Il giovanotto è Vissani, che diventerà un celebre chef e con cui nascerà una grande raffinata amicizia.

Fa carriera nel partito.



Come attore partecipa al film “I soliti Ignoti e impara una massima fondamentale. I ladri piccoli vanno in galera, i grandi ladri no. Non dimenticherà mai questa lezione.



Dopo anni di attesa, finalmente la sinistra va al potere.
Questo coglie impreparato D'Alema che però reagisce subito. Dopo avere
ipnotizzato Bertinotti, tromba Prodi e con l'aiuto di Cossutta e
Cossiga, diventa Presidente del Consiglio.



La sua politica di sinistra si concreta in alcuni atti fondamentali. Salva Berlusconi dal conflitto di interessi, entra in Borsa rassicurando gli speculatori, entra in guerra a fianco di Clinton ,
regala agli americani il porto di Taranto e, in entusiasmanti duetti
con Vespa, spiega alla sinistra le sue priorità: il tartufo in ogni
tavola, saper andare di bolina e soprattutto non avere la mentalità
della sinistra catastrofista e perdente.

Subito dopo perde alle Europee in maniera catastrofica. Ha un breve momento di lucidità e si dimette.



Poi si dedica ad altre attività: compra sale Bingo e prepara la sua ricetta per la sinistra, pubblicata su Vanity Fair. E' la famosa passatina di ceci con gamberetti che non può mancare in nessuna casa degli italiani Intanto prepara il suo nuovo governo con Briatore all'economia e Vissani alla cultura.



Dimenticavamo: ha vinto la scommessa fatta a scuola, ma qualcuno
comincia a sospettare. Se Prodi nonostante tutto rivincerà e lui
combinerà dei casini, potrebbe anche beccarsi un vaff…ulo che non manca
mai in nessuna casa degli italiani.

Mandiamolo a lavorare.



Che lavoro gli fareste fare?

 
 
 

Post N° 100

Post n°100 pubblicato il 10 Gennaio 2007 da doctodany

Braccia rubate al lavoro: Francesco Rutelli

rutelli1.jpg



Che cos'è Francesco Rutelli.



Francesco Ciccio Rutelli nasce già pettinato, laico, bello e intelligente.



Inizia la carriera politica nelle file radicali:
insieme a Pannella partecipa a diversi scioperi della fame. Sorpreso a
mangiarsi di nascosto il burro cacao viene espulso dal partito.



A questo punto non sa se iscriversi ai socialisti o all'Opus Dei. Ha
come consigliere spirituale e cosmetico Baget Bozzo, e questo mina il
suo equilibrio mentale. Il giovane Ciccio scrive una lettera accorata
alla rubrica di Barbara Palombelli. La giornalista gli risponde di non aver mai letto niente di più laico e puro.



Gli dà un appuntamento. Dopo un imbarazzo iniziale (Barbara credeva
che le lettera fosse scritta da un bambino di sette anni) sboccia
l'amore.

Barbara lo convince che, per vincere le elezioni, deve imitare Bill Clinton. Rutelli studia i video di Clinton, Berlusconi studia i discorsi di Toto Riina e Rutelli perde.



Ma Ciccio non demorde, diviene leader della Margherita e assume una chiarissima laica linea di centro-destra all'interno del centro del centro-sinistra.

La posizione è riassunta nella frase "ce ne andremo dall'Iraq quando i texani non avranno più bisogno di noi".



Nel 2005 mentre si pettina, viene colto da un
violento attacco di coscienza e dichiara che non voterà per il
referendum sugli embrioni. Segue un secondo attacco di coscienza che
gli fa dichiarare che non parteciperà alla lista unica della sinistra.
Dopo un terzo attacco di coscienza entra nel convento dei benedettini
di Norcia. Per fortuna dopo due giorni i frati ne han piene le balle e
lo cacciano fuori col suo beauty case, il mangianastri e il vogatore
per gli addominali.



Toccherà ancora alla sinistra sopportarlo, pettinato bello laico intelligente e sovente superfluo.

Mandiamolo a lavorare.

Che lavoro gli fareste fare?

 
 
 

Post N° 101

Post n°101 pubblicato il 10 Gennaio 2007 da doctodany

Braccia rubate al lavoro: Pierferdinando Casini

casini.jpg

Fonte: www.kataweb.it





Casini, chi è Casini?





Pierferdinando Casini esordisce come portaborse in
giovanissima età. Lo si ricorda portare la borsa al parroco e al
preside della scuola. I compagni lo battezzano Pierbidello.

Pierferdi reagisce dicendo loro” schernitemi pure, ma un giorno sarò presidente della Camera “. Subito democristiano, diventa portaborse e fedelissimo
dell’onorevole Tesini, e si distingue nella battaglia contro il
divorzio. Quando Tesini cade in disgrazia, Pierferdi lo molla e quasi
nega di averlo conosciuto. Salta a piè pari alle dipendenze di Silvio
Berlusconi.



Viene definito il bello della Dc e anche l’Anthony Perkins della destra moderata. Lui si schermisce. Ma è molto più pericoloso dell’attore di Psycho e, soprattutto, non si farà mai beccare.
Si distingue per inciuci e legami con capitali bancari e operazioni
immobiliari, e per l’abitudine di scroccare ovunque, non pagando in
quanto onorevole. Inizia a studiare da maleminore.
Ogni notte si trova con Pera, Bossi, e Storace e insieme studiano il
copione del giorno dopo. Se Bossi spara grosso, lui modera, se Storace
urla, lui minimizza, se Pera parla, lui fa finta di capirlo. Così si
guadagna la fama, appunto di maleminore, e di meno destro dei destri
della destra. Lui si schermisce. Ma la sua fama è largamente usurpata in quanto, sulla morale cattolica, è a destra di Torquemada.



Oggi non è più così bello e più che Anthony Perkins sembra Iggy Pop.
A sinistra qualcuno lo trova quasi sopportabile, lui e Rutelli escono
spesso insieme a comprare marsupi e borsette, una
vecchia passione per entrambi. Per alcuni è il nuovo presidente del
consiglio, per altri l’uomo che farà risorgere la Dc, per altri è un
democristiano riciclato abbastanza ipocrita e falso, che non fa che
obbedire da anni a ogni schifezza berlusconiana. Lui si schermisce.

Mandiamolo a lavorare.

Che lavoro gli fareste fare?

 
 
 

Post N° 102

Post n°102 pubblicato il 10 Gennaio 2007 da doctodany

Economia del kamikaze

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Al Qaeda è un’azienda in franchising,
un modello di distribuzione a basso investimento e grandi ritorni. Chi
vuole usa il suo brand e ne replica i comportamenti. Un kamikaze costa poco: la sua vita, un breve addestramento, dell’esplosivo.

Il ROI, o Ritorno dell’Investimento,
è molto interessante, come direbbe un manager: centinaia di morti,
paralisi delle città, psicosi della paura, diffusione dell’immagine. Il
tutto con due lire.

E i dividendi? Quelli li intascano, insieme ad Al Qaeda, i produttori di armi, le compagnie petrolifere, Bush, Blair…



Un economista statunitense Lawrence Iannaccone dice che il mercato degli attentati suicidi è alimentato dalla domanda delle società e non dall’offerta.

L’offerta dei kamikaze è inesauribile finché c’è una richiesta da parte
di popolazioni che non vedono altri mezzi per ottenere i propri
diritti. Bisogna quindi agire sulla domanda,
promuovere giustizia e democrazia in tutto il mondo, e non ricorrere a
sistemi illegali come la tortura che contribuiscono ad ingrossare le
file dei terroristi.





Io voglio dire che non c’entro. Voglio tirarmi fuori da questa guerra di marketing e di economia applicata al terrore.



Basta!

Basta con i “portatori di pace”!

Basta con la tutela degli interessi delle compagnie petrolifere!

Basta con l’introduzione del modello occidentale, globalista, consumistico nei Paesi musulmani!

Basta con la delega data a incapaci per la costruzione del nostro futuro!

Basta con la continua limitazione delle nostre libertà a causa di
questa situazione, con il controllo di telefonate, email, file.

Basta con le dichiarazioni di circostanza del c..o dei nostri politici.

Basta con il ritiro a sei mesi dall’Iraq, o l’anno prossimo, o quando vogliono loro. Ma loro chi? Chi rappresentano realmente oggi i nostri politici?

 
 
 

Post N° 103

Post n°103 pubblicato il 10 Gennaio 2007 da doctodany

L’abdicazione dello Stato

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Sono quattro anni che questa maggioranza, in tema di giustizia, se ne frega totalmente degli interessi generali. Ha un unico obiettivo: i propri interessi; di qui tutta una serie di leggi ad personam.

Il risultato è che oggi abbiamo due processi: uno per i cosiddetti
galantuomini (considerati tali a prescindere, in base al censo e al
potere), l’altro per il resto dei cittadini; il primo processo si
limita a scandire il decorso del tempo in attesa della prescrizione (
che la legge Cirielli renderà ancora più facile e breve); il secondo
processo incide sulla pelle, sulla vita, sui beni delle persone.

La (contro) riforma dell’ordinamento giudiziario va nella stessa direzione: non è una riforma della giustizia ma dei giudici;
si vogliono punire quelli che hanno osato occuparsi non soltanto dei
cittadini qualunque o dei poveracci, ma anche dei cd “galantuomini”; e
per il futuro questi devono essere lasciati tranquilli!



Quindi la controriforma è una vendetta e al tempo stesso un monito: mai più Tangentopoli, mai più processi su mafia e politica.

Corruzione e collusioni con la mafia scompariranno: perché di questi
processi sarà sempre più difficile farne; per farli, infatti, ci vuole
un magistrato indipendente, che non si lascia intimidire; per contro,
il “nuovo” giudice (quello disegnato dalla controriforma) è di
tutt’altra pasta.



Reclutamento e progressione in carriera congegnati in modo da preferire i magistrati “omogenei”
a chi contingentemente comanda ( quindi non è problema di destra o
sinistra, figuriamoci….); svuotamento dei poteri del CSM con
conseguente indebolimento della sua funzione di tutela
dell’indipendenza della magistratura; esercizio dell’azione penale
riservato esclusivamente al capo della Procura, vero mandarino della
giustizia penale; previsione di forme di controllo incisive del Governo
sull’attività giudiziaria: tutto, proprio tutto, va nella direzione
giusta perché lo stigma del “nuovo” magistrato siano il conformismo e
la burocratizzazione del proprio ruolo.

Ora, conformismo e burocratismo sono nemici giurati della ricerca della
verità (che spesso è scomoda, persino pericolosa se sono coinvolti
certi interessi).

In sintesi: la controriforma disegna un percorso ad ostacoli per chi
voglia accertare la verità essendo soggetto soltanto alla legge e il
gioco (per i potenti che impunità da sempre van cercando) è fatto anche
per il futuro…..



Per chi entra in magistratura sono previsti test psico-attitudinali;
tutti, ma proprio tutti gli specialisti dicono che sul piano
tecnico-scientifico è una vera ca...ta, assolutamente improponibile; ma
c’è di più, ed è che si dà ragione a Luciano Liggio, il noto mafioso,
che a Biagi (trasmissione TV “Il Fatto” del 20.3.89)
ebbe testualmente a dire: “quando il giudice mi ha interrogato mi sono
accorto che mi trovavo di fronte un ammalato. Se dietro a varie
scrivanie dello Stato ci sono degli psicotici la colpa non è mia.
Perché non fanno delle visite adeguate a questa gente prima di affidare
loro un ufficio?” (testuale….) – per cui si potrebbe dire, parafrasando
la propaganda politica berlusconiana di qualche anno fa: “Fatto!”.



Ricordiamoci di chi ha prodotto questa “legge” e, sin da ora, chiediamo a chi prenderà la direzione del Paese nel 2006 di cancellarla.

 
 
 

Post N° 104

Post n°104 pubblicato il 10 Gennaio 2007 da doctodany

Braccia rubate al lavoro: Marcello Pera

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 Pera, chi è Pera?



Nullità assoluta.



Non ha mai lavorato, dice di essere un filosofo, ma ha scritto dei libri e non si sa perchè.



Quasi sconosciuto, è un sotto bignami,non si conosce una sola sua idea.



Si finge discepolo di Karl Popper (che si rivolta nella tomba).



E' tirchio, brutto e commette errori di italiano.



Quanti di voi sanno come si chiama di nome? Maurizio, Marcovaldo, Marcello... Per tutti è pera, con la p minuscola.

Mandiamolo a lavorare.



Che lavoro gli fareste fare?

 
 
 

Post N° 105

Post n°105 pubblicato il 10 Gennaio 2007 da doctodany

E merda fu...

discarica.jpg



L'immondizia è diventata un simbolo.



Oggi l'impianto di riciclaggio è un orgoglio cittadino.

L'escremento è un bottino.



Siamo nella fase anale quando i bambini giocavano con la cacca traendone piacere.



Freud nel 1917 diceva che il bambino non ha ripugnanza per i propri escrementi, li usa come un regalo verso le persone che ama.

Oggi i marchi che fanno prodotti riciclati sono come i bambini che rielaborano la cacca e te ne fanno dono.



George Hansen e Deputy sono diventati leader nel mercato degli accessori fatti di spazzatura riclicata, esclusivi.



Le borse freitag (venerdi, in tedesco) hanno un grande
successo da anni in Svizzera e sono fatte con stracci e quindi sono
modelli unici, irripetibili. I cinesi hanno provato a copiarle
realizzando le borse donnerstag (giovedi), ma hanno fatto un flop.



Oggi il riciclaggio si insinua in tutti gli ambiti della vita umana: nella conoscenza con la disinformazione, nella cultura con la nuova istruzione, nel corpo con la chirurgia estetica.

Tutto ciò che è ripugnante si rende produttivo.



L'imitazione della natura: lo scarto di una azienda è la materia prima di un'altra (consiglio il libro di Gunter Pauli dal titolo Svolte epocali, ed. Baldini Castoldi Dalai).



Ad esempio la BASF: i suoi rifiuti sono le materie prima di società ad essa associate. Si nutre delle sue feci.



In Spagna, a La Coruna, funziona un impianto che trasforma i rifiuti in luce senza bruciarli (22 mila lampioni della città si accendono di notte).



Come non amare un sistema che dopo essere stato criminale, devastante ed inquinante, arriva a trasformare le scorie in arredamento e la merda in luce?

 
 
 

Post N° 106

Post n°106 pubblicato il 10 Gennaio 2007 da doctodany

Informazione pubblicitaria

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L’informazione giornalistica è diventata un intervallo tra una pubblicità e un’altra. Propongo di abolirla e di fare giornali di sola pubblicità. E’ più etico.

In questi giorni in Italia c’è un’accesa discussione sulle sorti del
Corriere della Sera, uno sciopero dei giornalisti, un confronto tra
giornalismo “dell’editore” o “degli azionisti”.

Tutte balle.

L’informazione è un business, chi paga decide le notizie, e chi paga è la pubblicità.

I giornali e le riviste dipendono per circa il 50%
dagli introiti pubblicitari, il 20/25% dei ricavi può provenire dagli
inserti (dvd, libri, ecc.) e i lettori finanziano il resto.

I lettori non servono più.

In una situazione del genere i lettori diminuiscono e la dipendenza pubblicitaria aumenta.

Nel 2004 poche testate hanno mantenuto le quote di diffusione, molte hanno perduto terreno (Il Sole24 Ore –5,1%, La Stampa –5,4%, Il Messaggero –4,2%, Panorama –3,9%, l’Espresso –3,4%), fonte:Ads.



I giornali non sono più pagati da chi li legge, come la televisione non è più pagata da chi la guarda. La televisione la paghi quando sei in bagno, in macchina, mentre fai la spesa.

 
 
 

Post N° 107

Post n°107 pubblicato il 10 Gennaio 2007 da doctodany

La spesa con la calcolatrice

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Ho ricevuto delle segnalazioni sulla spesa al supermercato, di seguito ne riporto alcune.



“Sono andato in un supermercato per comprare alcuni prodotti.
Siccome avevo da cambiare una banconota di taglio grosso, ho fatto il
conto al centesimo di quello che stavo comperando per vedere se le
monete che avevo in tasca bastavano a coprire l'importo. Quando la
cassiera mi ha presentato lo scontrino, ho visto che c'era una
differenza cospicua tra il conto che io avevo calcolato e quello
effettivo. Difatti, tre prodotti su cinque
risultavano costare venti, trenta, quaranta centesimi in più di quanto
dichiarato dall'etichetta sullo scaffale. Ho protestato e mi è stato
risposto con tante scuse che gli addetti non avevano fatto in tempo a cambiare le etichette dei prezzi dopo gli avvenuti ritocchi.”



“Al banco degli alimentari chiedo delle olive. Diversamente da mille altre volte, in questa occasione presto attenzione e mi accorgo che il prezzo al chilo delle olive nel momento in cui vengono pesate sulla bilancia risulta diverso da quello segnato sull'etichetta davanti al prodotto esposto.

Lo faccio presente e la commessa corregge il prezzo che mi ha appena
chiesto, poi prende l'etichetta che indicava il prezzo al pubblico e la
fa sparire. Alle mie proteste, ha la faccia di ribadire: "Per un
euro...".



“Compro una scatoletta di cibo per cani, prezzo esposto 95 cent, prezzo alla cassa 99 cent, il 4% in più, nemmeno troppo”.



Le persone che mi hanno inviato queste segnalazioni si sono firmate e hanno fornito molti dettagli. Sembrerebbe tutto vero.



Perché non proviamo?

Facciamo la spesa con la calcolatrice
(senza farci accorgere, di nascosto) e poi verifichiamo se alla cassa
ci è chiesto lo stesso importo e, in caso di differenza, lo segnaliamo come commento a questo post.

 
 
 

Post N° 108

Post n°108 pubblicato il 10 Gennaio 2007 da doctodany

Lauree: iniziano i saldi

scimmiapensante.jpg





Cos'è il titolo di studio?

Qual è il significato della Laurea se le università cominciano a venderle.



Ci sono lauree honoris causa che servono solo per mettersi in
mostra, o quelle totalmente prive di valore (reale e legale),
rilasciate da improbabili istituti stranieri o nazionali, giusto per
poter scrivere "Dott." sul biglietto da visita.



Sono iniziati i saldi delle lauree.



Valentino Rossi, laurea honoris causa in comunicazione e pubblicità,

Università di Urbino.



Vasco Rossi, laurea honoris causa in scienze della comunicazione,

IULM.



Marco Tronchetti Provera, laurea honoris causa in ingegneria elettrica, Università di Genova.



Stefano Ricucci, laurea in economia, Clayton University, San Marino.



Mentre le prime tre sono simboliche ma di Università riconosciute
(mi vergogno di quella di Genova), quella di Riccucci è un pezzo di
carta senza alcun valore legale dello stato italiano: costo 7.640 euro raterizzabili senza frequenza obbligatoria, nemmeno per gli esami.



Le lauree ormai si svendono.



Arrivano via email proposte di corsi di laurea che in "2 settimane, senza necessità di frequentare o di studi precedenti, garantiscono "Bachelor", "Master" e "Dottorati".



Attendiamo le offerte speciali natalizie: una laurea, un diploma e una licenza media per rendere edotta tutta la famiglia.

 
 
 

Post N° 109

Post n°109 pubblicato il 10 Gennaio 2007 da doctodany

Andreotti: il prescritto

andreotti.jpg



Giulio Andreotti è ovunque.



In televisione, nei giornali, nei convegni.



Esterna, pontifica, indirizza,
grazie a giornalisti, che non meritano più questo nome, su tutto: dalla
Costituzione UE ai referendum sulla procreazione, ai Forum sull'etica.



In ogni altra nazione sarebbe ignorato, nel migliore dei casi.



Quanto segue corrisponde alle ultime pagine della sentenza della Corte d’Appello di Palermo (2 maggio 2003), sentenza che complessivamente si compone di 1519 pagine; quanto segue pertanto è sintesi stringatissima di un’articolata motivazione.



In sostanza, fino alla primavera del 1980, Andreotti è stato ritenuto responsabile del delitto di associazione a delinquere con Cosa Nostra, e non condannato solo perché il reato commesso è prescritto a causa del decorso del tempo.



Per il periodo successivo alla primavera 1980 Andreotti è stato
assolto con lo schema motivazionale tipico dell’insufficienza di prove.



La decisione della Corte d’Appello di Palermo è stata
definitivamente ed irrevocabilmente confermata dalla Corte di
Cassazione con sentenza pronunziata il 15 ottobre 2004 e depositata il
28 dicembre 2004.



Le “vicende particolarmente delicate”, i “fatti criminali gravissimi”, di cui alle lettere d), e) et f) del testo allegato sono nientemeno che l’omicidio di Pier Santi Mattarella,
capo della DC siciliana dell’epoca, onesto uomo politico che con la
mafia non voleva averci a che fare, per questo dalla mafia ucciso.



Per tali vicende Andreotti – è dimostrato nella sentenza – incontrò i mafiosi (Stefano Bontade e soci) prima e dopo l’omicidio;
dire che a Palermo si è fatto non il processo ad Andreotti come singolo
responsabile di gravissimi fatti, ma il processo alla DC è una vera
bestemmia, che offende la memoria di Mattarella; salvo che a Mattarella
avessero ritirato la tessera della Dc perché non voleva avere a che
fare coi mafiosi, ma non risulta.



Basta!

Non ho più voglia di vedere Andreotti in giro.

Non è concepibile trovarlo in dibattiti, talk show, tavole rotonde come il “simpaticone di turno”.

Va dimenticato come facente parte di un periodo buio della nostra storia.

 
 
 

Post N° 114

Post n°114 pubblicato il 12 Gennaio 2007 da doctodany

SOPRANNOMI ROMANESCHI

Vi presento una rassegna di tutti i soprannomi che i
romani usano attribuire alle persone che li circondano. Nella metropoli periferica romana
ogni individuo viene infatti sempre ribattezzato con uno pseudonimo volto a metterne in evidenza
i difetti, i pregi, i vizi, etc.

ER SANGEMINI:

Soprannome ironico (la Sangemini è una nota acqua minerale di grande
purezza) di soggetto avvinazzato, afflitto da seri problemi di alcolismo
PIÈ VELOCE: Persona dai piedi piatti e storti
SOR DE ROSPIS: Appellativo usato nei confronti di una persona particolarmente brutta
ER MACIGNO: Dicesi
di persona poco divertente o spiritosa, spesso emarginata dal gruppo
per via della propria pesantezza di spirito e visibile difficoltà nei
rapporti sociali (vedi anche "er duqui")
ER DUQUI (ER DUQUINTALI):
Dicesi di persona particolarmente incline a creare conversazioni
socialmente pesanti a causa della propria totale mancanza di senso
dell'umorismo ed incapacità di fare dialettica anche su argomenti
banali
ER MOZZA: Persona particolarmente chiara di carnagione, dall'aspetto somigliante ad una mozzarella




ER BARRACUDA:
Personaggio dagli atteggiamenti aggressivi, provvisto di dentatura
assai vistosa e sporgente; il lettore si documenti all'uopo consultando
nomignoli simili come "er dentone", "'o squalo", "er caimano", "er
durbans", "er corgate super"
ER NOCCIOLINARO: Persona di poco valore (vedi anche "er fusajaro"). Indica anche un venditore ambulante di noccioline




ER TRELLA: Soprannome di persona che notoriamente consuma larghe quantità di spinelli (la "trella" è il classico spinello)
L'HEZBOLLAH:
Soprannome di soggetto assai grifagno, di aspetto levantino, occhi
penetranti, sopracciglia ispide, naso adunco, folta barba; suole
indossare barracano, turbante o fez, lunghe tuniche, babbucce con punta
rivolta all'insù. In privato, a volte, propugna l'integralismo islamico
più radicale e sfoggia un vistoso armamento di fabbricazione sovietica
(ad esempio, mitragliatore Kalaschnikov, fucile Dragunov, lanciarazzi
RPG, etc.). Spesso non si cambia, non si lava mai i vestiti e puzza
molto, (vedasi i vari "er talebbano", "er ceceno", etc.)
'IMPEDITO:
Soprannome di soggetto particolarmente goffo e imbranato. Sovente usato
con la ben nota costruzione composta: "sei pòpo 'n impedito!"
ER PASTARELLA: Persona con seri problemi di acne purulento sul viso o propensa al grande consumo di dolci
ER TROMBONE: Individuo fanfarone, becero e corpulento, incline al borbottìo, spesso avanti negli anni
ER GHISA: Soprannome
di persona che non sente il calore sulle mani. Si vocifera che tali
individui, quando fanno le braciolate, girino la carne con le mani
ER CERNIA: Tipico soprannome di persona che quando ride spalanca la bocca come una cernia
SBOBOLI: Persona molto suscettibile
ER CICCONE: Persona
che fuma in modo eccessivo per tutto il giorno. Il soprannome prende la
sua forma dal termine "cicca", cioè mozzicone di sigaretta
FASCIOLO: Persona che ha problemi di gas intestinali
ER FIAT: Dicesi di persona dotata di un alito importante (fiatella = alito pesante)
ER LABBRADOR: Individuo che soffre di continue e antiestetiche eruzioni di herpes
'A CERNIA: Soprannome di persona con il viso allungato e orribile
ER PREGHIERA: Persona particolarmente propensa al linguaggio scurrile e alla bestemmia
SVENTOLO: Ragazzo con le orecchie molto grandi
ER POLEMICA:
Appellativo indicante persona alla quale non va mai bene niente di ciò
che si fa, sempre pronta a polemizzare nel caso trovi qualcosa di
sbagliato, anche il benché minimo errore
ER BAZOOKA:
Individuo che quando "scorreggia", fa udire tremendi boati, e
spaventose vibrazioni del terreno, tipici di un colpo di bazooka
'O SDRUCITO: Appellativo di individuo che indossa abitualmente abiti vecchi e logori
'O SDRUMATO: Appellativo di individuo che non gode di buona salute

Per il momento questo è tutto se ne avete altri inviateli all'indirizzo di posta e-mail









 
 
 

Post N° 120

Post n°120 pubblicato il 12 Gennaio 2007 da doctodany

SEI COSÌ BRUTTO CHE SI TE CASCA 'A MORTE ADDOSSO FAI SCOPA: Con riferimento a un
celebre gioco con le carte: fai "scopa" con la morte, cioè il tuo
terrificante aspetto fisico è confrontabile con la raccapricciante effigie
della morte 



TE FACCIO DU' OCCHI NERI CHE SI TE METTI A MASTICÀ ER BAMBÙ ER WWF
TE PROTEGGE:
Ti sto per procurare due vistosi ematomi sugli occhi simili a
quelli dei panda. Un ottimo trattamento per divenire "specie protetta" 



LAZZIALE: Il peggior insulto che si può rivolgere alla frangia
"romanista" della popolazione metropolitana



VATTE A FA' 'NA FOTOTESSERA, CHE DOMANI MATINA STAI SUR GIORNALE: Osservazione rivolta ad
un amico che si accinge a mettersi al volante in stato di ebbrezza alcolica 



SEI TARMENTE BRUTTO CHE SE T'AVVICINI AR COMPUTER PARTE
L'ANTIVIRUS:
La tua bruttezza è talmente spiccata da mettere a repentaglio
anche la sicurezza di qualunque essere o oggetto che dovesse venire a contatto
con la tua persona 



SEI COSÌ BRUTTO CHE NUN TE SORRIDONO MANCO LI SOFFICINI: Voglio esprimerti tutta
la mia umana vicinanza perché immagino sia frustrante essere stato l'unico
bimbo a cui i "Sofficini" non hanno sorriso. È un riferimento a un
celebre spot pubblicitario 



C'HO LA
MÀGHINA TARMENTE VELOCE CH'ER NAVIGATORE GPS ME PARLA AR
PASSATO:

Il mio automezzo, grazie alle modifiche da me apportate, risulta oltremodo
rapido, al punto che la voce del navigatore satellitare non fa in tempo ad
indicarmi il percorso che io sono già andato oltre 



CE PASSA 'N AEREO 'N FIAMME CO' 'R PILOTA 'MBRIACO: Incitazione da
rivolgere al conducente dell'auto che ci precede, che, arrestatasi nel traffico
accampando la scusa della scarsità di spazio a disposizione per il transito,
intralcia la circolazione 



'N GIORNO LE RAGAZZE SCRISSERO SUI MURI "VE 'A FAREMO
PAGÀ!". E L'OMINI J'ARISCRIVETTERO "E QUANNO MAI CE L'AVETE DATA
AGGRATISE?":
Caratteristica espressione metropolitana per esprimere tutta la
solidarietà maschile verso il gentil sesso 



TU' MADRE È COME ER DIXAN: PIJA TUTTO A 90 GRADI: Tua madre si sottopone
spesso a particolari pratiche sessuali 



ABBITI 'NA LIANA DOPO TARZAN: La tua dimora non è in tutto e per tutto
pratica da raggiungere 



C'HAI ER FISICO DE 'N LANCIATORE DE CORIANDOLI (DE 'N SOFFIATORE
DE MINESTRINA):
Che ne dici di iscriverti in palestra? Vista l'esiguità della tua
massa muscolare sarebbe opportuno che tu ti dedicassi a qualche attività fisica
di un certo livello



SEI COSÌ CORNUTO CHE SI TE VEDE 'N CERVO VA 'N DEPRESSIONE: Il destino ha voluto
che le tue donne ti fossero costantemente e ostinatamente infedeli

 
 
 

Post N° 121

Post n°121 pubblicato il 13 Gennaio 2007 da doctodany

Pannella intercettato

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Pannella l’ha fatta grossa. Ha intercettato i ministri in conclave. E li ha trasmessi su radio radicale.
Questa mattina il blog è entrato nella reggia di Caserta. E ha intercettato il grande vecchio
liberista, liberale, libertario. In un luogo riservato. I cittadini
italiani hanno il diritto di sapere tutto di lui. E’ un fatto di trasparenza sonora. E’ uno scoop.
Fate girare l’audio, ma non ditelo a nessuno. Sapete, per la privacy...



Scarica l'audio di Pannella.

 
 
 

Post N° 122

Post n°122 pubblicato il 13 Gennaio 2007 da doctodany

***************** L'italiano delle donne *****************
Si = No
No = Si
Forse = No
Mi dispiace = Ti dispiacera'
Abbiamo bisogno = Voglio
Decidi tu = La decisione giusta dovrebbe essere ovvia
Fai come ti pare = La pagherai in seguito
Dobbiamo parlare = Ho bisogno di lamentarmi di qualcosa
Certo, fallo pure se vuoi = Non voglio che tu lo faccia
Non sono arrabbiata = Certo che sono arrabbiata, stronzo!
Sei cosi' mascolino = Hai bisogno di raderti
Certo che stasera sei proprio carino con me = Possibile che pensi sempre al sesso?
Spegni la luce = Ho la cellulite
Questa cucina e' cosi' poco pratica = Voglio una casa nuova
Voglio delle nuove tendine = e tappeti, e mobili, e carta da parati
Ho sentito un rumore = Mi ero accorta che stavi per addormentarti
Mi ami? = Sto per chiederti qualcosa di costoso
Quanto mi ami? = Ho fatto qualcosa che non ti piacera' sentire
Ho il sedere grosso? = Dimmi che sono stupenda
Devi imparare a comunicare = Devi solo essere d'accordo con me
Niente, davvero = E' solo che sei un tale stronzo...


***************** L'italiano degli uomini *****************
Ho fame = Ho fame
Ho sonno = Ho sonno
Sono stanco = Sono stanco
Andiamo al cinema? = Mi piacerebbe fare sesso con te
Posso portarti fuori a cena? = Mi piacerebbe fare sesso con te
Posso chiamarti qualche volta? = Mi piacerebbe fare sesso con te
Posso avere l'onore di un ballo? = Mi piacerebbe fare sesso con te
Bel vestito! = Bella gnocca!
Sembri tesa, ti faccio un massaggio? = Ti voglio accarezzare
Cosa c'e' che non va'? = Non vedo perche' ne stai facendo una tragedia
Cosa c'e' che non va'? = Attraverso quale insignificante trauma psicologico auto-inventato stai combattendo?
Cosa c'e' che non va'? = Immagino che di fare sesso questa notte nonse ne parla
Sono annoiato = Vuoi fare sesso con me?
Ti amo = Facciamo sesso, ora!
Ti amo anch'io = Va bene, l'ho detto, ma ora facciamo del sesso
Si, mi piace il tuo taglio di capelli = Mi piaceva di piu' prima
Si, mi piace il tuo taglio di capelli = cinquantamila lire e non e' cambiato nulla!
Parliamo = Sto cercando di fare una buona impressione su di te in modo che tu creda che io sia una persona profonda e forse allora acconsentirai a fare sesso con me
Mi sposerai? = Voglio che diventi illegale per te andare a letto con altri uomini
Mi piace di piu' quell'altro (detto mentre si fanno compere) = Prendi uno qualunque di questi cazzo di vestiti ed andiamocene a casa!

                    ***************************
                    * ...MA IO NON SONO COSI' *
                    ***************************

 
 
 

Post N° 123

Post n°123 pubblicato il 13 Gennaio 2007 da doctodany

Manuale di conversazione metropolitana
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BAMBULESH/CIARDA/CIOOO/SCIAO: forma di saluto introduttivo
COME T'ANTITOLI?: qual è il tuo nome di battesimo?
COME T'ARZA?/COME TE BUTTA?: come ti va la vita?
SARIBBECCAMO/SARISDRAIAMO/SARICABARDAMO: forma di saluto e di congedo
STAI A CACA' FORI DELLA TAZZETTA/DER VASETTO/'N TERRAZZO: adesso stai esagerando
TE STA A SCUREGGIA' ER TESCHIO/NUN TE LIMITI/NUN TA REGOLI POPO: vedi sopra
STAI A SCACIOTTA'/SBAROCCA': rivedi sopra
SO'  'NGRIFATO: sono eccessivamente eccitato
SE SCHIZZAMO COR DENTIFRICIO/COCCOLINO/VETRIOLO: siamo esageratamente euforici
ME PIJA/M'ATTIZZA/JE STO A ROTA: mi eccita molto
M'ARALLA/M'ACCHIAPPA 'NA CIFRA/CIOFRA/CIAIFRA/SOMMA: vedi sopra
NUN T'ARRAPA': invito a non eccitarsi particolarmente per una determinata situazione
STAI TRANCO/TRANCHIGIO/TRANCHILLO/TRANQUO/MANZO: invito a non esagitarsi
RIPONITE/RIPIJATE/PLACHETE: calmati, per favore
STAI A SBORA': sei eccessivamente agitato o felice
STAI A FA' LI BOTTI/STAI A SCAZZA': il tuo comportamento è quanto meno sconsiderato
STO A SVARIA' NER FLASH/STO FLASHATO: non ho un perfetto possesso delle mie facoltà
SO' PARTITO DE CRANIO/STO A SBROCCA'/M'È PARTITA 'A BROCCA: vedi sopra
SO'  'MPALLATO: sono concentrato in una attività a tal punto da perdere il contatto col resto del mondo
ME SO' ACCANNATO: vedi sopra

 
 
 

Post N° 124

Post n°124 pubblicato il 13 Gennaio 2007 da doctodany

Manuale di conversazione metropolitina
Parte 2
 

T'ABBUCHI CO' 'A NOVARGINA/SCOCCIATO FRACICO: dicesi di persona psichicamente instabile
ANACABBESIO/ANACAPONZIO?: non hai colto forse il senso?
NUN ME REGGE LA POMPA/STO A SBOTTA'/STO ALLA FRUTTA: sono terribilmente stressato
C'HO LI CRAMPI AR CULO: la mia tenuta fisica lascia alquanto a desiderare
TE STO A 'MBRUTTI': la tua antipatia mi irrita notevolmente
MO TE PARTO DE CAPOCCIA/DE TESCHIO: mi hai fatto proprio irritare
TE SPORVERO/TE SPARECCHIO LA FACCIA: ti prendo a ceffoni
STA A PARTI' 'NA PIZZA DAR BINARIO 5/MANZO, CHE TE CINQUINO ER TESCHIO: vedi sopra
T'APPOGGIO/TE PARCHEGGIO 'NA MANO IN FACCIA: rivedi sopra
TE MISCHIO COME UN MAZZO DE CARTE/TE RIBARTO COME 'NA COTOLETTA: rivedi sopra
TE RIVORTO COME 'N CARZINO/'NA CARZA/TE APRO COME 'NA COZZA: rivedi sopra
TE APRO COME 'NA SDRAIO/TE CHIUDO COME 'NA GRAZIELLA: rivedi sopra
TE APRO COME 'N FIASCO DE VINO/'NA DAMIGIANA: rivedi sopra
TE GONFIO COME 'NA ZAMPOGNA/TE SUCCHIO COME 'N GAMBERETTO: rivedi sopra
TE CIANCICO E POI TE SPUTO: rivedi sopra
TE STRAPPO LE GAMBE E TE CE PIJO A CARCI: rivedi sopra
APPARECCHIA ER CULO CHE LA CICCIA È PRONTA: rivedi sopra
T'ADDOBBO COME 'N ARBERO DE NATALE/TE DO 'NA ZACCAGNATA: rivedi sopra
TE DO 'NA PIZZA CHE T'ARESTANO PE' VAGABONDAGGIO: rivedi sopra
GIRA VOCE/CORRE MITO CHE FA FREDDO: è giunta notizia che la temperatura si abbasserà
TIRA 'NA GIANNA/GIANNELLA/CE SE PUZZA DAR FREDDO: il clima è rigido e insopportabile
SENTI CHE BROCCA: esclamazione volta a far notare la particolare rigidità del clima
LO STO A FA': non illuderti affatto che io compia questa azione
L'HO GIA' FATTO: rafforzativo de "LO STO A FA’"
ACCANNA I GIOCHI (GHEIMS): rinuncia al tuo proposito
FATTE 'NA CANNA DE LATTUGA/TIMODORE/FATTE 'NA PIPPA AR CERVELLO: vedi sopra
FATTE 'NA PERA AR COCCO/D'ACQUA FABIA: rivedi sopra
HAI CHIUSO I GIOCHI: non hai più speranze
ACCANNAMOSE: penso che sia meglio farla finita
VIENIME COR FOCO/DAMME 'NA PIETRA FOCAIA: per favore fammi accendere
STAMME AD ALLUNGA' 'NA CIOSPA/SVÀPORA/ZANNA: mi offriresti gentilmente una sigaretta?

 
 
 

Post N° 125

Post n°125 pubblicato il 13 Gennaio 2007 da doctodany

Il racket di Bushhttp

di Tito Pulsinelli
[Tito Pulsinelli è un giornalista italiano residente da molti anni
in Venezuela. Con questo articolo inizia la sua collaborazione
periodica a
Carmilla.]
immagine

Il (man)rovescio elettorale di Bush è il primo nodo – ad alto valore
simbolico - che viene al pettine del racket petrolifero-armamentista
che finanziò la sua scalata al vertice politico degli Stati Uniti.
Questo racket, vorace e cinico, è andato assai oltre il fisiologico
darwinismo sociale che sostanzia il liberismo in qualsiasi latitudine.

Non si è accontentato del ruolo di anti-Robin Hood: rubare la spesa
sociale destinata ai poveri per distribuire diminuzioni fiscali ai
ricchi. No, il racket pensava in grande ed agiva di conseguenza: ha
praticamente trasferito il grosso del bilancio statale alle guerre,
all’armamentismo e alle “ricostruzioni”.


Questo succulento assegno in bianco è stato girato integralmente ai
compari, cioè al comitato d’affari che finanziò le due campagne
elettorali di Bush. Fino agli estremi di una corruzione di tipo
“bananero”.

Bizzarri assai questi ultras, apostoli del liberismo universale che
vivono esclusivamente dello Stato, con bilanci approvati in clima di
emergenza, leggi speciali e sospensione dei diritti civili. Guarda
caso, il vasto comparto delle armi è un settore protetto dell’economia,
che gli Stati Uniti hanno sempre escluso dal dogma della concorrenza e
del mercato aperto.


Eppure, all’inizio Bush era un presidente debole, uscito da un’elezione
truffaldina, grazie ai maneggi del fratellino Jeb in Florida e della
mafia dei fuoriusciti cubani, specialisti con post-master in imbrogli
elettorali. Grazie alla Corte Suprema di Giustizia, con membri -
praticamente vitalizi - tutti di nomina presidenziale, Bush ottiene la
prima carica istituzionale. Giudici designati da Reagan e da papi Bush.

Era un potere dalle basi precarie, ma l’11 settembre cambia
radicalmente il panorama, il racket mette a segno un auto-golpe tra il
plauso universale. Miracolo delle nuove tecnologie e delle reti della
comunicazione a proprietà iper-concentrata. Poi passa a una rapida
riprogettazione delle istituzioni, alla misura degli interessi del 5%
della cittadinanza, e a un espansionismo estremista e velleitario.

Sotto la sferza immaginaria del “nemico esterno”, il racket impone alla
plebe la dissociazione psicotica, paranoia intensa e diffusa, riduzione
drastica dei diritti individuali, azzeramento dello spazio di manovra
per la critica sociale.

Chi infrange sistematicamente la legalità internazionale è ovvio che
non ha scrupoli per passare come un rullo compressore sulla plebe
domestica. Dopo la tortura di contrabbando, camuffata, il racket esige
una normativa che ne sancisca la liceità. I legislatori dicono ok, e
dall’Europa dei Lumi e dalla terra di Cesare Beccaria, classi dirigenti
cieche e sordomute continuano a chiamarla democrazia, e certuni anche
Grande Democrazia. Erano i tempi della “guerra infinita” e della caccia
al mullah Omar tra le montagne afgane. Tempi di cieco furore,
trionfalismo, dosi goebbelsiane di propaganda bellica, del stai con me
o sei mio nemico.


Mentre il mullah Omar iniziava l’epica e inconclusa fuga in
motocicletta, i Paesi europei diedero corpo e linfa a quella nuova
NATO, sottoscritta alla chetichella durante i bombardamenti di
Belgrado. Non è più un’alleanza militare difensiva, il mondo intero
deve essere un “Atlantico del nord”, massime quando le civiltà
sarebbero in “scontro” indotto. Perciò gli europei partecipano alla
vendetta del racket contro l’inerme Afghanistan, promosso a pericolo
pubblico planetario.

In corso d’opera mutò l’iniziale motivazione della guerra, rimpiazzata
dall’urgenza filantropica di “esportare democrazia” (sic), in una terra
dove lo Stato non è mai esistito. Una forma originale, senza Stato,
senza partiti, solo con basi militari, oppio, oleodotti e
bombardamenti.

La venalità e la vocazione atavica al saccheggio piratesco, sposati al
delirio di onnipotenza unilaterale, portarono a una ragion di Stato e a
una geopolitica con il petrolio come asse esclusivo. Gli interessi
aziendali del racket dominante trasformati in meta strategica e
politica di Stato, appena malamente camuffati dagli ideologismi
rupestri dei neocons. Siamo all’arrembaggio per il monopolio mondiale
delle fonti energetiche, sostenuto da spese militari esponenziali a
carico dall’erario pubblico. E’ la nuova pietra filosofale per
soddisfare la bulimia dei grandi elettori di Bush.


Dopo due tentativi andati a vuoto per coprirsi le spalle, tra l’aprile
e il dicembre del 2002 (un golpe classico e un sabotaggio
dell’industria petrolifera venezuelana), il racket si vede costretto a
rompere ogni indugio e a lanciarsi proditoriamente all’avventura in
Mesopotamia. D’altronde la NATO disse no, così pure Francia e Germania,
unici depositari di una visione degli interessi strategici europei,
soprattutto nei momenti burrascosi.

Sembrava una cavalcata trionfale, è diventata una marcia funebre: la
sconfitta più grave, che mette in secondo piano persino la ritirata
dalla Corea nel 1954 e la fuga dal Vietnam. Non è di molto ausilio
l’alta macelleria sperimentata da John Negroponte in Centroamerica ,
con full squadroni della morte e big terrorismo di Stato. Negroponte
ora è capo dei capi di tutte le riunificate polizie imperiali segrete.


In Iraq, però, le truppe di occupazione muovono la macchina bellica con
benzina importata dal.. .Kuwait. Il petrolio, in otto anni – nonostante
l’uso delle riserve strategiche- ha moltiplicato per dieci il suo
valore, riempiendo i forzieri russi, iraniani e venezuelani, che
cominciano a giocare su tutto lo scacchiere mondiale.

Quando il barile aumenta di un dollaro, a Caracas entra un miliardo di
dollari annuale addizionale, e a Teheran quasi il doppio. Il FMI
diventa prescindibile, così pure altri organismi multilaterali
sedimentati nel 1946; il dollaro dall’anemia passa alla leucemia, la
Cina – il competitore globale più pericoloso - si è già garantita
l’autonomia energetica per i prossimi 30 anni.

La Russia non va al tappeto, come pronosticavano gli allibratori
globali, ma rinazionalizza gli idrocarburi, mette in riga oscuri
oligarchi venuti dal nulla, azzera il debito estero, e con la Cina
fonda l’Organizzazione del Patto di Shangai. Da iniziale contrappeso
all’estremismo unipolare del racket, oggi è un blocco di potere
commerciale, finanziario e militare che raccoglie vari Paesi asiatici
(incluso il Kazakistan ricco di idrocarburi). L’India ed Iran sono
nella sua orbita immediata. Le nuove basi militari degli Stati Uniti,
in questa zona, sono poco più che sperduti avamposti nelle distese
percorse con gloria da Gengis Kahn.







 
 
 

Post N° 126

Post n°126 pubblicato il 13 Gennaio 2007 da doctodany

La guerra contro l’Iraq, prefabbricata per gli appetiti corporativi del
racket, è un buco nell’acqua. La breve stagione unipolarista è durata
il tempo di un’eclisse, e ha fatto emergere vari blocchi regionali, tra
cui quello sudamericano. L’intreccio del petrolio-gas (russo, iraniano
e venezuelano), con l’eccedente dollarizzato dell’export cinese e gli
armamenti russi, è una combinazione di fattori che ha cominciato a
ridisegnare la mappa geopolitica. Ci sono mezzi finanziari, risorse,
autonomia, alleanze e strumenti di deterrenza idonei per difenderle.

La superiorità bellica nei cieli e nello spazio si è dimostrata non
determinante per la conquista e l’espropriazione delle materie prime di
un territorio nazionale, ancor meno quelle di un blocco regionale. Il
racket che proclamava urbi et orbi
la capacità di vincere due guerre combattute contemporaneamente, in due
continenti diversi, è costretto a passare alla NATO la patata bollente
dell’Afghanistan. Washington si libera del comando delle operazioni: è
difficile gestire due sconfitte parallele, e preparare due ritirate
contemporaneamente.


La Corea del nord sfida apertamente il club nucleare della “non
proliferazione”, ora ha l’atomica e i vettori per lanciarla oltre il
Giappone. L’Iran continua imperterrito a rivendicare il diritto
all’energia nucleare per l’uso civile. Gli Stati Uniti rimangono soli,
perché Cina e Russia non si sommano a sanzioni che non siano puramente
simboliche, persino i sudcoreani non gradiscono.

L’Unione Europea non può mentire a lungo, innanzitutto a se stessa, né
persistere nella schizofrenia: l’Iran è un grande mercato del suo
export, oltre che un decisivo fornitore di energetici.

Le marine militari che accompagnano la flotta da guerra degli Stati
Uniti di fronte alle coste iraniane, sono state testimoni dirette del
lancio di tre nuovi modelli di missili mare-mare, in grado di coprire
l’intero stretto di Hormuz. Gli iraniani hanno dimostrato la capacità
di colpire il traffico delle petroliere nel Golfo Persico, vale a dire
il 23% dell’approvvigionamento degli Stati Uniti, oltre a quello
europeo. Bisogna convenire che si tratta di qualcosa di più sofisticato
dei “katiusha” lanciati dai libanesi, che pure misero in grave
difficoltà gli “invitti” invasori israeliani.


Il racket ha messo a nudo, oltre alla velleità di un governo, la
credibilità di una dottrina strategica e l’impraticabilità
dell’egemonismo assoluto. Gli Stati Uniti non sono in grado di fare il
direttore d’orchestra del pianeta, devono cercare un altro ruolo, e
svolgere una funzione differente nel nuovo assetto multipolare.Chi
esibisce il debito più grande, e importa più di quello che esporta, non
può pretendere di fare il poliziotto del pianeta.

E’ problemático, però, tornare al vecchio egemonismo condiviso con i
soci minori, perché il Giappone e il blocco europeo sono ormai
concorrenza produttiva, finanziaria e monetaria. I tempi della
Trilaterale appartengono a un passato abbastanza remoto, e “Occidente”
è diventato solo un sinonimo di neoliberismo o di capitalismo
finanziario, con scarsa sostanza geopolitica.

Né gli Stati Uniti possono ripiegare allo storico isolazionismo,
abbandonato quando si sostituì al tramontato impero spagnolo appena
estromesso da Cuba e dalle Filipine. In poco più di due secoli ha
esaurito le ingenti risorse naturali di un Paese-continente, ora
dovrebbe raschiare il barile o sciogliere i ghiacciai dell’Alaska.
Hanno bisogno del mondo, però le regole del gioco non potranno più
essere le stesse.


E’ reale un impero basato solo sulla superiorità militare? Esercitata,
per di più, come pedagogia dissuasiva. solo contro i pesi piuma
(Grenada, Panama)? Sono passati 60 anni dall’ultima guerra vera
combattuta, quella terminata nel 1945, vinta in tandem con l’Unione
Sovietica (senza atomica). Nel frattempo, c’è stato solo il fiasco in
Corea e in Vietnam. La prima guerra contro l’Iraq è stata combattuta e
finanziata da una costellazione di nazioni. Agli uni le spese, ad altri
la “gloria”. Anche la distruzione della Jugoslavia è stata possibile
solo con l’inqualificabile complicità di Bruxelles.

Il dollaro, senza copertura aurea dal 1971, oggi è espressione di una economia primus inter pares,
grazie soprattutto alla forza delle armate e alle rendite di posizione
che ne derivano. Per essere credibili, queste devono essere
convincenti, cioè vincere sui campi di battaglia. Altrimenti il valore
reale dei segni monetari e finanziari torna alle materie prime, che
infatti stanno aumentando le loro quotazioni. E gli assi di equilibrio
stanno variando a favore dei blocchi regionali del nuovo firmamento
multipolare.


In questo nuovo quadro, sconcerta l’ingenuità dimostrata in Finlandia
dai leader politici europei, quando ritennero di spaventare la Russia
perché il “petrolio e il gas non si possono mangiare”. Putin ha una
lista d’attesa di clienti eccellenti, e sta già costruendo le nuove
strutture per i rifornimenti verso la Cina e il Pacifico. Altrettanto
fa l’Iran con India e Cina, e il Venezuela verso il Brasile e il
subcontinente. Il mercato “occidentale” non è più imprescindibile, la
dipendenza sarà reciproca, sicuramente non è più unilaterale. Chi
dipende da chi?

Bruxelles deve decidere se continuare ad accodarsi alle avventure nel
mondo promosse dal racket di Bush - sempre e solo contro i diretti
fornitori dell’Europa! - oppure guardare il mappamondo, e convincersi
che è più vantaggioso accordarsi con gli iraniani e i russi. La cosa
più puerile, in ogni caso, è il mercimonio dei diritti umani a cambio
d’affari.

Il racket, invece, non ha nulla da perdere con embarghi o ritorsioni
contro l’Iran, visto che gli Stati Uniti hanno interrotto qualsiasi
relazione da tre decenni, e non si sognano certo di “democratizzare” i
fidi soci dei regimi feudali della penisola arabica.



Dopo aver proceduto a de-industrializzare, con il trasferimento
all’estero di tutta la struttura produttiva, le condizioni generali di
vita negli Stati Uniti sono precipitate, la classe media si è
impoverita, tutti comprano le merci importate dalla Cina, presenti in
ogni scaffale, indebitandosi con le carte di credito.

La prima sfida aperta al regime è stato portata a segno dalla parte più
vulnerabile e castigata della plebe. I latinoamericani hanno incrociato
le braccia, si sono ribellati contro il pericolo di essere dichiarati –
con un tratto di penna - delinquenti sociali, deportabili in qualsiasi
momento. Riesce difficile immaginare uno scenario in cui 15 milioni di
persone possono essere deportate, se non pensando a uno stadio
stalinista del neoliberismo.

D’altronde, con l’abbondanza di personale proveniente dalle fila dei
servizi segreti, sino ai vertici più alti del regime (ieri papi Bush,
oggi il nuovo ministro della difesa), è impossibile non rivelare una
similitudine con l’Unione Sovietica post-Breznev, quando il KGB
dirigeva Partito e Stato con Andropov.


Il racket è vicino al capolinea, ma quel che preoccupa è che non sembra
che esistano soluzioni diverse alla crisi severa degli Stati Uniti. La
prova venne dall’opaco Kerry: fallì perché non si identificano
differenze sostanziali tra i due partiti, né un nuovo progetto di Paese
all’altezza che la circostanza storica impone. Appaiono come due
correnti di un unico partito, quello del capitalismo finanziario, con
differenziazioni minori, di tipo tattico.

Entrambi intrappolate nell’utopia dei tecno-guerrieri con incomparabile
capacità distruttiva (per il nemico), ma con il tallone d’Achille di
“zero morti” (propri). Contraddizione insanabile che si accompagna alla
doppia morale, all’incoerenza di una scala di valori a estensione
variabile, che acutizza lo stridore lacerante tra discorso pubblico e
pratica quotidiana.


Questa è la diffusa percezione del sud del mondo, nella latitudine
non-industrializzata, nell’area araba, in Oriente e in America latina.

E anche tra le fila dei latinos
e degli afro – che forniscono soldati a basso costo per le tecno-guerre
- tangibile espressione della discriminazione e della disgregazione
interna, e del selettivo sistema di assimilazione etnica degli Stati
Uniti. Accanto al tradizionale sbarramento all’accesso verso l’élite
WASP, e alla chiusura verso gli strati medi, oggi l’impero moribondo
impone il “numero chiuso” anche per il riconoscimento legale dello
status di plebeo. In fondo, l’integrazione giuridica piena degli
afroamericani è cosa degli anni ’70, pagata con il sangue di Martin
Luther King e Malcolm X, e troppi altri.

La scarsa coesione e solidità del corpo sociale è una delle ragioni che
motivano la creazione artificiale del “nemico esterno” permanente. Dopo
il comunismo, il surrogato dello Stato-delinquente, poi una realtà
ancor più impalpabile come “Al Qaeda”, attualizzazione della
cinematografica Spectre. A forza di esportarla, della democrazia non è
rimasto quasi nulla.

 
 
 

Post N° 127

Post n°127 pubblicato il 14 Gennaio 2007 da doctodany

La funzione del Ministero dei Giovani al conclave dell'Unione
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